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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Chris Wright è pronto a mettersi al volante dell'Openjobmetis. Il nuovo playmaker biancororosso racconta le prime sensazioni della sua avventura a Varese in vista dell'esordio nel delicatissimo match casalingo di domenica contro Capo d'Orlando: «Ho trovato un gruppo molto disponibile ad aiutarmi nell'inserimento e un'organizzazione perfetta nell'assistermi in ogni necessità. Varese per me è una buona situazione, conosco questo campo per averci già giocato e vinto con Villeurbanne e Pesaro e conosco molti dei miei nuovi compagni, in particolare Maalik Wayns contro il quale ho giocato diverse volte sia all'High School che al college».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'ultimo acquisto della stagione 2015-16 dovrà assumere rapidamente 0 comando della sua nuova squadra, sposando le richieste di Paolo Moretti di diventarne il leader per esperienza e personalità: «Ho parlato con il coach che mi ha spiegato le sue esigenze, mi ha chiesto prima di tutto di interpretare il ruolo del playmaker con l'obiettivo di essere la guida della squadra: so di poterlo fare nel modo migliore. Dite che Varese stava cercando esattamente un giocatore con le mie caratteristiche tecniche e umane? Spero di dimostrare che sia vero, ma non guardo alle etichette: il mio obiettivo è andare in campo e fare quel che serve alla squadra per vincere».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Wright non si preoccupa eccessivamente delle aspettative che i tifosi biancorossi ripongono nel suo arrivo, preferendo concentrarsi sulle necessità della squadra: «So che il pubblico è molto caldo e sostiene la squadra con grande entusiasmo, ma non sento la pressione dei tifosi nei miei confronti: la gente dovrebbe aspettarsi molto da tutti noi e non da me solo, l'auspicio che la mia aggiunta possa essere utile a migliorare le cose ma si vince e si perde tutti insieme. La situazione di classifica non è brillante, ma ci sono ancora tante partite da giocare: 11 gare sono un periodo di tempo sufficiente per uscire dai problemi attuali».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'] [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Di certo la conoscenza di Wright dei climi infuocati della bagarre salvezza, già affrontata lo scorso anno con la maglia di Pesaro, potrà essere di grande aiuto alla squadra di Moretti: «Tutte le esperienze lasciano qualcosa di importante nella carriera di un giocatore per abituarti a reagire a ogni situazione, sia vittorie esaltanti che sconfitte deprimenti. Quel che ho vissuto lo scorso anno a Pesaro, giocando una sorta di spareggio salvezza nell'ultima giornata di campionato, è stata molto utile per capire come si vivono certe situazioni nel basket italiano, e cercherò di portare quell'esperienza in questa mia nuova avventura a Varese». Resta ovviamente da capire quanto tempo occorrerà a Wright per essere al massimo della condizione dopo 3 mesi di inattività agonistica (ultima partita all'Hapoel Holon il 17 novembre scorso): «Stavo lavorando con una squadra di D-League per tenermi pronto: mi sento in buone condizioni, ma c'è grande differenza tra allenamenti e partite. Mi manca il ritmo della gara vera, cosa che non si può inventare, ma spero di poterlo trovare al più presto possibile».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]
     

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Basterà l'effetto Wright per trasformare la Varese in balia delle onde del PalaSerradimigni in una squadra capace di presentarsi con la faccia giusta al decisivo appuntamento salvezza contro Capo d'Orlando? Per cambiare volto ad una OJM imbarazzante per pochezza tecnica e mentale nella sua ennesima declinazione esterna ci vorrebbe la bacchetta magica, ma la stringente logica dei regolamenti affida al play ex Pesaro - uomo dagli attributi fumanti, come dimostra la sua battaglia contro la sclerosi multipla condotta da giocatore professionista - il compito di trascinare la squadra di Moretti verso una salvezza complicata dalle imprese e dai rinforzi altrui.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
