Ma l'input decisivo per riaprire concretamente la pista Eyenga sarebbe venuto proprio da Maynor, che si è espresso in termini entusiastici sulla possibilità di ritrovarsi a fianco del giocatore che era diventato il suo ricevitore preferito per convertirne i passaggi illuminanti. Proprio insieme ad un regista puro come l'ex Oklahoma City, capace di "imbeccarlo" in campo aperto ed esaltarne le qualità acrobatiche, l'ala congolese aveva nascosto i suoi atavici limiti balistici (17.8 punti e 6.0 rimbalzi nelle 11 partite dell'era Caja; 12.7 punti e 5.9 rimbalzi i numeri totali in 21 gare a Varese). Un finale di stagione da protagonista assoluto che gli era valso le attenzioni dei campioni d'Italia di Sassari, dove però è stato travolto dal terremoto post-Scudetto costato la panchina a Meo Sacchetti (9.2 punti e 4.3 rimbalzi) E anche nel rush finale salvezza con Torino (9.9 punti e 3.1 rimbalzi), dove si è trasferito a metà febbraio, è stato un fattore complementare più che risolutivo.
Chiaro che Eyenga non ha le qualità e il carisma di James White, né le doti balistiche (26% da 3 su 1,5 tiri a partita nelle sue due stagioni italiane) che l'ala mancante all'appello doveva portare in dote. Ma per la Varese 2016-17 sarebbe comunque un acquisto intrigante per diversi motivi: l'ala congolese ha il mix di fisicità e atletismo che coach Moretti voleva fortemente aggiungere alla squadra, oltre alla capacità di muovere le difese con il suo 1 contro 1 e la possibilità di garantire qualche minuto da "4 tattico". Inoltre è uno stopper difensivo di comprovato valore su almeno 3 ruoli, e per una squadra che non abbonda di giocatori dalle spiccate capacità individuali in retroguardia darebbe garanzie importanti anche in questo aspetto. Infine ci sono gli aspetti delle motivazioni e della conoscenza dell'ambiente: Eyenga ha grande voglia di vestire nuovamente la maglia di Varese, cosa che accomuna moltissimi stranieri passati recentemente sotto le Prealpi (oltre al "fidelizzato" Kristjan Kangur basti ricordare Adrian Banks, Kuba Diawara e lo stesso Maynor), e questo renderebbe accessibile il costo dell'operazione dopo il salto di qualità del suo salario dal primo anno a Varese al periodo Sassari-Torino. E scegliere un giocatore che conosce già città, ambiente e campionato, oltre ai due leader del gruppo Maynor e Kangur, renderebbe più facile il processo di integrazione nel contesto di una squadra che ha necessità di tempi rapidi per la "messa a punto".
Giuseppe Sciascia
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