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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L' Openjobmetis va in cerca di riscatto anche in Europa per restare agganciata al sogno dei playoff di Champions League. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.30 con diretta su RaiSport) la squadra di Paolo Moretti ospita i polacchi del Rosa Radom per confermare le sensazioni positive espresse dalla vittoria scaccia-crisi di Pesaro e tornare ad imporre il fattore-campo a tre settimane dall'ultimo hurrà casalingo datato 23 ottobre contro Brindisi. L'obiettivo primario di Cavaliero e compagni è quello di dare seguito davanti ai propri tifosi alla corroborante prova di domenica all'Adriatic Arena, dimostrando di aver trovato all' interno del gruppo le risorse tecniche e caratteriali per invertire un trend preoccupante in attesa che la ricerca di rinforzi sul perimetro dia risultati concreti.
    Dopo il raid esterno nelle Marche, sia il d.g. Claudio Coldebella che il decano del gruppo Massimo Bulleri hanno battuto sullo stesso tasto: pensare che l'impresa di Pesaro abbia risolto d'incanto i problemi delle ultime tre settimane è fuorviante e sbagliato, per superare i problemi serve lavorare forte per migliorare ulteriormente i meccanismi di gioco, e dare continuità all'identità offensiva basata su coralità e circolazione di palla che ha messo le basi per la vittoria di domenica. Per questo il test casalingo contro il Rosa Radom, squadra con una qualità tecnica e una taglia fisica decisamente superiore a quella della Consultinvest, deve mettere nuovamente alla prova i riscontri del match dell' Adriatic Arena contro un'avversaria più probante rispetto al team di Piero Bucchi. E confermare definitivamente che l'indirizzo delle ricerche sul mercato, concentrato su una guardia con punti nelle mani che possa dare un supporto anche alla costruzione del gioco, possa permettere a Varese quell'upgrade necessario per rilanciare le sue ambizioni di playoff in Italia e in Europa. Di certo la mossa va nell'ottica di affiancare una stampella ad Eric Maynor, confidando che come nel 2015-16 il tempo e il lavoro in palestra possano aiutare il play ex Oklahoma City a migliorare la condizione atletica e di conseguenza le prestazioni in campo. E di dare ulteriore fiducia all'emergente Aleksa Avramovic, utilizzandolo anche in regia in coppia con un giocatore più completo rispetto allo specialista tiratore Melvin Johnson.
    L'assetto vincente a Pesaro pagherà dividenti anche in Champions League tenendo in corsa Varese per i piazzamenti playoff di un girone sinora molto equilibrato dietro la fuggitiva Klaipeda? Per sperare ancora nei primi 5 posti servirà a tutti costi imporre il fattore campo nel match di stasera contro i polacchi, squadra che propone un interessante asse play-pivot (il razzente Brazelton viaggia a 17.5 punti e 5.8 assist, l'esperto Jackson - che ha 59 gettoni NBA all' attivo - è attaccante creativo da 11.5 punti e 6.8 rimbalzi) e due esterni pericolosi dall'arco come l'esplosiva guardia Bell (16.5 punti) e il tiratore Sokolowski «Radom è una squadra molto competitiva, che ha tre punti di riferimento offensivi ben definiti e una panchina lunga - spiega Paolo Moretti - Per vincere servirà una partila solida, riproponendo la continuità di rendimento determinante a Pesaro e l'attenzione nel non concedere canestri facili che nell'economia di una partita fanno la differenza».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La vittoria scaccia-crisi di Pesaro non allontana i venti di mercato da Varese, ma sposta da Eric Maynor a Melvin Johnson l'obiettivo dell'intervento correttivo allo studio. La società è pronta a recepire le indicazioni di Paolo Moretti nell'indirizzare la ricerca di un rinforzo nel ruolo di guardia, anziché in cabina di regia o sotto canestro. Il rookie da VCU si sta dimostrando troppo monodimensionale in attacco (39% da 3 ma 25% da 2 con soli 25 tentativi dentro l'arco contro 43 triple) e soprattutto troppo tenero in difesa per poter reggere da titolare nello spot di "numero 2": già da qualche settimana Paolo Moretti ha promosso in quintetto Daniele Ca-valiero, utilizzando spesso l'esterno statunintense nella rotazione delle ali piccole.
