Leasir Posted October 15, 2008 Author Posted October 15, 2008 non so se quello di brinzio sia un episodio di razzismo o, più semplicemente, un atto di vandalismo.Propenderei per l'atto vandalico commesso da qualcuno la cui scatola cranica è sprovvista di materia grigia e il cui riflesso incondizionato si riduce a un istintivo "dagli al negro". non capisco perchè si debbano fare distinzioni. razzismo e spazio libero intracranico sono sempre stati strettamente correlati.
Ale Div. Posted October 15, 2008 Posted October 15, 2008 (edited) 15 ottobre 1883: la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara incostituzionale parte del Civil Rights Act del 1875 che si oppone alla discriminazione razziale, poiché a suo parere individui e imprese possono discriminare in base alla razza e si può effettuare segregazione per colore o religione per l'afflusso in hotel, treni o mezzi di trasporto. Queste leggi razziali, espresse a soli diciotto anni dalla guerra di Secessione, resteranno in vigore fino al 1964. Durante la Seconda Guerra Mondiale sarà fatto divieto alle truppe dei “liberatori” di praticare trasfusione di sangue bianco ai feriti delle proprie truppe di colore. Leggi razziali erano in vigore all'epoca anche in Francia. Oggi sono lo sono in Liberia e, di fatto, in Israele, dove esistono tre codici penali e vengono utilizzati a seconda dell'origine dell'accusato. Edited October 15, 2008 by Ale Div.
Ale Div. Posted October 15, 2008 Posted October 15, 2008 11-08-2006, 12:49 PM Proteste degli israeliani-etiopi per donazioni di sangue: 11 feriti peacereporter Undici israeliani-etiopi sono rimasti feriti negli scontri con la polizia a Gerusalemme. Facevano parte di un gruppo di circa duecento persone, scese in piazza per protestare contro la decisione del ministero della Salute israeliano di rifiutare le donazioni di sangue degli israeliani di origine etiope. Il loro sangue è stato rifiutato nel timore di contaminazione perché, sostiene il ministero, ''donato da persone originarie da paesi specifici, dove l'Aids è endemica''. Un eccesso di cautela che la numerosa comunità etiope in Israele ha giudicato offensivo e razzista.
ROOSTERS99 Posted October 15, 2008 Posted October 15, 2008 15 ottobre 2008, 13:49 Concorsi pubblici: precedenza ai residenti Roma - Via libera dall’Aula della Camera all’articolo 37 del ddl lavoro collegato alla Finanziaria che prevede, di fatto, una precedenza ai residenti della regione per poter partecipare a un determinato concorso pubblico. «La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord che inserisce nei concorsi pubblici il principio della residenza quale requisito preferenziale per l’assunzione quando si sia di fronte a servizi che richiedono una particolare conoscenza del territorio». Lo ha affermato il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, a margine dell’esame dell’Aula di Montecitorio. «Il testo è stato approvato a larga maggioranza con i voti della Lega, del Pdl e con l’astensione dell’Udc - ha spiegato il capogruppo del Carroccio - l’inserimento del requisito di residenza è un principio molto importante che va nella direzione dell’attuazione del federalismo e si avvicina alla regionalizzazione dei concorsi pubblici. Questo strumento consentirà di ridare slancio al pubblico impiego e - ha concluso Cota - permetterà ai nostri amministratori locali di poter scegliere le persone più preparate che hanno a disposizione per tutti quei servizi che richiedono una particolare conoscenza del territorio».
corny Posted October 15, 2008 Posted October 15, 2008 15 ottobre 2008, 13:49 Concorsi pubblici: precedenza ai residenti Roma - Via libera dall’Aula della Camera all’articolo 37 del ddl lavoro collegato alla Finanziaria che prevede, di fatto, una precedenza ai residenti della regione per poter partecipare a un determinato concorso pubblico. «La Camera ha approvato un emendamento della Lega Nord che inserisce nei concorsi pubblici il principio della residenza quale requisito preferenziale per l’assunzione quando si sia di fronte a servizi che richiedono una particolare conoscenza del territorio». Lo ha affermato il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, a margine dell’esame dell’Aula di Montecitorio. «Il testo è stato approvato a larga maggioranza con i voti della Lega, del Pdl e con l’astensione dell’Udc - ha spiegato il capogruppo del Carroccio - l’inserimento del requisito di residenza è un principio molto importante che va nella direzione dell’attuazione del federalismo e si avvicina alla regionalizzazione dei concorsi pubblici. Questo strumento consentirà di ridare slancio al pubblico impiego e - ha concluso Cota - permetterà ai nostri amministratori locali di poter scegliere le persone più preparate che hanno a disposizione per tutti quei servizi che richiedono una particolare conoscenza del territorio». Ma le assunzioni nel pubblico impiego non sono da tempo bloccate?
