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41 minuti fa, uccellodirovo dice:

Qui l'errore secondo me è della società. Ha preso un giocatore sapendo a priori che non si adattava al credo dell'allenatore.

Cosa peraltro fatta notare dall'intero forum non appena si è diffusa la notizia di Hollis

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14 minutes ago, meltemi said:

beh se il giocatore può essere utile alla causa, ma non si adatta al credo dell'allenatore, potrebbe l'allenatore adattarsi al giocatore..

secondo me no. e ti spiego il mio perché: puoi avere tutto il talento del mondo ma se io tuo compagno di squadra vedo che ti perdi sempre l'uomo, difendi a 2 metri, ciondoli per il campo mi girano tremendamente i coglioni. Nonostante tu faccia 20 punti. Perché i punti del tuo uomo, i rimbalzi del tuo uomo, una mancata rotazione, i tuoi compagni che devono sempre aiutare sul tuo uomo o sbucciarsi le ginocchia anche per te e le tue statistiche... ANCHE NO.

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La questione è  mal posta in questi termini.

In generale, se fosse così semplice dire "non si adatta all'allenatore" e non essendo l'allenatore Phil Jackson.,..si potrebbe dire "Caja adeguati"

Tuttavia, se le richieste dell'allenatore sono "Cerca di fare quelle tre cose che abbiamo provato per tutta la settimana!!!", allora direi che anche lui ci può mettere del suo.

Credo che la verità sia nel mezzo, ad oggi credo che Hollis non sia un giocatore dannoso e neanche inutile. E' però "poco" utile, il che comunque è un problema.

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10 minutes ago, Ponchiaz said:

 

Credo che la verità sia nel mezzo, ad oggi credo che Hollis non sia un giocatore dannoso e neanche inutile. E' però "poco" utile, il che comunque è un problema.

Concordo. Credo Caja lo faccia soprattutto per difendere tutti quei giocatori come Ferrero, Cain, Okoye che nonostante evidenti limiti tecnici (credo che nessuno abbia il talento di Hollis in squadra) gettano il cuore in campo.

Ps. Anche e soprattutto il nostro play è il problema ora.

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Ricordo che Caja diceva di Hollis,.. ha qualche cattiva abitudine che stiamo provando a correggere......non so quanto ci stiano riuscendo. Speriamo che le cose migliorino.

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29 minuti fa, Ponchiaz dice:

E' il suo mestiere, di allenare Manu Ginobili siamo capaci tutti.

CAZZO SI!

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1 hour ago, uccellodirovo said:

secondo me no. e ti spiego il mio perché: puoi avere tutto il talento del mondo ma se io tuo compagno di squadra vedo che ti perdi sempre l'uomo, difendi a 2 metri, ciondoli per il campo mi girano tremendamente i coglioni. Nonostante tu faccia 20 punti. Perché i punti del tuo uomo, i rimbalzi del tuo uomo, una mancata rotazione, i tuoi compagni che devono sempre aiutare sul tuo uomo o sbucciarsi le ginocchia anche per te e le tue statistiche... ANCHE NO.

Comunque io domenica Hollis non l'ho visto perdere sempre l'uomo, difendere a due metri o ciondolare per il campo.
Non piú di Okoye o Wells, perlomeno.

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17 minuti fa, MarkBuford dice:

Comunque io domenica Hollis non l'ho visto perdere sempre l'uomo, difendere a due metri o ciondolare per il campo.
Non piú di Okoye o Wells, perlomeno.

Ad essere preciso Okoye ciondolava a 10 centimetri dal suo uomo con gli stessi risultati.

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A parte il fatto che io Hollis non l'ho visto molle in difesa, ha fatto qualche errore (cazzo ma chi non li ha fatti ieri) o non eseguito quel che gli chiedeva il coach( questo non possiamo saperlo), ma sta storia dei giocatori di sistema io non riesco proprio a capirla.. un giocatore come Culpepper scommetto che è uno di quei giocatori che Caja non vorrebbe mai, come non lo voleva Recalcati, perché è anarchico e difende poco..però c...o ti fa vincere le partite o perlomeno ti fa divertire..io vedere in campo 30min Ferrero(con tutto il rispetto) e di 10 di Hollis non riesco proprio a capirla..

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50 minutes ago, ROOSTERS99 said:

Però, dai, non si dica che abbiamo perso perhè Hollis ha giocato poco eh....

