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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'Openjobmetis teme l'effetto-scossa in casa Consultinvest dopo la clamorosa svolta sulla panchina marchigiana con la risoluzione consensuale ufficializzata mercoledì con Piero Bucchi e la promozione a capo allenatore dell'assistente Spiro Leka. Il precedente che fa paura a Varese è quello del derby del 2 dicembre contro Cantù: l'allora Red October si presentò al PalA2A in piena crisi dopo le dimissioni di Rimas Kurtinaitis e la promozione ad interim di Kyrill Bolshakov. Ma la scossa per l'addio di un allenatore che evidentemente era poco gradito dal gruppo diede una carica inattesa ai canturini che sbancando Masnago misero in seria difficoltà la posizione di Paolo Moretti (bocciato nel CdA dell'8 dicembre l'avvicendamento con Caja dopo la sconfitta di Villeurbanne, l'operazione slittò di 15 giorni alla mattina del 23). Allo stesso modo l'effetto-scossa, sia pure più "dilatato" nei tempi, fu fatale a Cremona: Paolo Lepore, subentrato il 19 dicembre a Cesare Pancotto, vinse infatti il 2 gennaio la sua prima partita casalinga da head coach contro il suo ex capo allenatore Attilio Caja.
    Più che altro Varese teme l'imprevedibilità di sfidare una squadra che alla prima uscita col nuovo allenatore non dà punti di riferimento nella preparazione tattica della partita. Di certo l'Openjobmetis, che ha lavorato anche ieri a ranghi completi, avrà due certezze importanti sulle quali fare affidamento per disinnescare l'effetto-scossa. Il primo è il pubblico: le prevendite stanno andando a gonfie vele, sfiorando i mille biglietti già venduti (contando la quota abbonati si viaggia già attorno alle 3800 presenze garantite) a due giorni dalla chiusura. Il secondo è legato all'identità ben definita che la compagine biancorossa ha ormai messo a punto in due mesi e mezzo di "cura-Caja", rispetto ad una Consultinvest che ha inserito da due sole settimane la guardia titolare Hazell, si presenterà domenica a Masnago con la nuova gestione Leka-Cioppi e si accinge da martedì prossimo a inserire il secondo rinforzo Rotnei Clarke per l'attuale play titolare Ryan Harrow.
    L'auspicio è che il tagliando effettuato da Varese nella pausa per la Coppa Italia abbia lo stesso impatto positivo delle tre precedenti stagioni: il rush finale positivo dopo due terzi di stagione balbettanti è ormai un copione consolidato in casa biancorossa. Si iniziò nel 2013-14, con Stefano Bizzozi subentrato a Fabrizio Frates che chiuse con 5 vittorie su 10 partite dopo le 8 nelle prime 20 del coach milanese. Nel 2014-15 Attilio Caja vinse 6 delle ultime 11 gare traghettando l'OJM alla salvezza dopo il 6-13 del suo predecessore Gianmarco Pozzecco. Lo scorso anno niente svolta in panchina ma in cabina di regina: con Chris Wright sul ponte di comando Varese vinse 7 delle ultime 11 gare dopo il 7-12 totalizzato al pit stop per le Final Eight. Ora la truppa di Caja ha inaugurato il rush finale con 2 vittorie consecutive: fare tris domenica con Pesaro significherebbe accelerare in maniera potenzialmente decisiva verso la salvezza dopo il record di 5 vittorie e 14 sconfitte - il peggiore delle ultime 7 stagioni - con cui si era giunti alla pausa per la Coppa Italia.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La notizia migliore per completare il quadro positivo in casa Openjobmetis Varese, dopo le due vittorie consecutive contro Pistoia ed Avellino, sarebbe stata il ritorno in campo di Luca Campani. Peccato che per il lungo emiliano non sembra essere ancora giunto il tempo per rimettere piede sul parquet.
