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VareseFansBasketNews

  • banksanity6
    La striscia negativa prosegue e si sale a quota 3 sconfitte consecutive contro un Paok Salonicco che è parso non certo una corazzata insuperabile, anzi sul finale ha concesso a Varese la possibilità di rientrare e di giocarsela fino in fondo ma alla fine i rimbalzi non catturati e una preoccupante e sempre più costante sterilità in attacco dei prealpini hanno portato alla vittoria finale la squadra ellenica. Veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Anosike S.V. :  gioca poco meno di 5 minuti e poi si deve sedere per un riacutizzarsi del solito fastidio alla schiena(o così pare). INGIUDICABILE
    Maynor 5 : come dichiarato dal coach Moretti a fine partita, un Maynor in queste condizioni è una tassa troppo salata e che Varese non può permettersi di pagare. Ancora molto impreciso al tiro questa sera ci aggiunge un equilibrio precario che lo fa spesso scivolare perdendo così la possibilità di attaccare il suo difensore. UBRIACATO
    Avramovic 6 : mette la quasi totalità dei suoi punti dalla linea della carità segnando 10 liberi su 11 tentativi;meno efficace in entrata perché ormai non è più una sorpresa e le difese avversarie sanno che userà quasi sicuramente la sua mano forte. BATTEZZATO
    Pelle 5,5 : stasera chiamato agli straordinari per i problemi fisici di Anosike ma dopo esser partito bene col suo pezzo forte (la stoppata), spende falli ingenui che ne limitano l’utilizzo. Da migliorare ancora tanto su come prendere posizione sotto le plance sia in attacco che in difesa e deve trovare qualche movimento offensivo per preoccupare gli avversari. LIMITATO
    Bulleri N.E.
    Cavaliero 6,5 : come nella partita disputata 2 giorni fa a Pistoia, il capitano è il migliore in campo dei suoi ma se questa è una buona notizia per il numero 10 non lo è per il resto della squadra che a differenza sua, non dimostra la volontà di invertire una rotta diventata preoccupante. BUSSOLA
    Campani 4,5 : partita che evidenzia i limiti caratteriali del buon Luca che invece di piazzare con decisione i taglia fuori e saltare deciso per recuperare i rimbalzi si fa mangiare in testa dai lunghi greci e soprattutto nel finale queste mancanze costano la partita ai colori biancorossi. VIOLENTATO
    Kangur 6 : in attacco è ancora assente ingiustificato ma negli assetti difensivi di Varese, la sua presenza e la sua grinta sono imprescindibili. Ne è la riprova il fatto che uscito lui per 5 falli le rotazioni difensive ritornano a fare acqua da tutte le parti. DIGA
    Canavasi N.E.
    Ferrero 6 : questa sera trova finalmente un minutaggio importante e fa intravedere le qualità per cui l’anno scorso è diventato un beniamino dei suoi tifosi; difesa e abnegazione grazie alle quali trova uno sfondamento importantissimo. Dall’altro lato del campo attacca il ferro con decisione trovando modo di andare in lunetta 2 volte (anche se realizza solo un 2 su 4) e con una conclusione dall’arco che viene sputata dal ferro. PITBULL
    Eyenga 6,5 : primo tempo scoppiettante per il congolese che chiude con 15 punti e buone percentuali al tiro. Nella ripresa i greci fanno densità nel pitturato e lui di conseguenza fatica molto di più ad arrivare al ferro. Ottiene comunque diversi tiri liberi (11) e li segna quasi tutti (9). Sanguinoso un fallo in attacco tanto evidente quanto ingenuo nel quarto quarto. RAZZENTE
    Johnson 4,5 : altra serata storta per il giovane americano che sembra aver imboccato un tunnel molto buio e tortuoso. Da 3 chiude con un desolante 0 su 5 e trova la via del canestro solamente con 2 tiri dalla media. In difesa non è mai un fattore anzi spesso è l’anello debole che gli avversari attaccano per sfondare la difesa varesina. SCARICO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis fa appello al fattore campo per cancellare il bruciante ricordo dei tonfi di Klaipeda e Pistoia. Stasera al PalA2A la squadra di Moretti ospiterà il Paok Salonicco (palla a due alle 20.30; differita RaiSportl alle 16.30 di mercoledì, diretta streaming a pagamento su www.live-basketball.tv) nel terzo turno di andata del girone C della Champions League. Match delicato per i biancorossi, chiamati a voltare pagina dopo due prestazioni povere di qualità ed energia: per confermare la fiducia nell'attuale progetto tecnico, società e staff chiedono alla squadra una risposta forte dal punto di vista caratteriale ed agonistico. «Veniamo da una brutta sconfitta, e giocando in casa ci sono tutti i presupposti perché giochiamo una partita intensa, solida e vera per essere competitivi fino in fondo in questa competizione»: chiarissimo il messaggio trasmesso da Paolo Moretti alla vigilia di un match casalingo nel quale Varese deve ritrovare lo spessore caratteriale smarrito nelle ultime due trasferte.
