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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'Openjobmetis va in cerca di punti salvezza a Brindisi. Oggi al PalaPentassuglia (palla a due alle ore 18.15; diretta su Telesettelaghi) la compagine di Attilio Caja proverà a bissare l'impresa di due settimane fa a Caserta per puntellare la sua classifica pericolante alla vigilia dell'ultimo tagliando nella pausa per la Coppa Italia. Sarà l'ultima partita del ciclo di ferro tra le uniche due pause della serie A: il trittico Sassari-Caserta-Milano ha portato in dote tanti complimenti ma 2 soli punti. Per ricaricare al meglio le batterie nei 15 giorni d'inattività agonistica prima del posticipo del 27 febbraio contro Pistoia un altro colpaccio sul campo dell'Enel darebbe una bella spinta in chiave salvezza ai biancorossi.
    Per Varese il copione sarà analogo a quello del Pala- Maggio, specie alla luce delle qualità corsaiole del team pugliese che rispecchiano la filosofia votata all'attacco del suo coach Meo Sacchetti. Brindisi vanta il secondo attacco della serie A (83.1 punti di media) con la spinta del razzente play Moore e l'esperienza dell'ex di turno Goss integrate dalle doti offensive dell'ala forte M'Baye (secondo marcatore della serie A a 19.8 punti di media). L'OJM dovrà giocare una partita votata alla difesa arcigna (Ferrero e Kangur in preallarme per marcare il bomber francese dell'Enel) e al controllo del ritmo; la chiave tattica sarà l'esito del duello a rimbalzo, punto di forza dei biancorossi che invece non è la specialità dei pugliesi (solo dodicesimi a 33,7 di media contro i 37,1 dei biancorossi). Ma molto dipenderà dalle condizioni di O.D. Anosike, l'unico ex di turno (Massimo Bulleri, capitano dell'Enel dal 2013 al 2015, è rimasto a Varese per problemi muscolari) a disposizione di Caja. Il centro nigeriano ha svolto una parte della rifinitura di ieri al PalaPentassuglia dopo 4 giorni di stop per problemi alla schiena; oggi sarà in campo ma resta da valutare la sua tenuta alla distanza. Evidente come le condizioni del pivot titolare saranno determinanti per gli sforzi dell'Openjobmetis, decisa a presidiare l'area e impostare una partita su ritmi cadenzati, prevedendo un utilizzo massiccio della zona per provare a impastoiare le scorribande degli esterni pugliesi.
    La rotta per la permanenza in serie A passa principalmente dalle tappe obbligate al PalA2A, dove Cavaliero e soci ospiteranno Pistoia. Pesaro. Capo d'Orlando, Trento e Cremona nelle ultime 11 giornate. Ma se Varese riuscirà a concludere con un altro raid esterno il ciclo di ferro delle prime 4 gare del girone di ritorno sarebbe il miglior viatico verso una salvezza anticipata. Che permetterebbe di ragionare con calma su un futuro da disegnare.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Concentrazione, controllo dei ritmo, lotta a rimbalzo e pragmatismo per esaltare la coralità ritrovata dall'Openjobmetis sul campo di una squadra votata all'attacco come l'Enel. Brindisi contro Varese significa anche Meo Sacchetti contro Attilio Caja, allenatori che danno identità abbastanza antitetiche alle rispettive squadre; il coach pavese esorta prima di tutto i suoi ad affrontare la trasferta in Puglia con lo stesso piglio di quella di Caserta. «Andremo in campo con l'intento di dare il massimo per fare risultato. A questo punto della stagione non importa se si gioca in casa o fuori: ogni gara può essere quella buona per concretizzare il lavoro che stiamo portando avanti, dunque serviranno concentrazione e convinzione per provare a fare bottino, pur consapevoli del valore dell'Enel che settimana prossima sarà una delle protagoniste delle Final Eight».
    Brindisi è squadra di grandi attaccanti, per fare il colpaccio servirà una grande difesa... «Giocare una partita molto importante in difesa è la base per provarci: sfideremo il secondo attacco del campionato e la priorità sarà quella di fermare una squadra di grande talento, con un quintetto base che viaggia interamente in doppia cifra. Ci sono giocatori con grande atletismo e qualità offensive, penso soprattutto a M'Baye che è una delle migliori sorprese della serie A, un lungo che gioca come una guardia viste le sue doti in palleggio. Lo stesso Scott è un attaccante di primaria importanza, poi c'è Goss che ha esperienza e leadership oltre che qualità».
