Jump to content

VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'Openjobmetis tiene chiuse le porte del mercato anche dopo la sconfitta di Brindisi. Il summit dell'area tecnica con Toto Bulgheroni, Claudio Coldebella e Attilio Caja a colloquio ieri si è chiuso con la decisione di proseguire con il roster attuale a dispetto del nuovo scivolone in fondo alla classifica sancito dai risultati del turno numero 19. Non è una questione economica, sebbene la situazione sia complicata per la necessità di "coprire" gli errori del passato risolti a suon di extrabudget: i consorziati ripianeranno 150mila euro per chiudere il bilancio 2015-16, e per la stagione in corso l'apporto dei soci - tra pregressi e attualità - arriverà vicino agli 1,4 milioni di euro.
    Però in caso di estrema necessità ravvisata dall'area tecnica, la proprietà sarebbe disponibile a cercare ulteriori risorse non escludendo un ulteriore sforzo: troppo elevato il rischio di perdere il capitale della serie A, che rischierebbe di "deprezzare" di oltre il 50 per cento il valore del club. Si tratterebbe di un investimento extra stimato sui 60-70mila euro lordi per 3 mesi. E da qui a qualche settimana non ci sarebbe neppure eccessiva "siccità" di opzioni da vagliare, visto che la conclusione della regalar season in Australia ha lasciato libero qualche elemento di buon valore (spiccano le ali forti Daniel Kickert e Greg Whittington se si considerasse l'idea di tappare la falla aperta dall'infortunio di Campani e dal crollo verticale del rendimento di Kangur), in attesa che si chiuda anche la stagione regolare in Iran per aumentare il ventaglio delle opzioni possibili.
    Ma è stato il coach a smorzare le velleità della linea "interventistica", almeno nella pausa della Coppa Italia e in attesa di rimettere a fuoco la situazione in occasione del match del 27 febbraio contro Pistoia: «La delusione per la prova di Brindisi è innegabile, soprattutto perché dopo una settimana di ottimi allenamenti è stata una brutta sorpresa - spiega Caja - Evidentemente il malato era grave e soggetto a ricadute anche se non c'erano segnali, ma io non mi appello all' assenza di Anosike o alla prestazione negativa di questo o quel giocatore: dare la colpa al compagno sarebbe la strada più breve, ma non quella corretta perché minerebbe ulteriormente la fiducia in noi stessi. Le problematiche vanno affrontate senza nascondersi o scappare, la croce l'abbiamo addosso tutti e non si risolvono i problemi puntando il dito su un singolo». Caja fa appello al senso di responsabilità dei giocatori, toccando tasti motivazionali e caratteriali che non sono legati al mero aspetto tecnico: «A Varese società e tifosi ti mettono nelle condizioni ottimali per rendere, e dare il massimo per ripagarli è un dovere per tutti. Possono sembrare frasi fatte, ma sono convinto che la chiave sia la capacità di responsabilizzare i giocatori; per uscire con le forze attuali alla situazione critica, ognuno di noi dovrà avvertire questa sorta di senso civico nei confronti della storia e della passione di Varese. E credo fermamente che nessuno di noi eviterà di sentirlo».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis naufraga malamente in riva all'Adriatico e scivola nuovamente sul fondo della classifica. Il blocco delle quattro partite tra le due pause della serie A si chiude nel peggior modo possibile per la truppa di Attilo Caja, travolta alla distanza dalla vivacità dell'Enel che schianta sul piano del ritmo una Varese inguardabile come ai tempi peggiori del girone d'andata. L'assenza di O.D. Anosike, costretto a dare forfait in extremis per un problema alla schiena e bisognoso di terapie specifiche, è solo un'attenuante nell'economia di una partita che Cavaliero e compagni non sono riusciti ad affrontare secondo le intenzioni di Artiglio a causa di una inferiorità aerea costante senza il pilastro della difesa. Ma la sconfitta dell'Openjobmetis è figlia anche di una prestazione offensiva totalmente inconsistente, col record negativo di punti segnati che fa il paio con il massimo stagionale di palle perse (ben 26 di cui 13 nel solo terzo quarto chiuso con 9 punti segnati e una lunga serie di possessi letteralmente regalati nelle mani di Brindisi). Effimera la striscia di triple (tre di Johnson e una da metà campo di Cavaliero) che aveva permesso ai biancorossi di evitare il tracollo immediato sul primo fuorigiri offensivo (11-2 al 6' ma 20-22 al 13'), e il buon finale del secondo quarto che aveva chiuso il primo strappo (38-34 a metà gara con tripla sulla sirena di Ferrero dopo il 33-24 del 16'). Gli errori non forzati nel terzo quarto hanno impedito agli ospiti di sfruttare le molte sbavature dell'Enel sul 48-41 del 24', e quando i padroni di casa hanno inquadrato il bersaglio con Moore e Scott il match ha preso una piega a senso unico (67-50 al 34' ) con Maynor fuori fase al tiro, Johnson non più coinvolto dopo i 10 punti nei primi 12' e il solo Ferrero a battersi con ardore fino in fondo.
