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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'Openjobmetis cola a picco anche in Turchia e dice virtualmente addio alla Champions League. Nella sfida sul fondo classifica del girone C tra due squadre in crisi profonda (anche Usak aveva perso 7 delle 8 gare precedenti), Varese finisce travolta per la terza volta consecutiva (meno 90 tra Lituania, Lettonia e Turchia) sotto i colpi del talento cristallino di Lyons (12/19 dal campo e 6 assist in soli 23') e le folate del potente Harrison (9/16 al tiro). Il copione è quello già visto troppe volte nelle ultime uscite tra Italia e in Europa: la partenza della squadra di Moretti era stata promettente, spingendo in campo aperto per il 10-17 del 9 complice il pessimo 1/14 dal campo iniziale di turchi. Appena però il ritmo è calato, Varese ha iniziato a boccheggiare, producendo un desolante secondo quarto da 9 punti con 4/17 dal campo e un 1/7 ai liberi della frazione a certificare lo psicodramma generale.
    Così all'Usak è bastato spingere per affondare i colpi con un terrificante 25-2 a cavallo tra secondo e terzo quarto (dal 27-26 del 17'al 52-28 del 24'). E oltre a un attacco senza guida in regia (fallita anche la prova d'appello per Maynor) né terminali sicuri (mani gelide per Evenga e Johnson a segno solo a partita archiviata), e mancata una difesa mai in grado di fermare le punte avversarie (costante la difficoltà sui penetratori, altro problema legato a Maynor). Poi Varese, affidandosi all'esperienza di Bulleri (e alla grinta di Ferrero, ha anche provato a rimettere in discussione il match limando sul 64-54 del 33'. Ma appena l'attacco ha smesso di eseguire, la mancanza di un punto di riferimento sicuro ha fatto pagare ogni forzatura (42% da 2, 3/23 da 3 e pure un pessimo 13/26 ai liberi); al contrario l'Usak si è affidata alle sue punte Lyons ed Harrison per chiudere rapidamente i conti (77-57 al 36') e lasciare solitaria Varese sul fondo della classifica del girone C.
    Da quando è iniziata la competizione europea, la formazione biancorossa ha manifestato un progressivo peggioramento delle prestazioni fino al crollo verticale delle ultime settimane (5 stop consecutivi in Europa, 8 nelle ultime 9 gare). La coppa ha amplificato l'effetto, mettendo a nudo impietosamente i limiti strutturali di assortimento del roster, che già si intravedevano dopo il tracollo di Klaipeda, e ora sono acclarati in tutta la loro evidenza generando una spirale di sconfìtte in fotocopia. «Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi»: il tweet post-Brescia di O.D. Anosike - citazione attribuita ad Albert Einstein - fotografa perfettamente la situazione: i problemi sono sotto gli occhi di tutti, proseguire su una strada sbagliata - anche se da 10 giorni la società è attiva sul mercato, e l'auspicio è che qualcosa possa muoversi - rischia di acuire ulteriormente un circolo vizioso che senza (almeno) un correttivo sostanziale in tempi rapidi rischia di travolgere tutto e tutti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese prova a ritrovare fiducia in se stessa nella sfida sul fondo della classifica del girone C della Champions League. L'Openjobmetis scenderà in campo oggi in Turchia sul campo dell'Usak Sportif (palla a due alle ore 18 italiane) cercando di rialzarsi dopo il doppio scivolone casalingo contro Rosa Radom e Brescia che ha certificato la crisi tecnica e mentale della truppa biancorossa. Come trovare quel raggio di sole in grado di invertire un trend negativo preoccupante, soprattutto alla luce del fatto che la squadra ha comunque provato a dare il massimo in difesa ma si è schiantata sui limiti sempre più evidenti di un attacco in totale affanno? «Le ultime tre partite hanno dato la sensazione di aver fatto passi avanti in difesa; per restare in partita dovremo avere un impatto offensivo continuo nell'arco di tutta la gara»: così Paolo Moretti indica la strada ad una OJM che si giocherà l'ultimissima chance di restare in corsa per i playoff di Champions League sul campo dell' altro fanalino di coda del suo raggruppamento.