    Il Paok è una società dalle grandi tradizioni che ha festeggiato il mese scorso i 90 anni di attività (fra gli invitati c'era anche Claudio Coldebella, che ha giocato dal 1998 al 2002 con il club ellenico vincendo anche una Coppa di Grecia), ed ha tanta esperienza internazionale all'attivo (5 coppe europee disputate nelle ultime 6 stagioni). Lo zoccolo duro greco è costituito dall'esperto play Tsochlas, dalla frizzante ala Chrisykopulos (visto in gioventù a Biella) e dal mastodontico veterano Glyniada-kis; tra gli stranieri attenzione alle doti offensive del play-guardia Bryant (pescato dall'A2 di Siena) e ai muscoli del massiccio pivot Clanton. «Sarà un onore sfidare un club dalla tradizione gloriosa: il Paok è una squadra fisica e profonda che ama il basket controllato, nell'ultima vittoria casalinga ha concesso solo 52 punti all'Usak» - spiega Moretti sul conto degli avversari, che dunque costituiranno un banco di prova interessantissimo sotto due profili paralleli. C'è l'aspetto agonistico illustrato da Claudio Coldebella nel misurarsi contro una squadra greca, per definizione ruvida e pugnace: senza una reazione sul piano del carattere e della grinta, si rischia un'altra brutta figura come quella di Pistoia. Allo stesso tempo, sfidare una squadra che ama cadenze "slow" e difesa fisica, sarà un test per capire se i problemi tecnici emersi a Klaipeda e Pistoia quando le avversarie aggrediscono Maynor sono risolvibili aumentando l'intensità e di conseguenza il ritmo grazie alla spinta di Masnago. Al responso del campo l'ardua sentenza... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tocca a Claudio Coldebella fare il punto dopo il pesante rovescio di Pistoia che ha seguito quello di martedì scorso a Klaipeda. Il d.g. biancorosso evita toni forti, ma analizza in maniera lucida le ragioni che hanno portato al "grande freddo" del meno 67 in due partite, pur distinguendo le due sconfitte: «Preoccuparsi è una parola forte, ma dopo due sconfitte in fila così pesanti è giusto analizzare la situazione. Se lo stop di Klaipeda era legato ad alcuni fattori particolari e in qualche modo c'erano delle spiegazioni, quello di Pistoia è stato una brutta sorpresa per tutti dopo una settimana di buoni allenamenti. In Lituania e in Toscana sono emersi segnali mai visti nelle 8 partite precedenti: la squadra si è disunita senza combattere né reagire, mentre in passato aveva sempre lottato fino in fondo».
    Concorda sul fatto che in entrambe le gare Varese ha subito la costante aggressività della difesa avversaria su Maynor? «Neptunas e The Flexx sono due squadre diverse unite da un unico denominatore comune: l'aggressività. I lituani lo hanno fatto a livello fisico e i toscani a livello atletico. In questo mondo non sei competitivo se vai sotto a livello di energia: puoi aver giocato più degli altri ma se utilizzi la scusa del doppio impegno hai perso in partenza. Prima di formulare valutazioni sono curioso di vedere la partita di stasera: finora la squadra ha dimostrato di avere una faccia diversa tra casa e trasferta. Vogliamo capire se quello di Pistoia è stato solo un episodio, e se davanti al nostro pubblico certi giocatori che sono più stimolati sapranno mettere in campo un altro atteggiamento e una faccia diversa».
