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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Chris Wright pensa "squadra" non solo in campo ma anche fuori. Il playmaker dell'Openjobmetis si schermisce dall'etichetta di uomo della svolta che tutti gli riconoscono dopo le tre vittorie contro Torino, Gaziantep e Trento capaci di cambiare in una settimana il senso della stagione biancorossa. «Non credo sia dipeso solo da me: per battere tre ottime squadre abbiamo fatto tutto quanto insieme. Io ho messo in campo la mia positività e la mia energia e ho aiutato i miei compagni. Gaziantep aveva grandi individualità e un budget importante ma la strategia del coach è stata fondamentale; così anche con Trento, partita nella quale abbiamo messo in campo tanta intensità ma anche tanto equilibrio. Il segreto è che ognuno di noi creda nelle qualità del compagno: giocando duro e lottando tutti insieme si possono ottenere vittorie importanti».[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Innegabile però che l'arrivo di un regista puro, votato prima di tutto a far giocare la squadra, abbia sensibilmente migliorato la chimica del gruppo e in particolare il rendimento di alcuni singoli (Davies e Kuksiks su tutti): «Fa semplicemente parte del mio lavoro: da quando sono qui ho cercato di essere l'estensione del coach in campo. Il mio compito non è quello di segnare tanti punti ma mettere nelle migliori condizioni di rendere i tanti attaccanti della squadra e tenere alto il livello di intensità della difesa. Il dato fondamentale delle ultime due gare sono i 21 assist totali: dobbiamo giocare insieme senza egoismi e sfruttare al massimo il talento di tutti. Un altro aspetto determinante per noi è il lavoro a rimbalzo: sia contro Gaziantep che contro Trento le cose migliori le abbiamo fatte in campo aperto, dobbiamo continuare su questa strada». [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Wright non si accontenta del tris della scorsa settimana e guarda avanti con l'intento di proseguire l'opera anche domenica a Bologna: «Ci aspetta un compito duro: l'Obiettivo Lavoro è un'ottima squadra, reduce dall'impresa di Sassari con un giocatore di qualità come Collins: dovremo stare concentrati ed eseguire al meglio il piano partita. L'obiettivo finale? Non guardo oltre l'allenamento di domani in vista di una trasferta impegnativa come quella sul campo della Virtus. Però stiamo migliorando giorno dopo giorno: continuiamo a credere in noi stessi e vediamo dove potremo arrivare». [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Di certo a Wright è bastato un mese per fare breccia nel cuore del pubblico e indurre società e staff tecnico a considerare in largo anticipo propositi di rinnovo del contratto. E il giocatore sembra ricambiare l'affetto di Varese nei suoi confronti: «Per me è una benedizione: mi sono limitato a essere me stesso e fare quello che mi riesce meglio. Sicuramente questa era una situazione giusta per me, apprezzo molto il calore dei tifosi e cercherò di dare sempre il massimo per ripagarli del loro affetto. Se mi piacerebbe rimanere a Varese? Amo la città, ho un ottimo rapporto con il coach e mi piace il programma del club. Questo mi sembra un ottimo posto per me e la mia famiglia. Se dovessero rivolermi di sicuro li ascolterò con molta attenzione». [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Prove tecniche di 5+5 in casa Openjobmetis. La vittoria di domenica contro Trento è arrivata nell'occasione in cui la squadra di Moretti ha schierato solo 5 stranieri a referto, vista la defezione definitiva di Faye e l'infortunio di Varanaukas (out per una botta a un dito nell'allenamento di venerdì). [/color][color=rgb(0,0,0)]Un anticipo della formula di costruzione per la Varese che verrà?[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]La partecipazione alla serie A 2016-17 è ancora da mettere aritmeticamente al sicuro, e nello scacchiere futuro biancorosso ci sono ancora tante caselle da riempire, ad iniziare da quella del presidente. Ma sul 5+5 come schema di composizione del roster prossimo venturo c'è da mettere la mano sul fuoco: lo vuole la proprietà, che già lo scorso anno spingeva per questa soluzione, salvo dover ripiegare sul 3+4+5 (con 40mila euro di luxury tax e 12 contratti professionistici anziché 10) per il ritardo nella scelta dei responsabili dell'area tecnica che hanno impedito di muoversi per tempo sul mercato ristretto degli italiani. [/color][/font][/size]
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Ma verso questa direzione si muove anche Paolo Moretti, che al di là del contratto in essere fino al 2017 (con opzione per il 2018), è unanimemente riconosciuto come il punto fermo dal quale ripartire per la prossima stagione. E allo stesso modo la vede Massimo Ferraiuolo, promosso g.m. in corso d'opera ma con altissime possibilità di mantenere l'incarico attuale anche dopo il 30 giugno. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]D'altra parte i risultati sopra le aspettative delle varie Cremona, Trento e Pistoia, basate su una solida ossatura italiana integrata con stranieri dall'elevato valore nel rapporto costi-rendimenti, dimostrano chiaramente che conta più come si spende di quanto si spende. Lo zoccolo duro di Varese è rappresentato dai contratti per la prossima stagione con Cavaliero, Ferrero e Campani (oltre a Molinaro, girato in prestito a Ravenna): in tempi ragionevolmente brevi potrebbe aggiungersi anche il prolungamento dell'accordo con Chris Wright, mossa condivisa da società e staff tecnico visto l'elevato spessore umano e le doti da playmaker puro espresse dal giocatore statunitense in un solo mese in biancorosso. E un' altra estensione "consequenziale" sembra quella con Kristjan Kangur, altro uomo di fiducia di coach Moretti che insieme al regista ex Pesaro ha dato una svolta mentale prima ancora che tecnica all'Openjobmetis. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]D'altra parte il coach di Arezzo ha dimostrato di essere più adatto ad allenare giocatori di mentalità e sostanza disposti a seguire un'impronta "europea" basata sulla coralità, piuttosto che piegarsi alle lune degli americani in un basket con poche regole e tanto 1 contro 1. Costruire una squadra più adatta alla sua visione di gioco, anziché quella troppo americanofila con 6 elementi di estrazione NCAA su 12 del settembre 2015, passa attraverso la necessità di individuare uno zoccolo duro all'interno dell'organico attuale. Sul quale poi inserire i tasselli giusti per completare il puzzle: servirà almeno un altro italiano importante, più un esterno e un lungo stranieri (tenendo conto delle indicazioni degli ultimi due mesi per valutare chi è già qui) che sappiano sfruttare le doti da regista puro di Wright. Non ne uscirà una Varese da scudetto, ma ripartendo dal coach e da almeno 5 giocatori del roster attuale non serviranno ancora 5 mesi di esperimenti e correttivi per trovare l'identità...[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]
     