    Il numero 12 della formazione biancorossa ha giocato la sua ultima partita ufficiale il 16 novembre scorso, andando a referto in Champions League contro i polacchi del Rosa Radom. Nella settimana successiva, dopo una partita vista dalla panchina contro Brescia, è stata comunicata la sua indisponibilità per un periodo stimato di circa quaranta giorni. L’ultima apparizione concreta in campionato risale al 13 novembre, proprio contro Pesaro, un girone fa.
    Come ampiamente raccontato poi nei mesi successivi, il problema al ginocchio del lungo classe 1990 si è rivelato più serio del previsto, tanto da costringerlo ad aumentare di molto i tempi di recupero. In un’intervista con lui a fine gennaio, ci aveva confidato che «osservare da fuori i propri compagni è faticoso. Ma io soffrirei a stare fuori anche in un momento positivo. Mi piacerebbe poter dare una mano alla squadra: non vedo l’ora di rientrare. È importante che lo faccia quando starò bene, perché al contrario potrebbe essere deleterio per me e per la squadra».
    Inutili terapie
    La realtà attuale parla però di un recupero che si allontana sempre di più, tanto che un rientro in campo potrebbe anche non esserci: stagione finita. Non c’è ancora la sicurezza che sia così ma è probabile che già oggi la società biancorossa dirami un comunicato ufficiale per fare chiarezza sulla situazione e sugli eventuali tempi di recupero. La situazione non è comunque positiva perché il rientro non è dietro l’angolo e dopo i cicli di terapie a cui si è sottoposto nelle ultime settimane, i risultati attesi non si sono visti. Questo non ha fatto altro che, come è normale che sia, intaccare l’umore del giocatore, ormai ai box da quasi quattro mesi. Ed in questi quattro mesi, in realtà, Campani non si è mai allenato in gruppo, alternando varie attività di rieducazione e terapie, con un percorso simile a quello affrontato già nella stagione scorsa.
    Dopo il tendine la guaina
    In questi giorni l’atleta si è sottoposto ad alcune visite di controllo per valutare i miglioramenti del ginocchio: tali visite hanno però messo in luce una situazione non proprio rosea. Oggi in calendario c’è un’altro appuntamento dal medico, dopo il quale la società dovrebbe chiarire pubblicamente il destino del lungo e chiarire quali saranno gli step da percorrere da qui ai prossimi giorni. Fermo restando che, ormai alla metà di marzo, il recupero entro la fine della stagione sembra una ipotesi ormai tramontata.
    E per tale motivo anche coach Attilio Caja dovrà fare di necessità virtù, rinunciando ad un giocatore che non ha mai avuto a disposizione, anche perché al momento del suo insediamento (il 23 dicembre scorso) Campani era già fuori causa da oltre un mese.
    Molto probabilmente ci saranno degli ulteriori controlli ed altre visite specialistiche per entrare ancora più nel dettaglio del problema: certo è che la sfortuna non ha smesso di perseguitare Campani, che nel maggio scorso aveva deciso di operarsi a Reggio Emilia per ridurre la lesione al tendine rotuleo e per cercare di porre fine alle sofferenze che gli procurava proprio il ginocchio. I dolori sembravano spariti del tutto, ma tra ottobre e novembre il ginocchio è tornato a bussare prepotentemente a causa di un’infiammazione alla guaina sinoviale, costringendo Luca allo stop, che ora potrebbe addirittura prolungarsi fino al termine dell’annata sportiva.
    Alberto Coriele

  • simon89
    Daniele Cavaliero non si accontenta dell'impresa del PalaDelMauro. Dopo aver consumato la vendetta dell'ex contro la Sidigas, il capitano dell'Openjobmetis vuole ripetersi anche domenica contro Pesaro, di cui ha vestito la maglia nel 2011/'12. «Con tutto il rispetto che nutro per Avellino e Pesaro, dovrò dare assolutamente un altro dispiacere alla seconda mia ex squadra in sette giorni: la vittoria del PalaDelMauro è stata importantissima ma lo scontro diretto che ci aspetta domenica lo è altrettanto. Contro la Consultinvest dobbiamo vincere per forza, per non vanificare l'impresa dell'altro ieri».
