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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Addio Paolo Moretti, bentornato Attilio Caja. La giornata di ieri ha ratificato l'esonero del tecnico già nell'aria prima della trasferta di Salonicco. Il CdA della Pallacanestro Varese, riunitosi ieri mattina al Campus, ha optato per la chiusura anticipata del rapporto con l'allenatore toscano per provare a invertire un trend preoccupante che aveva fatto scivolare l'Openjobmetis al penultimo posto in Italia e all'ultimo in Europa. Il comunicato ufficiale della società con la notizia dell' addio è stato diramato in serata, dopo che il club bianocorosso aveva comunque già raggiunto l'accordo con il suo sostituto. «Sono estremamente dispiaciuto nel salutare Paolo, un allenatore e una persona che stimo molto e che tanto ha fatto per Varese - le parole di commiato affidate al d.g. Claudio Coldebella -. E stata una scelta difficile presa però per il bene della squadra con la speranza che questo cambiamento possa risollevare le sorti della stagione».
    In realtà, ormai il coach aveva esaurito il credito nei confronti di tutte le componenti dell'ambiente biancorosso. Se due settimane fa il cambio Moretti-Caja era stato bloccato in extremis dopo la sconfitta di Villeurbanne, con la successiva vittoria contro Reggio Emilia che aveva rafforzato la posizione del tecnico toscano, il caso-Neptunas (che aveva indispettito i tifosi) e il pesante tonfo sul campo della Dolomiti Energia nella partita in cui lo stesso Moretti aveva auspicato l'avvio della rimonta per la Coppa Italia hanno indotto la società a chiudere il rapporto, sia pur con modalità irrituali (perché quattro giorni dopo il tonfo di Trento, lasciandolo sulla graticola a Salonicco?).
    Ora tocca di nuovo a Caja, che ha accettato con entusiasmo di tornare alla guida del club già traghettato verso la salvezza nel 2014/15. L'esperto allenatore pavese, il cui ritorno sarà annunciato in mattinata, ha siglato un accordo biennale con escape a pagamento in favore della società entro fine maggio del 2017. Il sostituto di Moretti sarà tesserato entro le 11 di oggi, termine ultimo necessario per farlo debuttare il 27 dicembre nell'anticipo televisivo contro Venezia, e svolgerà il primo allenamento nel pomeriggio al PalA2A dopo la rituale conferenza stampa di presentazione. Il match contro l'Umana sarà una vera e propria prova del fuoco, con Caja che sfrutterà appieno le festività (il programma pre-esonero prevedeva comunque allenamenti a Natale e Santo Stefano) per prepararsi al ritorno sulla panchina che occupò dopo la chiusura traumatica dell'era Pozzecco a febbraio 2015.
    Per i prossimi sei mesi la Pallacanestro Varese avrà dunque due allenatori sotto contratto: improbabile che la società di piazza Monte Grappa riesca a trovare un accordo con Moretti per la transazione dell'accordo valido fino al 30 giugno 2017 (più i 25mila euro di escape previsti per entrambe le parti come clausola rescissoria del "+1" concordato 18 mesi fa), anche alla luce del fatto che il tecnico toscano aveva spostato la famiglia in estate (e il secondogenito Nicolò frequenta le scuole medie in città). Un altro extrabudget importante - il conto complessivo delle correzioni si aggirerà attorno ai 200mila euro - dopo quello già stanziato per Dominique Johnson, sebbene l'arrivo della guardia ex Alba Berlino sia coinciso con la maggior esposizione del marchio Tigros, comparso da qualche settimana sui pantaloncini da gioco dei biancorossi, oltre ai supporti dei canestri griffati a Masnago.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Come da indiscrezioni la Pallacanestro Varese ha sollevato dall'incarico il tecnico toscano, che lascia così la panchina biancorossa dopo un anno e mezzo. Si attende ora l'ufficialità del sostituto che domani dirigerà la ripresa degli allenamenti. Sembra probabile il ritorno di Attilio Caja.
