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VareseFansBasketNews

  • simon89
    O.D. Anosike e l'Openjobmetis hanno un obiettivo in comune: interrompere un digiuno di tre anni e centrare il traguardo playoff. Il nuovo centro biancorosso arriva con le credenziali di "macchina da rimbalzo", vista la media di 11.7 "carambole" nelle 74 gare disputate tra Pesaro, Avellino e Brindisi guidando la serie A nella specifica voce statistica sin dalla stagione 2013-14. Ma ora Anosike intende compiere un passo avanti senza curarsi più delle cifre, e aiutare Varese a raggiungere il suo obiettivo: «I rimbalzi sono la mia specialità, in Italia sono conosciuto per questo e ho sempre avuto numeri molto positivi, ma le squadre in cui ho giocato non hanno mai raggiunto i playoff. Ora voglio cambiare le cose, e disputare una stagione importante per la mia carriera in una squadra che vinca un numero elevato di partite e mi permetta di disputarli per la prima volta in un campionato che apprezzo molto».
    Anosike è ormai di casa in Italia con Varese che rappresenterà la sua quarta tappa in altrettante stagioni e conosce bene la storia e la tradizione del club biancorosso: «Mi piace molto l'Italia e mi piace molto Varese: si vede che questa è una città che ha il basket nel cuore, c'è grande tradizione e una storia gloriosa. La prima impressione sui compagni e lo staff tecnico è eccellente; spero di poter dare ai tifosi le soddisfazioni che si meritano dando sempre il massimo in campo. Il piccolo infortunio del Trofeo dei Consorzi è alle spalle, sono pronto per giocare domani a Lucca». Il nuovo centro biancorosso sottolinea l'importanza di Paolo Moretti nella sua scelta di firmare ner Varese nonostante le diverse altre offerte (Torino su tutte) ricevute in estate: «Avevo tante proposte dall'Italia, ma è stato decisivo il colloquio con il coach, che mi ha fatto capire il suo apprezzamento e il fatto che qui avrei avuto un ruolo importante. Poi certamente ha inciso anche la possibilità di giocare le coppe: per me sarà la prima volta, sono molto contento di questa esperienza importante per la mia carriera. Confidiamo di raggiungere l'obiettivo Champions League e di andare il più lontano possibile».
    Il nuovo centro di Varese apprezza la squadra costruita durante l'estate e indica playoff e Final Eight di Coppa Italia come obiettivi plausibili: «La squadra è di livello perché ha qualità e profondità: e'è un bel mix tra giocatori di scuola americana ed europea, due elementi con passato NBA come Maynor ed Eyeiiga, tanto talento e tanta esperienza oltre a giovani interessanti. Speriamo di poter essere in grado di lottare per conquistare i playoff e le Final Eight di Coppa Italia». Anosike ha ritrovato in maglia biancorossa il suo ex capitano di Avellino Daniele Cavaliero, di cui ha grande stima: «Con Daniele mi sono trovato molto bene due anni fa, era un ottimo capitano e l'ho ritrovato con piacere in questa veste anche a Varese. Gli altri compagni li ho conosciuti qui, ma fino ad ora si va d'accordo con tutti: c'è il giusto mix tra esperienza e gioventù, il gruppo sta molto bene dentro e fuori dal campo. L'affiatamento è ottimo, e questo ci aiuterà tantissimo anche per quanto riguarda i risultati».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Qualche sprazzo interessante di quella Openjobmetis che tutti auspicherebbero vedere, avvolta ancora nella nebbia degli infortuni in grado di condizionare un processo di crescita del quale però si iniziano ad apprezzare i frutti. A 15 giorni esatti dall'andata della doppia sfida contro il Benfica Lisbona che darà la prima svolta - tecnica ed economica - al 2016-17 di Varese, la squadra di Paolo Moretti ha iniziato a mettere in campo quel basket solido ed organizzato che rappresenta il marchio di fabbrica del sistema del coach toscano almeno nella semifinale contro Brindisi.
