Maurizio Posted October 22, 2008 Posted October 22, 2008 22 ottobre 2008Cav., tira giù quel muro verde Conti alla mano, un occhio alla pancia del paese che conosce bene, Berlusconi si è lanciato nella sua battaglia solitaria contro il pensierounico ecologicamente corretto che contagia anche gli amici come Sarko La grande battaglia di Silvio Berlusconi contro il pensiero unico dell’ecologismo imperante, contro la “scomoda verità” di un premio Nobel come Al Gore, contro la tendenza conformista che ha contagiato destre e sinistre mondiali – perché l’ecologismo elettoralmente paga – ha raggiunto il suo picco nel consesso europeo governato da Nicolas Sarkozy. E’ il pacchetto energia e clima su cui il “no” italiano ha scatenato polemiche feroci. Il presidente francese e presidente di turno dell’Ue ha preso la parola al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, per dire che “non approvare il pacchetto climatico comunitario sarebbe drammatico e irresponsabile”. Senza nominarlo, Sarkozy parlava del Cav. e della sua opposizione all’adozione del pacchetto 20-20-20 che prevede, entro il 2020, la riduzione del 20 per cento (rispetto al 2005) delle emissioni di gas serra, l’abbattimento dei consumi energetici del 20 per cento e la dipendenza al 20 per cento da fonti rinnovabili. Nelle stesse ore, Berlusconi, intervenendo ieri all’assemblea di Confindustria a Napoli, è tornato a dire quel che avevano già detto nei giorni precedenti lui e il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo: “Se l’Europa e i cittadini europei vogliono dare l’esempio a tutto il mondo – ha spiegato il Cav. – bisogna fare in modo che questo prezzo almeno sia pagato da tutti e in parti uguali, perché non può essere per il 18 per cento a carico dell’Italia”. Sebbene il premier dichiari che il motivo principale delle sue perplessità sia la crisi economica incipiente (ieri il Fondo monetario internazionale e il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, hanno annunciato ufficialmente che l’Italia è in recessione) e che una nuova analisi costi-benefici potrebbe persino convincerlo dell’opportunità di anteporre gli interessi dell’ambiente a quelli dell’economia, il suo è un “no” contro l’ideologia ecologista imperante. Ne è conferma la reazione della sinistra italiana, tanto sensibile alla fine del mondo causata dallo scioglimento dei ghiacci. Se per il capogruppo del Pd alla commissione Ambiente della Camera, Roberto Della Seta, “Sarkozy ha dato una lezione di buonsenso alla destra italiana”, per l’ex ministro e leader del Prc, Paolo Ferrero, “Berlusconi ha torto e Sarkozy ragione” e per la portavoce dei Verdi, Grazia Francescato, “c’è da ringraziare che ci sono l’Europa e Sarkozy”. E’ vero – come ha sottolineato il Cav. – che “l’Italia, con la Germania, è uno dei paesi che più basano la loro economia sul settore manifatturiero” e che limitare le emissioni di gas serra è un provvedimento che va a colpire, soprattutto, le industrie di quel settore. E’ vero anche, però, che il cancelliere Angela Merkel – che pure qualche riserva sul piano ce l’ha – ha preferito accettare il pacchetto e poi, semmai, riservarsi la possibilità di trattare qualche sconto per l’economia tedesca in fase negoziale. Come Berlusconi hanno agito soltanto i paesi dell’est europeo, entrati a far parte dell’Ue tra il 2004 e il 2007. Il loro rifiuto delle rigide regole pensate a Bruxelles per combattere l’inquinamento e il riscaldamento terrestre va oltre la semplice difesa dei pur legittimi interessi economici (la maggior parte dei nove paesi ha impianti industriali obsoleti e fa largo uso di carbone) e si spiega con un’avversione istintiva e comprensibile a qualsiasi tentativo dell’autorità pubblica di influire sul ciclo economico. Che nel fronte del “no” si trovino Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Lettonia, Lituania ed Estonia – tutti paesi che per mezzo secolo sono rimasti nell’area d’influenza del socialismo reale sovietico, quando non sotto il controllo diretto di Mosca – è indicativo. Che l’unico leader dell’Europa occidentale a sostenerli sia anche l’ultimo leader che ha fatto dell’anticomunismo in quanto tale un valore da portare al governo sembra più di una coincidenza. Così, nonostante Legambiente ironizzi sul “nuovo patto di Varsavia” che avrebbe nel Cav. la guida, la battaglia europea di Berlusconi sul clima appare sempre più come il rinnovarsi dell’eterna lotta contro il comunismo come ideologia imperante (era del ministro Brunetta un pamphlet di qualche anno fa sugli ambientalisti “verdi fuori e rossi dentro”) e i suoi satelliti, come il socialismo ambientalista che ha trovato nell’ex vicepresidente americano Al Gore, premiato l’anno scorso con il Nobel per la pace, il miglior uomo immagine possibile. In questa lotta, tra i leader conservatori dell’occidente, Berlusconi sembra solo. Non lo segue Sarkozy, che anzi proprio sulla lotta al riscaldamento globale ha incassato ieri il primo voto bipartisan del Parlamento francese, ma che soprattutto avrebbe un tornaconto diretto dall’approvazione del piano: la Francia potrebbe vendere più energia (prodotta con le centrali nucleari) agli altri partner europei e il governo Fillon avrebbe la scusa per concedere sovvenzioni all’industria automobilistica francese. La rupture ambientale del presidente francese ha avuto il volto algido e seducente di Nathalie Kousciusko-Morizet, il giovane sottosegretario che ha fatto confluire il suo piccolo movimento ecologista, Écologie Bleue, nel grande contenitore dell’Ump. Ieri a Parigi è stato il suo giorno: quando il capogruppo del Partito socialista all’Assemblea nazionale, Jean-Marc Ayrault, ha annunciato che l’opposizione avrebbe votato a favore del pacchetto ambientale della “Grenelle” (dal nome della strada parigina in cui si sono tenute le prime riunioni tra governo, enti locali e parti sociali