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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Il caso Anosike si sgonfia. Il centro nigeriano, uscito dal campo dopo 4'48" del primo quarto nel match di martedì contro il Paok Salonicco, ha effettivamente accusato un problema muscolare che gli ha impedito di tornare in campo nella ripresa del match contro i greci. Chiarita dunque la situazione che a caldo - e in mancanza di comunicazioni con lo staff medico - aveva portato Paolo Moretti a parlare di «infortunio sconcertante» nella conferenza post-partita. Dopo una intera giornata di lavoro certosino, il d.g. Claudio Coldebella ha ricostruito tutti i dettagli del quadro generale. L'atleta del 1991 soffre effettivamente di problemi alla schiena da un paio di settimane: i viaggi per e da Klaipeda ne avevano acuito il dolore, portandolo a riposare in occasione della "riattivazione" di giovedì scorso prima del match contro Pistoia. Il nuovo viaggio in pullman verso la Toscana ha contribuito a rendere più problematica la situazione; martedì sera al rientro in panchina dopo il primo cambio di coach Moretti Anosike ha accusato uno spasmo muscolare rientrando in spogliatoio per un massaggio, ma dando comunque disponibilità a rientrare in campo in caso di necessità. Il tecnico ha preferito utilizzare lunghi più mobili come Campani e Pelle fino al termine del secondo quarto; durante l'intervallo il centro nigeriano è stato "trattato" con iniezioni di Muscoril e Voltaren, ma a questo punto a freddo non è stato più in grado di entrare in campo. E ieri pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti, era visibilmente limitato nei movimenti da un dolore ancora persistente nonostante le terapie effettuate in mattinata.
    Chiarita la situazione anche tra allenatore e giocatore, che ha puntualizzato come la sua non disponibilità a tornare in campo nella ripresa fosse legata ad un infortunio a tutti gli effetti. Una situazione lontanissima dal caso-Coleman di tre anni fa, quando la guardia statunitense lamentò un infortunio alla caviglia sinistra sul quale lo staff medico di Varese non riusciva a vederci chiaro, fermandosi unilateralmente dopo un paio di tentativi falliti di riattivazione. La vicenda si chiuse dopo 3 settimane con un divorzio seguito dal ritorno di Adrian Banks. In questo caso invece è stata una tempesta in un bicchiere d'acqua, legata anche allo sfogo a caldo di coach Moretti, comprensibilmente adirato (anche se sarebbe meglio che i panni sporchi si lavassero in casa...) dopo una partita persa per l'emergenza lunghi - e relativa netta sconfitta a rimbalzi - nella quale un Anosike anche solo al 50 per cento avrebbe probabilmente garantito a Varese quella vittoria tanto necessaria per ingenerare la spirale della crisi di risultati.
    In ogni caso la dirigenza biancorossa ha spazzato via qualsiasi dubbio ribadendo di fronte alla squadra la sua piena fiducia nei confronti del coach e confermando il suo ruolo centrale nel progetto tecnico messo a punto in estate in base alle sue indicazioni. L'auspicio è di poter recuperare Anosike in occasione della sfida di domenica contro Avellino, nella quale - oltre al ruolo di ex di turno - sarà fondamentale per provare ad arginare lo strapotere fisico della coppia Fesenko-Cusin.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Dieci partite in sei settimane, ed è già crisi aperta. Il trittico di sconfitte consecutive tra campionato e Champions League ha fatto emergere tutti i problemi di messa a punto di una Openjobmetis scopertasi impreparata per reggere l'urto delle due competizioni per una concausa di fattori.
    IL DOPPIO IMPEGNO Il tour de force delle due partite a settimana ha portato ad un evidente calo della qualità del gioco. Ma proprio per cercare di essere competitivi su entrambi i fronti era stato allestito su specifica richiesta dello staff tecnico -partendo dalla scelta iniziale del 3+4+5 - un roster da 12 giocatori per evitare di sovraccaricare titolari da gestire per situazioni fisiche "pregresse" come Eric Maynor e Kristjan Kangur. Ossia proprio quelli che Paolo Moretti ha messo in discussione martedì sera nel sottolineare come al momento attuale non stiano rendendo secondo le aspettative.