    La comitiva biancorossa ha raggiunto nella serata di ieri la cittadina dell'Anatolia sede della formazione turca: aggregato in extremis Gianmarco De Vita che ha preso il posto di Luca Campani, out almeno fino all'inizio del 2017 per risolvere il problema al ginocchio sinistro evidenziato nelle ultime settimane. Ma se Varese piange per i risultati delle ultime settimane, anche l'Usak non ride: i turchi hanno lo stesso record dei biancorossi (7 sconfitte nelle ultime 8 partite, ultimo hurrà 3 settimane fa in Champions contro Ventspils) nonostante i due recenti innesti della potente ala Harrison e dell'ala forte Auguste. «Partita complicata perché si scontrano le due compagini che hanno dimostrato le maggiori difficoltà nel girone - afferma Moretti -. Affronteremo una formazione con grande talento offensivo, guidata da un play con ottime doti realizzative e un centro che ha punti nelle mani». Riferimento all'asse Lyons-Monroe (visto due anni fa in serie A2 a Verona), che nel 2015/' 16 avevano vinto in coppia il titolo in Israele con il Maccabi Rishon ma non stanno trovando il medesimo impatto nelle file dell'Usak. Nello scontro tra due team in grande affanno conterà molto l'aspetto mentale: se Varese troverà conforto dalla difesa per alzare il ritmo come accaduto nei primi tempi contro Rosa Radom e Brescia, allora il colpo esterno scaccia-crisi non è fuori portata. Anche senza l'aiuto dei correttivi di mercato allo studio.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il tesoretto c'è, il rinforzo ancora no. La caccia è aperta, ma il mercato offre poco, anzi pochissimo, e per ora non si registrano piste calde sul fronte nuovo playmaker. Mentre la formazione di Paolo Moretti continuerà oggi in Turchia a cercare lo sblocco dell' impasse offensivo delle ultime settimane con il medesimo roster delle 7 sconfitte subite nelle ultime 8 gare, la società si muove per trovare il correttivo necessario per invertire un trend negativo nel quale rischia di essere stritolato lo stesso stesso coach toscano. Ad oggi, però, l'unica certezza è la disponibilità della dirigenza ad allargare i cordoni della borsa per un intervento che possa risolvere l'attuale crisi di risultati: si parla di uno stanziamento extra attorno ai 100mila euro (contando però che qualsiasi nuovo arrivo comporta 12.500 euro di tassa se non già tesserato in Italia, più la transazione del contratto dell'eventuale esubero) messo a disposizione dell' area tecnica per sistemare il roster con un esterno realizzatore di provata qualità.
    Uno sforzo importante per dare una sterzata ad una situazione diventata critica col passare delle settimane, che rischia di compromettere i primi due obiettivi stagionali - passaggio del turno in Champions League e Final Eight di Coppa Italia - e rendere complessa la rincorsa ai playoff dopo tre annate consecutivi in cui Varese è rimasta a guardare. Le ultime due partite hanno spostato l'attenzione della società dal ruolo di guardia a quello di playmaker: per accendere un attacco privo di un leader tecnico e caratteriale si cerca un giocatore capace di mettersi in proprio e fare reparto da sé con la palla in mano. Ma giocando due volte la settimana l'Openjobmetis avrebbe inoltre bisogno di un giocatore rodato e pronto all'uso, non potendosi permettere altre scommesse su elementi da tirare a lucido dopo quella persa sul recupero di Eric Maynor (anche se giocare due volte la settimana offre sempre prove d'appello, e il match di stasera in Turchia sarà un bel test anche per l'orgoglio dell'ex Oklahoma City).