Leasir Posted October 15, 2008 Author Posted October 15, 2008 Il Consiglio europeo respinge il tentativo di alcuni paesi di bloccare la direttiva 20-20-20In prima fila anche l'Italia che con Berlusconi ha chiesto una fase di "souplesse" Clima, l'Europa vuole andare avanti ma Roma e Varsavia minacciano veto Bruxelles ribadisce la volontà di arrivare a un accordo entro dicembre su tagli alla CO2 e rinnovabili Il premier italiano: "C'è la crisi finanziaria, non è il momento di fare i don Quichotte" BRUXELLES - Si annuncia un braccio di ferro sulle politiche europee a contrasto dei cambiamenti climatici. Da un lato Italia e Polonia, che minacciano il veto pur di fermare i tagli alle emissioni di anidride carbonica e l'incremento di efficienza energetica ed energia rinnovabile. Dall'altro il Consiglio europeo, che malgrado la crisi finanziaria, ribadisce invece la volonta di confermare tutti gli obiettivi della direttiva 20-20-20, raggiungendo un accordo definitivo entro dicembre. Teatro dello scontro è la riunione dei capi di stato e di governo dei 27 in corso a Bruxelles. A poche ore dall'inizio dei lavori, il Consiglio europeo ha diffuso una nota nella quale "conferma la propria determinazione a mantenere gli impegni ambiziosi che ha preso in materia di politica del clima ed energetica. In questo contesto riafferma l'obiettivo di arrivare in dicembre, in stretta associazione con il Parlamento europeo, ad un accordo sulle quattro proposte legislative della Commissione". "Queste proposte - prosegue il testo - formano un insieme coerente, il cui equilibrio e i parametri fondamentali devono essere preservati, pur portando soluzioni appropriate alle poste in gioco della sua attuazione per tutti i settori dell'economia europea, e per tutti gli stati membri, vegliando a un rapporto costo-efficacia soddisfacente". La lotta ai cambiamenti climatici, secondo l'Unione Europa non può insomma essere messa a repentaglio dalla crisi finanziaria e deve rimanere una priorità. Una determinazione contro la quale Roma e Varsavia (ma sono sulla stessa linea anche un gruppetto di paesi dell'ex blocco comunista) hanno minacciato di utilizzare l'arma del veto, lamentando i presunti contraccolpi che avrebbe per l'economia il perseguimento in questa fase congiunturale dell'agenda fissata con la direttiva 20-20-20. Sul pacchetto clima, ha affermato Berlusconi, "gli impegni che l'Unione Europea si era data sotto presidenza tedesca oggi si confrontano con una crisi nella quale siamo. Non crediamo che questo sia il momento per andare avanti da soli e fare i don Quichotte". Per il presidente del Consiglio è necessario rinviare il pacchetto clima anche perché "i maggiori produttori di C02 che sono Stati Uniti e Cina sono assolutamente negativi sul fatto di aderire alla nostra azione". In realtà, tanto Obama quanto McCain, pur senza sbilanciarsi nettamente su un'adesione al Protocollo di Kyoto, si sono entrambi espressi a favore dell'introduzione di limiti alle emissioni di gas serra, mentre Pechino non è contraria in linea di principio ma chiede di ottenere aiuti attraverso il trasferimento di tecnologie verdi e pretende che l'Occidente si a coerente nel dare il buon esempio. Il provvedimento 20-20-20, nella sua definizione originale, obbliga l'insieme dell'Unione a raggiungere entro il 2020 un taglio delle emissioni di CO2 del 20%, ad incrementare efficienza energetica ed energia prodotta da fonti rinnovabili di un altro 20% e ad aumentare al 10% la quota di biocarburante Mavaffanculo, Cavaliere.
