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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Una mossa ci voleva, ma nel "dramma" sportivo che attanaglia la Pallacanestro Varese nulla è davvero scontato. O giusto, o pienamente salvifico. Arriva Dominique Johnson, giocatore di livello per i parquet d'Europa, guardia che solo l'anno scorso veniva ricoperto di dollari in quel di Banvit, atleta capace - sulla carta e analizzandone il passato agonistico - di garantire una pericolosità offensiva innata e non derivata (leggi sapersi costruire un tiro da solo e non dipendere in tal senso dal gioco di squadra: dovrebbe essere questa la differenza principale con il suo omonimo Melvin).
    Il suo avvento significa soprattutto una cosa: la rinnovata fiducia nel "manovratore" Paolo Moretti. Sul quale, in questo momento, scottati da un inizio di stagione peggiore di quello dello scorso anno (non sembrava possibile, nemmeno in una realtà parallela e tragica, ma purtroppo è così...) e da una figuraccia stereofonica nel derby, viene voglia di tracciare un bilancio parziale, sperando che arrivino - postumi - altri "fatti" in grado di migliorarlo.
    I conti, attualmente, non tornano. Non bastano due mesi e mezzo di gioco (marzo-aprile 2016) piacevole, razionale, non ridondante e non cervellotico a cancellarne sette (ottobre 2015-febbraio 2016 più i primi due di questa stagione) di stenti, quadre lontane, carenze offensive e difensive e caos "fin troppo organizzato" in cui si sono smarriti in tanti. Non basta aver regalato due notti (le Final Four di Chalon) da sogno a una città che respira basket per togliere dalla mente lo spiacevole ricordo di 32 sconfitte in 9 mesi, alcune delle quali da appuntare all'albo d'oro degli incubi (Caserta, Pistoia, Cantù l'altro ieri, Sodertalje, Pesaro...). Non basta attaccare i giornalisti davanti alle domande "scomode", dividendoli tra capaci e incapaci, come un mister pallonaro qualunque, per abortire nella loro penna critiche sacrosante.
    Nonostante questo, coach Moretti ha ancora tutto dalla sua: ha il tempo, ha l'appoggio della società e avrà un giocatore che andrà a migliorare - a costo di enormi sacrifici economici che la Pallacanestro Varese fa fatica a permettersi a cuor leggero - la rosa che lui stesso ha costruito l'estate scorsa. Ha "figli" in campo che lo seguono, che non gli giocano contro (menomale eh), che provano a sacrificarsi per le sue idee. Gli manca solo vincere, la cosa più importante, una mancanza che pare piuttosto grave. O no? 
    Fabio Gandini

  • simon89
    L'Openjobmetis mantiene la rotta già tracciata prima del tonfo casalingo nel derby contro Cantù. Completata l'operazione Dominique Johnson, già in itinere dallo scorso weekend, nel momento in cui l'Alba Berlino ha trovato il sostituto della guardia statunitense scelta da Varese per sostituire il suo omonimo Melvin Johnson. Ma al momento non sono previste altre operazioni, e nessuna valutazione è in corso sulla posizione di Paolo Moretti: nonostante il ruolino di marcia a dir poco "zoppicante" degli ultimi 40 giorni (10 sconfitte in 12 partite, 5 su 6 in casa) il coach toscano non è in discussione. Ed anzi è stata proprio la sua decisione di dare fiducia ad Eric Maynor (che nelle ultime tre gare è parso tonificato dalle maggiori certezze garantite sulla sua posizione) e cercare un rinforzo sul perimetro a dettare l'agenda alla società sulla strategia di mercato da seguire. Dunque il tesoretto deliberato dal CdA per potenziare il roster è stato investito interamente su Johnson; ma basterà l'aggiunta di una punta di sicuro valore per far ripartire la peggiore Openjobmetis del post-LegAdue (3-7 ad un terzo di regular season è il secondo peggior record degli ultimi 15 anni dopo il 2-8 della Cimberio di Mrsic poi retrocessa nel 2007-08)?
