Dopo 21 giornate di campionato, Varese festeggia la prima striscia vincente stagionale, dando continuità alla vittoria nel posticipo contro Pistoia su un parquet dove un mese e mezzo fa era caduta la corazzata Milano. Successo fortemente voluto dai biancorossi grazie ad una condotta di gara lucida e grintosa: l'alternanza di uomo e zona 2-3 proposte da Attilio Caja spegne la luce per gli irpini, che dopo i 49 punti col 58% dal campo fatturati all'intervallo ne producono solo 26 con il 29% da 2 e il 31 % da 3 nei secondi 20'. OJM letteralmente rigenerata dopo la pausa lunga, con Ferrero ed Eyenga a sprigionare una quantità inesauribile di energia e sviluppare un ficcante contropiede decisivo per il break di 3-19 con il quale i biancorossi hanno girato il senso del match (dal 49-40 del 20' al 52-59 del 27').
Ma già in avvio la truppa di Caja aveva mostrato un piglio efficace, con il filo tessuto con costanza sull'asse Maynor-Anosike (9 assist per il play; 8/10 da 2 per il centro nigeriano) che aveva messo a nudo i limiti difensivi di Fesenko e l'assenza pesante del suo alter ego Cusin. Avellino aveva però scardinato il primo giro di zona biancorossa con i dardi degli atipici Leunen e Zerini e le folate di un Ragland poi limitato dai falli (49-40 al 20'). Ma la vecchia ricetta "difesa&contropiede" ha permesso all'OJM di ripartire di slancio dopo l'intervallo; e i giochi a due tra Maynor e Anosike (o Pelle), croce offensiva dell'era Moretti, sono diventati delizia anche grazie a qualche invenzione dal cilindro del regista statunitense (tripla da 8 metri ad altissimo coefficiente di difficoltà del 63-72 al 35'). Poi nel finale i quattro piccoli proposti da Caja, con Cavaliero di supporto a Maynor ed Eyenga a farsi valere nell'1 contro 1 contro Leunen (canestro della staffa del 73-80 a meno 19" dopo una sanguinosa persa sulla rimessa a metà campo con 31" da giocare), hanno messo il sigillo ad una vittoria dal peso specifico davvero enorme.
Prima di tutto perché dimostra con i fatti la crescita tecnica e mentale della squadra nella gestione-Caja: il tagliando nella pausa per la Coppa Italia ha fatto scattare il click giusto all'interno del gruppo, che ha saputo mettere in atto in maniera ottimale il piano partita - attaccare Fesenko sul pick&roll e togliere ritmo alle punte della Sidigas con una zona mobilissima sui lati ma "flottata" a centro area - preparato dallo staff tecnico. E poi ribadisce la solidità di un impianto di gioco nel quale ognuno sembra aver trovato la sua dimensione nelle pieghe di un collettivo ben oliato: il cammino verso la salvezza è ancora lungo, ma la strada è tracciata con chiarezza davanti a Cavaliero e compagni. Ora arrivano due appuntamenti chiave dentro e fuori dal campo: domenica lo spareggio contro Pesaro, e poi il 16 marzo gli "Stati Generali" del consorzio per decidere se aprire le porte al "socio forte" (sia esso Gianfranco Ponti o altre eventuali alternative al momento "coperte"). Ma arrivarci con mezza salvezza in tasca, in caso di filotto di vittorie a quota 3 con tanto di 2-0 negli scontri diretti sulla Consultinvest, sarebbe il miglior viatico per programmare un futuro meno condizionabile dall'alea delle scelte tecniche...
Giuseppe Sciascia
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