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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L’avventura a Varese di Paolo Moretti arriverà al capolinea già a Salonicco? Il match di stasera sul campo del Paok (palla a due alle 20) potrebbe essere l’ultimo sulla panchina dell’Openjobmetis per il tecnico di Arezzo, anticipando i tempi rispetto all’ipotesi formulata dopo il tonfo di Trento di lasciargli la prova d’appello casalinga del 27 dicembre contro Venezia. Al momento non ci sono certezze che il destino di Moretti sia già segnato a prescindere dal risultato contro i greci, che comunque i biancorossi affronteranno in emergenza (out Eyenga e Ferrero oltre al lungodegente Campani).
    C’è ancora margine per un ripensamento in extremis in caso di impresa di Cavaliero e compagni? La giornata chiave sarà quella di domani, nella quale - anche alla luce di come Varese interpreterà a livello tecnico e caratteriale la trasferta di Salonicco - si farà il punto della situazione. Ma rispetto a domenica sera, quando l’idea era di rimandare la decisione al post-Umana, sembra essersi ridotto al lumicino - o addirittura azzerato - il numero dei dirigenti che nutrono fiducia nelle possibilità del coach toscano di trovare ancora le giuste soluzioni per invertire una rotta pericolosissima (penultimo posto in Italia e ultimo in Europa). I rimedi tattici adottati per nascondere gli squilibri più evidenti di un roster male assortito - in primis dallo stesso Moretti - non hanno dato le soluzioni auspicate: le sconfitte in fotocopia figlie del medesimo copione (fatta salva la zona anti-Reggio Emilia) hanno progressivamente indotto i giocatori a non credere più al suo sistema (il tweet di Anosike citando Albert Einstein “Follia è ripetere sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi?” era datato 21 novembre…). E il match di Trento ha dimostrato che anche dopo l’innesto di Dominique Johnson sono rimasti i limiti strutturali.
    Nel frattempo, però, l’ignavia degli ultimi due mesi ha ingigantito le difficoltà, estese dal comparto tecnico a quello caratteriale, con fiducia e autostima azzerate dalle 12 sconfitte nelle ultime 15 gare. Per questo l’esonero di Moretti sembra inevitabile, che arrivi domani o il 28 dicembre, essendo ormai palese che l’intero sistema-Varese - ambiente, squadra e dirigenti - non crede più nella capacità del suo coach di ribaltare un trend così negativo. Dunque, se cosi fosse, meglio staccare la spina a prescindere dall’esito del match di stasera, anticipando i tempi dopo averne già perso tantissimo nel prendere coscienza degli errori di mercato palesati già dopo Klaipeda e Pistoia.
    Si è rimandato un esonero che pareva già dificilmente evitabile dopo i tonfi casalinghi contro Brescia o Cantù per questioni meramente economiche, visto che cacciare Moretti avrebbe un costo pesantissimo per le casse del club? Sul tavolo ci sono più di 50mila euro netti di mensilità fino al 30 giugno, più i 25mila della clausola rescissoria del 2+1 firmato nel giugno 2015. Ma in questo modo si renderà soltanto più complicata l’opera dell’eventuale successore: che dovrà lavorare con una squadra comunque sbagliata, potendo però contare sul credito di nuove idee tecnico-tattiche rispetto a quelle attuali che i risultati del campo hanno depotenziato agli occhi del gruppo. E visti i rapporti con ambiente e giocatori (Maynor ed Eyenga su tutti, ma anche Bulleri e Cavaliero), il sostituto non potrà che essere Attilio Caja, specialista delle “riparazioni d’emergenza” come già dimostrato due anni fa quando ereditò una situazione ancor più complicata dopo lo choc delle doppie dimissioni di Vescovi e Pozzecco.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'avventura di Paolo Moretti sulla panchina della Pallacanestro Varese sembra ormai arrivata al capolinea. Si fanno sempre più insistenti infatti le voci di un consiglio di amministrazione di piazza Monte Grappa universalmente orientato verso la sostituzione dell'allenatore toscano. Decisive saranno le prossime ore, ma - con la squadra impegnata domani sul parquet del Paok - nessun cambio ufficiale avverrà prima della giornata di giovedì. Il successore sul "pino" biancorosso? I nomi sono quelli di sempre: Caja, Recalcati, Crespi.