    Il 29enne fuciliere statunitense potrà certamente sopperire ai problemi offensivi -Varese è dodicesima nei punti segnati a 77,3 e tredicesima nelle percentuali dall'arco al 32,3% - soprattutto per quanto riguarda il gioco a metà campo, essendo un finalizzatore provetto in grado di costruirsi un tiro da sé. Ossia quel che mancava per non dipendere troppo dalle invenzioni di Maynor (troppo spesso in riserva di energie nel quarto periodo) o dalle accelerazioni di Eyenga (troppo spesso in affanno quando non può sfruttare la sua potenza atletica). Ma i problemi in difesa, fatali ben più dell'asfissia del quarto periodo nel derby contro Cantù? Ancora una volta, contro un esterno pericoloso in penetrazione e un lungo agile, la retroguardia biancorossa ha fatto acqua, dimostrando che la coppia Maynor-Anosike è strutturalmente incompatibile nella protezione del "pitturato". E i cambi sui giochi a due, che danno cattiva copertura sul perimetro e su eventuali secondi tiri, rendono ancora più evidenti gli affanni di Kangur, quintessenza del giocatore di squadra il cui rendimento decisamente negativo è la cartina di tornasole di una squadra che non vince per cattive alchimie tecniche di chi l'ha assemblata e non per cattiva volontà di chi va in campo.
    Gli errori estivi sono evidenti da due mesi, ma solo ora - dopo una catena di sconfitte preoccupante che ha ingenerato una spirale di negatività assai complicata da invertire -si è riusciti a intervenire con un innesto di innegabile qualità, che non risolve però l'equivoco più evidente sull'asse portante play-pivot. La sconfitta con Cantù ha azzerato il credito dell'ambiente nei confronti della squadra: nelle prossime gare casalinghe con Reggio Emilia e Klaipeda servirà una netta inversione di tendenza, altrimenti rischia davvero di crollare tutto addosso a chi ha costruito questa impalcatura di squadra pericolante...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis non sa più vincere al PalA2A. Il derby della svolta finisce nelle mani di Cantù, che interrompe una serie di 5 sconfitte in fila e trascina la formazione di Paolo Moretti in piena bagarre salvezza (stasera i biancorossi avranno una sola squadra alle spalle vista la sfida sul fondo tra Cremona e Pesaro). Terzo stop casalingo consecutivo per una Varese che regala inspiegabilmente 20’ abbondanti ad una Red October tonificata dal cambio di allenatore. Un mix disastroso di ritardi difensivi sui cambi costanti puniti dal pick&roll insistito sull’asse Waters (determinante unendo 11 assist ai 25 punti)-Johnson, ed attacco incapace di trovare alternative al solo Maynor, protagonista di un notevole “one- man-show” supportato solo a tratti da Avramovic nella serata più nera di un inguardabile Eyenga. Così Varese concede di tutto e di più ai brianzoli, che macinano contropiede e triple in serie per tutto il primo tempo (38-58 con un clamoroso 59% al tiro), sprofondando fino al meno 25 del 22’ prima di una reazione guidata da Maynor (già a quota 28 all’ultimo intervallo) e supportata da Avramovic e Bulleri. L’Openjobmetis cancella il gap con un terzo quarto furente (parziale di 31-8 per il 69-71 del 30’), ma nell’ultimo quarto - complice il calo di Eric - emergono i soliti balbettii a difesa schierata (5/19 dal campo nei 10’ finali e 42% complessivo contro il 50% di Cantù), e l’asse Waters-Johnson piazza l’affondo decisivo (76-83 al 37’).