    Esclusi dunque elementi dal pedigree NBA importante ma inattivi da diversi mesi, come Sebastian Telfair prima e Nate Robinson ora, così come l'ex romano Jordan Taylor - già tastato a giugno - che non sarà pronto prima di qualche settimana dopo i problemi fisici accusati nella scorsa annata all'Alba Berlino. L'ideale sarebbe trovare un giocatore tagliato - in Italia o all'estero - che sposi la causa di Varese per una sorta di "mutuo soccorso" verso il riscatto. Per questo il d.g. Claudio Coldebella è attento ad ogni evoluzione esterna: difficile ad esempio imbarcare il futuro esubero canturino Dominic Waters (a gettone fino al 10 gennaio causa infortunio di Zabian Dowdell) che non si libererà prima di tre settimane e non calza a perfezione alle esigenze biancorosse. Si monitora la situazione di Sassari, che ha messo in discussione Darius Johnson Odom e cercherebbe un play puro (ma per l'ex canturino o per Lacey?), ma anche in questo caso c'è incertezza sui tempi di maturazione della situazione. Nel frattempo si valutano eventuali esuberi da Euro-cup ed Eurolega: la società è pronta ad agire in attesa dell'occasione giusta per investire il tesoretto, serve anche un po' di fortuna per pescare dal mazzo il jolly giusto al momento giusto, come accaduto nel 2011 con Rok Stipcevic e nello scorso mese di febbraio con Chris Wright.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    L'opinione di Giancarlo Pigionatti
     
    A piedi scalzi sulle proprie spine. L’immagine può rendere l’idea di una Pallacanestro Varese che sembra malcapitata tra sofferenze che si susseguono come atti di una commedia drammatica per incapacità dei suoi autori.
    Con chi prendersela? Non sicuramente con i giocatori, seppur attori diretti, ancorchè criticabili per le loro stecche: Cavaliero e compagni, dopo averci messo la solita faccia (sbiancata da insuccessi in serie), non hanno colpe gravi sulla coscienza, se non quella d’esser limitati e mal tratti assieme, costretti da equivoci originali a cercare soluzioni di squadra complicate e critiche pur di fronte ad avversari battibili.
    Schiumano fatica, alcuni danno persino l’anima ma, alla fine dell’opera, restano tutti a mani vuote. La gente di Masnago sembra più disorientata che arrabbiata pur facendosi sentire attraverso il proprio malumore amplificato da urla e fischi.
    Quale domani immaginare a questo punto, tra sconfitte che sembrano attratte da una calamita? L’interrogativo chiama in causa l’alto loco, per dire di Castelli, presidente del consorzio, fautore o artefice - che dir si voglia - dell’investitura di Coldebella (foto Blitz) nel ruolo più decisionale del club, spartito naturalmente con Moretti, già noto per alcune scelte a dir poco assurde nel mercato della scorsa stagione, inevitabilmente a lui riconducibili, come quelle dell’ultima estate.
    Stavolta, in più, stando a serpeggianti sollevazioni di dissenso dagli spalti nella sfida contro Brescia, lo si rimprovera di capirci poco allorquando è in gioco il destino della squadra, visibilmente bisognosa di una mano ferma che la guidi attraverso cambi opportuni e senza riguardi per alcuno invece di tentativi, come se ne fanno, alla ricerca della carta fortunata in un mazzo senza assi né jolly.
    Moretti, anche sabato sera, in un finale prevedibilmente incandescente ha puntato su Maynor, non a suo agio in una lotta feroce con una giovane Leonessa, pronta a sbranare la povera Varese. Ma il play americano è fatto così: se lo conoscevi, come lo si conosceva, cari decisori biancorossi dovevate evitare di prenderlo. Se poi lo si crede un fenomeno al di là del suo rendimento, spesso e scarsamente incidente nell’economia di un risultato, le conseguenze sono lì da constatare. È pur vero che molti tifosi, agli annunci di mercato, gioirono per il ritorno di Eric. Salvo poi, scaricarlo di fronte a prestazioni indifendibili. Nella fase più torrida del match con i bresciani, Maynor è stato richiamato in panchina sul meno 4 per i biancorossi, poi Moretti l’ha sguinzagliato sul parquet sul più 4. Ebbene Varese ha perso con sei punti di margine. Fate un po’ voi i conti di fronte a un profilo o profitto del genere.
