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VareseFansBasketNews

  • simon89
    «Paolo Moretti appeso a un filo? Ma non scherziamo...». Nella lunga giornata del ritorno da Ventspils, Claudio Coldebella impiega 10 secondi per smentire categoricamente l'ipotesi di una panchina traballante per il coach dell'Openjobmetis: «L'allenatore non è assolutamente in discussione, stiamo ragionando insieme sul modo migliore per uscire dal momento di difficoltà». Dunque è chiaro che sarà il tecnico toscano a dettare la linea - come già accaduto in estate - relativamente agli interventi da effettuare per sbloccare l'attuale impasse tecnico. Ecco dunque le quattro ipotesi tra le quali società e staff tecnico valuteranno la svolta, escludendo al momento più di un correttivo per motivi meramente economici:
    VIA MAYNOR - La prestazione totalmente negativa di mercoledì ha messo il play in cima alla lista dei giocatori sotto osservazione. Doveva essere il cardine di una squadra costruita per esaltare le sue doti di attivatore, ma in realtà è parso molto lontano dal crack di due anni fa. Il problema è la sua condizione dopo il secondo infortunio al ginocchio, ma anche l'assortimento diverso e un ruolo meno centrale rispetto all'era Caja: Johnson non è Rautins, Anosike ha caratteristiche antitetiche a Jefferson, e il sistema-Moretti non gli concede tutte le libertà - e la fiducia incondizionata - sulla base delle quali Artiglio gli aveva disegnato attorno l'assetto. Si era detto che una squadra senza punte poteva funzionare con il Maynor di due anni fa: mancando il presupposto di base, per accendere l'attacco servirebbe un playmaker che sappia mettersi in proprio nel fare punti e creare spazi per i compagni. Genere non facilissimo da pescare sul mercato reinvestendo i 10mila e rotti dollari mensili dell'ingaggio di Eric.
    SACRIFICIO O.D. - Se si optasse per provare a recuperare Maynor, la scelta consequenziale sarebbe quella di sacrificare O.D. Anosike, che non protegge in difesa e non esalta in attacco il suo playmaker. Il problema è anche di natura fisica: se dovesse dare nuovamente forfait a Pesaro, si metterebbe in discussione la sua tenuta a lungo termine, imprescindibile per una squadra che gioca su due fronti. Ed eventualmente si aprirebbero le valutazioni sull'alternativa: un rimbalzista-difensore-stoppatore-atleta più affidabile del discontinuo Pelle, o un ala forte atletica e frontale spostando Campani e Kangur nella rotazione dei centri?
    TAGLIO JOHNSON - Uscito dal quintetto base in seguito alla crisi di fiducia e rendimento al tiro, il taglio di Melvin per una combo-guard creativa dal palleggio potrebbe supportare Maynor in fase offensiva e proteggerlo in fase difensiva. Ma l'intervento rischierebbe di rivelarsi un palliativo.
    IL COACH - Ad oggi la sua posizione non è oggetto di valutazione da parte della società. Ma se nelle prossime tre partite - specialmente le due in casa della prossima settimana - dovessero emergere ulteriori tracolli stile Klaipeda, Pistoia e Ventspils, allora anche la panchina attualmente salda potrebbe essere messa in discussione.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti a rischio esonero dopo la sconfitta di Ventspils? Rumor incontrollato rimbalzato dopo il quinto stop consecutivo in due settimane da parte dell'Openjobmetis, ma respinto con forza dai vertici della società biancorossa che hanno ribadito una piena ed assoluta fiducia nei confronti dell'attuale allenatore. Né d'altra parte ci si poteva aspettare un atteggiamento differente, alla luce del ruolo centrale occupato da Moretti nel progetto tecnico. L'allenatore toscano è stata la stella polare del difficile 2015-16 nel momento in cui dirigenza e squadra erano nell'occhio del ciclone, ed ha avuto un ruolo determinante in tutte le scelte estive di costruzione del roster. Dunque sembra assolutamente impensabile che una crisi di risultati - pur allarmante come quella generato una pericolosa attuale - sia sufficiente a cancellare nel giro di qualche settimana la considerazione di cui Moretti gode trasversalmente tra dirigenza e proprietà del club.
