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Giuseppe Marmina ci aiuta a scoprire Max Abmas.

Nel mercato sempre più orientato all’efficienza e all’identità, la Pallacanestro Varese guarda con attenzione a Max Abmas (attenzione: si pronuncia “EIS-mas”), uno dei migliori realizzatori puri della storia recente del college basketball.
Un profilo che convince per background, mentalità e adattabilità e che s'inserisce perfettamente nella filosofia tecnica e umana tracciata da coach Kastritis, che ha messo al centro del progetto non i nomi, ma la chimica, l’armonia e la mentalità del gruppo.
Il nome è uno di quelli che, se mastichi davvero college basket, non puoi non conoscere. Abmas non ha mai cercato i riflettori, eppure ha chiuso la carriera NCAA con 3.132 punti segnati. Ottavo nella storia, più di Curry, più di KD. Non è mai stato il più alto, né il più esplosivo. Ma è sempre stato il più difficile da ignorare.
Lo chiamano “Midcourt Max” perché per lui il concetto di range comincia dalla metà campo. Ma la sua storia parte molto prima delle triple contro Ohio State e Florida. A 14 anni ne mette 47 al Peach Jam contro una squadra piena di futuri giocatori di Division I. Perdono, ma gli avversari gli chiedono l’autografo. A 13, in una partita 17U, ne segna 38. A Las Vegas tiene testa a Cole Anthony davanti a un centinaio di coach NCAA. Ma nessun’offerta da college di prima fascia. Troppo piccolo, troppo leggero, non abbastanza point guard. Oral Roberts lo recluta e arriva a Tulsa, OK, in punta di piedi. Si costruisce da solo: rafforza il fisico, velocizza il rilascio, si adatta a un sistema ad alto ritmo e diventa il miglior realizzatore della Division I già da sophomore. Chiude il 2020-21 con 24.5 punti di media, il 43% da tre, il 90% ai liberi. E nel Torneo NCAA firma 29 punti contro Ohio State, 26 contro Florida, 25 contro Arkansas. La squadra è un seed n.15, ma lui fa la differenza come pochi. Come Curry, come Durant. Letteralmente: è il terzo giocatore in 30 anni a chiudere una stagione con 24+ punti di media, 40% da tre e 50% da due nei primi due anni di college. Gli altri due? Proprio loro.
Dopo quattro anni da stella in Oklahoma, nel 2023 decide di tornare a casa e trasferirsi da graduate student a Texas, con la laurea in Matematica in tasca e pronto a misurarsi ad alto livello in una conference d’élite. Con i Longhorns registra 16.8 punti e 4.1 assist di media, trascinando la squadra fino al secondo turno del Torneo NCAA.
Il 19 febbraio 2024 supera quota 3.000 punti in carriera con un jumper dalla lunetta. Niente celebrazioni. Solo sguardo basso e ritorno in difesa.
Dopo il college, niente chiamata al Draft. Ma Utah lo porta alla NBA Summer League e lui risponde:12.3 punti di media, 45% dal campo, 41% da tre, 78% ai liberi. In due partite ne mette 42 in totale, con 8 rimbalzi e 7 assist.
Alla fine però viene tagliato dai Jazz e firma con la squadra di G-League affiliata ai Jazz, Salt Lake City Stars.
Nel suo primo anno da professionista, Abmas conferma quanto già visto al college: 13.9 punti e 4,8 assist di media con il 41.1% dal campo e un convincente 37% da tre punti.
Abmas dimostra di poter reggere ritmi e fisicità da professionismo, senza snaturare la propria identità.
Gioca sempre dentro il sistema, prende ciò che la difesa gli concede e sa alternare letture da handler a soluzioni perimetrali da specialista. È un grande realizzatore, efficace su pick and roll, pericoloso dal palleggio, solido in uscita dai blocchi. Il tiro è il suo marchio: meccanica rapida, range esteso, letture da giocatore evoluto. Crea vantaggio senza esagerare. Sa quando attaccare, quando coinvolgere, non forza, non si isola. Assistman affidabile, capace di giocare sia da handler primario che da creatore secondario.
Fisico leggero (1.85 x 75 kg), ma competitivo, intelligente, presente. Mentalità da spogliatoio: lavora, ascolta, si mette a disposizione. Non è uno che deve sentirsi protagonista per esserlo.
Coach Kastritis l'ha detto chiaramente: “Non guardo ai singoli. Voglio chimica e armonia”. Abmas è questo. Un giocatore che si adatta, non forza, sa quando colpire e quando aspettare. Non ha bisogno di 20 tiri per entrare in ritmo. Basta una lettura giusta, un blocco ben usato, uno scarico.
È un giocatore che non ti costringe ad adattare il sistema, ci s’inserisce e lo migliora. A Varese, oggi, serve proprio questo.

