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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Caccia aperta all'ala piccola titolare per una Openjobmetis che attende risposte nella giornata odierna dopo aver gettato diversi "ami". Tra le ipotesi al vaglio spunta la pista che porta ad Ojars Silins: la 23enne ala lettone in uscita dopo 6 stagioni da Reggio Emilia (5.1 punti e 1.8 rimbalzi in 4 stagioni alla Grissin Bon dopo essere sbarcato al PalaBigi nel 2010 dalle giovanili di Riga) avrebbe le atout tecniche e fisiche adatte per ricoprire il ruolo di giocatore di raccordo con doti balistiche importanti che Varese sta cercando per completare il puzzle.
    L'atleta del 1993 non ha quell'esperienza e quella fisicità prorompente (ma è comunque un atleta rispettabile) che si voleva inserire nel pacchetto; si tratta però di un prospetto molto interessante che a Reggio Emilia si è un po' fermato (4.5 punti e 1.2 rimbalzi nel 2015-16 dopo i 6.5e 2.3 dell stagione precedente). E alla scadenza del contratto con la società con cui ha disputato le ultime due finali scudetto ha esplorato il mercato in cerca di minuti da protagonista nello spot di ala piccola con un ingaggio importante. La disponibilità sul mercato ai primi di agosto e il "tesoretto" a disposizione di Varese per l'ultimo tassello del roster dopo le operazioni Maynor e Pelle potrebbero rendere accessibile l'operazione Silins per le casse dell'Openjobmetis. Soprattutto perché il club di piazza Monte Grappa potrebbe proporre al nazionale lettone - in campo ai primi di luglio nel Preolimpico di Belgrado: 7.7 punti e 4.3 rimbalzi in 3 gare - quel ruolo da protagonista in quintetto base che Reggio Emilia non gli poteva più offrire, oltre alla vetrina delle coppe - che sia Champions League o FIBA Cup - indispensabile per il suo status internazionale.
    Di sicuro il mix tra futuribilità, doti balistiche e passaporto (partire con 5 europei potrebbe rendere più facili eventuali correttivi in corsa) ne farebbero un profilo intrigante, investendo su un giocatore che potrebbe davvero esplodere nel contesto giusto. Anche se con Silins si aggiungerebbe un altro giocatore con necessità di essere innescato sugli scarichi al pari di Melvin Johnson, e poca dimensione dal palleggio che invece potrebbe essere utile per non dipendere in tutto e per tutto dalle invenzioni di Eric Maynor.
    Nel frattempo però si sonda anche il mercato degli americani d'esperienza tra coloro che hanno già disputato le competizioni internazionali; il ruolo di "3 più" con tiro perimetrale nel quale Varese sta cercando il suo tassello finale non è però particolarmente ricco di profili competitivi nell'incastro tra costi e caratteristiche tecniche. Resta invece in sospeso la pista James Bell: l'esplosivo atleta ex Cremona sarebbe la seconda opzione per la società di piazza Monte Grappa, che dopo aver espresso interesse per l'ala del 1992 non ha ancora formulato una proposta ufficiale per convincere il giocatore che nel 2015-16 ha giocato a Nancy. Il prodotto di Villanova University, più atletico e forte fisicamente rispetto a Silins - ma analogamente privo di dimensione dal palleggio in 1 contro 1 - ha però in mano l'offerta scritta dell'Hapoel Holon: fino alla serata di ieri attendeva ancora un cenno di Varese, che però potrebbe anche non arrivare mai. A meno di clamorosi colpi di scena, entro le prossime 48 ore dovrebbe arrivare la tanto sospirata ultima firma straniera dell'estate 2016.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Spunta il profilo di James Bell nella lista dei simil Moss più freschi che l'Openjobmetis sta cercando per completare il quintetto base. L'identikit del 24enne americano, capace di giostrare in entrambi gli spot di ala, corrisponde per molti aspetti a quel che sta cercando Varese: il prodotto di Villanova University (nel 2011/' 12 compagno di Maalik Wayns) ha un gran fisico (198 cmper 100 kg), energia, atletismo e doti di uomo di raccordo, oltre ad ottime capacità difensive su tre ruoli (dalla guardia all' ala forte) e buone qualità bahstiche (36% da 3 al college, dove nella stagione da senior ha chiuso a 14.0 punti e 6.0 rimbalzi).