sul tema), i deputati dell’Ump sono scattati in piedi e hanno applaudito. In un anno e mezzo è la prima volta che maggioranza di destra e opposizione di sinistra si trovano d’accordo su qualcosa e votano di conseguenza. Non è un caso che sia proprio l’ideologia ecologica a unire mondi che paiono inconciliabili. Non lo segue Angela Merkel che, per ragioni di opportunità politica (l’anno prossimo in Germania si vota e le istanze “verdi” sono considerate molto popolari nel paese) ma anche di convinzione personale (vedi il viaggio dello scorso anno in Groenlandia per vedere da vicino “gli effetti del climate change”) preferisce far adottare alla Cdu una linea di maggiore apertura ai temi ecologisti. Non lo segue il leader dei conservatori britannici, David Cameron, che un paio d’anni fa aveva lanciato la campagna “vote blue, go green” e che da tempo pubblicizza le sue scelte salutiste ed “ecofriendly”. Persino in America il Cav. trova poco seguito. E non tra i democratici, come è lecito aspettarsi, ma anche tra i repubblicani. Lo stesso John McCain lo scorso anno è stato il primo firmatario – con Joe Liebermann – di un disegno di legge per la riduzione delle emissioni industriali negli Stati Uniti. Se McCain è un maverick capace di tutto, certo non si può dire lo stesso di Newt Gingrich, ex speaker della Camera dei rappresentanti e guru della destra liberista americana, che qualche mese fa ha partecipato a una campagna promozionale contro il global warming girando pure uno spot televisivo. Così, mentre il pensiero unico verde ha assunto sempre più i contorni di una nuova religione politicamente corretta, il Cav. ha berlusconianamente scelto di combattere contro il nuovo mito, le nuove ipocrisie, la nuova ideologia di attrazione di massa. Siamo avanti rispetto a Bush, noi combattiamo i paesi che dispongono di armi di attrazione di massa!
tatanka Posted October 22, 2008 Posted October 22, 2008 Mail inviata a Varesenews e per conoscenza a www.soccorsosociale.org.Gentile redazione, ieri sera i pendolari "gallaratesi" hanno scoperto che il pullman navetta che li accompagna dalla stazione al parcheggio dell'area mercato e viceversa, verrà sospeso dal 1 novembre. La motivazione è legata agli 80 mila euro di deficit che il servizio in questione genera annualmente (a fronte degli 857 mila complessivi) e soprattutto perchè la navetta non è utilizzata dai gallaratesi. Nessun chiede al comune di Gallarate di fare beneficenza ai non-elettori, ma nessuno ha mai chiesto di andare fino a Gallarate a prendere il treno. La stazione lì non ce l'abbiamo messa noi pendolari, che già ogni giorno dobbiamo subire le torture dei ritardi e dei viaggi sovraffollati, su treni generalmente sporchi, caldi d'estate e freddi d'inverno. In più ora ci toccherà di fare ulteriori 10 minuti di strada a piedi, perchè nei paraggi della stazione i parcheggi sono a pagamento o con apertura dopo le 9 di mattina (evidente il perchè) e/o con sosta limitata a massimo 2 h. Calcolando durata del viaggio e ritardi, 2 h non bastano nemmeno per andare e tornare subito da Milano. A questo aggiungiamo che, all'avvicinarsi dell'inverno, ci sarà da fare i conti con il mal tempo e il freddo, ma soprattutto con il buio, in una zona che non è mai stata nota per essere ben frequentata. Evidente che nessuna figlia, moglie o fidanzata dei Consogleri Comunale prende il treno parcheggiando in via 2 giugno, ma alle altre signore chi ci pensa? Ciò che si chiede è più collaborazione e attenzione: Gallarate è una grande città che attira quotidianamente persone anche dai comuni limitrofi, per lavoro e shopping. Chiudere ai pendolari, è una scelta medievale! Viene voglia di boicottare la città e i suoi negozi! Se Gallarate giudica i pendolari un fastidio, che faccia chiudere la stazione FS! Spero che Mucci ci ripensi, almeno momentaneamente, in attesa di trovare una soluzione. Proposte se ne potrebbero fare tante, se solo si ascoltasse, a meno che non creda che i non-gallaratesi non abbiano parenti e amici a Gallarate, di quelli che votano! Buona giornata, Alessandro Cappelletti Grazie Alberto... per essere uscito da quella coalizione!!! [mode provocazione on] senza l'ICI qualcosa bisognerà pur tagliare. [mode provocazione off]
Leasir Posted October 22, 2008 Author Posted October 22, 2008 22 ottobre 2008Cav., tira giù quel muro verde Conti alla mano, un occhio alla pancia del paese che conosce bene, Berlusconi si è lanciato nella sua battaglia solitaria contro il pensierounico ecologicamente corretto che contagia anche gli amici come Sarko La grande battaglia di Silvio Berlusconi contro il pensiero unico dell’ecologismo imperante, contro la “scomoda verità” di un premio Nobel come Al Gore, contro la tendenza conformista che ha contagiato destre e sinistre mondiali – perché l’ecologismo elettoralmente paga – ha raggiunto il suo picco nel consesso europeo governato da Nicolas Sarkozy. E’ il pacchetto energia e clima su cui il “no” italiano ha scatenato polemiche feroci. Il presidente francese e presidente di turno dell’Ue ha preso la parola al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, per dire che “non approvare il pacchetto climatico comunitario sarebbe drammatico e irresponsabile”. Senza nominarlo, Sarkozy parlava del Cav. e della sua opposizione all’adozione del pacchetto 20-20-20 che prevede, entro il 2020, la riduzione del 20 per cento (rispetto al 2005) delle emissioni di gas serra, l’abbattimento dei consumi energetici del 20 per cento e la dipendenza al 20 per cento da fonti rinnovabili. Così, mentre il pensiero unico verde ha assunto sempre più i contorni di una nuova religione politicamente corretta, il Cav. ha berlusconianamente scelto di combattere contro il nuovo mito, le nuove ipocrisie, la nuova ideologia di attrazione di massa. in pratica San Giorgio contro il Drago. a 'sto qui Fido Fede je fa 'n trimone.
