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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Una Openjobmetis bella solo a metà non basta per sfatare il tabù della BLM Group Arena. Quarta sconfitta su altrettante trasferte in Trentino per la truppa di Attilio Caja, che non capitalizza la rimonta dal meno 11 del 20' a dispetto di un finale rovente di Aleksa Avramovic. Varese in versione Giano Bifronte, con un primo tempo opaco e sterile (3/19 da 3 e 26 punti) seguito da una ripresa di alto livello (45 punti con 7/14 da 3 e 16 punti per la sua stella); l'atteggiamento e la difesa sono quelle dei due mesi da big, le percentuali da fuori però premiano i biancorossi sono dopo l'intervallo lungo.
    Così Ferrero e soci tornano a mani vuole dal campo della Dolomiti Energia, limitandosi a salvaguardare il più 7 dell'andata in ottica doppio confronto. Il rammarico principale è per lo 0/2 ai liberi di Archie sul 66-70 dopo un antisportivo di Hogue sul meno 4; l'ala della Georgia, per lunghi tratti MVP prima dell'eruzione finale di Avra, spreca la chance per mettere la freccia in volata. Ma la vittoria di Trento è comunque meritata per il volume di gioco prodotto nell'arco dei 40', con la coppia Craft-Forray mortifera dall'arco nei momenti clou di una partita nella quale invece l'OJM è stata lasciata a piedi - non solo in attacco ma anche in difesa - da un Ronnie Moore da 1/9 al tiro.
    Mani subito calde per l'Aquila con Gomes e Marble che graffiano da 3 per il 10-4 del 3'. Le mani di Varese invece sono gelate (4/17 al tiro nel primo quarto); la difesa tutto sommato tiene (12-9 al 7') ma tre perse banali costano care e Trento allunga (18-9 al 12') prima del gol dall'arco di Ferrerò dopo 8 errori in fila. L'OJM prende ritmo dal perimetro con Avramovic e Natali a bersaglio per il 23-20 del 14' ; la Dolomiti Energia alza il volume a rimbalzo e rilancia la fuga a suon di secondi tiri quando Varese torna a sparare a salve. Sette errori in fila da 3 (complessivo 3/19 nel primo tempo) e attacco di nuovo in panne con Trento che riprende l'abbrivio con Hogue e Marble per il 37-26 di metà gara.
    Dopo la pausa lunga due guizzi di Archie danno tono agli ospiti; migliorano qualità delle esecuzioni e gestione del ritmo, e l'OJM prova a rientrare (42-38 al 25'). Due fiondate frontali di Forray ridanno gas alla Dolomiti Energia, ma i 24 punti fatturati dagli ospiti nel terzo quarto dopo i miseri 26 dei primi 20' riaprono il match a tutti gli effetti (52-50 al 30'). Il quarto fallo di Cain costa però caro a Varese, e Trento riapre il fuoco da 3 con Forray e Fiaccadori per un 7-0 che fa male (59-52 al 32').
    Avramovic suona la carica con 6 punti in fila e la truppa di Caja rientra di nuovo in scia trovando canali interni per la manovra (64-63 al 37' ). Ma due giocate da leader di Craft (assist per Hogue e tripla frontale contro un Moore passivo) ricacciano indietro l'assalto dell'OJM sul 69-63 del 38'. L'unica tripla di Scrubb riapre le speranze (69-66 a meno 58 secondi), il secondo antisportivo di Hogue su Archie a meno 24" regala la chance del possibile pareggio a Varese sul meno 4, ma lo 0/2 dell'ex Capo d'Orlando pesa come un macigno nonostante il dardo di Avrà (70-69 a meno 13"). Al contrario Forray e Craft sono glaciali in lunetta (74-71 a meno 7") e l'ultimo hurrà di Avramovic sulla sirena è fuori misura. Alla compagine di Caja restano i complimenti per una ripresa rombante, ma in classifica il piatto piange con la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare...
