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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'opinione di Giancarlo Pigionatti
    Conciata perle feste. Non c'è che dire per tanta pochezza, puntualmente punita, ma questa è Varese cui siamo abituati per le sue infauste prestazioni. Qualità del legno, vien da dire, torto e non dritto già pensando all'improba missione di Caja dopo un debutto rovinato alla guida di una squadra ancor più dimessa del solito, priva com'era di Eyenga (squalificato) e di Campani, la cui assenza si sta trascinando d tempo. In ogni caso non sono questi vuotine un punteggio finale non poi cosi umiliante come s'era profilato sul finire del terzo quarto (con Venezia avanti di 27 punti), a giustificare una realtà che induce a cattivi pensieri, con i biancorossi al tappeto come pugili suonati.
    Il terzultimo posto appare come l'orlo di un precipizio a dispetto di coloro i quali credevano, non più tardi d'una decina di giorni fa, in una collocazione da playoff ancora possibile. Il manifesto disagio tecnico di Varese, aldilà della gara con Venezia, sta nei suoi vistosi equivoci, soprattutto sull'asse play-pivot, valutato erroneamente da chi lo ha composto: Maynor non è quell'asso che credono i suoi sostenitori; Anosike, grande e grosso, dominante a rimbalzo, manca la retina sotto misura raccogliendo spesso una miseria, mentre il "pallavolista " Pelle (visto il suo campionario in stoppate e schiacciate) realizza di più.
    Siamo poco persuasi, pur augurandocelo, che Caja riesca a rendere efficace in continuità questo asse a beneficio del collettivo: probabilmente farà bene a battere altre vie per connotare i suoi uomini, alcuni dei quali "sommersi" dalla mediocrità, di una forte identità da battaglia. Dominique Johnson sta rispettando le attese in punti, segnandone anche più di quelli previsti, solo che - particolare non trascurabile - impiega quasi due quarti di gara prima di mettersi in proprio e lasciare il segno.
    Il ritratto di Varese appare fosco e sconfortante, proprio d'una squadra mal messa insieme, come già testimoniavano le amichevoli dell'estate scorsa: bastava un po' di vista lunga per evitare tale e infelice "mescola". Moretti ha già pagato, altri ancora dovranno rispondere, nel frattempo più prove inchiodano Coldebella come primo responsabile del mercato e relative strategie. Crediamo che l'ex play delle Vu nere abbia già fatto il suo tempo, pur con pochi mesi di militanza biancorossa. Cognizione della realtà, questa sconosciuta, vien da dire pensando per esempio a Castelli, presidente del consorzio, allorquando nel tratteggiare un progetto ideale di società cita il modello "Udinese calcio", mentre la squadra, messa insieme non certo da chi passa per strada, perde e soffre.

  • simon89
    Niente scossa per l'Openjobmetis dall'esordio in panchina di Attilio Caja. La truppa biancorossa chiude nel peggior modo possibile l'anno solare 2016, crollando sotto le scariche dall'arco dell'Umana (14/32 da 3) che inanella la settima vittoria consecutiva in campionato ribadendo i limiti strutturali di una Varese scivolata in piena zona retrocessione.
    Approccio troppo remissivo per Cavaliero e compagni contro la lanciata Venezia, che punisce a suon di triple (5/5 nei primi 6' per il 5-17 iniziale) la partenza morbida sul piano mentale di una Openjobmetis assolutamente latitante nel gioco interno (38% da 2 ma 5/23 da sotto nei primi 25'). Il cambio di allenatore adottato dalla società per provare ad invertire il trend totalmente negativo degli ultimi due mesi (13 sconfitte in 16 partite nella fase finale dell'era Moretti) non produce alcun effetto immediato sulla psiche della squadra. Se con soli 4 giorni di lavoro era lecito non attendersi stravolgimenti tattici immediati dalla cura-Caja, ci si aspettava invece un avvio rombante in termini di intensità.
