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VareseFansBasketNews

  • banksanity6
    Partita, quella giocata questa sera per chiudere il girone d’andata a Masnago, che vede uscire vincitrice la squadra che ha meritato nettamente i 2 punti grazie ad una prestazione altisonante avvalorata da percentuali al tiro mirabolanti e che per i padroni di casa risulta come uno scontro frontale. Varese, pur lottando e cercando di rientrare dopo il massimo vantaggio felsineo che aveva raggiunto anche i 14 punti, riesce anche a mettere la testa avanti di 2 ma poi paga lo sforzo profuso e alla lunga Bologna riallunga e chiude i giochi portando a casa la vittoria e la consapevolezza di poter ambire a qualcosa di importante. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6 : come ormai ci ha abituato, rimane gravato molto presto di 3 falli anche perché uno scatenato M’Baye lo attacca e spesso lo sovrasta. Pian piano però entra in partita e inizia a carburare. Nonostante la spada di Damocle sulla testa delle 3 penalità diventa estremamente efficace sia in attacco che difensivamente dove rifila anche 3 stoppate ma alla lunga si deve arrendere. INTIMIDATORE
    Avramovic 5,5 : è entrato in un loop negativo dal quale non sembra riuscire a trovare l’uscita; forse stasera ulteriormente sotto pressione vista la presenza del coach della sua nazionale Sasha Djordjevic. In una sera dove non sparacchia dalla lunga sono le percentuali da 2 che descrivono la sua prestazione poco felice, con 2 su 10 con tiri relativamente comodi difficilmente porti a casa partite tirate come questa. UNDER PRESSURE
    Gatto N.E.
    Iannuzzi S.V.
    Natali 6,5 : altra buona prestazione per il toscano di Montecatini che anche lui come Archie viene subito penalizzato da 3 falli ma poi sembra sciogliersi trovando ottime soluzioni di tiro e difendendo sempre col coltello tra i denti. Testimoniano la sua prova positiva il +9 di plus/minus. PUNGENTE
    Salumu 6,5 : prestazione sicuramente positiva quella del belga che lentamente, grazie alla sua stazza, riesce a far valere le sue qualità fisiche anche contro avversari tosti e una volta trovato ritmo sa rendersi pericoloso ed efficace anche in attacco. WORK IN PROGRESS
    Scrubb 7 : sempre pronto a graffiare e a partire in contropiede sul pezzo forte, l’anticipo chiuso dalla schiacciata, scena vista a più riprese anche stasera e che ha cercato di donare energia ed entusiasmo a compagni e tifosi. Qualche conclusione da fuori presa con ampio spazio però doveva essere messa a segno e anche in post meno preciso del solito. TENTACOLARE
    Verri N.E.
    Tambone 7 : è proprio Matteo che da il la al tentativo di recupero dei padroni di casa dopo un primo ingresso in campo abbastanza anonimo; nel secondo tempo ha tutto un altro piglio e riesce sia a dettare i tempi in maniera ottimale che a rendersi efficace in fase realizzativa e la sua stazza lo aiutano anche nel contenere le incursioni di Taylor. Forse andava premiato concedendogli più minuti in campo. SACRIFICATO
    Cain 6,5 : le garanzie di Tyler non vengono meno nemmeno questa sera anche se l’arrivo all’ultimo secondo di Moreira nelle file delle V nere gli rendono la vita particolarmente complicata. Chiude con l’ennesima doppia doppia ma la concessione di qualche rimbalzo offensivo agli avversari alla fine fa la differenza. Ma con un utilizzo di 38 minuti ci sta che abbia avuto un calo fisico nell’arco dell’incontro. STACANOVISTA
    Ferrero N.E.
     
    Moore 4,5 : questa sera Ronny purtroppo porta a casa la palma del peggiore in campo; non riesce mai a contenere le incursioni dei piccoli avversari, al tiro è particolarmente impreciso, in regia fatica ad innescare i suoi compagni, insomma una serata no su tutti i fronti. CALIMERO
     

  • simon89
    L'Openjobmetis riprende la corsa in Europa. La compagine di Attilio Caja espugna il campo del Groningen sfoggiando nuovamente la sua difesa di granito e ipoteca virtualmente la qualificazione al terzo turno di FIBA Europe Cup: i biancorossi potrebbero già accedere aritmeticamente al tabellone degli ottavi battendo Larnaca fra due settimane.