    Certo però che i riscontri del campo di mercoledì hanno fotografato per la prima volta una situazione nella quale la squadra è sembrata rispettare il piano-partita senza mettere in campo il "fuoco" agonistico richiesto dal suo coach. A differenza di Klaipeda, dove non c'erano semplicemente energie sufficienti per reagire di fronte all'aggressività dei lituani, Varese ha provato a giocare la gara di mercoledì, esprimendo però un volume di gioco largamente insufficiente sui due lati del campo a causa e subendo in ogni aspetto della sua identità tecnica. Categoricamente escluse le ipotesi di presunte "mele marce" nel gruppo, oppure che ci sia qualcuno che "giochi contro" l'allenatore. Però alla luce dell'atteggiamento "impiegatizio" che Varese ha espresso mercoledì, è possibile che le sconfitte in serie abbiano generato una pericolosa spirale di negatività in grado di mettere nella testa dei giocatori il tarlo del dubbio su quanto gli viene chiesto da Moretti? Quel che traspare invece dalle critiche pubbliche dell'allenatore nei confronti dei giocatori - dopo il match contro Salonicco parlando di rendimento sotto le aspettative dei titolari, dopo Ventspils sull'assenza di qualcosa che non si allena, leggi carattere - testimoniano invece come sia sorto qualche dubbio da parte del coach nei confronti della squadra allestita in estate. Di sicuro l'incedere delle partite con il doppio impegno lascia poco margine di riflessione, ma allo stesso tempo offre contìnui spunti di valutazione a chi è chiamato a stabilire l'ordine di priorità degli interventi necessari.
    Per questo il match di domenica a Pesaro sarà un crocevia alquanto delicato, per capire se Varese guarirà dal mal di trasferta con le sue forze attuali, oppure quelli di Ventspils è stato il segnale di un cortocircuito che dal comparto puramente tecnico rischia di allargarsi alla sintonia tra coach e squadra. Al momento non ci sono interventi all'orizzonte, ne sul roster né sulla guida tecnica, riservandosi di tirare le somme dopo le prossime tre partite di cui due casalinghe (mercoledì prossimo contro il Rosa Radom e sabato 19 contro Brescia). Nessuno è in discussione, però tutti sono osservazione: perché non esistono squadre, né tantomeno allenatori, più forti delle sconfitte in serie. E sotto questo profilo l'allarme rosso è scattato già dopo la sconfitta di Avellino, con il main sponsor Rosario Rasizza che avrebbe espresso tutta la sua delusione per i risultati negativi dell'ultimo periodo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa». Il tasto "rec" del cellulare si può schiacciare per la seconda e ultima volta: registrazione finita, non serve altro. Paolo Moretti, dopo aver parlato ufficialmente davanti ai microfoni Fiba in sala stampa, ci concede qualche battuta nel corridoio attiguo alla press room della Olympic Center Arena, ormai vuota come sarebbero vuote eventuali altre parole. «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa».Definizione di corollario: proposizione che consegue, per consequenzialità logica, a un'altra proposizione già dimostrata. Eccone alcuni esempi. Dopo il match contro il Paok il coach nato ad Arezzo disse: «Stanno mancando i "teorici" titolari, quelli che dovrebbero trainare la squadra». Capitan Cavaliero, pochi giorni dopo, in un'intervista al nostro giornale si espresse così: «Io non so se abbiamo capito che non ci possiamo permettere di perdere due partite di fila di 30 punti. È questione di orgoglio».