    All'esordio da professionista nel 2014/'15 a Cremona ha totalizzato 10.5 punti e 4.4 rimbalzi col 50% da 2 e il 33% da 3; meno brillante il 2015/'16 in Francia, a Nancy, dove ha giocato anche in Eurocup, venendo però utilizzato più da guardia che da ala (9.4 punti col 37% da 3 in 21,8 minuti). Varese avrebbe espresso interesse per Bell, che però ha ricevuto proposte anche da Israele: il particolare mix di forza fisico-atletica e duttilità del giocatore del 1992 sarebbero comunque adatte alle necessità tecniche di coach Moretti, nell'ottica di costruire una squadra che possa cambiare assetto tra campionato e coppa europea.
    Considerando la duttilità di Avramovic, che ha la stazza e le qualità offensive per giocare anche da guardia, e le doti balistiche di Melvin Johnson, maggiormente a suo agio nel finalizzale che nel costruire il gioco e dunque utilizzabile anche da ala piccola, serve infatti un giocatore che possa dare anche minuti da ala forte. ruolo nel quale l'unico giocatore disponibile è al momento Kristjan Kangur, con la necessità assoluta di non sovraccaricare di minuti il 34enne estone. L'idea sarebbe quella di costruire una squadra bidimensionale, che in Italia utilizzi quintetti più dinamici con tre piccoli e l'ala statunitense in fase di ricerca che possa dare dei minuti da "4 tattico" per aprire il campo alle incursioni di Maynor e alle soluzioni interne di Anosike. Mentre in Europa il team di Varese potrà ruotare con più efficacia il trio di lunghi interni Anosike, Pelle e Campani, con gli ultimi due in grado di dare qualche minuto anche da ali forti.
    Ora c'è da capire se la società di piazza Monte Grappa andrà sino in fondo con l'atleta ex Cremona, oppure proseguirà a scandagliare il mercato cercando profili con maggior esperienza rispetto ad un giocatore laureatosi nel 2014. I prezzi in discesa e la vetrina europea che Varese è in grado di offrire iniziano comunque a fare gola a coloro che sono rimasti ancora a piedi: l'elenco dei free agent che nel 2015/' 16 hanno giocato in Italia contempla ancora Trent Lockett, ala piccola potente - anche se più perimetrale e meno stazzato a 196 cm per 95 kg rispetto a Bell - reduce dai 10.2 punti e 3.3 rimbalzi con la maglia di Trento, che non ha trovato la collocazione desiderata in Eurocup. Radio-mercato aveva segnalato interesse anche per Carlon Brown, ma la 27enne guardia-ala ex Bamberg e Ulm è stato operato a giugno al ginocchio già infortunato nel novembre del 2014.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese scommette sul potenziale atletico di Norvel Pelle per completare il reparto lunghi. Il 23enne centro di 211 centimetri, nativo di Antigua - dunque utiizzabile con status da Cotonou - ma di scuola statunitense, si alternerà con O.D. Anosike nel ruolo di centro. L'atleta del 1993 è un prospetto atleticamente molto interessante ma tutto da scoprire al cambio del basket italiano dopo qualche comparsata in D-League e avventure in campionati non di prima fascia come Taiwan e Libano (dove nel 2015/'16 ha totalizzato 11.7 punti, 12.9 rimbalzi e 2.9 stoppate).
    L'Openjobmetis proverà a lavorarci per le prossime due stagioni sperando di aver scovato una gemma nascosta sulla falsariga di quanto accaduto con Johndre Jefferson, esaltato nella seconda metà del 2014-15 dai passaggi smarcanti di Eric Ma-ynor, che potrà davvero esaltare le doti esplosive di Pelle. «Abbiamo puntato sul talento di un ragazzo con grandi qualità potenziali, sul quale lavorare in ottica futura con un accordo biennale sulla falsariga di quanto già accaduto con Avramovic - spiega il d.g. biancorosso Claudio Coldebella - Norvel è un atleta esplosivo che potrà sfruttare al meglio le doti di passatore di Maynor per esaltare le sue qualità acrobatiche come accadeva due anni fa con Jefferson, mentre in difesa è un fattore davvero notevole per le sue capacità di indimidatore. Ho parlato con Slobodan Subotic (ex coach di Jesi, nel 2015/' 16 in Libano, ndr) e mi ha confermato che può stoppare non solo sugli aiuti contro i piccoli ma anche sui pari ruolo».