    Vittoria costruita col solito mix di applicazione in retroguardia e coralità offensiva, controllando il ritmo per non esaltare le folate degli olandesi e togliere fluidità nei momenti chiave (15 perse per il Donar), nascondendo una prova alterna in fase offensiva a dispetto del positivo 12/30 da 3. Varese viaggia a strappi in un'altra serata opaca di Avramovic (3/11 in 23'),incartandosi spesso nel tentativo di sfruttare i mis match interni dopo l'espulsione per doppio antisportivo al 16' del pivot di casa Koenis. Nell'andamento sinusoidale di una gaia ricca di alti e bassi, l'OJM sfrutta però i momenti di grazia di diversi singoli.
    Il primo break lo firmano due dardi di Nicola Natali (15-22 al 13' dopo il 13-10 del 9'), poi quando Varese va in panne da fuori pagando la virgola a metà gara di Avramovic ci pensa Ronnie Moore a rompere il digiuno dal perimetro con 3 triple negli ultimi 3' del primo tempo che ricuciono dal 31-25 del 16' al 35 pari di metà gara. Il momento migliore dei biancorossi arriva in avvio di ripresa, con una fiammata di Archie che propizia un 3-14 iniziale apparentemente risolutivo. Massimo vantaggio ospite il 40-52 del 25', poi tre minuti di follia costano un 12-0 Donar firmato da Sitton, ma nel finale di tempo un guizzo di Salumu rida l'abbrivio all'OJM (52-57 al 30').
    Nuovo passaggio a vuoto in avvio di quarto periodo e ultimo vantaggio olandese sul 60-59 del 35'; provvidenziali una tripla di Archie e due giocate di rapina di Scrubb per il decisivo 0-7 che vale il 60-66 del 36'. Nel finale la difesa di Varese non lascia più spazi a Groningen e il 62-70 del 38' filmato da un prezioso Tambone archivia la pratica; una prova non brillante ma sostanziosa che garantisce alla truppa di Caja il miglior abbrivio verso il big match di domenica contro la Virtus Bologna.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis cerca riscatto immediato in Olanda dopo il passo falso di Pistoia. Stasera a Groningen (palla a due alle ore 19.30; diretta sul canale Youtube della FIBA) la compagine di Attilio Caja proverà a chiudere il discorso qualificazione agli ottavi di finale della FIBA Europe Cup sul campo del combattivo Donar.
    POSTA PESANTE IN PALIO - Gli olandesi, semifinalisti dell'edizione passata, si giocano tantissimo dopo aver perso in casa all'esordio contro Sassari; Varese ha margine di errore dopo il raid prenatalizio al PalaSerradimigni, ma un eventuale colpo biancorosso alla MartiniPlaza (l'arena da 4.350 posti per la quale è annunciato il tutto esaurito, compresi i 15 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi) archivierebbe virtualmente il passaggio al turno successivo della competizione per i biancorossi.
    IL SENSO DEL MATCH - Per Andrea Conti si tratta di una verifica importante dopo la sconfitta di Pistoia: la terza trasferta consecutiva dopo quella brillante di Pesaro e la tappa infausta in Toscana rappresenterà un bel banco di prova in vista del ritorno all'Enerxenia Arena per la sfida di domenica contro la Virtus Bologna. «Ci aspetta una partita importante, l'obiettivo è mettere in ghiaccio la qualificazione su un campo comunque difficile che si annuncia caldo - afferma il d.g. di Varese -. Un test interessante dopo la partita di domenica contro una squadra competitiva concentrata sull'impegno europeo; dovremo ritrovare l'intensità della nostra difesa, contenendo l'atletismo che il Donar sa esprimere in casa».
    TORNA FERRERO? - Il match di stasera dovrebbe essere l'occasione per rivedere in campo Giancarlo Ferrero, assente dal 26 novembre per un problema ai flessori della gamba destra. Il capitano biancorosso è ormai rientrato in gruppo da qualche giorno, ieri si è allenato regolarmente nella seduta serale svolta a Groningen e coach Caja potrebbe metterlo alla prova per reinserirlo nelle rotazioni. Occasione importante anche per Jean Salumu, che ha bisogno di guadagnarsi la fiducia di Artiglio, e Matteo Tambone, da rilanciare dopo un periodo non brillante in campionato.