    Un passo indietro lungo e ben disteso che rinfocola lo psicodramma della piazza alla luce della vittoria tonante di Cremona contro Torino, che riporta Varese all'ultimo posto come quattro settimane fa. Ancora una volta diventa evidente che l'attuale squadra non può permettersi mai di uscire dallo spartito cajano: laddove emergono i vecchi istinti personalistici (citofonare Eyenga e la sua esibizione di palle perse), i biancorossi mostrano preoccupanti segnali di scollamento che dovranno essere leniti durante la pausa per le Final Eight con due settimane di lavoro in palestra per completare una volta per tutte l'assimilazione del nuovo sistema. Ma il tonfo del PalaPentassuglia rimette in discussione la possibilità di arrivare alla salvezza con l'organico attuale: serve prima di tutto svuotare l'infermeria, non soltanto per quanto riguarda Anosike ma anche Bulleri, assenza pesante alla luce dell'assoluta negatività prodotta da Avramovic.
    Ma con Cremona tonificata dall'effetto Johnson Odom e Pesaro rinforzatasi col fuciliere Hazell, basterà il roster attuale di Varese - con Kangur ormai desaparecido e Maynor troppo solo se Johnson non crea per sé e per gli altri dal palleggio - per centrare una salvezza per la quale servirà soffrire fino all'ultimo? Il vincolo delle risorse azzerate dagli extrabudget per correggere gli errori del passato a oggi è pesante, ma non deve né può diventare un alibi per nascondere quelli evidenti commessi in estate e in autunno. Che necessitano di almeno un correttivo - nello spot di 4, oppure una guardia-play da affiancare a Maynor, spostando Johnson ed Eyenga da 3 e da 4 - per non rischiare davvero una retrocessione in A2 già evitata negli ultimi 3 anni solo grazie agli interventi correttivi sul mercato. 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Quaranta minuti di vigorosi colpi di spugna, a cancellare i passi avanti fatti nell’ultimo periodo, con Caja sulla tolda di comando. Lascia senza parole – almeno, senza parole riferibili su un articolo – la pessima prestazione della Openjobmetis a Brindisi, dove i padroni di casa vincono senza alcun problema sfruttando facilmente l’incredibile mare di errori inventati per l’occasione da Maynor e compagni.
    Salento, terra di sagre, avranno pensato gli svogliati biancorossi che hanno messo in scena quella più sgradevole, il festival della palla persa. Ben 26 i palloni regalati agli increduli avversari, sorpresi da tanta grazia di Dio, tanto da fare cilecca a loro volta in più occasioni. Ma una serie di oscenità così lunga era impossibile da sprecare: Brindisi ha fatto il compitino, pur senza tirare bene, ha lavorato con pazienza a rimbalzo e inchiodato Varese (80-58) alle proprie responsabilità. A 3′ dalla fine il tabellino biancorosso narrava di 24 rimbalzi difensivi e 24 palle perse: pensateci bene, la Openjobmetis ha messo – praticamente – nelle mani avversarie ogni pallone ghermito sotto i tabelloni. Un dato impressionante.
    Certo, a Caja mancava il totem sotto canestro perché OD Anosike, annunciato con la schiena in fiamme, è andato a referto ma non ha giocato (e già mancavano Campani e Bulleri). Assenza grave, non vi è dubbio, ma non è stato certo il fantasma del pivot a costringere Maynor e Cavaliero a palleggiarsi sui piedi, Eyenga a scaricare palloni nelle mani degli avversari, Avramovic a cadere per terra lasciando la sfera ai rivali. Difficile quasi da spiegare, l’attacco di un’Openjobmetis che per un po’ ha anche retto in fase difensiva, con Caja a predicare zona per non pagare troppo gli scontri diretti. La coperta però, che già si sapeva corta, è risultata anche sforacchiata, leggera e sporca. Con un’unica eccezione, Giancarlo Ferrero, ancora una volta chiamato a predicare nel vuoto. E con Cremona che ha sdrenato Torino, Varese torna a essere la più seria candidata alla caduta libera verso la A2.
