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VareseFansBasketNews

  • pxg14
    [font=arial]Paolo Moretti non vede l'ora di iniziare a lavorare sull'Openjobmetis versione 2016-17. Il coach toscano rimanda alle nomine ufficiali qualsiasi giudizio su Claudio Coldebella («Per rispetto nei confronti di Stefano Coppa e perché non spetta a me giudicare chi in società sta sopra di me»), ma ha tanta voglia di partire nella programmazione futura: «Abbiamo tempo, ma non buttiamo via tempo: al momento stiamo portando avanti operazioni facili, ma per essere operativi al 100 per cento c'è bisogno di essere al completo e per ora non lo siamo. Non c'è ansia, però la carne da mettere al fuoco è molta; intanto fa piacere l'interesse, pur con sfumature diverse, da parte di tutti i giocatori con cui ho avuto colloqui nei giorni scorsi».[/font]
     
    [font=arial]Il punto di partenza è rappresentato dai 4 contratti con Cavaliero, Ferrero, Campani e Molinaro e dalla volontà di ripartire dagli uomini della svolta Kangur e Wright: «Con gli italiani cercheremo di trovare l'equilibrio illustrando quel che sarà il loro ruolo: è giusto che sappiano cosa ha in mente l'allenatore. Abbiamo avuto un buonissimo feeling con Kangur con chances concrete di mettersi d'accordo presto; più complicato il discorso con Wright, visto che la nostra prima offerta è stata giudicata non all'altezza. Stiamo lavorando su una nuova proposta legata alla sua disponibilità a rimanere, ma nel frattempo ci stiamo guardando intorno». [/font]
     
    [font=arial]La prima decisione strategica per il mercato estivo sarà quella relativa alla questione coppe, in attesa di capire se e a quale competizione l'Openjobmetis potrà partecipare: «è il primo snodo da affrontare, poi toccherà al budget, confidando in numeri definiti entro i primi di giugno, ed alla scelta dello schema. L'indicazione di massima è per il 5+5 ma non è un obbligo, dipenderà dal tipo di impegno da portare avanti. Se si disputerà una coppa europea il budget andrà spalmato su una rotazione da 10 giocatori, e trovare due italiani competitivi sarebbe piuttosto complicato».[/font]
     
    [font=arial]Moretti confida comunque nella spinta di una città tornata ad amare il basket anche grazie a lui: «Dobbiamo ripartire dall'entusiasmo riacceso negli ultimi due mesi e mezzo: dopo mesi di critiche giustificate la città ha ritrovato la passione, e sarebbe bello alimentarla migliorando il risultato del 2015-16 con il ritorno ai playoff. Qui c'è competenza, e se a volte la storia opprime, ci ha dato gli stimoli giusti per dare sempre il massimo: non si porta così tanta gente in piazza Monte Grappa o in giro per l'Europa se alla base non c'è un amore viscerale per il basket». [/font]
     
    [font=arial]Di certo Moretti ha conquistato Varese con la serietà del suo lavoro in palestra ed è un punto fermo fondamentale per la programmazione futura: «Che l'allenatore sia al centro del progetto tecnico lo considero un diritto e un dovere; però io lavoro con l'obiettivo di coltivare qualcosa per lasciare un'impronta seria e non razziare per il bene immediato. Il vantaggio della conoscenza dell'ambiente e del club mi consentirà di migliorare alcuni aspetti al di là della composizione della squadra; per questo stiamo lavorando per implementare uno staff già eccellente».[/font]
     
    [font=arial]Giuseppe Sciascia[/font]