    Sicuramente Maynor non va messo in croce, nell’occasione in cattiva compagnia viste le insufficienze dolorose dei compagni, un po’ tutti persi nel marasma di una gara peraltro facilmente, alla loro portata, ma questi sono evidentemente i valori che ci ritroviamo, testimoniati freddamente da tre vittorie in otto gare in campionato e da una su cinque in Champions, per dire di quattro successi in tredici confronti.
    Sono cifre lapidarie su cui meditare per assumersi dirette responsabilità, alludendo a Coldebella e Moretti, i quali non sono riusciti a dotare Varese di un asse play-pivot di valore né di un cannoniere a tempo pieno. Per fortuna c’è il sempre lodevole Pelle, che ancora non gioca a basket: una piccola luce nella notte.

  • simon89
    Esiste un problema Moretti per l'Openjobmetis avvitatasi nella spirale della crisi di gioco che si è riverberata sui risultati alla luce di una fiducia ridotta al lumicino causa improduttività acclarata dell'attacco? Anche dopo la settima sconfitta nelle ultime 8 gare, la società non mette giustamente -in discussione la posizione del coach toscano: il problema da risolvere riguarda la composizione dell'organico e non la gestione degli effettivi, dato che qualsiasi altro tecnico sarebbe incartato - come ora risulta Moretti - negli incastri disfunzionali che paralizzano la squadra quando gioca a difesa schierata.
    Evidente però la necessità da parte della dirigenza di riprendere in mano le redini dell'area tecnica, mettendo paletti ben precisi che mettano il coach dell'Openjobmetis nelle condizioni ottimali per lavorare in palestra. Evitando però che il desiderio di sentirsi al centro del progetto permetta all'allenatore di sostituirsi alla società nel dettare linee guida e strategie. Sin dal suo arrivo a Varese, Moretti ha avuto un ruolo importantissimo in tutti gli snodi nevralgici, partendo dall'indicare in Bruno Arrigoni il suo complemento ideale dietro la scrivania senza aspettare ulteriormente lo sbroglio della matassa Alberarli. E di nuovo è stato determinante nel contribuire a disegnare il nuovo modello di governance poi sposato lo scorso maggio dal consorzio, che al nuovo d.g. Claudio Coldebella ha affidato il mandato di mettere il coach nelle condizioni migliori per poter operare. E in estate Moretti è stato il dominus di tutte le scelte di mercato, partendo da quelle legate alla costruzione del roster. Se la decisione di puntare sulla Champions League è stata fortemente voluta dalla società, il 3+4+5 e la squadra con 12 giocatori sono state il contrapasso chiesto - e ottenuto - dal coach per affrontare il doppio impegno. Così come il coach ha chiesto - e ottenuto - una squadra basata sull'usato sicuro di giocatori già rodati in Italia per evitare la lunga gestazione dei Davies e dei Wayns all'esordio in serie A.
    Però attribuire implicitamente in sala stampa le ragioni della crisi attuale alla partecipazione alla Champions League vuol dire smarcarsi da una scelta a suo tempo condivisa con la società: se Moretti ritiene che la coppa sia un peso e non un'opportunità di crescita per il club, è lecito che quest'ultima si interroghi se il coach toscano sia ancora in linea con progetto iniziale, e tragga le opportune conseguenze. Doveroso a questo punto un confronto tra dirigenza e allenatore per chiarire le rispettive posizioni: era già accaduto lo scorso anno, dopo la sconfitta interna contro Capo d'Orlando, con la promozione sul campo Max Ferraiuolo da team manager a d.s. che aveva piazzato un filtro più efficace tra allenatore e squadra. Senza arrivare agli estremi "Alleno quelli che il club mi manda in palestra" di dodorusconiana memoria, che sia la società a scegliere il correttivo necessario sul mercato, e rimetta Moretti nelle condizioni di svolgere al meglio quel che sa fare meglio. Cioè allenare, lasciando a Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni le responsabilità strategiche.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Caccia aperta ad un playmaker con punti nelle mani per una Openjobmetis che cerca la svolta con un giocatore in grado di mettersi in proprio per sbloccare il suo impasse offensivo. Troppo evidente tra mercoledì e sabato la difficoltàdi Eric Maynor nel dare la sua impronta in regia a un attacco la cui premessa iniziale era legata alla capacità dell'ex Oklahoma City di "accendere" una squadra senza punte designate con le sue capacità di attivatore. Ed invece, contro Rosa Radom e Brescia ha prodotto 62 e 68 punti con una disarmante sterilità frutto di una desolante staticità.