    Questo il comunicato del club:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica con dispiacere di aver sollevato Paolo Moretti dall’incarico di capoallenatore della prima squadra. Il club biancorosso nel ringraziare Paolo Moretti per il lavoro svolto alla guida della Pallacanestro Varese gli augura le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera.
    Claudio Coldebella, direttore generale Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono estremamente dispiaciuto nel salutare Paolo, un allenatore e una persona che stimo molto e che tanto ha fatto per Varese. È stata una scelta difficile presa però per il bene della squadra con la speranza che questo cambiamento possa risollevare le sorti della stagione».

  • simon89
    Sarà Paolo Moretti o Attilio Caja a dirigere domani l'allenamento di riattivazione dell'Openjobmetis in vista di trascorrere in palestra Natale e Santo Stefano per preparare il match del 27 dicembre contro Venezia? Solo oggi la società di piazza Monte Grappa deciderà se chiudere l'era Moretti con la sconfitta di Salonicco, oppure prendere spunto dall'impegno profuso dalla Varese acciaccata ma grintosa vista ieri sera sul campo del PAOK e dare ancora una prova d'appello al tecnico toscano. Che avrebbe infatti almeno un sostenitore nella "stanza dei bottoni" del club, deciso ad attendere i riscontri della trasferta in Grecia prima di stabilire se unirsi al generalizzato "pollice verso".
    Dalla riunione odierna arriverà la decisione finale, anche se la rotta da seguire perché Moretti mantenga il posto è impervia. Per scongiurare un esonero che a oggi resta l'ipotesi più probabile, servirà superare le "forche caudine" del CdA odierno, che già lo aveva salvato 15 giorni fa dopo la sconfitta sul campo di Villeurbanne. E compito forse più complicato, servirà un'impresa casalinga contro l'Umana seconda forza della serie A per evitare che la "mannaia" cali comunque in caso di sconfitta contro Venezia. Dopo il preoccupante kappaò di Trento, i segnali provenienti dalla Grecia non hanno ribadito uno "scollamento" irreparabile tra squadra e allenatore: le tre assenze hanno compattato e responsabilizzato i superstiti nel più classico dei "less is more", oppure il gruppo ha provato a battersi - comunque senza fare risultato - per salvare Moretti?
    L'ultima parola spetterà ai dirigenti, che prima del match di ieri sera parevano orientati quasi all'unamimità a scegliere la via dell'esonero per provare ad usufruire in occasione del delicato match contro la Reyer dell'effetto-scossa decisivo per Cantù in occasione del derby del PalA2A. Tuttavia una decisione così strategica deve derivare da convinzioni profonde e non arrivare "di pancia" sulla base di sensazioni legate a una partita. Se si crede ancora nel coach toscano, lo si aiuti a ricostruire il feeling con l'ambiente e a trovare le soluzioni giuste per "aggiustare" la squadra. Altrimenti si ammetta senza ulteriori indugi che il progetto Moretti si considera fallito, e si affidi il timone all'uomo del "pronto soccorso" Attilio Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’avventura a Varese di Paolo Moretti arriverà al capolinea già a Salonicco? Il match di stasera sul campo del Paok (palla a due alle 20) potrebbe essere l’ultimo sulla panchina dell’Openjobmetis per il tecnico di Arezzo, anticipando i tempi rispetto all’ipotesi formulata dopo il tonfo di Trento di lasciargli la prova d’appello casalinga del 27 dicembre contro Venezia. Al momento non ci sono certezze che il destino di Moretti sia già segnato a prescindere dal risultato contro i greci, che comunque i biancorossi affronteranno in emergenza (out Eyenga e Ferrero oltre al lungodegente Campani).
