Jump to content

Recommended Posts

  • Replies 5.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Posted

Anche io condivido.

Soprattutto il parere di Aspesi, candidato per il Centrosx alle elezioni provinciali. :P:P

Non è che tutti quelli del centrosx debbono essere come te...........

Posted

13/9/2007

"Mastella,aereo di Stato per il Gp"

Espresso: ha volato da Salerno a Monza

La polemica sugli sprechi non si smorza. A pochi giorni dal V-day di Beppe Grillo, il settimanale Espresso pubblica un reportage con il quale accusa Clemente Mastella e Francesco Rutelli di aver usato l'aereo di Stato per farsi "una gita domenicale". Il Guardasigilli è ritratto mentre utilizza il più lussuoso aereo presidenziale per recarsi col figlio da Salerno a Monza. Replica di Mastella: "Viaggio ufficiale, dovevo partecipare alla premiazione".

Nel servizio che compare sul numero in edicola da venerdì, vengono mosse pesanti accuse nei confronti del ministro della Giustizia reo di ave utilizzato "non un jet qualunque ma l'Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort".

"Un velivolo di alta rappresentanza -scrive ancora l'Espresso -, roba da far invidia a sceicchi e magnati: la Rolls Royce con le ali costa oltre 55 milioni di euro. Poi dalla zona militare di Linate, in teoria una fortezza inaccessibile, il ministro è passato all'area Vip dello scalo milanese, quella dove sono di casa i Falcon di Berlusconi e di Tronchetti Provera, quella riservata a chi i privilegi li paga di tasca sua. Lì Mastella si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l'autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur".

A bordo del jet dell'Aeronautica militare ci sarebbero stati anche il giovane figlio "Elio, un portaborse e due uomini di scorta". "Il vizietto del volo blu - mette in risalto il settimanale - non è prerogativa del Guardasigilli. L'Airbus presidenziale ha trasportato anche la comitiva di Francesco Rutelli, ospite d'onore al Gran Premio. I due uomini di governo avrebbero chiesto due differenti voli di Stato, da Salerno a Milano con ritorno a Roma negli stessi orari. Al che l'Aeronautica avrebbe deciso di unificare i viaggiatori su un unico jet, per non creare uno spreco nello spreco".

Le foto de 'L'espresso' "documentano che al seguito di Rutelli c'erano almeno tre uomini tra portavoce e portaborse, più un paio di agenti di scorta. Ma le immagini mostrano un via vai impressionante di insoliti passeggeri". Il costo del viaggio? secondo il settimanale circa 20 mila euro tra spese di carburante (7mila litri) e stipendi domenicali del personale.

La replica di Mastella: "Era un viaggio ufficiale"

A giro di agenzia di stampa il ministro Mastella ha replicato al servizio de l'Espresso. Il portavoce di Mastella ha fatto sapere che il ministro "si è unito, peraltro esclusivamente nel solo viaggio di andata, al vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, perché chiamato ufficialmente a premiare i vincitori della gara" di Formula1, a Monza (nella foto a sinistra).

Per il Guardasigilli si è trattato di "una visita ufficiale ad una manifestazione nazionale che ha grande importanza internazionale e alla quale il ministro ha preso parte per poi rimanere in Lombardia anche a causa di altri impegni politico-istituzionali. Ma soprattutto è necessario chiarire che per ragioni di sicurezza, che sono prioritarie, il ministro della Giustizia non può viaggiare come un libero cittadino, come peraltro non lo possono fare coloro che, correndo seri rischi, sono oggetto di tutela da parte dello Stato".