    La "fatal" Trento? Vero, ma solo fino a un certo punto. L'ennesima partita persa malamente tra campionato e coppa (il tassametro, da fine ottobre, non si è mai fermato: siamo a sedici sconfitte su 23 partite ufficiali - 8 in coppa e 8 in campionato - con dodici insuccessi nelle ultime quindici uscite) è stata semplicemente l'ultima conferma di una situazione ormai sotto gli occhi di tutti, anche della società, una situazione pericolosa e scivolosa che si sta incancrenendo verso l'irreversibilità. La gara contro la Dolomiti Energia, seppur non facile (ma non certo proibitiva, viste le condizioni degli avversari e il loro ruolino di marcia) era l'ennesima occasione da non buttare via, uno snodo fondamentale per non abbandonare le speranze di Final Eight o comunque per allontanarsi dall'ultima piazza della classifica. Varese è stata invece ancora una volta uguale, troppo uguale, a se stessa: "solito" parziale incassato a complicare immediatamente il piano partita, dose di mordente ben al di sotto dell'accettabile, reazione tardiva, spaesamento dei giocatori, problemi tecnici conclamati.
    Trento è stata la trama di un film visto e rivisto la cui stucchevole ripetizione non può non essere addebitata anche (e soprattutto) a chi siede in panchina, evidentemente non in grado (o non più in grado) di agire in modo proficuo per cambiare l'efficacia di quanto prodotto dai suoi giocatori in campo. Lo "dice" l'unica cosa che conta: l'evidenza dei risultati da lui ottenuti. Si è provato fino all'ultimo a salvare l'allenatore portato a Varese l'estate scorsa dall'ex presidente Stefano Coppa e "sposato" - come uno dei cardini principali del progetto - anche dal nuovo corso di piazza Monte Grappa. Ogni atleta che attualmente veste la casacca biancorossa è stato scelto dal coach aretino, accontentato anche nel cambio tra i Johnson (Melvin e Dominique: ma non si vede come anche un giocatore valido come il neo arrivato possa inserirsi in un contesto di squadra che in tre mesi non ha saputo mostrare il ben che minimo progresso sul piano del gioco e dell'identità. Assuefacendosi - ed è l'aspetto più grave - non solo a perdere, ma a prendere sonore imbarcate)
    Alle porte (sarà il 27 dicembre) c'è Venezia poi si andrà a Cremona (2 gennaio) contro l'ultima in graduatoria. Una sfida cui si dovrà arrivare pronti per non spalancare le porte del baratro: nascerebbe da qui la decisione della società di non avvalersi più di dei servigi dell'ex guida di Pistoia. Una decisione che, se confermata nelle prossime ore (anche chi ha strenuamente difeso Moretti sembra ormai convinto... Peraltro tifosi, arrivati alla saturazione, sponsor e consorziati - quasi tutto l'ambiente, quindi - lo hanno già "scaricato" ), avrà dei tempi tecnici di esecuzione. C'è la Champions da giocare (e pare molto difficile che un eventuale risultato positivo conquistato a Salonicco possa salvare la posizione di chi è in bilico e non da oggi...) e il coach partirà per la Grecia. E poi c'è una transazione da affrontare che non pare missione scontata. Paolo Moretti, a giugno 2015, ha firmato un contratto triennale con la Pallacanestro Varese, con uscita per entrambe le parti, esercitabile tramite buyout, al termine del secondo anno: il classico "2+1" A meno di un passo indietro dell'interessato, che non pare tuttavia nell'aria, o di un accordo, Varese dovrà corrispondere al suo ex allenatore lo stipendio per i mesi restanti della stagione 2016/2017 più appunto il buyout di cui sopra. Capitolo sostituto. Un "nome" vero ancora non c'è, ma alcuni indizi portano ad Attilio Caja, la firma della salvezza varesina di due anni fa malamente cacciato da Coppa poco dopo averla ottenuta, proprio per puntare su Moretti. Caja, oltretutto, conosce bene Maynor ed Eyenga, che con lui hanno dimostrato di essere coppia di stranieri di buon livello per la nostra serie A. Ma Caja non è l'unico appunto sul taccuino: piste tiepide (pronte a riscaldarsi o a raffreddarsi definitivamente) sono anche quelle che porterebbero a un "Recalcati ter" o a Marco Crespi. 