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese in questo freddo mercoledì di coppa lascia e non raddoppia contro una Sassari che ricalca la partita fatta dai biancorossi appena 3 giorni fa, parte meglio e conduce dall’inizio alla fine l’incontro portando a casa una vittoria meritata grazie ad una buona continuità e ad un Rashawn Thomas in grandissimo spolvero, rebus indecifrabile per i lombardi che danno anche l’impressione di non infondere tutta l’intensità che di solito è il loro marchio di fabbrica. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 5,5 : 9 punti ottenuti quasi tutti in avvicinamento a canestro; da fuori continuano ad esserci le polveri bagnate e questo, se perpetrato a lungo può diventare un problema. Ma oggi il deficit maggiore è laddove Dom solitamente è un califfo e cioè difensivamente, infatti non riesce mai a trovare il modo di limitare Thomas. CANNA AL VENTO
    Avramovic 5 : solo il fatto che appena uscito dagli spogliatoi Aleksa si scusi con tutti i presenti per la prestazione scabrosa la dice lunga sul copione della sua gara. Al solito non manca la buona volontà ma questa sera non sembra davvero volerne imbroccare una. HORROR
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 6 : Antonio questa sera riesce a non far rimpiangere troppo l’assenza di Cain (limitato un po’ dal turnover e un po’ dai falli) e mette in campo qualche spunto interessante dal punto di vista offensivo anche se certi errori ripetuti in maniera colpevole (2 infrazioni di 3 secondi e 2 blocchi in movimento)ne pregiudicano la valutazione. RECIDIVO
    Natali 5,5 : serata non memorabile quella di Nicola che, come tutta la squadra, sembra avere meno mordente del solito. Oltre tutto non è nemmeno precisissimo al tiro e allora diventa tutto più difficile. SMONTATO
    Salumu 7 : fino a quando il colosso sardo (Cooley) non decide di metterlo fuori gioco con la seconda tranvata al limite del lecito (la prima occorsa domenica durante il match di campionato) è la vera arma in più di Varese. Primo giro delle rotazioni in cui non incide, secondo ingresso con tutt’altro piglio e dove per la difesa isolana diventa praticamente imprendibile. Per lui una brutta botta alla schiena che però non dovrebbe pregiudicarne la presenza per la partita importantissima di sabato sera a Trento. SPIRITATO
    Scrubb 5 : prestazione nella quale non sembra essersi presentato il solito Tommy bensì il suo cugino sfigato. Non prende praticamente mai l’iniziativa in attacco e in difesa non è tentacolare come ci aveva abituato. Speriamo abbia solo approfittato per ricaricare le pile. NERD
    Verri N.E.
    Tambone 6,5 : lieta conferma la prestazione del play laziale che sembra aver finalmente ritrovato condizione e fiducia in particolare col suo tiro dalla lunga distanza. Anche sul dettare i ritmi di gioco si nota una crescita incoraggiante. RAMPA DI LANCIO
    Cain 6 : non ripete la clamorosa prestazione di domenica anche perché questa volta a complicargli la vita ci sono le penalità che ne limitano i minuti in campo. Speriamo almeno sia servito ad averlo al top per il gran ballo di sabato sera. TONY MANERO
    Ferrero 5 : ancora visibilmente in ritardo di condizione, ne sono un segnale fin troppo chiaro i tiri scoccati senza un minimo di parabola e che a malapena riescono a scalfire il ferro. SFASCIACARROZZE
    Moore 6 : buona la sua partenza e anche le sue percentuali al tiro anche se non resterà negli annali questa come la sua miglior partita in maglia di Varese. Gestito il suo minutaggio per farlo rifiatare, da segnalare nel primo quarto una serie di passaggi tra lui e Cain finalizzato con un piazzato dal play di Philadelphia veramente spettacolare. GIOCOLIERE
     

  • banksanity6
    Primo atto di una doppia sfida (mercoledì si giocherà per la FIBA Europe Cup) che vede fronteggiarsi Varese e Sassari a Masnago nel match che chiude la seconda giornata di ritorno e che vede gli umori delle 2 squadre diametralmente opposti(Varese viene da 3 stop consecutivi mentre Sassari da 5 vittorie) ma i padroni di casa danno da subito l’impressione di una maggiore intensità e alla fine mantengono il pallino del comando per tutto l’incontro e meritatamente portano a casa i 2 punti. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6,5 : ormai Mr. Smile ci ha abituato al medesimo copione, 3 falli in un amen che potrebbero essere un fardello molto pesante e percentuali non certo strabilianti ma quando conta lui c’è e sono un recupero, un rimbalzone ad altezza siderale ed un’entrata con fallo e 2 liberi realizzati che chiudono la partita. FINISHER