    C’è ancora margine per un ripensamento in extremis in caso di impresa di Cavaliero e compagni? La giornata chiave sarà quella di domani, nella quale - anche alla luce di come Varese interpreterà a livello tecnico e caratteriale la trasferta di Salonicco - si farà il punto della situazione. Ma rispetto a domenica sera, quando l’idea era di rimandare la decisione al post-Umana, sembra essersi ridotto al lumicino - o addirittura azzerato - il numero dei dirigenti che nutrono fiducia nelle possibilità del coach toscano di trovare ancora le giuste soluzioni per invertire una rotta pericolosissima (penultimo posto in Italia e ultimo in Europa). I rimedi tattici adottati per nascondere gli squilibri più evidenti di un roster male assortito - in primis dallo stesso Moretti - non hanno dato le soluzioni auspicate: le sconfitte in fotocopia figlie del medesimo copione (fatta salva la zona anti-Reggio Emilia) hanno progressivamente indotto i giocatori a non credere più al suo sistema (il tweet di Anosike citando Albert Einstein “Follia è ripetere sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi?” era datato 21 novembre…). E il match di Trento ha dimostrato che anche dopo l’innesto di Dominique Johnson sono rimasti i limiti strutturali.
    Nel frattempo, però, l’ignavia degli ultimi due mesi ha ingigantito le difficoltà, estese dal comparto tecnico a quello caratteriale, con fiducia e autostima azzerate dalle 12 sconfitte nelle ultime 15 gare. Per questo l’esonero di Moretti sembra inevitabile, che arrivi domani o il 28 dicembre, essendo ormai palese che l’intero sistema-Varese - ambiente, squadra e dirigenti - non crede più nella capacità del suo coach di ribaltare un trend così negativo. Dunque, se cosi fosse, meglio staccare la spina a prescindere dall’esito del match di stasera, anticipando i tempi dopo averne già perso tantissimo nel prendere coscienza degli errori di mercato palesati già dopo Klaipeda e Pistoia.
    Si è rimandato un esonero che pareva già dificilmente evitabile dopo i tonfi casalinghi contro Brescia o Cantù per questioni meramente economiche, visto che cacciare Moretti avrebbe un costo pesantissimo per le casse del club? Sul tavolo ci sono più di 50mila euro netti di mensilità fino al 30 giugno, più i 25mila della clausola rescissoria del 2+1 firmato nel giugno 2015. Ma in questo modo si renderà soltanto più complicata l’opera dell’eventuale successore: che dovrà lavorare con una squadra comunque sbagliata, potendo però contare sul credito di nuove idee tecnico-tattiche rispetto a quelle attuali che i risultati del campo hanno depotenziato agli occhi del gruppo. E visti i rapporti con ambiente e giocatori (Maynor ed Eyenga su tutti, ma anche Bulleri e Cavaliero), il sostituto non potrà che essere Attilio Caja, specialista delle “riparazioni d’emergenza” come già dimostrato due anni fa quando ereditò una situazione ancor più complicata dopo lo choc delle doppie dimissioni di Vescovi e Pozzecco.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'avventura di Paolo Moretti sulla panchina della Pallacanestro Varese sembra ormai arrivata al capolinea. Si fanno sempre più insistenti infatti le voci di un consiglio di amministrazione di piazza Monte Grappa universalmente orientato verso la sostituzione dell'allenatore toscano. Decisive saranno le prossime ore, ma - con la squadra impegnata domani sul parquet del Paok - nessun cambio ufficiale avverrà prima della giornata di giovedì. Il successore sul "pino" biancorosso? I nomi sono quelli di sempre: Caja, Recalcati, Crespi.
    La "fatal" Trento? Vero, ma solo fino a un certo punto. L'ennesima partita persa malamente tra campionato e coppa (il tassametro, da fine ottobre, non si è mai fermato: siamo a sedici sconfitte su 23 partite ufficiali - 8 in coppa e 8 in campionato - con dodici insuccessi nelle ultime quindici uscite) è stata semplicemente l'ultima conferma di una situazione ormai sotto gli occhi di tutti, anche della società, una situazione pericolosa e scivolosa che si sta incancrenendo verso l'irreversibilità. La gara contro la Dolomiti Energia, seppur non facile (ma non certo proibitiva, viste le condizioni degli avversari e il loro ruolino di marcia) era l'ennesima occasione da non buttare via, uno snodo fondamentale per non abbandonare le speranze di Final Eight o comunque per allontanarsi dall'ultima piazza della classifica. Varese è stata invece ancora una volta uguale, troppo uguale, a se stessa: "solito" parziale incassato a complicare immediatamente il piano partita, dose di mordente ben al di sotto dell'accettabile, reazione tardiva, spaesamento dei giocatori, problemi tecnici conclamati.