    COLPO D’OCCHIO
    Solita cornice di pubblico calda, al PalaPentassuglia, impianto intitolato a un ex allenatore che fu anche alla guida della Pallacanestro Varese. Qualche preoccupazione tra il pubblico di casa per il ventilato disimpegno dello sponsor Enel, contributo fondamentale per l’unico club pugliese di LBA. Assenti i tifosi ospiti per decisione delle autorità, contestata dagli ultras locali che hanno esposto uno striscione contrario alla scelta del prefetto locale.
    PALLA A DUE
    La presenza di OD Anosike durante il riscaldamento delle due squadre è solo un’illusione. Il pivot, con la schiena malconcia, resterà in panchina per tutto l’incontro e la sua assenza si aggiunge a quelle di Campani e Bulleri. Caja inzia così con Ferrero e Pelle lunghi; l’ex Goss parte da riserva nel quintetto di Sacchetti, che schiera Cardillo titolare.
    LA PARTITA
    Un canestro di Eyenga è l’unico centro biancorosso prima di 6′ costellati di errori di ogni tipo. Brindisi fa poco meglio e si trova avanti 9-2 nonostante un timeout immediato di Caja, poi Ferrero smuove i suoi e Varese decolla improvvisamente con tre triple segnate da Johnson. E’ pareggio, con Cavaliero che regalerà il vantaggio segnando sulla sirena da quasi 20 metri dopo due liberi di Goss (17-18).
    Varese mantiene la testa per un paio di azioni nel secondo quarto, poi pian piano riprende a sbagliare e lascia strada ai padroni di casa, non particolarmente precisi ma alla lunga più efficaci. Se M’Baye non è il solito cecchino, tocca ai lunghi muovere il punteggio e a Moore rifinire il vantaggio. Anche in questo periodo però Varese trova il colpo di coda (rifinito da una tripla di Ferrero allo scadere) che tiene aperte le danze: 34-38 alla pausa lunga.
    Illusioni, nulla di più: al rientro in campo Brindisi (dopo il -2 del solito Ferrero) torna ad allungare e stavolta senza fare l’elastico. La Openjobmetis perde 13 palloni in 10′, nei modi più buffi, goffi e dilettanteschi possibili: l’Enel incredula ne approfitta senza neppure esagerare, trova i cesti di Moore e Scott e chiude su un morbido e caloroso +16 a trequarti di gara.
    IL FINALE
    A questo punto, una squadra con un minimo di amor proprio, proverebbe a dare il tutto per tutto nel tentativo di rientrare in partita, soprattutto con 10′ da giocare e una rivale che non è esattamente il Real Madrid di Doncic. Lo sforzo di Varese arriva, per la bellezza di un minuto e mezzo: tornata a -9, quasi incredibilmente (unica fiammata di Maynor, due canestri a cavallo dell’intervallino) la Openjobmetis si spegne di nuovo, ingloriosamente: Eyenga ammacca il ferro da ogni posizione, Avramovic con le palle perse colleziona pure le figuracce, lo stesso Maynor incappa in tre liberi sbagliati prima di mettere il quarto. Insomma, neppure se Brindisi ritirasse i giocatori e schierasse i magazzinieri, cambierebbe qualcosa. E il finale, 80-58, è “alterato” dalla più inutile delle triple di Eyenga a pochi istanti dalla sirena.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L'Openjobmetis va in cerca di punti salvezza a Brindisi. Oggi al PalaPentassuglia (palla a due alle ore 18.15; diretta su Telesettelaghi) la compagine di Attilio Caja proverà a bissare l'impresa di due settimane fa a Caserta per puntellare la sua classifica pericolante alla vigilia dell'ultimo tagliando nella pausa per la Coppa Italia. Sarà l'ultima partita del ciclo di ferro tra le uniche due pause della serie A: il trittico Sassari-Caserta-Milano ha portato in dote tanti complimenti ma 2 soli punti. Per ricaricare al meglio le batterie nei 15 giorni d'inattività agonistica prima del posticipo del 27 febbraio contro Pistoia un altro colpaccio sul campo dell'Enel darebbe una bella spinta in chiave salvezza ai biancorossi.