    La sensazione che dà il gruppo fuori dal campo è di essere molto unito, quali possono essere state le cause delle ultime due prove così negative?«Sull'unità del gruppo posso garantire al 100 per 100, ed anzi invito tutti a seguire gli allenamenti aperti al pubblico della squadra che si allena ogni giorno con dedizione, impegno ed energia. Problemi tecnici? Su questo si può discutere, ma non c'entrano niente con dedizione, voglia, impegno e disponibilità a sbattersi sul campo. Una volta che ritroveremo questo spirito analizzeremo anche il discorso tecnico. Siamo i primi ad essere dispiaciuti di una partita come quella di Pistoia e vogliamo vedere nuovamente il piglio che la squadra ha mostrato fino alla gara contro Brindisi».
    Dunque la società ha piena fiducia nel roster attuale? «Lo confermo senza riserve: semplicemente abbiamo sbagliato molto male le ultime due partite, vogliamo capire il perché. Tiriamoci su le maniche e torniamo a mettere in campo l'impegno delle prime 8 gare: il nostro è un campionato difficilissimo in cui bisogna sempre gettare in campo il 100 per 100 delle energie, e se non pareggi quantomeno l'intensità dell'avversario in Italia perdi».
    Contro Salonicco che partita si aspetta? «Il Paok è una squadra solida con un budget piccolo che da diversi anni si gioca i piazzamenti dal terzo al quinto posto e disputa le coppe europee. Hanno un allenatore bravo e un nucleo greco di esperienza integrato da americani emergenti. Sotto il profilo agonistico sono il miglior test possibile per verificare la nostra reazione perché al contrario dei francesi che giocano e lasciano giocare praticano un basket controllato e molto agonistico, per superarli servirà proprio quell'impegno e quello spirito che chiediamo alla squadra».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Il grande freddo segue l'Openjobmetis dalla Lituania alla Toscana. Dopo il meno 34 di Klaipeda, arriva un altro stop pesantissimo nei modi e nelle proporzioni sul campo di una The Flexx in emergenza (out l'infortunato Antonutti). Varese non entra mai in partita, travolta dall'aggressività profusa da Pistoia che si limita a ricalcare il copione utilizzato dal Neptunas nel mandare in cortocircuito l'imballatissimo attacco biancorosso. Troppo facile staccare i fili di un gioco prevedibile, farraginoso e povero di soluzioni se Maynor - more solito "azzannato" dall'avversario di turno - inanella palle perse e azioni senza costruire nulla per sé e per gli altri.
    La mossa di Moretti nell'affiancare in quintetto un costruttore di gioco come Cavaliero (l'unico da assolvere per grinta e impatto balistico) al play ex Oklahoma City non paga dividendi: Varese non trova mai chiavi offensive interne né in penetrazione né con i lunghi (40% da 2 e 19 perse), concedendo al contrario contropiedi a raffica alla The Flexx (68% da 2) che si aggrappa alla verve dei suoi italiani (Cournooh imprendibile per tutti gli esterni biancorossi, Magro e Crosariol nettamente vittoriosi nel duello con Anosike e Pelle) per nascondere i problemi di organico. Così l'Openjobmetis deve subito inseguire (17-9 all'8') e l'unico sussulto firmato Avramovic (23-19 al 13') si perde tra palle perse e penetrazioni concesse (34-22 al 16'). La tripla da oltre 20 metri di Petteway allo scadere del primo tempo è una ulteriore tegola (42-28 al 20'), e il secondo tempo è una lenta agonia con un terribile 11-0 nella fase centrale (dal 47-33 del 24' al 58-33 del 26') che fa saltare definitivamente gli argini.