    GRONINGEN, VETERANI RAZZENTI - Gli olandesi di coach Braal hanno vinto gli ultimi 4 scudetti ma attualmente sono solo terzi in campionato. Rispetto alla prima fase hanno aggiunto il play Jeter (19,5 punti) e il centro Dendy su un telaio ricco di veterani di lunghissimo corso, tra cui due americani naturalizzati. Rotazione a dieci uomini con i nazionali Hammink e Koenis a supporto dei 7 stranieri, massima attenzione al dinamismo dei lunghi atipici e alle doti balistiche del 38enne tiratore Gipson (41% da 3). Per provare a spuntarla, l'OJM dovrà puntare sulle sue armi preferite: difesa forte per limitare il talento perimetrale del Donar e controllo della sfida sotto i tabelloni per impostare una partita su cadenze sincopate senza esaltare le folate in campo aperto degli olandesi. Se Varese vuole cancellare il ricordo di Pistoia e ripartire di slancio, la strada da seguire è quella che la squadra di Caja conosce meglio.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis inaugura col piede sbagliato il 2019. La truppa di Attilio Caja segna il passo sul campo di Pistoia, con l'ex di turno Dominique Johnson protagonista assoluto di un match poverissimo di qualità balistica per i biancorossi. Dopo due scorpacciate offensive contro difese arrendevoli come quelle di Cantù e Pesaro, Varese fatica a trovare il bandolo della matassa contro un'OriOra più determinata per cancellare la partitaccia di domenica scorsa a Cantù.
    Cain e soci macinano un volume di gioco non disprezzabile (prova ne siano i 20 assist), ma lasciano sul ferro del PalaCarrara una quantità industriale di tiri aperti, non solo dall'arco ma anche in penetrazione. All'appello mancali fatturato degli esterni, con il 3/21 complessivo di Moore e Avramovic che rende inefficace la sostanza profusa da Archie, mentre Salumu brucia subito 3 falli e non riesce mai ad entrare in partita. Di fatto Varese ha giocato una partita normale contro un' avversaria tarantolata sul piano dell'energia difensiva (vedi i 25' di pressione costante di Della Rosa sull'ex compagno Moore): così l'attacco è tornato a girare su livelli di produttività non sufficienti, tra l'altro con diversi errori banali in termini di palle perse e contropiedi regalati agli avversari nei momenti topici del match.
    Era stato buon profeta Attilio Caja a temere la forza caratteriale dei toscani a dispetto dell'assenza di Gladness e delle condizioni non ottimali di Martini, tant'è che per una volta l'OJM è stata superata sul piano agonistico da un'avversaria che ha giocato col sangue agli occhi. Una sconfitta figlia di un mix di poca efficacia negli assalti al ferro nel cuore di un'area sempre rovente, una lunga serie di triple sul ferro (specie a inizio partita) e un Dominique Johnson deciso a dimostrare ai tifosi di Pistoia tutto il suo valore. Di sicuro il bomber di Detroit ha vinto a mani basse il duello con la sua ex riserva Aleksa Avramovic. E chissà che il partitone di ieri sera induca l'atleta del 1987 e l'OriOra a proseguire il rapporto (per Varese la finestra di opportunità si è chiusa a metà novembre, eventualmente era prendibile dopo lo stop con Avellino...).
    Un passo falso inatteso che costa due punti e due posizioni in classifica, con l'obiettivo di far tesoro della lezione del PalaCarrara in vista della ripresa del doppio impegno (domani squadra in partenza per Groningen in vista del match di mercoledì che chiuderà l'andata delle Top16 di FIBACup). Con gli obiettivi di classifica delineati per tutti, ogni partita in trasferta sarà durissima sotto l'aspetto agonistico; Varese deve farsi trovar pronta anche quando si troverà di fronte un'altra squadra in missione come nel caso dell'OriOra di ieri sera. Ora in missione sarà l'Openjobmetis in vista della chiusura casalinga dell'andata di domenica contro Bologna, nella quale si delineerà la griglia di partenza della Coppa Italia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    È Varese la regina del basket italiano dell’anno solare 2018. La truppa di Attilio Caja è stata la squadra italiana con la maggior percentuale di vittorie sul totale delle partite disputate in ogni competizione (campionato, Coppa Italia, Supercoppa e coppe europee). 
