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VareseFansBasketNews

  • pxg14
    L'opinione di Giancarlo Pigionatti
     
    A piedi scalzi sulle proprie spine. L’immagine può rendere l’idea di una Pallacanestro Varese che sembra malcapitata tra sofferenze che si susseguono come atti di una commedia drammatica per incapacità dei suoi autori.
    Con chi prendersela? Non sicuramente con i giocatori, seppur attori diretti, ancorchè criticabili per le loro stecche: Cavaliero e compagni, dopo averci messo la solita faccia (sbiancata da insuccessi in serie), non hanno colpe gravi sulla coscienza, se non quella d’esser limitati e mal tratti assieme, costretti da equivoci originali a cercare soluzioni di squadra complicate e critiche pur di fronte ad avversari battibili.
    Schiumano fatica, alcuni danno persino l’anima ma, alla fine dell’opera, restano tutti a mani vuote. La gente di Masnago sembra più disorientata che arrabbiata pur facendosi sentire attraverso il proprio malumore amplificato da urla e fischi.
    Quale domani immaginare a questo punto, tra sconfitte che sembrano attratte da una calamita? L’interrogativo chiama in causa l’alto loco, per dire di Castelli, presidente del consorzio, fautore o artefice - che dir si voglia - dell’investitura di Coldebella (foto Blitz) nel ruolo più decisionale del club, spartito naturalmente con Moretti, già noto per alcune scelte a dir poco assurde nel mercato della scorsa stagione, inevitabilmente a lui riconducibili, come quelle dell’ultima estate.
    Stavolta, in più, stando a serpeggianti sollevazioni di dissenso dagli spalti nella sfida contro Brescia, lo si rimprovera di capirci poco allorquando è in gioco il destino della squadra, visibilmente bisognosa di una mano ferma che la guidi attraverso cambi opportuni e senza riguardi per alcuno invece di tentativi, come se ne fanno, alla ricerca della carta fortunata in un mazzo senza assi né jolly.
    Moretti, anche sabato sera, in un finale prevedibilmente incandescente ha puntato su Maynor, non a suo agio in una lotta feroce con una giovane Leonessa, pronta a sbranare la povera Varese. Ma il play americano è fatto così: se lo conoscevi, come lo si conosceva, cari decisori biancorossi dovevate evitare di prenderlo. Se poi lo si crede un fenomeno al di là del suo rendimento, spesso e scarsamente incidente nell’economia di un risultato, le conseguenze sono lì da constatare. È pur vero che molti tifosi, agli annunci di mercato, gioirono per il ritorno di Eric. Salvo poi, scaricarlo di fronte a prestazioni indifendibili. Nella fase più torrida del match con i bresciani, Maynor è stato richiamato in panchina sul meno 4 per i biancorossi, poi Moretti l’ha sguinzagliato sul parquet sul più 4. Ebbene Varese ha perso con sei punti di margine. Fate un po’ voi i conti di fronte a un profilo o profitto del genere.
    Sicuramente Maynor non va messo in croce, nell’occasione in cattiva compagnia viste le insufficienze dolorose dei compagni, un po’ tutti persi nel marasma di una gara peraltro facilmente, alla loro portata, ma questi sono evidentemente i valori che ci ritroviamo, testimoniati freddamente da tre vittorie in otto gare in campionato e da una su cinque in Champions, per dire di quattro successi in tredici confronti.
    Sono cifre lapidarie su cui meditare per assumersi dirette responsabilità, alludendo a Coldebella e Moretti, i quali non sono riusciti a dotare Varese di un asse play-pivot di valore né di un cannoniere a tempo pieno. Per fortuna c’è il sempre lodevole Pelle, che ancora non gioca a basket: una piccola luce nella notte.

  • simon89
    Esiste un problema Moretti per l'Openjobmetis avvitatasi nella spirale della crisi di gioco che si è riverberata sui risultati alla luce di una fiducia ridotta al lumicino causa improduttività acclarata dell'attacco? Anche dopo la settima sconfitta nelle ultime 8 gare, la società non mette giustamente -in discussione la posizione del coach toscano: il problema da risolvere riguarda la composizione dell'organico e non la gestione degli effettivi, dato che qualsiasi altro tecnico sarebbe incartato - come ora risulta Moretti - negli incastri disfunzionali che paralizzano la squadra quando gioca a difesa schierata.