    Lungi dal mettere in campo l'approccio aggressivo richiesto da Artiglio, i bianco-rossi sono parsi invece bloccati dalla tensione e dalla mancanza di punti di riferimento sicuri nell'attacco a difesa schierata, anche stavolta principale tallone d'Achille per una Openjobmetis trafitta spesso e volentieri in transizione dopo manovre improduttive condotte da un Maynor nuovamente involuto. Dopo aver rischiato il tracollo sul meno 27 del 28', Varese trova quantomeno l'orgoglio per salvare la faccia, sfruttando la ritrovata verve balistica di Johnson (20 punti negli ultimi 12' dopo l'1/8 iniziale) e la grinta profusa dal veterano Bulleri per accendere la squadra in difesa. Unica risorsa alla quale appellarsi per risolvere i problemi strutturali di un attacco ingessato dalle difficoltà di convivenza della strana coppia Maynor-Anosike e dal fatturato ridottissimo di Kangur. Ma anche in retroguardia ci sono problemi di sistema: senza uno stopper nel settore guardie, troppo spesso si va in rotazione obbligata lasciando messe di triple aperte agli specialisti della Reyer (micidiale soprattutto il 6/9 dell'arciere designato Bramos. 
    Sarà questo il principale problema che Attilio Caja dovrà risolvere, per dare la sua impronta al reparto-chiave della sua nuova avventura sulla panchina di Varese. L'unico modo per invertire la rotta è quella di dare alla squadra un'anima difensiva, indispensabile per aumentare il ritmo e sfruttare la potenza di Eyenga per sopperire alla prevedibilità a difesa schierata di una squadra totalmente priva di riferimenti dentro l'area colorata. La prima prova del campo ha evidenziato dunque che i risultati negativi dell'Openjobmetis 2016-17 non dipendevano solamente dalla conduzione tecnica di Paolo Moretti, pur primo artefice di un mercato totalmente sbagliato che andrebbe corretto con ulteriori interventi strutturali resi praticamente impossibili dai 200mila euro extra già investiti su Dominique Johnson e Attilio Caja. Al tecnico pavese, le cui dichiarazioni permeate di positività hanno cercato di stemperare il clima plumbeo di un ambiente che si attendeva ben altro impatto dall'arma atomica del cambio di allenatore, il compito di trovare le soluzioni giuste per galvanizzare la squadra in vista del delicatissimo spareggio di lunedì prossimo a Cremona.
    Giuseppe Sciascia 

  • banksanity6
    L’era Caja 2.0 comincia all’insegna di una prestazione tra lo sconcertante e lo stucchevole. I 13 punti di scarto finale non raccontano la vertità per quanto riguarda l’andamento dell’incontro che è stato saldamente in mano ai lagunari dal primo al quarantesimo minuto e solo un fisiologico rilassamento dovuto all’ampio margine ha permesso ai varesini di chiudere con così pochi punti di scarto. Del resto non si potevano pretendere miracoli dopo solo poche sedute di allenamento ma come detto dallo stesso Caja in conferenza stampa pre partita, sicuramente un atteggiamento più volitivo sarebbe stato fondamentale per restare aggrappati a questa partita. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Johnson 6 : chiude la sua serata con 23 punti e con buone percentuali ma in realtà entra in partita (e a dire la verità per farlo si mette praticamente sempre in proprio) quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla. FASO TUTO MI’
    Anosike 4 : nonostante la doppia cifra alla voce rimbalzi forse una delle prestazioni più incolori e deficitarie della sua triste stagione fino a questo punto. Parte bene col primo canestro dell’incontro ma poi sparisce dalla scena anche se incredibilmente il coach spesso e volentieri lo preferisce a Pelle. HOUDINI
    Maynor 5 : primo tempo sufficiente almeno dal punto di vista offensivo ma nella ripresa scompare dai radar quando un vero leader, quale dovrebbe essere lui, dovrebbe invece trascinare i suoi compagni. USTI…CA
    Avramovic 4,5 : non si capisce dove sia andato a finire il ragazzo tosto e con lo sguardo sveglio che aveva abbagliato più di un tifoso biancorosso. Ora sembra assolutamente un corpo estraneo e che fatica a mettere insieme un tiro o un passaggio degno di questo nome. PULCINO BAGNATO
    Pelle 6 : insieme a Johnson l’unico a salvarsi questa sera grazie ad una partita che lo vede più concentrato delle ultime uscite (e ci voleva poco) e anche più determinato. Sicuramente da rivedere alcuni movimenti difensivi che spesso causano la conclusione semplice di Venezia ma questa sera sarebbe stato da cavalcare più dei 12 minuti in cui è stato in campo. TOSTO
    Bulleri 5,5 : il Bullo questa sera non riesce a dare la scintilla per dare il la ad una rimonta mai partita anche se con lui schierato c’è senza dubbio più ordine ed è anche l’unico ad avere il quoziente +/- in positivo anche se solo di una unità. RAZIONALE
    De Vita N.E.
