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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Tyler Cain è sempre più lontano da Varese. Ma neppure Brescia, che gli aveva concretamente messo gli occhi addosso, è riuscita ad accontentare l’atleta statunitense nella sua attuale richiesta economica non negoziabile. Il giocatore non si smuove da una cifra - esattamente doppia rispetto all’accordo di due anni fa per l’OJM - che viene considerata troppo alta sul mercato italiano. Lo sforzo di Varese, che con la seconda offerta aveva superato la metà del gap dei 70mila dollari in più dell’anno scorso domandati da Cain per firmare subito con il club biancorosso (o chi per esso), è stato nuovamente giudicato insufficiente. Ma lo è stato anche quello della Germani, che aveva proposto una cifra di poco superiore a quella del club di piazza Monte Grappa, comprendendo anche la vetrina della coppa (probabilmente Champions League).
    Oggi Cain non si muove di un centesimo dalla sua posizione iniziale, e i 20 e 30 mila euro di distanza delle proposte italiane vengono considerate analogamente non competitive. Da una parte è la conferma che il problema non è l’OJM in quanto tale, ma il salario desiderato dal centro statunitense; dall’altra l’irrigidimento della situazione induce a pensare che i margini di trattativa siano relativamente limitati.
    Varese ritiene d’aver fatto il massimo proponendo un incremento dell’ingaggio superiore ad un terzo rispetto alla stagione passata; se Cain valuta insufficiente la proposta, e non è disposto a scendere rispetto alla sua richiesta attuale, significa che il lungo del 1988 non è più alla portata del club di piazza Monte Grappa, né delle altre squadre italiane che hanno preso informazioni,
    Possibile che il centro statunitense abbia sirene importanti dalla Francia, dove aveva già militato dal 2014 al 2017? La sensazione è che l’inamovibilità economica del giocatore possa essere legata a qualche alternativa concreta all’estero; di sicuro l’OJM non è in grado di accontentarlo, perché nelle economie di scala della costruzione del roster significherebbe erodere un 25% abbondante delle risorse ancora da allocare per le sei caselle dell’organico ancora da riempire.
    In ogni caso l’area tecnica biancorossa non vuole attendere fino alla deadline del 10 luglio per conoscere il destino di Cain: entro la prossima settimana la situazione dovrebbe prendere una direzione definitiva. Ma oggi sembra molto probabile che Cain, come prima di lui era stato per Okoye, Vene, Avramovic e Scrubb, scelga - legittimamente - di capitalizzare altrove il suo ottimo rendimento in biancorosso.
    E allora Varese inizia a valutare il mercato dei lunghi stranieri, mentre attende entro fine settimana risposte importanti sul perimetro. Cercare un sostituto con caratteristiche analoghe a quelle di Cain a cui affiancare un lungo italiano di complemento, o puntare su un giovane emergente alla Pelle che divida i minuti con un centro italiano più esperto (ma più costoso)? Riflessioni in corso negli incastri tecnici ed economici che servono per far quadrare i conti di un roster destinato ad essere più rinnovato del previsto.
    Sta a Toto Bulgheroni, Attilio Caja e Andrea Conti trasformare gli imprevisti in opportunità: a sostanziale parità di (pochi) soldi per le 8-10 squadre della seconda o terza fascia, la differenza dovranno farla le idee...

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Alberto Castelli fa il punto della situazione sulle evoluzioni della questione soci forti. Il presidente di Varese nel Cuore esprime piena fiducia sull’esito positivo del dialogo in corso con Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti, che considera figure chiave per il presente e il futuro del club di piazza Monte Grappa. Nessuno stallo dunque nell’ambito di una svolta ritenuta indispensabile:
    «Non c’è stallo in una situazione nella quale sia Rosario Rasizza che Gianfranco Ponti, con i quali sono in costante contatto, hanno dimostrato fattivamente quanto tengano alla Pallacanestro Varese. Parlano i fatti: il primo sponsorizza la squadra dal 2014 e quest’anno ha contribuito sotto forma dell’operazione Orgoglio Varese, il secondo ha fatto e sta facendo tantissimo con la sua Academy giovanile oltre ad ulteriori contributi personali. I rapporti proseguono e confidiamo che entro il 31 dicembre si possa arrivare ad un esito positivo. Se non dovesse accadere? Io sono un inguaribile ottimista e ritengo che ci siano le condizioni perchè le cose possano evolversi nella direzione auspicata».