    STANCHEZZA O ALLENAMENTI MANCATI? Di certo l'inizio della Champions League ha frenato il processo di crescita lento ma costante sul piano del gioco che dai preliminari contro il Benfica aveva portato riscontri positivi fino alla trasferta di Milano. Può avere inciso il mancato anticipo concesso da Brindisi e Pistoia sul "fuorigiri" totale di Klaipeda e sul quarto periodo senza spinta e dalle idee annebbiate di martedì. Ma giocare due volte alla settimana riducendo il numero degli allenamenti dedicati alla messa a punto dei meccanismi - tra viaggi e preparazione tattica delle partite - rende più complicato risolvere la crisi attraverso il lavoro in palestra.
    ATTACCO IMBALLATO Il quarto periodo di martedì contro Salonicco ha evidenziato chiaramente le difficoltà dell'Openjobmetis nell'attacco a difesa schierata. Se il Maynor attuale è la copia sbiadita di quello dell'era Caja (8.7 nunti e 4.8 assist col 31% da 2 e 3.2 perse contro 13.4 punti e 7.6 assist del 2014-15) viene a mancare l'unico giocatore in grado di accendere la luce in un roster costruito senza un terminale principe o comunque un' alternativa garantita nel gioco a metà campo. I numeri dicono che Varese, senza un lungo pericoloso dentro l'area, un'alternativa concreta come creatore di gioco a Maynor e un'ala che apra il campo dal perimetro (Kangur produce 4.2 punti di media ed Eyenga, inarrestabile in velocità, non trova spazi a difesa schierata), viaggia sotto il 50% da 2 sia in campionato (48,4%) che in Champions League (44,2%), fatturando 16.4 perse in Italia (secondo peggior dato della A) e 71.4 punti in Europa (sono 78.4 in campionato, dove la me- dia sale grazie all'overtime contro Brindisi).
    LE SOLUZIONI La società mantiene la fiducia nel roster attuale, escludendo al momento qualsiasi intervento di mercato: la soluzione dovrà essere trovata con una diversa gestione del personale disponibile, cercando un utilizzo più funzionale delle combinazioni dei giocatori. Vedi la promozione in quintetto di Cavaliero per affiancare Maynor con una guardia che crei gioco, spostando un Johnson in affanno nel ruolo di cambio dell'ala, e modificare il "gioco delle coppie" (Eric con Pelle e Avramovic con Anosike) sull'asse play-pivot. Ma se non bastasse? Compatibilmente alle risorse disponibili - prima da reperire con uscite e poi even- tualmente da reinvestire -bisognerà scegliere su quale reparto intervenire per sistemare l'impalcatura generale di un roster che nonostante la disponibilità e l'unità del gruppo fatica a rendere in maniera efficace.
    Un lungo esplosivo per Anosike che protegga Maynor in difesa e lo completi meglio in attacco? Una guardia-playmaker per Johnson che garantisca qualità in penetrazione e capacità difensive? Sacrificare uno dei due centri per un'ala forte dinamica e pericolosa dall'arco? Sciogliere il nodo gordiano in regia cercando un'alternativa a Maynor con leadership e punti nelle mani? Qualora si debba arrivare ad un intervento correttivo, qualsiasi operazione sarà comunque rischiosa e delicatissima.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La cura PalA2A non guarisce l'Openjobmetis. Non bastano grinta e volontà alla squadra di Moretti per aver ragione di un Paok ruvido e ben organizzato, ma non certo irresistibile. Varese ritrova piglio combattivo e grinta, ma complice l'emergenza lunghi i biancorossi sono costretti a giocare una partita su ritmi troppo "sincopati" per non farsi impastoiare dal ritmo ipnotico dei greci. Col reparto interni martoriato dai falli e penalizzato dalla perdita di Anosike (out dopo 5' con la schiena bloccata ma nel dopo-gara è giallo) la truppa di Moretti non riesce più ad accendere il motore del contropiede che nel primo tempo aveva esaltato le doti acrobatiche di Eyenga (7/11 al tiro, 9/11 ai liberi) e nascosto la serata nerissima degli esterni (2/19 da 3).