    Altra chiave di volta del match sarà il duello a rimbalzo, ci sarà l'ex di turno Anosike? «O.D. ha accusato problema alla schiena in settimana ma ha dimostrato grande disponibilità (ieri ancora lavoro differenziato ma la situazione è in via di risoluzione dopo terapie specifiche, oggi partirà con la squadra, ndr). Oltre che in difesa dovremo lottare forte sotto i tabelloni, situazione che va al di là dell'aspetto tecnico, ma entra nella sfera caratteriale: l'importanza della partita dovrà darci stimoli importanti, Brindisi è in una situazione di metà classifica con la Coppa Italia già conquistata, mentre noi dobbiamo recuperare e per questo servirà confermare l'atteggiamento pugnace messo in campo nelle partite precedenti. E togliere qualche passaggio a vuoto in termini di continuità fisica e mentale che ci permetterebbe un ulteriore progresso».
    Dunque cuore e testa per giocare una partita intensa ma soprattutto lucida per non esaltare le doti in campo aperto dell'Enel? «Servirà controllare il ritmo ed essere pragmatici, soprattutto alla luce delle caratteristiche dell'Enel: di sicuro non li sfideremo a chi segna un canestro in più. Difensivamente abbiamo fatto delle buone cose e questo deve darci fiducia, così come dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità di giocare insieme e avere responsabilità divise. Sarà importante il ritmo e di conseguenza il controllo dei rimbalzi, riducendo il numero dei possessi degli avversari: ci saranno momenti in cui Brindisi, spinta dal pubblico, avrà momenti positivi. E noi dovremo essere bravi a farli sbollire».
    Meo Sacchetti chiede strada a Varese per rilanciare le velleità playoff della sua Brindisi. L'ex capitano di DiVarese e Ranger indica priorità ben precise per la sua squadra in vista del match casalingo di domani contro l'Openjobmetis: «C'è bisogno che i miei giochino una partita migliore rispetto a quella di lunedì a Reggio Emilia. Alcuni sprazzi sono stati positivi, come spesso ci è accaduto nell'arco della stagione, ma serve aumentare molto l'intensità: al di là delle nostre caratteristiche in positivo e in negativo che sono tipiche di ogni squadra, non dobbiamo perdere palloni banali per leggerezza o carenza di aggressività. La serie A di quest' anno non perdona: se giochi senza energia rischi di perdere con chiunque, e questo vale anche per Milano che è nettamente la più forte».
    Brindisi disputerà le Final Eight di Coppa Italia ed è a 4 punti dal quarto posto, ma a oggi è undicesima pur con 8 punti di margine su Cremona: quale lato della classifica si guarda? «La classifica è cortissima e dà ancora margine per guardare in alto, ma per arrivare ai playoff dovremo trovare continuità: si pensava a 4 o 5 squadre superiori alle altre e poi glande bagarre, ma in realtà il peso del doppio impegno tra campionato e coppa ha via via condizionato le varie Sassari, Avellino e Venezia. La Champions League sembrava una "coppetta", in realtà il livello è più alto del previsto: quando vinci ti dà un bello sprint, ma alla lunga i carichi pesano».
     Dal mar Tirreno di Sassari all'Adriatico di Brindisi: come sta andando l'avventura alla guida dell'Enel? «Brindisi e una citta dove c'è una passione radicata, difensive viene da tante stagioni di alto livello, l'ambiente è caldo e coinvolgente: qui mi trovo bene, abbiamo costruito una squadra giovane e talentuosa per alimentare questa passione. Nel complesso sono contento, ma lo sarei ancora di più con quelle due vittorie in più che sarebbero state adeguate al potenziale della squadra».
    Come giudica il momento che sta attraversando l'Openjobmetis? «Varese viene da buone partite al di là dei risultati: l'ho vista dal vivo all'opera contro Sassari, aveva condotto a lungo ma si è trovata di fronte ad un' avversaria che ha trovato un filotto micidiale di triple. Altra questione la partita contro Milano: l'ho analizzata a lungo per preparare la sfida di domani, per reggere l'urto contro l'EA7 devi dare il 101 per cento e trovarli in una serata infelice. L'Openjobmetis ha giocato bene ed ha anche rimontato con un break importante, ma la forza dell'Olimpia è punirti appena tiri il fiato».
