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Ad ogni modo ne vedo davvero tanti di comici che non fanno ridere eppure invadono il tubo catodico

Tipo Gigi Sgarbozza?

ps: Luttazzi fa cagarissimo

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Quindi mi pare ci sia un consenso bipartisan sul fatto che Luttazzi è sparito dalla circrlazione per demeriti suoi e non a causa di Silvio .

P.S. a me Luttazzi quando non sconfina nella volgarità palese , piace e diverte . Certamente preferisco leggerlo che guardarlo .

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A VERONA REPRESSIONE E' CIVILTA'

Stasera a Verona, piazza dei Signori, verso mezzanotte sono arrivate diverse pattuglie della polizia locale. Comandati dal vice capo dei vigili Sgrella si sono imposti per fare rispettare l'ordinanza del sindaco che vieta di suonare strumenti musicali dopo le ore 22. Come ogni mercoledì, in piazza dei Signori, stasera c'erano moltissimi giovani, che si ritrovano liberamente per parlare, suonare, vivere la piazza cittadina fuori dal contesto commerciale, dei bar, dei locali.

I vigili hanno dapprima dato una multa (di 100 euro) ad un ragazzo che suonava uno strumento a percussione. La protesta si è accesa subito, un cumulo di ragazzi circondava le pattuglie chiedendo spiegazioni, protestando, ironicamente facendo bolle di sapone vicino alle macchine della polizia locale. Immediatamente è nata una colletta spontanea tra le persone presenti, che ha coperto quasi subito l'intero ammontare della multa.

Da notare che in piazza, stasera, era presente lo stato maggiore della polizia, con vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di vigili e di poliziotti, che riprendevano e monitoravano la situazione.

La polizia si è fermata in piazza presidiandola per un lungo lasso di tempo, con l'evidente intenzione di scoraggiare il ritrovo.

Vedendo che la gente non se ne andava, il vice comandante della polizia locale , tale Sgrella, è penetrato, seguito da almeno 10 vigili, tra le persone chiedendo le generalità ad un ragazzo che suonava una chitarra. Con toni provocatori e mettendo per primo le mani addosso, spingendo e trattenendo. Ha acceso da solo una piccola colluttazione coi presenti, che, vedendo la situazione degenerare, hanno unicamente alzato la voce frapponendosi alla prepotenza di Sgrella. Immediatamente sono arrivate in piazza almeno tre jeep della polizia, DALLE QUALI SONO SCESI, CASCHI IN TESTA E MANGANELLI IN MANO i poliziotti formando un cordone di fronte alla gente presente. Da notare ancora che l'arrivo dei poliziotti è stato fin troppo tempestivo e brevemente deciso. Immediatamente hanno circondato la gente che protestava e hanno portato via,con la forza due ragazzi: Gigi e Jack, menando le mani, calciando e spintonando chiunque si frapponesse, anche solo per chiedere spiegazioni. La digos, fino ad allora fintamente disposta al dialogo, ha dato manforte operativa (con mano pesante) al sequestro dei due ragazzi.

Abbiamo visto una scena allucinante: due ragazzi, per il solo fatto di chiedere spiegazioni e protestare per l'incursione della polizia in una piazza dove il reato più grave è stato suonare una chitarra, sono stati pestati e portati via di peso dalle forze dell'ordine al gran completo. Abbiamo visto ufficiali della polizia locale, della digos, della polizia, menare le mani e trascinare a forza due ragazzi nelle volanti. Alle proteste, alle grida di contrarietà, ci siamo visti rispondere con insulti e spintoni.