    Crisi mentale «Certe cose non sono allenabili, certe cose te le devi portare da casa». "Certe cose" non sono altro che il carattere, la capacità di non mollare alla prima difficoltà, di non piegarsi al volere degli avversari senza opporre resistenza. "Certe cose" sono la malizia, la cui mancanza ce la si può aspettare da un Avramovic o un Johnson, ai primi passi della carriera, non da un Maynor o da un Campani. "Certe cose" sono il non vagare per il campo con il volto perso quando il tabellone "dice" che sei sotto di 15 punti, sono il non nascondersi dietro la mediocrità dei compagni pensando che così la propria possa non essere sottolineata a dovere. "Certe cose" sono queste cose. E il bagaglio della Openjobmetis è per l'ennesima volta rimasto vuoto alla partenza dalla Città Giardino. In Lettonia finisce 91-66, un'altra resa, solo parzialmente spiegata dal climax di cui sopra, che come al solito privilegia gli aspetti mentali di una crisi biancorossa arrivata alla quinta prova. Scelta? No, necessità, evidenza. Non è il giornalista ad abbozzare il tarlo dell'incosistenza caratteriale della compagine che veste di biancorosso: è chi ci lavora dentro, coach e giocatori (Cavaliero, primus inter pares) a conclamarla ben oltre quello che dimostrano i fatti, per la verità già bastanti a se stessi.
    Cifre senza pietà Perché se si vuole tornare al tecnico, facendo finta che i problemi si possano risolvere solo cambiando "figurine" (in questo caso avremmo la lista dei desideri: un play sano e "drago" del pick and roll, una guardia da 20 punti a partita, un tre cecchino, un'ala forte bidimensionale nel pieno degli anni e un centro che faccia arrossire gli avversari come lo era Dunston. Tanto son figurine: si posson cambiare senza sbattersi, giusto?), allora andiamo sulle cifre. L'Europa, questa Europa, non è cosa da Varese. Non è cosa da questa Varese. Il match contro la truppa che evoluisce al freddo del Baltico, infarcita di ex italiani (Janicenoks, Campbell) ed ex varesini (Deane, che con 16 punti si diverte a buggerare la squadra dove sfigurò, e Kuksiks, un po' sottotono a scrivere la verità), spiega in modo quasi lapalissiano la non cittadinanza della Openjobmetis al mondo della coppa: 91 punti contro 66, 53% da due contro 41,54% da tre contro 27, 45 rimbalzi a 30 (e l'assenza di Anosike non serve da giustificazione, quanto da bocciatura completa di Campani e Pelle, suoi sostituti), 21 assist contro 8 (dimostrazione dell'assenza totale di pericolosità offensiva).
    Pochi appelli ancora disponibili Così, con questi problemi, con questa lena, con questi risultati, il viaggio in Champions diventa un lusso che Varese non può permettersi, bisognosa come sarebbe di provare a trovare il bandolo della matassa al chiuso di una palestra. Di certo, alla luce delle considerazioni fatte, dell'ennesima sconfitta pesante e dell'autentica mancanza di grinta profusa sul parquet, l'ora delle spiegazioni sembra suonata con pochi altri appelli disponibili. Si può e si riesce a cambiare? Chi guida dalla panchina, coach Paolo Moretti, crede ancora in tutti i giocatori che ha a disposizione? Chi invece guida la società crede ancora ciecamente in lui e nelle sue possibilità di presa sugli atleti del gruppo, dal punto di vista tecnico e umano? Servirebbero delle risposte.