    Fabio Gandini

  • simon89
    Fiducia a tempo per Paolo Moretti dopo il pesante stop di Trento che ha spazzato via gli ultimi sogni di rimonta per le Final Eight di Coppa Italia. Con ogni probabilità il tecnico toscano si giocherà la permanenza sulla panchina dell'Openjobmetis nel match di fine anno solare contro l'Umana Venezia: la sfida del 27 dicembre contro la seconda forza della serie A sarà quella decisiva per il suo futuro a Varese. Dunque, il coach toscano mangerà sicuramente il panettone natalizio, ma per il cotechino di Capodanno dipenderà dall'esito di una sfida già carica di significati (cerchiata col circoletto rosso da fine luglio sul calendario del main sponsor Rosario Rasizza, visto il "derby del lavoro interinale" col presidente-sponsor della Reyer, Luigi Brugnaro).
    La mancanza d'energia mentale costata il fatale meno 15 iniziale nel match di domenica è stato un segnale preoccupante in una partita che ha fatto registrare brutti atteggiamenti anche sul piano extratecnico. Ma il club biancorosso vuole dare al coach una prova d'appello casalinga per consentire all'uomo della svolta Dominique Johnson di proseguire nel suo percorso di integrazione nel "sistema Varese". Anche se il suo esordio a Trento ha destato qualche perplessità rispetto alla sua effettiva capacità di invertire da solo il trend fortemente negativo dell'Openjobmetis. Il bomber ex Alba Berlino rappresenta certamente un upgrade rispetto al suo predecessore, ma al suo debutto in campionato ha eseguito - con esiti balisticamente migliori - lo stesso copione affidato al suo omonimo Melvin. Che però, dopo il primo mese di stagione era stato retrocesso in panchina: il problema non era l'affidabilità relativa dal perimetro, ma la necessità di affiancare a Maynor un'altra guardia capace di costruire gioco, per evitare che le difese avversarie soffocassero l'attacco di Varese tagliando i fili tra il play ex Oklahoma City ed i compagni. Ossia il copione che si è rivisto spesso domenica, quando Eric è tornato ai tempi in cui teneva troppo ferma la palla in attesa di trovare spazi per i suoi passaggi illuminanti.
    Questione di caratteristiche tecniche o di modalità di impiego per la 29enne guardia statunitense? Anche a tale quesito dovrà dare risposta il match contro l'Umana, nel quale si auspica un'inversione di tendenza netta ma anche duratura dopo che le imprese anti Pesaro, Oldenburg e Reggio Emilia si sono rivelate sporadiche reazioni d'orgoglio senza la necessaria continuità tecnica. Preoccupa soprattutto il ripetersi dello stesso copione - nella gestione delle partite così come nel rendimento sul campo - che sembra aver lentamente ma inesorabilmente eroso la fiducia dell'allenatore da parte della squadra. In tutto ciò, comunque, c'è da onorare al meglio l'ultimo scorcio dell'avventura in Champions League: oggi l'Openjobmetis partirà alla volta di Salonicco lasciando in città Christian Eyenga e Giancarlo Ferrero. Nessun calcolo, solamente tanta sfortuna: l'ala ex Sassari è stata messa k.o. dall'influenza, l'atleta piemontese è alle prese con una fastidiosa infiammazione agli adduttori che lo terrà probabilmente ai box anche contro l'Umana. Ma visto che "Air Congo" salterà per squalifica il match contro la Reyer, sarà l'occasione di una prova generale di un quintetto più dinamico utilizzando Dom Johnson da ala piccola. Che dalle disgrazie possano nascere anche delle opportunità?