    Evidente però la necessità da parte della dirigenza di riprendere in mano le redini dell'area tecnica, mettendo paletti ben precisi che mettano il coach dell'Openjobmetis nelle condizioni ottimali per lavorare in palestra. Evitando però che il desiderio di sentirsi al centro del progetto permetta all'allenatore di sostituirsi alla società nel dettare linee guida e strategie. Sin dal suo arrivo a Varese, Moretti ha avuto un ruolo importantissimo in tutti gli snodi nevralgici, partendo dall'indicare in Bruno Arrigoni il suo complemento ideale dietro la scrivania senza aspettare ulteriormente lo sbroglio della matassa Alberarli. E di nuovo è stato determinante nel contribuire a disegnare il nuovo modello di governance poi sposato lo scorso maggio dal consorzio, che al nuovo d.g. Claudio Coldebella ha affidato il mandato di mettere il coach nelle condizioni migliori per poter operare. E in estate Moretti è stato il dominus di tutte le scelte di mercato, partendo da quelle legate alla costruzione del roster. Se la decisione di puntare sulla Champions League è stata fortemente voluta dalla società, il 3+4+5 e la squadra con 12 giocatori sono state il contrapasso chiesto - e ottenuto - dal coach per affrontare il doppio impegno. Così come il coach ha chiesto - e ottenuto - una squadra basata sull'usato sicuro di giocatori già rodati in Italia per evitare la lunga gestazione dei Davies e dei Wayns all'esordio in serie A.
    Però attribuire implicitamente in sala stampa le ragioni della crisi attuale alla partecipazione alla Champions League vuol dire smarcarsi da una scelta a suo tempo condivisa con la società: se Moretti ritiene che la coppa sia un peso e non un'opportunità di crescita per il club, è lecito che quest'ultima si interroghi se il coach toscano sia ancora in linea con progetto iniziale, e tragga le opportune conseguenze. Doveroso a questo punto un confronto tra dirigenza e allenatore per chiarire le rispettive posizioni: era già accaduto lo scorso anno, dopo la sconfitta interna contro Capo d'Orlando, con la promozione sul campo Max Ferraiuolo da team manager a d.s. che aveva piazzato un filtro più efficace tra allenatore e squadra. Senza arrivare agli estremi "Alleno quelli che il club mi manda in palestra" di dodorusconiana memoria, che sia la società a scegliere il correttivo necessario sul mercato, e rimetta Moretti nelle condizioni di svolgere al meglio quel che sa fare meglio. Cioè allenare, lasciando a Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni le responsabilità strategiche.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Caccia aperta ad un playmaker con punti nelle mani per una Openjobmetis che cerca la svolta con un giocatore in grado di mettersi in proprio per sbloccare il suo impasse offensivo. Troppo evidente tra mercoledì e sabato la difficoltàdi Eric Maynor nel dare la sua impronta in regia a un attacco la cui premessa iniziale era legata alla capacità dell'ex Oklahoma City di "accendere" una squadra senza punte designate con le sue capacità di attivatore. Ed invece, contro Rosa Radom e Brescia ha prodotto 62 e 68 punti con una disarmante sterilità frutto di una desolante staticità.
    Per questo, dopo aver sondato senza esito un lungo attaccante come Alex Kirk (l'ex Pistoia è fuori rosa in Cina, ma il suo club lo tiene sotto contratto), l'ipotesi della guardia-ala Drew Crafword, valutato con attenzione dopo la vittoria di Pesaro quando l'ipotesi "interventistica" era quella di inserire un esterno pericoloso in penetrazione, è stata al momento accantonata, concentrando nuovamente l'attenzione sul mercato dei "solutori solitari" nello spot di playmaker. Che al momento offre poco o nulla: l'interessante nazionale messicano Paul Stoll, miglior assistman della VTB League 2015-16 con Saratov, è un giocatore "di squadra" non del tutto adatto alla bisogna.