    Per questo, dopo aver sondato senza esito un lungo attaccante come Alex Kirk (l'ex Pistoia è fuori rosa in Cina, ma il suo club lo tiene sotto contratto), l'ipotesi della guardia-ala Drew Crafword, valutato con attenzione dopo la vittoria di Pesaro quando l'ipotesi "interventistica" era quella di inserire un esterno pericoloso in penetrazione, è stata al momento accantonata, concentrando nuovamente l'attenzione sul mercato dei "solutori solitari" nello spot di playmaker. Che al momento offre poco o nulla: l'interessante nazionale messicano Paul Stoll, miglior assistman della VTB League 2015-16 con Saratov, è un giocatore "di squadra" non del tutto adatto alla bisogna.
    Si confida che qualcosa possa uscire in settimana da club che giocano le coppe ECA, ma anche nella migliore delle ipotesi non ci saranno innesti prima delle prossime due gare casalinghe (mercoledì 30 contro Oldenburg e sabato 3 dicembre contro Cantù). E domani in Turchia Varese giocherà con lo stesso roster sul campo dell'Usak Sportif per l'ultimissima chance di playoff in Champions League . Intanto la classifica di serie A è sempre più corta: nonostante la sconfitta Varese è ancora ottava... 

  • simon89
    L'Openjobmetis sprofonda nella spirale di una crisi sempre più nera. Il match del riscatto contro Brescia manda in onda un "remake" dello psicodramma di mercoledì contro il Rosa Radom: Varese si avvita senza costrutto sui limiti del suo attacco senza idee né ritmo, e complice il terribile 0/13 da 3 dei secondi 20' incassa la seconda sconfitta interna consecutiva e la settima nelle ultime 8 gare. Effimero l'ottimo abbrivio iniziale firmato dalle triple di Johnson (24-12 al 10') nell'unica fase in cui la squadra di Moretti riesce a spingere sulT acceleratore: Brescia lima subito il gap con il quintetto dinamico che esalta la duttilità di Burns (37-38 al 18'). E come già accaduto contro i polacchi, quando il ritmo cala Varese "batte in testa", tradita da un Maynor totalmente fuori fase nella scelta dei ritmi con la zona 2-3 proposta a lungo da Diana che "ingessa" di nuovo l'attacco varesino (34% dal campo e 16 perse). E la lunga serie di possessi improduttivi nel quarto periodo (solo 3 punti segnati in 6') favorisce il sorpasso decisivo degli ospiti, con Landry e Moss a timbrare le triple partita (66-71 al 39').
    Così l'Openjobmetis esce tra i fischi di un PalA2A quasi attonito per l'ennesimo finale a fari spenti; e c'è qualche fischio anche per coach Moretti quando Bulleri (diligente nel guidare la squadra nel minibreak dal 53-57 del 28' al 63-59 del 32') rientra solo a 30" dal termine. Che tra le soluzioni immediate necessarie per invertire un trend allarmante finisca in discussione anche la figura centrale del progetto tecnico nonché principale artefice delle scelte di mercato? Evidente che i cambi a raffica con assetti e uomini ruotati senza soluzione di continuità servano per tenere sempre l'intensità di una difesa inappuntabile per almeno 35', ma contribuiscano alla "rottura prolungata" dehllattacco. Ma l'allenatore, più colpevole in fase di assortimento del roster che dell'attuale situazione di "non-gioco" legata alle scelte sbagliate più che alla gestione del personale tecnico, non pare in cima alla lista dei problemi da risolvere.
