tricky Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Solo per dire che in mezzo a questi discorsi di economia... mi sono commosso nel vedere il banner pubblicitario del Caseificio Paleni di Casazza (paesino della bergamasca di 3mila anime dove vivo) proprio qui sotto....
Maurizio Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Due cose sentite ieri a Radio 24, in risposta a chi lamentava mancate doti di chiaroveggenza da parte di Tremonti.- la produzione industriale nel mondo, Italia NON esclusa, dal fallimento di Lehman BRos (15 ottobre 2008) a marzo, è scesa del 25%. - gli investimenti sono scesi del 15% - i consumi sono calati del 2-3%. - i magazzini delle imprese manifatturiere (siderurgia, metallurgia - castigroup - tessile) sono stati svuotati perchè le aziende non hanno più liquidità da investire, in un settore che VIVE di finanziamenti. - la mancanza di liquidità è stata assorbita dai conti delle imprese manifatturiere. Ergo. La crisi non è congiunturale. Non è una recessione. La crisi non si può interpretare con i modelli economici studiati sui libri di scuola perchè dalla Rivoluzione industriale non c'è mai stato un crollo del 25% in sei mesi della produzione industriale. Stiamo vivendo un de-industrializzazione e non si può pensare realisticamente di programmare una ripresa del 25% in sei mesi. Urge freddezza, condivisione di intenti e anche un pizzico di creatività perchè stiamo viendo un'era economica inedita. Il G8 ma soprattutto il G20 deve fare questo sforzo. Purtroppo, però, i dati recenti dicono che qualcuno non ha ancora capito un cazzo, vedi il prezzo del petrolio a 70$ al barile e il costo della benzina che torna ai livelli di quanto il barile cosatava 100 e più dollari al barile. Chi l'hanno scorso ha investito sui Futures, perchè aveva disperato bisogno di liquidità per mantenere in vita il Sistema dell'Economia dell'Algoritmo, ha la necessità di rientrare da quegli investimenti. Così facendo, però, fa pagare a noi gli investimenti (sempre nostri) che loro hanno già buttato nel cesso una volta.... Condivido la tua analisi, la crisi si è aperta quando ci si è resi conto che giravano soldi "virtuali". E quando le banche hanno chiuso i rubinetti. In questo momento, chiedersi se bisogna affrontare la crisi da destra o da sinistra è pura follia. Gli scenari sono cambiati, bisogna trovare nuove soluzioni per ripartire. Solo, permettimi, dire che la crisi è solo psicologica o che è fomentata dai media non aiuta. Pur essendo di sinistra , mi aspettavo da parte del governo qualche segnale, qualche aiuto che in passato Tremonti ,devo ammettere, ha fatto. Aiutare solo la Fiat non ha certo giovato di molto all' economia nazionale. In passato abbiamo distrutto, nel nome della grande industria, il nostro patrimonio di piccole aziede, artigiani, gente che si rimboccava le maniche e produceva, senza rompere tanto i coglioni.
Ponchiaz Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Gli scenari sono cambiati, bisogna trovare nuove soluzioni per ripartire.... In passato abbiamo distrutto, nel nome della grande industria, il nostro patrimonio di piccole aziede, artigiani, gente che si rimboccava le maniche e produceva, senza rompere tanto i coglioni. Non e' detto che alla luce della prima frase il nostro modello industriale fatto di micro imprese sia la via di uscita. Anzi, io penso l'esatto opposto.