    Che partita si aspetta domani al PalaPentassuglia e cosa dovrete fare per riuscire a battere Varese? «Mi aspetto tante variazioni di difese che noi dovremo affrontare con lucidità: dobbiamo imparare a leggere meglio le partite e le situazioni e mordere un po' di più in difesa quando non facciamo canestro come ci piace. Dunque sarà importante farci trovare pronti e sereni quando Varese passerà da uomo a zona e viceversa, e riuscire a imporre più e meglio dei nostri avversali i ritmi a noi più congeniali». 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La serie A è pronta a cambiare volto, ma la riforma che porterà da 16 a 18 le partecipanti al massimo campionato nel giro di tre stagioni piace più all'A2 che ai club professionistici. Oggi il Consiglio federale ratificherà la road map della riforma concordata la scorsa settimana con Lega Basket e LNP per aumentale da una a due le promozioni nel massimo campionato, e di conseguenza le retrocessioni tra i dilettanti. Serviranno due stagioni propedeutiche per la messa a punto della riforma: la prossima prevederà ancora 16 squadre e un solo interscambio, nel 2018/' 19 una sola retrocessione a fronte di tre promozioni dall' A2, mentre dal 2019/'20 la riforma andrà a regime con 18 squadre in A per una regalar season da 34 partite e due "scambi" tra professionisti e dilettanti.
    Una formula che i club professionistici hanno accettato senza troppo entusiasmo, con l'unico obiettivo di annacquare il raddoppio delle retrocessioni che su 18 squadre anziché 16 avrà un peso specifico meno rilevante: basti pensare a che cosa significherebbe per l'Openjobmetis nell'attuale situazione di classifica trovarsi a lottare per evitare gli ultimi due e non soltanto l'ultimo posto in classifica. Per un club di fascia media in termini di budget come Varese l'ampliamento delle partecipanti alla luce del raddoppio delle retrocessioni è una piccola garanzia in più: «Posto che almeno la metà dei club di serie A non sarà mai coinvolto nella lotta salvezza, a livello meramente aritmetico passare da una a due retrocessioni su 16 o 18 squadre cambia qualcosa - è il parere di Toto Bulgheroni, consigliere delegato all'area tecnica della Pallacanesuo Varese -. Sotto un certo aspetto il campionato sarà più interessante e combattuto, anche se personalmente non sono favorevole alle 18 squadre perché non ci sono atleti a sufficienza per garantire la qualità del gioco».
    Il raddoppio delle promozioni è invece una vittoria dei club di A2 che insistevano sin dai tempi dell'unione delle forze tra LegAdue e DNA con la creazione di un primo campionato dilettantistico a 32 squadre per eliminare il collo di bottiglia dell'unico salto di categoria disponibile in un campionato che raccoglie una vasta gamma di nobili decadute (i 5.417 spettatori medi della Fortitudo Bologna e i 4.990 di Treviso sarebbero rispettivamente il secondo e terzo dato della serie A dietro la sola Milano ma davanti a Sassari e Pesaro). La riforma è pensata più per le big Virtus e Fortitudo Bologna, Treviso, Trieste e Verona che per un club come la TWS Legnano, il cui presidente Marco Tajana - che oggi sarà tra i consiglieri federali delegati a ratificare la riforma - la applaude in maniera incondizionata: «Per noi non cambia granché. Per possibilità economiche, struttura e impianto, l'A2 è il massimo campionato cui possiamo puntare e il nostro obiettivo è il consolidamento a lungo termine - spiega il presidente degli Knights -. Però la serie A italiana era l'unico campionato in tutta Europa a prevedere una sola retrocessione: con questa riforma si favorirà il recupero di piazze che hanno tradizione e impianti. E il maggior interscambio renderà meno traumatica la retrocessione dalla A».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese perde posizioni anche nella classifica delle presenze in tribuna. I dati di fine andata, ufficializzati ieri dalla Lega Basket, fanno scivolare il club di piazza Monte Grappa dal sesto posto di fine 2015-16 all'ottavo del giro di boa del 2016-17 in termini di media spettatori paganti. Ad assistere alle 8 gare della fase "ascendente" al PalA2A sono stati 3845 spettatori; rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il trend è comunque positivo (145 presenze in più, grazie soprattutto al più 130 degli abbonamenti), anche se nel girone di ritorno la media era salita a 3759 grazie al rush finale della truppa di Moretti. Meglio dell'Openjobmetis fanno Milano (7932), Sassari (4665), Pesaro (4568), Reggio Emilia (4157), Cantù (4038), Caserta (3956) e Torino (3876). Piccolo incremento anche dell'incasso lordo medio (53.296 euro per partita con un aumento del 6,6% sull'andata 2015-16; ma erano 54.172 al termine del 2015-16), con i prezzi ormai fissi da tre stagioni consecutive che valgono un quinto posto nel prezzo medio del biglietto (al PalA2A lo spettatore paga 14.77 euro; il top è Reggio Emilia a 24.33, davanti a Varese ci sono anche Brindisi, Sassari e la matricola Brescia).
