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VareseFansBasketNews

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Prime strategie di mercato per l'Openjobmetis in attesa dell'insediamento del direttore generale "in pectore" Claudio Coldebella, atteso in città nei prossimi giorni. [/color][color=rgb(0,0,0)]Ma la società si sta già muovendo per delineare le strategie future, a partire dai rinnovi dei contratti con Chris Wright e Kristjan Kangur ai quali aveva iniziato a lavorare il presidente uscente Stefano Coppa insieme a Max Ferraiuolo di concerto con coach Paolo Moretti, e che restano le priorità in agenda vista la volontà di allenatore e dirigenza - tecnica e non - di provare a dare continuità agli ultimi due mesi della stagione 2015-16. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]Con il playmaker ex Pesaro c'è già una prima bozza di trattativa avviata, comprensiva di offerta biennale che nei prossimi giorni sarà inviata sotto forma definitiva ai rappresentanti dell'atleta del 1989. Chiaro che servirà uno sforzo economico diverso superiore a quello degli ultimi 3 mesi del 2015-16 per trattenere un giocatore arrivato all'Openjobmetis dopo uno stop per infortunio e ripartito con uno status molto più elevato; si confida però nel feeling con coach Moretti e la città e nelle garanzie importanti che Varese può offrire a Wright per quanto riguarda la sfera "extrasportiva". [/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]L'affare Kangur sembra invece soltanto da definire in termini economici, ma la disponibilità del giocatore di vestire per il quinto anno la maglia biancorossa è assoluta anche in virtù dell'integrazione ormai totale della sua famiglia in città. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]I passaggi successivi coinvolgeranno ovviamente il nuovo d.g., partendo dalle scelte strategiche - passaggio allo schema 5+5 e nuova iscrizione alle coppe europee 2016-17 - determinanti per le strategie di impostazione del mercato. Che partirà certamente dagli italiani, dovendo integrare le tre certezze Cavaliero, Ferrero e Campani con altri due elementi di rotazione negli scenari in cui - con ragionevole certezza - le due linee guida di cui sopra fossero confermate. La prima ipotesi per implementare il reparto lunghi porta a Valerio Mazzola: la 28enne ala-pivot svincolatasi dopo la retrocessione in A2 della Virtus Bologna (8,3 punti e 5,8 rimbalzi nel 2015-16) ha il giusto mix di esperienza, stazza e doti balistiche frontali per combinarsi con Kangur e Campani (già suo compagno nel 2013-14 a Montegranaro). Completando il pacchetto con un centro straniero in grado di garantire energia, esplosività, intimidazione e presenza a rimbalzo superiore rispetto a quella di Brandon Davies. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]L'altra idea sarebbe quella di aggiungere un playmaker di riserva che possa giocare con e per Wright, spostando la ricerca dell'esterno straniero che sostituirà Maalik Wayns verso una guardia pura anziché una "combo". In tal senso si valuta con attenzione la situazione di Michele Ruzzier: il 23enne playmaker legato fino al 2018 a Venezia ha visibilmente calato il suo impiego nella gestione De Raffaele (2,8 punti e 1,8 assist in 12,9 minuti nel 2015-16; 1,1 punti e 5,3 minuti dopo la promozione del coach livornese) e potrebbe considerare una soluzione in prestito nelle file di un club in grado di garantirgli maggiori responsabilità. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font]
     

  • simon89
    [font=arial]Un direttore generale con il compito di gestire tutti i comparti del club, concentrando in una sola persona le mansioni occupate in passato da Cecco Vescovi e Michele Lo Nero. I vertici di "Varese nel Cuore" sono pronti ad affidare le chiavi di piazza Monte Grappa a Claudio Coldebella: sarà l'ex giocatore di Bologna, Aek Atene, Paok Salonicco e Milano l'uomo forte del nuovo assetto societario in fase di riassestamento. [/font]
     