    Avramovic 7,5 : lo aveva detto in settimana che sapeva di essere mancato nelle ultime prestazioni e che aveva la ricetta per uscire da questa empasse ed il serbo è stato di parola. Partenza a razzo dove è imprendibile per i difensori in maglia blu poi qualche sbandata dovuta alla troppa intraprendenza ma è questo il giocatore di cui Varese ha bisogno per proseguire il suo cammino. ALCHIMISTA
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 4 : 3 minuti di utilizzo in cui non riesce ad imbroccarne mezza giusta ma la cosa che preoccupa maggiormente è l’atteggiamento. REMISSIVO
    Natali 6 : poco più di 10 minuti ma della solita solidità e anche di qualità balistica dalla lunga distanza. CERTEZZA
    Salumu 6,5 : una delle migliori prestazioni del belga dal suo sbarco in Italia con tanto di riconoscimento da parte di coach Caja in sala stampa. Oltre alle consuete ottime letture difensive fa anche vedere le sue qualità come attaccante. COINVOLTO
    Scrubb 7 : tanto per cambiare una prestazione totale quella dell’anglo-canadese a cui manca solo una statistca, quello del tiro da 3 dove chiude con un raro per lui 0 su 4. Per il resto è il solito giocatore utile in mille situazioni diverse soprattutto nelle recuperate che poi scaturiscono in un contropiede. PIOVRA
    Verri N.E.
    Tambone 7,5 : finalmente Matteo risponde presente e lo fa con la miglior prestazione stagionale, grandi percentuali da fuori e ottima personalità senza dimenticare la sua applicazione difensiva tutt’altro che banale. CECCHINO
    Cain 8 : ennesima doppia doppia per il centro a stelle e strisce della Openjob ma non è solo per questo che, anche questa volta, è giudicato il migliore in campo; deve battagliare con un colosso come Cooley e spesso e volentieri ha la meglio dimostrando che si può sopperire a carenze fisiche con intelligenza, applicazione e dedizione. CAPITAN AMERICA
    Ferrero 5,5 : procede a piccoli passi il recupero del capitano che appare ancora molto legnoso nei movimenti. PINOCCHIO
    Moore 7 : non è un caso che il ritorno alla vittoria di Varese coincida con una prestazione positiva dei 2 piccoli titolari dei biancorossi. Meno propenso a distribuire assist e più a prendersi iniziative con la sua maggior fiducia tutta la squadra sembra giovarsene. WELCOME BACK

  • simon89
    L'Openjobmetis riparte di slancio anche in campionato. La compagine di Attilio Caja sfata il tabù casalingo contro Sassari, chiudendo a quota 3 la sua serie negativa in serie A e fermando a quota 5 la striscia aperta del Banco Sardegna. Successo perentorio e mai in discussione per una Varese capace di rispolverare le sue armi migliori per imporre la legge dell'Enerxenia Arena ad una Dinamo penalizzata dalle defezioni di Pierre e Smith.
    I biancorossi azzannano la partita con l'approccio difensivo graffiante necessario per disinnescare il mix di forza fisica ed atletica a disposizione di Enzo Esposito. Se uno straordinario Cain fa anche le veci del desaparecido Iannuzzi (unico pesce fuor d'acqua rispetto alla garra profusa dai compagni ) e tutto il reparto ali si batte con ardore per limitare i balzi di Thomas e Polonara, in attacco è il reparto guardie a fare la differenza superando per la prima volta quota 80 punti segnati nel 2019.
    L'OJM ritrova un Avramovic determinante nell'aggredire la partita (10 punti nei primi 7' ) e poi finalizzale con le sue scorribande (8/16 totale dal campo) la grinta profusa in retroguardia dall'intera Caja's band. L'uomo in più per i padroni di casa è Matteo Tambone, che con un paio di fiammate micidiali dall'arco spacca la partita due volte nel secondo quarto chiudendo con un sontuoso bottino di 14 punti in 16' di gioco. Aggiungendo anche il ritorno ad alto livello di Ronnie Moore (3/8 e 4 assist) nonostante la marcatura rigida del suo mentore Esposito, si ottiene il quadro generale di una prestazione qualitativamente migliore di quanto indichino le cifre finali (43% da 2 e 35% da 3).
