La vittoria che serviva per scacciare gli spettri che aleggiavano anche sul coach arriva nel modo richiesto dallo stesso Moretti alla squadra: il larghissimo uso della zona 2-3 con mille adeguamenti e tanta aggressività sul perimetro toglie sistematicamente la luce del canestro ai fucilieri ospiti (25% da 3) e sporca le trame dei giochi a due. Così Reggio Emilia gira stabilmente sotto le medie abituali (84,9 col 58% da 2 prima del match di Masnago, chiuso a quota 71 col 41% da 2), e dall'alternanza tra l'arrocco ed una difesa individuale robusta a protezione del ferro, l'Openjobmetis trova sicurezze per spingere anche in campo aperto. E a differenza di tante partite all'insegna di mille affanni nel "pitturato", l'attacco di Varese muove bene palla e uomini per costruire un sostanzioso 59% da 2 e fatturare 42 punti in area. Alla fine sono sei i giocatori in doppia cifra per la formazione biancorossa, guidati da un Maynor sempre più tonico attorno al quale però trovano spazi efficaci anche Anosike, Kangur e un chirurgico Bulleri.
Dunque il messaggio è forte e chiaro: la nuova proposta tattica per nascondere i problemi difensivi in alcune situazioni particolari è piaciuta molto alla squadra, che l'ha applicata con un'energia e una determinazione in grado di farle cambiare completamente volto rispetto ai 92 punti concessi 8 giorni fa contro Cantù. Vittoria meritata che dimostra il ritrovato feeling tra squadra e coach e la solidità del gruppo che ora aspetta l'aggiunta sul perimetro (ieri Johnson rimasto in panchina per 40' e ormai ai margini del roster). L'Openojobmetis ha preso in mano il pallino del gioco a metà del secondo quarto (34-26 al 16' ) e non lo ha più lasciato fino al termine, anche se - complice qualche licenza di troppo nella gestione del pallone, vedi le 22 perse di cui 17 nella ripresa - anche stavolta c'è stato da faticare fino in fondo. Per tre volte nel terzo quarto Varese ha allungato a più 9, senza però riuscire a chiudere i conti a causa dei contropiedi "regalati" a suon di palle perse. Provvidenziali tre triple allo scadere dei 24 secondi di Bulleri, Avramovic e Maynor per tenere sempre a distanza una Grissin Bon presto orfana per falli del totem Cervi e costretta a pagare dazio a rimbalzo (42-26 totale) nella scelta di giocare con quintetti senza centri puri per provare a scardinare la zona varesina. Il quarto periodo da protagonista di Kangur (8 punti nei 6' finali) ha messo al sicuro il vantaggio varesino (71-60 al 37'). Mercoledì l'Openjobmetis cercherà conferme contro Klaipeda, poi via all'era Dominique Johnson confidando che la vittoria della svolta possa anticipare l'impatto positivo dell'uomo della svolta.
Giuseppe Sciascia
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