    Cavaliero 5 : parte in quintetto e l’inizio sembra far ben sperare. Poi progressivamente si spegne e oltre a non riuscire a limitare chi si trova di fronte fa una fatica del diavolo a realizzare dal campo. SCARICO
    Kangur 5,5 : realizza 5 punti tutti dalla lunetta e come ormai è diventata una consuetudine non si prende molte responsabilità in attacco; in difesa sfodera una prestazione maschia dove non si risparmia colpi anche proibiti con armadi come Peric, Hagins e Ortner. BRONZEO
    Lo Biondo N.E.
    Canavesi N.E.
    Ferrero 5 : questa era forse la sera giusta per guadagnarsi minuti preziosi nel proseguo del campionato ma Giancarlo stecca l’occasione e non riesce ad incidere se non tamponando in difesa ma alla lunga la prestazione è lontana dall’essere confortante. SCIUPONE
     

  • simon89
    L'Openjobmetis cerca l'impresa contro la seconda forza Venezia per inaugurare col botto l'era Caja. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18.45; diretta su SkySport 2) il coach pavese farà il suo esordio stagionale sulla panchina biancorossa 19 mesi dopo la sua ultima apparizione a Masnago nella gara finale della stagione 2014-15. Una svolta inevitabile alla luce delle 13 sconfitte in 16 partite che avevano fatto precipitare la Varese di Paolo Moretti al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Champions League. Ma il nuovo corso affidato ad un tecnico esperto delle "riparazioni d'emergenza" inizia con un test quantomai impegnativo.
    Un compito difficile contro la squadra più in forma della serie A (13 vittorie nelle ultime 14 gare tra campionato ed Europa) reso ancora più improbo dall' assenza forzata di Christian Eyenga. L'ala congolese dovrà infatti scontare il turno di squalifica rimediato a Trento per la reazione nei confronti degli arbitri dopo l'espulsione per doppio fallo antisportivo in 54 secondi (per l'atleta del 1989 è stato il secondo stop in due settimane dopo la commutazione automatica in multa della squalifica rimediata contro Cantù). Quale impronta saprà dare "Artiglio" in soli 4 giorni di lavoro dopo l'insediamento avvenuto il 23 dicembre? La curiosità è grande per scoprire la reazione della squadra al cambio di allenatore: l'auspicio dell'ambiente è che il classico "effetto-scossa" possa dare gli stimoli giusti ad una Openjobmetis chiamata a giocare una partita diametralmente opposta a quella senza nerbo di Trento nel match più sentito dal main sponsor Rosario Rasizza.
    Rispetto all'ultima uscita biancorossa con Paolo Moretti in panchina, Varese recupererà Giancarlo Ferrero, che in assenza di Eyenga tornerà utile per allungare le rotazioni nello spot di ala piccola. Ma sembra scontato che Caja farà largo uso dell'assetto con tre guardie, utilizzando al posto del congolese l'ultimo arrivato Dominique Johnson (al debutto casalingo in campionato dopo le prove generali al PalA2A contro Klaipeda). Sul piano tattico i 3 piccoli e l'uso della zona - arma quasi obbligata per non subire dinamismo e atipicità dell'Umana - sono armi già utilizzate da Moretti nell'ultima fase della sua avventura a Varese. Ma il nuovo coach punterà molto sull'aspetto mentale e motivazionale per una svolta immediata nel ciclo di impegni ravvicinati - 4 in 10 giorni fino all'ultima di andata del 7 gennaio con Torino - fissati sul calendario di Cavaliero e compagni.