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]La Pallacanestro Varese chiude l'era Coppa, ed ora attende di iniziare Fera Coldebella partendo dalla nomina del nuovo presidente attesa entro la fine della settimana. Nessun colpo di scena dalla riunione informale dei soci di "Varese nel Cuore", arrivati in massa a Masnago (presente oltre l'80 per cento dei [/color][/font][/size]
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]proprietari, ospite d'onore il main sponsor Rosario Rasizza) per ascoltare la relazione del CdA uscente della Pallacanestro Varese. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Stefano Coppa ha ripercorso le tappe della sofferta stagione 2015-16, illustrando le ragioni delle difficoltà iniziali e le chiavi per risolverle con il brillante finale di stagione nel quale è mancato solo l'acuto della finale di Chalon contro Francoforte. Ma anche a fronte dei ringraziamenti e degli applausi dell'assemblea a conclusione del suo intervento, ha ribadito la sua volontà di uscire di scena, terminando anche la sua partecipazione a "Varese nel Cuore", perché, pur senza pregiudiziali nei confronti di Claudio Coldebella, non condivide le scelte della proprietà relativamente al nuovo formato di governance. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Dunque il CdA della società di piazza Monte Grappa guidato attualmente da Coppa anticiperà la scadenza naturale del mandato fissato al 30 giugno, e nel giro di qualche giorno formalizzerà le proprie dimissioni. A questo punto verrà convocata una nuova assemblea dei proprietari, che dovrà nominare il nuovo CdA di Pallacanestro Varese: sicuramente ne faranno ancora parte Marco Vittorelli, Monica Salvestrin e Fabrizio Fiorini, ossia tre dei cinque consiglieri uscenti, che dovrebbero ricoprire le cariche principali. Il rappresentante del main sponsor entrato nel CdA a marzo 2015 sarebbe il favorito per la carica di presidente, mentre Fiorini -già vicepresidente di "Varese nel Cuore" dovrebbe assumere quella di amministratore delegato, e Salvestrin mantenere l'attuale incarico di vicepresidente. Anche se sullo sfondo resta sempre la suggestiva ipotesi di coinvolgere Toto Bulgheroni all'interno del CdA - anche soltanto da consigliere - per attingere al suo preziosissimo capitale di esperienza cestistica. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Una volta scelti i cinque nuovi membri della governance ed assegnate le deleghe a seconda di competenze e disponibilità, verrà il giorno della ratifica ufficiale dell' arrivo di Claudio Coldebella, mai nominato nell'incontro di ieri sera (si è sempre parlato genericamente di "colui che verrà") ma pronto ad assumere l'ampio mandato che gli verrà affidato una volta che il nuovo presidente firmerà il suo contratto. Il direttore generale scelto dai vertici di "Varese nel Cuore", da oltre 10 giorni in attesa di un cenno dalla proprietà del club per prendere servizio in piazza Monte Grappa, sovraintenderà sia l'area tecnica - dove il ruolo di Massimo Ferraiuolo resterà di primo piano - che l'area marketing, avendo piena autonomia decisionale di concerto con coach Paolo Moretti sulle politiche di mercato relative alla allocazione delle risorse che gli verranno affidate. Il consorzio dei proprietari si occuperà invece delle strategie di fondo a partire dal discorso coppe europee, che sarà affrontato anche alla luce delle prospettive di partecipazione tramite wild card e della possibilità di accedere nuovamente ad una premialità interessante sul piano economico che dovrebbe garantire di chiudere in sostanziale parità i conti della stagione 2015-16. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]La Pallacanestro Varese riscopre il valore degli italiani in vista di cambiare schema per la costruzione dell'organico dal 3+4+5 al 5+5. I primi sondaggi esplorativi della società di piazza Monte Grappa per un'ala o un lungo italiano in grado di dare minuti importanti nella rotazione con Kristjan Kangur, e un play di riserva da mettere -auspicabilmente - alle spalle di Chris Wright, confermano che le strategie del mercato 2016 saranno dettate inizialmente dalla tipologia di innesto di sostanza accanto ai tre pilastri Cavaliero Ferrero e Campani.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Lo impone la logica, visto che i giocatori nostrani di valore sono infinitamente meno rispetto agli stranieri, consentendo ampia facoltà di scelta per completare il roster in questo comparto dopo aver completato il parco tricolore. Ma si tratta comunque di una precisa volontà strategica di consolidare l'attuale zoccolo duro con altri italiani affidabili, anche in vista del quasi certo cambio di regole sull'eleggibilità (dal 2017/' 18 sarà con ogni probabilità cancellato lo schema 3+4+5, passando al 6+6 con stranieri liberi in alternativa all'attuale 5+5). In attesa che il settore giovanile - sul quale sono previsti investimenti per area tecnica e reclutamento - possa sfornare qualche prodotto varesino valido per la serie A (confidando anche nell'accordo con la Robur et Fides da mettere a fuoco la prossima settimana), si dovrà nuovamente pescare rinforzi sul mercato esterno. [/color][color=rgb(20,20,20)][background=rgb(252,252,255)]È[/background][/color][color=rgb(0,0,0)] un'esigenza legata anche alla possibihtà di riaffacciarsi nelle competizioni europee targate FIBA, che impongono un 50 per cento di giocatori locali a referto.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Ma nel cambio di schema, oltre al risparmio garantito dal mancato versamento della luxury tax da 40mila euro e ai due contratti in meno (con relativi contributi previdenziali) previsti dal 5+5 rispetto al 3+4+5, ci sarebbe anche la possibilità di autofinanziare in parte l'investimento attraverso il premio italiani messo in palio dalla FIP per chi utilizza maggiormente i giocatori formati nei vivai tricolori ed eleggibili per la Nazionale. Già in quest'annata, con Cavaliero, Campani e Ferrero inseriti stabilmente nelle rotazioni - e tenendo conto delle cinque partite saltate dal capitano e delle tre dal lungo reggiano - più i ritagli di Molinaro e dei giovani del vivaio, Varese era arrivata a quota 1.601 minuti, il massimo assoluto in sei stagioni di 3+4+5 con ampio vantaggio anche sull'era De Nicolao-Polonara (massimo precedente i 1.444 del 2013/'14). [/color][color=rgb(0,0,0)]Aggiungendo due giocatori sulla base delle ipotesi al vaglio - si parla di interessi per Mazzola e Ruzzier, comunque non le uniche piste sondate - che prenderebbero il posto di Faye e Varanauskas nelle rotazioni di quest'annata -, si può tranquillamente concorrere per uno dei premi accessori. Inarrivabile Reggio Emilia (3.517 minuti), col suo parco italiani ricco di azzurri che le ha fruttato 314mila euro, le varie Cremona (2.554 minuti; 122mila euro di incasso), Trento (2.238 minuti, 73mila euro) e Pistoia (2.054 minuti, 49mila euro) non sarebbero fuori portata nello scenario con cinque italiani in grado di tenere il campo a supporto di quattro titolari stranieri e Kangur come jolly di lusso nei due spot di ala.[/color][/font][/size][/font][/color]
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    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica][size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size][/font][/color]