Ale Div. Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Condivido la tua analisi, la crisi si è aperta quando ci si è resi conto che giravano soldi "virtuali". E quando le banche hanno chiuso i rubinetti.In questo momento, chiedersi se bisogna affrontare la crisi da destra o da sinistra è pura follia. Gli scenari sono cambiati, bisogna trovare nuove soluzioni per ripartire. Solo, permettimi, dire che la crisi è solo psicologica o che è fomentata dai media non aiuta. Pur essendo di sinistra , mi aspettavo da parte del governo qualche segnale, qualche aiuto che in passato Tremonti ,devo ammettere, ha fatto. Aiutare solo la Fiat non ha certo giovato di molto all' economia nazionale. In passato abbiamo distrutto, nel nome della grande industria, il nostro patrimonio di piccole aziede, artigiani, gente che si rimboccava le maniche e produceva, senza rompere tanto i coglioni. Beh, la voce "aiuti alla Fiat", è un punto fisso nelle agende politiche di qualsiasi Governo che viene sempre rispettato... quando si dice che i politici non mantengono ciò che promettono... Hai ragione al 100%, la crisi non è un problema di Destra o Sinistra e non può risolverlo la Destra o la Sinistra. Tremonti, come già detto, ha fatto bene, secondo me, a intervenire con la Cassa Integrazione a sostegno dell'economia. Deve dare un segnale, ora. Ma come ...? Il Ponte sullo Stretto? La Pedemontana? Gli investimenti per il Circo del 2015? La TAV? La partenza di una nuova edilizia pubblica? Qualsiasi altro intervento pubblico? Per me potrebbe essere una buona idea, ma il ricorso alla CIG e gli altri interventi dello Stato, come detto da qualcuno, hanno stornato risorse da qua a là. Ma i conti devono tornare in qualche modo, perchè se no l'Europa e Trichet e il FMI s'incazzano....... Insomma, qui si naviga di notte, con il cielo coperto, le bussole impazzzite e qualche burlone che semina galleggianti esplosivi in mezzo al mare .... non è mica facile....... Per questo dico che serve un coordinamento globale. Perchè questa Crisi è un "avvertimento" che qualcuno non ha ancora recepito. E se quei "qualcuno" continueranno a far finta di niente perchè il "peggio è alle spalle", a breve ci ritroveremo in una nuova Crisi, ma allora non avremo più nemmeno gli occhi per piangere: quelli ce li stiamo vendendo ora... Ps: La Crisi c'è e non aiuta a risolverla il negarla o definirla psicologica. Può però aiutare a non deprimere ulteriormente la gggente.
corny Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Beh, la voce "aiuti alla Fiat", è un punto fisso nelle agende politiche di qualsiasi Governo che viene sempre rispettato... quando si dice che i politici non mantengono ciò che promettono... Hai ragione al 100%, la crisi non è un problema di Destra o Sinistra e non può risolverlo la Destra o la Sinistra. Tremonti, come già detto, ha fatto bene, secondo me, a intervenire con la Cassa Integrazione a sostegno dell'economia. Deve dare un segnale, ora. Ma come ...? Il Ponte sullo Stretto? La Pedemontana? Gli investimenti per il Circo del 2015? La TAV? La partenza di una nuova edilizia pubblica? Qualsiasi altro intervento pubblico? Per me potrebbe essere una buona idea, ma il ricorso alla CIG e gli altri interventi dello Stato, come detto da qualcuno, hanno stornato risorse da qua a là. Ma i conti devono tornare in qualche modo, perchè se no l'Europa e Trichet e il FMI s'incazzano....... Insomma, qui si naviga di notte, con il cielo coperto, le bussole impazzzite e qualche burlone che semina galleggianti esplosivi in mezzo al mare .... non è mica facile....... Per questo dico che serve un coordinamento globale. Perchè questa Crisi è un "avvertimento" che qualcuno non ha ancora recepito. E se quei "qualcuno" continueranno a far finta di niente perchè il "peggio è alle spalle", a breve ci ritroveremo in una nuova Crisi, ma allora non avremo più nemmeno gli occhi per piangere: quelli ce li stiamo vendendo ora... Ps: La Crisi c'è e non aiuta a risolverla il negarla o definirla psicologica. Può però aiutare a non deprimere ulteriormente la gggente. Il problema è che in Italia non esiste un vero Welfare. Tu citi la cassa integrazione, ma la cassa integrazione non è per tutti, non per le imprese sotto i 15 dipendenti per esempio che sono la spina dorsale di parte dell'economia nazionale. Quando si parla di crisi della Fiat o di qualsiasi altra grande impresa italiana nessuno si preoccupa della miriade di microimprese che sono costrette a chiudere e i cui dipendenti si trovano a zero euro cit. da un giorno all'altro. Provate a chiedere all'indotto di Malpensa come se la stà passando ..... certo il problema sono gli esuberi dell'ex Alitalia che hanno 7 anni di cassa integrazione straordinaria. Questo è un discorso trasversale che ha colpe sia a destra che a sinistra e soprattutto nel mondo sindacale. Poi l'economia dopo una crisi anche se forte e senza precedenti è destinata a risollevarsi, probabilmente senza raggiungere i livelli dello scorso anno, ma questo è un bene perchè un minimo di sobrietà e di attenzione ai consumi a volte illogici è cosa buona e giusta. Forse più attenzione a energie alternative e allo sviluppo eco-sostenibile potrebbe essere la chiave di volta per l'uscita dalla crisi, è ora di finirla di continuare a pagare dei balzelli assurdi alle lobbies petrolifere. Perlomeno è giunto il momento di cambiare modelli di sviluppo troppo sbilanciati verso una finanza creativa (termine coniato dall'illustre Tremonti), cose che sanno anche i sassi ormai, ma che vale la bene continuare a ricordarcelo.