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    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Una toppa per nascondere gli squilibri più evidenti di un mercato estivo che i riscontri del campo hanno bocciato in toto, nei singoli e negli accostamenti. Da quel Wayns annunciato come guida dell'attacco con le sue scorribande nel traffico che invece segna solo da 3 punti e non ha mai in mano ritmi e tempi del gioco, a quel Davies "ballerino " delle aree colorate la cui tecnica anche apprezzabile viene vanificata da un livello di testosterone totalmente insufficiente, specie se accoppiato con il fuscello Faye che si batte con ardore ma nel pitturato vola via con frequenza costante. E che dire del palleggiomane Galloway e della coppia di ali Shepherd-Thompson?[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La realtà dei fatti è che nonostante un budget non pingue ma dignitoso (monte stipendi stimato in 950mila euro netti, il settimo della serie A prima dell'era Gerasimenko) si sono collezionati abbagli in quantità industriale, non solo nelle caratteristiche dei singoli, ma anche nel costruire una squadra a trazione americana (passaporti a parte, 6 giocatori di scuola NCAA) senza alcuna esperienza di serie A. In ottica futura il 5+5 delle varie Trento, Pistoia e Cremona, costate da 200 a 300mila euro netti in meno, è strada da perseguire contando sullo zoccolo duro degli italiani con contratti pluriennali.[/font][/color][/size][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
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    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Però qui e ora serve fare quadrato e sistemare alla meno peggio gli equilibri che con Kangur e Kuksiks sono risultati meno labili in vista di una volata salvezza complicata da un calendario ricco di insidie casalinghe e spareggi esterni. Per questo la tappa di Capo d'Orlando, unica rivale che transiterà a Masnago nel girone di ritorno, andrà preparata nel modo migliore: l'abitudine di Wright ai climi aspri maturata a Pesaro sarà un'addizione preziosa pure dal punto di vista agonistico. Una volta messa al sicuro la permanenza in serie A, si potrà programmare un futuro diverso dentro e fuori dal campo. Ma adesso l'attenzione va concentrata sulla squadra che, pur con tutti i limiti ed i problemi, va sostenuta fino a salvezza acquisita, evitando sfascismi e giochi al massacro.[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Pallacanestro Varese e Robur et Fides compiono un altro passo l'una verso l'altra dopo il primo riavvicinamento dell'estate 2015. Non si tratta di una risposta "di pancia" alla recentissima nascita del terzo polo legato ai nomi gloriosi di Dodo Rusconi e Aldo Ossola, ma della prosecuzione di una strategia comune di ottimizzazione delle risorse cittadine basata sul solido rapporto nato tra i due presidenti Stefano Coppa e Cesare Corti, che nell'incontro di mercoledì sera hanno discusso le modalità attuative per dare continuità al progetto congiunto lanciato già quest'anno con la categoria Under 18. Il gruppo misto di 16 atleti delle annate 1998 e 1999, allenatosi già in diverse occasioni agli ordini di Franco Passera e Paolo Moretti, parteciperà durante il periodo pasquale al torneo internazionale di Lissone con il marchio "neutrale" ma simbolico Città di Varese. La partecipazione alla manifestazione brianzola sarà preludio al varo di una squadra unica per la stagione 2016-17 a livello di Under 18 e C Silver, mentre la Robur et Fides avrà la possibilità di pescare tra gli atleti del 1997 e 1998 non più eleggibili per le giovanili da aggiungere al roster della sua serie B.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']In più proseguirà l'interscambio di giocatori tra le due realtà che quest'anno ha coinvolto le categorie Under 18, Under 16 e Under 13: nei prossimi giorni i rispettivi staff tecnici e dirigenziali faranno il punto della situazione in vista di un nuovo maxi-summit da fissare entro fine mese che metterà a fuoco i dettagli della partnership per la stagione ventura. «L'obiettivo di questa collaborazione è quello di superare gli steccati del cartellino e creare uno spazio comune nel quale dovrà essere privilegiata la crescita del giocatore e non il risultato della squadra - spiega il presidente biancorosso Stefano Coppa - Ottimizzare le risorse tecniche disponibili da una parte e dall'altra servirà a far crescere nel modo ottimale i talenti di entrambe le società».