    Una gara dai due volti nella quale la truppa di Moretti ha pagato un atteggiamento mentale totalmente inadeguato alla luce dell’importanza della posta in palio. E questo al di là dei problemi tecnici conclamati e ripetuti, vedi l’asfissia progressiva dell’attacco a metà campo - già fatale nelle precedenti 4 sconfitte casalinghe prima dell’acuto anti-Oldenburg - e l’irresolubilità del problema difensivo di limitare i penetratori avversari con l’asse Maynor-Anosike che non può funzionare e Cavaliero troppo spesso “messo alla gogna” nel chiedergli sforzi superiori alle sue forze. Una battuta d’arresto indigesta per le ricadute sulla classifica, ma soprattutto sul morale dell’ambiente. Una contestazione dai toni non arroventati all’uscita dal campo - ma alla fine gli Arditi “piantonano” l’uscita degli spogliatoi e i giocatori se ne vanno tra gli insulti - che rappresenta però lo specchio di una situazione davvero critica e preoccupante. Se dopo aver perso in casa contro la pericolante Brescia, Varese si arrende anche contro una Red October ridotta all’osso in termini di rotazioni (sette uomini compreso l’acciaccato Callahan, in arrivo il lungo nigeriano Ofoegbu dal Balikesir), la classifica inizia a far paura alla vigilia del trittico Reggio Emilia-Trento-Venezia di fine 2016. Basterà il cambio annunciato sul perimetro con Melvin Johnson ormai ai saluti e Dominque Johnson sull’uscio (previo accordo definitivo con l’Alba Berlino, che intanto ha ingaggiato Carl English e sta trattano la transazione col tiratore del 1987?). Oppure la società, dopo una sconfitta dolorosissima proprio perché inattesa nella forma e nella sostanza, è pronta a valutare decisioni forti, mettendo in discussione anche la guida tecnica di Paolo Moretti? Martedì si torna in campo a Villeurbanne ma oggi sarà una giornata caldissima su tutti i fronti: serve una presa di posizione forte: o rafforzando un coach che i tifosi (Curva Nord a parte) mettono in discussione, oppure far partire la svolta dalla panchina attraverso il “pronto soccorso” di Attilio Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    È il derby della svolta per una Openjobmetis chiamata a sfatare anche nel campionato di serie A il tabù del PalA2A. Stasera a Masnago (palla a due alle ore 20.30; diretta tv su Milanow) la compagine di Paolo Moretti ospiterà la storica rivale Cantù nell'edizione numero 136 della sfida più sentita tra le regine della provincia lombarda. Sarà una versione ridotta sia dentro che fuori del campo, tra la precaria situazione di classifica di entrambe le protagoniste e il divieto di trasferta per i tifosi ospiti - con i biglietti venduti solamente ai residenti in provincia di Varese - a rendere meno stimolante il colpo d'occhio in tribuna. D'altro canto, la posta in palio ha un valore molto più elevato dei semplici due punti: per Cavaliero e compagni è un crocevia fondamentale che, a seconda dell'esito del match, darà una direzione totalmente diversa alla stagione.
    Il valore particolare del derby, alla luce della storica rivalità con i "cugini" brianzoli, rende oltremodo significativo il risultato di una sfida che arriva in un momento clou per entrambe. L'Openjobmetis ha assoluto bisogno di punti per "dar da mangiare" ad una classifica asfittica, ma soprattutto ha necessità di confermare gli spunti positivi intravisti mercoledì contro l'Oldenburg. Battere la Red October sarebbe il modo migliore per spazzare il cielo dalle nubi del novembre nero e fare il pieno di fiducia per inaugurare un mese ricchissimo di insidie (Reggio Emilia, Klaipeda e Venezia in casa; Villeurbanne, Trento e Salonicco in trasferta). Al contrario, un'eventuale sconfitta farebbe deflagrare una crisi in grado di mettere in discussione tutto e tutti, allenatore compreso. Alla luce dei riscontri opposti delle ultime gare, però, Varese sembra partire con i favori del pronostico: la vittoria contro i tedeschi in Champions League ha rigenerato l'ambiente biancorosso e il rientro di Melvin Johnson aumenterà le risorse a disposizione di coach Moretti. Al contrario, Cantù ha vissuto una settimana difficilissima, con la separazione - più o meno consensuale - da Rimas Kurtinaitis e la promozione di Kirill Bolshakov (allenatore a livello giovanile del patron Dmitry Gerasimenko e uomo di fiducia del magnate ucraino) per provare a dare una scossa dopo cinque sconfitte consecutive che l'hanno fatta scivolare all'ultimo posto, ben lontana dalle ambizioni playoff della nuova proprietà.