    Il tutto anche grazie al buon impatto complessivo della panchina, che prevale 25-12 nel duello contro il secondo quintetto della Dinamo con gli spunti positivi nel terzo quarto di Natali e Salumu a riaccendere la macchina delle triple biancorosse (9/20 alla terza sirena). Peccato per quei tre sfortunati errori sull'ultimo assalto che avrebbero potuto dare a Varese la ciliegina sulla torta del vantaggio nel doppio confronto (all'andata più 11 per i sardi, differenza canestri in parità assoluta).
    Ma si tratta comunque di un successo sostanzioso e corroborante, in grado di convincere qualche scettico (3.888 spettatori, quasi 300 in meno della media dell'andata: solo colpa dell'orario e del meteo?) ma allo stesso di scatenare applausi scroscianti del pubblico. Anche senza tifosi organizzati, il fattore campo di Masnago ha saputo dare la carica ad Avramovic e compagni per generare una delle prestazioni stagionali più ricche di energia e intensità. La vittoria contro la Dinamo rilancia l'OJM in piena zona playoff, ora la rivincita di mercoledì per blindare il primo posto nel girone di FIBA Europe Cup e poi le due trasferte a Trento e Trieste a preludio della Coppa Italia. Che grazie alla rotonda vittoria di ieri sera diventano opportunità per alimentare una nuova striscia vincente.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L'Openjobmetis ritrova il sorriso affidandosi alle sue armi migliori per cancellare le tre sconfitte in fila in Italia. La compagine di Attilio Caja archivia la pratica qualificazione in FIBA Europe Cup piegando la resistenza di Larnaca grazie ad una ripresa di elevato spessore difensivo (8 punti nell'ultimo quarto e 20 nella ripresa) supportata da buone esecuzioni corali (55% da 2 e 36% da 3 per i biancorossi). Decisivo il 15-0 nei primi 7' del quarto periodo, con Archie e Scrubb a monetizzare una retroguardia capace di tenere a stecchetto il temuto Vinales (1/9 al tuo e 14 punti sotto media). Ma nelle pieghe del match meritano un plauso anche Aleksa Avramovic e Jean Salumu, peraltro tra i protagonisti assieme a Tambone della staffetta sul bomber della Petrolina.
    Il mancino serbo (tutti nel primo tempo i suoi 13 punti) è protagonista della partenza lampo (10-17 al 5') e con le sue iniziative in velocità è l'elemento al quale Varese si aggrappa per non deragliare in un secondo quarto a fari spenti (27-21 al 12' e 32-27 al 15'). Il belga (6/10 al tiro e 3 assist) è invece la chiave di sblocco offensiva scelta da Attilio Caja nell'inedito quintetto con tre piccoli che nel terzo quarto dà vivacità alla manovra e vigore alla difesa: l'atleta cresciuto a Ostenda dà all'attacco biancorosso una dimensione in più in penetrazone e l'OJM mette la freccia (47-52 al 28') con le incursioni dell'ultimo arrivato che sopperisce all'iniziale fuorigiri di Scrubb. Poi il canadese si sblocca nell'ultimo quarto e firma insieme con il solido Archie (7/13 al tiro e 8 rimbalzi) quel 15-0 a suon di triple costruite tramite la circolazione di palla che ridona a Varese la piena fiducia nel suo basket iperorganizzato.
    La vittoria che ci voleva, ottenuta con i mezzi giusti per fare il pieno di fiducia e autostima in vista della doppietta casalinga contro Sassari: nonostante qualche alto e basso evitabile , stavolta poco impatto da Natali e Iannuzzi, primo tempo sottotono per Cain oltre che per Scrubb , la compagine di Caja ha progressivamente impresso il marchio della sua solidità per mettere al sicuro l'accesso al tabellone playoff della FIBA Europe Cup.
    Certo, il valore dell' avversario era relativo, sebbene con l'aggiunta di Duren e il recupero di Veeremenko l'AEK fosse decisamente più competitiva rispetto al meno 35 dell'andata. Insomma, un robusto brodino che conferma come le difficoltà di Varese fossero contingenti - leggi qualche titolare in flessione e calo di ritmo dall'arco - e non strutturali. Il pass per gli ottavi di finale europei acquisito con due turni di anticipo permetterà ora all'OJM di dedicare la massima attenzione al delicato trittico di impegni di campionato con Sassari, Trento e Trieste prima della Coppa Italia, tenendo aperto il fronte internazionale per un tabellone degli ottavi di finale che prenderà il via il 6 marzo.