    Dunque si tratta solo di tempi tecnici più lunghi del previsto?
    «Stiamo parlando di due persone che a differente titolo hanno versato in questi anni molti soldi alla Pallacanestro Varese. Cosa della quale vanno ringraziati: nessuno si può dimenticare del fatto che senza di loro difficilmente ce l’avremmo fatta ad andare avanti. L’esistenza della Pallacanestro Varese non è un dogma di fede, in questi ultimi anni abbiamo fatto sforzi importanti per garantire continuità e di questo ringrazio ogni singolo consorziato. Per mandare avanti questo club servono gli sforzi di tante persone: consorziati, sponsor, abbonati e tifosi che pagano il biglietto. Ma all’interno di questa molteplicità Rasizza e Ponti sono figure imprescindibili».
    Se Rasizza e Ponti contribuiranno nel 2019/20 con un impegno similare a quello del passato, quale differenza farebbe il loro ingresso in società?
    «Il passaggio che noi auspichiamo è la condivisione della proprietà al di là del loro attuale contributo. Il consorzio da solo non ce la fa più a reggere il peso dei conti, ma la condivisione è anche altro: essere proprietario significa collaborare fattivamente alla vita del club. Allargarci ad altri soci forti porterebbe un circolo virtuoso di nuovi contatti che potrebbero avvicinarsi al club».
    Non è che spaventano i sei anni consecutivi di bilanci in rosso?
    «La realtà è a tutti nota, ma la scelta della multiproprietà è stata fatta nel 2010 perchè non c’erano alternative, e in questi anni è stata portata avanti con una certa continuità di risultati per la quale rifiuto il discorso della mediocrità. Lo dimostra l’entusiasmo dei 1059 tifosi che hanno rinnovato alla cieca l’abbonamento e il fatto che a oggi nessun consorziato abbia deciso di uscire al 30 giugno: è la base sulla quale costruire, lo sport vive di emozioni e ci diamo da fare ogni anno per alimentare la passione. L’auspicio è che entro la fine dell’anno solare si possa passare ad una multiproprietà di multiproprietari che darebbe serenità e aprirebbe scenari interessanti».

    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese e Tyler Cain: questo matrimonio s'ha da (ri) fare? Stallo totale nella trattativa per il rinnovo del contratto del centro del Minnesota, al quale il club biancorosso aveva proposto una estensione biennale garantita appena concluso il campionato. Dopo quasi un mese però, la negoziazione non ha avuto sviluppi di sorta e l'agenzia che rappresenta il giocatore considera al momento impossibile un accordo anche sulla base della seconda proposta  -con piccolo ritocco al rialzo - recapitata dall'Openjobmetis.
    Semplice il gioco delle parti in attesa che si avvicini alla scadenza la clausola rescissoria a disposizione di società e giocatore fissata per il 10 luglio, oppure il club di piazza Monte Grappa dovrà iniziare a valutare alternative al suo pilastro difensivo? Di sicuro la richiesta di Cain è giudicata fuori portata, non soltanto da Varese ma anche da altri club italiani - ad esempio Brescia - al quale il giocatore è stato proposto. Ma il mercato degli stranieri non si ferma ai confini tricolori, ed è legittimo che il centro del 1988 guardi anche ad altri campionati in grado di soddisfare le sue aspettative salariali. La cifra che Cain chiede per togliersi oggi dal mercato e legarsi fino al 2021 a Varese - oppure firmare altrove utilizzando la sua clausola rescissoria - è circa il 40% in più rispetto all'ingaggio del 2018/19 in maglia bia-corossa.
    Più si avvicinerà la dead line del 10 luglio e più la matassa si sbroglierà; quel che l'OJM ha offerto - con ritocco al rialzo del salario rispetto alla stagione scorsa - resta ovviamente sul piatto, le prossime settimane diranno se la ricerca di alternative più remunerative avrà successo oppure se Varese resterà per Cain l'acquirente migliore. Il club non ha perso la speranza di riavere la sua architrave difensiva, tant'è che al momento non considera alternative ed è invece concentrata su tutti gli altri spot vacanti nel parco stranieri. Non ci sono però evoluzioni sostanziali su nessuna pista, a partire da quella che porta a Siim Sander Vene: l'atleta estone ribadisce la sua priorità per destinazioni in Spagna e Russia, ossia quei campionati dove può giostrare nello spot di ala piccola, quello che considera il suo ruolo naturale, anziché da ala forte nel quale l'OJM vorrebbe riproporlo.