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis ruzzola nel modo peggiore sul primo gradino dell'auspicata scalata alla Coppa Italia. La truppa di Moretti fallisce malamente il test verità sul campo di Trento, schiantata dalla voglia di riscatto di una Dolomiti Energia che rompe un digiuno casalingo di quasi 2 mesi "sbranando" la tenerissima Varese con una partenza travolgente.
    La formazione di Busca-glia aggredisce ogni pallone vagante e manda in tilt i meccanismi ospiti con una difesa ruvida che costa 11 palle perse nel solo primo quarto (saranno 23 alla fine) alla svaporata manovra di Cavaliero e soci. Il travolgente parziale di 23-4 a suon di contropiede e rimbalzi d'attacco che fa decollare l'Aquila sul 28-13 spacca il match già dopo 12' ; e la partita della svolta dopo l'aggiunta di Dominique Johnson ribadisce invece i mali profondi di una Openjobmetis che nel giro di 4 giorni ripone nel cassetto il secondo obiettivo stagionale dopo i playoff di Champions. Il fuciliere ex Alba Berlino conferma le sue qualità balistiche, ma un finalizzatore non modifica - anzi per certi versi acuisce - la strutturalità dei problemi tecnici della squadra di Moretti, di nuovo costretta a "tirare il collo" a Maynor come unico creatore di gioco.
    La pesante sconfitta di Trento nasce prima di tutto a livello mentale: l'approccio molle e leggero è stato un errore imperdonabile contro un'avversaria affamata e senza stelle come la Dolomiti Energia, che grazie alla partenza a razzo ha preso fiducia trovando canestri impossibili da Flaccadori (8 in fila per il 46-31 del 19' dopo che Varese aveva ricucito sul 36-28 del 17'). Così l'OJM, che riaccendendo la luce sull'asse Maynor-Anosike e trovando qualche dardo di Johnson si era avvicinata sul 63-55 del 30', è stata più volte punita sui cambi difensivi anche a metà campo, finendo travolta dall'uragano Lighty (ripresa da 21 punti e 3/3 da 3) per l'81-61 del 38'. Solite criticità della Varese formato esportazione, acuite dall'aver totalmente rinnegato l'anima italiana (11' totali "tricolori" pur contando l'indisponibilità di Campani e Ferrero) utile lo scorso anno per superare i momenti più critici, che alimentano un senso di frustrazione e scoramento. E mentre i tifosi al seguito (un centinaio tra Arditi, "Il Basket Siamo Noi" e il settore giovanile) si rifugiano nell'ironia amara («Ce ne andiamo a Chalon» e «Tutti all'Hollywood» i cori a fine gara), sembra evidente la necessità di una svolta per uscire da un trend negativo che costringe Varese a pensare alla salvezza e non certo ai playoff, ultimo possibile obiettivo residuo dopo i primi due fallmenti per Coppa Italia e Champions League.