    Il piazzamento delle presenze in tribuna resta sempre nettamente migliore rispetto a quello in classifica (ottavo contro quindicesimo posto) rispecchiando il trend delle ultime quattro stagioni (quinto contro decimo nel 2013-14, sesto contro undicesimo nel 2014-15 e sesto contro nono nel 2015-16). Ma sebbene i ricavi netti dalla vendita di abbonamenti e biglietti -stimabili attorno ai 550mila euro proseguendo nel ritorno il trend attuale - si confermino per la terza stagione consecutiva la maggior voce singola di entrata nel bilancio biancorosso, i risultati negativi del campo si riverberano nuovamente sull'unica voce "aleatoria" del budget stagionale, legata ovviamente a filo doppio all'andamento della squadra. Per il terzo anno consecutivo si viaggia poco sopra i mille biglietti venduti a partita (al momento 1035; nel 2015-16 il dato finale era di 1079), e per il secondo anno consecutivo le presenze a Masnago sono ben al di sotto della quota 4000 superata stabilmente tra il 2012 e il 2014 (rispettivamente 4292 nella stagione degli "Indimenticabili", 4112 nel 2013-14 col record di 3167 abbonati e 4170 nel 2014-15 con l'effetto-Pozzecco a fare da traino).
    A sostanziale parità di costi degli abbonamenti, che sono comunque bloccati da tre stagioni, la differenza la fanno i biglietti: grazie alle 7 gare casalinghe di playoff, nel 2012-13 gli incassi balzarono a 1,252 milioni lordi, ma lottare per la salvezza ha un appeal molto inferiore e il totale del 2016-17 non si discosterà granché dagli 812.116 euro della stagione passata. In soldoni significa che gli errori estivi in fase di composizione del roster si pagano due volte: non solo con gli extrabudget necessari per le correzioni in corsa, ma anche sotto forma di mancati incassi. E se gli errori si ripetono - con protagonisti diversi ma risultati analoghi - ormai da 4 stagioni consecutive, va comunque dato merito ai tifosi di avere comunque alimentato il fuoco della passione nonostante spettacoli costantemente inferiori alle aspettative...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    «Alza le mani e poi battile a Morena, alza le mani e poi battile a Morena, alza le mani e poi battile a Morena, Mimmo Morena». La Macamorena. «Uno dei cori più belli della mia carriera, forse il più bello. E qualcuno domenica lo ha anche accennato dalla curva, è stato bello». Domenica Mimmo Morena, ex giocatore della Cagiva Varese dal 1995 al 1997, è tornato dopo tantissimo tempo a Masnago ed ha ricevuto un'accoglienza straordinaria: «Ci ero già tornato in due occasioni da giocatore con Napoli, ma quella di domenica è stata un'occasione speciale - ci spiega Mimmo - perché c'era anche mia moglie, che non tornava a Varese da vent'anni. Avevamo da tempo in mente di tornare qui un giorno, anche perché qui è rimasto un pezzo del nostro cuore. Ci siamo riusciti, abbiamo deciso di farlo e casualmente è coinciso con la sera di Varese-Milano».