    Pelle è un centro puro e non un'ala forte come Olek Czyz, il precedente obiettivo della società di piazza Monte Grappa che firmerà oggi con Caserta (offerta più alta di 20mila euro rispetto a quella di Varese, e posto da titolare anziché da primo cambio dei lunghi come a Valladolid). Ma l'aspetto chiave per la scelta del lungo del 1993 è stata la sua complementarietà rispetto al trio Anosike, Campani e Kangur: «Ci sono piaciuti l'atletismo e l'energia di un giocatore che possiede qualità totalmente diverse rispetto agli altri tre giocatori interni del roster. In Italia giocherà da centro, mentre in coppa, dove si gioca un basket molto più stazzato, Paolo Moretti proverà a utilizzarlo anche in coppia con Anosike. È una scommessa che può pagare molto se lavorerà secondo i dettami del coach per completare il suo percorso di crescita tecnica».
    Ora all'appello manca solo l'ala piccola titolare straniera - oltre a un giovane italiano che sarà l'undicesimo, mentre Manuel Rossi sarà il dodicesimo - che completerà il mosaico: l'identikit di Coldebella esclude l'ipotesi Blackshear (che potrebbe finire in A2 a Forlì). Si cerca un giocatore importante che garantisca fisicità, personalità e punti nelle mani, il risparmio sugli altri due USA permetterà di puntare in alto per mettere la ciliegina sulla torta ad una squadra che ha bisogno di un altro giocatore rodato oltre a Maynor, Kangur ed Anosike, avendo esaurito con Avramovic, Pelle e Johnson la sua dose di scommesse estive: «Cerchiamo un giocatore con almeno 3-4 anni di esperienza fuori dal college, preferibilmente italiana ma eventualmente anche europea, che ci dia punti, personalità e impatto fisico, e possa giocare qualche minuto da ala forte nel nostro campionato. Non vogliamo avere troppa fretta nel momento in cui i prezzi stanno scendendo, anche se l'esigenza di essere al completo il 12 agosto in vista dei preliminari di Champions League ci induce a muoverci in tempi non troppo lunghi. L'auspicio è che entro una settimana si chiuda il discorso».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    II lungo corteggiamento ha avuto esito positivo: Eric Maynor ha scelto Varese per rilanciare per la seconda volta in due anni la sua carriera. Il minuetto durato quasi un mese, con la missione a Las Vegas di Max Ferraiuolo per vedere all'opera il play della salvezza 2014-15 che aveva ufficialmente aperto la trattativa, si è concluso felicemente nella mattinata di ieri con la firma del contratto. Tra avvicinamenti - a metà della settimana scorsa l'affare sembrava in dirittura d'arrivo - e allontanamenti - l'agenzia statunitense ha sondato a 360 gradi il mercato in cerca della miglior offerta - la trattativa alquanto laboriosa ha avuto una brusca accelerazione nella serata di martedì. Ossia quando, in mancanza di alternative concrete dall'Italia - Torino e Trento si erano informate, senza però formulare mai una proposta ufficiale - Maynor ha rotto gli indugi accettando l'offerta "pendente" ormai da un paio di settimane da parte di Varese. Ossia il club italiano che lo aveva già riattivato dopo i 10 mesi di inattività successivi alla chiusura della carriera NBA: la società di piazza Monte Grappa aveva sfruttato il talento del 29enne playmaker per salvarsi rapidamente nel 2014-15 (13.4 punti e 7.6 assist di media in 15 gare), e Maynor aveva capitalizzato la mezza stagione biancorossa per firmare a 280mila dollari con i russi del Niznhy Novgorod. Ma l'infortunio al ginocchio sinistro (quello non rotto nel 2011) nella prima partita della stagione di VTB League lo ha costretto a dover ripartire daccapo.
