L'OJM conduce il match con grande lucidità, punendo la cavalleria leggera di Cantù con soluzioni ad altissima percentuale (58% da 2 alla fine) nei secondi finali dell'azione, mentre in retroguardia - con Anosike e Pelle che riducono ai minimi termini lo spauracchio JaJuan Johnson - la graffiante aggressività biancorossa e decisiva per accendere il motore del contropiede e spaccare la partita dopo l'intervallo. Varese aveva già provato ad affondare i colpi nel primo quarto ( 15-23 all'8' dopo il 7-2 iniziale) con un Maynor cattedratico ad innescare Anosike ed un Eyenga incontenibile in penetrazione e irresistibile in difesa a spingere in campo aperto. Ma la pioggia di triple costruite dalla Mia a cavallo tra primo e secondo quarto aveva creato un contro-break pericoloso (33-28 al 14' e ancora 42-35 al 16'), col duello Dowdell-Maynor a scaldare le retine. Importante lo 0-10 nel finale del secondo quarto per ridare a Varese l'inerzia a metà gara. E poi la squadra di Caja ha calato la saracinesca, concedendo solo 17 punti in 15' a Cantù con Eyenga e Johnson a garantire benzina per le ripartenze di Maynor (anche 7 assist): partita spaccata in velocità dagli ospiti (48-59 al 27') e poi chiusa da una serie di giocate di classe pura del play ex Oklahoma City e dell'ala congolese (61-74 al 34').
L'OJM ha giocato una gara solida e matura, vincendo a mani basse il duello sotto i tabelloni (43-29 a rimbalzo e 50-28 nei punti in area), con una suddivisione delle responsabilità offensive e una condivisione dell'energia difensiva da squadra di alto livello. Dopo la pausa per la Coppa Italia, qualcosa è scattato dentro lo spogliatoio per dimostrare che la squadra non meritava l'ultimo posto: la Varese delle 6 vittorie consecutive vale ampiamente più dell'attuale undicesima piazza, anche se ora il calendario propone una vera e propria parete di sesto grado (Reggio Emilia, Trento e Venezia) che rende ancora molto difficile il sogno playoff. Però domenica al PalaBigi si potrà giocare a mente sgombra e senza più lo spettro della retrocessione, che per almeno 2 mesi è stata scomoda compagna di viaggio dell'ambiente biancorosso. Servivano 12 punti in 11 partite, e l'OJM trasformata da zucca in carrozza dalla bacchetta magica di Attilio Caja ha messo in cassaforte la quota necessaria in sole 6 gare. Ora è giusto provare ad alzare lo sguardo, senza aspettative eccessive ma con la giusta voglia di alimentare il più a lungo possibile un magic-moment esaltante come la città e l'ambiente non viveva da tanto (troppo) tempo.
E per chi deve giocare ora la battaglia del grano per fare in modo che la Varese 2017-18 possa non essere troppo diversa da quella che ogni settimana risale una posizione in classifica, l'esaltante rimonta della truppa di Caja è un assist prezioso per cavalcare l'onda dell'entusiasmo.
Giuseppe Sciascia
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