Virgus Posted October 22, 2008 Posted October 22, 2008 e invece c'entra parecchio, visto che il mostro inquinante di Taranto è il principale cliente (incidendo sul fatturato con percentuali bulgare) di una delle società varesine di maggior successo, la Elmec.in pratica, 250-300 famiglie varesine dipendono, indirettamente ma in maniera assolutamente determinante, dall'ILVA. Fosse per me e probabilmente per Alberto , la Puglia sarebbe già parte dell'Albania e nulla impedirebbe alla Elmec di avere un cliente all'estero , a parte il fatto che in mancanza dei contributi REGIONALI che la Ilva riceve probabilmente non sarebbe più un cliente solvibile ... propongo di non liquidare il discorso come "un problema di un amministratore pugliese di sinistra". E quindi cosa proponi ?
Ale Div. Posted October 22, 2008 Posted October 22, 2008 (edited) Buona lettura .... Qualcuno, infine, in cerca di soluzioni per la crisi finanziaria esplosa a settembre ma largamente prevista da almeno un biennio, se ne è ricordato… Di cosa? Ma dell’Iri, ovviamente. Do you remember Iri? IRIW è un acronimo, sta per: Istituto per la Ricostruzione Industriale… Molti (non so quanti…) se lo ricordano per il mostro clientelare che la politica tangentocratica della repubblica nata dalla resistenza lo fece via via diventare riuscendo, infine, a smantellare quello che, dalla sua creazione fino agli anni ‘60, era considerato un modello di gestione sano dell’economia e della sua produzione industriale, agricola e del terziario… Forse non ci crederete ma l’Iri nacque in circostanze del tutto analoghe alle attuali… Correva l’anno 1933, da qualcuno ricordato come XI dell’era fascista, e il mondo, soprattutto quello occidentale, si sbatteva all’interno della crisi finanziaria del 1929 scatenata, allora come ora, pensate un po’, negli Usa… Il sistema creditizio americano, allora come ora, crollò e, con esso, si trascinarono nella morsa della recessione e del disastro economico e produttivo i sistemi che a quel modello facevano riferimento e di quel sistema erano complici… Per una di quelle avventure che altri (non io…) chiamò della “Provvidenza”, in Italia - come si diceva sopra - vigeva un governo (ma che dico: governo? si governano le vacche: gli uomini si dànno un “regime”…) che pretendeva infischiarsene altamente delle scongiure accademiche e dei dettami liberisti. Primo fra tutti, quello del laissez faire… Di “lasciar fare” alla “mano invisibile del mercato”, che minacciava di strangolare popolo e nazione, non ritenne darsene per inteso… E s’inventò qualcosa d’altro e di diverso pur di sottrarre il collo degli italiani dal cappio dell’usura… Perdonate se ripeto lo scritto di Qualcuno già citato (da me…) altrove: «Cos’è questo liberismo? Se qualcuno ritiene che per essere perfetti liberali bisogna dare a qualche centinaio di incoscienti, di fanatici, di canaglie la libertà di rovinare quaranta milioni di italiani, io mi rifiuto energicamente di concedere questa libertà…». Detto fatto, quel Qualcuno si regolò di conseguenza… Bisogna dire che il Capo di quel governo (oppss, scusate: volevo scrivere “di quel regime”…) aveva, ancora allora (dico così, perché in seguito il fiuto lo tradì…), un fiuto, appunto, incredibile nello scegliersi gli uomini cui affidare la responsabilità di gestione di settori vitali della vita societaria: voleva riformare la scuola? e, beh, mica ci metteva una Gelmini o un Berlinguer qualsiasi… macché, Lui si andava a prendere il massimo filosofo italiano: Giovanni Gentile; voleva riformare la giustizia? e mica si rivolgeva ai suoi avvocati di fiducia per cotanta impresa: convocava il più grande giurista esistente: Alfredo Rocco; voleva riformare il sistema economico italiano, per risparmiargli una crisi che, pur venendo da lontano, avrebbe travolto la nazione? beh, pur con tutto il rispetto per l’attuale nostro ministro dell’Economia e della Finanza, incaricò Alberto Beneduce… Non so se mi spiego… Mo’, si dà il caso che