    Alla base di tutto c'è un problema tecnico evidente, legato alla condizione attuale di Maynor e a un contesto inadatto a supportarlo in questa versione a scartamento ridotto: sin dall'estate era chiaro che le fortune offensive di una Openjobmetis senza un terminale principe sarebbero passate dalle mani di Eric. Ma se Avramovic non ripete gli eroismi anti-Asvel e la difesa - complice un tasso atletico non elevato di tanti elementi -non riesce a innescare il contropiede per esaltare le doti atletiche di Eyenga e quelle balistiche di Johnson, alla luce dei limiti evidenti di pericolosità perimetrale del congolese e dell'incapacità del rookie da VCU di togliere pressione da Maynor, l'attacco a metà campo esprime una insostenibile sterilità anche a causa della totale improduttività spalle a canestro della coppia Anosike-Pelle.
    Il problema tecnico pare evidente, ma la soluzione è più difficile da individuare: mettere in discussione Maynor cercando un solutore solitario stile Wayns, tipologia di giocatore mal digerita da Moretti? Supportare Maynor con un difensore-atleta-agonista stile Julyan Stone, rinunciando però all'unico tiratore puro Johnson? Cercare un rimbalzista-stoppatore-difensore stile il Johndre Jefferson di due anni fa per proteggere Maynor in difesa ed esaltare le sue doti di "alzatore" per un centro atletico? Ma se comunque i match casalinghi con Salonicco (già domani sera) ed Avellino daranno prove d'appello al roster attuale per valutare se l'effetto Masnago ridarà certezze alla squadra, quel che preoccupa davvero è il cortocircuito mentale che ha portato Varese a sciogliersi due volte consecutive come neve al sole. Un mix di errori puerili (tre rimesse consecutive nelle mani avversarie... ) e contropiedi subiti per tiri forzati e cattivi rientri difensivi che hanno trasmesso segnali di resa senza lottare, in totale contro-tendenza rispetto al gruppo combattivo visto in campo fino a domenica scorsa contro Brindisi. Per questo o si svolta in fretta, con una diversa gerarchia delle risorse interne o con il mercato, oppure il rischio è alto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti avverte l'Openjobmetis sulle difficoltà ambientali della trasferta di domani a Pistoia. Il tecnico aretino, che per sei stagioni e mezza ha guidato la formazione toscana portandola dai "bassifondi" dell' A2 fino ai playoff del massimo campionato, conosce bene il calore del PalaCarrara. «Tra oggi (ieri, ndr) e domani, avremo preparato la partita di Pistoia di fatto solo in un giorno e mezzo» precisa il coach della OJM che nel pomeriggio partirà per la Toscana. «Siamo al completo e abbiamo avuto comunque l'occasione per lavorare nel modo giusto in vista di una partita molto difficile visto il calore dell'ambiente di una realtà consolidata da ormai tre stagioni. Avremo di fronte una squadra che ha talento e lo sviluppa a ritmi alti, mettendo pressione soprattutto in attacco con una manovra corale e ricchissima di soluzioni».
    La prima priorità indicata da Moretti è quella relativa alla scelta tattica di non inseguire Pistoia in una gara di corsa, amministrando con lucidità il ritmo: «Cercheremo di gestire il ritmo della gara per non entrare nelle trappole che troveremo se lasceremo libera la The Flexx di esaltare le sue qualità in campo aperto e le sue doti offensive. I toscani sono una squadra del nostro livello, che cercherà di metterci sotto come d'altro canto faremo noi: è da queste partite che riusciremo nel corso del campionato a trovare quei punti indispensabili per scalare le posizioni in classifica e puntare ai playoff. Problemi sotto canestro per i toscani? Sinceramente non mi pare, con Magro e Crosariol stanno tenendo botta senza andare sotto con nessuno».