    L'eventuale sacrificio di Johnson va nell'ottica di migliorare ulteriormente la qualità del trattamento di palla: si cercherebbe infatti un giocatore di pick&roll capace di creare anche per i compagni, anziché un finalizzatore su blocchi e scarichi come il tiratore statunitense. L'idea sarebbe dunque quella di aggiungere un esterno che possa dare un supporto al reparto playmaker, che a Pesaro è stato affidato integralmente a Maynor ed al veterano Bulleri con Avramovic usato da guardia per 20 minuti sui 21 di utilizzo. Ma la ricerca di una com-bo-guard che possa giostrare in entrambi i ruoli esterni, affiancando Eric in fase di costruzione del gioco per non dipendere troppo dalle sue iniziative, non è certo una bocciatura per l'emergente esterno serbo. Aggiungere un altro attaccante creativo dal palleggio consentirebbe all'Openjobmetis di non dipendere troppo dalle invenzioni mancine di Aleksa. Che a oggi non ha ritmi e letture per gestire da solo il bastone del comando in regia; ma affiancato da un altro creatore di gioco potrebbe far fruttare ancora meglio le sue doti di assaltatore.
    E il settore centri? Il rientro di Anosike a Pesaro, confortante per rendimento e presenza mentale, ha soddisfatto società ed allenatore, facendo rientrare l'ipotesi di un divorzio non legato a fattori tecnici. Dunque i sondaggi sono interamente concentrati sul reparto esterni, tenendo conto come sempre della necessità di far quadrare i conti con l'eventuale sacrificio di Johnson che libererebbe risorse non certo sconfinate. Scartate a priori le piste Ryan Boatright e Jonathan Gibson che viaggiano sui 25-30mila dollari al mese, scartato anche Corey Hawkins in uscita da Pistoia, il mercato dei free agent offre tanto usato sicuro tra gli americani con passaporto comunitario o Cotonou (dal 36enne veterano J.R. Bremer ai vari Doron Perkins e Darius Washington) e poche soluzioni utili tra gli elementi meno datati o gli emergenti (indisponibile l'ex veneziano Julyan Stone che sogna l'NBA con Indiana fino a gennaio e il 25enne Brandon Paul, lo scorso anno a Badalona, viaggia ancora a 20mila al mese). Ma il d.g. Claudio Coldebella sta sondando a tutto campo, confidando di tirare le somme delle disponibilità del mercato dopo le prossime due gare casalinghe contro Rosa Radom e Brescia.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis risorge all'Adriatic Arena. Bella reazione d'orgoglio per la squadra di Moretti che spazza via i venti di crisi delle cinque sconfitte consecutive e della conseguente spirale di tensione con una prova corale di grande spessore tecnico e mentale. Una vittoria del gruppo e dell'allenatore, che cancella l'immagine impiegatizia di Ventspils mettendo in campo con assoluta efficacia tutte le armi del sistema-Moretti. L'eroe di giornata è Aleksa Avramovic, adrenalina pura dalla panchina con le sue incursioni ficcanti e la capacità di mettere pressione sulla palla (21 punti in 21' corredati da 4 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist). E soprattutto le due triple-partita (la prima da 9 metri, la seconda su assist di un sostanziosissimo Evenga) che firmano il primo hurrà esterno stagionale in grado di invertire il trend dei ceffoni lontano da Masnago.
    Ma la prova di valore assoluto della guardia serba è la punta dell'iceberg di un collettivo mai così oliato nelle scelte di gioco e di tiro tra piccoli e lunghi (bene il "centro a tre teste" Campani-Pelle-Anosike, quest'ultimo rientrato con 21' sostanziosi dopo l'allarme schiena di sabato mattina). Che cosa è cambiato in soli 4 giorni rispetto alla pessima prova in Lettonia? Varese rompe finalmente le pastoie di un attacco non più incollato alle mani di Maynor, e gioca una gara molto lucida per fluidità e scelte di tiro (60% da 2 e 42% da 3 ) tornando a muovere la palla nel modo più efficace per esaltare la coralità del suo attacco. La miglior Varese della stagione sul piano della fluidità del gioco sfrutta appieno tutte le frecce al suo arco, spremendo 50 punti dalla pachina (Avramovic a parte, ottimo pure l'apporto di Campani che produce 10 punti in 15') nelle gerarchie in fase di aggiustamento in corsa.