    Una vittoria che dà ragione alla cultura del lavoro con cui Attilio Caja ha dato un'identità difensiva alla squadra... «Di lavoro quotidiano che stiamo facendo è di alto livello e sono felicissimo che stia finalmente pagando: i rimorsi arrivano se hai la sensazione che non stai facendo il meglio, però adesso arriviamo stanchissimi alla fine di ogni allenamento perché l'impegno è massimo. Si erano già visti spunti positivi contro Sassari e Milano, poi avevamo preso un po' di paura a Brindisi perché è stata l'unica partita nella quale abbiamo giocato senza lottare, come ci chiede di fare sempre coach Caja. Contando su un'identità da battaglia e sulla difesa si può invece sopperire alle serate di scarsa vena al tiro».
    Dunque, ora Varese ha trovato la quadratura del cerchio per sfruttare appieno il suo potenziale? «Merito all'allenatore e allo staff che dando regole importanti sono riusciti a far capire che cosa serviva a questa squadra per tirar fuori le sue potenzialità. Il talento l'abbiamo sempre avuto ma non riuscivamo a concretizzarlo: ora il sistema di gioco e le regole danno la possibilità agli elementi di maggior classe di rendere al meglio. Ma l'aspetto fondamentale è che ora tutti sono in grado di dare una mano facendo una cosa utile per la squadra».
    Come accaduto nel 2015/'16, la sensazione è che la pausa per la Coppa Italia abbia fatto bene alla squadra. «L'anno scorso la vittoria dopo la pausa a Torino fu il segnale della svolta, spero proprio che il match di Avellino abbia lo stesso impatto sulla nostra stagione: ci sono effettivamente delle similitudini, l'auspicio è che come accaduto 12 mesi fa si vada a tavoletta fino al 7 maggio. Già a Caserta e contro Pistoia avevamo mostrato progressi importanti: lunedì scorso era una partita complicata perché non potevamo sbagliare, ora il colpo di domenica dimostra che giocando di squadra non esistono partite perse in partenza».
    E dopo due vittorie in fila, due giorni di pausa come premio in vista dello spareggi con Pesaro... «Dobbiamo cancellare dalla mente ma tenere nel cuore quel che è accaduto nelle ultime due settimane: serve continuare a lavorare con la stessa voglia di presentarci al massimo della preparazione tattica, fisica e mentale contro Pesaro. Dobbiamo rimanere umili e tenere la testa bassa, evitando di pensare che una volta capito come si fa, da oggi in poi non ci saranno più problemi. Davanti al nostro pubblico dovremo mettere in campo un atteggiamento grintoso sin dall'avvio che accenda i tifosi e ci permetta di sfruttare il grande vantaggio del fattore campo».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis più bella della stagione sorprende la seconda forza Avellino con un secondo tempo di grandissimo spessore difensivo. Impresa tanto inattesa quanto meritata per la truppa di Attilio Caja, che espugna il PalaDelMauro con una prova di grande spessore tecnico e mentale e lascia l'ultimo posto della classifica in vista del primo spareggio salvezza di domenica contro Pesaro.
    Dopo 21 giornate di campionato, Varese festeggia la prima striscia vincente stagionale, dando continuità alla vittoria nel posticipo contro Pistoia su un parquet dove un mese e mezzo fa era caduta la corazzata Milano. Successo fortemente voluto dai biancorossi grazie ad una condotta di gara lucida e grintosa: l'alternanza di uomo e zona 2-3 proposte da Attilio Caja spegne la luce per gli irpini, che dopo i 49 punti col 58% dal campo fatturati all'intervallo ne producono solo 26 con il 29% da 2 e il 31 % da 3 nei secondi 20'. OJM letteralmente rigenerata dopo la pausa lunga, con Ferrero ed Eyenga a sprigionare una quantità inesauribile di energia e sviluppare un ficcante contropiede decisivo per il break di 3-19 con il quale i biancorossi hanno girato il senso del match (dal 49-40 del 20' al 52-59 del 27').