il Beneduce (nomen est omen?) provenisse da esperienze politiche socialiste-riformiste; che avesse collaborato con la Banca d’Italia nelle politiche di sostegno all’industria bellica (‘15-‘18); che, nel 1916, fosse nominato amministratore delegato dell’Ina; che, nel 1919, dimessosi dalla carica amministrativa (ah! c’era un conflitto di interessi che si rispettava… all’epoca…) per candidarsi alle elezioni politiche nelle liste socialiste; che divenne deputato e, da lì, presidente della commissione Finanze della Camera; che, nel 1921, fu ministro del Lavoro del governo presieduto da Ivanoe Bonomi; che, nel 1924, non si ripresentasse alle elezioni, abbandonando così la carriera politica. Putacaso, l’allora Capo del governo, che non gliene poteva frega’ di meno delle antecedenze politiche di chi reputava utile alla causa della nazione, nel frattempo lo aveva preso a stimare, tanto da farne, nel 1925, presidente dell’Istituto di Credito per le Imprese di Pubblica Utilità. Oh! La Pubblica Utilità… Chi ricorda ancora cos’è la pubblica utilità? Volete mettere quanto era meglio parlare, fino a ben poche settimane fa, di utili di mercato? Beh, invece, all’epoca, la pubblica utilità era ancora l’obiettivo mirato dall’azione di (Quel) governo… E, quando la crisi finanziaria del 1929 cominciò a far sentire gli spifferi della tempesta anche al di qua dell’oceano Atlantico, il suo Capo alzò la cornetta, chiamò Alberto Beneduce e gli fe’: «Senti, Benedù… qui va tutto a puttane, mica solo il fascismo… qui va a puttane l’America, l’Europa e pure l’Italia… quelle cazzo di banche della Commerciale, del Credito italiano e del Banco di Roma, se so’ compromesse colle consorelle americane… ‘tacci loro… quelle crollano, crollano pure le nostre e bonanotte ar secchio de tutti li sonatori… Che se pò fa’? Le finanziamo?» «Ma che sei scemo? - gli rispose Beneduce - La Banca d’Italia è già esposta per 7 miliardi ar fine de sostenelle. Je ne damo n’artri po’, de sordi? E quando ne uscimo più fora? Se pò fa’ de mejo…». «Per esempio?», chiese Lui… «Per esempio: lo stato assorbe le partecipazioni delle banche in crisi, finanziandole affinché non falliscano; però, poi, trasferiamo le partecipazioni ad un ente statale creato ad hoc. In questo modo, lo stato smobilizza le banche in rotta e diventa proprietario per una percentuale rilevante del capitale azionario delle imprese in debito con quelle banche stesse e, di fatto, diventa pure il maggiore imprenditore nazionale… A quel punto, è lo stato che dirige i consigli di amministrazione delle imprese…». Lui ci pensò un po’ su… Poi, riprese la parola: «A Benedù… ma che me stai a propone la socializzazione delle imprese?». «No, non ancora: è prematuro, prima devi da fini’ de costrui’ lo stato corporativo… Ma, intanto, se c’è lo stato nei consigli d’amministrazione delle imprese è mejo de che se ce stanno li banchieri… e se i super-profitti li reinvestimo in opere pubbliche anziché lascialli alle banche pe’ li giochetti de borza de li mortacci loro, ‘ansai quanto sarebbe mejo ancora?»… «E certo che sarebbe mejo… - fece Lui, grattandosi la capa pelata e dubbiosa - ma famme capi’ ‘na cosa: se nun li caccia fora la Banca d’Italia li sordi per rileva’ le banche, chi li caccia?». «E i bot, che l’hanno inventati a fa’? Famo emette li boni dall’Ente de stato che andamo a crea’… Voi scommette’ che er risparmiatore preferisce affida’ er gruzzolo suo allo stato anziché alle banche, soprattutto in ‘sto momento? Che ne pensi, te? », sapendo, il Beneduce, che il duce, lesto di comprendonio, malgrado la pelata, avrebbe detto “bene”… «Bene… So’ d’accordo co’ te: famo come dici tu… E come lo chiamamo ‘st’ente statale? Io lo chiamerei: “Banche Andatevene Affanculo”… Famme ‘n po’ vede’ che acronimo sorte fora? Ecco, viene fora: “Baa”… che te sembra?». «Aho! Sei sempre er solito massimalista… bisogna esse’ più moderati… Ecco, chiamamolo: Istituto per la Ricostruzione Industriale…». «Iri? ». «Sì: Iri…». «Vabbeh… Iri me sona bene». Il resto è storia: 23 Gennaio 1933. Il governo istituisce l’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale) espandendo il ruolo di controllo dell’economia da parte dello stato. L’Iri giungerà ad avere oltre il 21% del capitale azionario di tutte le società per azioni italiane. 