    Il quarto periodo giocato stabilmente a metà campo, complice anche qualche sbavatura di troppo con quintetti improvvisati, fotografa nuovamente gli evidenti problemi tecnici della squadra, che nei 10' finali fattura un glaciale 2/17 dal campo (0/7 in due per gli "scentrati" Maynor e Avramovic). Così, nonostante qualche correttivo tecnico provato da Moretti (Cavaliero in quintetto - e spesso in regia - per un Johnson ancora impalpabile), la serie negativa sale a quota 3 e domenica arriva la lanciatissima Avellino: il rischio è inanellare una striscia piuttosto lunga viste le successive trasferte a Ventspils ed a Pesaro: se gambe e cuore non bastano, si inizieranno a valutare rimedi concreti?
    L'emergenza lunghi che costringe Moretti a schierare a lungo una zona 2-3 che non ha sufficiente intensità per negare al Paok un nettissimo vantaggio a rimbalzo (51 contro i 35 dell'OJM) è a fattore-chiave di un match che però Varese ha perso per un mix di forzature e cattive letture a difesa schierata nel quarto periodo. Ad uscire dalle secche di un costante inseguimento (17-25 al 13', 35-43 al 22') è stato soltanto il quintetto d'assalto con tre piccoli e Kangur da pivot d'emergenza per l'unico sorpasso con un frizzante 12-4 negli ultimi 4' del terzo quarto (dal 43-48 del 26' al 55-52 del 30'). Ma la squadra di Moretti fattura 5 miseri punti nei primi 8' del quarto periodo e il Paok sorpassa con uno 0-9 firmato Chrysikopulos e Bryant (60-66 al 38'). I greci sprecano ripetutamente l'occasione per chiudere i conti, nonostante errori marchiani in attacco l'OJM ricuce sul 66-68 con i 2/2 di Eyenga e Cavaliero, ma dopo lo 0/2 di Peiners il rimbalzo d'attacco con Clanton (con quinto fallo di Campani) spegne le velleità di rimonta biancorosse.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    La striscia negativa prosegue e si sale a quota 3 sconfitte consecutive contro un Paok Salonicco che è parso non certo una corazzata insuperabile, anzi sul finale ha concesso a Varese la possibilità di rientrare e di giocarsela fino in fondo ma alla fine i rimbalzi non catturati e una preoccupante e sempre più costante sterilità in attacco dei prealpini hanno portato alla vittoria finale la squadra ellenica. Veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Anosike S.V. :  gioca poco meno di 5 minuti e poi si deve sedere per un riacutizzarsi del solito fastidio alla schiena(o così pare). INGIUDICABILE
    Maynor 5 : come dichiarato dal coach Moretti a fine partita, un Maynor in queste condizioni è una tassa troppo salata e che Varese non può permettersi di pagare. Ancora molto impreciso al tiro questa sera ci aggiunge un equilibrio precario che lo fa spesso scivolare perdendo così la possibilità di attaccare il suo difensore. UBRIACATO
    Avramovic 6 : mette la quasi totalità dei suoi punti dalla linea della carità segnando 10 liberi su 11 tentativi;meno efficace in entrata perché ormai non è più una sorpresa e le difese avversarie sanno che userà quasi sicuramente la sua mano forte. BATTEZZATO
    Pelle 5,5 : stasera chiamato agli straordinari per i problemi fisici di Anosike ma dopo esser partito bene col suo pezzo forte (la stoppata), spende falli ingenui che ne limitano l’utilizzo. Da migliorare ancora tanto su come prendere posizione sotto le plance sia in attacco che in difesa e deve trovare qualche movimento offensivo per preoccupare gli avversari. LIMITATO
    Bulleri N.E.