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La collaborazione diretta riguarderà dunque le fasce alte dell' attività giovanile, con la prima squadra della Robur et Fides che diventerebbe una sorta di laboratorio di crescita per preparare allo sbarco in serie A i migliori prospetti dei due vivai cittadini, evitando "dispersioni" di talenti fuori città come avvenuto troppo spesso nel terzo millennio; ognuna delle due società manterrà però l'attuale struttura capillare a livello di Minibasket e fasce basse fino all'Under 16, pur con ampia possibilità di "travasi" relativi a percorsi individuali di crescita. Intanto la Pallacanestro Varese, attraverso le ripetute sollecitazioni di uno storico prodotto del suo vivaio come Massimo Ferraiuolo, vorrebbe riportare l'attività giovanile tra le priorità negli investimenti della società, tra la volontà di riaprire la foresteria (vedi il provino di due settimane fa del 14enne talento croato Stipe Jelic) e di puntare su un professionista esterno per la supervisione tecnica. Progetti condivisi dai vertici della società di piazza Monte Grappa e dal CdA di "Varese nel Cuore", pur con la consapevolezza che gli investimenti sul vivaio necessitano di un impegno continuativo prima di raccogliere frutti concreti.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Lo stesso discorso vale per il neonato Basket Ignis Varese, pur con intenti e finalità completamente differenti da due club con avviata attività senior come Pall.Varese e Robur et Fides, lanciando la sua offerta cestistica con l'attività di base delle categorie Esordienti ed Aquilotti (annate 2004, 2005 e 2006). La concorrenza nelle fasce basse può solo essere uno stimolo per tutte le realtà attive sul territorio, oltre a dare la garanzia dell'ulteriore aumento della base dei praticanti; a lungo termine però parrocchie e orticelli fanno solo il male dello sviluppo del movimento cittadino. E dopo anni di "minuetto" tra una lunga serie di passi avanti e indietro nel giro di 12 mesi, Pallacanestro Varese e Robur et Fides sembrano avere imboccato la strada giusta per un progetto condiviso che porterà benefici a tutto il basket di Varese.[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Niente debutto a Sassari per Chris Wright. Il nuovo playmaker dell'Openjobmetis non ritirerà all'ambasciata di Washington il visto necessario per il tesseramento nei tempi previsti per il suo utilizzo sul campo del Banco Sardegna. Secondo la prassi, il giocatore statunitense ha presentato la richiesta ieri, dopo che il CONI ha rilasciato lunedì il numero della pratica necessario per avviare la richiesta. E siccome gli uffici sono aperti tre volte alla settimana a giorni alterni, soltanto domani pomeriggio nel fuso orario italiano Wright potrà ritirare il documento indispensabile secondo i regolamenti FIR Ma i termini per il tesseramento scadono alle 11 di domani, dunque per l'esordio del nuovo giocatore biancorosso bisognerà attendere lo "spareggio-salvezza" del 14 febbraio a Masnago contro Capo d'Orlando.[/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Misteri della burocrazia italiana che evidentemente richiede il suo tributo di complica- zioni inutili anche all'estero; nel frattempo gli ultimi dettagli per la transazione del contratto con Ramon Galloway sono stati definiti nella giornata di ieri, dunque è escluso che in attesa di Wright l'Openjobmetis possa ricorrere nuovamente alla guardia ex Tortona in occasione del match di domenica. E anche se Varese non potrà tesserare il nuovo americano, non ci saranno problemi regolamentari relativi all'obbligo dei 7 contratti stranieri depositati per chi utilizza lo schema 3+4+5, consentendo ai biancorossi di depositare domani la transazione con Galloway in vista del suo passaggio a Omegna. Anche se Mychal Thompson è ormai un ex varesino da oltre 40 giorni, la rescissione dell'accordo con l'ala bahamense non è mai stata depositata presso la Lega Basket, dunque formalmente Varese sarà in regola per quanto riguarda il numero dei contratti stranieri.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Daniele Cavaliero non ci sta a questo gioco al massacro. Il capitano biancorosso, ancora ai box in attesa di recuperare dall'infortunio alla spalla destra riportato contro Cantù (ipotesi realistica di rientro il 24 febbraio nella gara 2 degli ottavi di FIBA Cup), ha sfogato sulla propria pagina Facebook tutto il suo dissenso nei confronti di chi ha sparato a zero contro tutto e tutti (giocatori, allenatore, g.m. e presidente) dopo la sconfitta di Pesaro. «Dobbiamo salvarvi e levare il disturbo tutti? Forse lo faremo, forse siamo indegni di questa maglia, ma se per qualsiasi motivo qualcosa dovesse cambiare, non provate a salire sul carro del vincitore perché giuro che vi faccio scendere personalmente».