    [font=arial]La mansione ufficiale di Coldebella sarà quella di direttore generale, creato ad hoc per riassumere l'ampiezza del mandato che non comprenderà la sola area tecnica, ma anche marketing e ricerca risorse. II 48enne dirigente di Castelfranco Veneto ha infatti competenze importanti anche al di fuori della gestione sportiva, che aveva curato da g.m. prima a Caserta e poi Treviso dal 2009 al 2012; negli ultimi tre anni è stato direttore generale della Lega Nazionale Pallacanestro dei club dilettantistici di A2, B e C. Per questo i vertici di "Varese nel Cuore" hanno scelto Coldebella, forte di un curriculum quasi unico nel mondo dei manager cestistici italiani sovraffollato di scout e direttori sportivi, ma ormai quasi senza più manager a 360 gradi in grado di gestire l'intera azienda e non la sola area tecnica. Il nuovo d.g. biancorosso ha così declinato l'ipotesi di correre per la presidenza di Lega Basket (era tra i 6 candidati al vaglio dei "5 saggi" che dovranno selezionare i 3 da presentare in assemblea), sposando con entusiasmo la causa di una città che respira basket come Varese.[/font]
     
    [font=arial]Coldebella si insedierà la prossima settimana dopo la formalità della firma del contratto (almeno biennale, ma gli ultimi dettagli sono ancora da mettere nero su bianco); al suo fianco ci sarà ancora Massimo Ferraiuolo, il cui ruolo è ancora da mettere a fuoco nei dettagli, ma dovrebbe mantenere le mansioni occupate negli ultimi tre mesi oltre alla delega alla supervisione del settore giovanile. Il nuovo d.g. dovrebbe essere l'unica figura nuova ad entrare nell'organigramma della società di piazza Monte Grappa; resta però da individuare il nome del presidente che guiderà il nuovo CdA operativo dall' 1 luglio. La presenza di un d.g. operativo con un mandato a tutto tondo - sia pur non membro del CdA - renderà meno rilevante il peso del futuro numero 1 di piazza Monte Grappa rispetto al ruolo di primo piano dei predecessori Cecco Vescovi e Stefano Coppa. Esclusi per impegni di lavoro il doppio incarico per il presidente di "Varese nel Cuore" Alberto Castelli o la promozione dell'attuale vicepresidente Monica Salvestrin; una possibilità potrebbe essere quella di affidare l'incarico a Fabrizio Fiorini, attuale vicepresidente del consorzio e trait d'union tra "Varese nel Cuore" e Pallacanestro Varese. Ma la nomina di Coldebella lascerebbe aperto uno spiraglio per tentare un nuovo assalto con Toto Bulgheroni, uno dei "padri nobili" del basket cittadino, e provare a convincerlo a mettere a disposizione il suo capitale di competenza ed esperienza pur senza un impegno economico diretto. [/font]
     
     
    [font=arial]Giuseppe Sciascia[/font]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Stefano Coppa lascia la Pallacanestro Varese. L'attuale presidente, il cui mandato è in scadenza al 30 giugno con l'intero CdA, è pronto a rassegnare in anticipo le dimissioni e chiudere la sua avventura dirigenziale biancorossa iniziata nel 2010 in occasione della nascita di "Varese nel Cuore". Manca il crisma dell'ufficialità, ma i messaggi di commiato a vari addetti ai lavori indicano che l'esperienza biennale del commercialista varesino sulla poltrona di piazza Monte Grappa è ormai agli sgoccioli. Il divorzio imminente è legato alle differenti vedute riguardo alla futura forma di governante societaria nei confronti dei vertici di "Varese nel Cuore".[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]La scelta di puntare su Claudio Coldebella come direttore generale, con ampio mandato ma comunque esterno al CdA, rispecchia fedelmente le decisioni dell'assemblea del consorzio svolta lo scorso 15 febbraio, nella quale furono delineate le strategie per il nuovo format dei vertici del club, scartando la soluzione di riproporre un CdA guidato da presidente con un mandato apicale nelle decisioni strategiche a tutti i livelli, come è stato Coppa dopo le dimissioni di Cecco Vescovi nel febbraio 2015. L'intento dei soci era quello di ritagliare comunque a Coppa un ruolo all'interno del nuovo CdA della Pallacanestro Varese, anche per non disperdere il capitale di esperienza cestistica accumulata nei rapporti con FIP, Lega Basket e agenti. Però, è stato lo stesso Coppa - considerandosi troppo ingombrante in un ruolo più defilato rispetto a quello attuale - ad anticipare in qualche modo la sua uscita di scena sin da quando aveva chiarito che sarebbe rimasto ai vertici del club soltanto se "Varese nel Cuore" gli avesse rinnovato il mandato con il mansionario attuale e con la possibilità di scegliere gli uomini per il futuro (Alessandro Giuliani per Bruno Arrigoni dietro la scrivania?).