    Il bilancio finale della "due giorni" del PalaFerraris resta sempre condizionato dalle assenze di tre uomini del quintetto - tali sono Johnson, Kangur e Anosike - acuite da ulteriori difficoltà numeriche nel reparto lunghi in occasione della finalissima contro una Manital già al gran completo. Però la capacità di giocare insieme sui due lati del campo che è emersa nei momenti migliori del match contro l'Enel ricalca il canovaccio dell'Openjobmetis della seconda metà della stagione 2015-16: pur con protagonisti totalmente diversi per qualità individuali e personalità, la matrice morettiana della nuova Varese sembra già accettata dai singoli ed acquisita dal gruppo.
    Sotto certi aspetti il quadrangolare di Casale Monferrato ha portato in dote soltanto notizie positive: Aleksa Avramovic e Norvel Pelle, le principali incognite estive diventati poi protagonisti obbligati del precampionato alla luce dei problemi fisici dei protagonisti annunciati Maynor e Anosike, hanno ri- badito contro avversari di serie A di potersi rendere già molto utili alla causa bianco-rossa. Ma anche i 22 minuti totali messi nel motore del regista titolare vanno archiviati alla voce "spunti positivi": la cauta riattivazione del regista del 1987 ha mostrato un giocatore ancora in rodaggio, ma con la possibilità di aumentare progressivamente il numero dei giri negli ultimi tre test che precederanno l'inizio ufficiale della stagione 2016-17. Le due gare di Casale Monferrato hanno poi evidenziato l'importanza di Daniele Cavaliero - perfetto interprete del "Moretti Basketball" nel sistema di gioco - nell'economia della manovra biancorossa. Inoltre il credito acquisito da quei giocatori che a pieno regime dovranno guadagnarsi minuti dalla panchina in un precampionato giocato da protagonisti - è il caso anche di Giancarlo Ferrero, sulla carta sesto esterno che finora ha giocato spesso da titolare fisso - non potrà che aiutare l'autostima di coloro che dovevano guadagnarsi la fiducia del coach.
    Le prime settimane del 2016-17 danno la fotografia di una Openjobmetis meno "Maynor dipendente" del previsto e al momento senza la necessità assoluta di un go-to guy offensivo, pur con qualche licenza di svariare a difesa schierata affidata a Christian Eyenga. Tante sensazioni positive da piccoli particolari che ora però vanno legate insieme col rientro dei titolari: da Lucca c'è bisogno di risposte da tutti i singoli, acciaccati compresi, per capire se contro il Benfica saranno i titolari da recuperare o i - presunti - panchinari a dover fare la differenza...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Prime prove tecniche di alto livello per l'Openjobmetis che supera con autorità Brindisi nella semifinale del torneo celebrativo per i 60 anni della Junior. Nonostante l'organico ancora rimaneggiato (out Johnson, Anosike e Kangur), per la prima volta Paolo Moretti riesce a schierare una squadra equilibrata negli assetti in tutti i reparti, ruotando 10 effettivi con spazi egualitari (dai 25' di Cavaliero e Avramovic ai 13' dell'«ospite» Borsato). Il risultato è decisamente promettente: Varese sfoggia una brillante coralità offensiva (24 assist totali, 7 del solo Avramovic) con la quale piega alla distanza l'Enel (a sua volta senza Joseph né Agbelese e con English out dopo 20').
    Piacciono la disponibilità già acquisita da tutti gli effettivi nel cercarsi a difesa schierata e aumentare progressivamente i giri in difesa dopo un primo tempo da 44 punti subiti: a raccogliere i frutti della circolazione di palla contro l'aggressività della giovane ma inesperta squadra di Sacchetti sono soprattutto Norvel Pelle e Giancarlo Ferrero. Il lungo caraibico ribadisce le sue qualità acrobatiche sui due lati del campo e si rivela fattore offensivo di insospettato impatto nel convertire scarichi e rimbalzi d'attacco; il mancino piemontese macina canestri da sotto e da fuori sul parquet che lo ha lanciato a livello professionistico. Ma arrivano spunti positivi anche da Daniele Cavaliero, subito importante all'esordio come uomo di raccordo della manovra, e Luca Campani, che conferma il trend di crescita in termini di condizione fisica. E sia pur col contagocce si rivede Eric Maynor, che distilla 8 minuti di qualità nel tentativo riuscito di fargli assaggiare nuovamente il parquet dopo due settimane.