Il fatto più grave è che la violenza è cominciata dal vice comandante della polizia locale, Sgrella, che per primo ha acceso la zuffa insultando e picchiando, e che la polizia, in assetto anti sommossa, è arrivata nel giro di secondi (non di minuti) dall'inizio della zuffa. A tutti è sembrato chiaro l'intento e il fine: accrescere la tensione per intervenire con la forza, con il manganello, per “dare una lezione”, per far capire il clima: chi suona la chitarra dopo le 22 deve prendere mazzate. Bisogna aver paura di trovarsi in piazza lontano da un bar, dove la socialità si sviluppa spontanea. Chi alza la cresta anche in nome di una cosa innocente e meravigliosa, come vivere una piazza, prenderà manganellate.

Immediatamente, promosso dalle ragazze e dai ragazzi presenti, è nato un corteo spontaneo e non autorizzato verso la questura, per chiedere il rilascio immediato di Jack e Gigi. La gente si è mossa lungo il centro storico gridando “ Verona città libera, liberi tutti subito” fino ad arrivare alla questura, dove i ragazzi hanno protestato, bussando vivacemente al cancello della questura.

Epilogo: dopo che la digos si è frapposta intavolando una falsa e ipocrita discussione, i due ragazzi sono stati rilasciati, con la denuncia di: resistenza a pubblico ufficiale, con aggravante, e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.

A noi sembra chiaro che in questa città ci sia un'emergenza democratica: al suono di una chitarra non si può reagire a manganellate. Alla voce dei ragazzi che vogliono vivere la città in modo libero e sano, non può rispondere un divieto, un'ordinanza restrittiva. Al dissenso per un comportamento becero, come è stato quello delle forze dell'ordine stanotte, non possono seguire botte e denunce a raffica.

Quello che faremo, io e tutti quelli che in piazza Dante vedono uno spazio libero, sarà di continuare a ritrovarci il mercoledì, come sempre, per vivere la piazza della città, e di frapporci con ogni metodo all'oppressione, alle ordinanze folli, alle manganellate della polizia, alla ipocrita retorica della sicurezza sponsorizzata dal sindaco Tosi, alle denunce, alle minacce, alle multe stratatosferiche, al clima autodistruttivo per cui ogni dissenso va cancellato.

Tutto ciò che è stato detto è documentato tramite filmati, testimonianze e, stanotte, tramite un referto medico di uno dei fermati.

Un gnàro, butèl, tòso, sccèt, ragazzo di piazza Dante. Persona. Essere umano.

http://dietnam.blogspot.com/2009/05/verona-oggi.html

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Spero che facciano regolare denuncia per quanto accaduto, soprattutto se ampiamente documentato dalle telecamere.

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Spero che facciano regolare denuncia per quanto accaduto, soprattutto se ampiamente documentato dalle telecamere.

Anch'io, ma temp che finirà tutto a tarallucci e vino :mellow:

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Anch'io, ma temp che finirà tutto a tarallucci e vino :o

Ma come, neanche voi avete più fiducia nei magistrati?

:mellow:

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mercoledì 03 giugno 2009, 07:00

IN PRINCIPIO ERA IL NULLA. ADESSO PURE

di Filippo Facci

Facciamo ordine, volete? Perché se errore v’è stato, in tutta questa storia schifosa, è stato deviare anche solo per un istante da un fatto e da un principio. Il fatto, inteso come notizia, resta questo: un giorno Veronica Lario ha reso nota la sua intenzione di divorziare da Silvio Berlusconi e l’ha fatto adducendo ad alcune ragioni pregresse e private, cioè che riguardano esclusivamente la sfera intima della coppia, anche alcune ragioni presenti e pubbliche, cioè che riguardavano la sua immagine di pur defilata first lady: da qui un riferimento al «divertimento dell’imperatore» nel compilare le liste per le Europee e, in seconda battuta, due schizzi velenosi nel citare «un uomo che frequenta le minorenni» e che genericamente «non sta bene». Sarebbe ipocrita, a proposito di errori, non ricordare che Veronica Lario dopo queste frasi si è illusa di voler chiudere il sipario «senza clamore» ed «evitando lo scontro».