    Si confida che qualcosa possa uscire in settimana da club che giocano le coppe ECA, ma anche nella migliore delle ipotesi non ci saranno innesti prima delle prossime due gare casalinghe (mercoledì 30 contro Oldenburg e sabato 3 dicembre contro Cantù). E domani in Turchia Varese giocherà con lo stesso roster sul campo dell'Usak Sportif per l'ultimissima chance di playoff in Champions League . Intanto la classifica di serie A è sempre più corta: nonostante la sconfitta Varese è ancora ottava... 

  • simon89
    L'Openjobmetis sprofonda nella spirale di una crisi sempre più nera. Il match del riscatto contro Brescia manda in onda un "remake" dello psicodramma di mercoledì contro il Rosa Radom: Varese si avvita senza costrutto sui limiti del suo attacco senza idee né ritmo, e complice il terribile 0/13 da 3 dei secondi 20' incassa la seconda sconfitta interna consecutiva e la settima nelle ultime 8 gare. Effimero l'ottimo abbrivio iniziale firmato dalle triple di Johnson (24-12 al 10') nell'unica fase in cui la squadra di Moretti riesce a spingere sulT acceleratore: Brescia lima subito il gap con il quintetto dinamico che esalta la duttilità di Burns (37-38 al 18'). E come già accaduto contro i polacchi, quando il ritmo cala Varese "batte in testa", tradita da un Maynor totalmente fuori fase nella scelta dei ritmi con la zona 2-3 proposta a lungo da Diana che "ingessa" di nuovo l'attacco varesino (34% dal campo e 16 perse). E la lunga serie di possessi improduttivi nel quarto periodo (solo 3 punti segnati in 6') favorisce il sorpasso decisivo degli ospiti, con Landry e Moss a timbrare le triple partita (66-71 al 39').
    Così l'Openjobmetis esce tra i fischi di un PalA2A quasi attonito per l'ennesimo finale a fari spenti; e c'è qualche fischio anche per coach Moretti quando Bulleri (diligente nel guidare la squadra nel minibreak dal 53-57 del 28' al 63-59 del 32') rientra solo a 30" dal termine. Che tra le soluzioni immediate necessarie per invertire un trend allarmante finisca in discussione anche la figura centrale del progetto tecnico nonché principale artefice delle scelte di mercato? Evidente che i cambi a raffica con assetti e uomini ruotati senza soluzione di continuità servano per tenere sempre l'intensità di una difesa inappuntabile per almeno 35', ma contribuiscano alla "rottura prolungata" dehllattacco. Ma l'allenatore, più colpevole in fase di assortimento del roster che dell'attuale situazione di "non-gioco" legata alle scelte sbagliate più che alla gestione del personale tecnico, non pare in cima alla lista dei problemi da risolvere.
    Toccherà alla società trovare in fretta il correttivo di mercato necessario per sbloccare l'impasse tecnico e psicologico. Il CdA di venerdì ha dato il via libera all'extrabudget: l'urgenza di un intervento per un Maynor ormai indifendibile è estrema, d'altra parte però il mercato offre pochissime soluzioni adatte alla bisogna (Boatright lo sarebbe stato, ma aveva già firmato giovedì notte col Cedevita Zagabria, che è arrivato a 30mila dollari al mese) a dispetto del discreto "gruzzolo" in mano. Senza rinforzo è allarme rosso, ma se si sbaglia anche il correttivo (sperando che basti un solo cambio...) si rischia di sprofondare...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Anche in questo anticipo giocato di sabato sera, la OJM non riesce a tornare alla vittoria tra le mura amiche, annichilita da una combattiva Leonessa Brescia che vince la seconda gara consecutiva in trasferta senza rubare nulla, anzi dimostrando nonostante le rotazioni ridotte, di avere schemi e idee ben delineate a differenza di Varese che è sembrata una canna sbattuta dal vento. Ma veniamo alle valutazioni personali:
    Anosike 6 : partita sufficiente per il lungo nigeriano che sembra stia ritrovando la condizione dopo l’infortunio alla schiena che lo aveva limitato nelle settimane scorse. Solito buon bottino a rimbalzo e qualche punto anche se mai un fattore determinante. IN CRESCITA