    Alla fine solo Varese gli ha dato credito fino in fondo scommettendo sul completo recupero dall'infortunio dopo le buone esibizioni in "The Tournament", la kermesse estiva che mette in campo formazioni di giocatori della stessa università ora professionisti in Europa in un tabellone nazionale con un montepremi da 2 milioni di dollari (la VCU di Manyor è stata eliminata agli ottavi da una selezione in cui e' è l'ex varesino Johndre Jefferson). Vincente dunque la tattica di Varese di lavorare "ai fianchi" Maynor così come era già accaduto con Kangur; e a un ingaggio stimato poco sopra i 100mila dollari - ovviamente se le ginocchia reggono - l'ex NBA è davvero un affarone per il mix di leadership e visione di gioco che può mettere a disposizione di coach Moretti.
    Ora è in arrivo l'annuncio del lungo di riserva (a meno di sorprese sarà il filiforme ma esplosivo antiguano Norvel Pelle, specialista della stoppata da 2.07 metri e 98 chili) che era atteso per oggi e poi è slittato per la svolta sul fronte Maynor. Poi l'ultimo tassello del puzzle sarà un'ala piccola potente che possa dare minuti anche da 4 tattico: fallito il tris ex Virginia Commonwealth dato che Trevon Graham ha firmato un semigarantito con Orlando, si sonda il mercato a tutto campo valutando tra gli altri anche l'ex pistoiese Wayne Blackshear (10.1 punti e 3.3 rimbalzi nel 2015-16 in Toscana), brillante alla Summer League di Las Vegas con gli Charlotte Hornets.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Lavori al via al palasport di Masnago per la creazione di un nuovo punto vendita per il merchandising biancorosso. Nei prossimi giorni partiranno le opere di allestimento per un Red Corner più fruibile e accogliente rispetto a quello attualmente situato nell'angolo sinistro dell'ingresso parterre e aperto soltanto in occasione delle gare casalinghe dell'Openjobmetis. L'intervento, che prevede un costo relativamente basso (stimato al di sotto dei 50mila euro), sfrutterà gli spazi attualmente adibiti ad uso uffici per il settore giovanile: la zona è sempre quella dell'ingresso parterre, con la possibilità di allestire un negozio molto più ampio e visibile rispetto a quello attuale.
    È il primo passo di un restyling che porterà la Pallacanestro Varese sulle orme del modello Bamberg, il case history più interessante del basket europeo per la capacità del club tedesco allenato da Andrea Trinchieri di capitalizzare in termini di sponsorizzazioni (5 milioni di raccolta pubblicitaria al netto del main sponsor) le commodities logistiche all'interno della Brose Arena, tra ristorante da 500 coperti, Vip Lounge, SkyBox per sponsor e tifosi di alto profilo e punto vendita del merchandising sempre aperto all'interno della struttura. L'attività edilizia in quello che sta per diventare il PalaOpenjobmetis partirà in settimana con l'obiettivo di mettere a disposizione il nuovo Red Corner per il debutto casalingo in campionato ai primi d'ottobre.
    E intanto proseguono le trattative per l'acquisto del maxi-tabellone a cubo sul quale la società vorrebbe investire per rendere più appetitoso lo spettacolo per il pubblico (la posizione a soffitto sopra il centrocampo renderebbe visibile la struttura da ogni lato del campo) e avere maggiori disponibilità di spazi commerciali con un impianto tecnologicamente all'avanguardia. In questo caso l'investimento sarebbe molto più cospicuo (almeno 250mila euro), ma non è ancora certo che l'acquisto verrà perfezionato durante l'estate: c'è la possibilità che se ne parli eventualmente nel 2017, facendo slittare la seconda tranche dei lavori interni che prevedono l'allestimento di un ristorante (laddove sorge l'attuale bar) e un museo permanente con le memorabilia dei 70 anni della Pallacanestro Varese. Il tutto nell'ottica di vivacizzare Masnago, non più aperto e attivo solo per le partite casalinghe (il punto vendita del merchandising dovrebbe aprire anche negli orari degli allenamenti della serie A); creare movimento - e almeno in parte reddito - attorno alla casa del basket varesino, dando un punto di riferimento ai tifosi non legato a filo doppio all'evento domenicale, è la ragione per cui la società ha deciso l'ulteriore restyting dell'ultracinquantennale struttura di piazzale Gramsci.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Non decolla l'operazione Eric Maynor 2.0: l'offerta di Varese non sembra aver convinto il playmaker statunitense, che sta cercando soluzioni alternative a quella del club di piazza Monte Grappa, con l'interessamento di Trento - dove tornerebbe a far coppia con Johndre Jefferson - che sembra concreto sia sul piano tecnico che su quello economico. Dunque a meno di colpi di scena, dopo il nulla di fatto con Mike Green, anche l'altro grande ex biancorosso avvicinato per un eventuale ritorno sembra orientato verso altre destinazioni.