    La Red October si presenterà al Pa-1A2A con un ruolino di marcia tutt'altro che invidiabile: non ha mai vinto in trasferta e vanta la seconda peggior difesa del campionato (84.4 punti di media). Inoltre il roster è decisamente corto: sotto canestro c'è un elemento di assoluta qualità come Jajuan Johnson (tre anni fa a Pistoia con coach Moretti), ma dopo la partenza del pivot titolare Lawal al suo fianco ci sarà il solo Craig Callahan (biancorosso nel 2014/15). Anche se il nuovo coach Bolshakov potrà schierare come "4 tattico" il veterano Darden, inseguito a lungo da Varese in estate prima di puntare sul cavallo di ritorno Eyenga. Ma il duello chiave sarà quello di centrocampo, dove la coppia Waters-Pilepic non dà grandi garanzie ai brianzoli, e Moretti attende ulteriori conferme da Eric Maynor, che senza più l'ombra del taglio pare aver ritrovato la fiducia necessaria per guidare con sufficiente affidabilità l'attacco biancorosso. Però il derby della svolta si vince soprattutto sul piano dell'atteggiamento: servirà ripetere la prova difensiva di mercoledì per evitare la reazione di una Red October ferita e tenere il piede affondato sull'acceleratore per regalare al PalA2A la vittoria più attesa dopo oltre 40 giorni di digiuno in campionato.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis ritrova il sorriso in Europa. Dopo 5 stop consecutivi, la formazione di Paolo Moretti chiude col botto il girone d'andata della Champions League infliggendo il primo stop esterno all'Oldenburg. Varese sblocca il tabù PalA2A dopo 4 sconfitte casalinghe e 38 giorni di digiuno, e fa il pieno di fiducia in vista del derby contro Cantù che dovrà segnare la riscossa anche in campionato.
    Vittoria figlia di una coralità diffusa non solo in termini di bottini personali, ma anche e soprattutto di sforzi difensivi collettivi per reggere l'urto di un'avversaria "stazzata" che nel primo tempo aveva banchettato sotto il tabellone biancorosso (10-22 a rimbalzo dopo 20' ma 26-17 nella ripresa). E i 19 punti concessi negli ultimi 15' all'EWE Baskets nascondono gli sbalzi di tensione di un attacco ancora a corrente alternata (quei 3-punti-3 in 6' dal 65-59 al 68-68...).
    Stavolta però l'asse play-pivot funziona nelle giocate chiave, con Maynor che innesca Pelle per il canestro-partita del 70-68 poi "integrato" dai liberi di Avramovic e Cavaliero (clamoroso 90% in lunetta dopo i disastri casalinghi contro Salonicco, Radom e Brescia). E il caraibico che cancella a meno 26" il pareggio di Qvale (tenuto a 1/7 nei 10' finali dopo 30' da protagonista assoluto). Le rotazioni più "asciutte" senza gli infortunati Campani e Johnson aiutano a dare gerarchie più stabili ad una Varese più frizzante in campo aperto con gli scorridori Eyenga ed Avramovic e un Cavaliero ritrovato al tiro. Il 13-0 che gira l'inerzia nel terzo quarto (dal 46-52 del 25' al 59-52 del 29') è frutto di una manovra finalmente "andante con brio", e di migliori soluzioni nel costruire soluzioni interne. Poi ci sono ancora squilibri offensivi evidenti, come i 4 punti in 9' segnati dopo il tambureggiante avvio griffato Maynor (16-11 al 6' ma 20-25 al 15'). Ma i segnali positivi sul piano del gioco e dello spirito di sacrificio fanno ben sperare circa la possibilità di superare l'impasse tecnico e mentale delle ultime 5 settimane.