[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Forse alla luce dei risultati degli ultimi tre mesi, che hanno dato ragione alle sue scelte estive più strategiche - da Paolo Moretti per la panchina alla partecipazione alla FTBA Europe Cup che ha rigenerato l'umore della piazza e i conti del club -, Coppa si attendeva un'altra chance, rivedendo le decisioni dell' assemblea di "Varese nel Cuore" assunte all' indomani del tonfo contro Capo d'Orlando, il momento più cupo dell' annata biancorossa. Così non sarà, dunque al termine di una stagione alquanto stressante, durante la quale l'attuale presidente ha accettato di svolgere il ruolo di parafulmine anche di fronte ad attacchi personali ingenerosi e sguaiati, si attende soltanto l'ufficialità dell'addio.[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]In attesa di capire se Coppa resterà tra i soci di "Varese nel Cuore", oppure esaurirà completamente i suoi rapporti con la Pallacanestro Varese, la sua uscita di scena chiuderà comunque un'era. Il commercialista varesino era infatti l'ultimo esponente rimasto della troika con Cecco Vescovi e Michele Lo Nero che aveva messo le basi per la creazione di "Varese nel Cuore" amministrando la società in nome e per conto della multiproprietà del consorzio. Dopo la scissione tra i CdA della società e del consorzio nel novembre 2014, la multiproprietà dei soci ha progressivamente assunto la consapevolezza di diventare attore protagonista nella gestione del club. Ora, sei anni dopo la sua nascita, il consorzio ha deciso di camminare con le proprie gambe dal punto di vista delle decisioni strategiche, pur delegando le scelte operative ad un professionista esterno.[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    Dalla agrodolce annata della Openjobmetis, vissuta a lungo sull'emotività della vicinanza al baratro (dove persino le società blasonate possono scivolare, come insegna l'amaro epilogo della Virtus Bologna) e poi della prossimità di obiettivi altisonanti sfuggiti per dettagli, la società di Piazza Montegrappa porta con sé un miscuglio di dubbi e certezze.
    Tre mesi senza basket giocato - che diventano cinque, o quasi, se si parla di incontri ufficiali - hanno la sembianza di un'equazione piena di incognite. Se tra Varese-Caserta e Chalon-Varese, zenit e nadir dell'orizzonte astonomico biancorosso, l'impressione è che fosse passato un anno luce, figuratevi cosa può succedere nelle lunghe estati di mercato, di agenti con il telefonino rovente, di sparate via stampa che alzano le quotazioni, di amabili chiacchere da bar (ancor meglio sul forum di varesefansbasket, dove la competenza, l'acume, la passione hanno saputo sgorgare, in questa strana cavalcata, in una meravigliosa cascata).
    Il punto centrale della pianificazione 2016-2017 risiede nella capacità di preservare l'eredità tecnico-tattica emersa da marzo in poi, calibrando le scelte giuste nel dogma del congruo rapporto tra costi e benefici. Per dirla in termini successori, ci auguriamo che si tratti di un'eredità accolta con beneficio d'inventario. Che poi il curatore sia Stefano Coppa o altra figura del consorzio importa relativamente, purché l'organigramma sappia fin da subito su quali corde azionare la musica: coach (Moretti non fare scherzi!), budget, prospettive, eventuali impegni nelle competizioni continentali.
     
    Domani i Giardini Estensi, nella loro versione primaverile, saranno il locus amoenus deputato a raccogliere, nell'ultimo abbraccio caloroso, tifosi, staff e giocatori. Il saluto in Piazza agli indimenticabili, tre estati fa, rappresentò l'inizio di un concatenarsi di scelte affrettate, equivoci, eredità mal soppesate.
    Per una tifoseria avvezza a tormentoni e deja vù appaiono quindi comprensibili certe impressioni che i saluti di domani abbiano il sapore di un addio piuttosto che di un arrivederci.
    La permanenza dei tre italiani, legati contrattualmente, non dovrebbe nascondere indigeste sorprese - anche se non sono mancati gli attestati di stima, da lidi più ricchi, verso Campani - mentre la riconferma di Wright, graditissima sotto tutti i piani, passerà lungo i binari della trattiva economica. Pure Kangur – e Kuksiks, in misura più tenue – paiono tasselli complementari ma non imprescindibili, mentre per Wayns e Davies la ridda dei punti interrogativi dovrebbe condurre a valutazioni approfondite.