    Ma già in avvio la truppa di Caja aveva mostrato un piglio efficace, con il filo tessuto con costanza sull'asse Maynor-Anosike (9 assist per il play; 8/10 da 2 per il centro nigeriano) che aveva messo a nudo i limiti difensivi di Fesenko e l'assenza pesante del suo alter ego Cusin. Avellino aveva però scardinato il primo giro di zona biancorossa con i dardi degli atipici Leunen e Zerini e le folate di un Ragland poi limitato dai falli (49-40 al 20'). Ma la vecchia ricetta "difesa&contropiede" ha permesso all'OJM di ripartire di slancio dopo l'intervallo; e i giochi a due tra Maynor e Anosike (o Pelle), croce offensiva dell'era Moretti, sono diventati delizia anche grazie a qualche invenzione dal cilindro del regista statunitense (tripla da 8 metri ad altissimo coefficiente di difficoltà del 63-72 al 35'). Poi nel finale i quattro piccoli proposti da Caja, con Cavaliero di supporto a Maynor ed Eyenga a farsi valere nell'1 contro 1 contro Leunen (canestro della staffa del 73-80 a meno 19" dopo una sanguinosa persa sulla rimessa a metà campo con 31" da giocare), hanno messo il sigillo ad una vittoria dal peso specifico davvero enorme.
    Prima di tutto perché dimostra con i fatti la crescita tecnica e mentale della squadra nella gestione-Caja: il tagliando nella pausa per la Coppa Italia ha fatto scattare il click giusto all'interno del gruppo, che ha saputo mettere in atto in maniera ottimale il piano partita - attaccare Fesenko sul pick&roll e togliere ritmo alle punte della Sidigas con una zona mobilissima sui lati ma "flottata" a centro area - preparato dallo staff tecnico. E poi ribadisce la solidità di un impianto di gioco nel quale ognuno sembra aver trovato la sua dimensione nelle pieghe di un collettivo ben oliato: il cammino verso la salvezza è ancora lungo, ma la strada è tracciata con chiarezza davanti a Cavaliero e compagni. Ora arrivano due appuntamenti chiave dentro e fuori dal campo: domenica lo spareggio contro Pesaro, e poi il 16 marzo gli "Stati Generali" del consorzio per decidere se aprire le porte al "socio forte" (sia esso Gianfranco Ponti o altre eventuali alternative al momento "coperte"). Ma arrivarci con mezza salvezza in tasca, in caso di filotto di vittorie a quota 3 con tanto di 2-0 negli scontri diretti sulla Consultinvest, sarebbe il miglior viatico per programmare un futuro meno condizionabile dall'alea delle scelte tecniche...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis misura la solidità del suo impianto di gioco sul campo della seconda forza Avellino. Oggi al PalaDelMauro (palla a due alle ore 18.15) la compagine di Attilio Caja proverà a sfidare la quotata Sidigas di Pino Sacripanti, che guida il plotone delle inseguitrici della fuggitiva Milano nel rush finale verso i migliori piazzamenti del tabellone playoff. Impegno sulla carta proibitivo per Cavaliere e compagni sul campo di un'avversaria che al gran completo avrebbe fisicità e profondità per provare a sfidare la corazzata EA7 ed a correre sino in fondo nell'avventura in Champions League. Però, Varese ha il dovere e la necessità di cercare punti su qualsiasi parquet nella sua volata-salvezza che riparte dall'ultimo posto nonostante la vittoria scacciacrisi nel posticipo contro Pistoia. Dunque, dovrà provare a mettere granelli di sabbia negli ingranaggi di una Sidigas decisa a consolidare il suo ruolo di seconda forza e sfatare il tabù (tre sconfìtte in fila tra Coppa Italia, campionato ed Europa) legato l'innesto ad effetto di David Logan, la guardia già campione d'Italia 2014/'15 con Sassari, prelevata con un investimento massiccio tra ingaggio e buyout dal Lietuvos Rytas.