    Trento è stata la trama di un film visto e rivisto la cui stucchevole ripetizione non può non essere addebitata anche (e soprattutto) a chi siede in panchina, evidentemente non in grado (o non più in grado) di agire in modo proficuo per cambiare l'efficacia di quanto prodotto dai suoi giocatori in campo. Lo "dice" l'unica cosa che conta: l'evidenza dei risultati da lui ottenuti. Si è provato fino all'ultimo a salvare l'allenatore portato a Varese l'estate scorsa dall'ex presidente Stefano Coppa e "sposato" - come uno dei cardini principali del progetto - anche dal nuovo corso di piazza Monte Grappa. Ogni atleta che attualmente veste la casacca biancorossa è stato scelto dal coach aretino, accontentato anche nel cambio tra i Johnson (Melvin e Dominique: ma non si vede come anche un giocatore valido come il neo arrivato possa inserirsi in un contesto di squadra che in tre mesi non ha saputo mostrare il ben che minimo progresso sul piano del gioco e dell'identità. Assuefacendosi - ed è l'aspetto più grave - non solo a perdere, ma a prendere sonore imbarcate)
    Alle porte (sarà il 27 dicembre) c'è Venezia poi si andrà a Cremona (2 gennaio) contro l'ultima in graduatoria. Una sfida cui si dovrà arrivare pronti per non spalancare le porte del baratro: nascerebbe da qui la decisione della società di non avvalersi più di dei servigi dell'ex guida di Pistoia. Una decisione che, se confermata nelle prossime ore (anche chi ha strenuamente difeso Moretti sembra ormai convinto... Peraltro tifosi, arrivati alla saturazione, sponsor e consorziati - quasi tutto l'ambiente, quindi - lo hanno già "scaricato" ), avrà dei tempi tecnici di esecuzione. C'è la Champions da giocare (e pare molto difficile che un eventuale risultato positivo conquistato a Salonicco possa salvare la posizione di chi è in bilico e non da oggi...) e il coach partirà per la Grecia. E poi c'è una transazione da affrontare che non pare missione scontata. Paolo Moretti, a giugno 2015, ha firmato un contratto triennale con la Pallacanestro Varese, con uscita per entrambe le parti, esercitabile tramite buyout, al termine del secondo anno: il classico "2+1" A meno di un passo indietro dell'interessato, che non pare tuttavia nell'aria, o di un accordo, Varese dovrà corrispondere al suo ex allenatore lo stipendio per i mesi restanti della stagione 2016/2017 più appunto il buyout di cui sopra. Capitolo sostituto. Un "nome" vero ancora non c'è, ma alcuni indizi portano ad Attilio Caja, la firma della salvezza varesina di due anni fa malamente cacciato da Coppa poco dopo averla ottenuta, proprio per puntare su Moretti. Caja, oltretutto, conosce bene Maynor ed Eyenga, che con lui hanno dimostrato di essere coppia di stranieri di buon livello per la nostra serie A. Ma Caja non è l'unico appunto sul taccuino: piste tiepide (pronte a riscaldarsi o a raffreddarsi definitivamente) sono anche quelle che porterebbero a un "Recalcati ter" o a Marco Crespi. 
    Fabio Gandini

  • simon89
    Fiducia a tempo per Paolo Moretti dopo il pesante stop di Trento che ha spazzato via gli ultimi sogni di rimonta per le Final Eight di Coppa Italia. Con ogni probabilità il tecnico toscano si giocherà la permanenza sulla panchina dell'Openjobmetis nel match di fine anno solare contro l'Umana Venezia: la sfida del 27 dicembre contro la seconda forza della serie A sarà quella decisiva per il suo futuro a Varese. Dunque, il coach toscano mangerà sicuramente il panettone natalizio, ma per il cotechino di Capodanno dipenderà dall'esito di una sfida già carica di significati (cerchiata col circoletto rosso da fine luglio sul calendario del main sponsor Rosario Rasizza, visto il "derby del lavoro interinale" col presidente-sponsor della Reyer, Luigi Brugnaro).