    Il tecnico dell'Openjobmetis ritorna poi sulla partita di martedì a Klaipeda e sui tempi di recupero ristretti tra gli impegni di campionato e coppa per l'impossibilità di anticipare le partite contro Brindisi e Pistoia: «Giocare con così poco margine tra una partita e l'altra dà un vantaggio enorme alle nostre avversarie, spiace che contro Brindisi e Pistoia non si sia trovata una soluzione anche se giocando in casa contro Salonicco avremo almeno un giorno in più per prepararci. Ma certi ritmi vanno metabolizzati, e non devono essere una giustificazione per uno stop così pesante: a Klaipeda abbiamo perso nettamente contro una delle migliori squadre nel girone, ma il segnale forte è che la Champions League è una manifestazione di alto livello, e se non si è pronti a livello tecnico, fisico e mentale non si riesce ad essere competitivi».
    Il coach toscano ribadisce infine la sua piena fiducia nell'organico attuale, confidando che i margini di crescita del gruppo possano eliminare quei passaggi a vuoto offensivi ancora condizionanti sul rendimento della squadra: «Per vedere all'opera la vera Openjobmetis servirà ancora tempo. Confidavamo di sfruttare al meglio un precampionato lungo, ma alla luce della necessità di gestire le situazioni fisiche di Maynor, Kangur, Campani e Cavaliero non è stato possibile lavorale su amalgama e meccanismi per diverse settimane. Non so quanto ci vorrà per arrivare al top, ma sono assolutamente convinto che non ci siano giocatori incompatibili con altri. Voglio portare avanti questo gruppo senza stravolgimenti: la stagione passata è stata complicata fino a quando non ci siamo fermati nella nostra ricerca dell' alchimia migliore, e questa è una lezione della quale fare tesoro. La prima cosa da fare per crescere è migliorare la qualità e le letture dell' attacco per sfruttare al meglio la quantità della nostra produzione».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Troppo brutta per essere vera a causa di circostanze particolari, ma troppe volte in difficoltà sugli stessi temi tattici. Il giorno dopo, il tracollo di Klaipeda divide l’ambiente Openjobmetis tra chi considera solo parzialmente indicativo il tonfo in Lituania a causa di una serie di attenuanti generiche comunque oggettive e chi invece si preoccupa - anche alla luce delle due vittorie soffertissime contro Brindisi e Villeurbanne - per quel mix di difficoltà tecniche che le otto partite disputate tra Italia ed Europa hanno evidenziato, sia pur con diverse sfumature.
    Per la prima volta Varese si è arresa senza lottare, contravvenendo alle abitudini di una squadra che - a prescindere da avversari e situazioni di punteggio - aveva fatto del carattere e della determinazione la sua arma migliore. E questo è un dato che avvalora la tesi di chi indica nelle gambe pesanti la prima causa del tracollo sul campo del Neptunas.
    E il famoso roster lungo costruito proprio per evitare che il peso del doppio impegno condizionasse il rendimento della squadra?
    Le contingenze particolari - anticipo al sabato rifiutato da Brindisi, partita chiusa all’overtime, viaggio di sette ore senza il tempo di preparare il match - hanno creato condizioni altrettanto particolari. O almeno così ci si augura in attesa che la trasferta a Pistoia da preparare oggi col ritorno in gruppo di Kangur dia riscontri diversi dal punto di vista dell’atteggiamento e dell’intensità. Però la difesa fisica del Neptunas ha nuovamente fatto emergere alcuni limiti che la squadra non riesce ad eliminare: quando Maynor è aggredito, la scarsa dimensione in penetrazione di Johnson ed Eyenga nel gioco a difesa schierata rende troppo prevedibile la manovra biancorossa. Problema a cui ha parzialmente sopperito Avramovic, al momento l’unico esterno creativo dal palleggio. Ma se Varese non riesce a correre, il suo attacco a metà campo difficilmente trova alternative al tiro dall’arco, considerando anche la produzione nulla spalle a canestro di Anosike e Pelle.