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Uno sfogo a caldo che il giocatore biancorosso racconta così: «Qualcuno dice che prima ci vogliono i fatti e poi le parole, e strategicamente non era forse il momento migliore. Però proprio mentre stavo girando tra una stanza e l'altra dello specialista di Forlì dove sto facendo riabilitazione ho letto quelle cose che mi hanno dato fastidio, e mi sono sfogato di pancia. Le critiche sulla partita di Pesaro sono legittime, però c'è modo e modo: chi si scaglia in questo modo contro tutto e tutti non fa certo il bene della Pallacanestro Varese, e troveranno sempre in me un muro per difendere la mia squadra». Una presa di posizione che Cavaliero non lega al suo ruolo di capitano all'interno dello spogliatoio: «Ho scritto di getto quel che pensavo, senza neppure pensare al mio ruolo di capitano. Stando fuori ho la possibilità di vedere con altri occhi quel che succede intorno a noi: capisco la frustrazione quando le cose non vanno bene o commettiamo errori banali, però vedo troppa rabbia e troppo livore. Vedere un mio compagno uscire tra fischi e insulti, per quanto possa aver giocato male, è una cosa che dà fastidio. A Varese il basket si vive con una passione viscerale, ed è bellissimo anche per questo; però se l'obiettivo comune è quello di vincere partite e regalare emozioni alla gente, certi toni di certi attacchi fanno solo male a quello che viene considerato come un bene di tutti». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque l'intento di Cavaliero è stato quello di mettere un argine di fronte a toni considerati eccessivi: «Vero che certe volte non ci siamo meritati l'appoggio del pubblico e della stampa e che possiamo apparire un bersaglio troppo semplice da raggiungere. Ma quando si supera un certo limite ritengo giusto prendere posizione come ho fatto»[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis chiude il percorso delle Last 32 in Austria, malo sguardo è giàrivolto verso Monaco di Baviera. La trasferta di oggi (ore 18, diretta streaming sul canale YouTube della FIBA) sarà comunque decisiva per il futuro cammino continentale di una Varese convocata per lunedì prossimo in Germania in occasione della presentazione ai club della nuova Champions League della FIBA. La società di piazza Monte Grappa è stata invitata assieme a Cantù, Sassari, Reggio Emilia e Trento al vernissage della competizione istituzionale ideata dall'organismo internazionale in contrapposizione con l'Eurolega "privata" dell'ULEB. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Arrivare sino in fondo dell'attuale... coppetta non significherebbe soltanto rimpinguare le casse del club con i sostanziosi bonus di risultato previsti per chi arriva alle Final Four. Ma anche guadagnarsi un biglietto di ingresso per la nuova competizione dall' appeal molto più elevato per livello tecnico e opportunità economiche rispetto all'attuale FIBA Cup. La nuova Champions League a 32 squadre (24 dai campionati nazionali e 8 da un torneo di qualificazione alla quale accederà con una wild card la vincente della FIBA Cup) sarebbe certamente un traguardo allettante al quale provaie ad accedere dalla corsia preferenziale europea, visto che certamente il risultato del campionato in corso non darà questa opportunità ai biancorossi. E nell'ottica della costante ricerca di risorse messa in atto dai vertici del consorzio (nell'imminenza dell'assemblea del 15 febbraio che detterà le linee guida della futura governante della Pallacanestro Varese) proporre una vetrina continentale adeguata al blasone della società di piazza Monte Grappa potrebbe dare stimoli nuovi al tentativo di aumentare il budget in maniera sostanziosa per alzare l'asticella degli obiettivi. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ma la trasferta sul campo del Gussing, già aritmeticamente eliminato, è un primo snodo fondamentale per provare a sognare l'Europa che conta. Vincere stasera in Austria consentirebbe a Varese di entrare dalla porta principale nel tabellone degli ottavi di finale; ma guardando all'eventuale secondo turno saia importante anche lo scarto finale, dato che il fattore campo dei quarti sarà assegnato alla squadra con il miglior record e la miglior differenza canestri in caso di incrocio tra due prime delle Last 32 (l'ipotetico incrocio sarebbe quello con il Villeurbanne, che parte da +51 prima della trasferta in Finlandia contro il +38 dell' OJM). « Dovremo lottare con tutti i nostri nervi e con tutte le nostre forze sia per mantenere il primo posto, sia per un eventuale barrage per i quarti di finale» afferma Paolo Moretti alla vigilia della partenza per l'Austria.