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8 minuti fa, sertar dice:

Giuseppe Marmina ci aiuta a scoprire Max Abmas.

Nel mercato sempre più orientato all’efficienza e all’identità, la Pallacanestro Varese guarda con attenzione a Max Abmas (attenzione: si pronuncia “EIS-mas”), uno dei migliori realizzatori puri della storia recente del college basketball.
Un profilo che convince per background, mentalità e adattabilità e che s'inserisce perfettamente nella filosofia tecnica e umana tracciata da coach Kastritis, che ha messo al centro del progetto non i nomi, ma la chimica, l’armonia e la mentalità del gruppo.
Il nome è uno di quelli che, se mastichi davvero college basket, non puoi non conoscere. Abmas non ha mai cercato i riflettori, eppure ha chiuso la carriera NCAA con 3.132 punti segnati. Ottavo nella storia, più di Curry, più di KD. Non è mai stato il più alto, né il più esplosivo. Ma è sempre stato il più difficile da ignorare.
Lo chiamano “Midcourt Max” perché per lui il concetto di range comincia dalla metà campo. Ma la sua storia parte molto prima delle triple contro Ohio State e Florida. A 14 anni ne mette 47 al Peach Jam contro una squadra piena di futuri giocatori di Division I. Perdono, ma gli avversari gli chiedono l’autografo. A 13, in una partita 17U, ne segna 38. A Las Vegas tiene testa a Cole Anthony davanti a un centinaio di coach NCAA. Ma nessun’offerta da college di prima fascia. Troppo piccolo, troppo leggero, non abbastanza point guard. Oral Roberts lo recluta e arriva a Tulsa, OK, in punta di piedi. Si costruisce da solo: rafforza il fisico, velocizza il rilascio, si adatta a un sistema ad alto ritmo e diventa il miglior realizzatore della Division I già da sophomore. Chiude il 2020-21 con 24.5 punti di media, il 43% da tre, il 90% ai liberi. E nel Torneo NCAA firma 29 punti contro Ohio State, 26 contro Florida, 25 contro Arkansas. La squadra è un seed n.15, ma lui fa la differenza come pochi. Come Curry, come Durant. Letteralmente: è il terzo giocatore in 30 anni a chiudere una stagione con 24+ punti di media, 40% da tre e 50% da due nei primi due anni di college. Gli altri due? Proprio loro.
Dopo quattro anni da stella in Oklahoma, nel 2023 decide di tornare a casa e trasferirsi da graduate student a Texas, con la laurea in Matematica in tasca e pronto a misurarsi ad alto livello in una conference d’élite. Con i Longhorns registra 16.8 punti e 4.1 assist di media, trascinando la squadra fino al secondo turno del Torneo NCAA.
Il 19 febbraio 2024 supera quota 3.000 punti in carriera con un jumper dalla lunetta. Niente celebrazioni. Solo sguardo basso e ritorno in difesa.
Dopo il college, niente chiamata al Draft. Ma Utah lo porta alla NBA Summer League e lui risponde:12.3 punti di media, 45% dal campo, 41% da tre, 78% ai liberi. In due partite ne mette 42 in totale, con 8 rimbalzi e 7 assist.
Alla fine però viene tagliato dai Jazz e firma con la squadra di G-League affiliata ai Jazz, Salt Lake City Stars.
Nel suo primo anno da professionista, Abmas conferma quanto già visto al college: 13.9 punti e 4,8 assist di media con il 41.1% dal campo e un convincente 37% da tre punti.
Abmas dimostra di poter reggere ritmi e fisicità da professionismo, senza snaturare la propria identità.
Gioca sempre dentro il sistema, prende ciò che la difesa gli concede e sa alternare letture da handler a soluzioni perimetrali da specialista. È un grande realizzatore, efficace su pick and roll, pericoloso dal palleggio, solido in uscita dai blocchi. Il tiro è il suo marchio: meccanica rapida, range esteso, letture da giocatore evoluto. Crea vantaggio senza esagerare. Sa quando attaccare, quando coinvolgere, non forza, non si isola. Assistman affidabile, capace di giocare sia da handler primario che da creatore secondario.
Fisico leggero (1.85 x 75 kg), ma competitivo, intelligente, presente. Mentalità da spogliatoio: lavora, ascolta, si mette a disposizione. Non è uno che deve sentirsi protagonista per esserlo.
Coach Kastritis l'ha detto chiaramente: “Non guardo ai singoli. Voglio chimica e armonia”. Abmas è questo. Un giocatore che si adatta, non forza, sa quando colpire e quando aspettare. Non ha bisogno di 20 tiri per entrare in ritmo. Basta una lettura giusta, un blocco ben usato, uno scarico.
È un giocatore che non ti costringe ad adattare il sistema, ci s’inserisce e lo migliora. A Varese, oggi, serve proprio questo.