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(0,0,0)]Prime strategie di mercato per l'Openjobmetis in attesa dell'insediamento del direttore generale "in pectore" Claudio Coldebella, atteso in città nei prossimi giorni. [/color][color=rgb(0,0,0)]Ma la società si sta già muovendo per delineare le strategie future, a partire dai rinnovi dei contratti con Chris Wright e Kristjan Kangur ai quali aveva iniziato a lavorare il presidente uscente Stefano Coppa insieme a Max Ferraiuolo di concerto con coach Paolo Moretti, e che restano le priorità in agenda vista la volontà di allenatore e dirigenza - tecnica e non - di provare a dare continuità agli ultimi due mesi della stagione 2015-16. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]Con il playmaker ex Pesaro c'è già una prima bozza di trattativa avviata, comprensiva di offerta biennale che nei prossimi giorni sarà inviata sotto forma definitiva ai rappresentanti dell'atleta del 1989. Chiaro che servirà uno sforzo economico diverso superiore a quello degli ultimi 3 mesi del 2015-16 per trattenere un giocatore arrivato all'Openjobmetis dopo uno stop per infortunio e ripartito con uno status molto più elevato; si confida però nel feeling con coach Moretti e la città e nelle garanzie importanti che Varese può offrire a Wright per quanto riguarda la sfera "extrasportiva". [/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]L'affare Kangur sembra invece soltanto da definire in termini economici, ma la disponibilità del giocatore di vestire per il quinto anno la maglia biancorossa è assoluta anche in virtù dell'integrazione ormai totale della sua famiglia in città. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]I passaggi successivi coinvolgeranno ovviamente il nuovo d.g., partendo dalle scelte strategiche - passaggio allo schema 5+5 e nuova iscrizione alle coppe europee 2016-17 - determinanti per le strategie di impostazione del mercato. Che partirà certamente dagli italiani, dovendo integrare le tre certezze Cavaliero, Ferrero e Campani con altri due elementi di rotazione negli scenari in cui - con ragionevole certezza - le due linee guida di cui sopra fossero confermate. La prima ipotesi per implementare il reparto lunghi porta a Valerio Mazzola: la 28enne ala-pivot svincolatasi dopo la retrocessione in A2 della Virtus Bologna (8,3 punti e 5,8 rimbalzi nel 2015-16) ha il giusto mix di esperienza, stazza e doti balistiche frontali per combinarsi con Kangur e Campani (già suo compagno nel 2013-14 a Montegranaro). Completando il pacchetto con un centro straniero in grado di garantire energia, esplosività, intimidazione e presenza a rimbalzo superiore rispetto a quella di Brandon Davies. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]L'altra idea sarebbe quella di aggiungere un playmaker di riserva che possa giocare con e per Wright, spostando la ricerca dell'esterno straniero che sostituirà Maalik Wayns verso una guardia pura anziché una "combo". In tal senso si valuta con attenzione la situazione di Michele Ruzzier: il 23enne playmaker legato fino al 2018 a Venezia ha visibilmente calato il suo impiego nella gestione De Raffaele (2,8 punti e 1,8 assist in 12,9 minuti nel 2015-16; 1,1 punti e 5,3 minuti dopo la promozione del coach livornese) e potrebbe considerare una soluzione in prestito nelle file di un club in grado di garantirgli maggiori responsabilità. [/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font]
     