    Maynor 5 : ancora una brutta partita per il play USA che non riesce mai a trovare il bandolo della matassa se non in sporadiche occasioni. Peccato che nei momenti topici i tiri o le scelte risultino sempre deleterie. NEGATIVO
    Avramovic 5 : non riesce a dare un’impronta chiara alla sua partita anche perché ingabbiato perfettamente dalla retroguardia bresciana che lo spinge sempre all’ entrata con la sua mano debole per poi andarsi a schiantare sistematicamente sul muro difensivo. AUTOSCONTRO
    Pelle 6 : percentuale perfetta per le conclusioni da 2 anche perché prese sempre ad altissima percentuale, a quelle altezze arrivano veramente in pochi. Poi si può discutere sulla sua scarsa malizia soprattutto difensivamente ma la sua presenza è ben visibile. TOTEM
    Bulleri 6,5 : migliore in campo dei suoi perché sa sempre fare la cosa giusta al momento giusto. Rognoso in difesa sporca diversi palloni e mette pressione su Moore. In attacco muove bene la palla e trova un gran canestro in penetrazione. Visto lo svolgersi della partita forse il play in campo a 2 minuti dalla fine sarebbe dovuto essere lui e non entrare a partita già persa. ESCLUSO
    Cavaliero 5 : parte bene in attacco trovando subito il canestro in apertura e poi a fine secondo quarto trovando dopo un recupero la bomba del 42 pari alla sirena. Poi per il resto della gara rimane un comprimario che fatica sia a difendere che a far canestro. AFFANNATO
    Campani N.E.
    Kangur 5,5 : l’estone risulta il più utilizzato con ben 31 minuti in campo e stando alle pure statistiche non offre una prova poi così negativa. Questa volta però gli manca quella carica difensiva che spesso fa la differenza per lui e per tutti i suoi compagni anche perchè a tratti sembra non sapere a che santo votarsi. SCORAGGIATO
    Canavesi N.E.
    Ferrero 6 : gioca solo qualche scampolo di partita e dopo aver effettuato il secondo recupero in pochissimo viene richiamato per non rientrare più sul terreno di gioco. PANCHINATO
    Eyenga 5 : anche questa volta la partita dell’ala congolese risulta insufficiente soprattutto per quello che riguarda le scelte prese in attacco, cercando di creare dal palleggio o comunque senza ritmo, caratteristiche che non sono nelle corde del numero 31. Queste scelte forzate, alla lunga hanno un peso specifico molto importante, purtroppo in negativo per Varese. SNATURATO
    Johnson 6 : parte alla grande realizzando nel primo tempo 4 bombe e riuscendo a disimpegnarsi egregiamente in difesa su un avversario tosto come Moss. Nella ripresa non viene messo nelle condizioni di poter rendere al meglio per le sue caratteristiche e lentamente sparisce dalla gara. Non sarà un campione me se messo nelle condizioni giuste può mettere il suo mattoncino. CARPENTIERE

  • simon89
    L'Openjobmetis va in cerca di continuità in campionato per cancellare le delusioni europee. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.30) la truppa di Paolo Moretti ospita la matricola Germani Brescia. Nel primo degli anticipi per agevolare le trasferte europee del martedì - con tanto di ringraziamenti pubblici del coach toscano a Brescia che ha accettato di giocare al sabato sera, dopo il "cortocircuito" del mese scorso con Brindisi e Pistoia - Varese è attesa da un test molto delicato, soprattutto in caso di sconfitta che potrebbe far soffiare venti di crisi in grado di mettere in discussione tutto e tutti. Partita da vincere a tutti i costi per la classifica ed il morale, alla luce della necessità di tenere la rotta per gli obiettivi Final Eight e playoff dopo che il sogno del passaggio del turno in Champions League è stato quasi definitivamente compromesso. In Italia, dove il livello è più basso - soprattutto per quanto riguarda fisicità ed organizzazione - Varese nasconde con più facilità i suoi problemi di messa a punto palesati a ripetizione a livello internazionale (69.3 punti contro i 79.3 del campionato, e i biancorossi sono quarantesimi su 40 partecipanti negli assist totali).