12 Marzo 1934. L’Iri assume la proprietà della Banca Commerciale, del Credito Italiano, della Banca di Roma e di molte imprese controllate da questi istituti bancari: Ansaldo, Ilva, Cantieri Riuniti dell’Adriatico, Sip, Sme, Acciaierie Terni, Edison… 24 Maggio 1934. Mussolini dichiara: «I tre quarti dell’economia italiana, industriale ed agricola, sono nelle mani dello stato». Forse esagerava un po’ sulle quote: l’uomo era così ma, comunque, la via era tracciata… La crisi finanziaria del ‘29 fu superata e il “modello Italia” venne additato come esempio virtuoso di economia politica… L’Iri - pensate, ancora - sopravvisse perfino agli esiti fatali di Quel regime. Negli anni ‘60, in tempi di “boom economico”, proprio l’Iri fu tra i protagonisti del “miracolo italiano”. I governi laburisti inglesi, e non solo loro, guardavano alla “formula Iri” come esempio positivo di intervento dello stato nell’economia, giudicandolo senz’altro migliore della semplice “nazionalizzazione”, perché permetteva una cooperazione tra capitale pubblico e capitale privato. Il che, se ci pensate bene, in termini di politica economica è esattamente la terza via fra capitalismo puro e comunismo… Poi, vennero prima Prodi, nel 1982 , a ridurre il raggio d’influenza dell’Iri, cominciando a parlare di “privatizzazioni” e, quel che è peggio, a praticarle; poi, venne l’accordo (1992) Andreatta (allora ministro del Tesoro del governo Giuliano Amato) - Van Miert (commissario europeo alla “concorrenza”) che, sulla base del Trattato di Maastricht (un obbrobrio di puro stampo liberista), alzò il tiro delle privatizzazioni fino alla liquidazione dell’Enel, dell’Eni, eccetera, eccetera, eccetera… fino alle dismissioni finale di Telecom Italia e Autostrade, con la garanzia agli acquirenti delle laute rendite di cui hanno goduto e godono e con quale scapito per i servizi “pubblici” ben si sa… Fino a che, nel 2002, l’Iri fu messo in definitiva liquidazione, incorporato in Fintecna, alias: Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi S.p.A., una società che è, sì, sotto controllo completo del Ministero dell’economia e della Finanza ma che ha come ragione sociale principale il coordinamento e controllo delle società “con prospettive di uscita dal portafoglio”, alias, ancora: “privatizzazioni-liquidazioni”. Pace all’anima dell’Iri… Ora, io, con “Aridatece l’Iri”, cosa voglio sostenere? Ma che cazzo! È la centomilionesima volta che il liberismo mostra i limiti della sua infamia e crolla… E, ogni volta che crolla, chiede allo stato - dal quale, in tempi di vacche grasse (per i liberisti) pretende che se ne stia alla larga dai suoi affarucci di mercato e non interferisca - di rifarsi vivo e di salvare le sue imprese primarie: vale a dire, le banche… E pure stavolta stanno ripetendo il giochetto: “aiuto aiuto… stiamo crepando perché siamo talmente ingorde da aver investito i vostri soldi (del contocorrentista e/o azionista) in prestiti scriteriati… Però, se crolliamo noi (le banche) le imprese chi le sostiene? Tanto più che (le imprese…) sono tutte nostre debitrici (molto più che nel ‘29…). O ci tirate fuori dal buco nel quale ci siamo cacciate o ci finite dentro pure voi, stati e imprese…”. E va bene, gli risponderei io… Socializzeremo le vostre perdite… Però, facciamo come si fece in Italia nel 1933: io, stato, pago le vostre malefatte ma, da questo momento in poi, le imprese debitrici con voi, lo sono con me, stato… Indi per cui, entro nei consigli di amministrazione delle imprese produttive e voi, banche, ne uscite… Do ut es… Se pò fa’… Se pò fa’… Volendo… Miro Renzaglia - www.mirorenzaglia.org Edited October 22, 2008 by Ale Div.