  • simon89
    [font=arial]Un direttore generale con il compito di gestire tutti i comparti del club, concentrando in una sola persona le mansioni occupate in passato da Cecco Vescovi e Michele Lo Nero. I vertici di "Varese nel Cuore" sono pronti ad affidare le chiavi di piazza Monte Grappa a Claudio Coldebella: sarà l'ex giocatore di Bologna, Aek Atene, Paok Salonicco e Milano l'uomo forte del nuovo assetto societario in fase di riassestamento. [/font]
     
    [font=arial]La mansione ufficiale di Coldebella sarà quella di direttore generale, creato ad hoc per riassumere l'ampiezza del mandato che non comprenderà la sola area tecnica, ma anche marketing e ricerca risorse. II 48enne dirigente di Castelfranco Veneto ha infatti competenze importanti anche al di fuori della gestione sportiva, che aveva curato da g.m. prima a Caserta e poi Treviso dal 2009 al 2012; negli ultimi tre anni è stato direttore generale della Lega Nazionale Pallacanestro dei club dilettantistici di A2, B e C. Per questo i vertici di "Varese nel Cuore" hanno scelto Coldebella, forte di un curriculum quasi unico nel mondo dei manager cestistici italiani sovraffollato di scout e direttori sportivi, ma ormai quasi senza più manager a 360 gradi in grado di gestire l'intera azienda e non la sola area tecnica. Il nuovo d.g. biancorosso ha così declinato l'ipotesi di correre per la presidenza di Lega Basket (era tra i 6 candidati al vaglio dei "5 saggi" che dovranno selezionare i 3 da presentare in assemblea), sposando con entusiasmo la causa di una città che respira basket come Varese.[/font]
     