    Un momento emozionante, soprattutto per lui, che probabilmente a distanza di vent'anni non si attendeva un ritorno così, con tanto di striscione: "Bionda o castana? Meglio Morena". Una serata da incorniciare: «Grazie ad un amico di Varese, Alessandro Cremon, che ho conosciuto ad Ostuni e che ogni volta che ci incontravamo mi chiedeva di tornare a Masnago, perché conservavano un grande ricordo di me. Ho così deciso finalmente di tornare su. Grazie ai social, spesso ricevo messaggi d'affetto da qualche tifoso, ho approfittato anche del compleanno di mio figlio per fare questo viaggio da Ostuni, dove vivo ora. Ed è stata davvero una serata emozionante, c'era una bellissima atmosfera e soprattutto non mi aspettavo questa accoglienza. Oltre allo striscione, anche lo speaker mi ha annunciato a tutto il palazzetto ed è nato un applauso generale molto bello».
    Tornare a Varese è stata anche l'occasione per rivedere qualche vecchio amico: «Sì, ho potuto rivedere un po' di persone a cui ero rimasto legato, su tutti Toto Bulgheroni ma anche Sandro Galleani, mi ha fatto molto piacere». I ricordi che lo legano a Varese sono forti, indimenticabili: «Dal punto di vista storico è stato il club più importante in cui ho giocato, il più prestigioso in assoluto. Per molti motivi, a livello di vittorie in Italia ed in Europa, ma non solo. Ho giocato a Varese due anni bellissimi, fu la mia prima grandissima esperienza, mi affacciavo per la prima volta alla Serie A e alle coppe europee. Poi di quell'esperienza non posso che portarmi dietro per sempre la Macamorena, davvero un coro da pelle d'oca».
    Domenica era anche la notte di Varese-Milano, per cui chiediamo a Mimmo Morena di darci il suo punto di vista sulla partita: «Ho visto una Varese che ha giocato molto bene, però a sprazzi. E contro la Milano di oggi non è sufficiente, purtroppo. Ha avuto due fiammate importanti che le hanno permesso di rientrare in partita, però l'Olimpia ha una rotazione più lunga ed un'esperienza maggiore. E si è vista la differenza nei momenti chiave, perché Milano ha giocato molto più tranquilla. Ho visto comunque una bella partita, profondamente diversa rispetto a quando giocavo io. All'epoca c'erano otto italiani e due americani, oggi forse è il contrario ma va bene così».
    La Varese vista domenica sera ha le carte in regola per salvarsi? «Io sono convinto che ce la possa fare. Ha un ro-ster che non ha nulla da invidiare alle altre squadre che sono più in alto in classifica. Poi capita che si parta con un proposito e questo non si verifichi, perciò viene meno la fiducia. Sono convinto che, continuando a lavorare, dopo la Coppa Italia vedremo un girone di ritorno positivo per Varese, da salvezza. Anche perché Caja, che mi ha allenato per qualche mese a Napoli, è un allenatore che conosce la pallacanestro come pochi ed è il migliore nell'arrivare in corsa e mettere le cose a posto. E con lui c'è anche Vanoncini, che sempre a Napoli fu assistente di Mazzon per una stagione intera. Ho un bel ricordo di entrambi».
    Dopo aver appeso le scarpette al chiodo a fine stagione scorsa....«no in realtà sto giocando ancora. Quella doveva essere l'ultima stagione, ma mi sono lasciato convincere ancora ed ora sto giocando in Serie D nel Cus di Bari, con tanti giovani under che hanno bisogno di un uomo di esperienza. E questa sì, dovrebbe essere la mia ultima stagione. Però manteniamo il condizionale, perché stare lontano dal basket non è facile».
    Alberto Coriele

  • simon89
    Toto Bulgheroni plaude al piglio dell'Openjobmetis nel derby contro Milano, confidando che il team di Caja riesca a replicare la prova di domenica contro avversarie meno inarrivabili rispetto alla capolista. «La squadra ha messo in campo il carattere e il temperamento necessario per centrare l'obiettivo salvezza; ci siamo trovati di fronte un'avversaria che ha tirato col 70 per cento dal campo e noi abbiamo chiuso col 40, ma in entrambi i casi è stato merito loro e non demerito nostro. E poi, da squadra di Eurolega, la panchina di Milano ha fatto la differenza. È un punto di partenza: se replicheremo intensità, voglia e determinazione contro avversarie di valore inferiore all'EA7, è molto probabile che ci toglieremo belle soddisfazioni».