    La società ha ribadito anche dopo ieri sera che Paolo Moretti non è in discussione; ma non intervenire in maniera decisa dopo l'inaccettabile prova senza nerbo di ieri sarebbe la peggior "non-scelta" possibile, lasciando sulla graticola il coach toscano fino a quando (ultima chance il 27 dicembre con Venezia?) non ci saranno alternative al cambio di rotta. Se si crede ancora in Moretti, lo si supporti e lo si aiuti ora nel cercare le strade - e non sul mercato - per invertire la rotta. Altrimenti è meglio staccare subito la spina: al di là del discorso economico, se si trattasse di accanimento terapeutico, c'è rischio di estremizzare i problemi sul piano mentale in un gruppo che ha manifestato segnali di nervosismo e assuefazione alla sconfitta. D'altra parte il bilancio è in profondo rosso (7 vittorie in 23 gare tra campionato e coppa), e il conto degli ultimi due mesi aumenta a 14 stop in 17 gare...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L’Openjobmetis chiede strada a Trento per agganciare l’ultimo treno per la Coppa Italia. La truppa di Paolo Moretti proverà oggi (ore 18.15; diretta tv su Telesettelaghi) a dar seguito all’impresa contro Reggio Emilia sul campo della “compagna di crisi” Dolomiti Energia (una sola vittoria nelle ultime 7 gare rispetto alle 2 ottenute dai biancorossi). Varese sfoggerà per la prima volta in campionato il rinforzo di lusso Dominique Johnson, scelto per risolvere i problemi di produttività offensiva che troppe volte hanno frenato Cavaliero e soci. Al bomber ex Alba Berlino si chiederà un impatto da protagonista per guarire i tremori esterni (finora solo 2 vittorie - Lisbona e Pesaro - su 10 viaggi) in un match spartiacque per le prospettive di classifica e il morale dell’ambiente.
    Espugnare il PalaTrento rimetterebbe l’Openjobmetis in corsa per l’obiettivo Final Eight, visto un finale di andata potenzialmente in discesa (Venezia e Torino in casa, in mezzo la trasferta sul campo del fanalino di coda Cremona), soprattutto se l’innesto del nuovo straniero garantirà alla formazione di Moretti l’auspicato cambio di marcia. Ma una sconfitta all’esordio dell’esterno statunitense individuato come uomo della svolta da società e staff tecnico farebbe svanire definitivamente il secondo obiettivo stagionale delle Final Eight, dopo aver virtualmente detto addio alle velleità di playoff in Champions League. Il coach toscano ha recisamente negato volontà rinunciatarie nelle rotazioni del secondo tempo contro Klaipeda; resta però il malcontento diffuso tra i tifosi - illustri e semplici - per una gestione delle risorse tecniche interpretata in chiave conservativa in vista dell’importanza della posta in palio a Trento; e solamente una vittoria odierna archivierebbe definitivamente il caso.
    Di certo l’occasione sembra ghiotta per una Openjobmetis rinfrancata dalla spinta della vittoria contro Reggio Emilia e con un fuciliere come Johnson in più. Soprattutto alla luce del momento difficile vissuto da Trento, che sta arrancando dopo una partenza sparata (3 vittorie nelle prime 4 gare, compreso un colpaccio a Venezia) con un digiuno casalingo che dura dal 23 ottobre. Attenzione sul perimetro al solido play Craft, che assieme alla bandiera Forray proverà a spegnere la luce di Maynor, all’esplosiva ala Lighty e all’emergente guardia Flaccadori, varesino mancato nel 2014 per un pugno di euro. Ma Trento, penultima in A per punti segnati e percentuali dall’arco, non avrà neppure l’ex biancorosso Jefferson sotto le plance, pur contando su due alternative dinamiche come Hogue e Baldi Rossi. Qualche problema anche per Varese, alle prese con gli acciacchi di Bulleri e Ferrero (ieri mattina a riposo, oggi a referto ma difficilmente in campo); ma se l’OJM vuole rilanciarsi verso la metà alta della classifica, il match odierno dovrà essere il primo gradino da percorrere nella scalata verso Coppa Italia e playoff.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il commento di Giuseppe Sciascia
    La sconfitta fa parte della vita di uno sportivo professionista. Ma lottare sino in fondo anche contro avversari superiori, pur con tutte le attenuanti legate alle condizioni precarie di giocatori importanti, è una forma di rispetto nei confronti di chi paga il biglietto. O di chi paga la... benzina da mettere nel motore - sponsor e consorziati - e ha fortemente voluto partecipare alla Champions League come forma di investimento sulla crescita futura della Pallacanestro Varese. Per questo la partita contro Klaipeda è rimasta sullo stomaco a tante persone in casa biancorossa: preservare i titolari per la trasferta di Trento è una scelta che ha una sua logica, se (come è evidente dopo il pesante stop di mercoledì) ci si concentrerà sul campionato a partire dal match chiave sul campo della Dolomiti Energia.