    Un caso che la brillante prova offensiva dell'Adriatic Arena coincida con una serata da comprimario del play ex Oklahoma City, stabilmente affiancato da un costruttore di gioco (Avramovic o Cavaliero) e molto meno isolato con la palla in mano? Sicuramente no. E il match di Pesaro - nel quale Eric è parso nuovamente in grande affanno in difesa - potrebbe confermare l'ipotesi di un intervento in regia (possibile interesse di Cremona in caso di divorzio? Al momento però non risultano contatti né nomi caldi di sostituti). Di certo Varese ha cercato - e trovato - soluzioni alternative a quello che doveva essere l'uomo capace di innescare il suo attacco. E lo ha fatto anche chiedendo 10' di esperienza e sacrificio a Massimo BulIeri che, dopo un nuovo avvio a fari spenti (6 punti e 6 perse in 7'...), si mette al servizio della squadra indicando ai compagni la strada da seguire per uscire dalla crisi di gioco e risultati e dare un segnale forte a supporto di Paolo Moretti. Che nelle pieghe delle rotazioni da 10-uomini-10 trova spesso l'assetto o l'accorgimento giusto nel momento giusto, compreso il finale con Pelle a presidiare l'area ed Eyenga "cavalcato" negli 1 contro 1 frontali o spalle a canestro per colpire in lunetta o aprire spazi peri compagni. Certo, non sono mancate le emozioni forti, con Pesaro che ha cancellato due affondi sostanziosi (dal 23-38 del 18'al 42-42 del 23' e dal 56-68 del 33' al 70-71 del 36') punendo qualche incertezza - più difensiva che offensiva - di una squadra che ha però dimostrato compattezza e durezza mentale nei momenti più delicati.
    Dunque, crisi tecnica e mentale superata e caso Anosike risolto? Ovviamente servono conferme, a partire dalle prossime due gare casalinghe contro Rosa Radom e Brescia. Però dall'Adriatic Arena torna una OJM più unita e non più legata a filo doppio alle lune di Maynor. Viste le plumbee premesse prepartita, meglio di così non poteva andare.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    L’Openjobmetis va in cerca di risposte sul campo di Pesaro. Stasera all’Adriatic Arena (palla a due alle ore 18.15; diretta tv su Telesettelaghi) la squadra di Paolo Moretti proverà a invertire il trend negativo generato da cinque sconfitte consecutive e dimostrare di poter trovare all’interno del gruppo attuale le risorse per guarire dal mal di trasferta costato tre pesantissime sconfitte a Klaipeda, Pistoia e Ventspils. Proprio per questo si tratta di un esame delicatissimo per tastare il polso alla salute psicologica di una squadra in crisi non soltanto sul piano tecnico - vedi i correttivi all’organico che la società ha iniziato a valutare - ma anche su quello della fiducia. Coach Moretti si aspetta risposte sotto i profili tecnico e caratteriale dalla squadra, chiamata ad una reazione forte e positiva dopo il meno 25 in Lettonia, facendo leva su quel sistema di gioco che mercoledì non ha prodotto risultati sensibili ma che nelle intenzioni del tecnico toscano deve rappresentare la certezza su cui fare affidamento per reggere i ritmi del doppio impegno.Il match sul campo della Consultinvest è un esame per tutti - allenatore compreso - nel verificare la capacità della squadra di uscire dal momento critico evitando il quarto tracollo consecutivo lontano dal PalA2A che aprirebbe scenari di crisi mettendo in discussione i fondamenti del progetto Varese al di là delle ipotesi di intervenire sul mercato. L’ultima puntata della telenovela Anosike (ci sarà o getterà nuovamente la spugna in extremis, stavolta non senza conseguenze?) non contribuisce a dare serenità all’ambiente, prostrato dalle sconfitte in serie e dalle difficoltà della squadra ad invertire la preoccupante deriva negativa delle ultime tre settimane.L’Openjobmetis (Eyenga nella foto Blitz in alto), già alle prese con le cattive condizioni di Campani nel reparto lunghi, dovrà cercare di giocare una partita gagliarda in difesa per non subire l’energia della Consultinvest, che ha una batteria di tre esterni americani già pronta ad “azzannare” Maynor, atteso ad una prova d’appello per evitare il suo sacrificio, anche se l’affaire Anosike potrebbe cambiare le carte in tavola oppure portare la società a modificare per intero l’asse play-pivot.Una vittoria riporterebbe il sereno in campo e fuori, mentre una partita giocata con orgoglio scaccerebbe lo spettro della crisi extratecnica; se però in riva all’Adriatico arrivasse un altro naufragio esterno, allora sarà allarme rosso a 360 gradi. Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    L'opinione di Giancarlo Pigionatti