    Insomma la vittoria che serviva per spazzare le nubi dal cielo biancorosso, in attesa che oltre a pazienza e lavoro arrivino soluzioni anche dal mercato. La pista Dominique Johnson sembrerebbe l'unica ancora praticabile dato che l'Alba Berlino sta dando la caccia in tutta Europa ad una guardia (potrebbe essere Darius Johnson Odom in uscita da Sassari, dove è saltata la pista Jordan Taylor ed è in arrivo il 35enne David Bell dai Phoenix Hagen?) per rimpiazzare l'atleta del 1987 a dispetto dei 18 punti in 24' (in assenza del play titolare Siva) nel match di Eurocup a Mosca. Ma nel frattempo, la luce in fondo al tunnel della crisi ha saputo guadagnarsela - con merito e sudore - la stessa squadra che fino alla scorsa settimana sembrava essersi avvitata in una spirale di assoluta negatività...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Finalmente la OJM riesce a trovare i 2 punti in Champions dopo un trend negativo che l’avevano portata sul fondo della classifica della competizione europea. Segnali positivi soprattutto da Maynor e dalla percentuale ai liberi che supera di poco il 90%.Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Anosike 6 :  partita in cui non eccelle in nessuna statistica particolare se non per il plus minos che segna un sorprendente +17. In realtà atteggiamento e linguaggio del corpo sono assolutamente confortanti e seppur soffrendo il mastodontico Qvale ne apprezziamo la prestazione. SOLIDO
    Maynor 7 : andando a valutare da inizio campionato ad oggi forse la prestazione più convincente nell’arco di unapartita completa. Primo quarto nel quale si mette in proprio ed è praticamente perfetto poi viene dimenticato in panchina per tutto il secondo quarto facendo temere un infortunio. Poi ritorna in campo e si mette al servizio dei compagni e li traghetta alla tanto sospirata vittoria. CARONTE
    Avramovic 6,5 : il serbo sparacchia da lontano (deve lavorare tanto su questo fondamentale) ma è letale dalla linea della carità e sempre pericoloso in entrata. Decisivo per lo strappo che poi spiana la vittoria a Varese ma estremamente incauto nel convulso finale causando un fallo (per questo mezzo voto in meno) che regala a pochi secondi dalla fine 3 liberi ai tedeschi e che tengono viva una partita che doveva essere chiusa con meno patemi d’animo. BRIVIDO
    Bulleri 5,5 : come sempre partita solida con pochi fronzoli dove segna una tripla in un momento di empasse dei suoi anche se questa volta non eccelle nel suo pezzo forte perdendo 2 palloni in modo banale. SCOLASTICO
    Pelle 6,5 : tre quarti di partita dove si vede poco e dove non pare al meglio della concentrazione poi nell’ultimo quarto decide che vuol fare la differenza e prima inchioda tre schiacciate delle sue e a 40 secondi dalla fine ferma con una stoppata fondamentale l’assalto decisivo dei teutonici. PREPOTENTE
    De Vita N.E.
    Cavaliero 6,5 : il capitano torna finalmente a giocare una partita al livello che gli compete anche se le percentuali (in particolare sul tiro da 2) sono ancora negative. Freddo nel segnare i 2 liberi che danno la vittoria ai suoi. GLACIALE
    Kangur 6 : partita che dimostra ancora una volta che l’estone fatica a trovare la via del canestro anche perché non si prende molte conclusioni (2 in tutta la partita) e realizzando però un 6 su 6 dalla lunetta; lascia il segno tornando a dirigere il reparto arretrato e schierandosi anche come 5 tattico non sfigurando affatto. WALL
    Canavesi N.E.