Detto questo, attenzione, ci si stava muovendo in una dimensione ancora assolutamente pubblica: la questione delle liste infarcite di donne o di veline, pur ridimensionata, non solo esisteva, ma faceva parte della polemica politica sin dai tempi delle elezioni politiche: e se ne discuteva su FareFuturo, non su Novella 2000. Anche la visita di Silvio Berlusconi al compleanno di una 18enne di Casoria, tal Noemi, era un fatto magari non ostentato, ma assolutamente pubblico, con tanto di fotografi interpellati e autorizzati. Tutto normale. Berlusconi non ha nascosto nulla che attenesse alla sfera pubblica del suo agire. È andato a una festa. Ci siamo, sino a qui?

Perfetto: ha inizio, di qui in poi, il più violento attacco all’arma bianca mai imbastito contro Silvio Berlusconi da quando è sceso in politica, in assoluto il più stupido e velenoso perché attenzione, non solo è personale, ma non è neppure formulato, neppure precisato. Berlusconi, a oggi, non è accusato di nulla se non di snobbare il dito puntato altrui. Cioè: non è che Repubblica a un certo punto ha scoperto qualcosa e perciò ha esposto una tesi sulla cui base rivolgere delle domande a un premier, come sarebbe normale: macché, Repubblica si è schermata con l’alibi del punto interrogativo per scagliare dieci quesiti generici e insinuanti che facessero confessare, direttamente a Berlusconi, qualcosa che ufficialmente non esiste e di cui neppure loro hanno idea, qualcosa che però sperano che esista, che stanno disperatamente cercando. Ma che, ed eccoci, sino a prova contraria non esiste. Non-esiste. Non c’è. È il nulla.

È questo il principio da cui pure non si deve deviare, e non c’è «ruolo pubblico» o altri pretesti che tengano: Berlusconi non ha nascosto niente, non è stato beccato in flagranza di niente, non deve spiegare niente, non deve rispondere a nessuna domanda sul proprio privato a meno che a fargliela sia però non Repubblica, ma sua moglie. Per quanto riguarda il lato pubblico, poi, ditemi se non c’è rilievo pubblico a cui Berlusconi non abbia già risposto: le liste Pdl - ha detto - sono quelle, controllare un po’ e se volete giudicate; per quanto riguarda la festa, be’, era una festa, era il compleanno di una ragazza e di una famiglia con cui ho consuetudine, mica l’ho nascosto, e detto questo, scusate, fatevi gli affari vostri.

Dopodiché, a mio dire, Berlusconi ha anche sbagliato. E non solo lui. La campagna gossipara di Repubblica col passare dei giorni è diventata un delirio nazionale, una palla di neve che s’ingrossava sul pendio ma che non era propriamente di neve, un divertissement a cui non si sottraeva nessuno: Noemi è la figlia, no, è l’amante, ma che dici, è la nipote. Sabato circolava voce che fosse figlia di Craxi, l’hanno anche scritto, siamo alla sbronza di massa.

In questo quadro di nulla, forse, Berlusconi non doveva opporre proprio nulla, quindi neppure le spiegazioni sbrigative e non dovute che ha dato a Porta a Porta: e meno male che l’idea di riferirne in Parlamento è morta subito, perché quello sì, sarebbe stato il solo caso che avrebbe autorizzato la stampa mondiale a riderci dietro. Sono state le prime risposte di Berlusconi, impossibilitato a tacere del tutto, a dare altra modesta energia agli scarabei stercorari di Repubblica. Prima l’intervista strappata a un povero ragazzo napoletano che peraltro si è rivelata un boomerang, alla lunga; poi, esaurito il fronte Casoria senza un esito apprezzabile che non fosse il perdurare di pura diffamazione, ecco che il possente giornalismo investigativo del gruppo Espresso puntava sulle feste private in Sardegna, in sostanza sul rovistamento di tutta la spazzatura possibile e immaginabile: gente che faceva inchieste sulla mafia e sul riciclaggio internazionale che si riduceva a offrire soldi per sms piccanti, foto rubate, regali, qualsiasi cosa che potesse e possa provare qualsiasi cosa, perché ecco, è questo che i poveracci dell’Espresso stanno cercando: qualsiasi cosa.