    L’Openjobmetis va in cerca di risposte sul campo di Pesaro. Stasera all’Adriatic Arena (palla a due alle ore 18.15; diretta tv su Telesettelaghi) la squadra di Paolo Moretti proverà a invertire il trend negativo generato da cinque sconfitte consecutive e dimostrare di poter trovare all’interno del gruppo attuale le risorse per guarire dal mal di trasferta costato tre pesantissime sconfitte a Klaipeda, Pistoia e Ventspils. Proprio per questo si tratta di un esame delicatissimo per tastare il polso alla salute psicologica di una squadra in crisi non soltanto sul piano tecnico - vedi i correttivi all’organico che la società ha iniziato a valutare - ma anche su quello della fiducia. Coach Moretti si aspetta risposte sotto i profili tecnico e caratteriale dalla squadra, chiamata ad una reazione forte e positiva dopo il meno 25 in Lettonia, facendo leva su quel sistema di gioco che mercoledì non ha prodotto risultati sensibili ma che nelle intenzioni del tecnico toscano deve rappresentare la certezza su cui fare affidamento per reggere i ritmi del doppio impegno.Il match sul campo della Consultinvest è un esame per tutti - allenatore compreso - nel verificare la capacità della squadra di uscire dal momento critico evitando il quarto tracollo consecutivo lontano dal PalA2A che aprirebbe scenari di crisi mettendo in discussione i fondamenti del progetto Varese al di là delle ipotesi di intervenire sul mercato. L’ultima puntata della telenovela Anosike (ci sarà o getterà nuovamente la spugna in extremis, stavolta non senza conseguenze?) non contribuisce a dare serenità all’ambiente, prostrato dalle sconfitte in serie e dalle difficoltà della squadra ad invertire la preoccupante deriva negativa delle ultime tre settimane.L’Openjobmetis (Eyenga nella foto Blitz in alto), già alle prese con le cattive condizioni di Campani nel reparto lunghi, dovrà cercare di giocare una partita gagliarda in difesa per non subire l’energia della Consultinvest, che ha una batteria di tre esterni americani già pronta ad “azzannare” Maynor, atteso ad una prova d’appello per evitare il suo sacrificio, anche se l’affaire Anosike potrebbe cambiare le carte in tavola oppure portare la società a modificare per intero l’asse play-pivot.Una vittoria riporterebbe il sereno in campo e fuori, mentre una partita giocata con orgoglio scaccerebbe lo spettro della crisi extratecnica; se però in riva all’Adriatico arrivasse un altro naufragio esterno, allora sarà allarme rosso a 360 gradi.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti rinnova la sua fiducia all'Openjobmetis da lui disegnata in estate, pur riservandosi ulteriori valutazioni alla luce di riscontri del campo diversi dalle aspettative di una reazione d'orgoglio dopo le ultime 5 sconfìtte in fila. Alla vigilia della trasferta di Pesaro il coach dell'Openjobmetis risponde così a chi domanda se ha ancora fiducia nel gruppo: «Da parte mia la fiducia è totale, però ogni giorno e partita dopo partita è necessario fare valutazioni, sia da parte di chi sta sopra di me che dei giocatori alle mie dipendenze. Personalmente rivendico ogni scelta compiuta, col diritto e il dovere di essere responsabile di ogni cosa, partendo da come la squadra sta in campo. Questo vale a maggior ragione in una piazza come Varese e in un club che a me ed ai giocatori non fa mancare nulla per potersi esprimere al meglio».
    Evidente che i risultati del campo facciano sorgere perplessità che potrebbero portare Moretti a rivedere alcune scelte, senza però rinnegarne la paternità: «I dubbi e le perplessità sono legittimi dopo le ultime prestazioni e non solo: già dopo Brindisi avevo detto che non ero soddisfatto della prestazione della squadra; resto però fiducioso sulla qualità del nostro lavoro e sulla capacità dei ragazzi di uscire dalla situazione negativa. Ma rivendico ogni scelta compiuta: se e quando sarà il momento di riconoscere che sono stati commessi errori me ne assumerò le responsabilità. La partita dovrebbe essere l'esame del miglioramento sviluppato in allenamento: nelle ultime 2-3 settimane difficilmente abbiamo potuto farlo, però nonostante le difficoltà del recupero limitato tra una partita e l'altra ci sono sempre esami per tutti, a partire da me. Bisogna dare risposte sul campo: se non le dai o sono sbagliate è giusto che tutti si sentano sotto esame».