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Primo giorno a Varese per Nemanja Bezbradica: lo “straniero di coppa” scelto dall’Openjobmetis per sostituire Mouhammad Faye in FIBA Europe Cup è sbarcato in mattinata in Italia e ha sostenuto la trafila delle visite mediche di rito prima di formalizzare il tesseramento nei termini prescritti dall’organismo internazionale.[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Il 22enne lungo, tesserato senza visto grazie al passaporto croato garantito dal suo luogo di nascita ma cresciuto in Serbia all’FMP Belgrado e visto in Eurolega con il Partizan nelle ultime due stagioni, svolgerà oggi il primo allenamento a Masnago con i nuovi compagni nella “riattivazione” dei biancorossi in vista della trasferta di Bologna. L’atleta del 1993 ha un buon fisico (207 centimetri per 102 chili) e tanta voglia di mettersi in mostra dopo aver lasciato il Mostar, la formazione bosniaca dove ha ripreso a fine dicembre (13,5 punti e 8,5 rimbalzi di media in 4 gare), dopo lo stop di qualche settimana per un problema a una caviglia comunque risolto secondo i medici biancorossi.[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Bezbradica avrà tempo fino al 23 marzo (data della gara-1 dei quarti con Anversa) per trovare la sua dimensione all’interno del gruppo. Certamente non si tratta di un crack di valore assoluto, e neppure di un elemento dello stesso valore di Faye, ma i tempi imposti dalle regole FIBA per la chiusura delle liste per i quarti di finale erano strettissimi, e l’impossibilità di schierare il rinforzo in campionato ha frenato piste di maggior spessore (su tutte quella di Daniel Kickert). [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Però la società biancorossa è convinta che Bezbradica possa comunque rendersi utile nella corsa dell’Openjobmetis verso le Final Four della FIBA Cup: «Atteggiamento e faccia sono quelle di chi sa di giocarsi una bella occasione per guadagnare visibilità e farsi conoscere in Italia - ha detto il g.m. biancorosso Massimo Ferraiuolo - Da lui ci aspettiamo energia, grinta e massimo impegno: prima di tutto in allenamento, dove darà equilibrio ai quintetti di coach Moretti, aspetto fondamentale per prepararci al meglio a questi due mesi ricchi di appuntamenti importanti. Con soli 3 lunghi senza Faye eravamo squilibrati e le sedute rischiavano di perdere competitività. E poi ci consentirà di non spremere troppo Kangur, non soltanto in settimana ma soprattutto nelle partite internazionali, dando profondità alle nostre rotazioni nel settore lunghi».[/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Stefano Coppa plaude al rifiorire dell’Openjobmetis garantito dal tris di vittorie contro Torino, Gaziantep e Trento che ha permesso alla squadra biancorossa di allontanarsi dalla zona salvezza e continuare la corsa in FIBA Europe Cup. Ma plaude soprattutto alla capacità di società e staff tecnico di compattare l’ambiente dopo la sconfitta di Capo d’Orlando: «In una settimana sono arrivate tre vittorie importantissime che ci allontanano dalla zona pericolo e danno tanto morale ma non dobbiamo sentirci appagati».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«I successi sono figli di un lavoro che viene da lontano - aggiunge - e sta cominciando a dare frutti: ho sempre creduto nella capacità dello staff tecnico di trovare il bandolo della matassa. Sono stati commessi errori cui abbiamo posto rimedio: adesso la squadra ha un’identità e un volto ben precisi. Malgrado critiche anche feroci siamo stati in grado di compattarci uscendo con le nostre forze da una situazione difficile. Con lo staff abbiamo lavorato duramente negli ultimi venti giorni per dare serenità all’ambiente e la squadra ha risposto mettendo insieme tre prestazioni notevoli».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Il presidente ricorre all’ironia per rispondere alla contestazione nei suoi confronti da parte degli Arditi: «Sarà un caso, ma da quando cantano “Coppa vattene” non abbiamo più perso tra le due gare contro il Gaziantep, la trasferta di Torino e il match di domenica: non fosse altro che per la scaramanzia, mi auguro che si prosegua il più a lungo possibile» «Scherzi a parte - prosegue - il campo sta iniziando a dare ragione a chi, come me, pensava che la squadra non fosse profondamente sbagliata, ma bisognosa di correttivi mirati. I tre innesti hanno dato un volto diverso: Kuksiks è prezioso per qualità difensive e tiro, Kangur è il collante e l’anima del gruppo, mentre Wright è un playmaker vero che ha dato ordine».