     
    Il sabato del villaggio, capace di unire idealmente la nostra città (una nota scaramantica: basta cartelloni stradali luminosi che incitano la squadra, hanno portato sfiga contro Siena e contro Francoforte) e le sorti di Chalon, con la sua dolce attesa, resta il punto cestistico più alto vissuto dal 2014 ad oggi.
    Ora è il momento di non sperperare sogni, versi, rime costruite grazie al sudore lasciato sul parquet. Lo chiedono migliaia di tifosi, lo meritano sponsor e consorziati, lo esige la Storia della Pallacanestro Varese: alziamo gli occhi speranzosi verso la luna a spicchi, scomodando di nuovo Leopardi. Altro dirti non vo', ma la tua festa, ch'anco tardi a venir, non ti sia grave.

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Niente miracolo playoff per l'Openjobmetis: Cantù non fa sconti, e spegne le velleità di rimonta della squadra di Moretti che non corona un rush finale da 7 vittorie nelle ultime 10 partite. Si paga la stanchezza fisica prima ancora che mentale accumulata a Chalon, ma pure il conto degli errori estivi, quando le scelte di mercato orientate verso elementi "esotici" impostate da Bruno Arrigoni e approvate da Stefano Coppa hanno consegnato a Paolo Moretti - che avrebbe preferito i veterani alla Gaines, Bobby Jones ed Ivanov, ma che ha comunque avallato il roster iniziale - una squadra più da gestire che da allenare, dunque poco adatta alla sua cultura del lavoro in palestra. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Poi il coach è stata la stella polare per l'indirizzo dei correttivi, puntando su persone di spessore prima che giocatori di valore come Kangur e Wright. Nonostante infortuni (Wayns e Galloway a ottobre, Cavaliero e Campani a gennaio) e difficoltà gestionali - Ukic santo subito e poi corpo estraneo, Galloway prima sospeso e poi reintegrato durante lo stallo del mercato di riparazione - squadra e staff hanno fatto quadrato anche grazie alla tutela costante da parte di società e consorzio. E una volta aggiustati gli squilibri tecnici e caratteriali di inizio stagione, nonostante il caso Faye che ha comunque compattato il gruppo, l'Openjobmetis ha vissuto una crescita esponenziale in termini di chimica e di conseguenza di risultati. La splendida cavalcata europea e la rimonta dal penultimo posto in campionato non hanno prodotto gli effetti sperati in termini di risultati con la vittoria in FIBA Cup e il riaggancio ai playoff sfuggiti di un niente. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Ma il 2015-16 si chiude con un trend positivo: prima di tutto si è ricostruito il rapporto con i tifosi, riaccendendo la passione della città grazie alle Final Four di Chalon che hanno ribadito come a Varese pulsi ancora fortissima la passione per il basket. E poi c'è la possibilità di programmare il futuro all'insegna della continuità di staff tecnico, buona parte della squadra e il blocco degli sponsor di quest'anno. Ripartire da Moretti più lo zoccolo duro degli italiani e le pietre angolari Kangur e Wright darebbe credito e vigore ad un progetto di crescita con basi sicure per provare a capitalizzare in termini di risorse l'entusiasmo generato dall'avventura europea. Le novità più importanti riguarderanno i vertici della società: manca solo l'ufficialità per l'arrivo ormai certo di Claudio Coldebella in qualità di direttore generale, una scelta di Alberto Castelli e del consorzio che pur con le sue 53 teste (più 4 in arrivo) vuole esercitare a tutti gli effetti il suo ruolo di proprietario nelle scelte strategiche del club a partire dalla governance. Altra "rivoluzione" ormai pressochè certa l'addio del presidente Stefano Coppa, in carica dal 2014 dopo essere stato tra i soci fondatori di "Varese nel cuore". Nessun commento finora dal diretto interessato, che quasi certamente parlerà sabato 7, ma le possibilità che la scelta vada in direzione delle dimissioni sono vicine al 100 per cento.