    Il tecnico toscano passa poi all'analisi delle motivazioni che hanno causato gli ultimi tre tonfi pesanti lontano dal PalA2A: «Queste situazioni si sono presentati nelle ultime tre trasferte e vanno esaminate in maniera molto più approfondita del solo aspetto psicologico: ricordo al contrario come esempio positivi le due partite tiratissime contro il Benfica, le reazioni d'orgoglio a Milano e Sassari e le rimonte contro Brindisi e Villeurbanne. La mancanza di reazione non è stata costante, dunque non dipende solo da fattori psicologici». Moretti fa affidamento sul sistema e sull'orgoglio del gruppo per cercale la reazione a Pesaro, dove tornerà anche O.D. Anosike, mentre rimanda alle 4 mura dello spogliatoio la sua analisi su Maynor: «Dobbiamo analizzare gli errori commessi e fare affidamento sul nostro sistema adattandoci alle caratteristiche dei nostri avversari; servirà una reazione forte sul piano psicologico e caratteriale. Anosike? È tornato ad allenarsi ieri sera con il gruppo e siamo molto fiduciosi che potrà essere della partita. Lo stato di forma di Maynor? In generale la tenuta fisica e la gestione dei carichi, insieme al fattore psicologico ed a quello tecnico delle collaborazioni poco efficaci, sono alla base delle nostre difficoltà in trasferta. Però accetto il vostro consiglio: i panni sporchi si lavano in casa, di questo parlerò in spogliatoio».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    «Paolo Moretti appeso a un filo? Ma non scherziamo...». Nella lunga giornata del ritorno da Ventspils, Claudio Coldebella impiega 10 secondi per smentire categoricamente l'ipotesi di una panchina traballante per il coach dell'Openjobmetis: «L'allenatore non è assolutamente in discussione, stiamo ragionando insieme sul modo migliore per uscire dal momento di difficoltà». Dunque è chiaro che sarà il tecnico toscano a dettare la linea - come già accaduto in estate - relativamente agli interventi da effettuare per sbloccare l'attuale impasse tecnico. Ecco dunque le quattro ipotesi tra le quali società e staff tecnico valuteranno la svolta, escludendo al momento più di un correttivo per motivi meramente economici:
    VIA MAYNOR - La prestazione totalmente negativa di mercoledì ha messo il play in cima alla lista dei giocatori sotto osservazione. Doveva essere il cardine di una squadra costruita per esaltare le sue doti di attivatore, ma in realtà è parso molto lontano dal crack di due anni fa. Il problema è la sua condizione dopo il secondo infortunio al ginocchio, ma anche l'assortimento diverso e un ruolo meno centrale rispetto all'era Caja: Johnson non è Rautins, Anosike ha caratteristiche antitetiche a Jefferson, e il sistema-Moretti non gli concede tutte le libertà - e la fiducia incondizionata - sulla base delle quali Artiglio gli aveva disegnato attorno l'assetto. Si era detto che una squadra senza punte poteva funzionare con il Maynor di due anni fa: mancando il presupposto di base, per accendere l'attacco servirebbe un playmaker che sappia mettersi in proprio nel fare punti e creare spazi per i compagni. Genere non facilissimo da pescare sul mercato reinvestendo i 10mila e rotti dollari mensili dell'ingaggio di Eric.
    SACRIFICIO O.D. - Se si optasse per provare a recuperare Maynor, la scelta consequenziale sarebbe quella di sacrificare O.D. Anosike, che non protegge in difesa e non esalta in attacco il suo playmaker. Il problema è anche di natura fisica: se dovesse dare nuovamente forfait a Pesaro, si metterebbe in discussione la sua tenuta a lungo termine, imprescindibile per una squadra che gioca su due fronti. Ed eventualmente si aprirebbero le valutazioni sull'alternativa: un rimbalzista-difensore-stoppatore-atleta più affidabile del discontinuo Pelle, o un ala forte atletica e frontale spostando Campani e Kangur nella rotazione dei centri?