    In difesa, invece, Maynor e Johnson vengono troppo spesso saltati dai rispettivi avversari, costringendo Moretti a ricorrere ai cambi sistematici sui blocchi o ad abbassare il quintetto con tre piccoli per avere più copertura sull’uomo e più capacità di creare vantaggi offensivi. Problemi di assortimento che a Klaipeda hanno causato l’ennesimo avvio ad handicap (7 volte su 8 partite Varese è andata sotto nei primi 5’), senza neppure la scossa dai cambi. Le vittorie col brivido contro Villeurbanne e Brindisi hanno messo in secondo piano problematiche che il tonfo in Lituania ha riportato al centro dell’attenzione. Presto per suonare allarmi e ipotizzare correttivi, almeno fin quando i risultati saranno in linea con le aspettative di un club che vuole competere per i playoff in Italia e in Europa. Ma il prossimo ciclo di partite (Pistoia in trasferta, Salonicco e Avellino in casa) dovrà dare risposte definitive sulla compatibilità delle coppie Maynor-Anosike e Maynor-Johnson.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis subisce un pesantissimo ceffone all'esordio esterno in Champions League. Sulle rive del Baltico, la squadra di Moretti cola a picco contro l'esperienza e la solidità del Neptunas che spegne subito le velleità biancorosse aggredendo sul perimetro (malissimo Maynor e Johnson) una Varese piccola piccola e col serbatoio delle energie in palese riserva. Evidente che le fatiche fisiche e mentali dell'over-time di Brindisi, unite al viaggio di quasi 7 ore di lunedì e all'assenza di Kangur (coscienza critica del gruppo, ma soprattutto unico veterano di caratura internazionale della squadra), abbiano prodotto un cortocircuito complessivo evidenziato soprattutto dalla costante sofferenza a rimbalzo (solo 25 contro i 50 del Neptunas), punto di forza biancorosso nelle precedenti vittorie.
    Una Openjobmetis irriconoscibile, prima di tutto per la quantità infinitesima di benzina in corpo in una partita che ha però evidenziato le difficoltà dei molti debuttanti bianco-rossi ad adeguarsi al livello d'intensità concessa alle difese modello Champions League. Così Varese ha concesso di tutto e di più agli attaccanti lituani, che hanno trovato soluzioni interne con Grant e Klimavicius e costruito buoni tiri dal perimetro per lo specialista Baron. Al contrario, l'attacco biancorosso ha stabilmente balbettato, pagando l'assenza totale di un giocatore in grado di saltare l'uomo, con Ma-ynor (in campo soltanto 11' nel primo tempo) mai in grado di tener testa a Drew, Avramovic incisivo solamente dall'arco (3/7 ma 0/3 da 2 oltre che impreciso in lunetta con un 6/10 totale) ed Eyenga più volte respinto nelle sue giocate in post basso. In più, con Anosike e Pelle totalmente improduttivi in attacco (tre tiri in due in 36'...) e stavolta mai incisivi a rimbalzo, l'OJM ha trovato solo qualche sprazzo interno da Campani (5/12 dal campo) che a sua volta ha "ballato" da ala forte in difesa.
    Evidentemente le due vittorie col brivido contro Villeurbanne e Brindisi avevano nascosto i problemi di messa a punto che Varese si porta dietro ormai da un mese: l'attenuante delle due partite ravvicinatissime e lo scotto del noviziato pagato contro lo zoccolo duro di un Neptunas che nella scorsa annata si era misurato al massimo livello europeo sono dati oggettivi. Ma alcune problematiche - la tenuta difensiva di Maynor e Johnson, il gioco interno di Anosike e Pelle, l'impatto offensivo di Eyenga contro difese organizzate - sembrano ripetersi al di là delle difficoltà contingenti di ieri sera. C'è margine di crescita sin da domenica a Pistoia mettendo a frutto la lezione di Klaipeda per una versione esportazione più convincente, oppure si tratta di limiti strutturali su cui riflettere in maniera più profonda?