    Ferrero 6 : minutaggio che lo premia per la sua costante abnegazione in ogni cosa che fa soprattutto lottando in difesa anche se poi è troppo impreciso nelle conclusioni offensive. SCALIBRATO
    Eyenga 7 : anche in questa partita, a conti fatti, risulterà come il terminale offensivo principe di Varese e se questa volta non demerita anzi gioca con più oculatezza rispetto al solito, rimane sempre l’impressione che per avere il meglio dei suoi servigi, servirebbe qualcuno in grado di aprire gli spazi alle sue penetrazioni al ferro. Peccato non sia riuscito a convertire un assist magnifico di Maynor mandando il lay up a stamparsi sul secondo ferro. CONTROLLATO
    Johnson N.E.

  • simon89
    L'Openjobmetis prova a sfatare il tabù PalA2A contro il solido Oldenburg. Stasera a Masnago (palla a due alle 20.30; diretta tv su RaiSport 1) la formazione di Paolo Moretti ospiterà i tedeschi dell'EWE Baskets nell'ultimo turno di andata della Champions League. Partita impegnativa per una Varese in grande affanno nelle ultime cinque settimane, nelle quali ha vinto solo una volta su dieci impegni tra Italia ed Europa, e non esulta più davanti al pubblico amico dal "miracolo" in rimonta del 23 ottobre contro Brindisi (da allora quattro stop casalinghi consecutivi). L'ultimo posto solitario nel girone C lascia pochissime chances di rimonta playoff a Cavaliero e compagni; non per questo però l'ambiente biancorosso vuole mettere in secondo piano la ribalta internazionale. Soprattutto in questo momento critico, nel quale una vittoria potrebbe comunque rigenerare fiducia e autostima di un ambiente in piena depressione, aiutando a preparare in un clima meno plumbeo il delicatissimo derby contro Cantù.
    Ma il livello decisamente competitivo della Champions League rende improbo il compito per una Varese ammaccata nel fisico oltre che nel morale. Oltre alla perdurante assenza di Luca Campani, coach Moretti dovrà fare i conti con qualche acciacco di lieve entità per Kangur e Anosike (per questo centellinato domenica a Capo d'Orlando). E sembra difficile anche il recupero di Melvin Johnson, che ieri ha provato a svolgere la prima parte della rifinitura pomeridiana, ma è parso ancora piuttosto sofferente al ginocchio sinistro e con ogni probabilità verrà preservato in vista del derby di sabato contro Cantù. Anche perché pare improbabile che il mercato porti rinforzi in tempo utile per il match contro la Red October: Dominique Johnson sarà a referto oggi sul campo del Khimki Mosca con l'Alba Berlino, in giornata si deciderà - valutando tempistiche ed eventuali alternative - se andare sino in fondo con un'operazione comunque parecchio onerosa (e dopo 9 giocatori e 2 allenatori cambiati in corsa dal 2013 a 2016 il bilancio è già fisiologicamente appesantito dai costi delle riparazioni d'emergenza...).
    Nel frattempo, però, Varese dovrà affidarsi agli effettivi di domenica per provare a superare lo scoglio Oldenburg, formazione di grande esperienza e taglia fisica che è attualmente imbattuta nelle tre trasferte di Champions League. La compagine guidata dal bosniaco Drjenic non pratica un basket frizzante (70.5 punti di media) ma è molto solida sull'asse perimetrale Kramer-Paulding ed ha il pezzo forte nel massiccio e potente centro Qvale, molto incisivo in coppia con un'ala forte frontale come il belga De Zeeuw (visto due anni fa a Roma). «Affronteremo un team di livello molto alto, con una batteria di lunghi estremamente competitiva sia fronte che spalle a canestro - spiega il coach biancorosso Paolo Moretti -. Proveremo a metterli in difficoltà con il ritmo e la tattica, vogliamo mettere in campo tutto quel che abbiamo dentro per alimentare le nostre chances in Champions League».