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']La svolta decisiva è stata proprio legata all’arrivo del playmaker statunitense, che ha sistemato gli equilibri del gruppo: «La maggior qualità di Chris è quella di non essere egoista, e in questo modo rende tutti più sereni a iniziare da Davies, che sta iniziando a capire cosa abbiamo bisogno da lui. Sono spariti i personalismi per merito suo e dello staff tecnico, che ha insistito sul concetto di coralità facendo capire a tutti qual’era la strada giusta. Squadra iniziale non adatta all’allenatore? Era la prima volta che si lavorava inseme e c’è voluto tempo per conoscerci; non è un caso che i correttivi di mercato siano andati nella direzione desiderata dal coach. Forse su Wright i tempi sono stati troppo lunghi, soprattutto in un periodo nel quale gli infortuni, e in particolare l’assenza di Cavaliero, ci sono costati tanto. Ma sono convinto che nelle prossime due settimane, con due sole partite di domenica, ci siano ancora ampi margini di miglioramento».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']E con la salvezza virtualmente acquisita in campionato, l’obiettivo Final Four di FIBA Cup diventa prioritario: «Il passaggio del turno è un traguardo concreto, ed anche per questo abbiamo investito su Bezbradica, atleta ingaggiato per darci una mano in allenamento e allungare le rotazioni in Europa. Vogliamo provare a raggiungere le Final Four e valutare se ci saranno le condizioni economiche per organizzarle a Varese, provando a coronare nel modo migliore la nostra partecipazione a questa manifestazione».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Infine Coppa attende notizie dai vertici di “Varese nel Cuore” relativamente all’eventuale prosecuzione del mandato presidenziale in scadenza al 30 giugno, ma propone un futuro basato sulla continuità con Moretti in panchina e uno zoccolo duro formato dagli italiani.[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«Non so se sarò ancora io alla guida della società: la scelta spetta al consorzio, che conosce le mie condizioni per rimanere, senza con questo voler porre ultimatum. Però mai come quest’anno si potrebbe programmare in tempi rapidissimi, partendo da uno staff tecnico consolidato senza la necessità di un rodaggio lungo 5 mesi come nella stagione in corso e sui contratti pluriennali non a salire degli italiani. Sul resto, a iniziare da Wright, ragioneremo in tempi rapidi: una partita non fa primavera, però i prossimi due mesi ci daranno risposte per avere idee chiare già a maggio».[/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans'] [/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • pxg14
    [font=arial][size=4]Se è vero il vecchio adagio secondo cui servono tre indizi per fare una prova, la brillante vittoria di ieri contro Trento fotografa l'attuale valore di una Openjobmetis capace finalmente di esprimersi con continuità su elevati standard di rendimento. [/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]A furia di correzioni in corsa, dettate in parte per scelta e in parte per necessità (leggi l'ultima tegola Faye), Varese ha finalmente raggiunto la solidità dell'impianto di gioco sulla base di una coralità efficace e a un equilibrio tra i reparti. Merito del coach Paolo Moretti, bravo a stare sempre sul pezzo nonostante la necessità di adeguarsi ad un organico quasi mai uguale una partita dopo l'altra, e a dare la sua impronta alla squadra quando sono arrivati due giocatori di mentalità (prima Kristjan Kangur e poi Chris Wright) capaci di indirizzare il gruppo nella giusta direzione.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Merito ovviamente dei due innesti in corsa, capaci di dare sostanza ed equilibrio ad una squadra non più dipendente dagli sbalzi di umore dell'asse Wayns-Davies, messi nelle condizioni di finalizzare il lavoro di tessitura del gruppo. Ma merito anche alla proprietà di Varese nel Cuore, che ha tenuto botta nei due mesi di difficoltà legata agli infortuni e alle difficoltà sul mercato di riparazione, senza farsi prendere da tentazioni populistiche nel seguire londa del disfattismo incontrollato. E merito anche a Max Ferraiuolo, che nel nuovo ruolo da g.m. ha toccato le corde giuste dopo la sconfitta potenzialmente devastante contro Capo d'Orlando.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Un fronte comune prodotto dall'unità d'intenti di tutte le componenti dell'ambiente che ha messo le condizioni per conquistare tre vittorie fondamentali nella settimana che ha cambiato il corso della stagione. Con la salvezza ormai a un passo, c'è la possibilità di cavalcare fino in fondo i playoff europei: alla faccia di chi per mesi ha snobbato la coppetta - oltre a un gruzzolo già superiore a 100mila euro tra bonus di risultato e di sponsor - Varese può dare un senso compiuto agli ultimi due mesi di stagione puntando a un obiettivo concreto.[/size][/font]
     