    [font=arial]Coldebella si insedierà la prossima settimana dopo la formalità della firma del contratto (almeno biennale, ma gli ultimi dettagli sono ancora da mettere nero su bianco); al suo fianco ci sarà ancora Massimo Ferraiuolo, il cui ruolo è ancora da mettere a fuoco nei dettagli, ma dovrebbe mantenere le mansioni occupate negli ultimi tre mesi oltre alla delega alla supervisione del settore giovanile. Il nuovo d.g. dovrebbe essere l'unica figura nuova ad entrare nell'organigramma della società di piazza Monte Grappa; resta però da individuare il nome del presidente che guiderà il nuovo CdA operativo dall' 1 luglio. La presenza di un d.g. operativo con un mandato a tutto tondo - sia pur non membro del CdA - renderà meno rilevante il peso del futuro numero 1 di piazza Monte Grappa rispetto al ruolo di primo piano dei predecessori Cecco Vescovi e Stefano Coppa. Esclusi per impegni di lavoro il doppio incarico per il presidente di "Varese nel Cuore" Alberto Castelli o la promozione dell'attuale vicepresidente Monica Salvestrin; una possibilità potrebbe essere quella di affidare l'incarico a Fabrizio Fiorini, attuale vicepresidente del consorzio e trait d'union tra "Varese nel Cuore" e Pallacanestro Varese. Ma la nomina di Coldebella lascerebbe aperto uno spiraglio per tentare un nuovo assalto con Toto Bulgheroni, uno dei "padri nobili" del basket cittadino, e provare a convincerlo a mettere a disposizione il suo capitale di competenza ed esperienza pur senza un impegno economico diretto. [/font]
     
     
    [font=arial]Giuseppe Sciascia[/font]