:devil:-_- ....... :lol::lol::P:lol::lol::o

Posted

20 settembre 2007

Il mio atto d'accusa al sistema Coop, cifre alla mano

di Bernardo Caprotti *

Caro direttore,

lo confesso. Sono imbarazzato, anzi, intimidito. Non sono un uomo pubblico e non ricordo di aver mai scritto su un giornale. Però la gentilezza con la quale me lo si è richiesto, mi ha indotto a cimentarmi. Buona occasione – oltre che per ringraziare pubblicamente – per pubblicamente rispondere all'ultima insolenza del presidente di Ancc, Associazione nazionale cooperative consumatori, Aldo Soldi, che ha appena dichiarato a un giornale che la questione Esselunga appartiene al folklore. Come se noi di Esselunga ogni mattina ci alzassimo, per poi passare la giornata a ballare la tarantella, o ci unissimo alla sagra delle "colombe della pace", tema per tanti anni carissimo alle feste dell'Unità di tutta Italia. Vediamo allora, cifre alla mano, il nostro e l'altrui folklore del 2006. Osserviamo cioè i dati di bilancio delle cinque grandi cooperative (Unicoop Firenze, Coop Adriatica, Coop Estense, Unicoop Tirreno, Coop Liguria) di cui trattiamo nel volume «Falce e Carrello» che sarà presentato domani alla stampa.

I dati, aggregati, li raffrontiamo ai dati 2006 di Esselunga (si veda la tabella). È facile constatare che noi abbiamo prodotto, con 132 negozi e la metà degli addetti, un risultato del 47% superiore a quello della Coop (del 367% superiore se escludiamo il frutto finanziario dell'anomalo "prestito sociale") e abbiamo "contribuito" con le nostre imposte per più del doppio di tutti questi messi assieme.

Qualità, livello di servizio ed eleganza a parte – tutti fattori opinabili – a quale livello di prezzo si verifica quanto sopra? Di prezzo per il consumatore, voglio dire. È vero almeno che costoro sono dei benefattori?

Oltre a quanto già affermato lo scorso anno a mezzo stampa e in parte riportato nel volume cui ho accennato, presento qui due casi proprio recenti, attuali.

Nell'imminenza dell'evento, abbiamo verificato cosa fa Coop Estense, la cooperativa modenese presieduta da Mario Zucchelli, a Ferrara, splendida e ricca città ove questa Coop è dominante a tal punto da avervi escluso persino l'ipermercato della sorella Conad (Conad è anch'essa parte di Legacoop).

Abbiamo raffrontato Ipercoop di Ferrara con Ipercoop Grand'Emilia di Modena e poi con la piccola Esselunga di via Morane a Modena e con l'Esselunga di via Ripamonti a Milano. Lo abbiamo fatto attraverso una nota società specializzata in rilevamento prezzi su circa 3.100 prodotti uguali e quindi direttamente confrontabili.

Gli indici di prezzo risultanti mostrano Esselunga di Modena a 100, Esselunga di via Ripamonti a Milano a 101, Ipercoop di Modena a 102 e Ipercoop Ferrara a 110. Abbiamo poi fatto, noi, fisicamente 4 grosse spese di 150 articoli, acquistando gli stessi prodotti nei 4 punti vendita citati (si tratta degli articoli più comuni e centrali degli assortimenti, da Barilla a Nestlè, da Lavazza a Coca-Cola). Ne esce che soci e consumatori di Ferrara (da Ipercoop Il Castello di Ferrara, Coop Estense) pagano il 10% in più dei modenesi che fanno la spesa a Grand'Emilia di Modena, medesima cooperativa.

Vorrei permettermi di fare osservare a un lettore poco attento – certo una rarità per questo foglio – che il 10% su un fatturato come il nostro, 10.000 miliardi di vecchie lire, fa la bella differenza di 1.000 miliardi. Tutti i dati degli indici prezzo e delle nostre "spese" sono ovviamente a disposizione.

Ciò che ci ha indirizzato al secondo caso è il guaio che il mondo intero si trova ad affrontare: il raddoppio, in pochi mesi, del prezzo del latte e quello dei "grains", delle granaglie, che alla borsa di Chicago son più che raddoppiate dal gennaio scorso. Un guaio mondiale, devastante, che andrebbe onestamente illustrato al pubblico italiano, invece di fargli – per non dir di peggio – la solita iniezione di morfina. In questa circostanza, Coop annuncia il blocco dei prezzi dei suoi prodotti a marchio privato, sino al 31 dicembre.

"Da domani la Coop congela i prezzi" titola a piena pagina un grande quotidiano "sostenitore", dando così una notizia distorta. E creando un gran subbuglio nel mondo commerciale e della stampa, e allarme in molte teste, da Governatori di Regione all'ultimo cliente.