    Certo c'è da migliorare la scelta dei tempi del gioco e limare qualche sbavatura (19 perse), ma se l'Openjobmetis riesce a macinare 89 punti col 56% da 2 e il 60% da 3 pur senza tre titolari e con il suo play titolare a scartamento ridottissimo, vuol dire che il sistema impostato da Paolo Moretti è già in grado di dare frutti efficaci a prescindere dai singoli.
    Biancorossi sostanzialmente sempre al comando col 15-11 iniziale firmato dalle folate di Pelle ed Eyenga; due triple di Cavaliero nell'avvio scop- piettante dall'arco (7/7 da 3 nei primi 15') hanno siglato il 37-31 del 15' per una Openjobmetis frenata però dalle palle perse (45-44 al 20'). Decisivo l'affondo di inizio terzo quarto con Maynor e Avramovic a ispirare Eyenga e Campani (61 -48 al 27 ') ; Varese anche a più 18 nel finale della frazione, con lo show di Pelle a suon di stoppate e schiacciate a respingere il tentativo di reazione dell'Enel (73-63 al 33' ma 84-68 al 35'). La strada per la forma migliore è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta. Stasera, alle 19.30, la finalissima contro la Manital di Chris Wright in cerca di ulteriori verifiche. E in-tanto la prima settimana della seconda fase della campagna abbonamenti s'è chiusa a quota 2.445; da giovedì a sabato prossimo il rush finale.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Christian Eyenga riabbraccia Varese con l'entusiasmo di chi ha fortemente voluto tornare a vestire la maglia biancorossa, al punto di accettare un ingaggio dimezzato rispetto a quello del 2015-16 a Sassari, rinunciando ad un'offerta superiore in Israele pur di respirare nuovamente il clima dell'ambiente che lo aveva lanciato in Italia due stagioni or sono. «Non ho avuto esitazioni sin da quando il mio agente ha ricevuto la prima chiamata da Varese: qui mi sono trovato benissimo, e le sensazioni provate al mio ritorno sono ottime perché in questa città e in questo ambiente sono perfettamente a mio agio. Ho voluto tornare per questo motivo, e anche per tornare a giocare con alcuni compagni dell'esperienza di due anni fa». Evidente il riferimento a Eric Maynor, colui che meglio di tutti ha saputo esaltare le doti atletiche di "Air Congo" nella fase finale del 2014-15: «Eric è uno dei playmaker più forti in circolazione, con lui ho un grandissimo feeling perché la sua qualità principale è quella di saper esaltare le caratteristiche di ogni compagno, mettendo tutti in condizioni perfette per segnare e scegliendo i ritmi del gioco con grande maestria. Lo avevo sentito al momento della sua firma a Varese, e scherzando gli avevo detto: "Tu sei tornato, ora tocca a me". Poi in realtà è successo davvero...».
    Rispetto alla stagione 2014-15, quando Eyenga arrivò in corsa per allungare le rotazioni in coincidenza con l'infortunio di Kangur, nell'Openjobmetis 2016-17 l'ala congolese avrà maggiori responsabilità realizzati ve, ma il compito non lo spaventa: «Sono consapevole di ricoprire un ruolo importante nel roster, ho parlato con coach Moretti che conoscevo già da avversario nelle ultime due stagioni, ma che ho avuto modo di apprezzare in queste settimane. La sfida che mi aspetta quest'anno non sarà soltanto quella offensiva ma tengo particolarmente alla possibilità di essere decisivo in difesa adattandomi a marcare più ruoli».
    Grandi stimoli per Eyenga anche in vista dell'avventura internazionale già affrontata lo scorso anno con Sassari tra Eurolega ed Eurocup: «La possibilità di disputare due partite alla settimana è particolarmente importante per un giocatore, perché permette di guardare sempre avanti e trovare nuovi stimoli senza magari pensare troppo ad una eventuale sconfitta. Per me sarà un motivo di orgoglio vestire la maglia di Varese in Europa: conosco la tradizione e la storia di questa società, faremo di tutto per superare il turno contro il Benfica e garantirgli la vetrina internazionale che merita».