    Rispetto a 12 mesi fa non è più (soltanto) una questione di soldi, ma di impiego e di visibilità dopo l'Eurolega giocata con il Gran Canaria. A meno di clamorosi colpi di scena, Varese non giocherà una competizione europea, e questo - con buona pace dei detrattori del doppio impegno - è comunque un handicap su un mercato nel quale, con 110 squadre impegnate in 4 coppe, la vetrina internazionale è un plus senza il quale tanti stranieri dicono no a priori, oppure chiedono un supplemento di ingaggio per rinunciare all'Europa. Come per Cain, per Vene si dovrà aspettare, ma senza certezze di fumata bianca; nello spot di ala forte si guarda anche altrove. Non più però il considerato Chase Fieler, visto contro l'OJM con Osten-da in FIBA Cup, che ha firmato con il Promitheas Patrasso dove giocherà l'Eurocup.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tocca ancora al consorzio reggere le sorti della Pallacanestro Varese in attesa della definizione delle trattative con i vari soci forti e nonostante le promesse che si reiterano. L'assemblea di Varese nel Cuore che si svolta nei giorni scorsi è servita a fare il punto sulle evoluzioni dei possibili ingressi nel capitale azionario che il presidente Alberto Castelli sta portando avanti ormai da più di due anni. Entro fine mese in programma nuovi appuntamenti con Rosario Rasizza per discutere la prosecuzione dell'operazione Orgoglio Varese che già nella stagione appena conclusa ha portato sotto forma di sponsorizzazioni un contributo di 500mila euro (metà dei quali già versati) al budget del club di piazza Monte Grappa.
    Escludendo un ingresso duetto di Openjobmetis - che a meno di nuovi partner più munifici dovrebbe restare come main sponsor- nelle quote di proprietà del club, sembra probabile che l'iniziativa lanciata dall'a.d. dell' azienda di Gallarate nell'aprile del 2018 possa proseguire con le stesse modalità - ossia sotto forma di sponsor ma senza entrare in società - anche nel 2019/20. In attesa di sviluppi c'è anche Gianfranco Ponti, dimissionario dal CdA ma pienamente operativo alla guida dell'Academy (trattative in corso per definire i rapporti tra casa madre e società giovanile che l'anno prossimo sfiorerà i 400mila euro di investimento), ha chiesto una proroga fino al 31 dicembre della sua opzione di acquisto fino al 20 per cento delle quote pattuita negli accordi del 2017.
    L'imprenditore di Angera era sempre stato chiaro sul fatto che sarebbe entrato nel capitale azionario solo in presenza di un altro socio forte, e dunque aspetta di capire quale forma prenderà il sostegno di Orgoglio Varese prima di decidere sul da farsi. In pratica si partirà dunque con la medesima situazione di 12 mesi fa, con il rassemblement guidato da Openjobmetis e l'apporto personale di Ponti in modalità appoggi esterni: per questo il budget è sostanzialmente analogo a quello del campionato appena concluso per quanto riguarda il monte stipendi netto da riservare agli ingaggi dei giocatori, mentre tante piccole razionalizzazioni dei costi dovrebbero contribuire a limare la voce spese generali.