    Ma una decisione così strategica andava comunque condivisa con la società, che in ultima istanza ha effettuato sforzi importanti per disputare la massima coppa FIBA, e in qualche modo comunicata ai tifosi che hanno sfidato freddo e nebbia per vedere all'opera l'esordiente Dominique Johnson. Quel che lascia perplessi sono i messaggi trasmessi a squadra e pubblico: se perdere con scarto ampio è tollerato in vista dell'impegno di domenica, significa che i prossimi cinque turni infrasettimanali potranno essere affrontati alla stregua di tappe di trasferimento. E se il coach risparmia i pezzi pregiati, pur in condizioni di oggettiva difficoltà come accaduto contro il Neptunas, i tifosi possono considerare la Champions League alla stregua di amichevoli, a dispetto degli sforzi della società per valorizzare la coppa.
    Chiaro che se d'ora in poi l'Europa è una competizione di serie B rispetto al campionato, non ci si potrà più appellare all'attenuante della fatica legata al doppio impegno. La scelta di porre l'accento sulla trasferta di Trento, col debutto di Dom Johnson in campionato e una squadra che ha speso poche energie mercoledì, trasforma la gara di domenica in un crocevia anche per coach Moretti. Al quale i fatti potranno dare ragione solo in caso di vittoria

  • simon89
    La sconfitta "non giocata" contro Klaipeda scatena la rabbia dei tifosi di Varese. I frequentatori abituali del PalA2A non hanno gradito il getto della spugna da parte di coach Moretti a metà del terzo quarto dando ampio spazio ai giocatori della panchina per preservare i titolari (al netto dei problemi di salute di Maynor) in vista della trasferta di Trento.
    Una scelta criticata in maniera pressoché unanime dagli abbonati di tutti i settori alla luce della sensazione diffusa di una rinuncia anticipata alle residue chances di qualificazione in Champions League: «Ci sono state anche sconfitte peggiori, ma rinunciare a giocare dopo qualche minuto del terzo periodo è stato inaccettabile - afferma Roberto Angioletti, abbonato di Parterre -. La società ha investito risorse per disputare la Champions League, ho sentito lamentele per i pochi abbonamenti venduti, ma se la considerazione per la coppa è quella vista mercoledì c'è poco da stupirsi. A fine partita ho sentito anche qualche applauso, c'è ormai un clima di assuefazione alle sconfitte che rischia di creare disaffezione attorno alla squadra».
    Ancora più critico Alberto Mario Rossi, abbonato in Galleria: «Mercoledì abbiamo assistito ad un allenamento, per i quali però non si vendono abbonamenti. Mai avrei pensato che si arrivasse a rinunciare a giocare, soprattutto in casa, nel modo in cui s'è fatto contro Klaipeda: chi pensa di vendere in questo modo il prodotto Pallacanestro Varese dovrebbe cambiare mestiere. E andrebbe risolta la continua ambiguità tra un coach che palla della Champions League come fardello e un d.g. che la considera un'opportunità».
    Toni più sommessi ma messaggio sostanzialmente analogo per Marco Fanfoni, abbonato di Tribuna Gold: «Alzare bandiera bianca dopo un buon primo tempo è stato un peccato e, pur capendo le situazioni contingenti per i problemi fisici e la testa alla trasferta di Trento, la ripresa è stata poco gradevole. Di certo c'erano altre aspettative legate al nuovo corso societario e alla continuità di tecnico e alcuni giocatori; percepisco invece un certo lassismo a livello tecnico e caratteriale che si ripercuote negativamente sui risultati creando delusione nel pubblico».