    L'ala congolese, che oggi tornerà in gruppo dopo un paio di giorni di stop per il lieve infortunio alla caviglia della finale del "Trofeo dei Consorzi", sottolinea infine l'ottimo feeling sbocciato con coach Moretti: «Conoscevo Paolo per averlo affrontato da avversario nelle ultime due stagioni prima a Pistoia e poi a Varese. Mi piace molto il suo approccio in allenamento e apprezzo la sua capacità di mettere i giocatori in condizione di sfruttare al massimo il loro talento nel contesto del gioco di squadra; con lui abbiamo parlato molto, mi ha chiesto di essere aggressivo in attacco e dare il massimo in difesa. Con i compagni c'è già un'ottima chimica, cosa non scontata a questo punto della stagione, e sono certo che potrà solo migliorare col tempo».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese e Massimo Bulleri sono pronte a dirsi di sì. Il 39enne giocatore di Cecina sarà il terzo playmaker dell'Openjobmetis 2016/'17, che completerà così il parco italiani con un veterano di lunghissimo corso (558 presenze in 18 stagioni di serie A e 127 gettoni in azzurro dal 2000 al 2008). Solo una formalità l'accordo scritto tra le parti vista la comune volontà di dare seguito fino al 30 giugno 2017 ad un rapporto nato quasi per caso. Bulleri era stato chiamato il giorno prima del raduno del 12 agosto dal d.g. Claudio Coldebella che lo aveva già avuto alle sue dipendenze dal 2010 al 2012 a Treviso e ne conosceva la serietà nel lavoro quotidiano, invitandolo ad aggiungersi al gruppo come ospite in attesa dell'arrivo degli stranieri. Poi, però, la tegola Manuel Rossi ha creato le condizioni perché lo status di Bulleri potesse modificarsi da aggregato ad effettivo. Chiaro che l'operazione non avrebbe avuto luogo se il playmaker del 1997 fosse stato "abile e arruolarle" per l'intera stagione; ma il 19enne talento del vivaio biancorosso dovrà con ogni probabilità sottoporsi ad un'operazione per risolvere i guai al ginocchio che gli dà problemi fin dallo scorso maggio, dovendo stare ai box per almeno 4 mesi.
    Ed a questo punto Varese ha deciso di puntare sull'esperienza e sul carisma del 39enne play di Cecina: nelle tre settimane abbondanti in cui ha fatto parte del gruppo, il "Bullo" si è fatto apprezzare da tutti per l'etica lavorativa e la personalità con cui si è inserito nell'ambiente. E dopo tanti anni in cui era considerato un "nemico" dalla tifoseria bianco-rossa, gli applausi scroscianti che hanno salutato Bulleri in occasione del Trofeo dei Consorzi hanno evidenziato come il pubblico di Varese lo abbia già adottato come parte integrante della squadra. Il ruolo principale dell'atleta del 1977, ultimo superstite nella serie A 2016/' 17 del gruppo che 12 anni fa vinse l'argento alle Olimpiadi di Atene, sarà quello di uomo-spogliatoio, con la garanzia di poter comunque garantire minuti-qualità qualora dovesse presentarsi l'occasione (o la necessità) di chiamarlo in causa.
    Di sicuro l'operazione non rappresenta un aggravio pesante per le casse del club: il contratto di Rossi al minimo salariale valeva circa 23mila euro lordi, sicuramente meno di quel che Varese dovrà versare a Bulleri, il quale pur di tornare in serie A e in Europa dopo l'esperienza del 2015/'16 in A2 a Ferentino accetterà un salario adeguato al suo ruolo di terzo playmaker. Con la firma di Bulleri il roster dell'Openjobmetis versione 2016/'17 sarà composto da 12 atleti seniores, senza alcun prodotto del vivaio messo ufficialmente sotto contratto, anche se i vari Bergamaschi, De Vita e Lo Biondo faranno stabilmente parte del gruppo di allenamento a disposizione di coach Moretti. D'altra parte il doppio impegno campionato-coppa europea ha dimostrato nel 2015/'16 la necessità di poter contare su un roster profondo: si partirà comunque con 12 tesseramenti - esattamente come 12 mesi fa- sui 16 disponibili, con l'obiettivo di non dover ricorrere però alle porte girevoli dei suppletivi come accaduto nelle ultime tre stagioni.