Virgus Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 Repubblica:Sarebbe accaduto venerdì a Varese. La studentessa aveva avuto un diverbio con una coetanea italiana che pretendeva il sedile. Più tardi, il pestaggio Ragazza marocchina picchiata e insultata Non aveva lasciato il posto sull'autobus VARESE - L'avrebbero picchiata a sangue e umiliata con pesanti frasi razziste come "brutta marocchina di m...". L'episodio, del quale si è avuta notizia solo ieri sera, sarebbe avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì, attorno alle 14.30, nella zona del mercato, in centro Varese. Vittima dell'aggressione ad opera di alcune coetanee una ragazzina di 15 anni, residente nell'Hinterland varesino, trovata sanguinante da un volontario dei City Angels che ha subito chiamato il 118. Sulla scorta della descrizione fornita dall'adolescente, i carabinieri hanno già denunciato a piede libero una delle ragazzine che avrebbero dato vita al pestaggio. Si tratta di una compagna di scuola. Anna, questo il nome di battesimo dell'extracomunitaria, ha riportato la frattura del setto nasale. Pare che alla base dell'episodio di violenza vi siano degli alterchi maturati il giorno precedente all'uscita dalla Scuola professionale di via Montegeneroso, a Varese, dove la vittima frequenta un corso per parrucchiera. Subito dopo essere salita sul bus, sarebbe stata insultata da un ragazzo che reclamava il diritto a quel posto. Poi si sarebbe intromessa un'amica del giovane e le due ragazze si sarebbero insultate, strattonate, graffiate. Al momento di scendere Anna si sarebbe sentita promettere ulteriori rappresaglie. Venerdì pomeriggio, stando al suo racconto, mentre si trovava nel piazzale dove si svolge il mercato cittadino, sarebbe stata avvicinata da una trentina di persone che l'avevano seguita sin dall'uscita da scuola. Quindi il violento pestaggio che sarebbe avvenuto in mezzo all'indifferenza generale dei passanti. (13 ottobre 2008) Corriere La missione punitiva è avvenuta venerdì a Varese Marocchina 16enne picchiata da gruppo: «Si è seduta su bus in posto di italiani» Secondo gli investigatori si tratta di un episodio di bullismo tra adolescenti e non di razzismo VARESE - Il nome di Rosa Parks vi dice qualcosa? In Italia forse no, ma negli Stati Uniti tutti sanno chi era. Il 1° dicembre 1955 l'afro-americana Rosa Parks si rifiutò di alzarsi da un posto «riservato ai bianchi» su un autobus di Montgomery (Alabama). Fu la scintilla che diede il via alle manifestazioni antirazziste guidate da Martin Luther King. Ebbene, un episodio simile è avvenuto venerdì scorso (ma si è saputo solo domenica) a Varese, anche se per gli investigatori non ha una connotazione razzista. POSTO NON SUO - Una ragazza marocchina di 16 anni è stata picchiata in un raid da alcuni suoi coetanei, almeno sette. Il gruppo voleva «punirla» in quanto giovedì si era seduta su un autobus in un posto «non suo in quanto non italiana». L'episodio è stata denunciato dal padre della ragazza ai carabinieri, i quali hanno denunciato a piede libero con l'accusa di lesioni una delle presunte ragazze del gruppo, una 15enne che vive nel Varesotto. Al momento non vi è contestazione di aggravanti come le finalità di discriminazione razziale, perché in ambiente investigativo si tende a ritenere la violenza un episodio di bullismo fra adolescenti. La vittima, aggredita vicino alla stazione ferroviaria di Varese, è stata soccorsa dai volontari dei City Angels che operano nella zona ed è quindi stata portata al pronto soccorso per diverse contusioni. Il gruppo l'ha circondata per strada e pare che a picchiarla più pesantemente sia stata proprio una delle ragazze. 12 ottobre 2008 Il Giornale Occupa posto sul bus, marocchina picchiata di RedazioneVota1 2 3 4 5 Risultato Strumenti utili Carattere Salva l'articolo Invia a un amico Stampa Rss Segnala su OKNOtizie Varese - Raid punitivo contro una ragazza marocchina di 16 anni. La sua "colpa" sarebbe stata quella di aver occupato sul bus un posto "non suo" in quanto non italiana. È accaduto, secondo quanto ha denunciato il padre, venerdì pomeriggio, ma se ne è avuta notizia soltanto nella serata di ieri. I carabinieri per ora hanno denunciato in stato di libertà, con accusa di lesioni, una delle presunte ragazze del gruppo con l’accusa di lesioni. Ha 15 anni e vive nell’hinterland varesino. Al momento non vi è contestazione di aggravanti come le finalità di discriminazione razziale, perché in ambiente investigativo si tende a ritenere la violenza un episodio di bullismo fra adolescenti. I soccorsi La vittima, aggredita vicino alla stazione ferroviaria di Varese, è stata soccorsa dai volontari dei City Angels che operano nella zona ed è quindi stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Circolo per diverse contusioni. Il gruppo l’ha circondata per strada e pare che a picchiarla più pesantemente sia stata proprio una delle ragazze. Essendo un atto legato allo strisciante clima razzistico frutto della campagna discriminatoria del governo e di una sua parte di particolare mi sembra il posto giusto. Perchè in questo caso nessuno ha parlato di razzismo ?
Long Leg Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 (edited) pare che la marocchina non abbia voluto lasciare il posto sul bus xchè era ubicato vicino a un aitante adolescente di cui era invaghita. Minchiate da adolescenti ormonati, niente razzismo. Il fatto citato da te mi incuriosisce, xchè Varesenews non dà spazio al commento dei lettori, chissà perchè... Edited October 23, 2008 by Long Leg
alberto Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 pare che la marocchina non abbia voluto lasciare il posto sul bus xchè era ubicato vicino a un aitante adolescente di cui era invaghita.Minchiate da adolescenti ormonati, niente razzismo. Il fatto citato da te mi incuriosisce, xchè Varesenews non dà spazio al commento dei lettori, chissà perchè... già, chissà...
Long Leg Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 (edited) già, chissà... avevo già preparato la letterina x il direttore di Varesenews, ma poi mi son detta che era una battaglia persa in partenza.... Edited October 23, 2008 by Long Leg
Leasir Posted October 23, 2008 Author Posted October 23, 2008 pare che la marocchina non abbia voluto lasciare il posto sul bus xchè era ubicato vicino a un aitante adolescente di cui era invaghita.Minchiate da adolescenti ormonati, niente razzismo. verissimo, infatti quando ero giovane e pieno di ormoni facevo sloggiare dai loro posti tutti i negri e i marocchi che incontravo sugli autobus. sia chiaro che Varese NON è una città di tendenze razziste, non lo è mai stata e mai lo sarà. e ricordate che le fette di salame sono ottime per curare e prevenire la congiuntivite.