    Cavaliero 6,5 : come nella partita disputata 2 giorni fa a Pistoia, il capitano è il migliore in campo dei suoi ma se questa è una buona notizia per il numero 10 non lo è per il resto della squadra che a differenza sua, non dimostra la volontà di invertire una rotta diventata preoccupante. BUSSOLA
    Campani 4,5 : partita che evidenzia i limiti caratteriali del buon Luca che invece di piazzare con decisione i taglia fuori e saltare deciso per recuperare i rimbalzi si fa mangiare in testa dai lunghi greci e soprattutto nel finale queste mancanze costano la partita ai colori biancorossi. VIOLENTATO
    Kangur 6 : in attacco è ancora assente ingiustificato ma negli assetti difensivi di Varese, la sua presenza e la sua grinta sono imprescindibili. Ne è la riprova il fatto che uscito lui per 5 falli le rotazioni difensive ritornano a fare acqua da tutte le parti. DIGA
    Canavasi N.E.
    Ferrero 6 : questa sera trova finalmente un minutaggio importante e fa intravedere le qualità per cui l’anno scorso è diventato un beniamino dei suoi tifosi; difesa e abnegazione grazie alle quali trova uno sfondamento importantissimo. Dall’altro lato del campo attacca il ferro con decisione trovando modo di andare in lunetta 2 volte (anche se realizza solo un 2 su 4) e con una conclusione dall’arco che viene sputata dal ferro. PITBULL
    Eyenga 6,5 : primo tempo scoppiettante per il congolese che chiude con 15 punti e buone percentuali al tiro. Nella ripresa i greci fanno densità nel pitturato e lui di conseguenza fatica molto di più ad arrivare al ferro. Ottiene comunque diversi tiri liberi (11) e li segna quasi tutti (9). Sanguinoso un fallo in attacco tanto evidente quanto ingenuo nel quarto quarto. RAZZENTE
    Johnson 4,5 : altra serata storta per il giovane americano che sembra aver imboccato un tunnel molto buio e tortuoso. Da 3 chiude con un desolante 0 su 5 e trova la via del canestro solamente con 2 tiri dalla media. In difesa non è mai un fattore anzi spesso è l’anello debole che gli avversari attaccano per sfondare la difesa varesina. SCARICO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis fa appello al fattore campo per cancellare il bruciante ricordo dei tonfi di Klaipeda e Pistoia. Stasera al PalA2A la squadra di Moretti ospiterà il Paok Salonicco (palla a due alle 20.30; differita RaiSportl alle 16.30 di mercoledì, diretta streaming a pagamento su www.live-basketball.tv) nel terzo turno di andata del girone C della Champions League. Match delicato per i biancorossi, chiamati a voltare pagina dopo due prestazioni povere di qualità ed energia: per confermare la fiducia nell'attuale progetto tecnico, società e staff chiedono alla squadra una risposta forte dal punto di vista caratteriale ed agonistico. «Veniamo da una brutta sconfitta, e giocando in casa ci sono tutti i presupposti perché giochiamo una partita intensa, solida e vera per essere competitivi fino in fondo in questa competizione»: chiarissimo il messaggio trasmesso da Paolo Moretti alla vigilia di un match casalingo nel quale Varese deve ritrovare lo spessore caratteriale smarrito nelle ultime due trasferte.