    Per Varese il copione sarà analogo a quello del Pala- Maggio, specie alla luce delle qualità corsaiole del team pugliese che rispecchiano la filosofia votata all'attacco del suo coach Meo Sacchetti. Brindisi vanta il secondo attacco della serie A (83.1 punti di media) con la spinta del razzente play Moore e l'esperienza dell'ex di turno Goss integrate dalle doti offensive dell'ala forte M'Baye (secondo marcatore della serie A a 19.8 punti di media). L'OJM dovrà giocare una partita votata alla difesa arcigna (Ferrero e Kangur in preallarme per marcare il bomber francese dell'Enel) e al controllo del ritmo; la chiave tattica sarà l'esito del duello a rimbalzo, punto di forza dei biancorossi che invece non è la specialità dei pugliesi (solo dodicesimi a 33,7 di media contro i 37,1 dei biancorossi). Ma molto dipenderà dalle condizioni di O.D. Anosike, l'unico ex di turno (Massimo Bulleri, capitano dell'Enel dal 2013 al 2015, è rimasto a Varese per problemi muscolari) a disposizione di Caja. Il centro nigeriano ha svolto una parte della rifinitura di ieri al PalaPentassuglia dopo 4 giorni di stop per problemi alla schiena; oggi sarà in campo ma resta da valutare la sua tenuta alla distanza. Evidente come le condizioni del pivot titolare saranno determinanti per gli sforzi dell'Openjobmetis, decisa a presidiare l'area e impostare una partita su ritmi cadenzati, prevedendo un utilizzo massiccio della zona per provare a impastoiare le scorribande degli esterni pugliesi.
    La rotta per la permanenza in serie A passa principalmente dalle tappe obbligate al PalA2A, dove Cavaliero e soci ospiteranno Pistoia. Pesaro. Capo d'Orlando, Trento e Cremona nelle ultime 11 giornate. Ma se Varese riuscirà a concludere con un altro raid esterno il ciclo di ferro delle prime 4 gare del girone di ritorno sarebbe il miglior viatico verso una salvezza anticipata. Che permetterebbe di ragionare con calma su un futuro da disegnare.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Concentrazione, controllo dei ritmo, lotta a rimbalzo e pragmatismo per esaltare la coralità ritrovata dall'Openjobmetis sul campo di una squadra votata all'attacco come l'Enel. Brindisi contro Varese significa anche Meo Sacchetti contro Attilio Caja, allenatori che danno identità abbastanza antitetiche alle rispettive squadre; il coach pavese esorta prima di tutto i suoi ad affrontare la trasferta in Puglia con lo stesso piglio di quella di Caserta. «Andremo in campo con l'intento di dare il massimo per fare risultato. A questo punto della stagione non importa se si gioca in casa o fuori: ogni gara può essere quella buona per concretizzare il lavoro che stiamo portando avanti, dunque serviranno concentrazione e convinzione per provare a fare bottino, pur consapevoli del valore dell'Enel che settimana prossima sarà una delle protagoniste delle Final Eight».
    Brindisi è squadra di grandi attaccanti, per fare il colpaccio servirà una grande difesa... «Giocare una partita molto importante in difesa è la base per provarci: sfideremo il secondo attacco del campionato e la priorità sarà quella di fermare una squadra di grande talento, con un quintetto base che viaggia interamente in doppia cifra. Ci sono giocatori con grande atletismo e qualità offensive, penso soprattutto a M'Baye che è una delle migliori sorprese della serie A, un lungo che gioca come una guardia viste le sue doti in palleggio. Lo stesso Scott è un attaccante di primaria importanza, poi c'è Goss che ha esperienza e leadership oltre che qualità».
    Altra chiave di volta del match sarà il duello a rimbalzo, ci sarà l'ex di turno Anosike? «O.D. ha accusato problema alla schiena in settimana ma ha dimostrato grande disponibilità (ieri ancora lavoro differenziato ma la situazione è in via di risoluzione dopo terapie specifiche, oggi partirà con la squadra, ndr). Oltre che in difesa dovremo lottare forte sotto i tabelloni, situazione che va al di là dell'aspetto tecnico, ma entra nella sfera caratteriale: l'importanza della partita dovrà darci stimoli importanti, Brindisi è in una situazione di metà classifica con la Coppa Italia già conquistata, mentre noi dobbiamo recuperare e per questo servirà confermare l'atteggiamento pugnace messo in campo nelle partite precedenti. E togliere qualche passaggio a vuoto in termini di continuità fisica e mentale che ci permetterebbe un ulteriore progresso».