    Insomma la cura-Caja sta dando frutti positivi? «Secondo me sì: si vede chiaramente la mano dell'allenatore, Caja è un tecnico molto esigente in allenamento, però durante la partita incoraggia i ragazzi e li esorta a dare il massimo con un piglio molto costruttivo. In campo i giocatori si aiutano, si parlano e hanno un'espressione molto diversa; difficile essere soddisfatti di una sconfitta, ma se queste sono le premesse c'è fiducia in vista del rush finale».
    La classifica resta sempre preoccupante, ora servirà sfruttare al meglio le ultime cinque partite casalinghe contro Pistoia, Pesaro, Capo d'Orlando, Trento e Cremona... «Molto dipende dal calendario, ma c'è margine per crescere sfruttando il fattore campo nelle partite casalinghe decisive che abbiamo a disposizione nel girone di ritorno. Sarà molto importante l'apporto del pubblico: domenica la gente ha mostrato di stare vicino alla squadra con un sostegno caloroso; va rimarcata l'importanza di questi scontri diretti per ottenere la stessa spinta. Ma se il piglio è quello del derby non ho dubbi che i tifosi ci staranno vicini».
    L'unica nota dolente riguarda il rendimento di Kangur: quale strategia seguire per risolvere il problema dell'ala forte? «Il lavoro di Caja e della società sarà improntato al recupero di Kangur: Kristjan dà il suo apporto in difesa, c'è bisogno che lo faccia anche in attacco dove deve sbloccarsi prima di tutto a livello mentale. E poi c'è l'auspicio che dopo la pausa per la Coppa Italia si possa riattivare anche Campani, contando di farlo tornare ad allenarsi col gruppo dopo la prima decade di marzo se le terapie attuali daranno gli esiti sperati: Luca è un elemento importante per noi, se lo recupereremo per il rush finale varrà come un acquisto. Interventi di mercato? Non ne parliamo nemmeno: non ci sono né le premesse né le risorse per effettuare altri cambi».
    Al di là della contingenza in chiave salvezza, il CdA sta già lavorando sulle strategie relative alla stagione ventura? «Adesso è un po' presto per qualsiasi ragionamento sulla prossima stagione. La priorità è vincere le partite che servono per salvarsi; prima mettiamo al sicuro la permanenza in serie A, poi vedremo che risorse ci saranno a disposizone e valuteremo il da farsi».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis non sfigura al cospetto della corazzata EA7. Il derby numero 174 ribadisce l'attuale superiorità di Milano (8 vittorie in fila e 100 totali) nei confronti di Varese, ma la truppa di Attilio Caja esce tra gli applausi del PalA2A per aver onorato al meglio una sfida sulla carta impossibile. Nonostante le assenze di Cinciarini e Simon, la compagine di Jasmin Repesa mostra la profondità chilometrica della sua panchina spremendo 46 punti dal secondo quintetto contro i 20 dei padroni di casa, penalizzati dai precoci problemi di falli di Anosike e Ferrero e dal riposo obbligato di Maynor in assenza del veterano Bulleri.
    Quintetto contro quintetto, Varese ha per certi versi fatto meglio dell'E A7, con una partenza graffiante (20-15 al 7') firmata dalle accelerazioni dettate dal play statunitense (13 nel primo tempo) e finalizzate da un esplosivo Eyenga. Ma se le rotazioni di coach Repesa hanno permesso di girare le chiavi nel quadro, specie con un tonico Dragic e un ispiratissimo Pascolo, l'OJM ha avuto risposte quasi solo negative (eccetto per un flash di Pelle nel terzo quarto) dalla sua "second unit". Eloquente il primo break subito a cavallo tra primo e secondo quarto (24-37 al 13' con un 4-22 in soli 5'), con Milano micidiale dall'arco (9/15 all'intervallo e 14/28 a fine gara) per punire gli errori di costruzione del gioco di una Openjobmetis orfana per 20' del terminale principe Dom Johnson (1 punto e 0/6 al tiro a metà gara).