    Il Paok è una società dalle grandi tradizioni che ha festeggiato il mese scorso i 90 anni di attività (fra gli invitati c'era anche Claudio Coldebella, che ha giocato dal 1998 al 2002 con il club ellenico vincendo anche una Coppa di Grecia), ed ha tanta esperienza internazionale all'attivo (5 coppe europee disputate nelle ultime 6 stagioni). Lo zoccolo duro greco è costituito dall'esperto play Tsochlas, dalla frizzante ala Chrisykopulos (visto in gioventù a Biella) e dal mastodontico veterano Glyniada-kis; tra gli stranieri attenzione alle doti offensive del play-guardia Bryant (pescato dall'A2 di Siena) e ai muscoli del massiccio pivot Clanton. «Sarà un onore sfidare un club dalla tradizione gloriosa: il Paok è una squadra fisica e profonda che ama il basket controllato, nell'ultima vittoria casalinga ha concesso solo 52 punti all'Usak» - spiega Moretti sul conto degli avversari, che dunque costituiranno un banco di prova interessantissimo sotto due profili paralleli. C'è l'aspetto agonistico illustrato da Claudio Coldebella nel misurarsi contro una squadra greca, per definizione ruvida e pugnace: senza una reazione sul piano del carattere e della grinta, si rischia un'altra brutta figura come quella di Pistoia. Allo stesso tempo, sfidare una squadra che ama cadenze "slow" e difesa fisica, sarà un test per capire se i problemi tecnici emersi a Klaipeda e Pistoia quando le avversarie aggrediscono Maynor sono risolvibili aumentando l'intensità e di conseguenza il ritmo grazie alla spinta di Masnago. Al responso del campo l'ardua sentenza... 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tocca a Claudio Coldebella fare il punto dopo il pesante rovescio di Pistoia che ha seguito quello di martedì scorso a Klaipeda. Il d.g. biancorosso evita toni forti, ma analizza in maniera lucida le ragioni che hanno portato al "grande freddo" del meno 67 in due partite, pur distinguendo le due sconfitte: «Preoccuparsi è una parola forte, ma dopo due sconfitte in fila così pesanti è giusto analizzare la situazione. Se lo stop di Klaipeda era legato ad alcuni fattori particolari e in qualche modo c'erano delle spiegazioni, quello di Pistoia è stato una brutta sorpresa per tutti dopo una settimana di buoni allenamenti. In Lituania e in Toscana sono emersi segnali mai visti nelle 8 partite precedenti: la squadra si è disunita senza combattere né reagire, mentre in passato aveva sempre lottato fino in fondo».
    Concorda sul fatto che in entrambe le gare Varese ha subito la costante aggressività della difesa avversaria su Maynor? «Neptunas e The Flexx sono due squadre diverse unite da un unico denominatore comune: l'aggressività. I lituani lo hanno fatto a livello fisico e i toscani a livello atletico. In questo mondo non sei competitivo se vai sotto a livello di energia: puoi aver giocato più degli altri ma se utilizzi la scusa del doppio impegno hai perso in partenza. Prima di formulare valutazioni sono curioso di vedere la partita di stasera: finora la squadra ha dimostrato di avere una faccia diversa tra casa e trasferta. Vogliamo capire se quello di Pistoia è stato solo un episodio, e se davanti al nostro pubblico certi giocatori che sono più stimolati sapranno mettere in campo un altro atteggiamento e una faccia diversa».
    La sensazione che dà il gruppo fuori dal campo è di essere molto unito, quali possono essere state le cause delle ultime due prove così negative?«Sull'unità del gruppo posso garantire al 100 per 100, ed anzi invito tutti a seguire gli allenamenti aperti al pubblico della squadra che si allena ogni giorno con dedizione, impegno ed energia. Problemi tecnici? Su questo si può discutere, ma non c'entrano niente con dedizione, voglia, impegno e disponibilità a sbattersi sul campo. Una volta che ritroveremo questo spirito analizzeremo anche il discorso tecnico. Siamo i primi ad essere dispiaciuti di una partita come quella di Pistoia e vogliamo vedere nuovamente il piglio che la squadra ha mostrato fino alla gara contro Brindisi».