    Fabio Gandini

  • simon89
    Prosegue il grande freddo in casa Openjobmetis. In riva al Baltico una Varese piccola piccola incassa un altro ceffone potente, portando a meno 92 il totale degli scarti negativi delle ultime tre trasferte. Terzo stop consecutivo in trasferta, striscia negativa altrettanto lunga in Champions League e quinto stop in fila per la squadra di Paolo Moretti, che mostra nuovamente il volto spaurito e senza nerbo delle trasferte di Klaipeda e Pistoia in una gara che apre scenari davvero preoccupanti. Nelle ultime due sconfitte casalinghe contro Salonicco ed Avellino il fattore campo aveva almeno stimolato una difesa graffiante per nascondere gli equivoci offensivi più evidenti legati alla condizione fisica di Maynor, alla capacità di Evenga di essere trascinatore offensivo a metà campo, ed alla sterilità di una manovra che non crea vantaggi sul perimetro e non sa sfruttare quelli che cerca in post basso. Ma la versione esportazione dei biancorossi mostra nuovamente limiti evidenti in termini di personalità e carica agonistica. Così Ventspils, squadra infarcita di ex italiani "datati" (vedi l'ex biancorosso Deane) e lettoni ruspanti che prima di ieri viaggiava in Champions League a 73.0 punti col 32% da 3, punisce ripetutamente da ogni dove la difesa troppo spesso "contemplativa" dei biancorossi, dove i ripetuti cambi sui blocchi concedono spazi invitanti ai tiratori (54% da 3) e creano mis-match alla base del predominio baltico a rimbalzo (45-30 totale). E un primo tempo da 55 punti subiti decide una partita iniziata "more solito" ad handicap (20-11 al 7'), dove la scossa di adrenalina dei panchinari Avramovic e Johnson (31-28 al 13') rimane lettera morta quando tornano i titolari e la difesa fa acqua sia sotto canestro che sul perimetro, con scariche in serie del Ventspils versione quattro piccoli che siglano il 55-38 del 20'.
    Certo può avere inciso l'assenza di Anosike, rimasto a Varese per curarsi la schiena per tornare in campo domenica a Pesaro, soprattutto alla luce della prova negativissima di Campani e dei soli 11' che una gestione scellerata dei falli (4 in 5' del primo tempo) hanno concesso a Pelle. Ma viene anche da chiedersi perché tutte quelle scelte tattiche che domenica contro Avellino avevano prodotto intensità ed energia - dalla coppia Maynor-Pelle a Eyenga "4 tattico", passando anche per l'ampio utilizzo dei 3 piccoli - non siano mai state utilizzate ieri, in special modo contro una squadra molto più tecnica che fisica e senza "omoni d'area" come un Ventspils a sua volta lungamente schierato con quintetti dinamici o naniformi. Preoccupa l'entità ma soprattutto il modo della sconfìtta, che non mette in discussione il rendimento di qualche singolo ma l'intero impianto di gioco sui due lati del campo.
    Al momento attuale le uniche armi sulle quali può puntare l'Openjobmetis per nascondere un cortocircuito tecnico sempre più vasto ed evidente sono grinta e carattere, che però emergono solo quando la truppa di Moretti trova il conforto del pubblico di Masnago. Ma dopo le due vittorie allo scadere griffate "San Kangur", le cinque sconfitte in fila sembrano aver tolto fiducia alla squadra, che non riesce a digerire il sistema di gioco proposto dal coach, rischiando di minarne anche la credibilità agli occhi del gruppo. Ineludibile a questo punto la necessità di risolvere concretamente i problemi (ma quale affrontare per primo?) attraverso correttivi sostanziali che permettano di spezzare il circolo vizioso delle sconfitte e della negatività. Se i risultati dimostrano che alcune strategie strutturali di composizione del roster si sono rivelate sbagliate alla prova del campo, serve evitare la "sindrome di Stoccolma" nella prigione della difesa delle scelte estive, rischiando di far degenerare una situazione già delicatissima in una crisi senza fine. Se non ora, intervenire quando?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis torna sul mar Baltico in cerca di una vittoria scacciacrisi. La squadra di Paolo Moretti scenderà in campo stasera a Ventspils (palla a due alle 18 italiane; diretta streaming a pagamento su www.livebasketball.tv) per provare a invertire il trend negativo dopo 4 stop consecutivi tra campionato e Champions League. Il lungo viaggio verso la Lettonia è stato affrontato senza O.D. Anosike, rimasto in città per risolvere definitivamente i problemi alla schiena dell'ultima settimana: sarà ancora emergenza sotto canestro per una Varese chiamata a dimostrare di aver superato il mal di trasferta costato un complessivo meno 67 negli ultimi due viaggi a Klaipeda e Pistoia.