Virgus Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 verissimo, infatti quando ero giovane e pieno di ormoni facevo sloggiare dai loro posti tutti i negri e i marocchi che incontravo sugli autobus.sia chiaro che Varese NON è una città di tendenze razziste, non lo è mai stata e mai lo sarà. e ricordate che le fette di salame sono ottime per curare e prevenire la congiuntivite. Ok , ma ... Perchè in questo caso nessuno ha parlato di razzismo ? E soprattutto perchè la notizia è riportata in un trafiletto di Varesenews e non su tutta la maggiore stampa nazionale , nei Tiggì e su Googlenews ? Ah , dimenticavo , la stampa è serva del Silvio ...
Leasir Posted October 23, 2008 Author Posted October 23, 2008 Ok , ma ...E soprattutto perchè la notizia è riportata in un trafiletto di Varesenews e non su tutta la maggiore stampa nazionale , nei Tiggì e su Googlenews ? dove sarebbero i presupposti per relazionare quella notizia al razzismo?
Virgus Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 (edited) dove sarebbero i presupposti per relazionare quella notizia al razzismo? Hai ragione : se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite , se un 'italiana da una spinta ad una marocchina è un vergognoso atto razzista , specchio di una società in degrado e conseguenza del clima intollerante creato da questo governo becero ed ignorante per antonomasia . Grazie Alberto . Edited October 23, 2008 by Virgus
corny Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 Hai ragione :se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite , se un 'italiana da una spinta ad una marocchina è un vergognoso atto razzista , specchio di una società in degrado e conseguenza del clima intollerante creato da questo governo becero ed ignorante per antonomasia . Grazie Alberto . Non conosco il caso specifico, però mi piacerebbe sapere il perchè il tunisino ha legnato il ragazzo.... l'articolista non lo specifica.
Leasir Posted October 23, 2008 Author Posted October 23, 2008 Hai ragione :se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite , se un 'italiana da una spinta ad una marocchina è un vergognoso atto razzista , specchio di una società in degrado e conseguenza del clima intollerante creato da questo governo becero ed ignorante per antonomasia . Grazie Alberto . se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite, se una italiana cerca di far sloggiare una marocchina dal suo posto dicendo che non ha il diritto di sedercisi, e poi organizza una spedizione punitiva, è un atto di prepotenza quantomeno venato di razzismo. triste dover tagliar giù a fette le cose a persone che non ne avrebbero il minimo bisogno...
Ale Div. Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 (edited) [mode provocazione on]senza l'ICI qualcosa bisognerà pur tagliare. [mode provocazione off] [mode provocazione-per-un-cazzo on] Il bilancio si riferisce al 2007: l'ICI c'era ancora!! [mode provocazione-per-un-cazzo off] Caianielo deve spiegare innanzitutto come pensa di recuperare gli 817mila euro di deficit residuo. I casi sono semplici: - AMSC è gestita da dilettanti che non sanno far di conto. Caianiello si dimetta. - il trasporto pubblico è di fatto GRATUITO sempre, visto che nessuno paga il biglietto. Caianiello si dimetta. - il trasporto pubblico si paga, ma il deficit è causato da altro (boca tas). Caianiello si dimetta. Visto e considerato che il bilancio è del 2007. Che sia un problema di una giunta che sta all'incirca dalla mia parte politica, non me ne frega un cazzo. Io le fette di salame non ce le ho! Edited October 23, 2008 by Ale Div.
Ale Div. Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite, se una italiana cerca di far sloggiare una marocchina dal suo posto dicendo che non ha il diritto di sedercisi, e poi organizza una spedizione punitiva, è un atto di prepotenza quantomeno venato di razzismo.triste dover tagliar giù a fette le cose a persone che non ne avrebbero il minimo bisogno... Glass-climbing!!
Ale Div. Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 Non conosco il caso specifico, però mi piacerebbe sapere il perchè il tunisino ha legnato il ragazzo.... l'articolista non lo specifica. Visto e considerato che Varesenews è tendenzialmente centro-sinistroso, faccio fatica a immaginarmi un problema di intolleranza razziale alla base del fatto ........... lo avrebbero evidenziato in tutte le salse!
Virgus Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 Sarai certamente stato presente anche tu al fatto per essee sicuro che e cose sono andate così : se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite, se una italiana cerca di far sloggiare una marocchina dal suo posto dicendo che non ha il diritto di sedercisi, e poi organizza una spedizione punitiva, è un atto di prepotenza quantomeno venato di razzismo. e non così : Marocchina aggredita sul busNon razzismo ma lite d’amore | 18/10/2008 | A scatenare la rissa sarebbe stata proprio la presunta vittima, la ragazza marocchina di 15 anni, che per prima ha aggredito la coetanea italiana. La lite è iniziata il giorno prima e tutto è nato per un ragazzo conteso dalle due: entrambe volevano sedergli accanto sull’autobus. Da qui un primo litigio, solo a parole. È stato però il giorno successivo, il famoso venerdì della rissa, che lo scontro è ripreso. Ad attaccare per prima, secondo la ricostruzione dei testimoni, è stata la ragazza marocchina. Si sarebbe tolta zaino e giacca e avrebbe aggredito la coetanea italiana. Vedendola in difficoltà, le amiche sono corse in suo aiuto, difendendola. Malmenando la marocchina, certo, ma solo per difendere l’amica. ... triste dover tagliar giù a fette le cose a persone che non ne avrebbero il minimo bisogno... Cosa vuoi , è un triste lavoro ma qualcuno deve pur far aprire gli occhi a quei poveri stupidi ignorantoni che si fan , aspetta com'è che era ? , condizionare??? da gentaglia come Caselli e Maroni ...