    Toccherà alla società trovare in fretta il correttivo di mercato necessario per sbloccare l'impasse tecnico e psicologico. Il CdA di venerdì ha dato il via libera all'extrabudget: l'urgenza di un intervento per un Maynor ormai indifendibile è estrema, d'altra parte però il mercato offre pochissime soluzioni adatte alla bisogna (Boatright lo sarebbe stato, ma aveva già firmato giovedì notte col Cedevita Zagabria, che è arrivato a 30mila dollari al mese) a dispetto del discreto "gruzzolo" in mano. Senza rinforzo è allarme rosso, ma se si sbaglia anche il correttivo (sperando che basti un solo cambio...) si rischia di sprofondare...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Anche in questo anticipo giocato di sabato sera, la OJM non riesce a tornare alla vittoria tra le mura amiche, annichilita da una combattiva Leonessa Brescia che vince la seconda gara consecutiva in trasferta senza rubare nulla, anzi dimostrando nonostante le rotazioni ridotte, di avere schemi e idee ben delineate a differenza di Varese che è sembrata una canna sbattuta dal vento. Ma veniamo alle valutazioni personali:
    Anosike 6 : partita sufficiente per il lungo nigeriano che sembra stia ritrovando la condizione dopo l’infortunio alla schiena che lo aveva limitato nelle settimane scorse. Solito buon bottino a rimbalzo e qualche punto anche se mai un fattore determinante. IN CRESCITA
    Maynor 5 : ancora una brutta partita per il play USA che non riesce mai a trovare il bandolo della matassa se non in sporadiche occasioni. Peccato che nei momenti topici i tiri o le scelte risultino sempre deleterie. NEGATIVO
    Avramovic 5 : non riesce a dare un’impronta chiara alla sua partita anche perché ingabbiato perfettamente dalla retroguardia bresciana che lo spinge sempre all’ entrata con la sua mano debole per poi andarsi a schiantare sistematicamente sul muro difensivo. AUTOSCONTRO
    Pelle 6 : percentuale perfetta per le conclusioni da 2 anche perché prese sempre ad altissima percentuale, a quelle altezze arrivano veramente in pochi. Poi si può discutere sulla sua scarsa malizia soprattutto difensivamente ma la sua presenza è ben visibile. TOTEM
    Bulleri 6,5 : migliore in campo dei suoi perché sa sempre fare la cosa giusta al momento giusto. Rognoso in difesa sporca diversi palloni e mette pressione su Moore. In attacco muove bene la palla e trova un gran canestro in penetrazione. Visto lo svolgersi della partita forse il play in campo a 2 minuti dalla fine sarebbe dovuto essere lui e non entrare a partita già persa. ESCLUSO
    Cavaliero 5 : parte bene in attacco trovando subito il canestro in apertura e poi a fine secondo quarto trovando dopo un recupero la bomba del 42 pari alla sirena. Poi per il resto della gara rimane un comprimario che fatica sia a difendere che a far canestro. AFFANNATO
    Campani N.E.
    Kangur 5,5 : l’estone risulta il più utilizzato con ben 31 minuti in campo e stando alle pure statistiche non offre una prova poi così negativa. Questa volta però gli manca quella carica difensiva che spesso fa la differenza per lui e per tutti i suoi compagni anche perchè a tratti sembra non sapere a che santo votarsi. SCORAGGIATO
    Canavesi N.E.