Il problema c'è, enorme. Ma Coop non può bloccare i prezzi, per la semplice ragione che è impossibile.

In realtà blocca, come sbandierato sul "Corriere della Sera" del 7 settembre 2007 dal suo altissimo esponente Vincenzo Tassinari, i suoi prodotti a marchio, una percentuale minoritaria del suo assortimento, e temporaneamente. Allora siamo andati a verificare pasta, farina, latte. Vi annoio con la pasta, articolo ora all'attenzione di tutti. Premetto che Esselunga vende da tempo la sua pasta a marchio a 39 centesimi (in Toscana a 38) per confezione da 500 grammi, e lì continua a stare nonostante i forti aumenti all'origine.

Qual è il prezzo della pasta Coop, col suo propagandato blocco? (si veda la tabella). Coop blocca? Forse dovrebbe scendere, o meglio essere scesa da quel dì. Come da tempo a Firenze e come in Liguria solo dopo la nostra apertura di La Spezia (2006). Al riguardo viene proprio ora diffusa dalla più autorevole associazione di consumatori del Paese la sua ricerca annuale che indica Esselunga come la catena più economica: indice dei prezzi uguale a 100. Ipercoop a 105 e supermercati Coop a 110.

Chiedo scusa, so che è noioso. Ma il nostro mestiere è ben diverso da quello del finanziere o del creatore di moda. È un mestiere fatto di queste noiosissime quisquilie, anzi, ben più piccole del prezzo di una pasta a marchio.

"Le détail est une question de détail", dicono i francesi, e la cura di tanti faticosi, piccoli dettagli fa la differenza: l'eccellenza o la panzana con la quale imbonire tanta brava gente. Con buona pace di tutti coloro che sentono il bisogno di schierarsi; perché di stare in mezzo, sulle proprie gambe e con la propria testa, non hanno la capacità.

Quanto ho qui cercato di esporre è un piccolo anticipo di ciò che racconta il volume che sarà presentato domani. Esso denuncia un modus operandi che, assieme al "modus propagandi", è, a mio modo di vedere, pericoloso. Disastroso per il mercato, è ovvio, ma pericoloso per il Paese. Per quanto riguarda il business, da anni, almeno quindici, osservo questo pachiderma e mi interrogo sul suo futuro. Si regge su impensabili protezioni, privilegi fiscali inauditi e sul polmone finanziario inesauribile del prestito sociale.

E se qualche puntello, con una vera liberalizzazione-normalizzazione dell'Italia, venisse meno? Chi si farebbe carico del pachiderma? Il contribuente, come da decenni accade per l'Alitalia? O se invece, nel solito salvataggio, cadesse nelle mani di un operatore veramente grande, agile, performante? Come faremmo noi di Esselunga a tener testa a una tale concorrenza?

Ecco che forse le ragioni di quanto faremo domani possono essere più chiare. Non è un attacco – come certamente sarà definito da costoro – assolutamente, è una legittima difesa. Da una situazione intollerabile, distorta, pericolosa.

Avremmo potuto tacere? Sopportare ancora? No. Perché è da cinquant'anni, da quando siamo nati, che subiamo, nel nostro operare quotidiano, prevaricazioni, prepotenze e ingiustizie (si veda in proposito il saggio di Emanuela Scarpellini «La spesa è uguale per tutti», edizioni Marsilio, 2007). Come se non bastasse, Soldi ci ha attaccato incessantemente, appena giunto al vertice di un sodalizio comunque prestigioso: Ancc. E non cessa di stupire che alla testa di un organismo presieduto un tempo da uomini del calibro di Ivano Barberini venga tollerato ancora questo signore, che usi di mondo non ha.

Spero di non aver troppo abusato della pazienza dei lettori e chiudo con un grande grazie a questo autorevole giornale per l'ospitalità che mi ha oggi offerto.

* Presidente di Esselunga

Bell'intervento

Posted

Quella testa di legno del ministro dello sviluppo economico :brr::brr::lol::lol: di Bersani (grande amico e sostenitore delle coop), chissà se lo ha letto l' articolo...........