    Dunque cuore e testa per giocare una partita intensa ma soprattutto lucida per non esaltare le doti in campo aperto dell'Enel? «Servirà controllare il ritmo ed essere pragmatici, soprattutto alla luce delle caratteristiche dell'Enel: di sicuro non li sfideremo a chi segna un canestro in più. Difensivamente abbiamo fatto delle buone cose e questo deve darci fiducia, così come dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità di giocare insieme e avere responsabilità divise. Sarà importante il ritmo e di conseguenza il controllo dei rimbalzi, riducendo il numero dei possessi degli avversari: ci saranno momenti in cui Brindisi, spinta dal pubblico, avrà momenti positivi. E noi dovremo essere bravi a farli sbollire».
    Meo Sacchetti chiede strada a Varese per rilanciare le velleità playoff della sua Brindisi. L'ex capitano di DiVarese e Ranger indica priorità ben precise per la sua squadra in vista del match casalingo di domani contro l'Openjobmetis: «C'è bisogno che i miei giochino una partita migliore rispetto a quella di lunedì a Reggio Emilia. Alcuni sprazzi sono stati positivi, come spesso ci è accaduto nell'arco della stagione, ma serve aumentare molto l'intensità: al di là delle nostre caratteristiche in positivo e in negativo che sono tipiche di ogni squadra, non dobbiamo perdere palloni banali per leggerezza o carenza di aggressività. La serie A di quest' anno non perdona: se giochi senza energia rischi di perdere con chiunque, e questo vale anche per Milano che è nettamente la più forte».
    Brindisi disputerà le Final Eight di Coppa Italia ed è a 4 punti dal quarto posto, ma a oggi è undicesima pur con 8 punti di margine su Cremona: quale lato della classifica si guarda? «La classifica è cortissima e dà ancora margine per guardare in alto, ma per arrivare ai playoff dovremo trovare continuità: si pensava a 4 o 5 squadre superiori alle altre e poi glande bagarre, ma in realtà il peso del doppio impegno tra campionato e coppa ha via via condizionato le varie Sassari, Avellino e Venezia. La Champions League sembrava una "coppetta", in realtà il livello è più alto del previsto: quando vinci ti dà un bello sprint, ma alla lunga i carichi pesano».
     Dal mar Tirreno di Sassari all'Adriatico di Brindisi: come sta andando l'avventura alla guida dell'Enel? «Brindisi e una citta dove c'è una passione radicata, difensive viene da tante stagioni di alto livello, l'ambiente è caldo e coinvolgente: qui mi trovo bene, abbiamo costruito una squadra giovane e talentuosa per alimentare questa passione. Nel complesso sono contento, ma lo sarei ancora di più con quelle due vittorie in più che sarebbero state adeguate al potenziale della squadra».
    Come giudica il momento che sta attraversando l'Openjobmetis? «Varese viene da buone partite al di là dei risultati: l'ho vista dal vivo all'opera contro Sassari, aveva condotto a lungo ma si è trovata di fronte ad un' avversaria che ha trovato un filotto micidiale di triple. Altra questione la partita contro Milano: l'ho analizzata a lungo per preparare la sfida di domani, per reggere l'urto contro l'EA7 devi dare il 101 per cento e trovarli in una serata infelice. L'Openjobmetis ha giocato bene ed ha anche rimontato con un break importante, ma la forza dell'Olimpia è punirti appena tiri il fiato».
    Che partita si aspetta domani al PalaPentassuglia e cosa dovrete fare per riuscire a battere Varese? «Mi aspetto tante variazioni di difese che noi dovremo affrontare con lucidità: dobbiamo imparare a leggere meglio le partite e le situazioni e mordere un po' di più in difesa quando non facciamo canestro come ci piace. Dunque sarà importante farci trovare pronti e sereni quando Varese passerà da uomo a zona e viceversa, e riuscire a imporre più e meglio dei nostri avversali i ritmi a noi più congeniali». 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La serie A è pronta a cambiare volto, ma la riforma che porterà da 16 a 18 le partecipanti al massimo campionato nel giro di tre stagioni piace più all'A2 che ai club professionistici. Oggi il Consiglio federale ratificherà la road map della riforma concordata la scorsa settimana con Lega Basket e LNP per aumentale da una a due le promozioni nel massimo campionato, e di conseguenza le retrocessioni tra i dilettanti. Serviranno due stagioni propedeutiche per la messa a punto della riforma: la prossima prevederà ancora 16 squadre e un solo interscambio, nel 2018/' 19 una sola retrocessione a fronte di tre promozioni dall' A2, mentre dal 2019/'20 la riforma andrà a regime con 18 squadre in A per una regalar season da 34 partite e due "scambi" tra professionisti e dilettanti.