    Ferrero 6 : gioca solo qualche scampolo di partita e dopo aver effettuato il secondo recupero in pochissimo viene richiamato per non rientrare più sul terreno di gioco. PANCHINATO
    Eyenga 5 : anche questa volta la partita dell’ala congolese risulta insufficiente soprattutto per quello che riguarda le scelte prese in attacco, cercando di creare dal palleggio o comunque senza ritmo, caratteristiche che non sono nelle corde del numero 31. Queste scelte forzate, alla lunga hanno un peso specifico molto importante, purtroppo in negativo per Varese. SNATURATO
    Johnson 6 : parte alla grande realizzando nel primo tempo 4 bombe e riuscendo a disimpegnarsi egregiamente in difesa su un avversario tosto come Moss. Nella ripresa non viene messo nelle condizioni di poter rendere al meglio per le sue caratteristiche e lentamente sparisce dalla gara. Non sarà un campione me se messo nelle condizioni giuste può mettere il suo mattoncino. CARPENTIERE

  • simon89
    L'Openjobmetis va in cerca di continuità in campionato per cancellare le delusioni europee. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.30) la truppa di Paolo Moretti ospita la matricola Germani Brescia. Nel primo degli anticipi per agevolare le trasferte europee del martedì - con tanto di ringraziamenti pubblici del coach toscano a Brescia che ha accettato di giocare al sabato sera, dopo il "cortocircuito" del mese scorso con Brindisi e Pistoia - Varese è attesa da un test molto delicato, soprattutto in caso di sconfitta che potrebbe far soffiare venti di crisi in grado di mettere in discussione tutto e tutti. Partita da vincere a tutti i costi per la classifica ed il morale, alla luce della necessità di tenere la rotta per gli obiettivi Final Eight e playoff dopo che il sogno del passaggio del turno in Champions League è stato quasi definitivamente compromesso. In Italia, dove il livello è più basso - soprattutto per quanto riguarda fisicità ed organizzazione - Varese nasconde con più facilità i suoi problemi di messa a punto palesati a ripetizione a livello internazionale (69.3 punti contro i 79.3 del campionato, e i biancorossi sono quarantesimi su 40 partecipanti negli assist totali).
    Per questo la sfida contro la Leonessa, gruppo di veterani con qualità offensive importanti ma un tasso atletico relativo e una propensione difensiva limitata (penultimi in serie A a 84.7 punti subiti), sembra calzare a pennello alle attuali necessità dell'Openjobmetis. Vincere stasera servirebbe a restare agganciati alla metà alta della classifica alla vigilia di altre due sfide non impossibili (domenica trasferta a Capo d'Orlando, poi il derby con Cantù). Ma soprattutto a recuperare autostima e fiducia da parte dell'ambiente, dopo che al termine della gara di mercoledì contro il Rosa Radom la qualità davvero modesta della prestazione - pur a dispetto dell'impegno che è stato inappuntabile - ha suscitato qualche mugugno sulle tribune. «Contro i polacchi abbiamo difeso bene per 40 minuti, ma attaccato bene solo per metà gara: questa volta dovremo restare concentrati per l'intero arco della partita, prestando particolare attenzione alle trappole di una squadra che ha tanti giocatori in grado di rendersi pericolosi»: così Paolo Moretti inquadra il match contro la Germani, rilanciata dal raid di domenica scorsa a Brindisi dopo un avvio di stagione sofferto.
    La matricola guidata da Andrea Diana ha puntato principalmente sull'esperienza, confermando il veterano David Moss (inseguito da Varese prima che la promozione sul campo con Brescia lo inducesse ad accettare il rinnovo del contratto) e affiancandolo con elementi rodati come l'ex azzurro Luca Vitali in regia, la talentuosa ala Landry (secondo marcatore della serie A a 18.6 punti) e l'ultimo arrivato Christian Burns, che ha aggiunto pericolosità interna al gruppo; da tenere d'occhio anche l'esplosiva guardia rookie Lee Moore (17.0 punti col 48% da 3), che garantisce vitalità ed energia sul perimetro. Per Varese resta il il dubbio Campani, anche ieri ai box per i problemi al ginocchio la cui prognosi sarà stabilita la prossima settimana: il giocatore ha dato disponibilità a scendere comunque in campo, sul suo utilizzo si deciderà in extremis dopo la rifinitura di stamattina.
    Giuseppe Sciascia 

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