    [font=arial][size=4]Proprio per questo la società ha aggiunto Nemanja Bezbradica, che arriverà stamattina in città. E nel frattempo si ragionerà sul futuro, partendo dalle certezze rappresentate da coach Moretti (inneggiatissimo dalla Curva Nord, con tanto di concione stile Pozzecco sull'utimo time out) e dallo zoccolo duro degli italiani. Dopo tante sofferenze e travagli, l'Openjobmetis ha trovato una chimica efficace e un'ossatura valida: gli ultimi due mesi serviranno per stabilire da chi ripartire per una Varese 2016-17 da ritoccare e non certo da rifondare.[/size][/font]

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](27 punti; 13/16 2p; 0/1 3p; 1/5 tl) [b]VOTO: 8. [/b]Dinnanzi ad una delle coppie di lunghi più temibili del campionato e senza Faye a dare manforte con gli scudi alzati, pesca la prestazione della stagione: canestri a pioggia, rimbalzi ogni battito di ciglia (sedici in tutto), piedi rapidi e mani cattive in difesa. Mezzo punto in meno per i litigi con il ferro dalla lunetta.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](15 punti; 2/6 2p; 3/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nel primo tempo la Dolomiti corre e porta palla con diversi uomini, Maalik va in tilt ed esaurisce tre gettoni del flipper. Nella ripresa cresce al pari di tutta l'OJM. Il bottino grosso, però, arriva quasi tutto quando l'avversario è prossimo al O.K., un po' come quando ci si accontenta di una pizza fredda al calare della festa.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 0/0 2p; 3/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Il ritorno dall'infortunio è coinciso con la nuova quadratura della squadra. Da buon leader, entra silenziosamente nella partita con giocate utili e difesa. Nel quarto decisivo, caricato come una molla, attiva la mano dal perimetro il modo sartoriale: il 3/3 dalla lunga uccide le resistenze della banda di Buscaglia.
     