    Il passaggio è delicato, perché da un lato la doppia versione main sponsor-collettore di risorse di Rosario Rasizza e l'apporto personale di Gianfranco Ponti hanno alleviato il peso che gravava sul consorzio e permesso di alzare l'asticella rispetto agli investimenti iniziali del 2017/18. Dall'altro però Varese nel Cuore mantiene sempre il molo di multiproprietario unico che per far quadrale i conti deve provvedere a ripianare il deficit al termine di ogni stagione. E sei bilanci consecutivi in rosso, dal 2013/14 fino all'ultimo che prevede una perdita sia pur contenuta, si fanno sentile sempre più sulle spalle di imprenditori-tifosi animati da grande passione che in questi ultimi anni hanno compiuto sforzi tanto silenziosi quanto imprescindibili per garantire la continuità della Pallacanestro Varese. La nuova stagione ripartirà sulle stesse basi di quella appena conclusa, ma entro la fine dell'anno solare 2019 l'auspicio è di trovare la quadra per arrivare al traguardo dell'agognata operazione soci forti...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Andrea Conti racconta L. J. Peak e fa il punto sulle strategie di mercato dell'Openjobmetis. Mentre oggi si chiuderà la prima fase della campagna abbonamenti (apertura 10-13 e 14-19 all'Enerxenia Arena), il g.m. biancorossso accompagna l'annuncio ufficiale del primo acquisto del mercato estivo con un breve identikit della 23enne ala ex Pistoia. «Si tratta di un'atleta di grande fisicità, abile nell'attaccare il canestro e dotato di buon tiro da tre punti nonché molto duttile. L.J. è un ragazzo positivo con una grande voglia di lavorare che a Varese potrà crescere e migliorare ulteriormente. Confidiamo nella sua fame e voglia di migliorarsi affinché Varese diventi un trampolino per la sua carriera».
    La peculiarità di Peak è costituita dalle sue caratteristiche tecniche differenti rispetto al suo predecessore Tommy Scrubb, come racconta il dirigente varesino: «Peak ha vigore e fisicità ma anche trattamento di palla, può giostrare da ala piccola ma anche da guardia occupando efficacemente due ruoli. Sarà il nostro titolare nel ruolo di numero 3: sicuramente ha caratteristiche diverse rispetto a Scrubb, che era un'ala piccola vera e propria con più impatto a rimbalzo ma meno trattamento di palla».
    Dunque un esterno più puro rispetto al canadese che negli intenti dell'area tecnica sarà affiancato da un'altra guardia-ala, sempre che arrivi il play d'esperienza in cima ai sogni di Attilio Caja: «Con un giocatore più perimetrale e capace di creare con la palla in mano rispetto a Tommy potremmo cercare un finalizzatore o uno slasher, insomma un altro giocatore duttile che possa darci minuti anche in ala piccola interagendo con Peak. Non è detto che non possa trattarsi di un altro giocatore giovane ed emergente, se poi nel ruolo di playmaker ed ala forte troveremo quegli elementi di esperienza e rendimento garantito sui quali vogliamo investire la maggior parte delle risorse».
    Conti conferma anche la strategia di mercato basata sugli investimenti forti in tre titolari ancora da individuare, anche se uno dei quali auspicabilmente sarà però Tyler Cain: «L'asse portante della squadra nelle idee è quello tra playmaker, ala forte e centro; Peak però non è una scommessa perché ha già al suo attivo un' annata positiva all'esordio in Italia, pensiamo rappresenti un investimento ragionato su un giocatore che a nostro avviso ha potenziale di crescita».
    Infine Conti fa il punto della trattativa per il rinnovo del contratto del pivot del Minnesota e rimanda con calma la scelta del lungo italiano che dovrà dare minuti dietro il centro titolare straniero: «Con Tyler stiamo parlando e negoziando da qualche settimana, abbiamo formulato qualche giorno fa un'altra offerta che sta valutando. Personalmente resto fiducioso perché il giocatore ci aveva detto di trovarsi bene a Varese esprimendo il desiderio di restare, Sul lungo italiano non c'è fretta, aspettiamo di valutare gli sviluppi della situazione Cain, chiaro la scelta del cambio del pivot sarà portata avanti in funzione dell'investimento di ri-sorsse importanti sul titolare».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Quattro caselle piene e sei ancora da riempire per costruire nei prossimi due mesi l'Openjobmetis che verrà pronta all'appello del raduno dell'8 agosto. Dei (quasi) 900mila euro da investire sul monte stipendi netto della stagione ventura, Varese ne ha allocati poco meno di 250mila con i contratti già firmati. Tra l'accordo già in essere con Matteo Tambone, i rinnovi di Giancarlo Ferrero e Nicola Natali e il contratto annuale fresco di firma di L.J. Peak, il club biancorosso ha riempito gli spot di ala piccola titolare e di cambio di guardia, ala piccola ed ala forte.