    Una formula che i club professionistici hanno accettato senza troppo entusiasmo, con l'unico obiettivo di annacquare il raddoppio delle retrocessioni che su 18 squadre anziché 16 avrà un peso specifico meno rilevante: basti pensare a che cosa significherebbe per l'Openjobmetis nell'attuale situazione di classifica trovarsi a lottare per evitare gli ultimi due e non soltanto l'ultimo posto in classifica. Per un club di fascia media in termini di budget come Varese l'ampliamento delle partecipanti alla luce del raddoppio delle retrocessioni è una piccola garanzia in più: «Posto che almeno la metà dei club di serie A non sarà mai coinvolto nella lotta salvezza, a livello meramente aritmetico passare da una a due retrocessioni su 16 o 18 squadre cambia qualcosa - è il parere di Toto Bulgheroni, consigliere delegato all'area tecnica della Pallacanesuo Varese -. Sotto un certo aspetto il campionato sarà più interessante e combattuto, anche se personalmente non sono favorevole alle 18 squadre perché non ci sono atleti a sufficienza per garantire la qualità del gioco».
    Il raddoppio delle promozioni è invece una vittoria dei club di A2 che insistevano sin dai tempi dell'unione delle forze tra LegAdue e DNA con la creazione di un primo campionato dilettantistico a 32 squadre per eliminare il collo di bottiglia dell'unico salto di categoria disponibile in un campionato che raccoglie una vasta gamma di nobili decadute (i 5.417 spettatori medi della Fortitudo Bologna e i 4.990 di Treviso sarebbero rispettivamente il secondo e terzo dato della serie A dietro la sola Milano ma davanti a Sassari e Pesaro). La riforma è pensata più per le big Virtus e Fortitudo Bologna, Treviso, Trieste e Verona che per un club come la TWS Legnano, il cui presidente Marco Tajana - che oggi sarà tra i consiglieri federali delegati a ratificare la riforma - la applaude in maniera incondizionata: «Per noi non cambia granché. Per possibilità economiche, struttura e impianto, l'A2 è il massimo campionato cui possiamo puntare e il nostro obiettivo è il consolidamento a lungo termine - spiega il presidente degli Knights -. Però la serie A italiana era l'unico campionato in tutta Europa a prevedere una sola retrocessione: con questa riforma si favorirà il recupero di piazze che hanno tradizione e impianti. E il maggior interscambio renderà meno traumatica la retrocessione dalla A».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese perde posizioni anche nella classifica delle presenze in tribuna. I dati di fine andata, ufficializzati ieri dalla Lega Basket, fanno scivolare il club di piazza Monte Grappa dal sesto posto di fine 2015-16 all'ottavo del giro di boa del 2016-17 in termini di media spettatori paganti. Ad assistere alle 8 gare della fase "ascendente" al PalA2A sono stati 3845 spettatori; rispetto allo stesso periodo dello scorso anno il trend è comunque positivo (145 presenze in più, grazie soprattutto al più 130 degli abbonamenti), anche se nel girone di ritorno la media era salita a 3759 grazie al rush finale della truppa di Moretti. Meglio dell'Openjobmetis fanno Milano (7932), Sassari (4665), Pesaro (4568), Reggio Emilia (4157), Cantù (4038), Caserta (3956) e Torino (3876). Piccolo incremento anche dell'incasso lordo medio (53.296 euro per partita con un aumento del 6,6% sull'andata 2015-16; ma erano 54.172 al termine del 2015-16), con i prezzi ormai fissi da tre stagioni consecutive che valgono un quinto posto nel prezzo medio del biglietto (al PalA2A lo spettatore paga 14.77 euro; il top è Reggio Emilia a 24.33, davanti a Varese ci sono anche Brindisi, Sassari e la matricola Brescia).
    Il piazzamento delle presenze in tribuna resta sempre nettamente migliore rispetto a quello in classifica (ottavo contro quindicesimo posto) rispecchiando il trend delle ultime quattro stagioni (quinto contro decimo nel 2013-14, sesto contro undicesimo nel 2014-15 e sesto contro nono nel 2015-16). Ma sebbene i ricavi netti dalla vendita di abbonamenti e biglietti -stimabili attorno ai 550mila euro proseguendo nel ritorno il trend attuale - si confermino per la terza stagione consecutiva la maggior voce singola di entrata nel bilancio biancorosso, i risultati negativi del campo si riverberano nuovamente sull'unica voce "aleatoria" del budget stagionale, legata ovviamente a filo doppio all'andamento della squadra. Per il terzo anno consecutivo si viaggia poco sopra i mille biglietti venduti a partita (al momento 1035; nel 2015-16 il dato finale era di 1079), e per il secondo anno consecutivo le presenze a Masnago sono ben al di sotto della quota 4000 superata stabilmente tra il 2012 e il 2014 (rispettivamente 4292 nella stagione degli "Indimenticabili", 4112 nel 2013-14 col record di 3167 abbonati e 4170 nel 2014-15 con l'effetto-Pozzecco a fare da traino).