    [b]CHRIS WRIGHT [/b](5 punti; 1/7 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]I veri playmaker sono in grado di decidere anche le partite in cui litigano con il canestro. Le percentuali al tiro appaiono disastrate, eppure in tutte le azioni topiche c'è lo zampino dell'ultimo arrivato ad attivare le sinapsi dei compagni: dieci assist, nella Varese di quest'anno, valgono un punto esclamativo.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Partita ruvida, interpretata con l'intelligenza di chi sa di dover lavorare sporco per agevolare i compagni e per tenere a bada gli avversari più improbi. Per i gancetti e i tiri puliti, ci saranno ben altre occasioni. Oggi ha vinto lo spirito dei gregari.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO [/b](7 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Quindici minuti di convincente abnegazione, abbelliti dal tanto cercato canestro dalla lunga (abituale in Fiba Cup, una chimera in campionato), a rinverdire la convinzione che per il piemontese ci sia spazio in serie A. In questa stagione e nella prossima.
     
    [b]RIHARD KUKSIKS [/b](11 punti; 1/3 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Anziché passeggiare lungo lo spazio che va dai 6,75 ai 7 metri di distanza dal ferro - non un centimetro in più, non uno di meno - gioca una partita di basket completa e ragionata. Nei momenti di rincorsa, si offre spesso volontario per trascinare la carretta.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b](18 punti; 5/5 2p; 2/2 3p; 2/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Seduto da solo in un angolo del bar, a leggere un quotidiano e ad addentare un panino alla bresaola, viene sfidato a bere birra. Infila una sequenza di bionde senza batter ciglio, si alza sulle sue gambe, aggiunge con lo sguardo cattivo: “tenete pure il resto”. Un ultimo dettaglio: gran parte dei punti arrivano quando la Dolomiti ha il comando del match. Non provocate l'estone.

  • Nicolò Cavalli
    [i]Hop, step, jump.[/i] Con un salto triplo impensabile fino a una settimana fa, quando nella città del Museo egizio Varese rischiava di rimanere imbalsamata all'ultimo gradino della graduatoria, l'atletica banda di Moretti si concede una vittoria nitida. I biancorossi tengono botta ad un primo tempo di marca trentina per poi librare nell'aria lungo una ripresa dai numeri irripetibili (56 punti, con 14/21 da due, 8/10 da tre, nove assist). La classifica finalmente sorride, con Torino staccata di sei lunghezze – virtualmente otto conteggiando lo scontro diretto favorevole – e si intravede la possibilità di centrare la permanenza nella massima serie già nella trasferta di Bologna. Viste però le ali di cera finite arse più volte in questa stagione, limitiamoci ad un convinto complimento sperando che l'etica del lavoro divenga una costante.
     
    [i][b]Ospiti autoritari. [/b][/i]La manovra organizzata della Dolomiti, impreziosita da alcune gemme del “barba” Julian Wright, consegna al tabellino il primo strappo della serata: 6-13 con tutto il quintetto di Buscaglia a referto con punti o assist. Varese incespica dalla lunetta e si trova presto a dover improvvisare schieramenti atipici (come con Kuksiks nello spot di ala grande) per ovviare al reparto interni ridotto dall'[i]affaire [/i]Faye. La spinta in pressione di Cavaliero e la presenza di Davies riducono lo strappo – 15-18 – ma sono ancora le spallate di Wright e Sanders a colorare di bianco e nero il primo periodo: 17-25.
     