    TAGLIO JOHNSON - Uscito dal quintetto base in seguito alla crisi di fiducia e rendimento al tiro, il taglio di Melvin per una combo-guard creativa dal palleggio potrebbe supportare Maynor in fase offensiva e proteggerlo in fase difensiva. Ma l'intervento rischierebbe di rivelarsi un palliativo.
    IL COACH - Ad oggi la sua posizione non è oggetto di valutazione da parte della società. Ma se nelle prossime tre partite - specialmente le due in casa della prossima settimana - dovessero emergere ulteriori tracolli stile Klaipeda, Pistoia e Ventspils, allora anche la panchina attualmente salda potrebbe essere messa in discussione.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti a rischio esonero dopo la sconfitta di Ventspils? Rumor incontrollato rimbalzato dopo il quinto stop consecutivo in due settimane da parte dell'Openjobmetis, ma respinto con forza dai vertici della società biancorossa che hanno ribadito una piena ed assoluta fiducia nei confronti dell'attuale allenatore. Né d'altra parte ci si poteva aspettare un atteggiamento differente, alla luce del ruolo centrale occupato da Moretti nel progetto tecnico. L'allenatore toscano è stata la stella polare del difficile 2015-16 nel momento in cui dirigenza e squadra erano nell'occhio del ciclone, ed ha avuto un ruolo determinante in tutte le scelte estive di costruzione del roster. Dunque sembra assolutamente impensabile che una crisi di risultati - pur allarmante come quella generato una pericolosa attuale - sia sufficiente a cancellare nel giro di qualche settimana la considerazione di cui Moretti gode trasversalmente tra dirigenza e proprietà del club.
    Certo però che i riscontri del campo di mercoledì hanno fotografato per la prima volta una situazione nella quale la squadra è sembrata rispettare il piano-partita senza mettere in campo il "fuoco" agonistico richiesto dal suo coach. A differenza di Klaipeda, dove non c'erano semplicemente energie sufficienti per reagire di fronte all'aggressività dei lituani, Varese ha provato a giocare la gara di mercoledì, esprimendo però un volume di gioco largamente insufficiente sui due lati del campo a causa e subendo in ogni aspetto della sua identità tecnica. Categoricamente escluse le ipotesi di presunte "mele marce" nel gruppo, oppure che ci sia qualcuno che "giochi contro" l'allenatore. Però alla luce dell'atteggiamento "impiegatizio" che Varese ha espresso mercoledì, è possibile che le sconfitte in serie abbiano generato una pericolosa spirale di negatività in grado di mettere nella testa dei giocatori il tarlo del dubbio su quanto gli viene chiesto da Moretti? Quel che traspare invece dalle critiche pubbliche dell'allenatore nei confronti dei giocatori - dopo il match contro Salonicco parlando di rendimento sotto le aspettative dei titolari, dopo Ventspils sull'assenza di qualcosa che non si allena, leggi carattere - testimoniano invece come sia sorto qualche dubbio da parte del coach nei confronti della squadra allestita in estate. Di sicuro l'incedere delle partite con il doppio impegno lascia poco margine di riflessione, ma allo stesso tempo offre contìnui spunti di valutazione a chi è chiamato a stabilire l'ordine di priorità degli interventi necessari.
    Per questo il match di domenica a Pesaro sarà un crocevia alquanto delicato, per capire se Varese guarirà dal mal di trasferta con le sue forze attuali, oppure quelli di Ventspils è stato il segnale di un cortocircuito che dal comparto puramente tecnico rischia di allargarsi alla sintonia tra coach e squadra. Al momento non ci sono interventi all'orizzonte, ne sul roster né sulla guida tecnica, riservandosi di tirare le somme dopo le prossime tre partite di cui due casalinghe (mercoledì prossimo contro il Rosa Radom e sabato 19 contro Brescia). Nessuno è in discussione, però tutti sono osservazione: perché non esistono squadre, né tantomeno allenatori, più forti delle sconfitte in serie. E sotto questo profilo l'allarme rosso è scattato già dopo la sconfitta di Avellino, con il main sponsor Rosario Rasizza che avrebbe espresso tutta la sua delusione per i risultati negativi dell'ultimo periodo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa». Il tasto "rec" del cellulare si può schiacciare per la seconda e ultima volta: registrazione finita, non serve altro. Paolo Moretti, dopo aver parlato ufficialmente davanti ai microfoni Fiba in sala stampa, ci concede qualche battuta nel corridoio attiguo alla press room della Olympic Center Arena, ormai vuota come sarebbero vuote eventuali altre parole. «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa».Definizione di corollario: proposizione che consegue, per consequenzialità logica, a un'altra proposizione già dimostrata. Eccone alcuni esempi. Dopo il match contro il Paok il coach nato ad Arezzo disse: «Stanno mancando i "teorici" titolari, quelli che dovrebbero trainare la squadra». Capitan Cavaliero, pochi giorni dopo, in un'intervista al nostro giornale si espresse così: «Io non so se abbiamo capito che non ci possiamo permettere di perdere due partite di fila di 30 punti. È questione di orgoglio».
