Leasir Posted July 30, 2007 Posted July 30, 2007 Dal momento che le rasse sono proporzionali al reddito...ringrazia te stesso. Io per esempio sarei fiero di pagare quanto paga in tasse il CEO di Renault (stipendio annuo 33M) ringrazierei me stesso se avessi da qualche parte i soldi per pagarle, quelle tasse
alberto Posted July 30, 2007 Posted July 30, 2007 Dal momento che le tasse sono proporzionali al reddito...ringrazia te stesso. Io per esempio sarei fiero di pagare quanto paga in tasse il CEO di Renault (stipendio annuo 33M) sono d'accordo. qualche tempo fa si diceva che, se non sbaglio, c'erano troppo pochi contribuenti nella fascia dei 100.000€ annui, o dei 10.000 mensili... beh, io mi offro volontario...
Virgus Posted July 30, 2007 Posted July 30, 2007 Dal momento che le tasse sono proporzionali al reddito...ringrazia te stesso. Io per esempio sarei fiero di pagare quanto paga in tasse il CEO di Renault (stipendio annuo 33M) Un conto è essere fiero , ben altro è essere FELICE !
ROOSTERS99 Posted July 31, 2007 Author Posted July 31, 2007 (edited) Dal momento che le tasse sono proporzionali al reddito...ringrazia te stesso. Io per esempio sarei fiero di pagare quanto paga in tasse il CEO di Renault (stipendio annuo 33M) Ecco....nel dettaglio.......se io ho uno STIPENDIO FISSO, con un contratto e pago la % dovuta di tasse SU QUANTO PERCEPITO io non ho nulla da eccepire; potremmo giocarcela sul punto percentuale ma son dettagli..... Quello che è FUORI DI TESTA è pagare una percetuale (alta !) su quanto già percepito e un ANTICIPO (grosso !) presumendo che si percepirà ancora la stessa cifra l' anno successivo, nonostante non vi sia ALCUNA GARANZIA che ciò avvenga (libero professionista, autonomo o azienda in genere). Se a ciò aggiungete che io mi ritrovo a apagara l' INPS ( ) senza avere alcuna garanzia , alcun accordo, niente di niente per quanto riguarda il futuro trattamento pensionistico.......beh permettetemi di essere di molto incazzato !! Comunque Leasir....ti capisco Edited July 31, 2007 by ROOSTERS99
tatanka Posted July 31, 2007 Posted July 31, 2007 Ecco....nel dettaglio.......se io ho uno STIPENDIO FISSO, con un contratto e pago la % dovuta di tasse SU QUANTO PERCEPITO io non ho nulla da eccepire; potremmo giocarcela sul punto percentuale ma son dettagli..... Quello che è FUORI DI TESTA è pagare una percetuale (alta !) su quanto già percepito e un ANTICIPO (grosso !) presumendo che si percepirà ancora la stessa cifra l' anno successivo, nonostante non vi sia ALCUNA GARANZIA che ciò avvenga (libero professionista, autonomo o azienda in genere). Se a ciò aggiungete che io mi ritrovo a apagara l' INPS ( ) senza avere alcuna garanzia , alcun accordo, niente di niente per quanto riguarda il futuro trattamento pensionistico.......beh permettetemi di essere di molto incazzato !! Comunque Leasir....ti capisco Discorso piuttosto complesso e che non conosco perfettamente. Considera che il dipendende paga le tasse mensilmente. Il mecanismo di cui parli tu dovrebbe compensare il pagamento su 2 rate delle tasse annuali. Probabilmente è fatto male ma non mi sembra sia un meccanismo "della sinistra". Mi sembra poi che sia possibile pagare un anticipo inferiore se si stima di incassare meno. Su una cosa sono assolutamente concorde con gli impreditori piccoli (ma anche grandi) e che ha detto Virgus. E' assurdo dover avere così tanti dipedenti amministrativi o così tanti costi di commercialisti vari. Tutte attività che non sono produttive.
spiff Posted July 31, 2007 Posted July 31, 2007 Perché non copiare dagli USA dove puoi detrarre praticamente tutto e di conseguenza si ha interesse a chiedere la fattura di tutto o quasi? Qualcuno conosce meglio quel sistema? Non sembrerebbe malaccio....