    Dunque, il tecnico toscano batte di nuovo sul tasto mentale per nascondere i problemi di condizione fisica e del morale della sua truppa. Le prevendite molto fiacche - nonostante le promozioni per scuole e tifosi - inducono a pensare ad un ambiente piuttosto freddo: dovrà provare a scaldarlo rOpenjobmetis con una prova d'orgoglio in grado di dare un segnale forte d'inversione di tendenza.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Società sul mercato, squadra in palestra. Tutte le componenti dell' Openjobmetis sono al lavoro per uscire dalla crisi di risultati che ha progressivamente fatto scivolare la formazione biancorossa al penultimo posto in Italia ed all'ultimo del suo girone di Champions League. Per risolvere i problemi tecnici riscontrati dall'attacco di Varese nelle ultime settimane c'è un solo e unico modo: «Serve uno che la butti dentro con continuità», per usare le parole dirette del presidente di "Varese nel Cuore", Alberto Castelli. Identikit perfettamente calzante a quello di Dominique Johnson, ma la trattativa a tre con l'Alba Berlino non è facile né immediata. Ed anche se i tedeschi sarebbero già in cerca di un'ala piccola al suo posto, l'atleta del 1987 è tornato tra i sei stranieri a referto dopo il taglio di Paul Carter (però solo 5' nel match di domenica a Giessen). In soldoni: il tiratore statunitense è ai margini ma non ancora fuori dai giochi in Germania, e - a meno di colpi di scena dell' ultima ora - andrà domani a Mosca con i compagni per il match di Eurocup sul campo del Khimki. Anche qualora si dovesse trovare la quadra in extremis, la burocrazia (leggi procedura per il visto) rende assai improbabile che egli possa arrivare in tempo per giocare il derby di sabato contro Cantù.
    Nel frattempo la squadra di Paolo Moretti lavora in palestra per preparare i prossimi due delicati impegni casalinghi contro Oldenburg e Cantù. Nei quali sarà indispensabile tramutare concretamente i piccoli passi avanti sul piano del gioco visti a sprazzi a Capo d'Orlando (miglior intesa per l'asse Maynor-Anosike ed Eyenga incisivo in campo aperto) per invertire il trend fortemente negativo dei risultati (9 sconfitte nelle ultime 10 giornate) che rischia di far deflagrare la crisi di ulteriori stop casalinghi: l'ultimo hurrà al PalA2A è datato 23 ottobre. In particolare, il derby di sabato potrebbe diventare cruciale anche per la posizione del coach. Oggi la "vulgata" dei tifosi critica il tecnico aretino per i cambi a raffica e la mancanza di continuità nei minutaggi e negli assetti, ma si tratta di tentativi di risolvere l'impasse tecnico cercando di miscelare diversamente le forze disponibili: scelte alternative rispetto alle gerarchie iniziali che però soltanto a Pesaro hanno pagato i dividendi auspicati. Resta il fatto che cambiando solo l'ordine di introduzione degli ingredienti, la pietanza si è rivelata comunque indigesta, rendendo palese la necessità di modificare la ricetta attraverso un correttivo. Altrettanto evidente che se la squadra colleziona sconfitte seriali per ragioni figlie di errori evidenti in sede di costruzione del roster, gli squilibri attuali resterebbero tali anche con una conduzione tecnica diversa da quella di Moretti. Ma è chiaro che una eventuale e non certo auspicabile sconfitta contro Cantù - vista la delicata posizione in classifica di entrambe e il valore assoluto del derby nell'immaginario collettivo dei tifosi - costringerebbe la società a mettere tutto e tutti in discussione. Allenatore compreso.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis non inverte la rotta a Capo d'Orlando. La compagine di Paolo Moretti incassa la nona sconfitta nelle ultime 10 gare sul campo della rivelazione Betaland: la reazione si vede sul piano del carattere e dell'atteggiamento, ma non su quello del gioco, con l'ormai consueta asfitticità offensiva che inchioda Varese al penultimo posto di una classifica cortissima. I prealpini pagano il gelido 6/24 dall'arco in una partita nella quale hanno provato a costruire gioco con lucidità, ma troppo spesso hanno sparato sul ferro il frutto di esecuzioni diligenti.