Il problema di questi commenti è che spesso sembrano scritti dagli agenti più che da osservatori indipendenti; a giudicare dalla quantità di commenti più o meno entusiasti (soprattutto su giocatori USA) il mondo del basket sembrerebbe pieno di fenomeni.

La cosa certa è che questo ragazzo tira (molto) bene dalla lunga distanza. Sulle "letture da giocatore evoluto", sospetto si riferisca ai romanzi 😅

  • haha 1
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25 minuti fa, Reggie Theus dice:

Il problema di questi commenti è che spesso sembrano scritti dagli agenti più che da osservatori indipendenti; a giudicare dalla quantità di commenti più o meno entusiasti (soprattutto su giocatori USA) il mondo del basket sembrerebbe pieno di fenomeni.

La cosa certa è che questo ragazzo tira (molto) bene dalla lunga distanza. Sulle "letture da giocatore evoluto", sospetto si riferisca ai romanzi 😅

Non sono commenti, sono scouting report di chi lo fa per mestiere.

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44 minuti fa, sertar dice:

Giuseppe Marmina ci aiuta a scoprire Max Abmas.

Nel mercato sempre più orientato all’efficienza e all’identità, la Pallacanestro Varese guarda con attenzione a Max Abmas (attenzione: si pronuncia “EIS-mas”), uno dei migliori realizzatori puri della storia recente del college basketball.
Un profilo che convince per background, mentalità e adattabilità e che s'inserisce perfettamente nella filosofia tecnica e umana tracciata da coach Kastritis, che ha messo al centro del progetto non i nomi, ma la chimica, l’armonia e la mentalità del gruppo.
Il nome è uno di quelli che, se mastichi davvero college basket, non puoi non conoscere. Abmas non ha mai cercato i riflettori, eppure ha chiuso la carriera NCAA con 3.132 punti segnati. Ottavo nella storia, più di Curry, più di KD. Non è mai stato il più alto, né il più esplosivo. Ma è sempre stato il più difficile da ignorare.
Lo chiamano “Midcourt Max” perché per lui il concetto di range comincia dalla metà campo. Ma la sua storia parte molto prima delle triple contro Ohio State e Florida. A 14 anni ne mette 47 al Peach Jam contro una squadra piena di futuri giocatori di Division I. Perdono, ma gli avversari gli chiedono l’autografo. A 13, in una partita 17U, ne segna 38. A Las Vegas tiene testa a Cole Anthony davanti a un centinaio di coach NCAA. Ma nessun’offerta da college di prima fascia. Troppo piccolo, troppo leggero, non abbastanza point guard. Oral Roberts lo recluta e arriva a Tulsa, OK, in punta di piedi. Si costruisce da solo: rafforza il fisico, velocizza il rilascio, si adatta a un sistema ad alto ritmo e diventa il miglior realizzatore della Division I già da sophomore. Chiude il 2020-21 con 24.5 punti di media, il 43% da tre, il 90% ai liberi. E nel Torneo NCAA firma 29 punti contro Ohio State, 26 contro Florida, 25 contro Arkansas. La squadra è un seed n.15, ma lui fa la differenza come pochi. Come Curry, come Durant. Letteralmente: è il terzo giocatore in 30 anni a chiudere una stagione con 24+ punti di media, 40% da tre e 50% da due nei primi due anni di college. Gli altri due? Proprio loro.
Dopo quattro anni da stella in Oklahoma, nel 2023 decide di tornare a casa e trasferirsi da graduate student a Texas, con la laurea in Matematica in tasca e pronto a misurarsi ad alto livello in una conference d’élite. Con i Longhorns registra 16.8 punti e 4.1 assist di media, trascinando la squadra fino al secondo turno del Torneo NCAA.
Il 19 febbraio 2024 supera quota 3.000 punti in carriera con un jumper dalla lunetta. Niente celebrazioni. Solo sguardo basso e ritorno in difesa.
Dopo il college, niente chiamata al Draft. Ma Utah lo porta alla NBA Summer League e lui risponde:12.3 punti di media, 45% dal campo, 41% da tre, 78% ai liberi. In due partite ne mette 42 in totale, con 8 rimbalzi e 7 assist.
Alla fine però viene tagliato dai Jazz e firma con la squadra di G-League affiliata ai Jazz, Salt Lake City Stars.
Nel suo primo anno da professionista, Abmas conferma quanto già visto al college: 13.9 punti e 4,8 assist di media con il 41.1% dal campo e un convincente 37% da tre punti.
Abmas dimostra di poter reggere ritmi e fisicità da professionismo, senza snaturare la propria identità.
Gioca sempre dentro il sistema, prende ciò che la difesa gli concede e sa alternare letture da handler a soluzioni perimetrali da specialista. È un grande realizzatore, efficace su pick and roll, pericoloso dal palleggio, solido in uscita dai blocchi. Il tiro è il suo marchio: meccanica rapida, range esteso, letture da giocatore evoluto. Crea vantaggio senza esagerare. Sa quando attaccare, quando coinvolgere, non forza, non si isola. Assistman affidabile, capace di giocare sia da handler primario che da creatore secondario.
Fisico leggero (1.85 x 75 kg), ma competitivo, intelligente, presente. Mentalità da spogliatoio: lavora, ascolta, si mette a disposizione. Non è uno che deve sentirsi protagonista per esserlo.
Coach Kastritis l'ha detto chiaramente: “Non guardo ai singoli. Voglio chimica e armonia”. Abmas è questo. Un giocatore che si adatta, non forza, sa quando colpire e quando aspettare. Non ha bisogno di 20 tiri per entrare in ritmo. Basta una lettura giusta, un blocco ben usato, uno scarico.
È un giocatore che non ti costringe ad adattare il sistema, ci s’inserisce e lo migliora. A Varese, oggi, serve proprio questo.