Silver Surfer Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Lobbies? Certo. Petrolio previsto a 90$ al barile presto...
Ponchiaz Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Sul coordinamento globbale di Ale Div. ho enormi scetticismo. Ma nessuno ha notato che la prima vittima della crisi è stata l'Europa unita? Di fronte all'emergenza tutti i ricchi hanno detto "Cazzi vostri, si salvi chi può" alla faccia dei volemose bbene.
Maurizio Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Non e' detto che alla luce della prima frase il nostro modello industriale fatto di micro imprese sia la via di uscita.Anzi, io penso l'esatto opposto. Ma, non so, io ho sempre lavorato per piccole realtà, qui, oggi, siamo in 10. Non sono un esperto in economia, anzi ci capisco ben poco. Però se mi guardo in giro, vedo tante piccole realtà come la nostra che stanno affrontando questa crisi, soffrendo, ma con buone prospettive di superala. Al contrario, in zona ci sono ditte medio grandi parecchio in crisi, chi in cassa integrazione, chi con pesanti riduzione di personale, qualcuna sta chiudendo. Non so, a mio parere una piccola realtà è più flessibile rispetto a una grande, certo dipende sempre dalle persone che prendono le decisioni.
Mangusta Posted June 11, 2009 Posted June 11, 2009 Ma, non so, io ho sempre lavorato per piccole realtà, qui, oggi, siamo in 10. Non sono un esperto in economia, anzi ci capisco ben poco.Però se mi guardo in giro, vedo tante piccole realtà come la nostra che stanno affrontando questa crisi, soffrendo, ma con buone prospettive di superala. Al contrario, in zona ci sono ditte medio grandi parecchio in crisi, chi in cassa integrazione, chi con pesanti riduzione di personale, qualcuna sta chiudendo. Non so, a mio parere una piccola realtà è più flessibile rispetto a una grande, certo dipende sempre dalle persone che prendono le decisioni. Qui è il nocciolo...aprire Cassa Integrazione o qualsiasi altro ammortizzatore sociale non è sinonimo di crisi ma altresì può essere un metodo per mantenere una certa redditività magari a fronte di un calo di fatturato...
ROOSTERS99 Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 (edited) Ma, non so, io ho sempre lavorato per piccole realtà, qui, oggi, siamo in 10. Non sono un esperto in economia, anzi ci capisco ben poco.Però se mi guardo in giro, vedo tante piccole realtà come la nostra che stanno affrontando questa crisi, soffrendo, ma con buone prospettive di superala. Al contrario, in zona ci sono ditte medio grandi parecchio in crisi, chi in cassa integrazione, chi con pesanti riduzione di personale, qualcuna sta chiudendo. Non so, a mio parere una piccola realtà è più flessibile rispetto a una grande, certo dipende sempre dalle persone che prendono le decisioni. Personalmente confermo l' esperienza ed i punto di vista di Caramba; certo stiam parlando di sopravvivere, almeno per ora, e molto più ignoto è capire il modello da seguire per un vero rilancio. Qualcuno fermi i petrolieri, e chi su quel puzzolente mondo specula. Con qualsiasi mezzo !!! Edited June 12, 2009 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 (edited) giovedì 11 giugno 2009, 18:12 La favola del re dei frigoriferi Un sogno americano a Varese di Francesco Maria Del Vigo Milano - Una favola italiana. Il fisico del ruolo. Quello ce lo aveva, senza dubbio. Sguardo un po' accigliato da lombardo che non vuole scocciature, corpulenza imperiosa da patriarca e sorriso sempre pronto, da venditore. Giovanni Borghi è un'icona. Del boom economico, dell'estro imprenditoriale italiano, della lucida follia che deve abitare l'uomo d'affari. Figlio di un elettricista milanese, dal dopoguerra inizia a produrre fornelli. Ed è qui che chiude gli occhi e inizia a sognare. Anno dopo anno l'azienda cresce e Borghi si trova a capo di un impero. Chiave di volta del suo sogno: il frigorifero. Ci racconta questa favola padana, Gianni Spartà, giornalista e scrittore, autore del libro Mister Ignis, pubblicato negli Oscar Mondadori con prefazione di Silvio Berlusconi. Spartà, ma chi era Borghi? Era un personaggio straordinario la cui memoria, purtrtoppo, per molto tempo è rimasta confinata nella sua amata Varese. Se questo libro è stato un successo non è merito mio, ma solo della vita favolosa di questo imprenditore. Una storia eccezionale quella della scalata di Borghi, all'interno della