    Più che il risultato finale, conterà l'atteggiamento che la squadra di Caja saprà mettere in campo al PalaDelMauro: servono conferme relativamente capacità di esportare anche lontano da Masnago la mentalità operaia decisiva lunedì scorso, spazzando via i dubbi emersi nell'ultima trasferta di Brindisi con una prova che corrobori l'ambiente in vista dello spareggio casalingo di domenica contro Pesaro. Le chances di fare bottino sul parquet della Sidigas sono poche, ma Varese deve dimostrare il suo spessore mentale ancor prima che tecnico. E farsi trovare pronta a cogliere l'occasione, qualora la truppa di Pino Sacripanti dovesse affrontare con sufficienza l'impegno contro l'ultima della classe, spostando l'attenzione verso il retour-match di mercoledì nel derby italiano degli ottavi di Champions League contro Venezia.
    Di certo l'Openjobmetis si è preparata al meglio per il match di oggi, con una settimana di allenamenti a ranghi completi per impostare una partita all'insegna di applicazione mentale e sacrificio. La Sidigas ha grande potenziale offensivo col talento perimetrale di Ragland e del neoacquisto Logan, cui abbina la freschezza atletica degli esterni Randolph e Thomas e la potenza fisica del mastodontico Fesenko (64,3% da 2 per il centrane ucraino da 216 centimetri per 130 chili). Ma Pino Sacripanti le ha dato un volto più votato alle esecuzioni e alla lucidità che ai punteggi alti (terza difesa della serie A a 74.7 punti di media). Nelle ultime settimane Avellino sta pagando dazio per l'assenza di Marco Cusin, vittima di una frattura alla mano destra che lo terrà ai box sino a fine marzo: senza il centrane azzurro, Sacripanti deve chiedere sforzi extra a Fesenko, per fermare il quale sembra prevedibile un massiccio uso della difesa a zona anche nell'ottica di proteggere Maynor contro il folletto Ragland.
    Pronostico chiuso per Varese? No, se la squadra di Caja riuscirà a sorprendere la Sidigas alzando i ritmi grazie all'aggressività della difesa e al presidio dei rimbalzi. Altrimenti il destino dei biancorossi rischia di essere segnato...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    «Dobbiamo cercarlo questo risultato. Mettiamoci il fisico e usiamo la testa: facciamoci trovare pronti». Sull'onda lunga della vittoria ottenuta lunedì scorso contro Pistoia, la Varese di Attilio Caja prova a sognare un colpaccio che scompaginerebbe le carte della corsa salvezza: rubare due punti alla Scandone Avellino, seconda in classifica. La differenza tra le due squadre, la graduatoria stessa e il buon senso al momento non consentono di andare oltre l'irrazionalità del desiderio: per trasformarlo in realtà servirà la partita perfetta. «Veniamo da una settimana di lavoro corta ma positiva - ha detto Caja nella consueta conferenza stampa del venerdì - iniziata con una vittoria che ci ha dato fiducia e morale, dimostrando che stiamo facendo le cose per bene. Contro Pistoia, la prima di undici finali per noi, l'approccio è stato quello giusto, la difesa è stata solida e attenta: siano queste delle indicazioni per il futuro».
    A cominciare da quello prossimo: «Siamo consapevoli di come Avellino sia un impegno molto difficile da affrontare - continua il coach - Giocheremo contro una squadra che punta ad arrivare seconda in campionato, che ha fatto un'ottima stagione lo scorso anno e, sull'onda lunga di questa, ha concluso un mercato brillante, ben orchestrato da Nicola Alberane. Il ds forlivese, deus ex machina della Sidigas, che proprio ieri - su queste colonne -aveva elogiato il lavoro di Caja con Varese (nota di servizio: i due erano pronti a collaborare due anni fa, poi qualcuno decise di cacciare Caja dal Sacro Monte e il manager non riuscì a liberarsi dal suo contratto con Roma...), prende giusto merito alle propria bravura nelle parole dell'allenatore pavese: «Ci ha visto ancora bene... Ha perso l'mvp del 2015/2016 Nunnally, che si è accasato al Fenerbahce, ma è riuscito lo stesso a costruire una squadra molto competitiva. Ora ha preso anche Logan, a dimostrazione che Avellino non vuole lasciare nulla di intentato».