Lasciamoli lavorare. Quello che possiamo fare, in questo scorcio d’estate già insopportabilmente calda, è lasciare che l’afa e le urne, facciano calare gli zuccheri di questa campagna che resterà solo nel curriculum di chi l’ha condotta. Quello che invece possiamo evitare di fare, se possibile, è scendere al livello dei gossipari e mettersi a competere con loro, come ha fatto Daniela Santanchè nell’occuparsi con scarsa eleganza dei matrimoni altrui.

L’auspicio è che ogni cosa torni al suo posto, il pubblico nel pubblico, il privato nel privato, il gossip nei giornali di gossip, eccetera. Parlamentari, giornalisti e veline, e lo dico di passaggio, tornino a fare i parlamentari, i giornalisti e le veline.

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mercoledì 03 giugno 2009, 07:00

IN PRINCIPIO ERA IL NULLA. ADESSO PURE

di Filippo Facci

Facciamo ordine, volete? Perché se errore v’è stato, in tutta questa storia schifosa, è stato deviare anche solo per un istante da un fatto e da un principio. Il fatto, inteso come notizia, resta questo: un giorno Veronica Lario ha reso nota la sua intenzione di divorziare da Silvio Berlusconi e l’ha fatto adducendo ad alcune ragioni pregresse e private, cioè che riguardano esclusivamente la sfera intima della coppia, anche alcune ragioni presenti e pubbliche, cioè che riguardavano la sua immagine di pur defilata first lady: da qui un riferimento al «divertimento dell’imperatore» nel compilare le liste per le Europee e, in seconda battuta, due schizzi velenosi nel citare «un uomo che frequenta le minorenni» e che genericamente «non sta bene». Sarebbe ipocrita, a proposito di errori, non ricordare che Veronica Lario dopo queste frasi si è illusa di voler chiudere il sipario «senza clamore» ed «evitando lo scontro».

Detto questo, attenzione, ci si stava muovendo in una dimensione ancora assolutamente pubblica: la questione delle liste infarcite di donne o di veline, pur ridimensionata, non solo esisteva, ma faceva parte della polemica politica sin dai tempi delle elezioni politiche: e se ne discuteva su FareFuturo, non su Novella 2000. Anche la visita di Silvio Berlusconi al compleanno di una 18enne di Casoria, tal Noemi, era un fatto magari non ostentato, ma assolutamente pubblico, con tanto di fotografi interpellati e autorizzati. Tutto normale. Berlusconi non ha nascosto nulla che attenesse alla sfera pubblica del suo agire. È andato a una festa. Ci siamo, sino a qui?

Perfetto: ha inizio, di qui in poi, il più violento attacco all’arma bianca mai imbastito contro Silvio Berlusconi da quando è sceso in politica, in assoluto il più stupido e velenoso perché attenzione, non solo è personale, ma non è neppure formulato, neppure precisato. Berlusconi, a oggi, non è accusato di nulla se non di snobbare il dito puntato altrui. Cioè: non è che Repubblica a un certo punto ha scoperto qualcosa e perciò ha esposto una tesi sulla cui base rivolgere delle domande a un premier, come sarebbe normale: macché, Repubblica si è schermata con l’alibi del punto interrogativo per scagliare dieci quesiti generici e insinuanti che facessero confessare, direttamente a Berlusconi, qualcosa che ufficialmente non esiste e di cui neppure loro hanno idea, qualcosa che però sperano che esista, che stanno disperatamente cercando. Ma che, ed eccoci, sino a prova contraria non esiste. Non-esiste. Non c’è. È il nulla.