quale se ne inserisce un'altra quanto meno originale. Sì, perchè Borghi era il marito della sorella della mamma di Fedele Confalonieri. Lo zio acquisito? Sì esattamente. Borghi, Confalonieri e il suo amico Silvio Berlusconi abitavano tutti nel quartiere Isola Garibaldi di Milano. Si conoscevano tutti? Certo, si incontrarono per la prima volta nell'oratorio di di Sant'Antonio a Isola e qui una volta cantarono insieme. Giovanni Borghi suonava il pianoforte e Berlusconi e Fedele cantavano. Un incontro eccezionale fra due imprenditori-cavalieri. Sì, senza dubbio. E Berlusconi ha imparato da Borghi l'ottimismo, la fiducia e l'importanza della comunicazione. Anche dal punto di vista sportivo. Borghi sponsorizzava, e seguiva personalmente, una squadra di ciclisti e una di pallacanestro. Avevo capito molto tempo fa che era un'ottima pubblicità. Il presidente lo scrive anche nella prefazione, in parte lui ha assorbito alcune caratteristiche di Borghi. Che tipo era mister Ignis? Un vulcano. Un intrattenitore. Un genio. Ora ci sarebbe bisogno di persone come lui. Uno dei più grandi imprenditori degli anni '60 Senza dubbio. Lui, pur essendo profondamente lombardo, è stato uno dei primia d investire al sud, aprendo la Ignis Napoli. Era un grandissimo terzista, produceva frigoriferi per 98 marchi differenti, in tutto il mondo. E poi? Poi sono arrivati gli americani e hanno trovato l'America a Varese. Hanno comprato la Ignis ma il piano imprenditoriale è rimasto sempre quello di Borghi. Le fabbriche che erano a Siena, a Napoli, a Trento e a Varese non sono state toccate. La prima ad acquisire gli stabilimenti è stata la Philips e poi la Whirlpool e non sono andate a Parigi a Londra sono rimaste nel paesino lombardo da cui era partito mister Ignis. Edited June 12, 2009 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 (edited) Whirlpool due volte sul "podio" per l'innovazione Due premi in pochi giorni all'azienda di Comerio. Cerimonia ufficiale al Quirinale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano «Per il forte contributo dell'innovazione ai risultati di business conseguito tramite l'integrazione dei concetti e degli strumenti dell'innovazione nell'attività quotidiana del personale a tutti i livelli dell'organizzazione». È con questa motivazione che lunedì 8 giugno scorso Whirlpool Europe ha ricevuto, dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma dopo lungo esame da parte dei giudici che hanno scelto le nove aziende premiate, il “Premio Nazionale per l’Innovazione”. E' quindi la capacità di innovare non solo i prodotti, ma l'intera organizzazione del lavoro e delle sedi aziendali che ha permesso alla multinazionale la cui sede europea sta a Comerio, di ricevere il secondo premio all'innovazione in pochi giorni: cosa che, di questi tempi bui, perlomeno inorgoglisce. Alla cerimonia ufficiale al Quirinale c'erano il presidente di Whirlpool Europe, Bracken Darrell, e Sebastiano Rio, Vice Presidente per le operazioni industriali: sono loro ad avere ricevuto materialmente il premio dalle mani del Presidente della Repubblica, consegnato subito dopo aver ricevuto il “Premio Imprese per l’Innovazione” quello stesso giorno nella sede di Confindustria. Il riconoscimento ricevuto da Whirlpool, giunto alla seconda edizione, ha l’obiettivo di supportare la cultura dell’Innovazione e della Ricerca nel campo dell’industria Italiana, ed è stato aperto quest’anno per la prima volta anche a realtà industriali con più di 1.500 dipendenti. Le procedure e il processo di valutazione sono state molto accurate e articolate: e, per completare l’assegnazione, sono state realizzate una serie di interviste da un team di consulenti indipendenti, presso le sedi di Comerio e Cassinetta, oltre a una visita in azienda da parte della giuria. Un corpo indipendente di esperti ha poi condotto diverse interviste, coinvolgendo circa 30 dipendenti Whirlpool tra operai, impiegati, professionisti e manager di ogni livello: insomma un bell'esame, che ha permesso di testare e premiare il livello di coinvolgimento dell’azienda nel processo di innovazione e il suo impatto sui risultati aziendali, tutto ciò sostenuto dall’impegno di tutti i dipendenti. «Siamo molto fieri di aver ricevuto questi premi che giungono proprio in occasione del 20° anniversario di Whirlpool in Europa – ha spiegato Darrell - In questi anni abbiamo ottenuto