    [i][b]La lepre non fugge. [/b][/i]La furia agonistica di Poeta vanifica, a livello di gap, due valide iniziative di Ferrero, nel mentre un paio di fischi arbitrali contestati scaldano gli animi di una Masnago più popolata del consueto (3700 presenti, a produrre molti decibel). Il terzo fallo di Wayns toglie all'alchimista Moretti uno dei pochi ingredienti rimasti in laboratorio, allora ben venga lo show balistico del luogotenente Kangur nel cuore del quarto: 28-32. L'OJM sciorina diversi momenti di vivida intensità, eppure Pascolo e compagni reagiscono da squadra navigata dopo aver subito l'aggancio a quota 35. Varese si incarta nei pressi del ferro, ma con il 5-0 in coda (tripla di Kuksiks ed entrata tanto brutta quanto efficace di Wayns) incide il 40-41 della pausa lunga.
     
    [i][b]Gioco di avances. [/b][/i]La ripresa vede un'impennata nelle medie realizzative – anche in virtù dei ciuffi ad alta percentuale di Davies e Pascolo – nel solco dell'intraprendenza e dell'equilibrio, almeno fino al dardo velenoso di Forray dopo tre errori consecutivi prealpini (52-57 al '25). L'eccessiva foga prodotta da Varese nell'opera di rimonta lascia intravedere qualche punta di debolezza, maliziosamente sfruttata da Trento. Il pragmatismo di Ferrero e la faccia tosta di Brandon (16 rimbalzi e tre stoppate rappresentano un bottino da strabuzzare le pupille) valgono un parziale di 11-0, eppure l'occhiolino al terzo periodo di gioco viene suggellato dal solito Pascolo (nel saldo globale la bellezza di 24 punti + 12 rimbalzi): 63-64.
     
    [i][b]Dica trentatré: Varese scoppia di salute. [/b][/i]Cavaliero lancia la volata lunga (72-66) con due entusiasmanti fiammate dai 6 metri e 75, Trento sente nelle gambe i chilometri di una stagione di EuroCup stancante e vincente e si aggrappa all'ammiraglia con l'astuzia di Poeta. Varese pedala forte, con cambi regolari e intese inaspettate (che lusso il tandem Wright-Davies!), ma ogni tanto viene rallentata dai ventagli dell'ingenuità: 81-75 dopo una persa banale. Questa volta però le grida di Moretti tengono alta l'attenzione del plotone, sveglio e cattivo come in poche altre uscite stagionali. Sull'88-77 Sanders prova l'ultimo disperato tentativo di rimettere in scia, eppure la Dolomiti ha esaurito ogni spillo di Energia. L'ultimo giro è un tripudio di bandiere biancorosse: otto punti di Wayns, quota 100 sfiorata, spazio ai tre giovani della panchina.
     
    Tre vittorie consecutive dell'Openjobmetis inframezzate da una nevicata da vecchi tempi. Negli Stati Uniti la chiamano [i]march madness [/i](“follia di marzo”, con riferimento alle fasi conclusive della NCAA spesso condite da colpi di scena), l'auspicio è che anche la bistratta Varese di quest'anno trovi la lucida follia per mettere la parola fine ai lunghissimi mesi di patimenti. Svegliamoci tutti, è (quasi) primavera!

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]È Nemanja Bezbradica lo "straniero di coppa" scelto dall'Openjobmetis per i playoff di FIBA Europe Cup. La 22enne ala forte (206 centimetri per 97 chili) di nazionalità serba ma nativo della Croazia, dunque tesserabile senza l'impiego del visto, sarà il sostituto di Mouhammad Faye nei quarti di finale contro Anversa e nelle eventuali Final Four. La caccia frenetica di Varese si è conclusa ieri sera con l'offerta ufficiale al lungo in forza a Mostar (13,5 punti, 8,5 rimbalzi e 1,3 stoppate nella lega bosniaca).[/color][/font][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Il lungo del 1993, prodotto di un vivaio importante come quello del FMP Belgrado (un argento agli Europei Under 18 del 2011) e dal 2013 al 2015 in forza al Partizan con qualche apparizione in Eurolega, ha sfruttato la clausola liberatoria nel contratto aperto con il club bosniaco dove si era accasato a fine dicembre. «Un giocatore affamato e deciso a sfruttare al massimo la vetrina che potremo dargli - spiega il g.m. Max Ferraiuolo -. Ci darà una mano prima di tutto in allenamento, con l'obiettivo di alternarlo a Kangur nel ruolo di ala forte per 10-15 minuti di energia e sostanza».[/color][/font][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Tutte le altre piste percorse non avevano dato riscontri positivi, nonostante la disponibilità a versare un buyout: il Trikalla non libererà Ovie Soko prima dello scontro-salvezza di sabato prossimo, e senza esito sono stati anche i sondaggi con club italiani di A2 (Treviglio per Sorokas e Barcellona per Loubeau). La pregiudiziale decisiva è stata quella delle tempistiche strettissime per il tesseramento: Bezbradica dovrebbe arrivare a Varese già domani mattina, in tempo utile per depositare la documentazione entro la dead-line del 10 marzo disposta dalla FIBA.[/color][/font][/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica] [/font][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/font][/color]
     