    A sostanziale parità di costi degli abbonamenti, che sono comunque bloccati da tre stagioni, la differenza la fanno i biglietti: grazie alle 7 gare casalinghe di playoff, nel 2012-13 gli incassi balzarono a 1,252 milioni lordi, ma lottare per la salvezza ha un appeal molto inferiore e il totale del 2016-17 non si discosterà granché dagli 812.116 euro della stagione passata. In soldoni significa che gli errori estivi in fase di composizione del roster si pagano due volte: non solo con gli extrabudget necessari per le correzioni in corsa, ma anche sotto forma di mancati incassi. E se gli errori si ripetono - con protagonisti diversi ma risultati analoghi - ormai da 4 stagioni consecutive, va comunque dato merito ai tifosi di avere comunque alimentato il fuoco della passione nonostante spettacoli costantemente inferiori alle aspettative...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    «Alza le mani e poi battile a Morena, alza le mani e poi battile a Morena, alza le mani e poi battile a Morena, Mimmo Morena». La Macamorena. «Uno dei cori più belli della mia carriera, forse il più bello. E qualcuno domenica lo ha anche accennato dalla curva, è stato bello». Domenica Mimmo Morena, ex giocatore della Cagiva Varese dal 1995 al 1997, è tornato dopo tantissimo tempo a Masnago ed ha ricevuto un'accoglienza straordinaria: «Ci ero già tornato in due occasioni da giocatore con Napoli, ma quella di domenica è stata un'occasione speciale - ci spiega Mimmo - perché c'era anche mia moglie, che non tornava a Varese da vent'anni. Avevamo da tempo in mente di tornare qui un giorno, anche perché qui è rimasto un pezzo del nostro cuore. Ci siamo riusciti, abbiamo deciso di farlo e casualmente è coinciso con la sera di Varese-Milano».
    Un momento emozionante, soprattutto per lui, che probabilmente a distanza di vent'anni non si attendeva un ritorno così, con tanto di striscione: "Bionda o castana? Meglio Morena". Una serata da incorniciare: «Grazie ad un amico di Varese, Alessandro Cremon, che ho conosciuto ad Ostuni e che ogni volta che ci incontravamo mi chiedeva di tornare a Masnago, perché conservavano un grande ricordo di me. Ho così deciso finalmente di tornare su. Grazie ai social, spesso ricevo messaggi d'affetto da qualche tifoso, ho approfittato anche del compleanno di mio figlio per fare questo viaggio da Ostuni, dove vivo ora. Ed è stata davvero una serata emozionante, c'era una bellissima atmosfera e soprattutto non mi aspettavo questa accoglienza. Oltre allo striscione, anche lo speaker mi ha annunciato a tutto il palazzetto ed è nato un applauso generale molto bello».
    Tornare a Varese è stata anche l'occasione per rivedere qualche vecchio amico: «Sì, ho potuto rivedere un po' di persone a cui ero rimasto legato, su tutti Toto Bulgheroni ma anche Sandro Galleani, mi ha fatto molto piacere». I ricordi che lo legano a Varese sono forti, indimenticabili: «Dal punto di vista storico è stato il club più importante in cui ho giocato, il più prestigioso in assoluto. Per molti motivi, a livello di vittorie in Italia ed in Europa, ma non solo. Ho giocato a Varese due anni bellissimi, fu la mia prima grandissima esperienza, mi affacciavo per la prima volta alla Serie A e alle coppe europee. Poi di quell'esperienza non posso che portarmi dietro per sempre la Macamorena, davvero un coro da pelle d'oca».
    Domenica era anche la notte di Varese-Milano, per cui chiediamo a Mimmo Morena di darci il suo punto di vista sulla partita: «Ho visto una Varese che ha giocato molto bene, però a sprazzi. E contro la Milano di oggi non è sufficiente, purtroppo. Ha avuto due fiammate importanti che le hanno permesso di rientrare in partita, però l'Olimpia ha una rotazione più lunga ed un'esperienza maggiore. E si è vista la differenza nei momenti chiave, perché Milano ha giocato molto più tranquilla. Ho visto comunque una bella partita, profondamente diversa rispetto a quando giocavo io. All'epoca c'erano otto italiani e due americani, oggi forse è il contrario ma va bene così».