    La Reyer sarà senza l'emergente Tonut, allievo prediletto di Caja nell'ultima versione della Nazionale Sperimentale, ma la profondità del roster a disposizione di Walter De Raffaele è davvero notevole e le armi offensive degli orogranata - in particolare l'energia perimetrale di Haynes e McGee e le qualità frontali del pungente Peric - restano comunque temibili. All'Openjobmetis servirà una prestazione perfetta sul piano dell'impegno e della concentrazione, ma se Attilio Caja avrà saputo trasmettere alla squadra quel mix di grinta e meticolosità profuse sul parquet del PalA2A nei primi 4 giorni di lavoro con la squadra, allora non sarà una missione del tutto impossibile...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un bis da un gradino più basso in classifica, ma in una situazione completamente diversa - e comunque meno preoccupante - rispetto al febbraio 2015. Attilio Caja ritrova l'Openjobmetis al penultimo posto, una posizione in meno rispetto a quando era subentrato a Gianmarco Pozzecco a 11 giornate dal termine del 2014/15. Stavolta, però, non è un problema di ricreazione finita con la necessità di dare un sistema ad un gruppo sregolato, ma di trovare le giuste alchimie tecnico-tattiche per far rendere una squadra mal assortita che aveva progressivamente perso fiducia in Paolo Moretti.
    Più che sulla tecnica, almeno nel breve periodo, il coach pavese dovrà lavorare sulla testa dei giocatori spazzando via quella cappa di sfiducia e negatività che gli ultimi due mesi di sconfitte in serie (13 nelle ultime 16 gare) hanno creato dentro e fuori all'Openjobmetis. Anche perché, rispetto alla prima incarnazione sulla panchina biancorossa, ci sarà meno tempo per lavorare in palestra, fattore chiave della svolta della "primavera cajana" del 2014/15, con le scadenze incombenti delle prossime 4 partite in 10 giorni (debutto martedì 27 con Venezia, poi il 2 gennaio a Cremona e la doppietta casalinga Ventspils - Torino tra il 4 e 7 gennaio). C'è di mezzo l'impegno in Champions League e la società non ha rinnegato la volontà di andare avanti in Europa perseguendo il ripescaggio in FIBA Europe Cup (significa mirare al sesto posto del girone di Champions, con la necessità di vincere almeno 3 delle ultime 4 gare).
    Entrando in corsa con soli quattro giorni per preparare il delicato esordio contro l'Umana e lo spareggio-salvezza sul campo dell'ultima della classe Cremona, la ricetta di Artiglio dovrà essere basata su pragmatismo e semplificazione. Leggi più responsabilità individuali in difesa, gerarchie più definite al costo di rotazioni più asciutte e bacchetta del comando nelle mani di Maynor, responsabilizzato come due anni fa quando fu proprio il play ex Oklahoma City a dare la svolta trascinando i biancorossi verso la salvezza nonostante i problemi fisici di Rautins e Diawara. Di certo Caja gode all'interno del gruppo della stima e del credito di tanti suoi ex giocatori: lo stesso Eric ma anche Eyenga, baluardi della rifioritura delle 11 gare finali del 2014/15, proseguendo con Bulleri che allenò a Milano e Cavaliero che ebbe a Roseto. E lo conosce bene anche Claudio Coldebella, che è stato prima suo giocatore e poi suo assistant coach ai tempi dell'Olimpia Milano.
    Ulteriori svolte di mercato con il Caja-bis? Solo se sarà strettamente necessario: il coach pavese è un aziendalista e prima di tutto proverà a far rendere il personale tecnico a sua disposizione. Esattamente come accadde due anni fa, quando al suo arrivo a Varese si voleva rottamare Maynor e puntare su Josh Akognon: la cura Caja fece rifiorire Eric, ora l'auspicio è che il copione possa avere lo stesso lieto fine per tutti i giocatori del roster attualmente in crisi...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il commento di Giuseppe Sciascia
     
    Diciotto mesi vissuti sull'ottovolante, con 29 giocatori ruotati per un record complessivo di 34 vittorie in 75 partite (27-24 nel 2015/16 ma solo 7-17 nella stagione in corso). Paolo Moretti era arrivato nel giugno 2015 per aprire un ciclo pluriennale, ma dopo neppure metà della seconda stagione è stato accompagnato alla porta sulla scorta di risultati del campo troppo negativi per continuare a dargli fiducia. Purtroppo il coach toscano s'è bruciato il tesoretto di credibilità costruito nella seconda metà del 2015/16 sulla base di scelte estive che alla prova del campo si sono rivelate sbagliate. L'organico attuale, costruito puntando su giocatori esperti e rodati per evitare rischi connessi al doppio impegno accettato obtorto collo in cambio di garanzie costose per un club che vanta un monte-stipendi medio s'è dimostrato troppo ricco di giocatori usurati, ma soprattutto di equivoci tecnici dei quali Moretti si è capacitato troppo poco e troppo tardi.