    Crisi di gioco o di fiducia per una squadra che rispetto ad altri naufragi esterni senza reazione ha quantomeno provato a lottare fino in fondo, senza però trovare la chiave di sblocco del suo attacco? Visto l'impasse balistico generale avrebbe fatto comodo Melvin Johnson, costretto a dare forfait in extremis a causa di un infortunio manifestatosi nella mattinata di ieri e che lo ha aggiunto alla lista infortunati a fianco di Campani. Nella serata in cui i biancorossi hanno "spremuto" 9 miseri punti con 2/15 totale dalla coppia Avramovic-Cavaliero, il rookie statunitense - pur se in discussione -poteva dare alla manovra la pericolosità perimetrale totalmente mancata all'appello.
    Evidente che il problema principale resta la mancanza di una "prima punta" che garantisca punti e personalità a metà campo: non bastano i segnali positivi trasmessi da un Maynor più efficace con meno palleggi (4/8 al tiro e 6 assist) per accendere la luce in un attacco more solito povero di alternative alle soluzioni in post basso o in penetrazione di Eyenga. Che però è stabilmente sfidato al tiro da fuori da ogni difesa d'Italia e d'Europa (0/4 a fronte del 7/9 da 2 e 5/6 ai liberi), e in una squadra dove i contropiedi si contano sulle dita di una mano non ha atout tecniche sufficienti per essere il "primo violino". La necessità di un correttivo per risolvere il primo e più evidente problema tecnico è acclarata ormai da qualche settimana, ma il mercato continua a "ristagnare" non per cattiva volontà del club - e nella settimana entrante coach Moretti dovrà continuare a fare il fuoco con la legna che ha.
    Restano gli spunti positivi sul piano della capacità di reazione di fronte ai soliti blackout legati a banali errori offensivi costati contropiedi sanguinosi al cospetto di una Betaland che ha avuto protagonisti a sorpresa come Iannuzzi ed Archie nella serata in cui i cambi difensivi hanno tolto la luce del canestro al temuto Fitipaldo e i padroni di casa hanno perso dopo 6' il pivot titolare Delas per un problema muscolare. Ma alla lunga è stato quasi un vantaggio: Varese non ha più servito Anosike dopo una partenza esaltante, al contrario Capo d'Orlando ha fatto la partita con un ottimo Iannuzzi (artefice del 36-27 del 15 ') e l'atipico Archie (15 punti nella ripresa) da "finto pivot" per il 59-47 del 28'. Mentre gli ospiti non hanno mai capitalizzato il vantaggio fisico, subendo al contrario a rimbalzo (32-41). Ed anzi la rimonta finale è arrivata quando Moretti ha giocato la carta dei 4 o 5 piccoli, ricucendo sul 62-56 del 36': ma quando il ferro ha respinto o addirittura sputato le triple della speranza (due volte errore per il possibile meno 3), Capo d'Orlando ha chiuso i conti con Tepic. Oggi si torna in palestra per preparare gli assalti ad Oldenburg e Cantù: serve dare corpo alla reazione d'orgoglio del PalaFantozzi, spezzando il cerchio della negatività in attesa di buone notizie dal mercato. Ma senza una vittoria scaccia-crisi, spezzare il circolo vizioso della negatività è davvero impresa improba...
    Giuseppe Sciascia

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