    La Varese vista domenica sera ha le carte in regola per salvarsi? «Io sono convinto che ce la possa fare. Ha un ro-ster che non ha nulla da invidiare alle altre squadre che sono più in alto in classifica. Poi capita che si parta con un proposito e questo non si verifichi, perciò viene meno la fiducia. Sono convinto che, continuando a lavorare, dopo la Coppa Italia vedremo un girone di ritorno positivo per Varese, da salvezza. Anche perché Caja, che mi ha allenato per qualche mese a Napoli, è un allenatore che conosce la pallacanestro come pochi ed è il migliore nell'arrivare in corsa e mettere le cose a posto. E con lui c'è anche Vanoncini, che sempre a Napoli fu assistente di Mazzon per una stagione intera. Ho un bel ricordo di entrambi».
    Dopo aver appeso le scarpette al chiodo a fine stagione scorsa....«no in realtà sto giocando ancora. Quella doveva essere l'ultima stagione, ma mi sono lasciato convincere ancora ed ora sto giocando in Serie D nel Cus di Bari, con tanti giovani under che hanno bisogno di un uomo di esperienza. E questa sì, dovrebbe essere la mia ultima stagione. Però manteniamo il condizionale, perché stare lontano dal basket non è facile».
    Alberto Coriele

  • simon89
    Toto Bulgheroni plaude al piglio dell'Openjobmetis nel derby contro Milano, confidando che il team di Caja riesca a replicare la prova di domenica contro avversarie meno inarrivabili rispetto alla capolista. «La squadra ha messo in campo il carattere e il temperamento necessario per centrare l'obiettivo salvezza; ci siamo trovati di fronte un'avversaria che ha tirato col 70 per cento dal campo e noi abbiamo chiuso col 40, ma in entrambi i casi è stato merito loro e non demerito nostro. E poi, da squadra di Eurolega, la panchina di Milano ha fatto la differenza. È un punto di partenza: se replicheremo intensità, voglia e determinazione contro avversarie di valore inferiore all'EA7, è molto probabile che ci toglieremo belle soddisfazioni».
    Insomma la cura-Caja sta dando frutti positivi? «Secondo me sì: si vede chiaramente la mano dell'allenatore, Caja è un tecnico molto esigente in allenamento, però durante la partita incoraggia i ragazzi e li esorta a dare il massimo con un piglio molto costruttivo. In campo i giocatori si aiutano, si parlano e hanno un'espressione molto diversa; difficile essere soddisfatti di una sconfitta, ma se queste sono le premesse c'è fiducia in vista del rush finale».
    La classifica resta sempre preoccupante, ora servirà sfruttare al meglio le ultime cinque partite casalinghe contro Pistoia, Pesaro, Capo d'Orlando, Trento e Cremona... «Molto dipende dal calendario, ma c'è margine per crescere sfruttando il fattore campo nelle partite casalinghe decisive che abbiamo a disposizione nel girone di ritorno. Sarà molto importante l'apporto del pubblico: domenica la gente ha mostrato di stare vicino alla squadra con un sostegno caloroso; va rimarcata l'importanza di questi scontri diretti per ottenere la stessa spinta. Ma se il piglio è quello del derby non ho dubbi che i tifosi ci staranno vicini».
    L'unica nota dolente riguarda il rendimento di Kangur: quale strategia seguire per risolvere il problema dell'ala forte? «Il lavoro di Caja e della società sarà improntato al recupero di Kangur: Kristjan dà il suo apporto in difesa, c'è bisogno che lo faccia anche in attacco dove deve sbloccarsi prima di tutto a livello mentale. E poi c'è l'auspicio che dopo la pausa per la Coppa Italia si possa riattivare anche Campani, contando di farlo tornare ad allenarsi col gruppo dopo la prima decade di marzo se le terapie attuali daranno gli esiti sperati: Luca è un elemento importante per noi, se lo recupereremo per il rush finale varrà come un acquisto. Interventi di mercato? Non ne parliamo nemmeno: non ci sono né le premesse né le risorse per effettuare altri cambi».
    Al di là della contingenza in chiave salvezza, il CdA sta già lavorando sulle strategie relative alla stagione ventura? «Adesso è un po' presto per qualsiasi ragionamento sulla prossima stagione. La priorità è vincere le partite che servono per salvarsi; prima mettiamo al sicuro la permanenza in serie A, poi vedremo che risorse ci saranno a disposizone e valuteremo il da farsi».
    Giuseppe Sciascia

×
×
  • Create New...