    Scelte comunque legittime, considerando il regime salariale della passata stagione (per entrambi ingaggi a 280mila dollari a Venezia e Nizhny Nov-gorod) a fronte del tetto massimo di poco superiore alla metà a disposizione di Varese per il playmaker titolare: se il 31 enne Green cerca l'ultimo contratto importante della carriera mettendo in prima fila l'aspetto economico, il 29enne Maynor - pur reduce da un anno di inattività dopo l'infortunio al ginocchio dell'ottobre 2015 - non vuole evidentemente scegliere sotto una certa soglia economica. E Varese, con altri due giocatori ancora da ingaggiare - l'ala piccola titolare e il cambio dei lunghi - non può comunque svenarsi per una operazione-amarcord che avrebbe senso soltanto a cifre compatibili col budget biancorosso. Soprattutto alla luce della volontà di rispettare in maniera rigorosa i vincoli di bilancio: il concetto di sostenibilità, ribadito più volte in occasione della presentazione di Marco Vittorelli e Claudio Coldebella, si declina anche attraverso una campagna acquisti nella quale le coperture sono alla base di ogni operazione. Specie dopo un 2015-16 dove per la prima volta nell'era consorzio la proprietà ha dovuto ripianare un deficit sostanzioso figlio di gestioni passate (partendo da qualche residuo del 2012-13...).
    Dunque la caccia continua in tutti e tre gli spot mancanti: Varese ha ancora a disposizione un discreto "gruzzoletto" per due stranieri titolari e un cambio europeo, ma evidentemente è ancora troppo presto per arrivare a quel giocatore con curriculum importante in termini di esperienza e qualità al quale Paolo Moretti vorrebbe affidare le chiavi della squadra. Con le risorse ancora a disposizione dell'Openjobmetis si può pescare bene, ma difficilmente si riuscirà a puntare su quel "usato sicuro" della qualità auspicata dal coach, a meno di non utilizzare una tattica "attendista" che mal si concilia però col raduno anticipato giocoforza al 12 agosto e la necessità di avere la squadra pronta e rodata in vista di un avvio di stagione scoppiettante col doppio preliminare di Champions League che prevedere 4 partite in 12 giorni più il campionato al via il 2 ottobre. La caccia è apertissima, aprendo il ventaglio anche al di fuori degli ex italiani sondati con priorità fino al momento attuale, arrivando fino in fondo con il solo O.D. Anosike. L'auspicio è che entro 10 giorni il puzzle trovi gli incastri giusti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Passa dal Portogallo e dall'Ungheria la strada dell'Openjobmetis verso l'accesso alla Basketball Champions League. L'urna di Monaco di Baviera disegna un percorso insidioso ma non impossibile alla squadra di Paolo Moretti nel suo assalto a un posto tra le 32 protagoniste della nuova manifestazione lanciata dalla FIBA. Il primo ostacolo da superare sarà il Benfica, sezione cestistica della gloriosa polisportiva di Lisbona ben più nota per il calcio che nel 2015-16 ha disputato la FIBA Cup venendo eliminata al primo turno. Andata il 27 settembre in Portogallo e ritorno il 30 a Masnago per un turno comunque non scontato, visto che i lusitani - nelle cui file avevano recentemente militato gli ex biancorossi Ron Slay e Jobey Thomas - schierano abitualmente stranieri di buon livello (appena rinnovato il contratto con la guardia La-cedarius Dunn, arrivati l'ala svizzera Dos Santos e il centro Barber).