    Crisi mentale «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa». "Certe cose" non sono altro che il carattere, la capacità di non mollare alla prima difficoltà, di non piegarsi al volere degli avversari senza opporre resistenza. "Certe cose" sono la malizia, la cui mancanza ce la si può aspettare da un Avramovic o un Johnson, ai primi passi della carriera, non da un Maynor o da un Campani. "Certe cose" sono il non vagare per il campo con il volto perso quando il tabellone "dice" che sei sotto di 15 punti, sono il non nascondersi dietro la mediocrità dei compagni pensando che così la propria possa non essere sottolineata a dovere. "Certe cose" sono queste cose. E il bagaglio della Openjobmetis è per l'ennesima volta rimasto vuoto alla partenza dalla Città Giardino. In Lettonia finisce 91-66, un'altra resa, solo parzialmente spiegata dal climax di cui sopra, che come al solito privilegia gli aspetti mentali di una crisi biancorossa arrivata alla quinta prova. Scelta? No, necessità, evidenza. Non è il giornalista ad abbozzare il tarlo dell'incosistenza caratteriale della compagine che veste di biancorosso: è chi ci lavora dentro, coach e giocatori (Cavaliero, primus inter pares) a conclamarla ben oltre quello che dimostrano i fatti, per la verità già bastanti a se stessi.
    Cifre senza pietà Perché se si vuole tornare al tecnico, facendo finta che i problemi si possano risolvere solo cambiando "figurine" (in questo caso avremmo la lista dei desideri: un play sano e "drago" del pick and roll, una guardia da 20 punti a partita, un tre cecchino, un'ala forte bidimensionale nel pieno degli anni e un centro che faccia arrossire gli avversari come lo era Dunston. Tanto son figurine: si posson cambiare senza sbattersi, giusto?), allora andiamo sulle cifre. L'Europa, questa Europa, non è cosa da Varese. Non è cosa da questa Varese. Il match contro la truppa che evoluisce al freddo del Baltico, infarcita di ex italiani (Janicenoks, Campbell) ed ex varesini (Deane, che con 16 punti si diverte a buggerare la squadra dove sfigurò, e Kuksiks, un po' sottotono a scrivere la verità), spiega in modo quasi lapalissiano la non cittadinanza della Openjobmetis al mondo della coppa: 91 punti contro 66, 53% da due contro 41,54% da tre contro 27, 45 rimbalzi a 30 (e l'assenza di Anosike non serve da giustificazione, quanto da bocciatura completa di Campani e Pelle, suoi sostituti), 21 assist contro 8 (dimostrazione dell'assenza totale di pericolosità offensiva).
    Pochi appelli ancora disponibili Così, con questi problemi, con questa lena, con questi risultati, il viaggio in Champions diventa un lusso che Varese non può permettersi, bisognosa come sarebbe di provare a trovare il bandolo della matassa al chiuso di una palestra. Di certo, alla luce delle considerazioni fatte, dell'ennesima sconfitta pesante e dell'autentica mancanza di grinta profusa sul parquet, l'ora delle spiegazioni sembra suonata con pochi altri appelli disponibili. Si può e si riesce a cambiare? Chi guida dalla panchina, coach Paolo Moretti, crede ancora in tutti i giocatori che ha a disposizione? Chi invece guida la società crede ancora ciecamente in lui e nelle sue possibilità di presa sugli atleti del gruppo, dal punto di vista tecnico e umano? Servirebbero delle risposte.
    Fabio Gandini

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