    Mai come in questo caso però un problema può essere trasformato in una opportunità: domenica contro Avellino l'assenza del centro nigeriano ha causato qualche affanno contro il gigantesco Fesenko. Ma come spesso capita, almeno nel breve periodo, l'assenza di un giocatore ha responsabilizzato maggiormente i compagni, e l'auspicio è che il fattore motivazionale possa riprodursi stasera in Lettonia. E poi ci sono gli aspetti tecnici, particolarmente interessanti nell'ambito delle valutazioni a 360 gradi sugli adeguamenti necessari per sbloccare il motore ingolfato dell'attacco. Sul fronte offensivo l'accoppiata Maynor-Pelle ha mostrato segnali interessanti sul piano dell'intesa, mentre gli assetti dinamici utilizzati da Paolo Moretti hanno garantito una manovra meno "ingessata" - oltre ad una maggior possibilità di spingere il contropiede - rispetto a quella con l'abituale starting five.
    Dalla trasferta di Ventspils si attendono risposte concrete per se lo small-ball può pagare dividendi anche lontano dal PalA2A, in particolare contro un'avversaria come la formazione lettone, che ama a sua volta gli assetti dinamici (l'unico centro vero è l'ex sassarese Mbodj, c'è anche il nazionale Zakis) giocando spesso e volentieri con 4 piccoli. I lettoni, a due punti come l'Openjobmetis, sono sulla carta una delle squadre sulle quali i biancorossi debbono fare corsa per conquistare i playoff europei; sulla carta l'occasione è ghiotta per recuperare subito i due punti persi in casa contro il Paok Salonicco. Varese ritroverà due ex recenti come il non rimpianto Willie Deane (top-scorer lettone a 14.3 punti e 4.0 assist) e il fuciliere Kuksiks (solo 5.0 punti col 16% da 3); nutrita la pattuglia di ex italiani tra il veterano Janicenoks (visto a Teramo e Bologna) e la guardia Campbell (in A a Rieti, poi a lungo in A2), da tenere d'occhio anche l'energia dell'atipico esterno Skele (11.0 punti, 5.7 rimbalzi e 3.3 assist). «Affronteremo una squadra esperta e molto tecnica che ha talento diffuso - così Paolo Moretti inquadra gli avversari di stasera - Sarà una partita complicata e difficile, ma vogliamo vincere per recuperare lo scivolone casalingo contro il Paok; per riuscirci serviranno una difesa attenta e un attacco più equilibrato rispetto alle ultime uscite».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    O.D. Anosike salterà anche la trasferta sul campo del Ventspils, ma Varese lo attende con fiducia in vista del match di domenica a Pesaro. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto ieri pomeriggio al Campus hanno escluso complicanze relative al problema muscolare alla schiena accusato martedì scorso contro il Paok Salonicco, che ha costretto il centro nigeriano  a dare forfait domenica contro Avellino. L'atleta del 1991 ha dato disponibilità a partire con il gruppo per la Lettonia, ma il viaggio in tre tappe (Varese-Orio al Serio in bus, Orio al Serio-Riga in aereo, Riga-Ventspils ancora in pullman ) che inizierà stamattina e si concluderà a metà pomeriggio, è quanto di meno indicato per una schiena dolorante. Anosike resterà dunque in città, seguendo un ulteriore ciclo di terapie con l'obiettivo di provare a farlo rientrare in gruppo venerdì, quando la squadra di Paolo Moretti tornerà ad allenarsi al PalA2A in vista della trasferta a Pesaro. Dove dovrà scendere in campo - anche a scartamento ridotto - dopo aver saltato virtualmente tre partite (contando i soli 5 minuti contro il Paok Salonicco), a dispetto delle cinque ore di pullman da affrontare per raggiungere le Marche.