Ponchiaz Posted July 31, 2007 Posted July 31, 2007 (edited) Del sistema americano ricordo con piacere il fatto che il CEO di Enron finira' con ogni probabilita' i suoi giorni in carcere. Edited July 31, 2007 by Ponchiaz
Ponchiaz Posted July 31, 2007 Posted July 31, 2007 Ecco....nel dettaglio.......se io ho uno STIPENDIO FISSO, con un contratto e pago la % dovuta di tasse SU QUANTO PERCEPITO io non ho nulla da eccepire; potremmo giocarcela sul punto percentuale ma son dettagli..... Quello che è FUORI DI TESTA è pagare una percetuale (alta !) su quanto già percepito e un ANTICIPO (grosso !) presumendo che si percepirà ancora la stessa cifra l' anno successivo, nonostante non vi sia ALCUNA GARANZIA che ciò avvenga (libero professionista, autonomo o azienda in genere). Se a ciò aggiungete che io mi ritrovo a apagara l' INPS ( ) senza avere alcuna garanzia , alcun accordo, niente di niente per quanto riguarda il futuro trattamento pensionistico.......beh permettetemi di essere di molto incazzato !! Comunque Leasir....ti capisco Roo, il problema e' chiarissimo. Pero' lascia che ti chieda come mai il governo che piu' di ogni altro e' stato o avrebbe dovuto essere espressione della PMI non ha nemmanco messo il tema all'ordine del giorno. Nel tuo comparto, che proposte di riforma sono state avanzate?
ROOSTERS99 Posted August 1, 2007 Author Posted August 1, 2007 (edited) Discorso piuttosto complesso e che non conosco perfettamente. Considera che il dipendende paga le tasse mensilmente. Il mecanismo di cui parli tu dovrebbe compensare il pagamento su 2 rate delle tasse annuali. Probabilmente è fatto male ma non mi sembra sia un meccanismo "della sinistra". Mi sembra poi che sia possibile pagare un anticipo inferiore se si stima di incassare meno. Su una cosa sono assolutamente concorde con gli impreditori piccoli (ma anche grandi) e che ha detto Virgus. E' assurdo dover avere così tanti dipedenti amministrativi o così tanti costi di commercialisti vari. Tutte attività che non sono produttive. No no attenzione.......il sottoscritto "lascia lì" il 20% di ritenuta di acconto per ogni fattura che emette ! Un anticipo inferiore si può pagare ma totalmnete a tuo rischio e pericolo; se verrà poi calcolato che dovevi più soldi all' erario, oltra al conguaglio scattano sanzioni ed interessi !!!! Ovviamente NON vale lo stesso discoro a parti rovesciate...... Non so se si tratta di un "meccanismo della sinistra" (non saprei dire a quando risale) ma i governi di sinistra ( sempre quel *** di Visco ) hanno introdotto ed ad ogni occasione aumentato, il pagamento all' INPS senza nulla garantire o concordare. Visco è anche il maledetto inventore dell' IRAP, applicata indistintamente (follia pura !!) a tutti i possessori di partita iva !! Rispondendo a Ponch debbo dire che i governi Berlusconi non hanno certo rivoluzionato le regole........ Tuttavia hanno evitato di aumentare la pressione fiscale (l'Irpef fu addirittura abbassata) e iniziative tipo la legge Tremonti sono state le uniche a cercare di dare una mano a chi ha voglia di fare..... Il quadro politico italiano è desolante da qualunque parte lo si guardi........ma i politici attualmente al governo sono certamente i più desolanti......... Edited August 1, 2007 by ROOSTERS99
Virgus Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Come si dice " GRAZIE TATANKA " in cinese ? Lo vuole sapere un mio terzista piuttosto contrariato ... mi ha anche detto se cortesemente posso comunicargli anche l'indirizzo del sig. TATANKA perchè avrebbe due o tre amici che gradirebbero tanto andare a fargli una visitina ...