    In quanto artefice primario del mercato estivo, il tecnico ex Pistoia è il primo responsabile dell'attuale crisi dell'OJM. Ma sarebbe ingiusto e ingeneroso attribuirgli tutte le responsabilità della situazione: anche la società ha le sue colpe, soprattutto nell'ultimo mese, quando il coach toscano è stato lasciato in balia di se stesso, a cuocere a fuoco lento fin quando non è scattato un esonero inevitabile ma tardivo nei modi e nei termini. Il cortocircuito sta però a monte, ossia quando la scorsa primavera l'ormai ex coach biancorosso chiese - e ottenne - piena libertà nella direzione dell'area tecnica. E quando fu scelto Claudio Coldebella per il ruolo a tutto campo da direttore generale, la prima raccomandazione dei vertici del club fu proprio quella di mettere Moretti al centro del progetto. Il dirigente veneto ha interpretato il mandato in maniera letterale, lasciando nelle mani del coach ogni decisione strategica.
    Ora, però, toccherà proprio al d.g. agire in prima persona - con onori e oneri del caso - per costruire l'identità futura della Varese "modello Udinese" sognata da Alberto Castelli, al di là della riparazione d'emergenza di Attilio Caja. All'atto pratico, per il quarto anno consecutivo, cambiare giocatori e coach a stagione in corso (il counter aggiornato dice 10 tesseramenti suppletivi dal novembre 2013 e 6 allenatori dal febbraio 2014) è la soluzione obbligata utilizzata per salvare il salvabile di una stagione lontana dalle aspettative estive. Stavolta, però, è una sconfitta bruciante che lascia segni profondi nella credibilità di un progetto fallito in soli sei mesi, al punto da sacrificarne la figura più importante.

  • simon89
    Addio Paolo Moretti, bentornato Attilio Caja. La giornata di ieri ha ratificato l'esonero del tecnico già nell'aria prima della trasferta di Salonicco. Il CdA della Pallacanestro Varese, riunitosi ieri mattina al Campus, ha optato per la chiusura anticipata del rapporto con l'allenatore toscano per provare a invertire un trend preoccupante che aveva fatto scivolare l'Openjobmetis al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Europa. Il comunicato ufficiale della società con la notizia dell' addio è stato diramato in serata, dopo che il club bianocorosso aveva comunque già raggiunto l'accordo con il suo sostituto. «Sono estremamente dispiaciuto nel salutare Paolo, un allenatore e una persona che stimo molto e che tanto ha fatto per Varese - le parole di commiato affidate al d.g. Claudio Coldebella -. E stata una scelta difficile presa però per il bene della squadra con la speranza che questo cambiamento possa risollevare le sorti della stagione».
    In realtà, ormai il coach aveva esaurito il credito nei confronti di tutte le componenti dell'ambiente biancorosso. Se due settimane fa il cambio Moretti-Caja era stato bloccato in extremis dopo la sconfitta di Villeurbanne, con la successiva vittoria contro Reggio Emilia che aveva rafforzato la posizione del tecnico toscano, il caso-Neptunas (che aveva indispettito i tifosi) e il pesante tonfo sul campo della Dolomiti Energia nella partita in cui lo stesso Moretti aveva auspicato l'avvio della rimonta per la Coppa Italia hanno indotto la società a chiudere il rapporto, sia pur con modalità irrituali (perché quattro giorni dopo il tonfo di Trento, lasciandolo sulla graticola a Salonicco?).
    Ora tocca di nuovo a Caja, che ha accettato con entusiasmo di tornare alla guida del club già traghettato verso la salvezza nel 2014/15. L'esperto allenatore pavese, il cui ritorno sarà annunciato in mattinata, ha siglato un accordo biennale con escape a pagamento in favore della società entro fine maggio del 2017. Il sostituto di Moretti sarà tesserato entro le 11 di oggi, termine ultimo necessario per farlo debuttare il 27 dicembre nell'anticipo televisivo contro Venezia, e svolgerà il primo allenamento nel pomeriggio al PalA2A dopo la rituale conferenza stampa di presentazione. Il match contro l'Umana sarà una vera e propria prova del fuoco, con Caja che sfrutterà appieno le festività (il programma pre-esonero prevedeva comunque allenamenti a Natale e Santo Stefano) per prepararsi al ritorno sulla panchina che occupò dopo la chiusura traumatica dell'era Pozzecco a febbraio 2015.