    Insomma, al momento la linea del club di piazza Monte Grappa è quella attendista: sicuramente società e staff tecnico avrebbero preferito un sacrificio di O.D. per la sfida contro Avellino. Ma la soglia del dolore è questione totalmente soggettiva, quindi si lavora per recuperare il giocatore nel minor tempo possibile, preferendo non forzarlo domani in Lettonia per averlo in campo sul parquet della Consultinvest con l'obiettivo di provare a riprendersi subito i punti persi in casa contro Avellino. Esclusi interventi sul mercato per sostituire Anosike, a meno di un ulteriore forfait a Pesaro che metterebbe in dubbio l'affidabilità del centro biancorosso a lungo termine sul doppio impegno campionato-Champions League. Ma da Ventspils si attendono conferme sulle indicazioni positive fornite domenica da Pelle, chiamato a dare continuità da titolare, e da Maynor, chiamato a ribadire la sua maggior efficacia in coppia con un centro saltatore come il caraibico anziché con un uomo di posizione come O.D. Si attendono riscontri anche sulla possibilità di affidarsi allo small-ball dei quattro piccoli anche in una competizione dal livello fisico superiore al campionato: insomma, tutte quelle situazioni tecniche che hanno permesso a Varese di non pagare dazio sotto molti aspetti per l'assenza del suo centro titolare.
    Verifiche a Ventspils senza Anosike, poi verifiche a Pesaro - auspicabilmente - con il nigeriano. E somme da tirare dopo le prossime due trasferte: ad oggi non c'è alcun movimento in vista, né sotto canestro né sul perimetro, nonostante la crisi di fiducia al tiro di Melvin Johnson. Ma nessuna squadra al mondo è più forte dei risultati negativi: se la catena di sconfitte salisse a quota 6 dopo i due viaggi di domani e domenica, allora gli scenari potrebbero cambiare...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Salgono a 4 le sconfitte consecutive per la OJM Varese che deve cedere il passo nelle mura amiche ad una Sidigas Avellino che non fa certo la partita perfetta. Alla fine risultano decisive per la sconfitta le pessime percentuali ai liberi (ormai sta diventando una preoccupante consuetudine) e l’ennesima serata buia dalla lunga distanza (4/20). Magra consolazione che l’atteggiamento della squadra sia stato sicuramente più propositivo delle ultime gare ma purtroppo non basta per i 2 punti.
    Maynor 6,5 : una delle migliori partite dal suo ritorno sotto le prealpi anche se con diverse sbavature in fase di costruzione e dal ritmo ipnotico tanto che qualche volta si addormenta da solo sopratutto in difesa. SONNAMBULO
    Avramovic 6 : qualche accelerazione con buoni canestri ma soffre troppo la pressione di Green che costa qualche persa sanguinosa. Impreciso dalla lunga. PRECOCE
    Pelle 7 : per forza di cose parte in quintetto e inizialmente fatica a ingranare. Poi prende fiducia e segna 12 punti e raccoglie 13 rimbalzi condendo il tutto con 3 stoppate. Fondamentale anche in difesa su Fesenko. MOTIVATO
    Bulleri 5,5 : entra per dare respiro ai suoi compagni in regia e per portar pressione sui portatori di palla irpini ma non segna mai nemmeno dai liberi. SCENTRATO
    Cavaliero 6,5 : ancora tanta sostanza e qualche giocata vincente anche se forzata; conferma di essere l'anima di questa squadra. CERTEZZA
    Campani 5 : involuzione preoccupante per il lungo varesino che stasera aveva tutte le possibilità di far vedere il suo valore anche perchè tornava a giocare da pivot e invece pur facendo intravedere una buona partenza, dopo il doppio errore ai liberi, scompare mestamente. DESAPARECIDO
    Kangur 6,5 : l’estone si candida anche questa sera per essere eletto uomo della provvidenza biancorossa infilando a 6 secondi dalla fine la tripla che vale il supplementare ma l’overtime alla fine va ad Avellino. Anche stasera schierato come 5 tattico per contenere Fesenko non fa male ma alcuni fischi fin troppo fiscali lo tolgono anzitempo dalla partita. CENSURATO
    Canavasi N.E.