Dragonheart Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Come si dice " GRAZIE TATANKA " in cinese ? Glazie Tatanka
ROOSTERS99 Posted August 1, 2007 Author Posted August 1, 2007 Come si dice " GRAZIE TATANKA " in cinese ? Lo vuole sapere un mio terzista piuttosto contrariato ... mi ha anche detto se cortesemente posso comunicargli anche l'indirizzo del sig. TATANKA perchè avrebbe due o tre amici che gradirebbero tanto andare a fargli una visitina ...
Ponchiaz Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Rispondendo a Ponch debbo dire che i governi Berlusconi non hanno certo rivoluzionato le regole........ Tuttavia hanno evitato di aumentare la pressione fiscale (l'Irpef fu addirittura abbassata) e iniziative tipo la legge Tremonti sono state le uniche a cercare di dare una mano a chi ha voglia di fare..... Qui abbiamo due problemi: uno e' il quanto pagare e l'altro e' il come pagare, premesso che tutti dobbiamo concordare sul fatto che SI DEBBA pagare. A me sembra sbilanciato il dibattito sul quanto pagare, mentre invece ho idea che anche il come pagare potrebbe liberare delle risorse addizionali per le imprese e, ipotizzo, non alterare significativamente la bilancia statale.
ROOSTERS99 Posted August 1, 2007 Author Posted August 1, 2007 Qui abbiamo due problemi: uno e' il quanto pagare e l'altro e' il come pagare, premesso che tutti dobbiamo concordare sul fatto che SI DEBBA pagare. A me sembra sbilanciato il dibattito sul quanto pagare, mentre invece ho idea che anche il come pagare potrebbe liberare delle risorse addizionali per le imprese e, ipotizzo, non alterare significativamente la bilancia statale. Non discuto affatto il "dovere". A me pare che semplicemente con un briciolo di buon senso e agendo senza pietà alcuna su sprechi, privilegi e regali agli amici, si potrebbe riformare il sistema fiscale "accontentando" il contribuente e nulla togliendo a tutte le garanzie che lo Stato deve dare ai cittadini. Utopia !
corny Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Non discuto affatto il "dovere". A me pare che semplicemente con un briciolo di buon senso e agendo senza pietà alcuna su sprechi, privilegi e regali agli amici, si potrebbe riformare il sistema fiscale "accontentando" il contribuente e nulla togliendo a tutte le garanzie che lo Stato deve dare ai cittadini. Utopia ! Utopia.... Ma non hai letto le dichiarazioni di Cesa in merito alla "solitudine" che i parlamentari sono costretti a sopportare? Secondo te a questa gente importa qualcosa dei problemi dei cittadini? La parola buon senso non fà parte del vocabolario dei politici italiani.