È questo il principio da cui pure non si deve deviare, e non c’è «ruolo pubblico» o altri pretesti che tengano: Berlusconi non ha nascosto niente, non è stato beccato in flagranza di niente, non deve spiegare niente, non deve rispondere a nessuna domanda sul proprio privato a meno che a fargliela sia però non Repubblica, ma sua moglie. Per quanto riguarda il lato pubblico, poi, ditemi se non c’è rilievo pubblico a cui Berlusconi non abbia già risposto: le liste Pdl - ha detto - sono quelle, controllare un po’ e se volete giudicate; per quanto riguarda la festa, be’, era una festa, era il compleanno di una ragazza e di una famiglia con cui ho consuetudine, mica l’ho nascosto, e detto questo, scusate, fatevi gli affari vostri.

Dopodiché, a mio dire, Berlusconi ha anche sbagliato. E non solo lui. La campagna gossipara di Repubblica col passare dei giorni è diventata un delirio nazionale, una palla di neve che s’ingrossava sul pendio ma che non era propriamente di neve, un divertissement a cui non si sottraeva nessuno: Noemi è la figlia, no, è l’amante, ma che dici, è la nipote. Sabato circolava voce che fosse figlia di Craxi, l’hanno anche scritto, siamo alla sbronza di massa.

In questo quadro di nulla, forse, Berlusconi non doveva opporre proprio nulla, quindi neppure le spiegazioni sbrigative e non dovute che ha dato a Porta a Porta: e meno male che l’idea di riferirne in Parlamento è morta subito, perché quello sì, sarebbe stato il solo caso che avrebbe autorizzato la stampa mondiale a riderci dietro. Sono state le prime risposte di Berlusconi, impossibilitato a tacere del tutto, a dare altra modesta energia agli scarabei stercorari di Repubblica. Prima l’intervista strappata a un povero ragazzo napoletano che peraltro si è rivelata un boomerang, alla lunga; poi, esaurito il fronte Casoria senza un esito apprezzabile che non fosse il perdurare di pura diffamazione, ecco che il possente giornalismo investigativo del gruppo Espresso puntava sulle feste private in Sardegna, in sostanza sul rovistamento di tutta la spazzatura possibile e immaginabile: gente che faceva inchieste sulla mafia e sul riciclaggio internazionale che si riduceva a offrire soldi per sms piccanti, foto rubate, regali, qualsiasi cosa che potesse e possa provare qualsiasi cosa, perché ecco, è questo che i poveracci dell’Espresso stanno cercando: qualsiasi cosa.

Lasciamoli lavorare. Quello che possiamo fare, in questo scorcio d’estate già insopportabilmente calda, è lasciare che l’afa e le urne, facciano calare gli zuccheri di questa campagna che resterà solo nel curriculum di chi l’ha condotta. Quello che invece possiamo evitare di fare, se possibile, è scendere al livello dei gossipari e mettersi a competere con loro, come ha fatto Daniela Santanchè nell’occuparsi con scarsa eleganza dei matrimoni altrui.

L’auspicio è che ogni cosa torni al suo posto, il pubblico nel pubblico, il privato nel privato, il gossip nei giornali di gossip, eccetera. Parlamentari, giornalisti e veline, e lo dico di passaggio, tornino a fare i parlamentari, i giornalisti e le veline.

Mi mancavi Roo ;)

Ps ho letto solo le prime tre righe... Ho troppo caldo per iniziare a disquisire di privacy, doveri di Stato, toghe rosse, veline gialle etc.. :P

Pss Quest'estate organizza una macchinata (anche due). Ci vediamo sul lago di Endine con Corny, vi facciamo vedere i nostri posti e ci si fa una bella chiacchierata politica, ma a patto che si condisca il tutto con una grigliatina di carne e un bicchiere di rosso di Valcaleppio :rolleyes:

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Mi mancavi Roo ;)

Ps ho letto solo le prime tre righe... Ho troppo caldo per iniziare a disquisire di privacy, doveri di Stato, toghe rosse, veline gialle etc.. :P

Pss Quest'estate organizza una macchinata (anche due). Ci vediamo sul lago di Endine con Corny, vi facciamo vedere i nostri posti e ci si fa una bella chiacchierata politica, ma a patto che si condisca il tutto con una grigliatina di carne e un bicchiere di rosso di Valcaleppio :rolleyes:

Non sai quanto mi piacerebbe.... ma la vedo dura !!