    Apparentemente più insidioso l'ostacolo del secondo turno preliminare, anche se sulla carta gli ungheresi dello Szolnoki Okaj - campioni nazionali nel 2015-16 dopo aver raggiunto il secondo turno di Eurocup nel quale hanno battuto Sassari - erano l'avversaria più abbordabile tra le otto in ballottaggio. A sostituire il neopesarese Jarrod Jones ci sarà sotto i tabelloni Kyan Wright (già incontrato nel 2015-16 con il Falco), già firmati il play Kinney e l'ala Barnies. Nell'occasione l'eventuale andata si disputerà a Masnago il 4 ottobre con il ritorno in Ungheria venerdì 7 nella piccola Tiszaligeti Sports Hall da poco più di 2mila posti. Nonostante il cammino più lungo del previsto - originalmente Varese era inserita al secondo turno dei preliminari, il ripescaggio in extremis di Sassari l'ha fatta slittare indietro nel ranking - col giallo last-minute del cambio di status, il d.g. biancorosso Claudio Coldebella evita polemiche di sorta: «Visto quanto accaduto a livello europeo nell'ultimo periodo, ci riteniamo onorati deUa fiducia e dell'apprezzamento che la FIBA ha avuto nei nostri confronti mettendoci a disposizone una wild card per questa startup -ha sottolineato il dirigente di Varese - Fare un turno in più ci permetterà di rompere il ghiaccio prima, anche se trattandosi della prima partita della stagione non avremo modo di conoscere bene i nostri avversari».
    Se Varese supererà gli step Benfica e Okaj, accederà al girone C della Champions League con i francesi ell'Asvel Villeurbanne, i tedeschi dell'Ewe Oldenburg, i greci del Paok Salonicco, i lituani del Neptunas Klaipeda, i polacchi del Rosa Radom, i lettoni del Ventspils e la vincente del preliminare che coinvolgerà Usak Sportiv, Ael Larnaca e Cluj Napoca. La regular season della Champions League partirà il 18 e 19 ottobre e si articolerà su 14 partite (andata e ritorno) fino al 26 gennaio; ammesse ai playoff le prime 4 di ogni girone con ottavi e quarti al meglio delle tre partite e Final Four stile Chalon 2016 per assegnare il titolo. Le squadre piazzate al quinto e sesto posto giocheranno invece gli ottavi di finale della FIBA Europe Cup, la competizione disputata l'anno passato da Varese che raccoglierà le squadre eliminate dai preliminari (compresa la squadra di Moretti se dovesse inciampare negli ostacoli Benfica e Okaj). Dunque l'avventura europea 2016-17 va da un minimo di 8 a un massimo di 18 partite garantite nella prima metà della stagione. La campagna d'Europa potrebbe diventare un vero tour de force: per questo occorre una squadra attrezzata per la lunga distanza.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Cambiano in corsa le regole d’ingaggio per i preliminari della Champions League FIBA. L’inserimento in extremis di Sassari nella lista delle partecipanti alla nuova competizione ha fatto slittare indietro Varese nel tabellone dei turni preliminari.
    Sia il Banco Sardegna che l’Openjobmetis dovranno infatti superare due step per accedere alla regular season a 32 squadre della Champions League: la squadra di Paolo Moretti scala dunque dal secondo al primo turno preliminare, con la necessità di rivoluzionare anche il programma della preparazione precampionato, visto che il tabellone preliminare partirà il 27 e il 30 settembre. Dunque, raduno anticipato al 12 agosto per avere la garanzia di sei settimane piene di preparazione e programma stravolto - quanto meno nell’ultimo weekend prima del campionato - per arrivare pronti al primo appuntamento chiave della stagione.
    La formula esatta del preliminare con l’aggiunta di due squadre in extremis sarà svelata solamente oggi a Monaco di Baviera, quando Claudio Coldebella e Luna Tovaglieri rappresenteranno Varese al sorteggio (diretta alle ore 14 sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Champions League). L’Openjobmetis dovrebbe comunque essere testa di serie del primo turno della zona Nord dell’Europa: l’avversaria dei biancorossi uscirà dal lotto tra i finlandesi del Kataja, i portoghesi di Porto e Benfica, gli estoni del Tartu Rock (tra i quali milita l’ex biancorosso Talts), i danesi del Bakken Bears, i lituani di Utenos e gli olandesi del Groningen.