    Insomma: in Irpinia sarà dura. «Hanno grande atletismo tra gli esterni e fisicità sottocanestro, con Fesenko. Noi dovremo metterci il fisico ed essere aggressivi, ma anche usare la testa, per sporcare le tante opzioni della formazione di Sacripanti». Si riparte dalla difesa, chiave di volta, anche psicologica, del successo contro la The Flexx: «Quando a livello di talento sei inferiore agli avversari, e ancora di più quando giochi in trasferta, la difesa diventa fondamentale, insieme al controllo dei rimbalzi. Rispetto alla gara contro i toscani, però, mi aspetto dei miglioramenti in attacco, non solo nella costruzione del gioco, ma anche nella sua finalizzazione, che è questione di fiducia. Sarà questo il passo avanti» La Scandone viene da tre sconfitte consecutive (Sassari in coppa Italia, Brescia in campionato e Venezia in Champions) e vivrà la partita contro Varese come intermezzo tra l'andata e il ritorno dei playoff continentali. Un piccolo vantaggio per noi? «Non credo - conclude Caja - Avellino è squadra abituata a questi ritmi». 
    Fabio Gandini

  • simon89
    Varese non va sul mercato, ma il mercato bussa alle porte di Varese. L'argomento non è stato oggetto di discussione nel CdA di Pallacanestro Varese, come ribadito dal delegato all'area tecnica Toto Bulgheroni: ieri mattina i vertici del club hanno "abbozzato" le prime ipotesi sulla stagione ventura, sebbene è evidente che nessuna decisione strategica potrà essere presa fino a quando il club di piazza Monte Grappa non avrà maturato sul campo il diritto di iscriversi alla serie A o alla A2. Nel pomeriggio però ci sarebbe stato un sondaggio da parte di Scafati, club attualmente al penultimo posto della classifica del girone Ovest dell'A2, sul conto di Aleksa Avramovic: il team campano, in cerca di un nuovo regista titolare con punti nelle mani dopo l'addio per motivi personali dell'israeliano Naimv, avrebbe chiesto a Varese la disponibilità dell'esterno serbo, passato dai 9.5 punti e 1.7 assist in 18.6 minuti dell'era Moretti ai 3.3 punti e 0.5 assist in 10.0 minuti nella gestione Caja.
    Opportunità da cogliere per trovare spazio da protagonista ad un capitale futuro del club (contratto fino al 2019) al momento però "disfunzionale" ad un sistema più rigido, reinvestendo le risorse liberate su un giocatore più adatto a giocare con e per Maynor, oppure una delle tante ipotesi destinate a non concretizzarsi in un mercato nel quale la media delle trattative condotte fino in fondo non supera il 20 percento rispetto a quelle abbozzate? La sensazione è che non se ne farà nulla, così come accaduto nelle scorse settimane quando la società biancorossa aveva respinto le richieste pervenute per Matteo Canavesi (Cento in B e Lucca in C); di mezzo ci sono un contratto pluriennale (ma si potrebbero girare in prestito i 4 mesi residui fino al 30 giugno) e lo scarsissimo appeal per la serie A2 da parte dell'agenzia di un giocatore che nell'attuale contratto con Varese ha escape per l'Eurolega.