Leasir Posted October 16, 2008 Author Posted October 16, 2008 Quoto pure io. ci si scandalizza solo se sono i cinesi ad inquinare, vero? la faccia di tolla di Roosters99 dovrebbe essere dichiarata patrimonio mondiale protetto dall'Unesco.
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 Mavaffanculo, Cavaliere. Il giornalista dev'essere un professore di Targato Varesino ... Don Quichotte ..... Lorraine? Per il resto sarebbe carino che tutti gli ambientalisti indignati mi spieghino perchè sono indignati. Avete presente cosa dice il Prot di Kyoto e le varie direttive di secondo livello? Ne dubito. Il concetto alla base è: diminuisci l'inquinamento, se non vuoi e/o non ce la fai, ti compri una quota di aria pulita. Insomma: concetto materilista di difesa dell'ambiente. Ci vuole ben altro!
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 ci si scandalizza solo se sono i cinesi ad inquinare, vero?la faccia di tolla di Roosters99 dovrebbe essere dichiarata patrimonio mondiale protetto dall'Unesco. Cina India e USA contribuiscono all'80% di emissioni dannose all'ambiente. Evidentemente c'è qualcosa da ridiscutere ......
Leasir Posted October 16, 2008 Author Posted October 16, 2008 Ci vuole ben altro! questo lo quoto col sangue.
Leasir Posted October 16, 2008 Author Posted October 16, 2008 Cina India e USA contribuiscono all'80% di emissioni dannose all'ambiente.Evidentemente c'è qualcosa da ridiscutere ...... "se non fai parte della soluzione, fai parte del problema" [cit.]
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 (edited) Il problema è di tutti, il problema siamo noi. Sarebbe il caso di mettercelo in testa. Ma il problema non si risolve acquistando "aria pulita". Berlusconi contesta questo. L'Italia ogni anno spende svariati milioni di euro per comprare "aria pulita" dall'inghilterra, che fino a qualche anno fa andava ancora a Carbone. L'inghilterra ha convertito in gas, eolico, elettrico e petrolio, ovvero le fonti di energia che noi utilizziamo già da qualche anno. L'inghilterra così ha risparmiato quote "di aria pulita" che vende a noi che dovremmo convertire o diminuire il consumo di petrolio.. La riduzione che in tempi brevi l'Italia può praticare, coincide con una de-evoluzione industriale. La riduzione che l'Italia dovrebbe/deve praticare, è un filino troppo rivoluzionaria. Sarebbe bello se Gruppo Fiat producesse solo motori a idrogeno e GPL.......... Per noi vale è lo stesso concetto delle quote latte: geniali statisti che non sanno che cosa trattano. Edited October 16, 2008 by Ale Div.
Virgus Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 ci si scandalizza solo se sono i cinesi ad inquinare, vero? Non parlare di ciò che , probabilmente , non conosci . O , se conosci , argomenta , così almeno comprendiamo tutti .
ROOSTERS99 Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 (edited) ci si scandalizza solo se sono i cinesi ad inquinare, vero?la faccia di tolla di Roosters99 dovrebbe essere dichiarata patrimonio mondiale protetto dall'Unesco. Datti all' ippica !! ...con affetto, si intende !! Le risposte di Ale alle tue "fregnacce" mi paiono più che esaurienti. Edited October 16, 2008 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 (edited) Per Leasir: read and run !! mercoledì il premier berlusconi aveva minacciato di porre il veto sul pacchetto Ue, accolta la proposta italiana sul clima «Tener conto dei costi-benefici per i settori dell'economia europea». Il termine per l'accordo è dicembre BRUXELLES - Mercoledì il presidente del Consiglio Berlusconi aveva minacciato di porre il veto sul pacchetto con le misure contro il cambiamento climatico. E oggi il vertice dei 27 Paesi Ue a Bruxelles ha accolto la richiesta italiana di valutare la bozza alla luce del rapporto costi-benefici, confermando però la prevista scadenza di fine anno per il raggiungimento di un accordo. Mercoledì sera era stato Sarkozy, presidente di turno della Ue, a fare un'apertura