    Dunque la società ha piena fiducia nel roster attuale? «Lo confermo senza riserve: semplicemente abbiamo sbagliato molto male le ultime due partite, vogliamo capire il perché. Tiriamoci su le maniche e torniamo a mettere in campo l'impegno delle prime 8 gare: il nostro è un campionato difficilissimo in cui bisogna sempre gettare in campo il 100 per 100 delle energie, e se non pareggi quantomeno l'intensità dell'avversario in Italia perdi».
    Contro Salonicco che partita si aspetta? «Il Paok è una squadra solida con un budget piccolo che da diversi anni si gioca i piazzamenti dal terzo al quinto posto e disputa le coppe europee. Hanno un allenatore bravo e un nucleo greco di esperienza integrato da americani emergenti. Sotto il profilo agonistico sono il miglior test possibile per verificare la nostra reazione perché al contrario dei francesi che giocano e lasciano giocare praticano un basket controllato e molto agonistico, per superarli servirà proprio quell'impegno e quello spirito che chiediamo alla squadra».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Il grande freddo segue l'Openjobmetis dalla Lituania alla Toscana. Dopo il meno 34 di Klaipeda, arriva un altro stop pesantissimo nei modi e nelle proporzioni sul campo di una The Flexx in emergenza (out l'infortunato Antonutti). Varese non entra mai in partita, travolta dall'aggressività profusa da Pistoia che si limita a ricalcare il copione utilizzato dal Neptunas nel mandare in cortocircuito l'imballatissimo attacco biancorosso. Troppo facile staccare i fili di un gioco prevedibile, farraginoso e povero di soluzioni se Maynor - more solito "azzannato" dall'avversario di turno - inanella palle perse e azioni senza costruire nulla per sé e per gli altri.
    La mossa di Moretti nell'affiancare in quintetto un costruttore di gioco come Cavaliero (l'unico da assolvere per grinta e impatto balistico) al play ex Oklahoma City non paga dividendi: Varese non trova mai chiavi offensive interne né in penetrazione né con i lunghi (40% da 2 e 19 perse), concedendo al contrario contropiedi a raffica alla The Flexx (68% da 2) che si aggrappa alla verve dei suoi italiani (Cournooh imprendibile per tutti gli esterni biancorossi, Magro e Crosariol nettamente vittoriosi nel duello con Anosike e Pelle) per nascondere i problemi di organico. Così l'Openjobmetis deve subito inseguire (17-9 all'8') e l'unico sussulto firmato Avramovic (23-19 al 13') si perde tra palle perse e penetrazioni concesse (34-22 al 16'). La tripla da oltre 20 metri di Petteway allo scadere del primo tempo è una ulteriore tegola (42-28 al 20'), e il secondo tempo è una lenta agonia con un terribile 11-0 nella fase centrale (dal 47-33 del 24' al 58-33 del 26') che fa saltare definitivamente gli argini.
    Alla base di tutto c'è un problema tecnico evidente, legato alla condizione attuale di Maynor e a un contesto inadatto a supportarlo in questa versione a scartamento ridotto: sin dall'estate era chiaro che le fortune offensive di una Openjobmetis senza un terminale principe sarebbero passate dalle mani di Eric. Ma se Avramovic non ripete gli eroismi anti-Asvel e la difesa - complice un tasso atletico non elevato di tanti elementi -non riesce a innescare il contropiede per esaltare le doti atletiche di Eyenga e quelle balistiche di Johnson, alla luce dei limiti evidenti di pericolosità perimetrale del congolese e dell'incapacità del rookie da VCU di togliere pressione da Maynor, l'attacco a metà campo esprime una insostenibile sterilità anche a causa della totale improduttività spalle a canestro della coppia Anosike-Pelle.