    Considerazioni più generali sull'impegno dell'Openjobmetis da parte di Alessandro Cappelletti, fedelissimo di Galleria: «Anche i Roosters di Recalcati utilizzarono l'Eurolega per allenarsi; ma poi i risultati si videro nei trionfali playoff della Stella. Scegliere di "non -giocare" così la Champions League è stata un'occasione persa: la squadra ha smesso di crescere, è aumentata la frustrazione dei tifosi ed è stata tutta pubblicità negativa per il brand Pallacanestro Varese».
    Giusto registrare anche il parere di chi difende le scelte del coach come Renato Vagaggini, tra i fondatori de "Il basket siamo noi" («Moretti ha fatto benissimo: Maynor e Kangur non stavano in piedi, una volta finiti sotto di 10-12 punti era giusto risparmiare le forze per Trento»). Ma tra gli "Indignados" per le modalità della sconfitta ci sarebbero anche tifosi eccellenti (leggi consorziati e sponsor) che hanno mal digerito la modalità "resa senza condizioni" del secondo tempo. Se l'impresa anti Reggio Emilia aveva fatto nuovamente scattare il feeling tra allenatore e ambiente, mercoledì c'è stato un passo indietro lungo e ben disteso...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Tutto quello di buono fatto intravedere domenica contro Reggio Emilia questa a sera a Masnago svanisce, sia per la qualità e fisicità maggiore dei lituani rispetto ai varesini ma soprattutto perché la OJM tira i remi in barca dopo pochissimo dall’inizio del terzo quarto consentendo così ai baltici di allungare in modo definitivo e di controllare la partita in scioltezza fino alla fine. Impressionate il dato statistico dei possessi che segna un significativo 72 a 51 per gli ospiti. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Johnson 6 : sufficienza piena per il nuovo arrivato in casa OJM che dimostra di essere un efficace realizzatore soprattutto dalla distanza mentre restano alcune perplessità per quanto riguarda attaccare il ferro. Spesso e volentieri sembra un pesce fuor d’acqua e per combinare qualcosa è costretto a mettersi in proprio. Ci si augura che quanto prima sia integrato nel gruppo. TROTA
    Anosike 5 :  sembra che anche il lungo di passaporto nigeriano non fosse al meglio per un risentimento muscolare derivante dalla partita di domenica con Reggio Emilia, tant’è che oltre a non realizzare molto non riesce nemmeno nel recuperare molti rimbalzi. MEZZO SERVIZIO
    Maynor 5 : colpito da un fastidioso stato influenzale gioca poco più di 10 minuti senza però riuscire a lasciare il segno. EVANESCENTE
    Avramovic 4,5 : involuzione preoccupante per il serbo che questa sera avrebbe dovuto sopperire alle cattive condizioni dei suoi pari ruolo; non riesce ad imbastire una regia degna di questo nome e le sue iniziative personali sono per lo più imprecise. REGREDITO
    Pelle 5 : partita nella quale è troppo discontinuo e dove svolazza di fiore in fiore senza riuscire quasi mai ad essere decisivo e determinate. FARFALLONE
    Bulleri S.V.
    De Vita N.E.
    Cavaliero 5 : partita senza arte ne parte dove non trova mai le chiavi dell’attacco e dove in difesa non riesce mai ad essere aggressivo e perde sempre l'uomo. SPENTO
    Kangur 5 : tabellino quasi immacolato in 13 minuti abbondanti di gioco (nel senso che non vi sono praticamente statistiche che lo riguardano) dove non prova una conclusione che sia una e anche in difesa non riesce ad essere lo stesso di tre giorni fa. SOSIA
    Canavesi 7 : la nota più positiva della serata; trova un minutaggio inconsueto per la sua stagione fin qui disputata e risponde con una gara molto più che dignitosa. DO DI PETTO
    Ferrero 5 : cerca di non far pesare la differenza di stazza a suo svantaggio che ha con praticamente tutti gli avversari che deve fronteggiare e qualche volta non sfigura. Ma in attacco certi tiri aperti e piedi a terra deve metterli. GHIACCIOLO
    Eyenga 5,5 : apre la serata con una bomba e poi cerca di sfruttare i mismatch che si vengono a creare in post basso e inizialmente sembra una serata buona. Poi si spegne progressivamente uscendo dalla partita. CERINO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis si gioca l'ultima chance di playoff europei con l'aggiunta del jolly Dominique Johnson. Stasera al PalA2À (palla a due alle 20.30) la truppa di Paolo Moretti farà esordire il nuovo esterno statunitense nella sfida contro il Neptunas Klaipeda, capolista del girone C della Champions League. Riuscito il blitz della società di piazza Monte Grappa per tesserare il 29enne atleta prelevato dall'Alba Berlino, che stasera sarà a referto con il numero 0: pur con 3 soli giorni di allenamento con i nuovi compagni, la guardia del 1987 sarà un'aggiunta preziosa per Varese nell'impegnativa sfida contro i lituani di Dainius Adomaitis.