dicendo che Berlusconi «non è un uomo che blocca i processi. È una persona che alla fine della discussione ha sempre fatto l'interesse dell'Europa. Troveremo un accordo giusto». Poco prima lo stesso presidente francese aveva sottolineato che «è inaccettabile» rivedere gli obiettivi contro il cambiamento climatico e che «va trovata una soluzione prima di gennaio». «Dobbiamo tenere conto delle questioni sollevate da alcuni nostri colleghi - aveva aggiunto -, ma la questione clima è una questione di responsabilità storica e la crisi finanziaria non deve diminuire le nostre ambizioni». Oltre all'Italia, anche la Polonia e altri otto Paesi dell'est avevano chiesto di tenere conto delle «specificità dei singoli Paesi» nell'applicazione delle misure. SCAMBIO DI EMISSIONI - Il veto a cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio riguarda la clausola Ets che consente lo scambio di emissioni di Co2. In pratica la norma, già contenuta nel protocollo di Kyoto, prevede che un'azienda che inquina meno dei parametri previsti possa acquisire inquinamento dietro compenso da aziende che altrimenti rischiano di infrangere il tetto di emissioni. Anche altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Polonia, si sono espressi contro l'ulteriore ampliamento della norma. Nella "borsa delle emissioni" (sistema Ets) attualmente in vigore nell’Ue, e che applica la legislazione derivata dal Protocollo di Kyoto (periodo 2008-2012), a tutte le installazioni industriali, comprese le centrali termoelettriche, sono assegnate gratis le quote di Co2 che è possibile emettere. Anche in questo caso, se superano le quote, gli impianti devono acquistare sul mercato i diritti di emissione eccedenti. Nel pacchetto Ue sul dopo-Kyoto (2013-2020) è previsto che tutti gli impianti termoelettrici comprino all’asta il 100% dei loro diritti di emissione già a partire dal 2013. «NON FACCIAMO I DON CHISCIOTTE» - «È una clausola ridicola, perché si creerebbe un nuovo mercato economico su titoli derivati che sarebbero tossici - ha spiegato il premier -. Le nostre imprese non sono assolutamente nella misura di sopportare i costi della regolamentazione proposta. Non crediamo che sia il momento di fare i Don Chisciotte, di andare soli quando i paesi grossi produttori di C02 come gli Usa e la Cina sono assolutamente negativi sul fatto di aderire alla nostra azione». Secondo il premier il pacchetto costerà all’industria automobilistica italiana «dai 160 ai 180 miliardi di vecchie lire», mentre «tutto il resto dell’economia dovrebbe addirittura pagare il prezzo di 25 miliardi di gravame all’anno». Il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva aggiunto che «la parola d'ordine è flessibilità e sostenibilità. Se questi due elementi vengono inseriti, si può anche arrivare a un accordo». L'annuncio italiano e l'iniziativa polacca hanno rimesso in discussione la tabella di marcia per l'applicazione del pacchetto proposto dalla Commissione Ue, che si articolano in quattro direttive. Bruxelles intende applicare le decisioni assunte all'unanimità dai 27 a marzo 2007 che prevedono, entro il 2020, una riduzione del 20% di emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 1990, un aumento del 20% di consumi da energie rinnovabili e un incremento del 20% dell'efficienza energetica. ACCORDO ENTRO DICEMBRE - Nell'ultima versione delle conclusioni, il Consiglio dà mandato «alla presidenza e alla commissione di organizzare un intenso lavoro nelle prossime settimane allo scopo di trovare risposte appropriate alla sfida di applicazione del pacchetto, in modo tale da tener conto rigorosamente dei costi-benefici per tutti i settori della economia europea e di tutti gli Stati membri, avendo riguardo per la specifica situazione di ogni Stato membro». Il Consiglio europeo ha riaffermato «che il suo obiettivo è di raggiungere un accordo in dicembre». Anche nell'ultima versione delle conclusioni, viene confermata «la determinazione ad