  • simon89
    [color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Stefano Coppa lascia la Pallacanestro Varese. L'attuale presidente, il cui mandato è in scadenza al 30 giugno con l'intero CdA, è pronto a rassegnare in anticipo le dimissioni e chiudere la sua avventura dirigenziale biancorossa iniziata nel 2010 in occasione della nascita di "Varese nel Cuore". Manca il crisma dell'ufficialità, ma i messaggi di commiato a vari addetti ai lavori indicano che l'esperienza biennale del commercialista varesino sulla poltrona di piazza Monte Grappa è ormai agli sgoccioli. Il divorzio imminente è legato alle differenti vedute riguardo alla futura forma di governante societaria nei confronti dei vertici di "Varese nel Cuore".[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]La scelta di puntare su Claudio Coldebella come direttore generale, con ampio mandato ma comunque esterno al CdA, rispecchia fedelmente le decisioni dell'assemblea del consorzio svolta lo scorso 15 febbraio, nella quale furono delineate le strategie per il nuovo format dei vertici del club, scartando la soluzione di riproporre un CdA guidato da presidente con un mandato apicale nelle decisioni strategiche a tutti i livelli, come è stato Coppa dopo le dimissioni di Cecco Vescovi nel febbraio 2015. L'intento dei soci era quello di ritagliare comunque a Coppa un ruolo all'interno del nuovo CdA della Pallacanestro Varese, anche per non disperdere il capitale di esperienza cestistica accumulata nei rapporti con FIP, Lega Basket e agenti. Però, è stato lo stesso Coppa - considerandosi troppo ingombrante in un ruolo più defilato rispetto a quello attuale - ad anticipare in qualche modo la sua uscita di scena sin da quando aveva chiarito che sarebbe rimasto ai vertici del club soltanto se "Varese nel Cuore" gli avesse rinnovato il mandato con il mansionario attuale e con la possibilità di scegliere gli uomini per il futuro (Alessandro Giuliani per Bruno Arrigoni dietro la scrivania?).[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Forse alla luce dei risultati degli ultimi tre mesi, che hanno dato ragione alle sue scelte estive più strategiche - da Paolo Moretti per la panchina alla partecipazione alla FTBA Europe Cup che ha rigenerato l'umore della piazza e i conti del club -, Coppa si attendeva un'altra chance, rivedendo le decisioni dell' assemblea di "Varese nel Cuore" assunte all' indomani del tonfo contro Capo d'Orlando, il momento più cupo dell' annata biancorossa. Così non sarà, dunque al termine di una stagione alquanto stressante, durante la quale l'attuale presidente ha accettato di svolgere il ruolo di parafulmine anche di fronte ad attacchi personali ingenerosi e sguaiati, si attende soltanto l'ufficialità dell'addio.[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]In attesa di capire se Coppa resterà tra i soci di "Varese nel Cuore", oppure esaurirà completamente i suoi rapporti con la Pallacanestro Varese, la sua uscita di scena chiuderà comunque un'era. Il commercialista varesino era infatti l'ultimo esponente rimasto della troika con Cecco Vescovi e Michele Lo Nero che aveva messo le basi per la creazione di "Varese nel Cuore" amministrando la società in nome e per conto della multiproprietà del consorzio. Dopo la scissione tra i CdA della società e del consorzio nel novembre 2014, la multiproprietà dei soci ha progressivamente assunto la consapevolezza di diventare attore protagonista nella gestione del club. Ora, sei anni dopo la sua nascita, il consorzio ha deciso di camminare con le proprie gambe dal punto di vista delle decisioni strategiche, pur delegando le scelte operative ad un professionista esterno.[/color][/font][/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
     [/font][/color][color=rgb(40,40,40)][font=helvetica]
    [font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    Dalla agrodolce annata della Openjobmetis, vissuta a lungo sull'emotività della vicinanza al baratro (dove persino le società blasonate possono scivolare, come insegna l'amaro epilogo della Virtus Bologna) e poi della prossimità di obiettivi altisonanti sfuggiti per dettagli, la società di Piazza Montegrappa porta con sé un miscuglio di dubbi e certezze.
    Tre mesi senza basket giocato - che diventano cinque, o quasi, se si parla di incontri ufficiali - hanno la sembianza di un'equazione piena di incognite. Se tra Varese-Caserta e Chalon-Varese, zenit e nadir dell'orizzonte astonomico biancorosso, l'impressione è che fosse passato un anno luce, figuratevi cosa può succedere nelle lunghe estati di mercato, di agenti con il telefonino rovente, di sparate via stampa che alzano le quotazioni, di amabili chiacchere da bar (ancor meglio sul forum di varesefansbasket, dove la competenza, l'acume, la passione hanno saputo sgorgare, in questa strana cavalcata, in una meravigliosa cascata).
    Il punto centrale della pianificazione 2016-2017 risiede nella capacità di preservare l'eredità tecnico-tattica emersa da marzo in poi, calibrando le scelte giuste nel dogma del congruo rapporto tra costi e benefici. Per dirla in termini successori, ci auguriamo che si tratti di un'eredità accolta con beneficio d'inventario. Che poi il curatore sia Stefano Coppa o altra figura del consorzio importa relativamente, purché l'organigramma sappia fin da subito su quali corde azionare la musica: coach (Moretti non fare scherzi!), budget, prospettive, eventuali impegni nelle competizioni continentali.
     
    Domani i Giardini Estensi, nella loro versione primaverile, saranno il locus amoenus deputato a raccogliere, nell'ultimo abbraccio caloroso, tifosi, staff e giocatori. Il saluto in Piazza agli indimenticabili, tre estati fa, rappresentò l'inizio di un concatenarsi di scelte affrettate, equivoci, eredità mal soppesate.
    Per una tifoseria avvezza a tormentoni e deja vù appaiono quindi comprensibili certe impressioni che i saluti di domani abbiano il sapore di un addio piuttosto che di un arrivederci.
    La permanenza dei tre italiani, legati contrattualmente, non dovrebbe nascondere indigeste sorprese - anche se non sono mancati gli attestati di stima, da lidi più ricchi, verso Campani - mentre la riconferma di Wright, graditissima sotto tutti i piani, passerà lungo i binari della trattiva economica. Pure Kangur – e Kuksiks, in misura più tenue – paiono tasselli complementari ma non imprescindibili, mentre per Wayns e Davies la ridda dei punti interrogativi dovrebbe condurre a valutazioni approfondite.
     