    Dunque, Varese torna da Cipro con ritrovata sicurezza nella sua identità e farà appello all'Enerxenia Arena per provare a battere due volte il Banco Sardegna: la prima vittoria serve per rilanciarsi nella volata verso i playoff, la seconda per mettere al sicuro il primo posto nel girone J delle Top 16 europee. La Dinamo vale ben più di Larnaca, ma la ricetta per batterla sarà la stessa vincente di ieri sera. Ossia quella che l'OJM utilizza ininterrottamente dal 7 ottobre...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il ruggito della Leonessa manda ancora al tappeto l'Openjobmetis. Terzo stop in fila per la formazione di Attilio Caja, che si arrende di fronte ad una Germani reattiva e graffiarne pur senza Luca Vitali. Varese gioca una gara dai due volti, pagando a caro prezzo un secondo quarto povero di lucidità prima ancora che di qualità balistiche.
    L'abbrivio positivo frustrato dal clangore dei ferri del PalaLeonessa impedisce ai biancorossi di raccogliere i frutti di un approccio efficace. E a suon di errori su errori dall'arco (terribile 6/25 al tiro a metà gara), l'OJM deraglia dai binari del control-game obbligatorio per non esaltare un'avversaria priva di un play di ruolo ma grondante vigore atletico nei moli perimetrali.
    Varese va sotto di brutto subendo la fisicità degli esterni della Germani, con Moss regista occulto e Abass stoccatore di forza: con Cain messo k.o. dai falli (4 a fine secondo quarto; arbitraggio spesso fuori controllo, e Caj a a fine gara non le manda a due...) l'attacco ospite non capitalizza mai i vantaggi fisici contro l'esperienza dei vari Zerini e Sacchetti (36% da 2 contro il 62% dei padroni di casa e 30 tiri da 2 contro 39 triple).
    Solo dopo il meno 20 del 24' la formazione biancorossa adegua il livello di fisicità al clima agonistico in campo, e macinando le sue geometrie a ritmi più adatti alle sue abitudini riapre clamorosamente il match grazie allo scatenato Tommy Scrubb (11/18 al tiro e 8 rimbalzi). Ma il canadese è una voce nel deserto di un attacco che come contro Pistoia e Bologna costruisce tanto ma converte poco: l'unico a dar manforte al mancino del 1991 è Nicola Natali, anima della rimonta della ripresa.
    Ma per la terza volta di fila alla manovra OJM manca all'appello il fatturato di Moore e Avramovic: il play tesse trame efficaci (8 assist) ma colleziona ferri e nel finale non convince, il mancino serbo gira nuovamente a vuoto finendo troppe volte irretito nei viluppi a centroarea. E ad acuire il problema della produzione delle guardie, anche Salumu si unisce alla collezione di errori dal perimetro (7/28 complessivo per il pacchetto esterni).
    Il momento di flessione dei due titolari e le difficoltà di adattarsi al doppio salto (prima volta da straniero e prima volta dalla panchina) da parte del belga è il fattore chiave delle difficoltà di Varese in un campionato nel quale però molte squadre in affanno o in ritardo nel girone d'andata hanno modificato l'organico o trovato in corsa equilibri migliori. Ora le avversarie stanno crescendo, e Brescia ne è un esempio eloquente, mentre il team di Caja sta segnando il passo per un mix di calo fisico e mentale.
    La rimonta finale dimostra che i biancorossi hanno ancora piena fiducia nel sistema, e i 4 punti di vantaggio sul nono posto rimangono un tesoretto sul quale fare affidamento. Ora tappa mercoledì a Larnaca, ma la doppietta casalinga campionato-FIBA Cup contro Sassari diventa un test importante...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja non si preoccupa in vista di un girone di ritorno in salita per la sua Openjobmetis, con 7 gare casalinghe e 8 trasferte delle quali 3 - Brescia,
    Trento e Trieste - nelle prime 4 partite. Il tesoretto accumulato nella prima metà della stagione dà fiducia al coach pavese: «I punti conquistati nel girone d'andata non ce li porterà via nessuno, e dall'alto della sicurezza garantita dai 18 punti acquisiti continueremo a lavorare per migliorare. C'è la consapevolezza che nell'arco di una stagione possono esserci periodi di forma migliore o leggermente meno brillante; nelle ultime due gare non abbiamo segnato da fuori, ma abbiamo perso solo per canestri incredibili di Dominique Johnson e il 65% da 3 di Bologna».