Certo che no! Ma la società dovrebbe stare molto attenta al rendimento di Wells: o si "sbrana fuori" nelle prossime due, tre partite o lo si cambia... non possiamo permetterci il lusso di mantenere un non-giocatore! Tenendo conto che gli altri migliorano, cambiano giocatori, ci conoscono sempre meglio con la conseguenza che il nostro gioco si fa sempre meno efficace... anche se Caja insiste sulla nostra crescita, io non vedo grandi spazi di  miglioramento in questa squadra... specialmente se il nostro teorico uomo di punta che vale, si e no, Tambone... attenzione! E Wright e Maynor non sono più disponibili (porc...!)...

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2 hours ago, MarkBuford said:

Quindi possiamo permetterci il lusso di tagliare dopo otto partite il giocatore più pagato (e pure biennalizzato). 

Se continuasse a giocare così sarebbe un lusso tenerlo. Gli errori costano: o tiri fuori i soldi o rischi la categoria... cosa si preferisce?

Sempre che non si riprenda, ovviamente, e ci dimostri il perché del biennale.

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4 hours ago, meltemi said:

A parte il fatto che io Hollis non l'ho visto molle in difesa, ha fatto qualche errore (cazzo ma chi non li ha fatti ieri) o non eseguito quel che gli chiedeva il coach( questo non possiamo saperlo), ma sta storia dei giocatori di sistema io non riesco proprio a capirla.. un giocatore come Culpepper scommetto che è uno di quei giocatori che Caja non vorrebbe mai, come non lo voleva Recalcati, perché è anarchico e difende poco..però c...o ti fa vincere le partite o perlomeno ti fa divertire..io vedere in campo 30min Ferrero(con tutto il rispetto) e di 10 di Hollis non riesco proprio a capirla..

Esatto 30 Ferrero e 10 hollis ... è da inizio campionato che me lo chiedo :( 

E tenercelo così è del tutto inutile ...

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Quando è stata l'ultima volta che Caja ha INIZIATO e FINITO il campionato con la stessa squadra ?

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Giusto per compensare la negatività generale del thread, ricorderei che prima della partita è stato eseguito l'inno in modalità gimmiendrixdenoantri e nonostante questo si è perso.

Direi che non ci sono nemmeno piú ragioni scaramantiche per vilipendere la salma del povero Mameli.

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Mameli deve ringraziare chiunque esegua il pezzo in forma strumentale, giacchè il testo sta a metà tra i deliri di Charles Manson e le visioni mistiche del mago Otelma. 

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Senza un'armatura di squadra biancorossi fragili e arrendevoli

L'opinione di Giancarlo Pigionatti

Come un sacco vuoto, del suo prezioso contenuto, smarrito chissà dove. Senza il peso netto, calcolato sul suo valore d'insieme, Varese s'è trovata inevitabilmente con la sola tara, per dire dei limiti dei suoi singoli, di qualità sommariamente inferiori, se presi a uno a uno, ai loro avversari. Già, dov'è finita la sua proverbiale ed energica compattezza di gruppo? Sicuramente è rimasta fuori della scena, inghiottita da una notte fonda che s'è attagliata al rendimento dei suoi uomini, subito spogliati dell'ideale e solita "armatura " di squadra, costretti ad affrontare soli e a petto nudo una formazione quotata come Sassari finendo trafitti come tordi. È un po' questa la lezione per Varese cui, invece, occorre l'obbligo dell'umiltà, tipica d'una sfidante sempre e intensamente unita nello spirito e arrabbiata nelle rivalse al fine di guadagnarsi ogni volta la pagnotta. Strane velleità non sono ammesse, nemmeno dopo raffiche di complimenti, non essendo una squadra di rango: guai soprattutto a crederlo, irrazionalmente, visti i valori potenziali del proprio organico. Non solo: ma se questa consapevolezza venisse a mancare si rischierebbe di cadere in disgrazia, com'è accaduto domenica.