    Riflettori puntati ovviamente sull'impatto di "Dom" Johnson nel sistema biancorosso, al quale dovrà garantire quel quid di pericolosità perimetrale e leadership che hanno portato società e staff tecnico a sacrificare il suo omonimo Melvin (da stasera in tribuna in attesa di trovare collocazione altrove). Ma c'è anche curiosità per capire se l'Openjobmetis saprà replicare gli spunti positivi - sul piano tecnico e mentale - che l'hanno portata a interrompere il lungo digiuno casalingo contro Reggio Emilia. Già due volte Cavaliero e soci sembravano aver imboccato la retta via dopo il colpo esterno a Pesaro e il successo di 10 giorni fa contro Oldenburg, salvo poi essere subito smentiti dai fatti con ulteriori "ricadute" in termini di battute d'arresto e qualità del gioco negativa.
    Ora Varese - che ieri sera ha ricevuto l'abbraccio dei soci de "Il Basket Siamo Noi" in un aperitivo al caffè Zamberletti - ha ritrovato fiducia in sé stessa e nel suo coach, e con l'aggiunta di Johnson - l'uomo della svolta individuato da società e staff tecnico per risolvere i problemi offensivi dei primi due mesi di stagione - prova a rimettersi in carreggiata nonostante il ritardo accumulato in classifica sia in Italia che in Europa. Il debutto anticipato di "Dom" vale soprattutto per inserirlo nel sistema in vista del match di domenica a Trento (sicura l'assenza dell'ex Johndre Jefferson, fermo per 15 giorni dopo l'infortunio al ginocchio sinistro riportato sabato scorso a Sassari), ghiotta occasione per risalire la china in campionato.
    Ma se la formazione di Moretti riuscisse a fare l'impresa contro il Neptunas, tornerebbe in corsa anche per i playoff di Champions nella corsa al quinto posto che vale il ripescaggio. Certo servirà un'altra impresa contro l'avversaria parsa più indigesta all'andata; e rispetto al -34 subito in Lituania Klaipeda si è rinforzata ulteriormente con l'ala giamaicana Omari Johnson. «Si fratta di una squadra molto dotata sia a livello atletico che fisico, e possiede tantissime armi in ogni ruolo - spiega Moretti - Dovremo trarre lezione dalla partita dell'andata evitando di soffrire il loro urto fisico e forzare i loro blocchi granitici, mentre in difesa dovremo fare molta attenzione alle loro guardie lavorando per alternare il ritmo».
    Facile prevedere l'ulteriore ricorso alla zona decisiva contro Reggio Emilia ma già "sfoggiata" in Champions - con esiti alterni - contro Oldenburg e Villeurbanne. Ma al di là delle soluzioni tattiche, conterà l'atteggiamento con cui l'Openjobmetis scenderà in campo contro la squadra più forte del suo girone. Per battere il Neptunas servirà un'altra prova al 101 per cento sul piano tecnico ed agonistico. Ma l'esito della partita di stasera, al di là dell'impatto immediato di Dominique Johnson sul telaio biancorosso, dovrà dire se e fino a che punto Varese ha "svoltato" con l'impresa anti Reggio Emilia.
    Giuseppe Sciascia 

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