    La mancanza d'energia mentale costata il fatale meno 15 iniziale nel match di domenica è stato un segnale preoccupante in una partita che ha fatto registrare brutti atteggiamenti anche sul piano extratecnico. Ma il club biancorosso vuole dare al coach una prova d'appello casalinga per consentire all'uomo della svolta Dominique Johnson di proseguire nel suo percorso di integrazione nel "sistema Varese". Anche se il suo esordio a Trento ha destato qualche perplessità rispetto alla sua effettiva capacità di invertire da solo il trend fortemente negativo dell'Openjobmetis. Il bomber ex Alba Berlino rappresenta certamente un upgrade rispetto al suo predecessore, ma al suo debutto in campionato ha eseguito - con esiti balisticamente migliori - lo stesso copione affidato al suo omonimo Melvin. Che però, dopo il primo mese di stagione era stato retrocesso in panchina: il problema non era l'affidabilità relativa dal perimetro, ma la necessità di affiancare a Maynor un'altra guardia capace di costruire gioco, per evitare che le difese avversarie soffocassero l'attacco di Varese tagliando i fili tra il play ex Oklahoma City ed i compagni. Ossia il copione che si è rivisto spesso domenica, quando Eric è tornato ai tempi in cui teneva troppo ferma la palla in attesa di trovare spazi per i suoi passaggi illuminanti.
    Questione di caratteristiche tecniche o di modalità di impiego per la 29enne guardia statunitense? Anche a tale quesito dovrà dare risposta il match contro l'Umana, nel quale si auspica un'inversione di tendenza netta ma anche duratura dopo che le imprese anti Pesaro, Oldenburg e Reggio Emilia si sono rivelate sporadiche reazioni d'orgoglio senza la necessaria continuità tecnica. Preoccupa soprattutto il ripetersi dello stesso copione - nella gestione delle partite così come nel rendimento sul campo - che sembra aver lentamente ma inesorabilmente eroso la fiducia dell'allenatore da parte della squadra. In tutto ciò, comunque, c'è da onorare al meglio l'ultimo scorcio dell'avventura in Champions League: oggi l'Openjobmetis partirà alla volta di Salonicco lasciando in città Christian Eyenga e Giancarlo Ferrero. Nessun calcolo, solamente tanta sfortuna: l'ala ex Sassari è stata messa k.o. dall'influenza, l'atleta piemontese è alle prese con una fastidiosa infiammazione agli adduttori che lo terrà probabilmente ai box anche contro l'Umana. Ma visto che "Air Congo" salterà per squalifica il match contro la Reyer, sarà l'occasione di una prova generale di un quintetto più dinamico utilizzando Dom Johnson da ala piccola. Che dalle disgrazie possano nascere anche delle opportunità?
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis ruzzola nel modo peggiore sul primo gradino dell'auspicata scalata alla Coppa Italia. La truppa di Moretti fallisce malamente il test verità sul campo di Trento, schiantata dalla voglia di riscatto di una Dolomiti Energia che rompe un digiuno casalingo di quasi 2 mesi "sbranando" la tenerissima Varese con una partenza travolgente.
    La formazione di Busca-glia aggredisce ogni pallone vagante e manda in tilt i meccanismi ospiti con una difesa ruvida che costa 11 palle perse nel solo primo quarto (saranno 23 alla fine) alla svaporata manovra di Cavaliero e soci. Il travolgente parziale di 23-4 a suon di contropiede e rimbalzi d'attacco che fa decollare l'Aquila sul 28-13 spacca il match già dopo 12' ; e la partita della svolta dopo l'aggiunta di Dominique Johnson ribadisce invece i mali profondi di una Openjobmetis che nel giro di 4 giorni ripone nel cassetto il secondo obiettivo stagionale dopo i playoff di Champions. Il fuciliere ex Alba Berlino conferma le sue qualità balistiche, ma un finalizzatore non modifica - anzi per certi versi acuisce - la strutturalità dei problemi tecnici della squadra di Moretti, di nuovo costretta a "tirare il collo" a Maynor come unico creatore di gioco.