    Per questo la sfida contro la Leonessa, gruppo di veterani con qualità offensive importanti ma un tasso atletico relativo e una propensione difensiva limitata (penultimi in serie A a 84.7 punti subiti), sembra calzare a pennello alle attuali necessità dell'Openjobmetis. Vincere stasera servirebbe a restare agganciati alla metà alta della classifica alla vigilia di altre due sfide non impossibili (domenica trasferta a Capo d'Orlando, poi il derby con Cantù). Ma soprattutto a recuperare autostima e fiducia da parte dell'ambiente, dopo che al termine della gara di mercoledì contro il Rosa Radom la qualità davvero modesta della prestazione - pur a dispetto dell'impegno che è stato inappuntabile - ha suscitato qualche mugugno sulle tribune. «Contro i polacchi abbiamo difeso bene per 40 minuti, ma attaccato bene solo per metà gara: questa volta dovremo restare concentrati per l'intero arco della partita, prestando particolare attenzione alle trappole di una squadra che ha tanti giocatori in grado di rendersi pericolosi»: così Paolo Moretti inquadra il match contro la Germani, rilanciata dal raid di domenica scorsa a Brindisi dopo un avvio di stagione sofferto.
    La matricola guidata da Andrea Diana ha puntato principalmente sull'esperienza, confermando il veterano David Moss (inseguito da Varese prima che la promozione sul campo con Brescia lo inducesse ad accettare il rinnovo del contratto) e affiancandolo con elementi rodati come l'ex azzurro Luca Vitali in regia, la talentuosa ala Landry (secondo marcatore della serie A a 18.6 punti) e l'ultimo arrivato Christian Burns, che ha aggiunto pericolosità interna al gruppo; da tenere d'occhio anche l'esplosiva guardia rookie Lee Moore (17.0 punti col 48% da 3), che garantisce vitalità ed energia sul perimetro. Per Varese resta il il dubbio Campani, anche ieri ai box per i problemi al ginocchio la cui prognosi sarà stabilita la prossima settimana: il giocatore ha dato disponibilità a scendere comunque in campo, sul suo utilizzo si deciderà in extremis dopo la rifinitura di stamattina.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Fiducia nel lavoro in palestra e vigilanza costante per cogliere al volo qualsiasi occasione di effettuare un correttivo di impatto. Dopo lo stop casalingo contro il Rosa Radom che ha ridotto al lumicino le speranze di accesso ai play off di Champions League, la parola d'ordine in casa Openjobmetis è pazienza. La società è attenta sulle evoluzioni del mercato, ma qualsiasi operazione in entrata - e di conseguenza in uscita - prenderà corpo soltanto quando si troverà un elemento in grado di dare la svolta, compatibilmente alle risorse disponibili. In pratica Varese mette tutti in discussione - fatti salvi gli incastri relativi ai passaporti -in cerca del miglior giocatore disponibile tra play, guardia e lungo. E a dare la direzione del correttivo non sarà il ruolo ma la qualità del rinforzo in fase di individuazione, che dovrà garantire un upgrade in termini di produzione offensiva e personalità, ulteriore problema di un gruppo dagli ottimi valori umani, ma privo di un elemento trainante non solo sul piano tecnico ma anche caratteriale. 
    Il match contro il Rosa Radom ha nuovamente messo in luce i problemi di una squadra che - a fronte di una delle migliori prestazioni difensive stagionali - non ha saputo nascondere i suoi palesi limiti di coesistenza offensiva. È un problema Maynor, il cui fatturato in attacco passa per un abuso di possesso di palla che toglie ritmo ai compagni, e i cui limiti difensivi debbono essere nascosti attraverso cambi sistematici sui blocchi che scoprono il perimetro e i tabelloni sui secondi tiri. È un problema l'assoluta improduttività dei lunghi in post basso e nel tiro frontale, se si eccettua Campani - che ora è a scartamento ridotto - i quali non solo non aprono spazi in attacco ma a volte li ingombrano. È un problema la monodimensionalità di Johnson in un attacco che, visti i cattivi incastri tra play e centri, avrebbe bisogno di un giocatore creativo dal palleggio. È un problema la non affidabilità balistica di Eyenga che lo rende incompatibile con lo status di prima punta a difesa schierata. E, in definitiva, è un problema il fatto che le premesse estive sulle quali era stato costruito il roster (Maynor in piena forma a creare gioco per tutti ed a tenere il pedale dell'acceleratore pigiato stabilmente a fondo) non abbiano praticamente mai trovato riscontri dal verdetto del campo.