    Su 41 partite disputate tra la seconda parte del 2017/18 e la prima metà del 2018/19, il team biancorosso ne ha vinte 29, pari al 70,7%. Un record superiore anche a quello della Milano tricolore, che ha vinto 49 partite su 76 conquistando scudetto e Supercoppa 2018, chiudendo col 64,4% di vittorie. Anche Venezia, unica italiana a vincere a livello internazionale conquistando la FIBA Europe Cup, ha completato il percorso dell’anno solare appena terminato con 39 vittorie su 60 gare, pari al 65,0%, seconda forza dietro all’OJM.
    Europa decisiva
    La marcia in più di Varese è stata garantita dalla FIBA Europe Cup (5-1 nella prima fase, più le due vittorie contro Larnaca e Sassari nelle Top 16): in totale 7 vittorie su 8 gare in un torneo chiaramente meno competitivo rispetto agli impegni delle altre big che in Italia hanno raccolto di più. Basti pensare che Milano in Eurolega ha totalizzato 13 vittorie totali su 30 gare a cavallo tra il 2017/18 e il 2018/19, e Venezia ha fatturato 13 vittorie su 21 gare internazionali tra Champions League e FIBA Cup. In serie A, invece, l’OJM ha totalizzato 22 vittorie in 33 partite, rispetto alle 32 su 46 dell’Ax Exchange e alle 26 su 39 di Venezia.
    Bene la prima metà, meglio la seconda
    L’OJM esce promossa a pieni voti dal tour de force dei primi 3 mesi della stagione agonistica: Ferrero e soci hanno vinto 16 delle 21 partite ufficiali disputate dal 7 ottobre al 30 dicembre, dimostrando che il doppio impegno settimanale può addirittura diventare un vantaggio. L’attuale record tra campionato e coppa migliora ulteriormente il percorso della seconda metà del 2017/18: lo strepitoso girone di ritorno da 13 vittorie su 15 partite che aveva permesso a Varese di rimontare 9 posizioni (dal 15° al 6° posto finale) era stato preceduto da due sconfitte nella fase finale dell’andata e seguito dallo 0-3 nei quarti dei playoff con Brescia che avevano chiuso il percorso della prima metà dell’anno solare appena archiviato con un record di 13 vittorie e 7 sconfitte.
    Il segreto della continuità
    Il trait d’union tra le due metà di un anno solare comunque memorabile è la continuità tecnica tra campo e panchina che ha permesso all’Openjobmetis di costruire un vero e proprio marchio di fabbrica basato su organizzazione difensiva e offensiva.
    Nella stagione passata il girone di andata era servito a mettere a punto le gerarchie di un gruppo nuovissimo, che aveva perso tante volte in volata prima di imparare dai propri errori, e grazie alle addizioni Vene e Larson per Hollis e Waller aveva trovato in corsa i giusti equilibri.
    Nell’estate 2018 Caja è ripartito dal blocco dei 5 confermati e - assieme a Claudio Coldebella prima e Andrea Conti poi - ha scelto con estrema attenzione le pedine giuste per costruire una squadra a immagine e somiglianza del suo credo cestistico. L’unico ritocco effettuato finora - ossia il cambio Salumu per Bertone - è stato figlio del desiderio di cercare un potenziale upgrade anziché una necessità per risolvere problemi di rendimento.
    Auspici per il nuovo anno
    L’OJM plasmata da Artiglio gioca a memoria; le avversarie ne conoscono vizi e virtù ma dalla sconfitta casalinga di Avellino in poi i biancorossi hanno imposto la loro coralità contro qualsiasi avversaria - compresa la corazzata Milano, che l’ha spuntata soltanto grazie alle magie dell’asso Mike James - e vinto 10 delle ultime 11 gare del 2018.