    Ferrero 6,5 : solo 5 minuti di impiego sono forse pochi anche perché, quando è in campo, è lui quello che ha gli occhi della tigre e che spesso da la scintilla anche ai suoi compagni. ACCENDINO
    Eyenga 6 : anche stasera è il top scorer della sua squadra con 20 punti ma la sua prestazioni lascia più ombre che luci. 5 palle perse, 6 su 14 da 2 (con gli errori praticamente tutti in fotocopia con lui a forzare il post basso contro tutta la difesa avellinese) e tante delle conclusioni che entrano aiutate dalla dea bendata. TESTARDO
    Johnson 5 : si stanno purtroppo perdendo le tracce del giovane americano che, non trovando più prestazioni convincenti, si sta demotivando lui per primo e coach Moretti gli sta togliendo progressivamente minuti e responsabilità. SFIDUCIATO
    De Vita N.E.

  • simon89
    L’Openjobmetis prova a fermare la lanciatissima Sidigas per cancellare lo spettro della crisi.Stasera al PalA2A (palla a due alle ore 18.15) la squadra di Paolo Moretti (nella foto in alto con Hangur) ospita la seconda forza Avellino in un match delicato e difficile, che dovrà dare indicazioni chiare e definitive per delineare le strategie future. Varese proverà a chiudere a quota 3 la sua serie negativa di fronte ad un’avversaria che ha vinto le ultime 6 gare tra campionato e Champions League.
    Il primo nodo da sciogliere è quello relativo a O.D. Anosike: il centro nigeriano, bloccato da uno spasmo muscolare alla schiena nel match di martedì contro il Paok, resta in forte dubbio per il match odierno. L’atleta del 1991 ha svolto qualche esercizio sul parquet con i compagni, ma è parso ancora sofferente: il suo eventuale utilizzo, verrà deciso dopo la rifinitura in programma questa mattina. La presenza in campo di Anosike è legata alle risposte alle terapie e alla soglia del dolore del giocatore; comprensibile però la richiesta di società e staff tecnico di stringere i denti e garantire una rotazione in più sotto i tabelloni come preziosa risorsa per limitare lo strapotere fisico del duo Cusin-Fesenko. Anche perché se il nigeriano - dolorante alla schiena ormai da una ventina di giorni - non può dare garanzie di recupero in tempi brevi in funzione del doppio impegno, sulla sua posizione si aprirebbero riflessioni diverse e non più legate sulla sua compatibilità con Maynor su entrambi i lati del campo. Allo stesso tempo Anosike è uno dei titolari “stimolati” da Paolo Moretti nel post-partita contro Salonicco nel chiedere un rendimento in linea con le aspettative iniziali. Dovesse mancare O.D. - come sembra molto probabile - spazio dunque a Pelle in quintetto riportando Campani nel ruolo di pivot, e varando assetti naniformi che sembrano perfetti per giocare quella partita arrembante chiesta dal tecnico toscano e capitan Cavaliero per nascondere gli attuali problemi di produttività offensiva. Evidente la difficoltà dell’impegno contro quella che al momento sembra la migliore delle squadre “umane” dietro l’inarrivabile Milano (unica a battere due volte la Sidigas nel 2016-17).