    Mercato sbagliato come nell'estate del 2015? A differenza della scorsa annata non è un problema di qualità modesta di alcuni singoli, ma di incastri che non funzionano. Il motore dell'attacco è grippato a causa di troppi ingranaggi non funzionali l'uno con l'altro. Per questo la società si muove con cautela per trovare il pezzo più adatto a eliminare gli attriti più evidenti. Però pazienza e fiducia sono una ricetta che funziona solamente se i risultati la supportano: il passo indietro di mercoledì in Europa ha smorzato l'effetto positivo del raid di Pesaro in campionato, suscitando i primi mugugni da parte dei tifosi del PalA2A. Domani contro Brescia occorre invertire la rotta: in attesa del correttivo di mercato serve tener botta in chiave play off almeno in Italia. Altrimenti, se per il quarto anno consecutivo si dovrà navigare guardandosi dietro anziché davanti, rischia di svanire il capitale di credibilità portato in dote in estate dal nuovo corso societario.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'asticella della Champions League è ancora troppo alta per l'Openjobmetis. La squadra di Paolo Moretti paga la peggior serata offensiva della stagione e incassa il quarto stop consecutivo in Europa, pagando dazio contro l'esperienza e la fisicità del Rosa Radom. Fatale un secondo tempo disastroso sul piano del gioco, con soli 25 punti segnati (ma 19 in 18'30") è un terribile 24% dal campo (9/37 dopo l'intervallo) che smorza gli spunti positivi di un primo tempo quantomeno vivace sul piano del ritmo (17-10 al 7'e 37-30 al 18').
    La cartina di tornasole della prova dai due volti di Varese è la prestazione di Eric Maynor, che dopo 20' lussuosi (12 punti e 5 assist alla pausa lunga) va fuori giri (1/9 dal campo nella ripresa). Così la squadra di Moretti disperde il "tesoretto" costruito con sacrificio difensivo nei primi 20' con un ritorno in campo di sconcertante assenza mentale (parziale di 2-13 in 3 ' e 39-45 al 23'). E quando deve inseguire riemergono gli spettri delle 5 sconfitte consecutive, con i problemi tecnici di un attacco che senza "punch" dall'arco (2/13 da 3 dopo l'intervallo) paga la mancanza di pericolosità interna con i piccoli respinti nel traffico (8/26 in due per Maynor e Avramovic) e i lunghi "more solito" non produttivi spalle a canestro (8 punti e 3/9 in tre per Anosike, Pelle e l'acciaccato Campani).
    Contro una difesa organizzata nel proteggere il ferro, di tutt'altro impatto fisico rispetto a quella di Pesaro, si rivede la squadra anonima delle 5 sconfitte in fila, che raccoglie anche qualche fischio dai tifosi di Masnago, spazientiti da un terzo quarto avarissimo di qualità offensiva (11 punti con 5/17 dal campo), ma soprattutto povero di testosterone difensivo pagando dazio a suon di secondi tiri (6-15 a rimbalzo nella frazione) monetizzati dai velenosi dardi di Zyskowski e Sokolowski (10/20 da 3 per il Radom contro il 7/26 OJM). E quando Varese sistema la difesa nel quarto periodo, la tradisce un attacco paralizzato da una difficoltà più mentale che tecnica nel mettere punti anche nelle situazioni agevoli. Così non si va oltre il 58-62 del 37', con possessi non capitalizzati in assenza di un risolutore perimetrale in grado di dare certezze quando il ritmo si abbassa.
    Dunque la rondine dell'Adriatic Arena non fa primavera, o meglio dimostra che l'attuale versione dell'OJM non ha risorse sufficienti per essere competitiva per i playoff in Italia e in Europa, andando malamente a sbattere contro i limiti acclarati appena il livello delle avversarie si alza. La caccia ad una combo-guard che garantisca punti e pericolosità in penetrazione prosegue, ma per la qualificazione al secondo turno di Cham-pions rischia già di essere troppo tardi...
