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Tagli ad minchiam, per l'appunto.

Ma aspetto commenti da Alberto che mi risulta essere iscritto al gruppo "Io sto con la Gelmini".

Io avrei scelto la Carfagna... ^_^

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"Io sto con la Gelmini".

Magari .......................................

Io avrei scelto la Carfagna... ^_^

Preferisco la Gelmini, ma se mi portano anche lei e la Prestigiacomo faccio mica il difficile!!!

Ah, beati i tempi in cui avevamo la Turco, la Bindi e "teodem" Paola Binetti ............................

Grazie Silvio!!

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Magari .......................................

Preferisco la Gelmini, ma se mi portano anche lei e la Prestigiacomo faccio mica il difficile!!!

Ah, beati i tempi in cui avevamo la Turco, la Bindi e "teodem" Paola Binetti ............................

Grazie Silvio!!

Scusa e Nilde Iotti il sogno erotico della mia generazione dove la metti?

Senza parlare della Jervolino

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Magari .......................................

Preferisco la Gelmini, ma se mi portano anche lei e la Prestigiacomo faccio mica il difficile!!!

Ah, beati i tempi in cui avevamo la Turco, la Bindi e "teodem" Paola Binetti ............................

Grazie Silvio!!

;)^_^

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Tagli ad minchiam, per l'appunto.

Ma aspetto commenti da Alberto che mi risulta essere iscritto al gruppo "Io sto con la Gelmini".

il fatto che tutti quelli là ce l'abbiano con la gelmini mi sembra un buon motivo per darle supporto.

concordo che la carfagna bisogna potersela permettere. recenti esperienze mi insegnano che è un caso abbastanza frequente...

Posted
Te la puoi permettere?

Mi sa di tipo costoso.

La metto nella nota spese, nella voce "varie ed eventuali"

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Scusa e Nilde Iotti il sogno erotico della mia generazione dove la metti?

Senza parlare della Jervolino

lascia fare, Nilde Iotti da giovane era una gran figa, non x niente fece girar la testa a mezzo parlamento (Berlinguer incluso che se la trombò allegramente) ^_^

Posted (edited)
lascia fare, Nilde Iotti da giovane era una gran figa, non x niente fece girar la testa a mezzo parlamento (Berlinguer incluso che se la trombò allegramente) :huh:

Va che mica l'ho scritto a caso, ero ironico sapendo della tendenza politica di ale ma ero serissimo sulla pisellabilità della sig. Iotti

Edited by EmaZ
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lascia fare, Nilde Iotti da giovane era una gran figa, non x niente fece girar la testa a mezzo parlamento (Berlinguer incluso che se la trombò allegramente) :angry:

Togliatti ................................................................................

................ :huh:

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Togliatti ................................................................................

................ :huh:

si, me ne sono accorta dopo averlo scritto ma non avevo più tempo x correggerlo :angry:

Posted

Vietato il 4 Novembre: "Umilia le minoranze"

di Paolo Beltramin

Cari maestri, non raccontate ai bambini cosa fu la Prima guerra mondiale: le minoranze potrebbero sentirsi discriminate. L’ultimo reduce della Grande guerra, Delfino Borroni, se ne è andato la scorsa domenica a 110 anni, dopo una vita passata ad aggiustare biciclette. Adesso non è rimasto più nessuno, di quei tre milioni e 760mila soldati in trincea. Per ottenere un’onorificenza i superstiti dovettero attendere il 1968, esattamente 50 anni dopo l’armistizio firmato a Villa Giusti. Otto chilometri più a est, a Villafranca Padovana, gli insegnanti adesso hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 novembre, festa della vittoria e soprattutto ricordo delle vittime. Il motivo? «La scuola deve tutelare le minoranze».