[/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La grande delusione a caldo per l'impresa solo sfiorata, il grande orgoglio per aver riacceso l'entusiasmo della città per il basket, il grande desiderio di riprovarci il prossimo anno. Così la Pallacanestro Varese vive il giorno successivo alla sconfitta contro Francoforte: la consapevolezza è quella di aver messo in campo tutte le risorse disponibili contro un'avversaria più profonda e più esperta: «La squadra ha provato con tutto quello che aveva e non ce l'ha fatta perché è arrivata sulle ginocchia nel momento decisivo - commenta il presidente Stefano Coppa - Francoforte è avversaria più lunga e costosa di noi e ci ha punito con cinismo e lucidità capitalizzando la stanchezza emersa dopo l'impresa contro Chalon. Ma c'è anche l'orgoglio per una bellissima cavalcata che ci ha regalato un tifo da pelle d'oca sia al Colisèe che in piazza Monte Grappa». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Restano però le emozioni forti che la squadra di Moretti è tornata a far vivere ai tifosi: «Non siamo riusciti a regalare ai nostri tifosi quella gioia enorme che tutti si aspettavano, ma restano le bellissime emozioni che questo gruppo ha fatto provare a tutti noi e alla città - conferma il presidente di "Varese nel Cuore" Alberto Castelli - Va reso merito a Stefano Coppa di aver fortemente voluto prima partecipare e poi dare risalto alla FIBA Cup; e compatibilmente alle nostre possibilità penseremo seriamente alla possibilità di rifare questa esperienza». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'aspetto chiave resta quello delle risorse, e sotto questo profilo la priorità della società dovrà essere quella di capitalizzare l'interesse riacceso attorno alla squadra come non era accaduto nel post Indimenticabili: «Per certi versi abbiamo compiuto un autentico miracolo sportivo, ma per creare un circolo virtuoso bisogna investire sulla squadra per provare a trattenere i pezzi migliori - afferma Coppa - L'auspicio è che gli sponsor abbiano capito questa necessità e si riesca a raccogliere i frutti dell'entusiasmo creato». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il secondo aspetto è quello di capitalizzare il credito raccolto nei confronti della FIBA per ripetere l'esperienza di quest'anno. D'altro canto in una serie A nella quale Milano può contare un budget tra due e mezzo e tre volte superiore a quello delle varie Venezia, Reggio Emilia e Sassari, e che il prossimo anno la vedrà aumentare sensibilmente (del 30%?) le risorse, lottare per vincere richiede investimenti troppo superiori rispetto alle possibilità attuali del club biancorosso, considerando irrealistico ripetere ogni anno il miracolo di chimica e scouting (peraltro con altri introiti dagli sponsor...) che fu alla base degli "Indimenticabili". Allora le coppe FIBA, che coinvolgono le squadre dal cinquantesimo posto in giù del ranking europeo, possono davvero essere "territorio di caccia" per un club come Varese: «In attesa di capire come finirà la querelle tra la federazione europea e l'Eurolega, aver disputato questa finale accresce il nostro peso e il nostro prestigio nei confronti della FIBA, che era molto soddisfatta della nostra presenza e dell'interesse dei tifosi - conferma Coppa - Ritengo che il nostro percorso andrebbe valorizzato e onorato, auspicando che ci sia posto almeno nelle qualificazioni della nuova Champions League. In ogni caso, se ci sarò ancora, ritengo che le coppe europee siano un'esperienza importantissima per crescere dentro e fuori dal campo, e non ho dubbi sulla necessità di riprovarci il prossimo anno». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ultimo chilometro fatale all'Openjobmetis, beffata sul filo di lana dal mix di fisicità, organizzazione ed esperienza di Francoforte dopo aver condotto per 39 minuti e 33 secondi. Il sogno di tornare ad alzare una coppa europea dopo 36 anni di digiuno davanti agli oltre 500 tifosi presenti sulle tribune del Colisèe è stato spezzato nel modo più difficile da digerire, dopo 30 minuti condotti con autorità (anche più 12 al 28'). [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nel quarto periodo però Varese ha pagato a caro prezzo le fatiche dell'impresa di venerdì contro Chalon; e Paolo Moretti non si sente di rimproverare nulla alla sua squadra per l'impegno profuso in una partita così dispendiosa a livello fisico e mentale contro la miglior difesa della FIBA Cup e della Bundesliga tedesca. «La squadra ha messo in campo tutte le energie che aveva, ci abbiamo messo il 200 per cento delle forze residue ma non è bastato. La partita è cambiata nel finale, perché siamo arrivati in riserva: per 30 minuti siamo stati fantastici in difesa, e fino a quando abbiamo avuto la giusta energia ci siamo espressi al meglio per durezza, aggressività e lucidità».