ROOSTERS99 Posted August 1, 2007 Author Posted August 1, 2007 Utopia.... Ma non hai letto le dichiarazioni di Cesa in merito alla "solitudine" che i parlamentari sono costretti a sopportare? Secondo te a questa gente importa qualcosa dei problemi dei cittadini? La parola buon senso non fà parte del vocabolario dei politici italiani. Vilipesi dal Parlamento Enrico Galoppini 31/07/2007 Il parlamentare dell'UDC Cosimo MeleCommentando la storia del parlamentare dell'UDC Cosimo Mele beccato nella suite di un albergo romano con due mignotte solo perché una è collassata a causa della coca (ecco perché la maggioranza dei suoi colleghi non ha voluto fare il test anti-droga!), il segretario del suo partito ha avuto l'impudicizia di affermare: «Vita dura quella dei parlamentari, sempre soli. Bisogna prendere in esame la possibilità dei ricongiungimenti familiari». Capito? Poverini, con tutti i soldi che si prendono... tra l'altro hanno gratuiti treni e aerei sul territorio nazionale: che problemi hanno a raggiungere le loro amate mogliettine, ovunque abitino, ogni volta che lo desiderano? Tanto più che in Parlamento non è prevista l'obbligatorietà della presenza (e sono noti i casi di «onorevoli» fattisi vivi solo alla prima seduta o quasi)... Allora che cosa dovrebbero reclamare tutti quei meridionali che lavorano nei cantieri del nord e che scendono a casa il venerdì sera per ripartire già la domenica? Arrivano solo il sabato a pranzo, quindi gli restano solo 24 ore e spiccioli per stare con la moglie. Ma lo sanno i signori parlamentari che c'è gente che fa questa vita? Io li ho conosciuti perché viaggio in 2a classe, e possibilmente prendo l'espresso perché costa meno, ma gli alieni del Palazzo vivono fuori dal mondo e sicuramente viaggiano in 1a classe eurostar, dove di pendolari meridionali non c'è nemmeno l'odore. Poveri parlamentari, vita dura, lontani dalle mogli (già, chi avrà pagato il servizio in camera?), tra un po' inseriranno tra i loro benefici gratuiti pure le mignotte d'alto bordo e il «finocchio» per chi è «diverso»... e magari il gigolò per le signore onorevoli! E a quando lo psichiatra gratuito per stato depressivo e l'indennità di malattia per chi si darà all'onanismo sfrenato? E che dire di quell'altro parlamentare di AN che si è vantato in TV di aver preso in giro il personale di un'ambulanza per farsi portare in uno studio televisivo? Dopo aver addirittura polemizzato per il ritardo dell'ambulanza (!) e preso atto della figura di m… alluvionale che aveva fatto, aveva detto che si sarebbe dimesso (ma i suoi colleghi avrebbero accettato le dimissioni?)... ma ora che ha fatto? Ha ritirato le dimissioni perché i suoi elettori «non sarebbero stati d'accordo»... Un caso unico: quello di un parlamentare in contatto diretto con tutti i suoi elettori e che ne conosce l'opinione in tempo reale... l'unico che non si fa vedere solamente prima del voto, «in mezzo alla gente», al mercato a fare la spesa, per poi rinchiudersi nel gran serraglio! Complimenti: la prossima volta lo voterò, ma pretenderò di avere il suo numero di cellulare per restare sempre in contatto con lui! Ma in questi giorni, il peggior spettacolo l'hanno offerto quelli che hanno fatto quadrato contro la Clementina Forleo che voleva acquisire qualche intercettazione in merito a certe pastette in cui i Nostri sono insuperabili, quelle bancarie. Per redarguirla, si è addirittura scomodato Napolitano. Una tirata d'orecchi ad personam da parte del vertice del CSM non si era mai vista. L'avesse fatto Berlusconi! Avremmo visto girotondini darsi fuoco come dei bonzi vietnamiti, «intellettuali» ospiti da Fabio Fazio per denunciare «il nuovo fascismo», Furio Colombo elevare moniti contro «l'antisemitismo» (non c'entra niente ma fa sempre brodo)! Ma qui si è di fronte ad un mistero, il «mistero della sinistra» (vedi il libro di Badiale e Bontempelli), onde tutto è permesso alle alte gerarchie, anche - dopo i cinque anni di lamenti sui bavagli che Berlusconi voleva mettere alla categoria - attaccare una che finalmente fa il magistrato con serietà ed impegno, senza faziosità tribale. E il «popolo della sinistra» che fa? Protesta? Difende il magistrato? Macché, si adegua, ubbidisce