C’è ancora margine per un ripensamento in extremis in caso di impresa di Cavaliero e compagni? La giornata chiave sarà quella di domani, nella quale - anche alla luce di come Varese interpreterà a livello tecnico e caratteriale la trasferta di Salonicco - si farà il punto della situazione. Ma rispetto a domenica sera, quando l’idea era di rimandare la decisione al post-Umana, sembra essersi ridotto al lumicino - o addirittura azzerato - il numero dei dirigenti che nutrono fiducia nelle possibilità del coach toscano di trovare ancora le giuste soluzioni per invertire una rotta pericolosissima (penultimo posto in Italia e ultimo in Europa). I rimedi tattici adottati per nascondere gli squilibri più evidenti di un roster male assortito - in primis dallo stesso Moretti - non hanno dato le soluzioni auspicate: le sconfitte in fotocopia figlie del medesimo copione (fatta salva la zona anti-Reggio Emilia) hanno progressivamente indotto i giocatori a non credere più al suo sistema (il tweet di Anosike citando Albert Einstein “Follia è ripetere sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi?” era datato 21 novembre…). E il match di Trento ha dimostrato che anche dopo l’innesto di Dominique Johnson sono rimasti i limiti strutturali.
Nel frattempo, però, l’ignavia degli ultimi due mesi ha ingigantito le difficoltà, estese dal comparto tecnico a quello caratteriale, con fiducia e autostima azzerate dalle 12 sconfitte nelle ultime 15 gare. Per questo l’esonero di Moretti sembra inevitabile, che arrivi domani o il 28 dicembre, essendo ormai palese che l’intero sistema-Varese - ambiente, squadra e dirigenti - non crede più nella capacità del suo coach di ribaltare un trend così negativo. Dunque, se cosi fosse, meglio staccare la spina a prescindere dall’esito del match di stasera, anticipando i tempi dopo averne già perso tantissimo nel prendere coscienza degli errori di mercato palesati già dopo Klaipeda e Pistoia.
Si è rimandato un esonero che pareva già dificilmente evitabile dopo i tonfi casalinghi contro Brescia o Cantù per questioni meramente economiche, visto che cacciare Moretti avrebbe un costo pesantissimo per le casse del club? Sul tavolo ci sono più di 50mila euro netti di mensilità fino al 30 giugno, più i 25mila della clausola rescissoria del 2+1 firmato nel giugno 2015. Ma in questo modo si renderà soltanto più complicata l’opera dell’eventuale successore: che dovrà lavorare con una squadra comunque sbagliata, potendo però contare sul credito di nuove idee tecnico-tattiche rispetto a quelle attuali che i risultati del campo hanno depotenziato agli occhi del gruppo. E visti i rapporti con ambiente e giocatori (Maynor ed Eyenga su tutti, ma anche Bulleri e Cavaliero), il sostituto non potrà che essere Attilio Caja, specialista delle “riparazioni d’emergenza” come già dimostrato due anni fa quando ereditò una situazione ancor più complicata dopo lo choc delle doppie dimissioni di Vescovi e Pozzecco.
Giuseppe Sciascia
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