    Ma dopo aver rischiato il tracollo sul 32-50 del 16', Varese ha avuto la forza di reagire aggrappandosi all'efficacia della zona 2-3 proposta da Caja dopo l'intervallo. Riacceso il motore del contropiede, i biancorossi hanno trovato qualche guizzo dall'arco con Johnson e Ferrero, ricucendo a poco a poco fino al clamoroso 61 pari del 27'. Ma sul secondo giro di cambi, Milano ha rilanciato la fuga con l'atipica coppia di lunghi Pascolo-Macvan, mentre Varese ha deragliato malamente con le chiavi affidate ad Avramovic. Nuovo contro-break a suon di triple e contropiedi con 3-22 in 6' per il definitivo 64-83 del 34', anche se il PalA2A ha comunque gradito il piglio deciso profuso fino al 40' dalla squadra di Caja per onorare la sfida sulla carta impossibile contro la capolista.
    Alla fine il tecnico pavese accarezza la squadra per i tanti spunti positivi profusi sul piano tecnico e caratteriale; quando Varese ha difeso con energia e costruito gioco con coralità, ha saputo comunque esprimere spunti di alto livello da rivedere contro avversarie meno inarrivabili di un'EA7 che ha chiuso col 61% dal campo. La contemporanea sconfitta di Cremona a Caserta (vittoriosa Pesaro contro Cantù, ma è saltato l'affare Dionte Christmas che Philadelphia non libererà dalla sua squadra di sviluppo in D-League) permette al clan biancorosso di affrontare un'altra settimana senza patemi in vista della trasferta a Brindisi, tappa importante per provare a strappare altri punti pesanti in chiave salvezza contro una squadra che la Varese attuale può provare a mettere in difficoltà con il suo basket corale. Sarà la trasferta sul campo dell'Enel a dare l'indirizzo definitivo alla società biancorossa in vista della pausa per la Coppa Italia: dopo la cura-Caja l'asse Maynor-Anosike dà certezze sufficienti, preoccupa - e molto - l'involuzione di Kristjan Kangur nello spot di ala forte nel quale il buon Ferrero non può essere l'unica risorsa.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Arrivando questa sera al palazzetto ho visto scendere dal Sacro Monte auto ricoperte da una abbondante coltre bianca al che mi sono detto : ”Stasera si può fare!”. Ma tutto è durato fino al 61 pari, per vedere poi un parziale di 22 a 3 che ha nuovamente girato la partita direzione Milano anche se l’atteggiamento dei varesini è stato senza dubbio encomiabile, ma la differenza tecnico atletica era troppo schiacciante. Ma veniamo alle valutazioni :
    Johnson 5,5 : primo tempo completamente stonato dove riesce a segnare 1 solo punto sparacchiando tiri anche puliti ma che non si avvicinano mai a tramutarsi in canestri. Seconda parte di gara sicuramente più positiva in attacco dove realizza anche la tripla del momentaneo 61 pari ma poi viene travolto anche lui dal ritorno dei campioni d’Italia. DISCONTINUO
    Anosike 6,5 : continua la crescita del centro di passaporto nigeriano che fa registrare 13 punti (con buone percentuali ai liberi per i suoi standard), tanta energia sotto canestro e i soliti rimbalzi. Con lui in campo senza le limitazioni per alcuni fischi chirurgici forse Milano avrebbe fatto più fatica a scappare 2 volte. ENERGIZER
    Maynor 6 : prima parte di gara dove gioca ordinato col piglio giusto (anche se con le solite pecche difensive) e con canestri importanti. Poi alla lunga perde in lucidità ed energia per consumarsi fono a spegnersi inesorabilmente (come la sua Varese) su quella tripla frontale che sarebbe valsa il sorpasso dopo una lunga rimonta. CANDELA
    Avramovic 5 : questa sera il serbo fa vedere solo tanta volontà e poco altro perché sia le scelte di gioco personali che per i suoi compagni risultano praticamente sempre sbagliate. Urge ritrovarlo e migliorarlo sia mentalmente che tecnicamente. ASTRATTO
    Pelle 5,5 : chiude con un discreto bottino in attacco anche se spesso riesce a sbagliare conclusioni comode da vicino a canestro ma le sue mani mancano di “educazione”. In difesa si fa notare ma solo a partita ormai chiusa. CHIMERA
    Bulleri N.E.
    Cavaliero 5,5 : non sporca eccessivamente le percentuali, anzi da 3 chiude con un 2/2 di cui uno in piena rimonta ma come tutto il resto della panchina non risulta mai incisivo. Eloquente il suo -26 di plus/minus. REFRATTARIO
    Kangur 4,5 : l’estone anche stasera, a malincuore, chiude con la palma del peggiore in campo e a sottolinearlo c’è il record sanguinoso nella statistica del plus/minus a quota -27. Prende un solo tiro e lo sbaglia e in difesa non fa molto di più per invertire la tendenza. GHOST
    Lo Biondo N.E.