alla santa chiesa ulivista che ha «sempre ragione». I film di Peppone e don Camillo non erano solo uno svago, ma raccontavano lo spirito vero degli italiani, apparentemente divisi e fondamentalmente uniti nel conformismo e l'allineamento verso una qualsiasi «chiesa». Basta. La gente normale (riportiamo in auge questo banalissimo concetto) non ne può più di questi personaggi arroganti e capricciosi come quei parrucconi incipriati col neo che non volevano vedere che mentre in apparenza tutto sembrava filargli bene qualcuno stava affilando la lama della ghigliottina. Tra Partiti Democratici che non entusiasmano nessuno e i soliti giochetti volti a creare dei serbatoi a destra e a sinistra per rendere innocua la perdita d'elettorato che la nascita di nuovi carrozzoni comporterà, avanza lo spauracchio dell'«antipolitica»... Il che significa che verrà il giorno in cui la famosa gente normale vorrà, pretenderà, tutto quello che sin lì i parrucconi incipriati di destra e di sinistra gli hanno presentato per anni e anni - a copertura del loro abusivo ed illegittimo potere - come sbagliato, negativo e malvagio. Alcuni anni fa, un movimento giudicato «eversivo» e per questo sciolto d'autorità diffuse un volantino nel quale si raffigurava il Parlamento con la scritta «siedono divisi per rubare uniti»: gli «anormali» gridarono allo scandalo per il «vilipendio del Parlamento». Oggi, la «gente normale», vilipesa dal Parlamento, pensa la stessa identica cosa. Che cosa faranno stavolta per salvarsi? Scioglieranno d'autorità il popolo italiano? Enrico Galoppini Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
alberto Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Che cosa faranno stavolta per salvarsi? Scioglieranno d'autorità il popolo italiano? MAGARA!!
davide Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Perché non copiare dagli USA dove puoi detrarre praticamente tutto e di conseguenza si ha interesse a chiedere la fattura di tutto o quasi? Qualcuno conosce meglio quel sistema? Non sembrerebbe malaccio.... perchè è una cosa troppo furba da fare... Non discuto affatto il "dovere". A me pare che semplicemente con un briciolo di buon senso e agendo senza pietà alcuna su sprechi, privilegi e regali agli amici, si potrebbe riformare il sistema fiscale "accontentando" il contribuente e nulla togliendo a tutte le garanzie che lo Stato deve dare ai cittadini. Utopia ! Utopia.... Ma non hai letto le dichiarazioni di Cesa in merito alla "solitudine" che i parlamentari sono costretti a sopportare? Secondo te a questa gente importa qualcosa dei problemi dei cittadini? La parola buon senso non fà parte del vocabolario dei politici italiani. vi quoto entrambi. non hanno un minimo di vergogna, queste m***e!!!
Franz#12 Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 Vilipesi dal Parlamento il segretario del suo partito ha avuto l'impudicizia di affermare: «Vita dura quella dei parlamentari, sempre soli. Bisogna prendere in esame la possibilità dei ricongiungimenti familiari». Capito? Poverini, con tutti i soldi che si prendono... tra l'altro hanno gratuiti treni e aerei sul territorio nazionale: che problemi hanno a raggiungere le loro amate mogliettine, ovunque abitino, ogni volta che lo desiderano? Tanto più che in Parlamento non è prevista l'obbligatorietà della presenza (e sono noti i casi di «onorevoli» fattisi vivi solo alla prima seduta o quasi)... Sono daccordo sul ricongiungimento dei politici, a una condizione. Che venga fatto a calci nel culo: vuoi andare da Roma a Brindisi a trovare la moglie? Ok: ci chiamate, veniamo con gli anfibi e ti portiamo a destinazione...
Leasir Posted August 1, 2007 Posted August 1, 2007 possibilmente prendo l'espresso io macchiato, grazie.
spiff Posted August 2, 2007 Posted August 2, 2007 Sono daccordo sul ricongiungimento dei politici, a una condizione. Che venga fatto a calci nel culo: vuoi andare da Roma a Brindisi a trovare la moglie? Ok: ci chiamate, veniamo con gli anfibi e ti portiamo a destinazione... Ma quali anfibi, le scarpe antinfortunistica!!
corny Posted August 2, 2007 Posted August 2, 2007 Ma quali anfibi, le scarpe antinfortunistica!! Con attaccati i ramponi da ghiaccio.....