    Il sabato del villaggio, capace di unire idealmente la nostra città (una nota scaramantica: basta cartelloni stradali luminosi che incitano la squadra, hanno portato sfiga contro Siena e contro Francoforte) e le sorti di Chalon, con la sua dolce attesa, resta il punto cestistico più alto vissuto dal 2014 ad oggi.
    Ora è il momento di non sperperare sogni, versi, rime costruite grazie al sudore lasciato sul parquet. Lo chiedono migliaia di tifosi, lo meritano sponsor e consorziati, lo esige la Storia della Pallacanestro Varese: alziamo gli occhi speranzosi verso la luna a spicchi, scomodando di nuovo Leopardi. Altro dirti non vo', ma la tua festa, ch'anco tardi a venir, non ti sia grave.

  • simon89
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Niente miracolo playoff per l'Openjobmetis: Cantù non fa sconti, e spegne le velleità di rimonta della squadra di Moretti che non corona un rush finale da 7 vittorie nelle ultime 10 partite. Si paga la stanchezza fisica prima ancora che mentale accumulata a Chalon, ma pure il conto degli errori estivi, quando le scelte di mercato orientate verso elementi "esotici" impostate da Bruno Arrigoni e approvate da Stefano Coppa hanno consegnato a Paolo Moretti - che avrebbe preferito i veterani alla Gaines, Bobby Jones ed Ivanov, ma che ha comunque avallato il roster iniziale - una squadra più da gestire che da allenare, dunque poco adatta alla sua cultura del lavoro in palestra. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Poi il coach è stata la stella polare per l'indirizzo dei correttivi, puntando su persone di spessore prima che giocatori di valore come Kangur e Wright. Nonostante infortuni (Wayns e Galloway a ottobre, Cavaliero e Campani a gennaio) e difficoltà gestionali - Ukic santo subito e poi corpo estraneo, Galloway prima sospeso e poi reintegrato durante lo stallo del mercato di riparazione - squadra e staff hanno fatto quadrato anche grazie alla tutela costante da parte di società e consorzio. E una volta aggiustati gli squilibri tecnici e caratteriali di inizio stagione, nonostante il caso Faye che ha comunque compattato il gruppo, l'Openjobmetis ha vissuto una crescita esponenziale in termini di chimica e di conseguenza di risultati. La splendida cavalcata europea e la rimonta dal penultimo posto in campionato non hanno prodotto gli effetti sperati in termini di risultati con la vittoria in FIBA Cup e il riaggancio ai playoff sfuggiti di un niente. [/color][/font][/size]
     