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Dopo i no di Daniel Kickert e Tukka Kotti, l'Openjobmetis in caccia dello "straniero di coppa" sposta le sue attenzioni su Ovie Soko. Nulla di fatto con l'ala forte australiana, che ha preferito attendere l'offerta di un club in grado di dargli visibilità in campionato - mentre Varese può tesserare un rinforzo solo per la FIBA Cup - per tornare in Europa dopo due stagioni al Melbourne United. Il veterano finlandese invece ha preferito rimanere in patria per assistere la moglie vista l'imminente paternità (data di scadenza il 6 aprile, proprio quella della gara-3 eventuale contro Anversa).[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Il club di piazza Monte Grappa ha messo quindi gli occhi sul 25enne inglese che si sta mettendo in luce in Grecia con il Trikalla (settimo marcatore e terzo rimbalzista del campionato a 15,3 e 7,7 di media). Si tratta di un'ala di 201 centimetri per 102 chili dal notevole potenziale atletico che ha esordito da professionista lo scorso anno in A2 francese con il Bouzalac ( 12,9 punti e 5,4 rimbalzi) dopo 4 anni di college fra Alabama-Birmingham e Duquesne (18,4 punti e 8,0 rimbalzi nella sua stagione da senior). Un elemento più simile a Faye, rispetto al quale ha più forza fisica ma meno tiro perimetrale, che potrebbe fare maggiormente al caso di Varese rispetto a elementi più interni e stazzati come Kickert e Kotti. Soko sarebbe in grado di aggiungere alla squadra di Moretti quel quid atletico venuto a mancare con la perdita dell'ala senegalese, costituendo una valida alternativa a Kristjan Kangur nello spot di secondo lungo.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]L'operazione sarebbe interessante per l'oggi ma anche per il domani, verificando in ottica futura uno dei nomi emergenti dei campionati europei di livello inferiore all'Italia come l'attuale lega greca. Con l'atleta nativo di Londra ci sarebbe già un'intesa per i prossimi due mesi; ora c'è da trovare la quadra con il club per il quale è tesserato, ostacolo che qualche settimana fa aveva fatto saltare il suo passaggio in serie A2 a Ferrara. Varese è comunque disposta a versare un buyout ragionevole per liberare il giocatore, che gradirebbe la vetrina proposta dal club biancorosso e avrebbe già espresso il suo assenso a lasciare il Trikalla. Si attende la richiesta ufficiale dei greci (in questo week-end il campionato ellenico resterà fermo) per capire se c'è possibilità di trovare un accordo: la documentazione completa dovrà arrivare alla sede della FIBA entro mercoledì prossimo, dunque l'eventuale trattativa dovrà essere molto rapida. [/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]In caso di fumata nera, le alternative sarebbero di profilo decisamente inferiore, a meno di non scommettere sul recupero di Cedric Simmons, l'ex pivot di Brindisi col passaporto bulgaro infortunatosi proprio contro Varese a dicembre 2014: l'atleta del 1986 è fermo da 15 mesi e almeno tre tentativi diversi di riattivazione (l'ultimo un mese fa al Maccabi Tel Aviv) non sono andati a buon fine. Dell'Under 19 "da campionato" se ne parlerà invece da lunedì, con tempi tecnici meno stringenti visto comunque l'impatto relativo su minutaggi e gerarchie che avrà l'innesto di un giovane lungo con compiti principalmente di allenamento.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size][/font][/color]

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