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Non ne faccio questione di squadra o di sport.

È tutto molto marcio e criminale.

Quoto.

E combatto quest'andazzo cercando di portare il mio self-control all'interno del palazzetto.

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Non c'è interesse a cambiare le cose. Le società sono sotto ricatto e lo Stato non ha voglia di mettersi a fare leggi adeguate. Il codice penale nello stadio è off.

E nel frattempo siamo arrivati ad un clima stile far west

Perché chi tira una bomba carta è un delinquente, chi tira sassi contro un pullman è un delinquente

Ma quelli che tirano calci e insultano lungo tutto il tragitto non sono delinquenti. Sono persone che si sentono legittimate a fare i gradassi, intanto qui non paga nessuno.

Questo è il problema. I delinquenti non vengono isolati, ma vengono scimmiottati da coloro che durante il resto della settimana magari sono anche padri di famiglia al di sopra di ogni sospetto

Non a caso l'unico a reagire è stato il presidente della Roma che viene dagli Stati Uniti e non può concepire lo sport in questo modo.

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http://video.corriere.it/bomba-carta-esplode-tifosi-curva-torino/7aed0b10-ec5e-11e4-b9d3-aa4aa3ffc489

ma...i tornelli...i controlli...i biglietti nominali, la tessera del tifoso....e poi BUM !!

bah .....

Beh, diciamo che l'unica cosa possibile sarebbe far spogliare tutti nudi.

Sui biglietti nominali e tornelli non vedo niente di strano.

In NBA si entra al palazzo facendo la security come in aeroporto.

Posted

Da tifoso Juventino la cosa mi fa stare solo un minimo meglio, sapendo che comunque gli Juventini ne avranno combinate di peggio negli anni ed altre ne combineranno in futuro.

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Beh, diciamo che l'unica cosa possibile sarebbe far spogliare tutti nudi.

Sui biglietti nominali e tornelli non vedo niente di strano.

In NBA si entra al palazzo facendo la security come in aeroporto.

Non criticavo il metodo ma la sua efficacia o il modo di applicarlo.

E per la mia miserrima esperienza di stadi calcistici dovrebbe essere IMPOSSIBILE entrare con un bombone...e invece...

Posted (edited)

Giù il cappello !! Le scelte giuste e la giusta buona sorte...

Serie A, il miracolo low cost del Carpi

La piccola società emiliana raggiunge per la prima volta il massimo campionato

28/04/2015

matteo de santis

L’eredità della sfortuna del più illustre concittadino non è ricaduta sulla squadra locale. Il Carpi, non crollando sul più bello come il carpigiano Dorando Pietri ai Giochi Olimpici londinesi del 1908, ha tagliato il traguardo della sua maratona con la storia: la prima promozione in Serie A. È bastato un pareggio con il Bari (0-0) per agguantare il traguardo con quattro giornate d’anticipo. Lo sbarco tra i grandi, degno regalo per i 106 anni complessivi di vita e i 15 di rinascita (causa fallimento nel 2000) del club, conclude un’intera stagione vissuta prima da sorprendente protagonista, poi da capolista solitaria e infine da trionfatrice assoluta.

Impresa low cost fatta in casa

La salita ha avuto un prezzo modico: solo 100mila euro spesi in cartellini la scorsa estate e un monte ingaggi complessivo da 2,5 milioni. Cifre che fanno gridare al miracoloso fuori programma. Questo Carpi, infatti, era stato originariamente allestito per una tranquilla salvezza: taglio del budget, nessuna spesa pazza e occhio ai conti. Ma il fiuto per gli affari del ds Cristiano Giuntoli, accompagnato da quel pizzico di fortuna che non guasta mai, ha cambiato i piani: tante scommesse azzeccate e la scelta di mettere in panchina uno specialista in promozioni, ora arrivate a nove, come Fabrizio Castori. Per non parlare del quasi percorso netto da 26 punti su 30 raccolti tra le mura amiche del «Sandro Cabassi» nel girone d’andata che ha aperto la strada alla fuga verso per la promozione.

Cooperativa totale

L’unione ha fatto la forza del Carpi. Fuori dal campo con una società basata su un groviglio armonioso di imprenditori locali operanti nella maglieria: i proprietari Stefano Bonacini e Roberto Marani, titolari del marchio «Gaudì», convivono tranquillamente con il presidente azionista di minoranza Claudio Caliumi, patron della griffe di moda femminile «Marilena», e con lo sponsor «Blumarine» della famiglia Tarabini. Ma anche sul rettangolo da gioco con una squadra piena di elementi che si sono rivelati utilissimi e funzionali alla causa: dal bomber Jerry Mbakogu all’ala con il vizietto del gol Antonio Di Gaudio, passando per l’attaccante pescato nei Dilettanti Kevin Polenta, il capitano Filippo Porcari e il portiere brasiliano Gabriel, in prestito dal Milan.

Effetti collaterali

Certo, non tutte le ciambelle vengono con il buco. E qualcosa, in questo anno di grazia, è andato storto anche al Carpi, come la positività per la presenza di benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, riscontrata a Fabio Concas (che poi ha risolto il contratto con il club) in un controllo antidoping al termine del derby d’andata con il Modena. E anche la promozione porterà, molto probabilmente, un effetto collaterale come l’esilio a Modena per giocare le gare interne. «Se sale il Carpi, fra due o tre anni non abbiamo più una lira dai diritti televisivi», scappò di bocca lo scorso gennaio a Claudio Lotito, presidente della Lazio e uomo forte in Lega Calcio e Figc, nella famosa telefonata registrata da Pino Iodice, dg dell’Ischia Isolaverde. Ora, riascoltata a promozione del Carpi avvenuta, quella frase ha anche il meraviglioso suono di una missione impossibile diventata realtà.

Edited by ROOSTERS99
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Niang, Saponara, adesso Gabriel: e poi vogliono pure riproporcelo, il pelato.

Ogni cosa ha il suo tempo (Vescovi e Pozzecco insgenano).

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Lotito parlando al telefono ha detto una verità, dopodiché Carpi e se fosse Frosinone ben vengano.

In Premier guadagnano un sacco di soldi con i dirittiTV avendo Burnemouth, Hull City e altre squadre piccole...
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In Premier guadagnano un sacco di soldi con i dirittiTV avendo Burnemouth, Hull City e altre squadre piccole...

Forse perché son piu capaci...

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La Fiorentina è sempre una garanzia.

Adesso poi anche con quel fenomeno di Gonzalo Rodriguez che va a fare il figo sotto la curva della Juve dopo il rigore, fa pigliare tre pere alla sua squadra e canna pure un altro penalty.

Ma fonditi in altoforno, pistola.

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La Fiorentina è sempre una garanzia.

Adesso poi anche con quel fenomeno di Gonzalo Rodriguez che va a fare il figo sotto la curva della Juve dopo il rigore, fa pigliare tre pere alla sua squadra e canna pure un altro penalty.

Ma fonditi in altoforno, pistola.

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