    Il coach pavese vola basso e si guarda alle spalle visti i numerosi club - che hanno speso di più ma costruito peggio - che hanno comunque chances di migliorare sul mercato di riparazione. Ma questa Varese ha un’identità fortemente radicata e riconoscibile che vale più dei bei nomi delle sue avversarie: provare a farla valere il più a lungo possibile su tutti e tre i fronti - campionato, Coppa Italia e FIBA Cup, quest’ultima la meno irraggiungibile senza il moloch Milano - è il target per un 2019 ricco di nuove soddisfazioni.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis taglia a braccia alzate il traguardo delle Final Eight di Coppa Italia e chiude un 2018 memorabile al secondo posto della classifica. La truppa di Attilio Caja conquista un perentorio successo esterno sul campo della pericolante Pesaro e ribadisce la granitica solidità del suo impianto di gioco con una prova scintillante sui due lati del campo. Maturità da squadra di rango per i biancorossi, che macinano per 40 minuti il loro basket ruvido in difesa e geometrico in attacco; appena i padroni di casa abbassano la guardia Varese piazza un micidiale 0-14 a cavallo tra secondo e terzo quarto che spiana la strada per la sesta vittoria nelle ultime 7 gare.
    L'applicazione in retroguardia disinnesca il capocannoniere Blackmon e toglie di partita il possente Mockevicius, mentre la coralità offensiva (6 giocatori in doppia cifra) produce il bottino stagionale più elevato (record precedente i 93 della terza di andata contro Trento) in una serata di grazia collettiva dall'arco (11/20 da 3 oltre al 54% da 2). Prima il ghiaccio di Moore, un computer nella gestione dei tempi delle azioni offensive e un martello dall'arco dove sta diventando ormai una sentenza; poi il fuoco di Avramovic, che dà spettacolo nella ripresa trovando punti da sotto e da fuori con la capacità ormai acquisita di aspettare il suo momento per sfoderare le sue giocate da protagonista. A corredo il solito lavoro oscuro in difesa di Cain e Archie, un'altra prova sostanziosa sui due lati del campo di Scrubb e l'impatto auspicato da Jean Salumu, in modalità "attacco istantaneo" (12 punti in 14', 10 dopo 7' di gioco) dando quella marcia in più dalla panchina che serviva ai biancorossi.
    Così l'OJM consacra il suo splendido momento di forma festeggiando la qualificazione aritmetica alla Coppa Italia, traguardo che la società di piazza Monte Grappa non conquistava da 6 stagioni. E la sconfitta di Venezia la proietta al secondo posto della classifica nell'attuale parità a quattro squadre a quota 18 punti che comprende anche Avellino e Cremona. Il modo migliore per concludere un 2018 strepitoso, con un record complessivo di 29 vittorie su 41 partite giocate sommando le due stagioni a metà tra 2017/18 e 2018/19.
    Il merito va al marchio di fabbrica di Attilio Caja (pronto per il bis da allenatore dell'anno?) e alla dedizione degli uomini che ha scelto per portare avanti un basket tanto semplice quanto complicato nella messa a punto grazie al minuzioso e costante lavoro di ripetizioni dei dettagli in palestra. La capacità dell'OJM di imporre contro qualsiasi avversaria la sua identità rappresenta davvero il marchio della grande squadra, la Coppa Italia rappresenta il giusto premio per l'impegno profuso ma la corsa continua e le prossime due gare contro avversarie in crisi (domenica a Pistoia e l'ultima di andata in casa con Bologna) ulteriori occasioni per consolidare il suo ruolo nei piani altissimi della classifica.
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Derby inedito quello che va in scena a Masnago il giorno di Natale tra una Varese sempre più consapevole del suo valore e una Cantù che sta cercando di trovare una minima stabilità prima societaria e poi sportiva per provare a salvare una stagione che si sta sviluppando con un sacco di incognite anche solo per il mantenimento del titolo sportivo. La partita rimane in bilico per poco più di 5 minuti poi una straripante Openjobmetis prende il largo e dopo aver realizzato 37 punti nel primo quarto chiudendo al primo mini intervallo con ben 19 punti, nel restante tempo, gioca come il gatto col topo finendo la gara 89 a 71. Ma veniamo alle valutazioni:
    Archie 6,5 : non riesce a dispensare un sorriso ai suoi tifosi che lo osannano all’uscita del Lino Oldrini neanche la notte di Natale ma quasi è diventata una piacevole abitudine e alla fine ci va bene così anche perché poi sul campo è sempre più un fattore anche se stasera ha giocato in pantofole. DE FONSECA
    Avramovic 7 : partenza in sordina per il serbo che però, come ormai ci ha abituato, aspetta pazientemente che sia la partita ad andare da lui e quando finalmente succede poi diventa imprendibile per tutti. FULMINE
    Gatto N.E.