un’eccezionale crescita in Europa. Da azienda americana produttrice di elettrodomestici pressoché sconosciuta, siamo oggi una delle realtà industriali maggiormente note e rispettate nel continente, e abbiamo intenzione di continuare». E se gran parte dell'innovazione di Whirlpool nota ai più riguarda i prodotti, molto contano anche i risparmi energetici ed economici nell'organizzazione aziendale: «Non tutti sanno che a Cassinetta abbiamo inaugurato l'impianto di cogenerazione in azienda più grande d'Europa, che nello stabilimento di Napoli parte dell'energia è fornita da 30mila metri quadri di impianto fotovoltaico, e che stiamo lavorando da tempo per la drastica riduzione dell'utilizzo di materiali tossici in azienda – spiega Sebastiano Rio - Puntiamo infatti a essere ecocompatibili a 360 gradi, non solo per i consumatori». Anche perché risparmio energetico e ambientale non hanno solo una utilità di marketing, ma sono una ben precisa necessità aziendale: «Un'industria con una certa dimensione deve avere un'innovazione non sporadica, che permetta di avere continuità nel tempo – ha sottolineato Giuseppe Perucchetti, vicepresidente di Whirlpool Europe – Una lavoro che Whirlpool fa anche perchè la ricerca dà significativi risultati economici. Circa il 20% di ciò che produciamo è considerato innovativo: quel 20%, però, genera il 60% del nostro profitto totale». Il risparmio energetico e ambientale è del resto destinato a "sfondare" nel mercato nel momento in cui è conveniente sia per chi lo produce e che per chi lo usa: «Pensi al progetto GreenKitchen, una cucina in grado di generare e rigenerare energia dalla sua stessa attività - continua Perucchetti - Ora sembra una ricerca estrema: ma se si calcola che il costo medio in energia dell'utilizzo degli elettrodomestici di cucina è 650 euro all'anno, e che questo progetto ha l'ambizione di ridurre del 70% quel costo, per molte famiglie c'è di che pensarci seriamente. Può fare, per dire, molto più effetto di una finanziaria». 11/06/2009 Stefania Radman _______________________________________________ Con nostalgia per un passato industriale che non ternerà mai più, mi complimento con Whirlpool, i suoi vertici frequentatori del palazzetto, ma anche con i valentissimi tecnici/dirigenti che ci onorano della loro presenza in questo forum. E rifletto, amaramente e con molte perplessità, sulla Pallacanestro Varese, il suo passato, presente e futuro..... Edited June 12, 2009 by ROOSTERS99
Silver Surfer Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 A proposito del Cumenda Borghi e della Ignis...ricordo bene che lui e Zanussi (che negli anni '70 dominavano il mercato europeo e non solo) ad un certo punto cercarono di creare accorpandosi, un polo italico degli elettrodomestici...?
Ale Div. Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 Eccola :Gentile Clente , con il decreto legge 185/2008 ( convertito con modificazioni dalla Legge 28/01/2009 n.2 ) , nel quadro dei provvedimenti a sostegno delle famiglie , il Governo ha stabilito che l'importo delle rate dovute per l'anno 2009 , dei mutui a tasso non fisso aventi determinate caratteristiche ( di seguito specificate ) , siano calcolate applicando il tasso maggiore tra il 4% e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione dello stesso . La differenza tra gli importi delle rate determinate secondo il criterio citato e quelli derivanti dall'applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui - se a sfavore del cliente - è assunta a carico dello Stato . Questa facilitazione , limitata alle sole rate da corrispondere nel corso dell'anno 2009 , è riservata ai cittadini titolari di un mutuo che goda , contemporaneamente , di tutti i seguenti requisiti : a- mutuo sottoscritto o accollato , anche a seguito di frazionamento da persone fisiche , fino al 31 ottobre 2008 ; b- mutuo garantito da ipoteca immobiliare , anche fondiaria ; c- mutuo a tasso non fisso misto o con formule che consentono di cambiare tipologia di tasso : in quest'ultimo caso la facilitazione verrà apllicata solo sulle rate a tasso variabile d- mutuo finalizzato all'acquisto , ristrutturazione e costruzione dell'abitazione principale. e- l'immobile non deve essere classificato come di lusso , categorie A1 , A8 , A9. Da una nostra analisi Lei è titolare di un mutuo .... cut ..... La Banca prenderà carico a Sua richiesta e , dopo aver