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E in attesa dello sbarco a Varese di Chris Wright che è ancora alle prese con le pastoie della burocrazia (oggi appuntamento in ambasciata a Washington: se il visto non sarà pronto dovrà tornare venerdì, fuori tempo massimo per il tesseramento in vista del match di Sassari). Il nuovo play biancorosso sarà un'addizione fondamentale sia nella corsa salvezza del campionato che in quella playoff della FIBA Cup, ma Varese dovrà imboccare senza di lui il primo bivio per l'Europa di alto livello. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stefano Coppa si divide tra la rabbia per una sconfitta che fa malissimo a classifica e morale e la necessità di guardare avanti evitando di macerarsi in cerca di colpevoli. Il giorno dopo il disastroso quarto periodo di Pesaro, il presidente dell'Openjobmetis fotografa così il suo stato d'animo: «L'amarezza è tantissima per un errore madornale che ci costerà caro. E' umano e naturale essere arrabbiati, ma dopo 24 ore bisogna guardare avanti, evitando processi e cacce alle streghe. Tutti noi siamo rammaricati per l'occasione persa, e io sono il più nervoso in assoluto per aver buttato via due punti vitali in quel modo. Però sbollito l'umore nero di domenica sera dobbiamo restare tutti uniti e continuare a lavorare».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Purtroppo un film già visto per una Varese nuovamente vittima dei suoi limiti quando la pressione difensiva oscura la luce di Wayns: «L'errore più grave è stato convincerci che la partita fosse già vinta: Wayns e Galloway hanno iniziato a giocare per conto proprio e gli altri sono usciti dalla gara. Certo Pesaro ha trovato il modo per limitare Maalik con una difesa aggressiva, e sono emersi alcuni vecchi limiti al di là delle assenze per infortuni e della stanchezza per la partita di mercoledì. Spero che finalmente la lezione di domenica sia servita una volta per tutte per capire che non possiamo prescindere dalla coralità». Il presidente biancorosso ribadisce la piena fiducia nel lavoro dello staff tecnico e mette il petto davanti alle critiche: «Moretti e l'area tecnica debbono proseguire a lavorare con la maggior serenità possibile: mi prendo io la colpa per non essere stato capace di trasmettere alcuni concetti. Di certo però respingo l'idea che società e squadra siano allo sbando: abbiamo perso una grande occasione per allontanarci dalla zona calda, ma ora serve stare uniti mentre creare tensioni sparando a zero non aiuta di certo. Nessuno di noi è contento per i risultati, ma nell'ultimo mese ci sono stati progressi tangibili che non vanno cancellati per quei 10 scellerati minuti finali di Pesaro».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ora si aspetta la svolta con l'arrivo di Chris Wright, ancora alle prese con le pratiche del visto e atteso probabilmente per giovedì in città: «Il finale di domenica avvalora la nostra scelta: forse dal punto di vista tecnico serviva una guardia, ma questa è una squadra che ha bisogno di un giocatore con personalità forte. L'auspicio è che l'aggiunta di Chris nasconda nel miglior modo possibile i nostri limiti caratteriali e l'ulteriore margine di crescita è legato ad affiancare a Wayns un giocatore che lo aiuti quando gli avversari lo pressano». Infine Coppa indica nei ripetuti infortuni del reparto esterni il motivo principale per cui Galloway - in discussione da settembre -saluterà la compagnia (oggi la transazione e il passaggio a Omegna nonostante le richieste da Recanati): «Le tempistiche degli infortuni che in particolare hanno colpito il nostro reparto guardie hanno condizionato pesantemente il lavoro in palestra ma soprattutto le scelte strategiche. Probabilmente la nostra analisi non è stata corretta e siamo stati un po' ciechi nell'aspettare fino ad ora, però a dettarci l'agenda sono stati sempre i fattori esterni».[/font][/color][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size][/font][/color]
     

  • simon89
    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Capolinea, gente. Al di là di quello che succederà alla fine della stagione, con una salvezza che sarà difficile da conquistare, lo scempio andato in scena ieri a Pesaro mette una pietra sopra a un progetto che non è mai decollato, una squadra che non è mai stata squadra, una società che ha fallito. In dieci minuti di imperdonabile follia i giocatori scesi in campo indossando la maglia di Varese hanno messo a nudo l’inadeguatezza di quasi tutti i protagonisti di questa stagione sciagurata.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Da bocciare senza appello chi ha pensato e costruito questa squadra, chi ha valutato e scelto questi giocatori, chi ha messo in piedi questo gruppo senza capo né coda: Arrigoni e Coppa, architetti di questa Varese, devono delle scuse ai tifosi.