    Ma una sfida a pronostico avverso offre comunque la chance di ribaltare il trend negativo: match da interpretare con la clava e non il fioretto, partendo da un atteggiamento gagliardo che accenda il PalA2A: fermare a Masnago la corsa della Sidigas darebbe a Varese quella sferzata di energia mentale indispensabile alla vigilia delle trasferte di Ventspils e Pesaro. Evidente che servirà un’impresa contro un’avversaria che ha un realizzatore di talento come Ragland, due esterni dinamici come Randolph e Thomas e tanti muscoli sotto i tabelloni con i veterani Marques Green e Leunen a raccordare i reparti. Ma l’Openjobmetis ha bisogno di un’impresa per dare la svolta alla stagione: obbligatorio almeno provarci gettando in campo il 101 per cento delle risorse disponibili.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Paolo Moretti attende risposte dagli elementi "pungolati" martedì dopo la sconfitta in Champions League contro Salonicco. Mentre su Anosike passa la palla ai medici, in attesa di notizie definitive relative alla disponibilità del centro nigeriano, ancora sotto terapie dopo l'infortunio muscolare alla schiena riportato di martedì. «La situazione di O.D. è ancora da valutare a livello fisico: non mi esprimo su questioni di competenza dell'area medica delle quali cui non conosco bene i dettagli»: così ha risposto il tecnico biancorosso alla domanda sulle condizioni del giocatore del 1991, poi precisate dalla società attraverso un comunicato ufficiale: «Anosike ha svolto lavoro differenziato dopo le visite da ortopedico e osteopata, le condizioni verranno nuovamente valutate oggi e domani mattina con l'obiettivo di recuperarlo per il match contro Avellino».
    L'ex di turno resta dunque in dubbio per domani - ed anche nella migliore delle ipotesi ci sarà a scartamento ridotto - ma resta la curiosità del coach di verificare come reagiranno gli altri titolari (nessun nome specifico, ma oltre a quello di O.D. anche il rendimento di Maynor, Kangur e Johnson - quest'ultimo tolto dal quintetto nelle ultime due gare - è sicuramente sotto le aspettative) ai quali aveva chiesto un maggior apporto: «Solo il futuro ci dirà se il messaggio lanciato è arrivato a segno; quel che è evidente è che al momento le prestazioni di alcuni giocatori siano al di sotto delle aspettative, e attendiamo le risposte dei singoli e della squadra in questo periodo ricco di impegni». Il richiamo al massimo impegno nel periodo di messa in moto del tour de force campionato-Champions League coinvolge comunque tutti gli effettivi e non solo chi al momento sta dando meno del previsto: «Era prevedibile incontrare qualche difficoltà all'inizio del periodo del doppio impegno visto il livello della Champions, che è molto alto. Potranno arrivare altre sconfitte, ma l'importante è che l'atteggiamento sia sempre quello di una squadra affamata: dovremo lottare e sputare sangue contro chiunque, non è accettabile che si verifichino prove senza reazione e carattere e spero vivamente che a Klaipeda e Pistoia si siano verificati episodi frutto di coincidenze straordinarie».
    Il coach toscano tesse infine le lodi di Avellino, contro cui Varese cercherà il riscatto dopo 3 sconfitte in fila nel difficilissimo match di domani contro una Sidigas in serie positiva da 6 turni tra campionato e Champions League: «Affronteremo una "nuova grande" che si è consolidata ad alto livello grazie ad una eccellente continuità di risultati, frutto del sistema garantito da Pino Sacripanti: sono chirurgici nello sfruttare i vantaggi e hanno giocatori di talento che garantiscono un elevato livello di imprevedibilità. Hanno giocatori esperti e un solido nucleo italiano, centri di caratura internazionale e un elevato tasso atletico nei ruoli di guardia e ala. Con loro non puoi lasciare nulla a metà perché sono bravissimi a punire ogni tuo errore o indecisione».
    Giuseppe Sciascia 

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