Comunque leggiti il buon Facci.... ;)

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Non sai quanto mi piacerebbe.... ma la vedo dura !!

Comunque leggiti il buon Facci.... :rolleyes:

Dai che lo leggerò. Promesso.

Ps se io riesco a organizzarmi per venire a Varese a vedere qualche gara, in agosto non riuscite a trovare una mezza giornata per fare una, diciamo, scampagnata?

Dai che si organizza. E portate anche Tat... abbiamo bisogno di rinforzi siamo troppo pochi altrimenti. E se alla fine non si trova un accordo, c'è anche un campetto di basket e ce la giochiamo lì

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Dai che lo leggerò. Promesso.

Ps se io riesco a organizzarmi per venire a Varese a vedere qualche gara, in agosto non riuscite a trovare una mezza giornata per fare una, diciamo, scampagnata?

Dai che si organizza. E portate anche Tat... abbiamo bisogno di rinforzi siamo troppo pochi altrimenti. E se alla fine non si trova un accordo, c'è anche un campetto di basket e ce la giochiamo lì

Oggi è difficle dirlo, ma tieni conto che c'è sempre uno zoccolo duro che una pizzetta all' aperto in compagnia se la mangia anche ad agosto... :spiteful[1]:

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Oggi è difficle dirlo, ma tieni conto che c'è sempre uno zoccolo duro che una pizzetta all' aperto in compagnia se la mangia anche ad agosto... :spiteful[1]:

Purchè ci sia a disposizione birra gelata come se piovesse....

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Purchè ci sia a disposizione birra gelata come se piovesse....

Che figata se piovesse birra... Anche se gli etilometri andrebbero in tilt

Ps maurizio l'invito nella bergamasca naturalmente è esteso anche a te

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Che figata se piovesse birra... Anche se gli etilometri andrebbero in tilt

Ps maurizio l'invito nella bergamasca naturalmente è esteso anche a te

Sono a dieta.....

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Perché il petrolio sale (nonostante il calo della domanda)

di Roberto Capezzuoli

29 maggio 2009

I consumi di petrolio sono in continua discesa e un loro recupero per la seconda parte dell'anno resta ancora nel campo delle ipotesi più ottimistiche. Continuano intanto a crescere gli stoccaggi galleggianti, cioè le superpetroliere cariche di greggio (ognuna delle più grandi navi di questo tipo, le Vlcc, very large crude carrier, può contenere anche più di un milione e mezzo di barili) in attesa di acquirenti. Fino a pochi giorni orsono la situazione del mercato ne consentiva comunque la gestione: c'è un regime di "contango", quello in cui i futures per consegna vicina costano meno di quelli con scadenza differita, e dunque il rinvio della vendita non fa perdere soldi, anzi, riesce anche a pagare il nolo della nave. Oggi però il divario tra posizioni di consegna diverse è meno forte e renderà più urgente risolvere il problema della sovrabbondanza di offerta.

Con questi presupposti ci si potrebbe aspettare un prezzo del greggio vicino ai minimi dell'anno. Invece il West Texas Intermediate, punto di riferimento del mercato nordamericano e base del future scambiato al Nymex, ha preso il volo da due settimane e non si è ancora fermato (seguito a ruota dal Brent a Londra). La quotazione venerdì a metà pomeriggio supera 66 dollari al barile, il doppio rispetto al record negativo registrato poco meno di sei mesi fa.