    La formula è quella della differenza canestri su due gare: andata in trasferta il 27 settembre e ritorno a Masnago venerdì 30, con un più che probabile rinvio dell’esordio in campionato di domenica 2 ottobre in vista del secondo step. In caso di superamento del primo turno, Varese scenderà in campo il 4 ottobre a Masnago e il 7 in trasferta contro una delle teste di serie (i belgi dello Charleroi, gli ungheresi dello Szolnoki Okay, i turchi del Besiktas e dell’Usak Sportiv, gli israeliani del Nahariya, i bulgari del Lukoil Sofia e i tedeschi del Ludwigsburg). Un compito ben più impegnativo rispetto al turno inaugurale, che mette però in palio un premio alquanto allettante come i 100mila euro di bonus di ingresso alle società che disputeranno la regular season della FIBA Champions League. 
    Oltre al tabellone dei preliminari, oggi saranno sorteggiati anche i 4 gironi da 8 squadre della regular season (previste 14 partite dal 20 ottobre al 26 gennaio; le prime 4 ammesse agli ottavi di finale).Se Varese non dovesse superare l’ostacolo dei preliminari, tornerà comunque in corsa nella FIBA Europe Cup disputata nel 2015/’16, che riciclerà le eliminate dai preliminari dalla Champions League più un lotto di altre squadre che sarà annunciato oggi (formula analoga alla scorsa annata con prima e seconda fase con gironi da 4 squadre e 6 partite).
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Melvin Johnson c'è, Eric Maynor quasi. L'ufficialità della firma della guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2016/'17 suona come il preludio del ritorno a Varese del 29enne playmaker già visto in maglia biancorossa nella seconda metà del 2014/'15. La certezza acquisita è la firma del 23enne esterno rookie, che ha scelto la società di piazza Monte Grappa per iniziare la carriera professionistica dopo quattro anni in costante crescita a Virginia Commonwealth University (17.8 punti, 2.8 rimbalzi e 2.2 assist nella stagione passata).
    Johnson arriva con la fama del fuciliere, detenendo il record assoluto di triple segnate della sua università; un giocatore troppo specialista e troppo poco atletico per la NBA, che però sembra potersi adattare facilmente al basket europeo, più tattico e smaliziato rispetto a quello tutto corsa e salti dei professionisti americani. A Las Vegas non ha avuto grande spazio (3 punti in 8' in una sola gara, con Max Ferraiuolo in tribuna che poi ha avuto modo di confrontarsi con Johnson), ma lo scorso aprile a Portsmouth - manifestazione da cui negli ultimi tre anni sono passati i futuri varesini Chris Wright, Brandon Davies (MVP nel 2013) e Stan Òkoye - ha impressionato diversi dirigenti italiani, tra i quali il d.s. di Imola, Gabriele Foschi, che lo racconta così: «È uno dei giocatori che ha impressionato di più al PIT: gran tiratore naturale con raggio NBA che segna soprattutto piedi per terra su scarichi o in campo aperto, ma può anche mettere la palla per terra e costruire dal pick&roll. Non è molto esplosivo e non crea molto da situazioni statiche, ma è aggressivo e ha trattamento di palla di buona qualità anche se non attacca tantissimo il ferro; in difesa se la cava meglio sulle ali piccole o sulle guardie non razzenti. In assoluto è un giocatore molto solido e ben rifinito, in serie A non dovrebbe avere particolari problemi di adattamento dal mondo del college».
    Acquisito il sì di Johnson, ora si attende quello di Maynor, secondo diverse fonti molto vicino all'accordo con la società di piazza Monte Grappa, che si sposerebbe a perfezione col tiratore rookie per tre motivi. Il primo è quello economico, visto che il risparmio sull'ingaggio di un giocatore fresco di laurea consentirà a Varese di essere economicamente competitiva per convincere Eric al di là del suo gradimento per una città e un ambiente che gli ha permesso già una volta di rilanciare la sua carriera. Il secondo è quello tecnico: un play attivatore come l'ex Oklahoma City sarebbe un perfetto complemento per mettere in ritmo un terminale come Johnson (ma anche un pivot bravo a "rollare" verso il ferro come Anosike). Il terzo è legato alla comune provenienza universitaria di Johnson e Maynor: anche l'ex NBA, così come il nuovo acquisto di Varese, è un prodotto della Virginia Commonwealth University: carriera NCAA dal 2005 al 2009 nelle file dei Rams, mentre Johnson ha completato il suo corso di studi dal 2012 al 2016.
    Giuseppe Sciascia

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