onorare gli impegni ambiziosi assunti sul clima e la politica energetica». PROTESTA DI GREENPEACE - Nella notte alcuni attivisti di Greenpeace sono entrati nel cantiere della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia per protestare contro «l'ostilità del governo italiano al pacchetto clima ed energia dell'Ue». «La volontà del governo è quella di sabotare il percorso per la seconda fase del Protocollo di Kyoto e far saltare le uniche possibilità concrete di ridurre le emissioni» ha spiegato Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. «La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia - ha aggiunto Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace - rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione, la centrale immetterà in atmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di Co2, pari alle emissioni di due milioni di Suv. Per questo Greenpeace chiede una moratoria sulle centrali a carbone». Mercoledì l'organizzazione aveva denunciato la posizione dell'Italia al vertice Ue: «Se questa deve essere la funzione del ministero dell'Ambiente, tanto vale chiuderlo, visto che l'impegno ambientale del ministro non è migliore di quello di Confindustria». Risposta del portavoce del ministro Prestigiacomo: «Siamo per lo sviluppo sostenibile, non per le declamazioni insostenibili che ci hanno portato ha sforare del 13,5% gli impegni di Kyoto. Non dovrebbe sfuggire ai tanti che invocano questo pacchetto che i costi li pagherebbero i cittadini con rincari delle bollette e bei beni di consumo». corriere.it 16 ottobre 2008 Edited October 16, 2008 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 16 ottobre 2008 Liceali senza un perché Nelle superiori cresce la protesta, eppure la Gelmini non le ha toccate Non si può che convenire quando un Piero Fassino o qualche altro alto papavero democratico spiegano che manifestare contro il governo non è un attentato alla democrazia. Ugualmente è legittimo per il comparto della scuola protestare (possibilmente in forme democratiche, e l’occupazione è sempre una forma borderline) contro le decisioni assunte dal ministro della Pubblica istruzione. Allo stesso tempo, una sobria ma sentita critica andrebbe formulata di fronte a quanto sta avvenendo in questi giorni nelle scuole superiori italiane. La questione è tanto la “rinascita della Pantera”, che più che pantera è la bufala di ogni autunno italiano da una ventina d’anni a questa parte. Tanto che persino Repubblica – nella sua qualità di “contrada nonna” delle occupazioni studentesche messe in piedi dai figli e ormai anche nipoti dei contestatori che furono – non ha più il coraggio di chiamarlo “il nuovo ’68” e si è rassegnata a titolare su un ancor più improbabile “nuovo ’48”. Il problema è il contenuto che la protesta dei liceali di questi giorni sta proponendo: e che è prossimo allo zero. Qualcuno dovrebbe domandarsi per quale motivo, al di là di quelli banalmente ormonali, “l’epicentro della protesta” debba essere nei licei, come spiegano tutti i giornali. Sostenuta da ragazzi che strillano angosciati perché “sentono di avere davanti a sé un futuro da precari”, come se fosse anche questa una colpa oggettiva di Maria Stella Gelmini? A ben guardare, o anche solo a essere informati, i nuovi cuccioli della Pantera dovrebbero sapere che l’unico comparto della scuola pubblica che per il momento la Gelmini si è guardata dal toccare è quello dei licei. Anche perché lì il prossimo anno andrà in vigore la riforma Moratti, in base a una decisione confermata a suo tempo dal ministro Beppe Fioroni, non da Dracula. Al massino, la Gelmini ha deciso di ridurre l’orario degli istituti tecnici. Possibile che negli Itc scioperino per questo? L’impressione è che ancora una volta gli studenti servano soltanto da volano per una retorica politica (e sindacale) formulata altrove. E che non coincide con l’interesse degli studenti, che dovrebbe essere quello di una scuola che funziona.