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    L'Openjobmetis raddoppia sulle maglie, ma ancora non c'è la fumata bianca per il namìng del palasport di Masnago. Il main sponsor della Pallacanestro Varese accompagnerà la squadra di Moretti anche nella seconda avventura internazionale: l'accordo extra per l'Europa è già stato raggiunto, pur su basi diverse da quelle del 2015-16 e garantirà alla società di piazza Monte Grappa la copertura della coppa (con relativo "distinguo" per Champions League o FIBA Europe Cup) dove i marchi consentiti sono soltanto due (nel 2015-16 Openjobmetis e Cimberio) rispetto ai sette tra maglia e pantaloncini ammessi in campionato.
    Si tratta ancora invece per quanto riguarda la denominazione del palasport dopo la scadenza dell'accordo con Whirlpool che portava nelle casse del club circa 90mila euro all'anno. In occasione della trattativa per il rinnovo della partnership per il 2016-17 Monica Salvestrin e Rosario Rasizza avevano discusso di questa possibilità da concretizzare qualora lo sponsor uscente non avesse rinnovato l'accordo in scadenza al 30 giugno. Così è stato, ma al momento le parti non hanno ancora trovato la quadra: se ne parlerà probabilmente di nuovo col rientro dell' a.d. di Openjobmetis (che ha saltato per le vacanze l'appuntamento con il Trofeo dei Consorzi) per cercare di raggiungere un accordo entro l'inizio del campionato.
    Legato al discorso del namìng del palasport c'è anche quello del nuovo tabellone di ultima generazione che dovrebbe offrire nuove possibilità di ricavi per quanto riguarda gli spazi commerciali. L'investimento per l'acquisto del cubotto è già stato deliberato, l'obiettivo è quello di riuscire ad installare la nuova e modernissima struttura entro Natale. Con la dotazione di una tecnologia all'avangurardia, il palasport aumenterà il suo appeal anche per chi vorrà investire per dargli il nome.
    Tutte operazioni in divenire con investimenti mirati per cercare di aumentare l'attrattività per gli sponsor: nell'ambito delle mansioni da direttore generale, Claudio Coldebella ha il compito di provare a far crescere i ricavi affinchè lui stesso - in qualità di capo dell'area tecnica - abbia a disposizione maggiori risorse da investire sul mercato, a partire dall'operazione Bulleri ormai in dirittura d'arrivo per la quale comunque non servirà certo un extra budget impegnativo. Sotto questo profilo però, uno step importantissimo sarà quello dello spareggio di accesso alla Basketball Champions League: tra il bonus di ingresso riservato alle partecipanti alla prima coppa FIBA ed i maggior incassi che la competizione più importante garantirebbe rispetto all'eventuale bis della FIBA Europe Cup. ci sono in gioco almeno 150milaeuro. E siccome il livello più competitivo della nuova manifestazione renderà improbabile il bis degli introiti da oltre 300mila euro raccolti l'anno scorso tra premi di risultato e bonus, sarà il superamento del primo ostacolo a dover garantire la copertura dei costi del bis in Europa.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Niente panico in casa Openjobmetis dopo la pesante sconfitta nella finale del Trofeo dei Consorzi contro Trento: troppi i problemi di organico tra assenze e infortuni in casa biancorossa perché si possano esprimere giudizi compiuti sulla nuova Varese. È lo stesso Claudio Coldebella a ribadire come le due serate di Masnago non abbiano offerto riscontri rilevanti alla luce del roster decimato: «In effetti la squadra è stata ingiudicabile perché troppo condizionata dalle assenze- Per quanto riguarda i singoli, portiamo a casa un Avramovic che ha dimostrato di avere carattere, e i lampi di Pelle che pure è ancora molto alterno. Mi piace molto il modo di fare di Paolo Moretti nei suoi confronti, perché ci parla e gli spiega con grande pazienza e disponibilità, così come i giocatori hanno un atteggiamento molto disponibile nei confronti dell'allenatore e questa è una bella cosa».