Beh cacchio. Mi sembra davvero perfetto per noi. Bellissimo report

Posted
26 minuti fa, Lelouch VI Britannia dice:

Che poi finché non ci sono conferme o ufficialità parliamo sempre un po’ del nulla purtroppo 

Tra l’altro si parlava di chiusura in 24-48 ore, quindi immagino sia nulla di fatto. Almeno fino alla fine della SL, poi però la concorrenza forse sarà troppa.

Posted
26 minuti fa, Lelouch VI Britannia dice:

Che poi finché non ci sono conferme o ufficialità parliamo sempre un po’ del nulla purtroppo 

Che poi è il bello del forum. O no?

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  • ok 1
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2 ore fa, sertar dice:

Non sono commenti, sono scouting report di chi lo fa per mestiere.

Nel mio mestiere quando chiedo un report mi aspetto di trovare soprattutto i rischi e le cose che non vanno. Qui pare non ce ne siano. Ma sicuramente sono troppo critico io.

  • Like 1
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1 ora fa, stevie dice:

Tra l’altro si parlava di chiusura in 24-48 ore, quindi immagino sia nulla di fatto. Almeno fino alla fine della SL, poi però la concorrenza forse sarà troppa.

Io mi auguro di non avere a Varese giocatori con la testa altrove come ha fatto Gabe Brown.

  • Like 1
Posted

apprendo ora che esiste una universita` dal bizzarro nome di Oral Roberts.

mi pare che anche il mitico Justin Hurtt avesse giocato a Tulsa, ma in un'altra istituzione.

Posted
29 minuti fa, Spaten dice:

apprendo ora che esiste una universita` dal bizzarro nome di Oral Roberts.

mi pare che anche il mitico Justin Hurtt avesse giocato a Tulsa, ma in un'altra istituzione.

Tulsa Hurricanes, se non erro

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2 ore fa, Spaten dice:

apprendo ora che esiste una universita` dal bizzarro nome di Oral Roberts.

mi pare che anche il mitico Justin Hurtt avesse giocato a Tulsa, ma in un'altra istituzione.

Solo due cose vengono da Oral Roberts. I tori e….Mark Acres

  • haha 1
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7 ore fa, Ponchiaz dice:

Solo due cose vengono da Oral Roberts. I tori e….Mark Acres

Che poi fece una discreta carriera in Nba. Averne,oggi..

Posted (edited)
1 ora fa, Metallica dice:

Gray e Varese hanno trovato l'accordo per rescissione.

Ottimo! Ora Harris e finalmente tutte le scorie della scorsa stagione saranno state smaltite 🙂

Edited by stevie
Posted
17 minuti fa, Chris0 dice:

Ma invece il “senzaforse nostro” Nkamhoua? Mica giocava con Memphis? Non l’ho visto neanche in lista…

E' convocato nelle file dei Portland T. Blazers per queste gare

  • Friday, July 11: vs. Golden State Warriors (8 p.m., Thomas & Mack Center)
  • Saturday, July 12: vs. Memphis Grizzlies (7:30 p.m., Thomas & Mack Center)
  • Tuesday, July 15: vs. New Orleans Pelicans (7 p.m., Thomas & Mack Center)
  • Thursday, July 17: vs. Houston Rockets (5 p.m., Cox Pavilion)
Posted
1 ora fa, Metallica dice:

Intanto nella gara di Utah Jazz (vs Phila. 76ERS) il "forse nostro" Abmas ha sventolato asciugamani.

Xmas è giocatore invernale.

Gioca  bene solo con il freddo.

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