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La svolta della partita è arrivata quando la difesa di Varese non è più riuscita a contenere le fiondate degli Skyliners, passati dal 4/19 da 3 dei primi 30' al 5/7 dell'ultima e decisiva frazione. E il sorpasso nel finale (ancora 62-59 a meno l'20" dopo un jumper frontale di Wayns) ha strozzato in gola l'urlo di piazza Monte Grappa, dove si erano radunati le migliaia di tifosi per seguire le immagini della finale di Chalon. «La partita sembrava sotto controllo, al punto che avevamo concesso 38 punti a fine terzo quarto agli avversari. Poi però è accaduto quel che temevo: la squadra non ha retto nel giocare due partite così dure in soli tre giorni, pagando la minor fisicità e la minor profondità rispetto a Francoforte. Con un giorno in più di riposo la coppa sarebbe quasi certamente tornata con noi a Varese; è andata diversamente e dunque congratulazioni agli Skyliners». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nella lista dei rammarichi per l'occasione sfuggita d'un soffio vanno di diritto il quarto periodo disastroso di Davies, soverchiato atleticamente da Morrison e poi già pessimo nelle due difese precedenti al fatale fallo sul tentativo dall'arco di Theodore che è valso il primo sorpasso sul 62-65 a meno 27", e la serata no dall'arco di Kuksiks, al quale sono rimasti in canna anche i due colpi potenzialmente decisivi nel fatale minuto finale. Le brillanti prove offensive di Wright e Wayns (pur condizionato dal precoce quarto fallo a 7' 16" dalla fine) non sono bastate ad una Varese che ha avuto poca pericolosità dal perimetro e pochi punti dai lunghi (con Campani - comunque più incisivo di Davies - rimasto a guardare nel quarto periodo). [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ma alla fine coach Moretti ha comunque elogiato in blocco la squadra per il grande impegno profuso: «Ho fatto i complimenti ai ragazzi per la grande stagione europea, perché abbiamo onorato al meglio la maglia e la storia del nostro club. Abbiamo pagato a caro prezzo gli errori nei 5' finali dopo aver condotto per 35; le partite durano 40 minuti, dunque Francoforte ha meritato di vincere perché ha avuto la forza di non mollare mai e rimanere in partita fino alla fine. Rimane un grandissimo dolore per aver sfiorato il titolo, ma anche la soddisfazione di aver dimostrato di essere una squadra vera per essere arrivati fin qui». E nell'analisi complessiva del lungo percorso europeo di 20 partite nel giro di 6 mesi, Paolo Moretti esalta la capacità dell'Openjobmetis di onorare sempre al massimo la competizione: «Dobbiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo fatto in questa lunghissima stagione europea: abbiamo superato le difficoltà iniziali legate a infortuni e cambi di giocatori, ma dal secondo turno in avanti abbiamo meritato queste Final Four con un percorso straordinario. E al di là della sconfitta di domenica abbiamo onorato al massimo l'impegno e regalato emozioni forti ai nostri tifosi». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il risultato più inatteso nella cornice più difficile della manifestazione meno coinvolgente di una stagione che potrebbe rimanere nella storia non solo per il 70° compleanno. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis prosegue nell'inarrestabile parabola ascendente degli ultimi due mesi, spegnendo le velleità dell'Elan Chalon padrona di casa con una prova all'insegna di cuore, carattere e... "attributi". Le "tre C" della squadra di Moretti sono la testimonianza della maturità e nella fiducia reciproca acquisita dal gruppo biancorosso, capace di non sprofondare sotto la pioggia di triple francesi del secondo quarto restando sempre con la testa nella partita per imporre la sua capacità di esaltare le qualità dei singoli all'interno del collettivo. «Ad oggi in Italia non c'è una squadra migliore di Varese in termini di organizzazione e coralità»: parole e musica di uno dei (pochi) addetti ai lavori presenti al Colisèe. Il risultato è una squadra che pur senza una superstar conclamata riesce a regalare emozioni forti ad una città tornata ad innamorarsi dell'Openjobmetis grazie alla capacità dei giocatori di (ri)conquistare il pubblico con il suo atteggiamento e la sua grinta costante. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Domani contro Francoforte servirà un'altra impresa con la necessità di recuperare la pietra angolare Wright (leggermente scavigliato nell'ultima azione, ma all'uscita dal Colisèe non sembrava eccessivamente sofferente) per riuscire a salire l'ultimo gradino sul tetto dell'Europa griffata FIBA. Che sarà pure la terza, ma per questa Varese ha un valore importantissimo al di là dei 250mila euro in palio e della possibilità di entrare dalla porta principale nella nuova Champions League. Ironia della sorte, proprio la "coppetta" troppo spesso snobbata da tifosi e addetti ai lavori, potrebbe regalare a Varese una notte internazionale magica che la città non vive dall'ultima fase dell'era Borghi (vittoria della Coppa delle Coppe 1980 con Dodo Rusconi in panchina e Dino Meneghin in campo). In attesa di notizie sull'eventuale disponibilità di ulteriori biglietti (al momento i posti disponibili sembrano quasi azzerati) domani è pronto a scatenarsi l'esodo dei tifosi alla volta di Chalon; l'OJM che a inizio stagione aveva fatto disperare i tifosi ha compiuto passi da gigante dal debutto europeo del 27 ottobre, e ora ha la possibilità di scrivere la pagina più bella del primo scorcio del terzo millennio.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Pallacanestro Varese e Openjobmetis viaggiano spediti verso il terzo anno di partnership. Il feeling evidenziato nelle ultime settimane tra la società e l'agenzia per il lavoro di Gallarate ha trovato riscontri concreti nell'incontro tra Monica Salvestrin e Rosario Rasizza, chiesto dall'a.d. del main sponsor per intavolare in anticipo le trattative per l'estensione al 2016/'17 del rapporto in essere dal 2014. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«Passo avanti per il rinnovo» - ha cinguettato Rasizza dal proprio profilo Twitter allegando la foto a destra - mentre la vicepresidente della Pallacanestro Varese ha spiegato: «Abbiamo ipotizzato una bozza di accordo che dovrà essere vagliata dai rispettivi consigli di amministrazione, ma abbiamo compiuto un bel passo avanti nell'assoluta comunanza di intenti. Ci sono le condizioni per continuare il rapporto ma, come è corretto, le due parti dovranno passare dai CdA per la ratifica ufficiale». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'accordo abbozzato per il 2016/17 riguarda il campionato italiano: dell'eventuale coppa europea si parlerà nel momento in cui Varese dovesse partecipare anche nella prossima annata ad una competizione FIBA, come avvenuto nell'estate 2015. Oltre al marchio sulle maglie con la denominazione principale della squadra di Moretti, c'è un'ipotesi che potrebbe coinvolgere il naming del palasport di Masnago qualora Whirlpool non dovesse rinnovare l'accordo in scadenza a fine giugno. Ma l'aspetto più importante per Salvestrin riguarda le tempistiche, anticipate rispetto alle trattative della scorsa estate, quando la fumata bianca arrivò a luglio inoltrato: «In attesa delle ratifiche, avere una bozza di intesa così in anticipo è tutt'altro che banale: una programmazione efficiente che permetta di avere certezze economiche da affidare all'area tecnica è possibile soltanto con un orizzonte chiaro e stabile. Stiamo lavorando per chiudere in tempi rapidi i rinnovi con gli altri sponsor principali: la società sportiva che funziona è un'orchestra in cui tutti svolgono al meglio la loro parte».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'altro aspetto che la vicepresidente biancorosso vuole sottolineare è il rapporto sempre più diretto tra la Pallacanestro Varese e l'a.d. di Openjobmetis: «Riconosco a Rosario la capacità di essersi calato nel modo più corretto nella realtà di una società sportiva, comprendendo logiche un filo diverse rispetto a quelle aziendali. Se dovesse andare in porto, il rapporto arriverà al terzo anno consecutivo; sarà ancora un contratto annuale ma più che la durata conta il crescente feeling reciproco che si è stabilito. Lo dimostra il suo coinvolgimento emotivo sempre più forte creato dai risultati positivi. Condivido il suo entusiasmo: dopo il bel passo avanti di ieri, adesso siamo tutti concentrati verso l'avventura a Chalon».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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