    Ma il gruzzoletto ancora a disposizione, poco meno di 650mila euro, dovrà servire per ingaggiare i calibri pesanti di un roster che rispetto all'annata appena conclusa prevederà una distribuzione diversa delle risorse. Una fetta attorno al 20 per cento andrà investita per convincere Tyler Cain a sposare nuovamente la causa biancorossa: il pilastro del sistema difensivo è un giocatore sul quale l'OJM è disposta ad investire, e l'ulteriore ritocco della proposta inviata da Andrea Conti nei giorni scorsi lo dimostra. Ma non a svenarsi, come chiederebbe oggi l'agente straniero per chiudere oggi la trattativa, con un incremento del 60% rispetto al salario dell'anno passato. La sensazione è che la quadra si troverà, e che Cain sarà uno dei tre pezzi forti della formazione biancorossa nell'ambito di economie di scala in fase di messa a punto.
    Se nel 2018/19 lo starting five biancorosso prevedeva salari su livelli molto simili per tutti i suoi componenti, la strategia di mercato attuale prevede la volontà di piazzare un paio di colpi pesanti in due ruoli strategici tra playmaker o guardia ed ala forte. Altre fette da 20 per cento delle risorse restanti per un giocatore di qualità sul perimetro che dovrà dare un'impronta marcata alla squadra, preferibilmente in regia ma in alternativa anche un realizzatore, e per il ruolo di secondo lungo di supporto (auspicabilmente) a Cain.
    Di fatto il mercato di Varese è fatto ad incastri: Peak è una scommessa ragionata a costi abbordabili che dovrà fungere da raccordo tra esterni e lunghi, così come un altro giocatore del quintetto - il play o la guardia a seconda degli snodi delle trattative - sarà un giocatore con profili e costi simili a quelli dell'ex Pistoia che pesa per circa il 10 per cento delle risorse. Investimenti forti sul quintetto uguale disponibilità relative per la panchina: il cambio degli esterni con capacità di dare supporto anche in regia (dunque più perimetrale rispetto ai Bertone e ai Salumu della stagione passata) avrà comunque un profilo di buon livello trattandosi del sesto uomo della rotazione.
    Per ricavare risorse in più rispetto al 2018/19 e sterilizzare gli aumenti fisiologici relativi ai rinnovi con gli italiani e (auspicabilmente) Cain il risparmio principale sarà quello sul profilo del pivot italiano di riserva, ruolo nel quale - se ci sarà ancora il centro del Minnesota - servirà un giocatore più solido che appariscente per 8-10 minuti di energia. E nei contratti di 11° e 12° giocatore, iniziando a coinvolgere gli atleti dell'Academy biancorossa nel giro della serie A.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Riesplode l'entusiasmo dei tifosi OJM nel giorno della firma di LJ. Peak. La formalizzazione definitiva dell' intesa tra Varese e l'ala del South Carolina - contratto annuale respingendo l'ultimo assalto in extremis di Pistoia - non ha effetti diretti sull'apertura della campagna abbonamenti, che ha confermato l'amore incondizionato dei fedelissimi disposti a sottoscrivere alla cieca la tessera stagionale.
    Al momento il club biancorosso ha quattro certezze (Ferrero, Tambone, Natali e da ieri Peak), al di là della trattativa con Tyler Cain che però ristagna per le richieste dell'agente straniero, ma c'è chi come Claudio Colombo - il primo abbonato della stagione 2019/20 - si è presentato all'Enerxenia Arena alle 6 del mattino, dunque 10 ore prima dell'apertura delle porte, per bruciare sul tempo altri innamorati dei colori biancorossi. L'imprenditore di Venegono, che ha sottoscritto 4 tessere per tutta la famiglia in Tribuna Gold, stimola Varese a costruire una squadra ambiziosa: «Il basket lo devi amare, altrimenti non verresti al buio a Masnago alle 6 del mattino - racconta Colombo -. Sono rimasto un po' deluso per il finale della stagione passata, vero che il budget fa la differenza, ma mi sarebbe piaciuto rischiare su una sostituzione di Archie scommettendo sull'arrivo ai playoff per recuperale l'investimento. Un sogno per il mercato? Adrian Banks».