    Il problema tecnico pare evidente, ma la soluzione è più difficile da individuare: mettere in discussione Maynor cercando un solutore solitario stile Wayns, tipologia di giocatore mal digerita da Moretti? Supportare Maynor con un difensore-atleta-agonista stile Julyan Stone, rinunciando però all'unico tiratore puro Johnson? Cercare un rimbalzista-stoppatore-difensore stile il Johndre Jefferson di due anni fa per proteggere Maynor in difesa ed esaltare le sue doti di "alzatore" per un centro atletico? Ma se comunque i match casalinghi con Salonicco (già domani sera) ed Avellino daranno prove d'appello al roster attuale per valutare se l'effetto Masnago ridarà certezze alla squadra, quel che preoccupa davvero è il cortocircuito mentale che ha portato Varese a sciogliersi due volte consecutive come neve al sole. Un mix di errori puerili (tre rimesse consecutive nelle mani avversarie... ) e contropiedi subiti per tiri forzati e cattivi rientri difensivi che hanno trasmesso segnali di resa senza lottare, in totale contro-tendenza rispetto al gruppo combattivo visto in campo fino a domenica scorsa contro Brindisi. Per questo o si svolta in fretta, con una diversa gerarchia delle risorse interne o con il mercato, oppure il rischio è alto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti avverte l'Openjobmetis sulle difficoltà ambientali della trasferta di domani a Pistoia. Il tecnico aretino, che per sei stagioni e mezza ha guidato la formazione toscana portandola dai "bassifondi" dell' A2 fino ai playoff del massimo campionato, conosce bene il calore del PalaCarrara. «Tra oggi (ieri, ndr) e domani, avremo preparato la partita di Pistoia di fatto solo in un giorno e mezzo» precisa il coach della OJM che nel pomeriggio partirà per la Toscana. «Siamo al completo e abbiamo avuto comunque l'occasione per lavorare nel modo giusto in vista di una partita molto difficile visto il calore dell'ambiente di una realtà consolidata da ormai tre stagioni. Avremo di fronte una squadra che ha talento e lo sviluppa a ritmi alti, mettendo pressione soprattutto in attacco con una manovra corale e ricchissima di soluzioni».
    La prima priorità indicata da Moretti è quella relativa alla scelta tattica di non inseguire Pistoia in una gara di corsa, amministrando con lucidità il ritmo: «Cercheremo di gestire il ritmo della gara per non entrare nelle trappole che troveremo se lasceremo libera la The Flexx di esaltare le sue qualità in campo aperto e le sue doti offensive. I toscani sono una squadra del nostro livello, che cercherà di metterci sotto come d'altro canto faremo noi: è da queste partite che riusciremo nel corso del campionato a trovare quei punti indispensabili per scalare le posizioni in classifica e puntare ai playoff. Problemi sotto canestro per i toscani? Sinceramente non mi pare, con Magro e Crosariol stanno tenendo botta senza andare sotto con nessuno».
    Il tecnico dell'Openjobmetis ritorna poi sulla partita di martedì a Klaipeda e sui tempi di recupero ristretti tra gli impegni di campionato e coppa per l'impossibilità di anticipare le partite contro Brindisi e Pistoia: «Giocare con così poco margine tra una partita e l'altra dà un vantaggio enorme alle nostre avversarie, spiace che contro Brindisi e Pistoia non si sia trovata una soluzione anche se giocando in casa contro Salonicco avremo almeno un giorno in più per prepararci. Ma certi ritmi vanno metabolizzati, e non devono essere una giustificazione per uno stop così pesante: a Klaipeda abbiamo perso nettamente contro una delle migliori squadre nel girone, ma il segnale forte è che la Champions League è una manifestazione di alto livello, e se non si è pronti a livello tecnico, fisico e mentale non si riesce ad essere competitivi».