effettuato i necessari conteggi tramite il proprio sistema informatico , procederà all'accredito dell'eventuale conguaglio interessi maturato per la rata in corso e per quelle pregresse a decorrere dal 1 gennaio c.a. Per le rate future , sino al 31 dicembre c.a. , l'eventuale conguaglio , ricalcolato in funzione dell'andamento dei tassi , sarà portato in detrazione degli interessi dovuti sulle singole rate . L'occasione ci è gradita per porgerLe i più cordiali saluti . - si allega modulo di autocertificazione . Permettimi di avere qualche dubbio, purtroppo quando si parla di banche, assicurazioni, canptù, milano e bologna non sono mai sereno nè obiettivo... mi aspetto sempre il peggio... purtroppo non ho prove documentali ... o forse sì?? La notizia dei lettori Il sistema bancario non cambia né il pelo né i vizi … I cittadini e le azienda hanno ricevuto comunicazioni unilaterali dalla banche che stanno sostituendo le precedenti commissioni con altre, probabilmente ancora più onerose Nelle ultime settimane sono sempre più numerose le segnalazioni che ci pervengono dalle imprese associate in merito alle comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni economiche, applicate ai conti correnti, che le banche stanno inviando alla clientela, a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni in materia di contratti bancari recate dall’articolo 2 bis del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185 convertito in legge 28 gennaio 2009 n. 2. In sostanza, si comunica al cliente che verranno eliminate dai contratti in essere le commissioni di massimo scoperto, quelle trimestrali di affidamento, quelle di revisione dell’affidamento e quelle relative alle maggiorazioni per l’andamento anomalo del rapporto ma, al tempo stesso, si introducono, in sostituzione, altre spese, tipo le commissioni per mancanza di fondi, quelle per la disponibilità dei fondi e quelle relative al tasso debitore di “sconfinamento”. Le banche, in pratica, stanno semplicemente sostituendo le precedenti commissioni con altre, probabilmente ancora più onerose, contravvenendo di fatto lo spirito e il significato del provvedimento di legge. Il loro comportamento è particolarmente stridente perché questa è una fase economica particolarmente delicate, nella quale dovrebbe prevalere la correttezza del rapporto contrattuale. La scelta operata dalle banche muove in direzione opposta ed è potenzialmente in grado di mettere in serie difficoltà gli operatori economici. Tutto questo avviene, peraltro, senza la minima consultazione e/o informazione preventiva delle rappresentanze del mondo dell’artigianato e della piccola impresa. CNA Nazionale, di concerto con le altre organizzazioni dell’Artigianato, ha posto la questione al Ministro Giulio Tremonti per richiedere di adottare le necessarie soluzioni per salvaguardare il principio introdotto con il decreto-legge 185. Ma anche la CNA di Varese ha sollevato il problema nel corso della prima riunione dell’Osservatorio istituito in Prefettura. Dispiace constatarlo, ma anche questa vicenda accentua la sensazione che il sistema bancario, al quale spettano le responsabilità maggiori della crisi in atto, si stia muovendo per salvaguardare prima di tutto i suoi interessi e i suoi privilegi, fregandose delle imprese e dei risparmiatori. A chi di dovere intervenire. 12/06/2009 Gianni Mazzoleni Sai com'è.... il ministro è partito con le più buone intenzioni di sto mondo, ma poi quelli fanno sempre il cazzo che vogliono... un po' come quando nelle telecomunicazioni bersani tolse le penali dalla portabilità del numero da un gestore all'altro... furono sostituite dai contributi di disattivazione..... fanculo! Ps: c'è da dire che le riunioni in prefettura duramente criticate da Draghi, forse forse un ruolo possono averlo, considerato che il Prefetto è un rappresentante diretto dello Stato sul territorio....
tricky Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 Personalmente confermo l' esperienza ed i punto di vista di Caramba; certo stiam parlando di sopravvivere, almeno per ora, e molto più ignoto è capire il modello da seguire per un vero rilancio. Qualcuno fermi i petrolieri, e chi su quel puzzolente mondo specula. Con qualsiasi mezzo !!! Ho appena fatto il pieno in un posto (Vimodrone) dove trovo i prezzi più bassi dell'hinterland milanese.... 1,06 al litro..... Ladri!!!!!!!!!!!!!!!