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    La confortante prestazione in trasferta della OJM offerta all'Adriatic Arena domenica scorsa si rivela a distanza di 3 giorni un fuoco di paglia. Quella che va in scena a Masnago in una fredda notte di metà novembre è la più brutta prestazione della squadra varesina di questa stagione. Il gruppo degli italiani crolla e un Maynor pimpante nel primo tempo si sgonfia come un soufflè nella ripresa senza contare che lo staff tecnico sembra in balia degli eventi.Veniamo dunque alle pagelle dei singoli:
     
    Anosike 5 :  impiegato 18 minuti abbondanti riesce a catturare 10 rimbalzi ma la sua pericolosità e produttività in attacco è a dir poco imbarazzante; sbaglia da sotto facili conclusioni e non trova mai il modo di superare in post chi lo marca anche se a dire il vero il pallone nelle sue mani ci arriva veramente di rado. INOFFENSIVO
    Maynor 5,5 : prima frazione da stropicciarsi gli occhi e che fa sperare tutti i tifosi che da questa sera in avanti potranno finalmente rivedere il giocatore che 2 stagioni fa incantò Masnago. Poi nella ripresa il sogno svanisce e ci si risveglia bruscamente trovando solo una cruda realtà. INCUBO
    Avramovic 5,5 : a livello di voglia e intensità è il giocatore che spende più di tutti ma questa sera non riesce a trascinare i suoi compagni all’impresa e il suo 1 su 5 dalla lunga distanza alla fine rimane una tassa molto salata da pagare. IMPRECISO
    Pelle 5 : come sempre non mancano le stoppate a fine partita nel tabellino di Norvel ma il problema sono tutte le volte che invece salta a vuoto sulle finte degli avversari restando poi di conseguenza fuori posizione sia per effettuare il taglia fuori che per prendere rimbalzo. POLLO
    Bulleri 6 : il Bullo si ripete dopo la trasferta pesarese e nei pochi minuti in cui resta in campo è l’unico che riesce a non cadere nella trappola letale dei cambi sistematici e che cadenza i ritmi in attacco realizzando anche l’unico tiro che si prende. INOSSIDABILE
    Cavaliero 4,5 : il capitano naufraga insieme alla nave e tutta la ciurma; cerca di sbattersi in difesa ma i accetta praticamente sempre i cambi che lo portano quasi sempre lontano dal suo diretto avversario; in attacco non ne azzecca mezza sparacchiando quasi sempre conclusioni forzatissime. JACK SPARROW
    Campani 4 : forse la peggior prestazione di Luca da quando veste la maglia biancorossa; evidentemente l’exploit di domenica a Pesaro è stato semplicemente un caso fortunato e i problemi al ginocchio lo limitano oltre misura. SCONCERTANTE
    Kangur 5,5 : come tutti i suoi compagni anche lui in difficoltà su entrambi i lati del campo; emblematico il suo gesto ai compagni con la palla in mano a un minuto dalla fine e sotto di 5 punti che indicava loro di stare calmi. SERAFICO
    Canavesi N.E.
    Ferrero 5 : gioca circa 6 minuti forse nel momento in cui la squadra produce il miglio basket di serata ma sbaglia una conclusione da 2 assolutamente nelle sue corde e una tripla piedi a terra, dopodiché viene panchinato e non rientrerà più. CONGELATO
    Eyenga 5,5 : nonostante un tabellino discreto la valutazione dell’atleta congolese rimane sotto la sufficienza per le scelte di tiro e la gestione di alcuni possessi risultati alla fine sbagliati. Deve mettersi in testa che intestardirsi come fa lui di solito difficilmente ha riscontri positvi. MULO
    Johnson 5,5 : entra come ultimo delle rotazioni e sembra avere un piglio positivo ma alla lunga ritorna nello sconforto che lo sta attanagliando da diverse partite e nel momento in cui le sue bombe avrebbero davvero fatto comodo riesce solo ad ammaccare il ferro. FABBRO

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