    In soldoni, anche l'eventuale mercato in uscita sembra destinato a rimanere chiuso: il match contro Pistoia ha dimostrato che tutti i giocatori sono sintonizzati sulle necessità dello spirito operaio predicato da Attilio Caja, auspicando di non dover correre ai ripari in fretta e furia se l'OJM dovesse fallire i prossimi test dopo aver imboccato la strada giusta al primo bìvio. Intanto Carlo Recalcati torna vicinissimo a Cantù: dopo la prima fumata nera, il club brianzolo parrebbe deciso a proporre all'ex et. un contratto fino al 2018. In mattinata nuovo incontro per ratificare l'accordo. 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis ritrova il sorriso al PalA2A e non fallisce il primo appuntamento col treno-salvezza. La compagine di Attilio Caja interrompe un digiuno casalingo di oltre due mesi e mezzo (ultimo hurrà in campionato datato 10 dicembre), piegando la rivelazione Pistoia con 30 minuti di applicazione difensiva graffiante e un finale da leader di Dominique Johnson (10 punti negli ultimi 3'30" compresa la tripla della staffa sul 71 -64 a meno 1'05"). Vittoria tanto importante quanto sofferta per una Varese costretta a fare bottino dalle imprese delle dirette rivali Pesaro e Cremona: se la necessità di non fallire il colpo ha visibilmente pesato sulla fluidità dei biancorossi (27% da 3 e 60% in lunetta), l'atteggiamento grintoso profuso da Cavaliero e soci è stato all'altezza dell'importanza della posta in palio.
    Determinante soprattutto l'energia iniziale, con l'ottimo impatto dalla panchina di Pelle e Kangur a creare il primo strappo dopo un avvio a fari spenti sui due fronti (27-13 al 14' dopo il 10-9 dell'8'). Varese ha costruito molto, con un Maynor alterno ma comunque abile nell'innescare a turno Anosike e Pelle, e una supremazia territoriale a rimbalzo che è stata sostanziosa per 30 minuti (44-40 finale, ma 19 punti e 22 "carambole" totali" per i due centri biancorossi) ad accendere spesso e volentieri il motore del contropiede. Brava l'Openjobmetis ad interpretare il match con il piglio richiesto da Caja, con un costante lavoro per spegnere i terminali toscani Boothe e Petteway (3/21 in due e 11 punti rispetto ai quasi 26 di media). Ed è stato comunque lo stesso Maynor, pur sistematicamente punito da Moore dall'arco con una difesa troppo permissiva, a riaccendere la luce con una serie di iniziative pregevoli per respingere il primo assalto toscano (51-36 al 27' dopo il 40-35 del 23').
    Ma quando i ragazzi di Esposito hanno allungato la difesa, approfittando del calo di Maynor e dei passaggi a vuoto di un Avramovic totalmente fuori fase, l'inerzia della partita ha rischiato di invertirsi con gli assetti più dinamici scelti dal coach ospite che hanno girato il senso del match a rimbalzo e nei ritmi. Senza più benzina per il contropiede e dovendo attaccare a metà campo contro una difesa aggressiva, Varese ha mostrato ancora tremori evitabili consentendo a Pistoia di tornare in partita dopo aver pressoché dominato per tre quarti. Provvidenziali i 3 minuti di sostanza in regia Bulleri con un jumper prezioso per tenere a distanza gli ospiti (63-54 al 36' ); e quando gli spettri delle sconfitte in serie hanno rischiato di giocare un brutto tiro all'Openjobmetis con Pistoia che ha ricucito fino al 68-64 ameno 1'22", è stato "Dom" Johnson a vestire finalmente i panni del trascinatore (prima vittoria a Masnago in campionato anche per la guardia ex Alba Berlino oltre che per Caja), risolvendo prima in lunetta e poi dall'arco l'impasse della manovra varesina quando Maynor è stato progressivamente soffocato dai toscani.