ROOSTERS99 Posted June 12, 2009 Posted June 12, 2009 Pubblicata il 12/06/2009 Ecco il testo della lettera che l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha indirizzato il 10 giugno a tutti i dipendenti Chrysler. Agli uomini e alle donne della nuova Chrysler. Oggi è il giorno di un nuovo inizio per Chrysler e per l'industria dell'auto del Nord America... È con grande orgoglio che vi saluto come nuovo amministratore delegato. Sebbene di fronte a noi ci siano molte sfide da vincere, non ho alcun dubbio che faremo bene il nostro lavoro. Chrysler tornerà, forte e competitiva. Siete passati attraverso un momento di grande avversità e instabilità nel passato recente e io voglio iniziare riconoscendo il vostro impegno per Chrysler e prendendo atto dei sacrifici che avete fatto. Grazie al vostro impegno e al duro lavoro di una folta schiera di persone, incluso il presidente Obama e la sua task force sull'automobile, Chrysler è ora un società più concentrata e agile, che beneficerà in grande misura della nuova alleanza strategica globale con Fiat. Per questa ragioni, oggi è un giorno di ottimismo. I veicoli Chrysler, Jeep e Dodge torneranno a essere sfornati dai nostri impianti, torneranno negli showroom dei nostri concessionari, presto anche sulle strade e autostrade d'America. Nel corso dei prossimi mesi avrà inizio il processo di trasferimento della tecnologia Fiat, piattaforme e motori per le piccole e medie vetture negli impianti di produzione di Chrysler. Questa pluripremiata tecnologia sarà fondamentale per aiutare la Chrysler a migliorare i prodotti e a fornire alla società un vantaggio strategico in molti mercati di tutto il mondo. Chiedo a tutti voi di assumere un ruolo di leadership e di lavorare con me per far tornare Chrysler ad essere ancora una volta una società pienamente competitiva e in grado di generare utili. Cinque anni fa, ho messo piede in una situazione simile in Fiat. Era percepita da molti come un costruttore di auto letargico e sulla via del fallimento che produceva auto di bassa qualità e che era afflitto da una burocrazia senza fine. Ma la maggior parte delle persone in grado di ricostruire la Fiat erano lì da sempre. Attraverso un duro lavoro e scelte difficili, abbiamo trasformato la Fiat in una società molto più efficiente investendo pesantemente sulle nostre tecnologie e piattaforme. Possiamo ottenere e otterremo lo stesso risultato qui. Le persone che se ne faranno carico lavorano già qui alla Chrysler. Abbiamo pianificato di portare quella stessa pulsione e impegno nell'innovazione a Chrysler perché vogliamo renderla di nuovo una delle forze trainanti della nostra industria. Sono sicuro che possiamo arrivare lì insieme. Grazie per il vostro impegno in Chrysler. _____________ ...e buon lavoro !!
corny Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 LE «CAMICIE GRIGIE» AVREBBERO DOVUTO AGIRE NELL'AMBITO DEL DDL SICUREZZA La procura indaga sulle «ronde nere» del Msi. La replica: «Andiamo avanti» Ipotesi di apologia di fascismo per il gruppo di volontari presentato sabato da Gaetano Saya MILANO - La Procura di Milano ha disposto un'indagine, tramite la Digos, sulle ronde nere presentate sabato da Gaetano Saya. Nei prossimi giorni il procuratore aggiunto, Armando Spataro, formalizzerà nei confronti dei promotori l'accusa di violazione della legge Scelba: in sostanza, potrebbero essere contestati i reati di apologia del fascismo e ricostituzione del partito fascista, ai sensi della legge del 1952. L'iniziativa arriva poche ore dopo la presentazione, avvenuta a Milano, della «Guardia nazionale italiana», il gruppo di «camicie grigie» composto per un terzo da ex membri delle forze dell'ordine, legato al Msi-Dn di Gaetano Saya. «ANDIAMO AVANTI» - Pronta la reazione da parte dei vertici Msi-Dn: «La Guardia nazionale italiana è una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge e non crediamo ci possa essere alcun tipo di reato», ha dichiarato il vicepresidente della «Guardia nazionale italiana» Maurizio Monti. «Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali ci dimostrano che abbiamo commesso dei reati. È giusto che la magistratura indaghi, ma l'importante è che lo faccia con senso di giustizia. Se dovessimo avere avvisi dalla Procura i nostri legali prenderanno le dovute cautele del caso». CANNIZZARO: DECISIONE ASSURDA - Maria Antonietta Cannizzaro, compagna di Gaetano Saya e presidente del movimento che appoggia le cosidette ronde nere («ma le ronde non hanno colore», precisa lei) ha affermato che la decisione di aprire un fascicolo «è assurda» e che la divisa delle Guardie nazionali italiane non ha richiami a simboli fascisti: «L'aquila imperiale fa parte della nostra storia fin dai Cesari - osserva -. Allora bisognerebbe abbattere a Roma tutti gli edifici storici su cui è rappresentata. Nessun richiamo al fascismo. Il fascismo è affidato alla storia». Il presidente del Msi appoggia le Guardie nazionali che però, sottolinea, non ne sono un'emanazione e vede nell'apertura del fascicolo anche un «attacco al governo». I VOLONTARI - Alla presentazione di sabato i vertici nazionali dell’Msi avevano annunciato che ci sarebbero a disposizione 2.100 volontari in tutto il Paese, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia. «La Guardia nazionale è un’iniziativa apolitica», precisavano, nell’ambito dell’attività del nascente Partito Nazionalista italiano guidato da Gaetano Saya. Lo stesso Saya ha descritto la divisa ideata per le ronde: camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell'aquila imperiale romana, la scritta «SPQR» e il motto «Domine dirige nos». L'equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero.