    Canavesi N.E.
    Ferrero 6,5 : pronti via e subito coach Caja deve richiamare Giancarlo in panca per 2 falli quantomeno dubbi. Quando è fuori dal campo, la sua aggressività e la sua voglia mancano come l’ossigeno a Varese che per reggere l’urto della corazzata meneghina necessita  proprio di quel tipo di atteggiamento. Si prende anche poche libertà in attacco ma con buone percentuali. GLADIATORE
    Eyenga 6,5 : chiude come top scorer di serata ma la statistica più interessante risulta essere quella dei 5 assist. Evidentemente la cura Caja sta avendo i suoi effetti anche su Air Congo (deve comunque di limitare alcune incursioni a testa bassa) che sta cercando di ripulire il suo gioco dalle forzature per alimentare il tanto ricercato gioco corale. DISCIPLINATO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis misura lo spessore dei suoi progressi contro la capolista EA7. Stasera al PalA2A (palla a due alle 20.45; diretta su RaiSport 1) la truppa di Attilio Caja ospiterà la corazzata Milano in un derby che ha fatto la storia del basket italiano. L'edizione numero 174 trova Varese ed Olimpia quasi agli antipodi della classifica: Cavaliero e soci navigano in acque pericolose, anche se il colpo esterno di domenica scorsa a Caserta è stato un segnale importante che i biancorossi hanno imboccato la corsia giusta in chiave salvezza. La compagine di Jasmin Repesa, unica portacolori nostrana nel "gotha" continentale dell'Eurolega, ha vinto le ultime 3 manifestazioni italiane (Coppa Italia e Scudetto 2015-16 e SuperCoppa 2016-17) e punta al "triplete" nella stagione in corso sulla scorta di una supremazia economica sempre più schiacciante (e si valuta l'ulteriore addizione dell'esplosivo lungo Stephane Lasme).
    Con tutta l'efficacia della cura-Caja, l'Openjobmetis terzultima della classe è in grado di reggere l'urto di una Milano decisa a ripartire di slancio in campionato dopo il passo falso di lunedì scorso ad Avellino? Sulla carta il derby di stasera sembra una partita a pronostico chiuso: pur senza l'ex Cerella e con uno degli 8 stranieri (verosimilmente Hickman, preservato per l'Eurolega) in tribuna per motivi regolamentari, l'EA7 ha semplicemente troppe risorse fisiche e tecniche - rotazione a 11 giocatori, miglior attacco della serie A, prima nel tiro da 2 e negli assist e seconda nel tiro da 3 - rispetto all' attuale Varese. Che però vuole onorare al meglio l'impegno, facendo valere il senso della sfida connaturato alla possibilità di misurarsi contro la favorita per lo Scudetto 2016-17, e verificare l'entità dei suoi progressi al cambio della squadra più forte d'Italia.
    Possibilità che l'Openjobmetis possa far saltare il banco e sorprendere la capolista? Poche, anzi pochissime, e legate eventualmente anche ad un possibile calo mentale dell'EA7 dopo l'esaltante ma dispendiosa rimonta da meno 25 di giovedì in Eurolega contro il Darussafaka. Dal canto proprio la squadra di Caja ha avuto a disposizione una intera settimana per preparare al meglio la "mission impossible" di stasera; e sarà certamente interessante verificare l'impatto della nuova routine di lavoro in palestra dopo la conclusione dell'avventura in Champions League. A Varese non si chiede di vincere e interrompere a quota 7 la serie negativa con l'EA7, ma principalmente di onorare al meglio il derby cercando di non sfigurare al cospetto della capolista. In tal senso sarà importante la spinta del pubblico in una serata che a dispetto della diretta TV e della concomitanza con Juventus-Inter dovrebbe portare sulle tribune del PalA2A almeno 4500 spettatori (l'attuale record del 2016-17 sono i 4090 paganti del derby del 4 dicembre contro Cantù). Ma sarà altrettanto fondamentale la capacità di Maynor e soci di coinvolgere i supporters biancorossi con un atteggiamento "sfidante" nei confronti della superiorità annunciata di Milano.
    Giuseppe Sciascia

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