    Per i prossimi sei mesi la Pallacanestro Varese avrà dunque due allenatori sotto contratto: improbabile che la società di piazza Monte Grappa riesca a trovare un accordo con Moretti per la transazione dell'accordo valido fino al 30 giugno 2017 (più i 25mila euro di escape previsti per entrambe le parti come clausola rescissoria del "+1" concordato 18 mesi fa), anche alla luce del fatto che il tecnico toscano aveva spostato la famiglia in estate (e il secondogenito Nicolò frequenta le scuole medie in città). Un altro extrabudget importante - il conto complessivo delle correzioni si aggirerà attorno ai 200mila euro - dopo quello già stanziato per Dominique Johnson, sebbene l'arrivo della guardia ex Alba Berlino sia coinciso con la maggior esposizione del marchio Tigros, comparso da qualche settimana sui pantaloncini da gioco dei biancorossi, oltre ai supporti dei canestri griffati a Masnago.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Come da indiscrezioni la Pallacanestro Varese ha sollevato dall'incarico il tecnico toscano, che lascia così la panchina biancorossa dopo un anno e mezzo. Si attende ora l'ufficialità del sostituto che domani dirigerà la ripresa degli allenamenti. Sembra probabile il ritorno di Attilio Caja.
    Questo il comunicato del club:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con dispiacere di aver sollevato Paolo Moretti dall’incarico di capoallenatore della prima squadra. Il club biancorosso nel ringraziare Paolo Moretti per il lavoro svolto alla guida della Pallacanestro Varese gli augura le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera.
    Claudio Coldebella, direttore generale Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono estremamente dispiaciuto nel salutare Paolo, un allenatore e una persona che stimo molto e che tanto ha fatto per Varese. È stata una scelta difficile presa però per il bene della squadra con la speranza che questo cambiamento possa risollevare le sorti della stagione».

  • simon89
    Sarà Paolo Moretti o Attilio Caja a dirigere domani l'allenamento di riattivazione dell'Openjobmetis in vista di trascorrere in palestra Natale e Santo Stefano per preparare il match del 27 dicembre contro Venezia? Solo oggi la società di piazza Monte Grappa deciderà se chiudere l'era Moretti con la sconfitta di Salonicco, oppure prendere spunto dall'impegno profuso dalla Varese acciaccata ma grintosa vista ieri sera sul campo del PAOK e dare ancora una prova d'appello al tecnico toscano. Che avrebbe infatti almeno un sostenitore nella "stanza dei bottoni" del club, deciso ad attendere i riscontri della trasferta in Grecia prima di stabilire se unirsi al generalizzato "pollice verso".
    Dalla riunione odierna arriverà la decisione finale, anche se la rotta da seguire perché Moretti mantenga il posto è impervia. Per scongiurare un esonero che a oggi resta l'ipotesi più probabile, servirà superare le "forche caudine" del CdA odierno, che già lo aveva salvato 15 giorni fa dopo la sconfitta sul campo di Villeurbanne. E compito forse più complicato, servirà un'impresa casalinga contro l'Umana seconda forza della serie A per evitare che la "mannaia" cali comunque in caso di sconfitta contro Venezia. Dopo il preoccupante kappaò di Trento, i segnali provenienti dalla Grecia non hanno ribadito uno "scollamento" irreparabile tra squadra e allenatore: le tre assenze hanno compattato e responsabilizzato i superstiti nel più classico dei "less is more", oppure il gruppo ha provato a battersi - comunque senza fare risultato - per salvare Moretti?
    L'ultima parola spetterà ai dirigenti, che prima del match di ieri sera parevano orientati quasi all'unamimità a scegliere la via dell'esonero per provare ad usufruire in occasione del delicato match contro la Reyer dell'effetto-scossa decisivo per Cantù in occasione del derby del PalA2A. Tuttavia una decisione così strategica deve derivare da convinzioni profonde e non arrivare "di pancia" sulla base di sensazioni legate a una partita. Se si crede ancora nel coach toscano, lo si aiuti a ricostruire il feeling con l'ambiente e a trovare le soluzioni giuste per "aggiustare" la squadra. Altrimenti si ammetta senza ulteriori indugi che il progetto Moretti si considera fallito, e si affidi il timone all'uomo del "pronto soccorso" Attilio Caja.
    Giuseppe Sciascia

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