Nessun biancorosso si offenda, soprattutto chi sa di possedere valori apprezzabili, ma se un giovanottello come Spissu e tale Bamforth - in assenza del titolare Stipcevic - surclassano in valutazione Wells, l'americano più pagato nelle file di Varese, che cosa dobbiamo aspettarci di più se non sperare che, al fianco del play - sin qui complessivamente più modesto che valente - facciano gli straordinari Waller e Hollis per dire di esterni di scuola statunitense i quali contro Sassari sono risultati "persiper le piste", l'uno impreciso e dannoso, l'altro vagante senza meta. A evidenziare la pochezza tecnica individuale dei "nostri" basterebbe la prestazione di Polonara che, pur sembrando lì, sul parquet, di mala voglia, ha mostrato il suo eccellente campionario a beneficio della squadra. Potremmo continuare come nel gioco delle figurine, prevalendo quelle sarde rispetto a quelle biancorosse, sconfinate nel nulla o quasi dopo un fiacco, a dir poco, approccio alla gara, l'esatto contrario degli avversari i quali, attraverso un piano d'azione ben studiato, hanno soggiogato Varese, irretendola per controllarla e dominarla alla distanza in virtù del loro miglior organico.

L'anatomia di questa pesante sconfitta, come esito della peggior prova per modalità e sentimento della stagione, pure rispetto a quella pur sconfortante contro Venezia, trova la sua scientifica spiegazione tra le statistiche alla voce valutazione che è finita negli archivi con 107 a 51 per Sassari. Una sentenza lapidaria. Infine vorremmo capire, come estrema ragione, se Ferrero e compagni nella circostanza abbiano perso la loro straordinaria forza d'insieme per quel po' di presunzione nel loro subconscio (umanamente capibile) nel sentirsi ciascuno, dopo grandinate di elogi, super e nell'insieme "squadra da battere" e non sfidante per necessità. Se così fosse, toccherà a Caja riconvertire i suoi uomini a un'orgogliosa modestia, anche se -provocazione a parte - crediamo che siano essi i primi a tornare se stessi, consapevoli della propria realtà.

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Polli che si credono aquile e un “contratto” da rispettare

Il commento di Fabio Gandini

Se uno ci pensa bene, l’unica cosa che non torna dopo l’ultima domenica di campionato è la classifica. Varese, in virtù dei calcoli che sottintendono all’avulsa in caso di parità di due o più formazioni, al momento è all’ottavo posto. E non potrebbe esistere posizione più bugiarda e pericolosa per una squadra che non la merita, non è fatta per conquistarla e nemmeno per ambirla.

Certi risultati (il derby dominato, il +30 sulla Dolomiti Energia, la sconfitta di un punto ad Avellino dopo una prestazione offensiva assolutamente insufficiente), se presi come paradigmi assoluti rischiano di rovinare tutto. Rischiano, cioè, di mettere in discussione il “contratto” alla base di questa stagione biancorossa.

A sommi capi ne ricordiamo le clausole: pochi soldi da spendere (frutto di un passato economico-finanziario da sanare e di un presente e di un futuro da affrontare: la società - ricordiamocelo tutti - non sarà mai fuori pericolo in questa contingenza. Semplicemente si è impegnata, da un anno a questa parte, a cercare di spendere meglio le poche finanze che ha a disposizione), scommesse conseguenti nella scelta dei giocatori, salvezza da conquistare con abbondante versamento di lacrime e sangue, promessa di un impegno costante per cercare di colmare il gap di talento con il resto del mondo.

Nessuno, (ripetiamo: nessuno), ha firmato questo “contratto” senza cognizione di causa. Nessuno (ripetiamo: nessuno), quest’estate ha parlato a vanvera quando ha declamato con assoluta onestà la modestia della squadra data in mano ad Attilio Caja.

Ora sono finalmente arrivati i fatti a dimostrare che quelle parole erano vere. Per fortuna. A dimostrare che se un giocatore giocava in Montenegro invece che nella Liga, ci saranno partite in cui bucherà la retina e tante altre in cui il suo amico sarà il ferro. Che se un suo compagno è stato tagliato durante l’unica esperienza avuta nella massima serie italiana e prima di questa estate militava nel Benfica, non è perché non sia forte tecnicamente, bensì perché ha pesanti lacune nella concentrazione e nell’atteggiamento agonistico. Che se un giocatore è un esordiente in Serie A, nello scotto del passaggio potrà “perdere” anche quelle qualità che nella serie inferiore metteva in mostra. Che se un giocatore costa tre volte in meno di un altro, le motivazioni potranno anche non essere solo tecniche: a costare profumatamente, infatti, è pure l’abitudine a giocare sempre bene, a essere costanti, a non sbagliare le partite. E potremmo andare avanti, quasi all’infinito....