tatanka Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 Hai ragione :se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite , se un 'italiana da una spinta ad una marocchina è un vergognoso atto razzista , specchio di una società in degrado e conseguenza del clima intollerante creato da questo governo becero ed ignorante per antonomasia . Grazie Alberto . Questa volta sei andato fuori bersaglio. E sottolineo "questa volta" perchè spesso lo centri. La differenza fra una rissa fra 2 persone in cui quello che mena più forte non lo fa certamente perchè l'altro è italiano e fra un pestaggio tanti contro una con grida "marocchin di merda" c'è ed è notevole. Sul discorso che "la marocchina" le ha prese perchè è stata lei a provocare ed il motivo era solo ormonale/passionale e quindi non razzistico e che la stampa grida al razzismo ad ogni piè sospinto possiamo discuterne. Sul fatto che una rissa fra 2 ed una spedizione punitiva siano la stessa cosa direi di no.
tatanka Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 [mode provocazione-per-un-cazzo on]Il bilancio si riferisce al 2007: l'ICI c'era ancora!! [mode provocazione-per-un-cazzo off] Caianielo deve spiegare innanzitutto come pensa di recuperare gli 817mila euro di deficit residuo. I casi sono semplici: - AMSC è gestita da dilettanti che non sanno far di conto. Caianiello si dimetta. - il trasporto pubblico è di fatto GRATUITO sempre, visto che nessuno paga il biglietto. Caianiello si dimetta. - il trasporto pubblico si paga, ma il deficit è causato da altro (boca tas). Caianiello si dimetta. Visto e considerato che il bilancio è del 2007. Che sia un problema di una giunta che sta all'incirca dalla mia parte politica, non me ne frega un cazzo. Io le fette di salame non ce le ho! [mode provocazione-per-un-cazzo di sta cippa on] Il bilancio si riferisce al 2007: l'ICI c'era ancora!! ...... ed anche il servizio Bus 2008 NO ICI no party. O meglio party, ma, o party in bici o party in auto, no party in Bus [mode provocazione-per-un-cazzo di sta cippa off] Caianiello dimettiti va bene.
ROOSTERS99 Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 verissimo, infatti quando ero giovane e pieno di ormoni facevo sloggiare dai loro posti tutti i negri e i marocchi che incontravo sugli autobus.sia chiaro che Varese NON è una città di tendenze razziste, non lo è mai stata e mai lo sarà. e ricordate che le fette di salame sono ottime per curare e prevenire la congiuntivite. dove sarebbero i presupposti per relazionare quella notizia al razzismo? se un marocchino spacca il naso ad un italiano è una lite, se una italiana cerca di far sloggiare una marocchina dal suo posto dicendo che non ha il diritto di sedercisi, e poi organizza una spedizione punitiva, è un atto di prepotenza quantomeno venato di razzismo.triste dover tagliar giù a fette le cose a persone che non ne avrebbero il minimo bisogno... Ecco servito, signori e signore, l' ultimo capitolo de " I deliri di un uomo" !!! A presto il seguito...... Tat, quoto, perchè quel caso è diverso dal primo ??? LL, ascolta il tuo pigmalione, manda quella lettera !!
Leasir Posted October 23, 2008 Author Posted October 23, 2008 Sarai certamente stato presente anche tu al fatto per essee sicuro che e cose sono andate così : io mi baso su quello che si legge sui giornali. e tendo a fidarmi mille volte più di Varesenews, avendo avuto la fortuna di parlare col suo vicedirettore e sapendo che filosofia c'è (o si tenta di avere) dietro il loro modo di fare giornalismo, piuttosto che del minculpop del Cavaliere.
Leasir Posted October 23, 2008 Author Posted October 23, 2008 Ecco servito, signori e signore, l' ultimo capitolo de " I deliri di un uomo" !!! A presto il seguito...... hai intenzione di esporre anche le tue idee in merito o stai ancora aspettando che Blondet te ne dia una?
tatanka Posted October 23, 2008 Posted October 23, 2008 (edited) Tat, quoto, perchè quel caso è diverso dal primo ???LL, ascolta il tuo pigmalione, manda quella lettera !! Devo scriverlo più in grande? Forse è meglio in modo diverso. Virgus ha detto che i giornali avrebbero dovuto scrivere che era razzismo la rissa a 2. ---> Cazzata Quella rissa a 2 non è razzismo indipendentemente dal fatto che sia razzismo o meno l'altro episodio. Punto. Marocchina pestata: Ipotesi 1: Spedizione punitiva con insulti razzistici --> Razzismo Ipotesi 2: Bisticcio sentimental/ormonale e legittima difesa --> Giornali cavalcano l'onda pseudorazzista, non approfondiscono la notizia e non danno adeguato risalto alla contronotizia. Io la penso così. Aggiungo che troverei logico l'intervento di Alberto che dice che finchè i tunisini vanno in giro a menare gli insubri la deriva xenofoba è più che naturale. LL deve mandare quella lettera. La rilegga attentamente però, perchè qui abbondano i bastardi ortografici. Edited October 23, 2008 by tatanka
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