    Non certo un Picasso, ma vista l'importanza della posta in palio non c'era da andare troppo per il sottile; e una vittoria figlia di una prova tutta sudore, applicazione e intensità dimostra che l'Openjobmetis ha colto il succo dell'importanza della missione-salvezza, scaldando con il suo atteggiamento combattivo la platea di un PalA2A che ha sostenuto con calore gli sforzi biancorossi. L'auspicio è che l'iniezione di fiducia del ritorno al successo casalingo sblocchi un attacco ancora troppo alterno; ma se Masnago torna ad essere un fortino, l'arduo cammino salvezza avrà trovato una stella polare attraverso la quale orientarsi nella giusta direzione...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Vittoria che equivale a ossigeno puro visto che le dirette concorrenti (Cremona e Pesaro), che si stanno giocando la permanenza nella massima serie con Varese, nella giornata di domenica erano riuscite a sovvertire i pronostici vincendo entrambe gare per niente scontate. La partita, tutt’altro che piacevole, è stata condotta sin dall’inizio dalla squadra di casa ma Pistoia, a parte nella parte finale del quarto periodo, ha fatto di tutto per lanciare un salvagente ai lombardi che non senza qualche patema d’animo alla fine mettono in cascina 2 punti che valgono oro.
    Ma veniamo alle valutazioni :
    Johnson 8 : parte col freno a mano tirato ma poi, con lo scorrere del tempo, fa salire i colpi e va a prendersi la partita gestendo tutti i possessi decisivi e mettendo una tripla fondamentale e portando a casa anche con l’esperienza dei tiri liberi che servono a mantenere a distanza di sicurezza i toscani. SALVATORE DELLA PATRIA
    Anosike 6 : come sempre riempie il tabellino delle statistiche con ottimi numeri ma la prestazione di stasera lascia intravedere qualche involuzione rispetto alle confortati prestazioni viste ultimamente. Amnesie e distrazioni che per fortuna non sono state pagate a caro prezzo ma il livello di guardia deve essere sicuramente alzato. SVAMPITO
    Maynor 5 : partita di difficile interpretazione; ci sono attimi dove la sua tecnica e proprietà di passaggio sono cristallini, altri momenti in cui sparisce dal campo nascondendosi in un angolo anche in attacco ma il vero dramma è quando deve difendere e stasera ha concesso 4 bombe a Moore passando sempre dietro al blocco e concedendo sempre almeno 2 metri di spazio per conclusioni comodissime al suo diretto avversario. ECLISSATO
    Avramovic 3,5 : imbarazzo totale nel dover commentare l’ennesima prestazione sconcertante del giovane serbo. Parte a mille recuperando anche un buon pallone ma poi non ne combina più una giusta e viene confinato in panchina. BERTOLDO
    Pelle 7 : Norvel questa sera risponde presente e con una prestazione a tutto tondo anche considerando l’esiguo minutaggio per cui viene impiegato; concentrato e intimidatorio in difesa, concreto in attacco da una zampata determinante per raggiungere la vittoria. GAZZELLA
    Bulleri 6,5: se pur utilizzato 3 minuti, coach Caja lo butta nella mischia nel momento cruciale dell’incontro cioè nel quarto periodo quando Varese sembra aver smarrito la strada; lui prende per mano i suoi compagni, realizza un canestro con un jumper dalla media e sfoggia un' energica difesa nel possesso successivo. BUSSOLA
    De Vita N.E.
    Cavaliero 6,5 : la lunga pausa forse è servita al capitano per ricaricare le pile che finalmente in questo Monday night lascia il segno con giocate positive anche se continua a sparacchiare dalla lunga distanza. COSTRUTTIVO
    Kangur 7 : segni di ripresa anche per il lungo estone che, se pur entrando dalla panchina, si guadagna i gradi di ala forte titolare con una prestazione ficcante al tiro che mette con continuità e reggendo bene l’urto dei lunghi pistoiesi anche perché non sono propriamente esplosivi, comunque la via è quella giusta. POLLICINO
    Canavesi N.E.
    Ferrero 6 : impatto meno incisivo delle ultime gare anche perché il suo pari ruolo Kangur sembra più ispirato di lui; in ogni caso quando è in campo fa tutto come si deve. SOLDATINO
    Eyenga 6 : sufficienza agguantata grazie ed esclusivamente ad una difesa arcigna su qualsiasi avversario si trovi a marcare; in attacco continua a faticare a trovare la via del canestro anche perché, una volta ricevuta la sfera, difficilmente se ne disfa e spesso e volentieri va a sbattere contro un muro. CRASH TEST DUMMY
     

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