La truppa dell’Artiglio avrebbe potuto dare di più contro Sassari, è vero. Lo abbiamo scritto anche a caldo, lo ha detto l’allenatore, lo dice Ferrero nell’intervista di oggi: senza grinta questa squadra sarà sempre prone a farsi sbranare. La questione dell’impegno, però, è la giustificazione della volpe che non riesce ad arrivare all’uva, è foriera di false speranze. La realtà invece è solo una: questa Varese può vincere ma può anche perdere male.

E ora sotto con Pesaro e Capo d’Orlando: servono due vittorie salvezza per rendere meno gravi tutte le sconfitte che arriveranno. Perché arriveranno, tranquilli.

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8 minutes ago, simon89 said:

Senza un'armatura di squadra biancorossi fragili e arrendevoli

L'opinione di Giancarlo Pigionatti

Come un sacco vuoto, del suo prezioso contenuto, smarrito chissà dove. Senza il peso netto, calcolato sul suo valore d'insieme, Varese s'è trovata inevitabilmente con la sola tara, per dire dei limiti dei suoi singoli, di qualità sommariamente inferiori, se presi a uno a uno, ai loro avversari. Già, dov'è finita la sua proverbiale ed energica compattezza di gruppo? Sicuramente è rimasta fuori della scena, inghiottita da una notte fonda che s'è attagliata al rendimento dei suoi uomini, subito spogliati dell'ideale e solita "armatura " di squadra, costretti ad affrontare soli e a petto nudo una formazione quotata come Sassari finendo trafitti come tordi. È un po' questa la lezione per Varese cui, invece, occorre l'obbligo dell'umiltà, tipica d'una sfidante sempre e intensamente unita nello spirito e arrabbiata nelle rivalse al fine di guadagnarsi ogni volta la pagnotta. Strane velleità non sono ammesse, nemmeno dopo raffiche di complimenti, non essendo una squadra di rango: guai soprattutto a crederlo, irrazionalmente, visti i valori potenziali del proprio organico. Non solo: ma se questa consapevolezza venisse a mancare si rischierebbe di cadere in disgrazia, com'è accaduto domenica.

Nessun biancorosso si offenda, soprattutto chi sa di possedere valori apprezzabili, ma se un giovanottello come Spissu e tale Bamforth - in assenza del titolare Stipcevic - surclassano in valutazione Wells, l'americano più pagato nelle file di Varese, che cosa dobbiamo aspettarci di più se non sperare che, al fianco del play - sin qui complessivamente più modesto che valente - facciano gli straordinari Waller e Hollis per dire di esterni di scuola statunitense i quali contro Sassari sono risultati "persiper le piste", l'uno impreciso e dannoso, l'altro vagante senza meta. A evidenziare la pochezza tecnica individuale dei "nostri" basterebbe la prestazione di Polonara che, pur sembrando lì, sul parquet, di mala voglia, ha mostrato il suo eccellente campionario a beneficio della squadra. Potremmo continuare come nel gioco delle figurine, prevalendo quelle sarde rispetto a quelle biancorosse, sconfinate nel nulla o quasi dopo un fiacco, a dir poco, approccio alla gara, l'esatto contrario degli avversari i quali, attraverso un piano d'azione ben studiato, hanno soggiogato Varese, irretendola per controllarla e dominarla alla distanza in virtù del loro miglior organico.

L'anatomia di questa pesante sconfitta, come esito della peggior prova per modalità e sentimento della stagione, pure rispetto a quella pur sconfortante contro Venezia, trova la sua scientifica spiegazione tra le statistiche alla voce valutazione che è finita negli archivi con 107 a 51 per Sassari. Una sentenza lapidaria. Infine vorremmo capire, come estrema ragione, se Ferrero e compagni nella circostanza abbiano perso la loro straordinaria forza d'insieme per quel po' di presunzione nel loro subconscio (umanamente capibile) nel sentirsi ciascuno, dopo grandinate di elogi, super e nell'insieme "squadra da battere" e non sfidante per necessità. Se così fosse, toccherà a Caja riconvertire i suoi uomini a un'orgogliosa modestia, anche se -provocazione a parte - crediamo che siano essi i primi a tornare se stessi, consapevoli della propria realtà.

Che peso.

E tutto per non dire nulla.

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