    Iannuzzi 5,5 : poco più di 10 minuti di utilizzo senza per altro lasciare una traccia indelebile del suo passaggio sul campo. Sempre un tempo di gioco troppo ritardato per poter prendere vantaggio netto sul difensore che per questo il più delle volte riesce ad avere la meglio su di lui. MOVIOLA
    Natali 5,5 : anche oggi gli vengono concessi minuti per mettersi in evidenza ma il tiro dalla lunga non ne vuole sapere di entrare e anche in difesa fatica più del solito ad arginare il suo diretto avversario e per questo è costretto a commettere tanti falli. GRIPPATO
    Salumu 6 : pressappoco la stessa impressione data al Forum contro Milano, tanta applicazione difensiva anche efficacie e uno sblocco in attacco che tarda ad arrivare anche se 2 tiri sono sfortunati e vengono sputati dal ferro. ACERBO
    Scrubb 9 : nel primo quarto compie la partita perfetta, per il resto della contesa è comunque super in tutto quello fa, non sembra nemmeno sia di questo pianeta. EXTRATERRESTRE
    Verri N.E.
    Tambone 5,5 : continua un trend negativo che segue la prestazione non certo positiva del Forum di Assago anche se forse stasera fa un filo meglio di domenica. Sembra abbia perso un po’ di brillantezza atletica ma per fortuna ora compensano i suoi compagni che sono al top della condizione. SBIADITO
    Cain 7,5 : meno dominatore per quanto riguarda il numero di carambole raccolte ma non per questo non è autore di una partita da incorniciare visto che la presenza difensiva è sempre altissima (3 stoppate date ai canturini) e in fase offensiva per fermarlo devono usare spesso e volentieri le maniere forti. PITTORE
    Ferrero N.E.
    Moore 7 : è sempre l’americano di Varese che tende a non apparire particolarmente ma poi è sempre lucido e ficcante. Oltre ad essere una certezza per mettere in ritmo i suoi sa anche far male soprattutto quando si sente in fiduca e infila 3 bombe consecutive che mettono in ghiaccio il risultato. FREEZER

  • simon89
    L'Openjobmetis si inchina solo davanti alle magie di "King" Mike James. La truppa di Attilio Caja mette a lungo in difficoltà l'imbattuta Milano con il suo mix di sostanza difensiva ed organizzazione offensiva. Ma nel momento migliore di una Varese capace di risalire dal -11 del 18' con un avvio di ripresa davvero brillante, lo strapotere tecnico ed atletico della stella dell' Olimpia respinge l'assalto al potere dei biancorossi con una fiammata di livello assoluto (11 punti in 3' per portare i padroni di casa da meno 7 a più 8).
    La striscia vincente si ferma a quota 8, perché stavolta non bastano coralità e sacrificio per fermare un giocatore hors catégorie per il livello del campionato italiano; d'altra parte l'ex Omegna vale da solo (1,8 milioni di dollari) quasi il doppio del monte stipendi biancorosso. La prova mostruosa di James (11/18 al tiro, 8 rimbalzi, 5 assist e 33 di valutazione) nasconde le assenze pesanti di Micov e Gudaitis e piega quasi da sola una bella OJM, che sul parquet della capolista ribadisce ulteriormente la solidità del suo impianto di gioco.
    Ad Assago la Varese plasmata da "Artiglio" conferma di aver acquisito le stimmate della squadra di alto rango, capace di imporre la sua identità su tutti i campi a dispetto dello spessore dell'avversaria di turno. Sul piano tattico la partita la fanno gli ospiti, speculando su una supremazia costante a rimbalzo (45-33 con Cain dominante anche contro avversari da Eurolega) per impostare ritmi cadenzati e tenere 23 punti sotto media il miglior attacco del campionato. Peccato per una serata non felice nel tiro dall'arco (8/24 complessivo da 3) che unitamente a tante altre piccole sbavature (15 perse e 41% da 2, sprecando qualche occasione ghiotta in campo aperto) impedisce all'Openjobmetis di raccogliere appieno i frutti dell'inerzia amministrata per lunghi tratti.