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Il direttore sportivo da qualche tempo non parla, almeno con noi della Provincia: perché non ha nulla da dire, oppure perché non può dire quello che vorrebbe (quanti soldi aveva a disposizione per fare questa squadra, per esempio). Preso dopo aver incassato i “no” di Iozzelli e Alberani, non è mai riuscito a fare l’Arrigoni scivolando in una rassegnazione che sa di resa.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Il presidente dal canto suo si trova nell’impossibilità di mantenere quello che promise l’estate scorsa («Questa è la mia squadra, la difenderò se e quando ce ne sarà bisogno»). E dovrebbe quindi ammettere (a se stesso e agli altri) il fallimento totale e drammatico di un progetto per il quale si è speso in prima persona e che è naufragato senza appello.[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Spiace parecchio dover registrare anche la paurosa sbandata di Moretti, fino a ieri sera unica nota positiva della stagione di Varese ma tra i principali responsabili del disastro pesarese (timeout tardivo nel quarto periodo, Galloway tenuto misteriosamente in campo a far disastri).[/size][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(45,45,45)][font='Open Sans'][size=4][font=arial][size=4]Cambieranno tante cose, in vista dell’anno prossimo: impossibile pensare che qualcuno dei protagonisti di questo fallimento (Moretti a parte, forse) possa ripresentarsi, chiedendo una seconda chance. Prima però bisogna salvarsi, perché retrocedere significherebbe morire. Trovate il modo di salvare questa squadra, non ci interessa come ma salvatela. E poi addio, togliete il disturbo.[/size][/font][/size][/font][/color]
     

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]L'Openjobmetis ama farsi del male con le proprie mani, ma ha scelto la partita peggiore per travestirsi da Babbo Natale fuori stagione e regalare una vittoria che pareva già nelle sue mani alla diretta rivale Pesaro.[/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Ieri all'Adriatic Arena la squadra di Moretti ha mostrato nuovamente i due volti con cui convive ormai dall'addio di Roko Ukic: tanto brillante ed efficace quando gioca di squadra sui due lati del campo, quanto imbarazzante nella sua pochezza tecnica e caratteriale quando gli avversari fermano con le maniere forti l'unica luce dell'attacco Maalik Wayns. E ieri anche Moretti è stato criticatissimo per la gestione di Ramon Galloway, in campo 34' pur con le valigie sul pianerottolo: dal punto di vista squisitamente tecnico il coach toscano non poteva esimersi dal ripescare la guardia ex Tortona dopo l'infortunio di Cavaliero per via della carenza di costruttori di gioco in un roster già sbilanciato d'estate (3 guardie, 3 lunghi e una collezione di ali piccole davvero ridondante). Nel [/color][color=rgb(0,0,0)]caso specifico, lo stillicido legato alla presenza forzata di Ramon - che comunque ha giocato 5 partite prima della scelta del suo sostituto - è stato sicuramente fonte di disturbo per l'ambiente. Ma il problema poteva essere risolto molto prima, anziché a 12 partite dal termine di un campionato nel quale Varese - a furia di occasioni sprecate - dovrà sudarsi fino all'ultimo la salvezza. [/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)]Già da settembre c'erano forti dubbi sulla leadership tecnica e caratteriale di Wayns, e sulla sua compatibilità tecnica e ambientale con Galloway (che il peccato originale sia stato proprio il rapporto di amicizia pre-sbarco a Varese dei due nativi di Philadelphia?). Ma se solo a febbraio arriverà un playmaker d'ordine e di personalità come Chris Wright - che comunque era libero da fine dicembre, quando ancora si cercava una guardia-play e non un regista puro - da affiancare al talentuoso ma incostante Maalik, dimostra che la strada era sbagliata fin dal precampionato. E che pur con l'attenuante degli infortuni a rallentare i processi decisionali, il nodo gordiano di una regia affidabile andava sciolto molto prima, evitando incertezze e travagli che hanno solo rinviato una decisione ineludibile e contribuito a rendere delicata la situazione di classifica. Resta il problema di fondo di una squadra sbagliata nell'impalcatura e negli assortimenti, sia a livello tecnico che caratteriale. L'auspicio è che la persona Wright abbia lo stesso impatto che ha garantito l'aggiunta di Kristjan Kangur e che il suo mix di leadership e personalità forte possa dare a Varese quella stabilità mancante quando il clima agonistico si fa rovente.[/color][/font][/size]

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