ROOSTERS99 Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Io son del parere che si desse meno visibilità a certe buffonate.....
corny Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Io son del parere che si desse meno visibilità a certe buffonate..... Ma anche non incentivarle ......
tricky Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Io son del parere che si desse meno visibilità a certe buffonate..... Beh, qui non è dare visibilità, ma denunciare qualcosa di seriamente preoccupante. È un po' come quando si parla di arresti o denunce nel mondo Ultrà e si dice: “Vogliono solo visibilità e così si fa il loro gioco". E non sono d'accordo. Ogni reato che porta ad una denuncia o ad un arresto non deve passare sotto silenzio. Specie se si tratta di questione che, a mio avviso vanno trattate non sul piano politico, ma su quello della criminalità. Spero, infatti, che a sinistra non si strumentalizzi nulla, anche se temo verrò smentito
ROOSTERS99 Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Ma anche non incentivarle ...... Mi dicono che la nuova legge impedirà simili cagate.
ROOSTERS99 Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 (edited) Beh, qui non è dare visibilità, ma denunciare qualcosa di seriamente preoccupante. È un po' come quando si parla di arresti o denunce nel mondo Ultrà e si dice: “Vogliono solo visibilità e così si fa il loro gioco". E non sono d'accordo. Ogni reato che porta ad una denuncia o ad un arresto non deve passare sotto silenzio. Specie se si tratta di questione che, a mio avviso vanno trattate non sul piano politico, ma su quello della criminalità. Spero, infatti, che a sinistra non si strumentalizzi nulla, anche se temo verrò smentito Ma dai tricky, nè seriamente nè preoccupante IMHO ! Piuttosto mi preoccupa l'Iran, con la sua totale assenza di libertà, civiltà, rispetto dei diritti umani; e con tecnologia nucleare..... Lì sì, che Edited June 15, 2009 by ROOSTERS99
tricky Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Ma dai tricky, nè seriamente nè preoccupante IMHO !Piuttosto mi preoccupa l'Iran, con la sua totale assenza di libertà, civiltà, rispetto dei diritti umani; e con tecnologia nucleare..... Lì sì, che Altre realtà Roo. Certamente molto più preoccupante. Ma non sottovalutiamo questi piccole quote xenofobe. Non è il numero di persone, ma le idee che portano avanti che vanno fermamente condannate. Negli anni Settanta le Br furono sottovalutate. Inizialmente si pensava fossero quattro pirla e basta. Invece erano più di quante immaginavamo. Lo Stato le sconfisse, ma a quale prezzo di sangue? Prevenire è meglio che curare. Che non vuol dire niente libertà a chi la pensa diversamente. Sia chiaro.
corny Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 .... Che non vuol dire niente libertà a chi la pensa diversamente. Sia chiaro. .... Dillo al nostro presidente del consiglio che al convegno dei giovani industriali ha detto prima di non investire in pubblicità su giornali che non la pensano come lui, poi come al solito ha rettificato dicendo che si voleva rivolgere a Franceschini ...... come dire boicottate l'opposizione ......
ROOSTERS99 Posted June 15, 2009 Posted June 15, 2009 Dillo al nostro presidente del consiglio che al convegno dei giovani industriali ha detto prima di non investire in pubblicità su giornali che non la pensano come lui,poi come al solito ha rettificato dicendo che si voleva rivolgere a Franceschini ...... come dire boicottate l'opposizione ...... Boicottare ? Pinzillacchere,bazzeccole, quisquilie, rispetto all' attacco mediatico/diffamatorio subito dal Cav. in campagna elettorale; ed ora sotto col G8... Massimino, autorità massima nella sostituzioni di primi ministri eletti dal voto popolare, ha già fatto i suoi proclami, anche se credo che stavolta se lo piglierà in quel posto.
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