Certo che anche tu Tatanka, eleggere gente come Bersani : come dice Grillo .................

:brr::bye::lol:

Grazie Tatamka !!

Posted

Sii meno sintetico.

La sintesi è un valore (tranne che a letto).

Se tutti fossimo più sintetici, ne guadagneremmo in salute e tempo libero.

Posted

Invece, tra le tante "porcherie", non mi dispiace la proposta di multare i clienti delle prostitute.

Anche se la lobby dei "frequentatori" parlamentari si sta già facendo sentire, anche se le misure prevederanno soltanto delle multe (io sarei andato sul pesante, se davvero si vuole fare qualcosa di serio e abbattere il muro di ipocrisia e frutta candita che regolarmente viene eretto).

Per lo meno un tentativo di andare nella direzione giusta (ovvero punire i clienti).

Poi naturalmente, causa succitata lobby, non se ne farà nulla e Amato si sarà fatto bello agli occhi dell'opinione pubblica.... :rolleyes:

Posted

Invece, tra le tante "porcherie", non mi dispiace la proposta di multare i clienti delle prostitute.

Anche se la lobby dei "frequentatori" parlamentari si sta già facendo sentire, anche se le misure prevederanno soltanto delle multe (io sarei andato sul pesante, se davvero si vuole fare qualcosa di serio e abbattere il muro di ipocrisia e frutta candita che regolarmente viene eretto).

Per lo meno un tentativo di andare nella direzione giusta (ovvero punire i clienti).

Poi naturalmente, causa succitata lobby, non se ne farà nulla e Amato si sarà fatto bello agli occhi dell'opinione pubblica.... :rolleyes:

Io introdurrei la tassazione e la ricevuta fiscale.

Posted

La sintesi è un valore (tranne che a letto).

Se tutti fossimo più sintetici, ne guadagneremmo in salute e tempo libero.

Mi sfugge cosa hai da ringraziarmi per la ratifica di un accordo di produzione cinematografica con l'India stipulato nel 2005 ?

Posted

Mi sfugge cosa hai da ringraziarmi per la ratifica di un accordo di produzione cinematografica con l'India stipulato nel 2005 ?

Era un generico ringraziamento alla classe politica.

Però, se vuoi, ringrazio anche te.

Posted

Invece, tra le tante "porcherie", non mi dispiace la proposta di multare i clienti delle prostitute.

Anche se la lobby dei "frequentatori" parlamentari si sta già facendo sentire, anche se le misure prevederanno soltanto delle multe (io sarei andato sul pesante, se davvero si vuole fare qualcosa di serio e abbattere il muro di ipocrisia e frutta candita che regolarmente viene eretto).

Per lo meno un tentativo di andare nella direzione giusta (ovvero punire i clienti).

Poi naturalmente, causa succitata lobby, non se ne farà nulla e Amato si sarà fatto bello agli occhi dell'opinione pubblica.... :rolleyes:

Se si vuole "abbattere il muro di ipocrisia" riapriamo le case chiuse, tassazione, controlli medici e togliamo questo business alla criminalità organizzata mafiosa (almeno in parte). O vuoi dirmi che secondo te è possibile convincere tutte le pecorelle smarrite che la prostituzione è una brutta cosa e così eliminare questo fenomeno dalla faccia della terra?

Posted

Se si vuole "abbattere il muro di ipocrisia" riapriamo le case chiuse, tassazione, controlli medici e togliamo questo business alla criminalità organizzata mafiosa (almeno in parte). O vuoi dirmi che secondo te è possibile convincere tutte le pecorelle smarrite che la prostituzione è una brutta cosa e così eliminare questo fenomeno dalla faccia della terra?

Primo: le case chiuse sarebbero gestite dalle mafie, né più né meno di adesso.

Secondo: le pecorelle le voglio bastonare, non convertire! :rolleyes:

La stra-stra-stra-grande maggioranza delle "operatrici" sono donne sfruttate e ricattate, le case chiuse, a prescindere da discorsi di moralità, non risolverebbero il problema.

Molto più semplice accanirsi sui "poveri" clienti. E anche più efficace.

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...