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 (edited) SCAMBIO DI EMISSIONI - Il veto a cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio riguarda la clausola Ets che consente lo scambio di emissioni di Co2. In pratica la norma, già contenuta nel protocollo di Kyoto, prevede che un'azienda che inquina meno dei parametri previsti possa acquisire inquinamento dietro compenso da aziende che altrimenti rischiano di infrangere il tetto di emissioni. Anche altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Polonia, si sono espressi contro l'ulteriore ampliamento della norma. Nella "borsa delle emissioni" (sistema Ets) attualmente in vigore nell’Ue, e che applica la legislazione derivata dal Protocollo di Kyoto (periodo 2008-2012), a tutte le installazioni industriali, comprese le centrali termoelettriche, sono assegnate gratis le quote di Co2 che è possibile emettere. Anche in questo caso, se superano le quote, gli impianti devono acquistare sul mercato i diritti di emissione eccedenti. Nel pacchetto Ue sul dopo-Kyoto (2013-2020) è previsto che tutti gli impianti termoelettrici comprino all’asta il 100% dei loro diritti di emissione già a partire dal 2013. Chiunque abbia a cuore l'ambiente, il paesaggio e la salute, non può che vomitare di fronte a norme di questo genere! «NON FACCIAMO I DON CHISCIOTTE» - «È una clausola ridicola, perché si creerebbe un nuovo mercato economico su titoli derivati che sarebbero tossici - ha spiegato il premier -. Le nostre imprese non sono assolutamente nella misura di sopportare i costi della regolamentazione proposta. Non crediamo che sia il momento di fare i Don Chisciotte, di andare soli quando i paesi grossi produttori di C02 come gli Usa e la Cina sono assolutamente negativi sul fatto di aderire alla nostra azione». Sono completamente d'accordo a metà con il mister. Diciamo che ha individuato il problema, manca di dare la soluzione. PROTESTA DI GREENPEACE - Nella notte alcuni attivisti di Greenpeace sono entrati nel cantiere della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia per protestare contro «l'ostilità del governo italiano al pacchetto clima ed energia dell'Ue». «La volontà del governo è quella di sabotare il percorso per la seconda fase del Protocollo di Kyoto e far saltare le uniche possibilità concrete di ridurre le emissioni» ha spiegato Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. «La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia - ha aggiunto Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace - rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione, la centrale immetterà in atmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di Co2, pari alle emissioni di due milioni di Suv. Per questo Greenpeace chiede una moratoria sulle centrali a carbone». Mercoledì l'organizzazione aveva denunciato la posizione dell'Italia al vertice Ue: «Se questa deve essere la funzione del ministero dell'Ambiente, tanto vale chiuderlo, visto che l'impegno ambientale del ministro non è migliore di quello di Confindustria». Risposta del portavoce del ministro Prestigiacomo: «Siamo per lo sviluppo sostenibile, non per le declamazioni insostenibili che ci hanno portato ha sforare del 13,5% gli impegni di Kyoto. Non dovrebbe sfuggire ai tanti che invocano questo pacchetto che i costi li pagherebbero i cittadini con rincari delle bollette e bei beni di consumo».corriere.it 16 ottobre 2008 Greenpeace è la mano armata dell'industria delfinto ecologismo. Chiunque abbia a cuore il problema dell'inquinamento, rifiuta Greenpeace. Edited October 16, 2008 by Ale Div.
Leasir Posted October 16, 2008 Author Posted October 16, 2008 Risposta del portavoce del ministro Prestigiacomo: «Siamo per lo sviluppo sostenibile, non per le declamazioni insostenibili che ci hanno portato ha sforare del 13,5% gli impegni di Kyoto. Non dovrebbe sfuggire ai tanti che invocano questo pacchetto che i costi li pagherebbero i cittadini con rincari delle bollette e bei beni di consumo». ribaltare qualche miliardata di passività di Alitalia sulle spalle dei contribuenti è cosa buona e giusta. investire su fonti di energia più pulite invece no. grazie Alberto!
ROOSTERS99 Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 ribaltare qualche miliardata di passività di Alitalia sulle spalle dei contribuenti è cosa buona e giusta.investire su fonti di energia più pulite invece no. grazie Alberto! Ma cosa cavolo c' entra.............
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 Ora si va in galera per fare, da soli, il saluto romano. Non era mai successo nella storia italiana; perché ciò sia “reato” si deve essere almeno in cinque Un arresto è stato effettuato per apologia del fascismo, si tratta di un giovane brindisino di 25 anni non conosciuto alle forze dell'ordine, è stato individuato mentre faceva il saluto fascista durante l'inno di Mameli dagli agenti della Digos e dell'Ucigos. Portato in Questura è stato denunciato per apologia del fascismo. Grazie Fini!
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 ribaltare qualche miliardata di passività di Alitalia sulle spalle dei contribuenti è cosa buona e giusta.investire su fonti di energia più pulite invece no. grazie Alberto! Colpo sotto la cintura ....
Ale Div. Posted October 16, 2008 Posted October 16, 2008 A Matrix si congeda citando il suo scrittore preferito : Ezra Pound Alla fine della puntata di Matrix, intitolata "Saviano, uno di noi" , il noto scrittore cita il famoso aforisma di Ezra Pound : "Se un uomo non è disposto a rischiare per le proprie idee o queste non valgono nulla o non vale nulla lui". SAVIANO UNO DI NOI! IN OGNI CASO, IN OGNI SENSO!
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