    La pesante sconfitta di Trento nasce prima di tutto a livello mentale: l'approccio molle e leggero è stato un errore imperdonabile contro un'avversaria affamata e senza stelle come la Dolomiti Energia, che grazie alla partenza a razzo ha preso fiducia trovando canestri impossibili da Flaccadori (8 in fila per il 46-31 del 19' dopo che Varese aveva ricucito sul 36-28 del 17'). Così l'OJM, che riaccendendo la luce sull'asse Maynor-Anosike e trovando qualche dardo di Johnson si era avvicinata sul 63-55 del 30', è stata più volte punita sui cambi difensivi anche a metà campo, finendo travolta dall'uragano Lighty (ripresa da 21 punti e 3/3 da 3) per l'81-61 del 38'. Solite criticità della Varese formato esportazione, acuite dall'aver totalmente rinnegato l'anima italiana (11' totali "tricolori" pur contando l'indisponibilità di Campani e Ferrero) utile lo scorso anno per superare i momenti più critici, che alimentano un senso di frustrazione e scoramento. E mentre i tifosi al seguito (un centinaio tra Arditi, "Il Basket Siamo Noi" e il settore giovanile) si rifugiano nell'ironia amara («Ce ne andiamo a Chalon» e «Tutti all'Hollywood» i cori a fine gara), sembra evidente la necessità di una svolta per uscire da un trend negativo che costringe Varese a pensare alla salvezza e non certo ai playoff, ultimo possibile obiettivo residuo dopo i primi due fallmenti per Coppa Italia e Champions League.
    La società ha ribadito anche dopo ieri sera che Paolo Moretti non è in discussione; ma non intervenire in maniera decisa dopo l'inaccettabile prova senza nerbo di ieri sarebbe la peggior "non-scelta" possibile, lasciando sulla graticola il coach toscano fino a quando (ultima chance il 27 dicembre con Venezia?) non ci saranno alternative al cambio di rotta. Se si crede ancora in Moretti, lo si supporti e lo si aiuti ora nel cercare le strade - e non sul mercato - per invertire la rotta. Altrimenti è meglio staccare subito la spina: al di là del discorso economico, se si trattasse di accanimento terapeutico, c'è rischio di estremizzare i problemi sul piano mentale in un gruppo che ha manifestato segnali di nervosismo e assuefazione alla sconfitta. D'altra parte il bilancio è in profondo rosso (7 vittorie in 23 gare tra campionato e coppa), e il conto degli ultimi due mesi aumenta a 14 stop in 17 gare...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L’Openjobmetis chiede strada a Trento per agganciare l’ultimo treno per la Coppa Italia. La truppa di Paolo Moretti proverà oggi (ore 18.15; diretta tv su Telesettelaghi) a dar seguito all’impresa contro Reggio Emilia sul campo della “compagna di crisi” Dolomiti Energia (una sola vittoria nelle ultime 7 gare rispetto alle 2 ottenute dai biancorossi). Varese sfoggerà per la prima volta in campionato il rinforzo di lusso Dominique Johnson, scelto per risolvere i problemi di produttività offensiva che troppe volte hanno frenato Cavaliero e soci. Al bomber ex Alba Berlino si chiederà un impatto da protagonista per guarire i tremori esterni (finora solo 2 vittorie - Lisbona e Pesaro - su 10 viaggi) in un match spartiacque per le prospettive di classifica e il morale dell’ambiente.