    L'accordo già blindato con Brindisi renderà impossibile accontentarlo, mentre la richiesta del secondo abbonato biancorosso. il legnanese Emanuele Macchi che ha sottoscritto la tessera Under 24 in Curva Nord, è teoricamente praticabile: «Sono abbonato dal 2011, mi aspetto una squadra che combatta sempre come quella della stagione appena conclusa, ma spero in qualche sogno in più nel cassetto provando a puntare ai playoff. Il mio sogno di mercato? Il ritorno di Mike Green». Ipotesi che fa parte del listone delle idee al vaglio - anche se i costi del 34enne ex Indimenticabili sono ancora elevati - pur con Siim Sander Vene e Tyler Larson più caldi nell'elenco degli ex considerati nelle strategie di mercato.
    «La società opera sempre bene, speriamo di ripetere la bella stagione passata coronando il tutto con i playoff. Mi piacerebbe rivedere Chris Wright» aggiunge Edoardo Scola, storico abbonato in Galleria e terzo nella classifica dei più veloci. Il primo abbonato Under 14 è stato il giovanissimo Tommaso Badò, iscritto ai corsi di Minibasket della Robur et Fides che assieme alla famiglia - mamma, nonna e zia - ha sottoscritto la tessera in Galleria. Per i fedelissimi più veloci foto di rito con Attilio Caja e premi con i gadget biancorossi. Dopo la cinquantina di presenti all'apertura delle 16, l'affluenza nella sala Giancarlo Gualco è stata costante per tutto il pomeriggio. Alla chiusura delle 20 sono state 170 le tessere staccate al primo giorno: si continuerà fino a sabato per provare a battere quota 1.065 tessere della prima fase di 12 mesi fa.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese è pronta a riempire il primo tassello dello starting five della prossima stagione. Accordo di massima raggiunto tra il club biancorosso e L.J. Peak: le parti avrebbero convenuto sui dettagli relativi al contratto, per le firme serviranno i tempi tecnici per lo scambio dei documenti in base a quanto concordato nelle ultime 48 ore, ma dovrebbe trattarsi di una semplice formalità.
    Dunque la prima X ad essere svelata sarà quella dell'ala piccola, ruolo naturale del 23enne esterno del South Carolina che in maglia OJM cercherà il salto di qualità dopo una promettente stagione d'esordio in Italia a Pistoia (con i toscani che hanno tentato l'ultimo assalto per non perdere l'unico giocatore applaudito dai tifosi in occasione della sconfitta casalinga dell'OriOra nel turno finale della regular season contro Avellino). La scelta del primo titolare, che piace per il potenziale da sviluppare e per le sue doti da uomo di raccordo alla Scrubb (con meno impatto a rimbalzo ma molto più trattamento di palla) darà un indirizzo alle prossime scelte per completare il puzzle.
    Puntare su un giovane emergente come Peak -con un contratto inferiore alle 6 cifre - permetterà all'OJM di investire cifre superiori in almeno uno dei due ruoli perimetrali vacanti. Varese vuole un bomber e un leader che rimpiazzi Avramovic sul quale costruire la spina dorsale del roster, e un giocatore che dà equilibrio a cifre ragionevoli come l'ex Pistoia è il giusto complemento da affiancarli. Questione di chimica d'insieme ma anche di economie di scala nell'allocazione delle risorse, aspetto fondamentale per far fruttare al meglio le quelle disponibili.
    Di fatto ogni tessera che entra nel puzzle dell'organico OJM restringe a poco a poco il campo per le scelte successive: Peak spinge il mercato biancorosso verso una certa direzione sul perimetro, dove però ci sono ancora svariati incastri per i due moli chiave: col play realizzatore si cercherà una guardia d'appoggio, con un bomber alla Avramovic arriverà invece un regista d'ordine che sia però più incisivo di Moore.
    E nel settore lunghi? Per il momento nessuna risposta definitiva da Tyler Cain, per firmare subito il lungo del Minnesota chiederebbe un piccolo ritocco dell'offerta, nel frattempo l'agenzia valuta alternative alla proposta dell'OJM che però ha il fascino del biennale garantito per un giocatore di 31 anni perfetto per il sistema Caja ma non necessariamente proponibile per tutti gli allenatori. Resta la fiducia nella prosecuzione del rapporto pur con tempistiche meno immediate del rinnovo di 12 mesi fa annunciato il 29 maggio.