    Il coach toscano ribadisce infine la sua piena fiducia nell'organico attuale, confidando che i margini di crescita del gruppo possano eliminare quei passaggi a vuoto offensivi ancora condizionanti sul rendimento della squadra: «Per vedere all'opera la vera Openjobmetis servirà ancora tempo. Confidavamo di sfruttare al meglio un precampionato lungo, ma alla luce della necessità di gestire le situazioni fisiche di Maynor, Kangur, Campani e Cavaliero non è stato possibile lavorale su amalgama e meccanismi per diverse settimane. Non so quanto ci vorrà per arrivare al top, ma sono assolutamente convinto che non ci siano giocatori incompatibili con altri. Voglio portare avanti questo gruppo senza stravolgimenti: la stagione passata è stata complicata fino a quando non ci siamo fermati nella nostra ricerca dell' alchimia migliore, e questa è una lezione della quale fare tesoro. La prima cosa da fare per crescere è migliorare la qualità e le letture dell' attacco per sfruttare al meglio la quantità della nostra produzione».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Troppo brutta per essere vera a causa di circostanze particolari, ma troppe volte in difficoltà sugli stessi temi tattici. Il giorno dopo, il tracollo di Klaipeda divide l’ambiente Openjobmetis tra chi considera solo parzialmente indicativo il tonfo in Lituania a causa di una serie di attenuanti generiche comunque oggettive e chi invece si preoccupa - anche alla luce delle due vittorie soffertissime contro Brindisi e Villeurbanne - per quel mix di difficoltà tecniche che le otto partite disputate tra Italia ed Europa hanno evidenziato, sia pur con diverse sfumature.
    Per la prima volta Varese si è arresa senza lottare, contravvenendo alle abitudini di una squadra che - a prescindere da avversari e situazioni di punteggio - aveva fatto del carattere e della determinazione la sua arma migliore. E questo è un dato che avvalora la tesi di chi indica nelle gambe pesanti la prima causa del tracollo sul campo del Neptunas.
    E il famoso roster lungo costruito proprio per evitare che il peso del doppio impegno condizionasse il rendimento della squadra?
    Le contingenze particolari - anticipo al sabato rifiutato da Brindisi, partita chiusa all’overtime, viaggio di sette ore senza il tempo di preparare il match - hanno creato condizioni altrettanto particolari. O almeno così ci si augura in attesa che la trasferta a Pistoia da preparare oggi col ritorno in gruppo di Kangur dia riscontri diversi dal punto di vista dell’atteggiamento e dell’intensità. Però la difesa fisica del Neptunas ha nuovamente fatto emergere alcuni limiti che la squadra non riesce ad eliminare: quando Maynor è aggredito, la scarsa dimensione in penetrazione di Johnson ed Eyenga nel gioco a difesa schierata rende troppo prevedibile la manovra biancorossa. Problema a cui ha parzialmente sopperito Avramovic, al momento l’unico esterno creativo dal palleggio. Ma se Varese non riesce a correre, il suo attacco a metà campo difficilmente trova alternative al tiro dall’arco, considerando anche la produzione nulla spalle a canestro di Anosike e Pelle.
    In difesa, invece, Maynor e Johnson vengono troppo spesso saltati dai rispettivi avversari, costringendo Moretti a ricorrere ai cambi sistematici sui blocchi o ad abbassare il quintetto con tre piccoli per avere più copertura sull’uomo e più capacità di creare vantaggi offensivi. Problemi di assortimento che a Klaipeda hanno causato l’ennesimo avvio ad handicap (7 volte su 8 partite Varese è andata sotto nei primi 5’), senza neppure la scossa dai cambi. Le vittorie col brivido contro Villeurbanne e Brindisi hanno messo in secondo piano problematiche che il tonfo in Lituania ha riportato al centro dell’attenzione. Presto per suonare allarmi e ipotizzare correttivi, almeno fin quando i risultati saranno in linea con le aspettative di un club che vuole competere per i playoff in Italia e in Europa. Ma il prossimo ciclo di partite (Pistoia in trasferta, Salonicco e Avellino in casa) dovrà dare risposte definitive sulla compatibilità delle coppie Maynor-Anosike e Maynor-Johnson.
    Giuseppe Sciascia

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