    [size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Ma il 2015-16 si chiude con un trend positivo: prima di tutto si è ricostruito il rapporto con i tifosi, riaccendendo la passione della città grazie alle Final Four di Chalon che hanno ribadito come a Varese pulsi ancora fortissima la passione per il basket. E poi c'è la possibilità di programmare il futuro all'insegna della continuità di staff tecnico, buona parte della squadra e il blocco degli sponsor di quest'anno. Ripartire da Moretti più lo zoccolo duro degli italiani e le pietre angolari Kangur e Wright darebbe credito e vigore ad un progetto di crescita con basi sicure per provare a capitalizzare in termini di risorse l'entusiasmo generato dall'avventura europea. Le novità più importanti riguarderanno i vertici della società: manca solo l'ufficialità per l'arrivo ormai certo di Claudio Coldebella in qualità di direttore generale, una scelta di Alberto Castelli e del consorzio che pur con le sue 53 teste (più 4 in arrivo) vuole esercitare a tutti gli effetti il suo ruolo di proprietario nelle scelte strategiche del club a partire dalla governance. Altra "rivoluzione" ormai pressochè certa l'addio del presidente Stefano Coppa, in carica dal 2014 dopo essere stato tra i soci fondatori di "Varese nel cuore". Nessun commento finora dal diretto interessato, che quasi certamente parlerà sabato 7, ma le possibilità che la scelta vada in direzione delle dimissioni sono vicine al 100 per cento.[/color][/font][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La grande delusione a caldo per l'impresa solo sfiorata, il grande orgoglio per aver riacceso l'entusiasmo della città per il basket, il grande desiderio di riprovarci il prossimo anno. Così la Pallacanestro Varese vive il giorno successivo alla sconfitta contro Francoforte: la consapevolezza è quella di aver messo in campo tutte le risorse disponibili contro un'avversaria più profonda e più esperta: «La squadra ha provato con tutto quello che aveva e non ce l'ha fatta perché è arrivata sulle ginocchia nel momento decisivo - commenta il presidente Stefano Coppa - Francoforte è avversaria più lunga e costosa di noi e ci ha punito con cinismo e lucidità capitalizzando la stanchezza emersa dopo l'impresa contro Chalon. Ma c'è anche l'orgoglio per una bellissima cavalcata che ci ha regalato un tifo da pelle d'oca sia al Colisèe che in piazza Monte Grappa». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Restano però le emozioni forti che la squadra di Moretti è tornata a far vivere ai tifosi: «Non siamo riusciti a regalare ai nostri tifosi quella gioia enorme che tutti si aspettavano, ma restano le bellissime emozioni che questo gruppo ha fatto provare a tutti noi e alla città - conferma il presidente di "Varese nel Cuore" Alberto Castelli - Va reso merito a Stefano Coppa di aver fortemente voluto prima partecipare e poi dare risalto alla FIBA Cup; e compatibilmente alle nostre possibilità penseremo seriamente alla possibilità di rifare questa esperienza». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'aspetto chiave resta quello delle risorse, e sotto questo profilo la priorità della società dovrà essere quella di capitalizzare l'interesse riacceso attorno alla squadra come non era accaduto nel post Indimenticabili: «Per certi versi abbiamo compiuto un autentico miracolo sportivo, ma per creare un circolo virtuoso bisogna investire sulla squadra per provare a trattenere i pezzi migliori - afferma Coppa - L'auspicio è che gli sponsor abbiano capito questa necessità e si riesca a raccogliere i frutti dell'entusiasmo creato». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il secondo aspetto è quello di capitalizzare il credito raccolto nei confronti della FIBA per ripetere l'esperienza di quest'anno. D'altro canto in una serie A nella quale Milano può contare un budget tra due e mezzo e tre volte superiore a quello delle varie Venezia, Reggio Emilia e Sassari, e che il prossimo anno la vedrà aumentare sensibilmente (del 30%?) le risorse, lottare per vincere richiede investimenti troppo superiori rispetto alle possibilità attuali del club biancorosso, considerando irrealistico ripetere ogni anno il miracolo di chimica e scouting (peraltro con altri introiti dagli sponsor...) che fu alla base degli "Indimenticabili". Allora le coppe FIBA, che coinvolgono le squadre dal cinquantesimo posto in giù del ranking europeo, possono davvero essere "territorio di caccia" per un club come Varese: «In attesa di capire come finirà la querelle tra la federazione europea e l'Eurolega, aver disputato questa finale accresce il nostro peso e il nostro prestigio nei confronti della FIBA, che era molto soddisfatta della nostra presenza e dell'interesse dei tifosi - conferma Coppa - Ritengo che il nostro percorso andrebbe valorizzato e onorato, auspicando che ci sia posto almeno nelle qualificazioni della nuova Champions League. In ogni caso, se ci sarò ancora, ritengo che le coppe europee siano un'esperienza importantissima per crescere dentro e fuori dal campo, e non ho dubbi sulla necessità di riprovarci il prossimo anno». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size]

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