    Varese esce comunque a testa altissima dal Forum, avendo messo in difficoltà fino in fondo un'avversaria dalle potenzialità molto superiori (lo dimostra anche il decisivo 26-4 nel duello dei punti prodotti dalla panchina). Nonostante la sconfitta i biancorossi strappano applausi convinti agli 800 tifosi abbondanti al seguito: se il basket iperorganizzato della "Caja's Band" ha messo in difficoltà anche la capolista Ax Exchange, costretta a chiedere gli straordinari alla sua stella più fulgida, allora in un campionato sempre più livellato l'OJM può davvero competere per le posizioni di vertice. E ora ha la possibilità di dimostrare quanto il suo mix di concretezza difensiva e coralità offensiva possa garantirle continuità ad alto livello: domani si torna in campo nel derby contro una Cantù ricca di talento individuale ma in difficoltà nel farlo fruttare, l'obiettivo è fare il regalo di Natale agli oltre 4mila attesi all'Enerxenia Arena e poi andarsi a prendere le Final Eight di Coppa Italia nelle due successive trasferte di Pesaro e Pistoia.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis pianta il suo vessillo anche a Sassari. Il mix di condizione atletica e fiducia nei propri mezzi regala alla truppa di Attilio Caja una memorabile rimonta nel derby italiano di FIBA Europe Cup. I biancorossi risalgono dal 53-75 del 27' e conquistano l'ottava vittoria in fila tra campionato e coppa gelando il PalaSerradimigni con un finale perfetto (10-0 negli ultimi 2' 10" dopo l'80-87 firmato dall'arco da Jamie Smith).
    Cain e soci soffrono per lunghi tratti la fisicità e l'atletismo del Banco Sardegna, che tra secondi tiri (20 rimbalzi offensivi) e triple in serie mette in crisi una OJM in difficoltà sui ritmi sostenutissimi impostati per quasi tre quarti dai padroni di casa. Poi però la panchina dà la scossa, con Natali, Tambone e Iannuzzi che stringono le viti della difesa, e l'espulsione di Cooley per doppia sanzione disciplinare permette a Cain di torreggiare sotto i due canestri come d'abitudine. Nel finale la regia di Moore e le giocate di classe e sostanza prodotte da Scrubb e Archie firmano un raid comunque esaltante per il modo con il quale Varese ha saputo ribaltare l'inerzia del match.
    Una brillante dimostrazione di forza caratteriale di una squadra che ha continuato a credere nella solidità del suo impianto di gioco basato su difesa aggressiva ed esecuzioni corali anche quando il passivo si era fatto pesante. La compagine di Caja ha avuto il merito di non perdersi d'animo neppure sul meno 22, ha ripreso a macinare il suo basket sincopato fatto di circolazione di palla e rotazioni sincroniche in retroguardia. Un punto dopo l'altro, un possesso dopo l'altro, una difesa dopo l'altra, l'OJM ha "mangiato" il gap e piazzato le giocate giuste nel momento giusto con la lucidità dei suoi veterani sempre in cerca della soluzione migliore per l'uomo giusto al momento giusto.
    Proprio sul campo dove due mesi fa Varese aveva iniziato con una sconfitta il suo cammino esterno stagionale emerge l'enorme crescita mentale prima ancora che tecnica del granitico gruppo plasmato da Artiglio. Rispetto all'inizio della stagione, quando l'attacco biancorosso era Avramovic-dipendente, sono eloquenti i progressi dai 60 punti di metà ottobre ai 90 di ieri con 5 uomini in doppia cifra più il 62% da 2 e il 38% da 3. Una pallacanestro senza fronzoli ma quantomai efficace per una squadra che allenamento dopo allenamento, video dopo video e ripetizione dopo ripetizione dei movimenti di insieme in attacco e in difesa ha metabolizzato un livello di fiducia nel suo modo di stare in campo davvero clamoroso.
    Dopo Cremona e Venezia, anche la lanciata Sassari si inchina alla coralità di una Varese che prenota il terzo turno deUa FIBA Cup e alimenta ulteriormente l'entusiasmo in vista della sfida di domenica all'imbattuta Milano. Per l'obiettivo Final Eight ti derby da vincere è quello del 25 dicembre contro Cantù, ma l'ispiratissima sinfonia OJM vuole tanto provare a suonare la nona al Forum...
    Giuseppe Sciascia

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