Ponchiaz Posted August 2, 2007 Posted August 2, 2007 Voto a favore del ricongiungimento dei parlamentari in cambio del non ricongiungimento dei muratori.
Dragonheart Posted August 2, 2007 Posted August 2, 2007 Le spese della politica. La Basilicata «lavora» solo 55 ore l'anno Fannulloni, sprechi e rimborsi Il folle federalismo delle Regioni In Piemonte e Sicilia gli stipendi più alti. La Toscana costa più dell'Emilia Bilancio-record in Sardegna. Perché il presidente del consiglio regionale pugliese deve guadagnare quasi il triplo del suo collega umbro? E perché un consigliere marchigiano deve avere un pacchetto di diarie e rimborsi non tassato fino a tre volte più basso d'un pari grado piemontese? Ecco cosa ti viene in mente, a leggere i bilanci comparati delle venti regioni italiane. Ed ecco, accecante, la prova che la trasparenza è il cuore di ogni possibile riforma. Il punto di partenza essenziale per capire come l'autonomia, il federalismo, il principio sano della sussidiarietà siano stati interpretati da molte assemblee regionali come un invito insano: fate quello che vi pare. Ognuno per sé. Al punto che, in rapporto agli abitanti, il «parlamentino» valdostano costa oltre 22 volte più di quello lombardo. Tutti i dati, fino a ieri scomposti, scoordinati, difficili da mettere insieme se non a prezzo di tanta fatica e tanta pazienza, sono finalmente su Internet. A disposizione di tutti. Sul sito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.Certo, a leggere i documenti non tutti sono stati puntuali nelle risposte alle sollecitazioni della presidenza. Mancano, per esempio, i dati delle sedute dell'assemblea, delle ore impiegate in aula o delle riunioni delle commissioni del Molise, della Calabria, della Campania. E molti altri ancora. Lo sforzo fatto dai consigli e coordinato da Alessandro Tesini, presidente del parlamento friulano-giuliano, fossero a maggioranza di sinistra o a maggioranza di destra, va però riconosciuto. er la prima volta i cittadini possono fare dei confronti. Calcolare. Capire. E arrabbiarsi, qua e là. Per quale dannatissima ragione, citiamo un caso, la pensione- base dei deputati regionali molisani, emiliani, liguri, veneti o marchigiani corrisponde al 65% dell'indennità parlamentare, quella dei pugliesi al 90% e quella dei siciliani o dei friulani al 100%? E proprio qui sta il rischio. Portati allo scoperto ed esposti finalmente al giudizio della gente, che potrebbe ricordarsene al momento del voto, alcuni potrebbero essere tentati di fare marcia indietro. E serrare il catenaccio tornando a rinchiudersi nel fortilizio di prima, avvolto dalle nebbie. Oddio, non che adesso sia tutto chiaro. L'obiettivo della massima trasparenza nei bilanci (quello siciliano ha sparpagliato in 7 posti diversi la stessa voce «acquisto di libri, riviste e giornali anche su supporto informatico» perché i 128 mila euro spesi non dessero nell'occhio) è ancora lontano. Basti dire che perfino due regioni vicine e politicamente gemelle come la Toscana e l'Emilia Romagna, pur rispondendo al proprio organismo di raccordo e non a cronisti impiccioni e sfaccendati, hanno presentato ciascuna i propri dati secondo i propri parametri, una comprendendo e l'altra no una voce fondamentale quale il costo del personale. Risultato: occorre tirare le somme per proprio conto per scoprire che, con mezzo milione di abitanti in meno, il «parlamento» fiorentino costa quasi 10 milioni di euro più di quello bolognese. Per non dire di quello siciliano che, coi suoi quasi 157 milioni di euro (messi a bilancio ma non inseriti tra i dati a disposizione sul sito internet di cui scriviamo) costa quanto le assemblee di Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Puglia messe insieme. Eppure è battuto, in rapporto alla popolazione, non solo dal consiglio della Sardegna (57 euro per abitante o addirittura di più se al combattivo sito isolano altravoce.net risulta nel 2007 una spesa complessiva non di 95 bensì di 102 milioni di euro) ma anche da quello trento-altoatesino. Dove, a sommare le assemblee provinciali e quella regionale (che di fatto coincidono) si sfiorano i 52 euro pro capite. Contro i 7,59 dell'assemblea lombarda, che come dicevamo è abissalmente meno costosa di quella valdostana la quale, pro capite, di euro ne pesa addirittura 169. Tema: hanno senso questi squilibri? C'entrano qualcosa con il diritto all'autonomia? C'è una ragione alla base dell'enorme differenza tra la mole di lavoro dell'aula piemontese, dove nel 2006 si sono tenute 97 sedute per un totale di 255 ore di lavoro parlamentare e quella dell'aula lucana, dove le sedute sono state 23 e le ore di sosta dei consigliere al loro seggio soltanto 55, cioè un quinto? Boh... Misteri. Come misteriosi restano i motivi per i quali la Toscana ha 10 gruppi consiliari e la Puglia 21. C'è più democrazia sotto i trulli che sui colli del Chianti? O solo più casino? Ancora più sbalorditivi tuttavia, per tornare all'incipit, sono gli squilibri tra i diversi stipendi dei nostri rappresentanti. Stipendi che, avendo la Conferenza delle Regioni insistito perché ogni assemblea fornisse le cifre nette, vere, reali, in busta paga, rovesciano luoghi comuni e riservano un sacco di sorprese. Stando ai dati ufficiali forniti dal sito infatti (arriveranno smentite?) i parlamentari regionali più pagati non sarebbero affatto i siciliani ma i piemontesi. Che tra indennità, diarie, rimborsi auto e benzina eccetera, possono arrivare a 16.630 euro. Seguono i pugliesi (13.830), gli abruzzesi (13.359), i lombardi (12.555) e giù giù tutti gli altri (i siciliani stanno a 10.946) fino ad arrivare ai valdostani (6.607), ai trentini (6.614) e, in coda, agli umbri: 6.597. Non meno clamorose sono le differenze «dentro» lo stipendio. Dove puoi scoprire, sbarrando gli occhi per la sorpresa, che l'indennità dei deputati abruzzesi (7.274 euro: la più alta) è più che doppia rispetto a quella dei confinanti colleghi marchigiani, che non arrivano a 3.128 euro. E che il pacchetto di voci non tassabili (diarie, rimborsi...) è di soli 518 euro per i valdostani ma può schizzare da 2.482 fino a 10.176 per i vicini piemontesi. Un rapporto sbalorditivo. Più o meno simile a quello che c'è tra i presidenti delle assemblee, che stando al sito guadagnano generalmente esattamente quanto il governatore. Il più pagato, come si diceva, è quello pugliese: 18.885 euro. Seguono i colleghi della Sardegna (14.644), della Sicilia (14.329), dell'Abruzzo (13,844), della Calabria (13.353) e via via, a scendere, fino a quelli della Toscana (7.498) e dell'Umbria, che chiude a 7.102. Pagato poco più di un terzo di chi guida l'assemblea barese. E torniamo al tema: cosa c'entrano con la legittima e sacrosanta autonomia degli enti locali questi assalti alla diligenza che negli anni, per colpa ora di maggioranze di destra e ora di sinistra, hanno portato il presidente del consiglio dell'Abruzzo (reddito pro capite 19.442 euro) a prendere quasi quattromila euro più di quello dell'Emilia (reddito pro capite 28.870) e quello della Calabria (reddito pro capite 14.336) più di quello della Lombardia (reddito pro capite 30.028)? Non sarà il caso che si cominci finalmente a distinguere tra il diritto all'autonomia e il vizietto di farsi gli affari propri? Gian Antonio Stella 02 agosto 2007
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