    Di certo in Lituania s'è visto un altro avvio ad handicap (9-0 al 3' e 13-5 al 5'), con la reazione generata dalla panchina (17-14 all'8' grazie a due triple di Cavaliero) che non ha trovato continuità in un secondo quarto nel quale il Neptunas ha soverchiato Varese a rimbalzo (13-2 per il 24-12 del 20'), e il vantaggio dei padroni di casa è rapidamente lievitato (35-22 al 13', 42-25 al 17' e 51-27 al 18'). Effìmero pure il tentativo di limitare i danni della ripresa con lo sforzo bianco-rosso esauritosi sul 61-45 del 27'. La scarica di 5 triple di Baron ha dilatato il gap fino all'amplissimo scarto finale che potrebbe pesare in caso di arrivi in volata in una competizione in cui pesano anche le differenze canestri.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis va alla scoperta dell'Europa in versione trasferta. La squadra di Paolo Moretti sarà impegnata stasera in Lituania sul campo del Neptunas Klaipeda (ore 18 italiane, diretta streaming su www.livebasketball.tv) nella prima uscita lontano dal PalA2A della sua avventura in Champions League FIBA. I biancorossi dovranno fare a meno di Kristjan Kangur: l'eroe delle ultime due vittorie è rimasto a Varese a causa di uno stato febbrile, manifestatosi dopo il match contro Brindisi, che ha indotto lo staff a preservarlo dalle fatiche del viaggio (partenza alle 8 da Orio al Serio e arrivo nel pomeriggio inoltrato -dopo 2 ore e mezza di volo e 4 di pullman - nella cittadina portuale affacciata sul mar Baltico).
    Nelle pieghe del roster profondo allestito proprio in ottica del doppio impegno, coach Moretti potrà scegliere tra diverse opzioni per surrogare l'assenza del veterano estone. Dalla più logica dell'altro "numero 4" di ruolo Luca Campani all'opzione di spostare da ala forte Christian Eyenga, riportando nelle rotazioni Giancarlo Ferrero che sinora è stato sacrificato (solo 17 minuti totali nelle 7 partite ufficiali tra campionato e Champions League). In ogni caso, sarà un'assenza pesante che complica la vita a una Varese chiamata a recuperare in fretta le fatiche fisiche e mentali dell'adrenalinica rimonta contro l'Enel. Il test di stasera assume dunque una valenza doppia, per capire se la squadra di Moretti ha appreso la lezione di domenica e riuscirà a ridurre gli sbalzi di tensione per essere competitiva anche lontano da Masnago, e se la vasta gamma di alternative a disposizione del coach permetterà ai biancorossi di far fronte ad eventuali problemi di organico sul doppio fronte Italia ed Europa.
    Di certo l'Openjobmetis dovrà concentrarsi in fretta sulle necessità tecnico-tattiche di una partita che la porterà a sfidare un'avversaria dalle caratteristiche tecniche antitetiche a quelle dell'Enel: «Il Neptunas è una squadra scaltra e ben organizzata, che gioca un basket molto controllato e non va mai fuori dalle righe - così Paolo Moretti illustra le caratteristiche degli avversari di stasera -Cercheranno sicuramente di macinare il loro gioco per metterci in difficoltà, ma affrontare un'avversaria così diversa da Brindisi ci darà il metro di misura per capire la nostra capacità di adeguarci in pochissimo tempo».
    La formazione lituana guidata da Danius Adomaitis (neo-c.t. della nazionale baltica) non sta brillando in campionato (3 vittorie su 8 gare, domenica sconfitta 67-77 sul campo dello Zalgiris Kaunas) ma ha esordito in Champions League con una importante vittoria esterna sul campo dell'Usak Sportiv. Sul perimetro attenzione al fuciliere statunitense Baron e al capitano Mazeika (11,3 punti di media; visto nel 2007-08 a Capo d'Orlando), idolo del folto pubblico che garantisce un fattore-campo importante nell'arena da 6mila posti che ospita le gare casalinghe del Neptunas. L'attacco è nelle mani dell'ordinato play Drew (9,1 punti e 4,4 assist di media), sotto canestro rotazione a 4 lunghi con i veterani Sarakauskas e Klimavicius, l'atletico Jerai Grant (nel 2013-14 a Brindisi) e l'atipico Kacinas. Per Varese la priorità sarà quella di tenere sempre alto il livello dell'aggressività difensiva per non farsi irretire dai ritmi ipnotici del Neptunas; iniziare il cammino esterno con un successo sarebbe il modo migliore per cancellare i balbettii delle ultime due sofferte vittorie casalinghe.
    Giuseppe Sciascia.