    Nella vasta gamma di possibilità alternative da esplorare, ci sarebbe anche il nome di Siim Sander Vene: l'equilibratore della Varese da playoff della seconda metà dell'annata scorsa resta in cima ai sogni di Artiglio. Oggi però si parla di nulla, perchè l'ala estone è vincolato al Gran Canaria: se la squadra iberica deciderà di esercitare l'uscita dal contratto nelle prossime settimane e se l'atleta del 1990 non troverà alternative più lucrose in Spagna e in Russia -dove può giostrare nel ruolo prediletto di ala piccola rispetto allo spot di ala forte nel campionato italiano modalità small ball - potrebbe essere una ipotesi da vagliare più avanti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis va in pressing su L.J. Peak. La 23enne guardia-ala statunitense - all'anagrafe Darryl Leon Junior, abbreviato in L.J. - che nel 2018/19 ha esordito in Italia con la maglia di Pistoia è il nome molto caldo nella lista dei desideri dell' area tecnica biancorossa. L'esterno mancino del 1996, che ha totalizzato 12,7 punti di media col 51% da 2 e il 33% da 3 vestendo la maglia dell'OriOra, potrebbe essere l'erede di Tommy Scrubb nello scacchiere tattico biancorosso.
    Il giocatore del 1996 possiede le atout ricercate da Varese nella sua caccia ad elementi emergenti, ed ha destato l'attenzione di Andrea Conti ed Attilio Caja, che lo avevano apprezzato in occassione della gara di ritorno contro i toscani (22 punti con 3/6 da 2, 3/6 da 3 e 7/8 ai liberi pur nella sconfitta 70-98 della squadra di Moretti). Si tratta di un giocatore duttile ed atletico, decisamente più perimetrale rispetto a Scrubb che è un fattore molto superiore a rimbalzo (7,2 contro 2,9) ma è molto meno incisivo con la palla in mano e nell'attaccare il canestro a difesa schierata.
    Nella disgraziata stagione di Pistoia, Peak ha fatto vedere spunti interessanti (compresa una gara da 35 punti in occasione della vittoria estema di Sassari) e una capacità da uomo di raccordo a fianco di accentratori come Dominique Johnson prima e Tony Mitchell poi. Sarebbe dunque una scelta ragionata su un giocatore che ha qualità ma anche potenziale da esplorare; quel che intriga maggiormente di Peak sono proprio i margini crescita di un giocatore di soli 23 anni con capacità di produrre punti all'interno di un contesto organizzato. Che ne fanno un candidato sulla carta perfetto ad entrare nell'ottica della forza lavoro tanto cara ad Attilio Caja, per provare a sfruttare l'occasione offerta da Varese ed aumentare consistenza e incisività in un sistema particolarmente adatto alle sue doti di equilibratore più votato all'attacco rispetto a Scrubb.
    L'atleta della South Carolina ha infatti chiuso dopo soli 3 anni - uno meno rispetto ai 4 del corso di studi NCAA - il suo percorso a Georgetown University. Nell'estate 2017 era stato messo sotto contratto da Houston per le Summer Leagues e poi firmato dai Boston Celtics per il camp precampionato, con relativa assegnazione alla franchigia associata della lega minore G-League dei Maine Red Claws. Dopo la prima esperienza professionistica nella lega estiva della Nuova Zelanda, la chiamata nell'estate 2018 dell'OriOra - che lo aveva seguito già nel 2017, quando però era prevalso il sogno NBA - lo ha portato alla corte di Alessandro Ramagli.
    In Toscana Peak si è trovato molto bene e Pistoia gli ha sottoposto anche una proposta di rinnovo pur senza aver ancora nominato g.m. ed allenatore; la mossa di Varese però potrebbe essere decisiva dopo i semafori verdi ricevuti nelle richieste sulle referenze tecniche ed umane. La trattativa pare ben avviata, anche se c'è ancora qualche dettaglio da sistemare: il weekend potrebbe portare sviluppi decisivi, e chissà che la campagna abbonamenti al via martedì prossimo - oltre all'ufficialità del rinnovo fino al 2022 con capitan Giancarlo Ferrero - non possa portare invece il primo volto nuovo della campagna acquisti.
    Giuseppe Sciascia

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