Per l'OJM sarebbe chiaramente un'assenza pesantissima, dato che sulla carta il play ex NBA è l'elemento più insostituibile del sistema di gioco plasmato da Attilio Caja per esaltare le sue doti da "attivatore": i 14,9 punti e i 7,2 assist di media totalizzati nelle 6 vittorie consecutive in cui ha viaggiato a 32,4 minuti a partita illustrano in maniera più che eloquente il suo peso specifico nell'economia dello scacchiere bian-corosso. Per sopperire alla sua più che probabile defezione il tecnico pavese dovrà chiedere gli straor- dinari al 39enne Massimo Bulleri, che non sembra però in grado di offrire più di 15 minuti di qualità. In alternativa dovranno sacrificarsi in regia Dominique Johnson (al prezzo però di ridurre il suo fatturato balistico) e Daniele Cavaliero, oppure sarà l'occasione per concedere una prova di appello ad Aleksa Avramovic. L'esterno serbo ha giocato solo 3 minuti nelle ultime 6 gare dopo la bocciatura rimediata da "vice-Maynor" in assenza di Bulleri, stasera per necessità o per scelta ci saranno minuti anche per lui con la possibilità di dimostrare di poter essere ancora un capitale importante in ottica futura visto il contratto garantito per il 2017-18.
Di certo Varese non dovrà aspettarsi sconti da una Grissin Bon tornata a pieno regime dopo 3 mesi di affanni legati agli infortuni. La squadra di Menetti, in serie positiva da 3 turni, punta a vincere per agganciare il terzo posto della regolar season facendo leva su un fattore campo bollente (PalaBigi esaurito in prevendita) e su un organico profondo in tutti i ruoli. Reggio Emilia è squadra votata all'attacco (terzo della serie A a 81,9 di media), con due fucilieri come Aradori (16,0 punti) e Della Valle (15,4 punti) e gli ex di turno De Nicolao e Polonara a recitare da protagonisti nel miglior pacchetto italiani della serie A. Varese ha un potenziale vantaggio a rimbalzo - la Grissin Bon è sedicesima a 33,0 di media - per provare a impostare la partita sui binari giusti dal punto di vista del ritmo. Certo senza Maynor una missione di per sé difficile rischia di diventare impossibile, ma l'OJM vuole provare a stupire anche stavolta.
Giuseppe Sciascia
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