    Ma il "niente panico" per la sconfitta contro Trento vale anche per la situazione infortuni del gruppo: quella attuale è una somma di contingenze fisiologiche tra giocatori in recupero da interventi estivi programmati con la società, situazioni già note con necessità di gestioni cautelari e piccoli contrattempi tipici di ogni precampionato che per Coldebella non debbono destare allarmismi. «Sapevamo già che Cavaliero e Campani avrebbero avuto bisogno di qualche settimana in più per riprendere il lavoro al 100 per cento o recuperare la condizione ottimale. Così come sapevamo che Kangur e Maynor andavano gestiti in un certo modo: Eric potrebbe giocare, ma non ha senso tirargli il collo ora, così come non ha senso tirare il collo ai pochi giocatori sani del roster». Il rammarico maggiore è che la squadra ha impiegato due settimane per essere finalmente al completo con l'arrivo di Eyenga, ma proprio quando coach Moretti pregustava la possibilità di iniziare a mettere le basi sul piano tecnico, i vari intoppi -annunciati o no - hanno rallentato il processo di costruzione dell'identità corale. Ora bisogna invertire il trend, utilizzando la settimana entrante per svuotare l'infermeria e provare a presentarsi al meglio al prossimo test di sabato e domenica a Casale Monferrato.
    Per questo il d.g. biancorosso predica serenità in attesa che la squadra possa riprendere a lavorare al completo. «Pur se per motivi diversi, tutti gli infortuni di cui stiamo risentendo sono frutto di situazioni contingenti per le quali non dobbiamo essere preoccupati. Chiaro che si tratta di contrattempi fastidiosi che ci fanno perdere tempo nel processo di costruzione del gioco, al di là del fatto che perdere dà ovviamente fastidio. Mi spiace in particolare non avere Johnson, che aveva mostrato spunti interessanti nelle prime due gare di Malnate e di Chiavenna. Però non c'è bisogno di allarmismi: la priorità attuale è quella di stare tranquilli, recuperare i giocatori e trovare la condizione ottimale nelle prossime tre settimane».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese esce frastornata dalla finale del Trofeo dei Consorzi, tra infortuni e risultato, ma Moretti vede comunque lati positivi. «Abbiamo avuto un buonissimo approccio alla partita - spiega il coach di Varese - e questo è già un passo avanti rispetto alla gara di venerdì, quando invece, per cinque-sei minuti, siamo stati a dir poco contratti. Oltre a un buon primo quarto, abbiamo disputato anche un buon inizio di terzo quarto quando, nonostante la tristezza per aver subìto così tanto durante il secondo periodo e aver visto la partita virtualmente chiusa, abbiamo avuto almeno le energie mentali per reagire e fare un piccolo break che ci ha riportato sotto i venti punti di scarto. Due buoni segnali e qualche altro buon momento di pallacanestro, anche se la partita, in termini numerici e di competitività, se n’era andata già prima della fine del primo tempo. Trento è molto avanti rispetto a noi, come - secondo me - Pesaro e Siena. Però, al di là di questo, guardando in casa nostra le buone indicazioni ci sono. C’è molto da lavorare dal punto di vista tecnico-organizzativo».
    Per poter lavorare bene, l’Openjobmetis ha bisogno di tutti i suoi effettivi: «La priorità - prosegue il tecnico della Openjobmetis - è recuperare i giocatori che al momento sono fuori e metterli nelle condizioni di lavorare da qui alla prima gara ufficiale».
    Alla lunga lista di infortunati, infatti, si aggiungono Avramovic, Eyenga e Anosike, acciaccati durante la gara con Trento. Ma le condizioni di tutti e tre sono difficili da stabilire: «Cercheremo di capire le entità degli infortuni - spiega coach Moretti - ma prima di due-tre giorni non riusciremo a farci un’idea precisa. Di positivo c’è che prestissimo Daniele Cavalierodovrebbe rientrare in gruppo e che Melvin Johnson sta molto bene e forse riusciremo a recuperare qualche giorno rispetto alle tempistiche iniziali. Pensiamo prima di tutto a chi sta rientrando e non a colui che potrebbe uscire».
    I mille acciacchi potrebbero condizionare e stravolgere il programma delle amichevoli di Varese? «Tecnicamente e agonisticamente - commenta Paolo Moretti - contro Trento abbiamo avuto una dignità. È chiaro che in questo momento le partite le giocano Bulleri, Borsato e i giovani, con tutto il rispetto per loro e per il loro impegno, a noi serve che giochino i giocatori che poi andranno in campo. Abbiamo diversi atleti che devono mettere partite nelle gambe e nella testa. Quelli che ci sono, intanto, Pelle, Anosike, Ferrero e Avramovic (anche se di quest’ultimo non conosciamo le condizioni), devono giocare e accumulare esperienza. Se saremo in grado di essere dignitosi, come lo siamo stati in questa occasione nonostante il punteggio, secondo me è giusto giocare le amichevoli, altrimenti valuteremo nei prossimi giorni».