    Partendo dalla parte destra della classifica, chiudere quinti al giro di boa è un gran risultato? 
    «Essere davanti a tante squadre, come la stessa Virtus, che partivano sulla carta davanti a noi ci rende contenti. Il nostro obiettivo di partenza era la salvezza tranquilla, il quinto posto con la Coppa Italia significa che abbiamo fatto più del previsto. Dunque per definizione, anche se dovessimo rientrare nei ranghi, sarebbe la normalità. Restiamo una buona squadra con pregi e qualche lacuna, lavoriamo sempre per esaltare i primi e nascondere le seconde». 
    Quali spunti positivi le ha dato la gara contro Bologna?
    «La solidità di un gruppo si misura nelle difficoltà, e in questo senso la sconfitta di domenica ha dato indicazioni positive. Potevamo crollare a meno 20 e invece abbiamo giocato fino alla fine, dimostrando la scorza dura della squadra che non si è disunita continuando a macinare il suo sistema. Giocare contro chi ha più qualità di te obbliga a ridurre al minimo il numero degli errori per avere chances; poi se gli avversari danno il 100 per cento diventa difficile vincere anche se fai il massimo»
    Quali margini di crescita può avere la sua OJM?
    Le risposte di Salumu, Tambone e Natali contro Bologna sono state molto soddisfacenti; per il belga è stata la miglior prova stagionale, Matteo e Nicola
    hanno dato conferme importanti. Iannuzzi lo vedo lavorare e so che può dare molto; il suo è un ruolo difficile perchè dietro Cain è complicato trovare minuti, ma è cresciuto tanto mettendoci tanta applicazione per entrare nel nostro sistema di gioco. Aggiungendo anche un Ferrero da recuperare, i nostri margini di crescita sono legati alla conferma della panchina sui livelli di domenica, perchè il quintetto all'andata ha fatto davvero benissimo».
    Nelle prossime 4 settimane l'OJM è attesa da un ciclo di impegni decisivi su tutti e 3 i fronti... 
    «Giocheremo 8 volte tra campionato, FIBA Cup e Coppa Italia; sono certo che ci faremo trovare pronti per giocare al meglio delle nostre possibilità. E' una colpa perdere se non sei pronto o non giochi al 100 per cento; noi combatteremo come abbiamo sempre fatto, dicendo bravi agli avversari qualora faranno ancora meglio di noi come accaduto domenica contro Bologna».

    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Andrea Conti fa eco ad Attilio Caja nel tributare complimenti ed applausi all’Openjobmetis nel consuntivo finale del girone di andata. Le ultime due sconfitte con Pistoia e Bologna non offuscano il giudizio altamente positivo del g.m. biancorosso per il ritorno alle Final Eight dopo 6 anni: «Abbiamo disputato un girone di andata veramente egregio: tenendo conto del potenziale tecnico ed economico abbiamo espresso un’ottima pallacanestro con la forte identità impostata dal nostro coach. I 18 punti raccolti testimoniano della qualità del lavoro svolto e la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia rappresentano il meritato premio per i ragazzi e il club».
    Una Varese operaia capace di fare meglio finora di tante avversarie più quotate.
    «Il marchio di fabbrica della solidità difensiva e della coralità in attacco proviene dalla chimica tra i giocatori: tra loro si percepisce molta armonia, questo stile di gioco che ci portiamo appresso da inizio stagione sarà la nostra certezza anche nel girone di ritorno. Che sarà certamente molto complicato: ognuno giocherà alla morte per un obiettivo ben delineato, tante squadre si stanno rinforzando e gli equilibri del campionato possono cambiare. Ne è l’esempio Bologna: se saranno sempre quelli di domenica potrebbero mettere i bastoni tra le ruote alla stessa Milano».
    Il quinto posto a metà del cammino modifica gli obiettivi stagionali?
    «L’obiettivo iniziale era la salvezza tranquilla, e per quello siamo ampiamente in linea. È chiaro che, guardando la classifica, l’appetito vien mangiando, e l’impianto di gioco sostanzioso costruito da Attilio Caja resta il punto di riferimento col quale proseguire il cammino. Però è necessario mantenere l’attuale forma fisica e mentale e in ogni caso dipenderà molto dalle condizioni delle avversarie: la stessa Bologna due settimane fa con Martin infortunato e senza Moreira era un’altra squadra».