  • simon89
    Adesso chiamatela pure zona Kangur. Per la seconda volta in quattro giorni l'ala estone timbra la tripla decisiva sulla sirena per regalare all'Openjobmetis una vittoria tanto sudata quanto importante. Dopo il missile dall'angolo valso la vittoria contro Villeurbanne, "KK" aumenta ulteriormente il coefficiente di difficoltà, segnando di tabella da 9 metri con un tiraccio fuori equilibrio su una palla vagante raccolta dalla spazzatura il canestro che pareggia a quota 76 un match che sembrava perso sul 71-75 a 10" dal termine.
    Un jolly che vale due punti pesantissimi al termine di una gara nella quale la squadra di Moretti ha balbettato a ripetizione in fase di costruzione del gioco tra erroracci (18 perse) e forzature dall'arco (30% da 3 ma 3/16 al 20') a dispetto di una costante supremazia aerea (51-39 a rimbalzo), comunque decisiva sul piano dei secondi tiri (17 offensivi). Per la quarta volta su 7 partite stagionali (contando anche il doppio impegno con il Benfica) il finale in volata sorride a Varese, che dopo lo scampato pericolo al termine dei regolamentari gioca 3' di grande concentrazione e spiana una Enel ai minimi termini (out Joseph e scartamento ridotto per il debuttante Goss) con un rombante 11-0 che vale il decisivo 87-76. Ma solo in quei 3' l'Openjobmetis ha giocato con la testa dopo troppi ghirigori di Maynor (comunque positivo con 6/15 e 6 assist), troppi ferri degli esterni (4/17 in due per Cavaliero e Johnson) e troppo poca pericolosità interna da parte di Anosike e Pelle, incisivi solo a rimbalzo offensivo ma mai in grado di incidere sugli scarichi di Eric né nel gioco interno che manca ad entrambi.
    Così per la terza volta in una settimana Varese parte ad handicap (6-16 al 6' ) e trova la scossa dalla panchina (29-31 al 16'), sbattendo però contro il ferro del PalA2A quando il tiro da fuori non entra più (31-40 al 20'). A suonare la carica neUa ripresa è stato l'MVP Evenga (7/12 al tiro e 4 assist), accelerando spesso da rimbalzo difensivo e trovando passaggi fluidi contro i costanti raddoppi dell'Enel sul suo gioco interno. Effimero però il 14-4 di inizio ripresa (47-44 al 24') con l'attacco varesino tornato a inchiodarsi nella manovra a difesa schierata nonostante le molteplici rotazioni di coach Moretti in cerca dell'alchimia vincente. Varese ha chiuso la saracinesca in difesa senza però avere la forza di affondare i colpi sul sorpasso firmato Johnson (65-62 al 36'), e due magie di Scott (tripla del 65-70 allo scadere dei 24" e 2+1 pescando un fallo di Pelle a meno 41" sul 70 pari) sembravano aver compromesso la gara, complici anche gli errori in serie in lunetta (19/31 con doppio 1-2 di Maynor negli ultimi 40"). Poi l' 1-2 di Goss sul 73-75 e la clamorosa magia in torsione sulla sirena di Kangur raccogliendo una palla praticamente persa da Maynor: una botta di adrenalina pura (ma non ditelo all' estone, tornato in panchina dopo la prodezza con la solita faccia da giocatore di poker...) che ha fatto esplodere un PalA2A finalmente oltre 4000 presenti.
    E col pubblico a dare la spinta, sono stati proprio i veterani Maynor e Kangur a piazzare le giocate decisive della seconda vittoria in 4 giorni figlia di carattere e mentalità vincente più che della qualità - decisamente intermittente, ed a tratti piuttosto opaca - del gioco espresso da Varese. Alla fine festa grande con le valigie in mano vista la partenza alle 8 di stamani per la Lituania: si torna già in campo domani alle 18 per il secondo atto della Champions League. Benvenuti sulla giostra del doppio impegno, ma per spuntarla a Klaipeda e Pistoia non ci si potrà affidare ancora allo "stellone"...
    Giuseppe Sciascia

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