    Espugnare il PalaTrento rimetterebbe l’Openjobmetis in corsa per l’obiettivo Final Eight, visto un finale di andata potenzialmente in discesa (Venezia e Torino in casa, in mezzo la trasferta sul campo del fanalino di coda Cremona), soprattutto se l’innesto del nuovo straniero garantirà alla formazione di Moretti l’auspicato cambio di marcia. Ma una sconfitta all’esordio dell’esterno statunitense individuato come uomo della svolta da società e staff tecnico farebbe svanire definitivamente il secondo obiettivo stagionale delle Final Eight, dopo aver virtualmente detto addio alle velleità di playoff in Champions League. Il coach toscano ha recisamente negato volontà rinunciatarie nelle rotazioni del secondo tempo contro Klaipeda; resta però il malcontento diffuso tra i tifosi - illustri e semplici - per una gestione delle risorse tecniche interpretata in chiave conservativa in vista dell’importanza della posta in palio a Trento; e solamente una vittoria odierna archivierebbe definitivamente il caso.
    Di certo l’occasione sembra ghiotta per una Openjobmetis rinfrancata dalla spinta della vittoria contro Reggio Emilia e con un fuciliere come Johnson in più. Soprattutto alla luce del momento difficile vissuto da Trento, che sta arrancando dopo una partenza sparata (3 vittorie nelle prime 4 gare, compreso un colpaccio a Venezia) con un digiuno casalingo che dura dal 23 ottobre. Attenzione sul perimetro al solido play Craft, che assieme alla bandiera Forray proverà a spegnere la luce di Maynor, all’esplosiva ala Lighty e all’emergente guardia Flaccadori, varesino mancato nel 2014 per un pugno di euro. Ma Trento, penultima in A per punti segnati e percentuali dall’arco, non avrà neppure l’ex biancorosso Jefferson sotto le plance, pur contando su due alternative dinamiche come Hogue e Baldi Rossi. Qualche problema anche per Varese, alle prese con gli acciacchi di Bulleri e Ferrero (ieri mattina a riposo, oggi a referto ma difficilmente in campo); ma se l’OJM vuole rilanciarsi verso la metà alta della classifica, il match odierno dovrà essere il primo gradino da percorrere nella scalata verso Coppa Italia e playoff.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il commento di Giuseppe Sciascia
    La sconfitta fa parte della vita di uno sportivo professionista. Ma lottare sino in fondo anche contro avversari superiori, pur con tutte le attenuanti legate alle condizioni precarie di giocatori importanti, è una forma di rispetto nei confronti di chi paga il biglietto. O di chi paga la... benzina da mettere nel motore - sponsor e consorziati - e ha fortemente voluto partecipare alla Champions League come forma di investimento sulla crescita futura della Pallacanestro Varese. Per questo la partita contro Klaipeda è rimasta sullo stomaco a tante persone in casa biancorossa: preservare i titolari per la trasferta di Trento è una scelta che ha una sua logica, se (come è evidente dopo il pesante stop di mercoledì) ci si concentrerà sul campionato a partire dal match chiave sul campo della Dolomiti Energia.
    Ma una decisione così strategica andava comunque condivisa con la società, che in ultima istanza ha effettuato sforzi importanti per disputare la massima coppa FIBA, e in qualche modo comunicata ai tifosi che hanno sfidato freddo e nebbia per vedere all'opera l'esordiente Dominique Johnson. Quel che lascia perplessi sono i messaggi trasmessi a squadra e pubblico: se perdere con scarto ampio è tollerato in vista dell'impegno di domenica, significa che i prossimi cinque turni infrasettimanali potranno essere affrontati alla stregua di tappe di trasferimento. E se il coach risparmia i pezzi pregiati, pur in condizioni di oggettiva difficoltà come accaduto contro il Neptunas, i tifosi possono considerare la Champions League alla stregua di amichevoli, a dispetto degli sforzi della società per valorizzare la coppa.
    Chiaro che se d'ora in poi l'Europa è una competizione di serie B rispetto al campionato, non ci si potrà più appellare all'attenuante della fatica legata al doppio impegno. La scelta di porre l'accento sulla trasferta di Trento, col debutto di Dom Johnson in campionato e una squadra che ha speso poche energie mercoledì, trasforma la gara di domenica in un crocevia anche per coach Moretti. Al quale i fatti potranno dare ragione solo in caso di vittoria

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