Qualche giustificazione si può anche trovare: il dollaro è debole e fa salire le quotazioni espresse in valuta americana; gli stoccaggi commerciali negli Stati Uniti sembrano in flessione, benché restino abbondanti; inoltre la posizione del ministro saudita Ali al-Naimi al meeting Opec di Vienna è apparsa fortemente improntata a un ottimismo inossidabile (e anche un po' stupefacente) per la prossima evoluzione della domanda e dei prezzi.

A questi tre elementi il mercato ha mostrato di credere, trascurando le opposte indicazioni che vengono dalle numerose opzioni put (alla vendita) per prezzi a 50-55 dollari al barile.

Si può ritenere che gli investitori abbiano accentuato il principio di anticipazione: domanda e prezzi saliranno, quindi le borse devono intervenire prima, per sfruttare il momento favorevole.

E' una posizione rischiosa, come insegnano almeno due precedenti eclatanti: nel 1993 il gruppo tedesco Metallgesellschaft perse quasi 2 miliardi di dollari (e non si risollevò più) per aver scommesso su una ripresa dei prezzi del greggio che avvenne solo un paio di mesi dopo le sue previsioni; nel 2006 il fondo Amaranth fece una congettura analoga sul gas naturale, lasciando sul terreno più di 6 miliardi di dollari.

Un simile principio di anticipazione non è invece avvertibile sui futures, perché le scadenze luglio 2013, a quattro anni da adesso, vedono il West Texas solo una decina di dollari più in alto di quanto sia oggi.

In assenza di altri elementi di valutazione, c'è da ritenere che i rincari odierni siano di natura speculativa e siano piuttosto pericolosi. Pericolosi per chi li fomenta, facendosi forte di regolamentazioni dei mercati ancora lacunose, che consentono scommesse la cui chiusura non prevede mai, o quasi mai, l'obbligo della consegna fisica del petrolio. Pericolosi per l'economia, che resta in ostaggio di quotazioni prive di riferimenti concreti, ma assolutamente reali nel loro impatto sul portafoglio.

29 maggio 2009

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Petrolio, petrolieri e speculatori hanno veramente rotto i maroni !!! :rolleyes:

Spero che qualcuno la paghi col sangue.

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Questa sul prezzo del petrolio mi offre lo spunto per mettere in evidenza il "fiuto" di un'idolo di alcuni forumisti.

Tremonti ha scritto un libro in cui dice che lui aveva previsto tutto quanto sta accadendo.

E ' stato talmente bravo nelle sue previsioni che, appena diventato ministro dell'economia, si è inventato la Robin Tax per tassare petrolieri e banche.

Sappiamo tutti come è andata a finire ....... banche che senza aiuti erano destinate a sparire e prezzo del greggio ribassato di più di 100 dollari al barile....

Nel precedente mandato come ministro dell'economia, il buon Giulio non ha neppure lontanamente azzeccato una previsione di crescita del PIL.

Certo, gran bel segugio SuperGiulio.

Da piangere.

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Questa sul prezzo del petrolio mi offre lo spunto per mettere in evidenza il "fiuto" di un'idolo di alcuni forumisti.

Tremonti ha scritto un libro in cui dice che lui aveva previsto tutto quanto sta accadendo.E ' stato talmente bravo nelle sue previsioni che, appena diventato ministro dell'economia, si è inventato la Robin Tax per tassare petrolieri e banche.

E se tu avessi letto i libri di Tremonti sapresti pure che è vero che lo aveva previsto .

Sappiamo tutti come è andata a finire ....... banche che senza aiuti erano destinate a sparire e prezzo del greggio ribassato di più di 100 dollari al barile....

E quindi ?

Non ho mica capito cosa vuoi dire, sai .

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E quindi ?

Non ho mica capito cosa vuoi dire, sai .

Scusa ma tu prevedi che le banche andranno in rovina e crei una tassa perchè secondo te guadagnano troppo .......

Ma non fa niente, sò già che noi due la pensiamo in maniera diametralmente opposta su Tremonti.

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