    Giovanni Ferrario

  • simon89
    L’Openjobmetis getta la spugna sotto il peso di assenze e infortuni nella finalissima del “Trofeo dei Consorzi”. Trento passeggia a Masnago contro una incerottatissima squadra di Moretti, ridotta ai minimi termini in corso d’opera di una partita nella quale gli aggregati Borsato e Bulleri hanno totalizzato il minutaggio più elevato, e negli ultimi 15’ - stante i lievi infortuni di Avramovic ed Eyenga, i migliori nel match contro Siena - c’è stato spazio a rotazione per gli Under 20 Lo Biondo, De Vita e Bergamaschi.
    Agli assenti annunciati Maynor, Johnson e Cavaliero si aggiungono anche Kangur (riposo precauzionale dopo un lieve risentimento alla schiena nel terzo quarto conto Siena) e Anosike (senza esito il provino a caldo nei primi 2’30” dopo il risentimento muscolare nel finale del match di venerdì).
    Inoltre Avramovic, ultimo superstite del reparto guardie, esce di scena a metà secondo quarto per un problema alla schiena, ed Eyenga resta in panchina dalle battute iniziali del terzo quarto per un lieve infortunio ad una caviglia.
    In questa versione “disastrata”, Varese riesce ad opporre resistenza per poco più di un quarto di fronte alla pimpantissima Dolomiti Energia, capace di esprimere un basket frizzante e ben organizzato nonostante la mini rivoluzione estiva (nuovi tutti e 5 gli stranieri oltre alla pesante perdita della stellina Pascolo).
    Troppo incompleta l’Openjobmetis per esprimere un giudizio compiuto sul piano tecnico in questa versione lontanissima da quella reale; la gente di Masnago riserva applausi solamente a qualche prodezza atletica di Norvel Pelle, ma resta ovviamente il rammarico per i troppi infortuni che stanno condizionando la messa a punto della squadra.
    Varese aveva iniziato prima di tutti per arrivare pronta alle sfide contro i portoghesi, ma a metà delle 6 settimane previste di preparazione acciacchi e contrattempi (leggi l’arrivo ritardato di Eyenga) hanno visibilmente rallentato i programmi iniziali. Ora l’auspicio è che ieri sera si sia toccato il fondo dal punto di vista degli infortuni, e che dal prossimo weekend a Casale Monferrato (auspicabilmente col solo Johnson ancora ai box) si possano iniziare ad effettuare quelle “prove generali” al momento rimandate per oggettiva mancanza di corpi disponibili.
    Effimero l’equlibrio iniziale (14-15 al 7’) firmato da qualche spunto di Campani ed Eyenga; la zona 2-3 utilizzata giocoforza da Moretti è bucata a ripetizione dalla fluida circolazione di palla trentina. I dardi di Forray e Moraschini dilatano progressivamente il gap (18-30 al 13’, 19-38 al 16’); senza trazione posteriore Varese non ha pericolosità offensiva (14 perse e 1/11 da 3 a metà gara), mentre la Dolomiti Energia continua a spingere sull’acceleratore in campo aperto fino al 25-50 del 20’. Dopo l’intervallo l’Openjobmetis prova a reagire (35-52 al 23’) con l’energia di Pelle ed Eyenga; ma quando l’ala congolese scivola sul piede diHogue, Moretti preferisce dare spazio ai giovani (gloria finale per De Vita e Lo Biondo) per non rischiare di esaurire definitivamente lo spazio in un’infermeria già sovraffollata.
    La prossima settimana altre tre partite in 8 giorni tra il viaggio di mercoledì a Treviglio e il weekend a Casale Monferrato: l’auspicio è che il secondo antipasto di serie A in programma sabato contro Brindisi offra riscontri più credibili rispetto a quelli di ieri sera…
    Giuseppe Sciascia

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