    Difesa, coralità e impegno sono certezze. L’unica variabile dipendente sono le percentuali di tiro?
    «Il sistema dà garanzie di rendimento in termini di solidità, poi sul piano offensivo sei legato alle medie al tiro. Nelle ultime uscite Avramovic è stato sottotono e lo stesso Moore ha segnato poco da fuori; capitano momenti di flessione e sono certo che torneranno ad alto livello. Di certo i giocatori della rosa sono perfetti per la filosofia di questa squadra e interpretano al meglio le idee del coach; questo ci dà tranquillità e consapevolezza di avere un’identità forte».
    La seconda metà del campionato partirà domenica a Brescia, come vede il match?
    «Partita difficile contro una squadra che ha aggiunto un elemento di alto livello come Cunningham. Lui e Hamilton sono giocatori dal grandissimo talento offensivo, supportati da una batteria di italiani importanti anche senza l’infortunato Vitali. Nelle prime 4 gare del ritorno avremo un avvio complicato con tre trasferte dure tra Brescia, Trento e Trieste più il match casalingo contro una big come Sassari».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis s'inchina allo show balistico di Bologna. Colpo esterno a suon di triple per la Segafredo che sbanca Masnago con un clamoroso 11/17 da 3, compreso un micidiale poker a cavallo fra terzo e quarto periodo per cancellare l'unico sorpasso biancorosso. Niente ciliegina sulla torta per il girone d'andata da grande della truppa di Attilio Caja, piegata da una Virtus tonificata dal rientro di Martin e dal debutto di Moreira che ha mostrato ben altro spessore rispetto ai due mesi precedenti con l'ala ex Cremona ai box e in attesa del pivot angolano.
    Varese ha subito solo in avvio la fiammata iniziale di M'Baye (15 nel primo quarto), poi ha giocato la solita partita casalinga ricca di ardore agonistico ed energia. Ma il maggior volume di gioco raggranellato dai biancorossi (37-32 a rimbalzo, solo 8 perse e 12 tiri in più dal campo) non è stato monetizzato a tabellone da una serata povera di qualità balistica. Il 27% finale da 3 stride ancor di più se paragonato all'irreale 65% degli ospiti: l'OJM non ha raccolto in termini di bottino tutti gli encomiabili sforzi prodotti per cancellare la partenza ad handicap, mentre Bologna ha avuto il merito di ricacciare ripetutamente indietro Varese con dardi velenosi nei momenti chiave.
    La compagine di Caja ce l'ha messa tutta, ma la qualità della prova della Segafredo è stata superiore; perciò il tecnico pavese ha comunque plaudito agli sforzi profusi dai suoi in una serata nella quale i padroni di casa hanno commesso errori di misura e non di concetto. Certo, sono mancate anche stavolta le conclusioni dal perimetro di Moore e le incursioni al ferro di Avramovic (4/21 in due), sia pur parzialmente sopperite dalle fiammate dalla panchina di Tambone e Salumu (24 punti dal secondo quintetto per i biancorossi).
    Ma i 28 minuti col coltello tra i denti disputati da Varese per cancellare il meno 12 dei primi 12', figli dei 34 punti subiti in avvio, meritano comunque il plauso dell'Enerxenia Arena. La Virtus di ieri è squadra da finale scudetto, Cain e soci hanno lottato sino in fondo per contenderle due punti e hanno dovuto alzare bandiera bianca solo di fronte ad una serie di magie dall'arco. Più di così non si poteva fare se i meccanismi corali dell'attacco di casa non sono stati finalizzati in maniera efficace dall'arco: il sistema Caja garantisce solidità, impegno e continuità nell'azione sui due lati del campo. Ed i complimenti a fine gara del tecnico pavese dimostrano che la sconfitta non è un dramma se si dà tutto contro avversari fatati dal perimetro, mentre all'appello mancano quelle triple costruite dal sistema che rappresentano la variabile dipendente di ogni partita per far quadrare i conti.
    Così l'OJM, anziché chiudere terza e vivere un nuovo capitolo della sfida infinita con Sassari, termina quinta l'andata incrociando Cremona in Coppa Italia. Ora una settimana di lavoro per rifare la "convergenza" al mirino e reinserire Ferrero. Poi le sfide contro Brescia e Sassari per provare a ripartire di slancio.
    Giuseppe Sciascia

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