L’istituto comprensivo di Villafranca Padovana, 800 studenti tra elementari e medie, non ha spiegato al Comune quali sono le minoranze che si sentirebbero offese, di fronte al rito civile dell’alzabandiera e alla deposizione di una corona di fiori davanti al monumento ai caduti. Forse i bimbi con le lentiggini? Forse i più grassottelli, o i più magri? Oppure, visto che va tanto di moda, gli immigrati? «L’ultima ipotesi è la più assurda di tutte – spiega il sindaco, Beatrice Piovan –. Qui a Villafranca, diecimila abitanti, gli extracomunitari sono meno del 4 per cento, e sono perfettamente integrati. Molti di loro il giorno della cerimonia saranno in piazza, come ogni anno». Ma la ragione più profonda è un’altra, banale, verrebbe da dire «scontata». Però scontata, evidentemente, oggi non lo è più. «La memoria collettiva è il fondamento di ogni Paese – continua il sindaco –. Chi vive nel nostro territorio, per un anno o per tutta la vita, bianco o nero, ateo cristiano o musulmano, deve conoscere la nostra storia, anche tragica, e rispettarla».

La direttrice, Maria Grazia Bollettin, non parla coi giornalisti. Peccato, sarebbe interessante chiederle cosa c’è di razzista nell’inchinarsi alla memoria delle migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango sull’altopiano di Asiago, o dei più fortunati arrivati fino al sacrario di Redipuglia. Oppure sapere chi offenderà, il 4 novembre, il capo dello Stato, quando visiterà Vittorio Veneto, il paese dove è terminata la carneficina. Il dirigente scolastico provinciale, cioè il responsabile amministrativo di tutte le scuole pubbliche della Provincia di Padova, intervistato dal Gazzettino se l’è cavata così: «Questa decisione è profondamente sbagliata, ma noi non possiamo far nulla. Ogni scuola ha il potere di decidere a quali cerimonie partecipare e a quali no».

Lo scorso 9 maggio 25 chilometri a sud, nel piccolo comune di Teolo, alla tradizionale «festa dello sport» la preside aveva portato via dalla piazza tutti i bambini perché il parroco aveva iniziato a recitare il Padre Nostro. «Se volete fatelo voi, ma non mettetemi in difficoltà», aveva urlato al sindaco prima di andarsene, davanti a tutti i bimbi in fila. Nel Veneto bianco, arcaico e conservatore, è arrivata una strana versione di multiculturalismo. Vietato pregare, vietato guardare i soldati che alzano la bandiera tricolore: i bambini potrebbero restare traumatizzati.

Non tutti a Villafranca Padovana la pensano così. Una minoranza di insegnanti ha deciso di portare comunque i bimbi in piazza. Un centinaio, su ottocento. «Io spero che tanti genitori decideranno di portare i figli alla cerimonia, invece che in classe – conclude il sindaco –. Sarebbe una lezione importante. A scuola evidentemente certe cose non si insegnano più, ma l’Italia non è solo la squadra di calcio che ha vinto i Mondiali».

IGNORANTI BESTIE !!

CHIAMATE IL TELEFONO AZZURRO !!

Questi buffoni cosa cazzo vogliono insegnare ai nostri figli??

Cosa cazzo c'entrano i figli degli albanesi, i dei rumeni, dei cinesi, dei maghrebini con la prima guerra mondiale???? Non basta più infangare il Natale, ora passiamo anche alla storia, a una delle poche memorie condivise che ci appartengono??? E poi il pericolo culturale per la nostra Nazione sono quattro islamici che chiedono un po' di spazio per pregare il loro Dio?!

Io mi ritengo una persona di media intelligenza, quindi sono una minoranza. Chi mi tutela da questa maggioranza di trogloditi?? E meno male che Maria Stella ha ripristinato il maestro unico, almeno sti poveri bambini le stronzate di questi ignoranti, le sentono solo una volta al giorno!

FORZA GELMINI !!

Posted
Più chiaro oggi?

??? :spiteful[1]:

Comerio - Arriva la crisi e la multinazionale taglierà 5.000 posti di lavoro in tutto il mondo. Incertezza sul numero che riguarderà Comerio e Cassinetta

Whirlpool licenzia, ma non chiude nessuna fabbrica

--------------------------------------------------------------------------------

Arriva la crisi. Quella vera e non quella dei mercati finanziari sentita nei tanti telegiornali o letta sui quotidiani e settimanali.

Whirlpool licenzierà 5.000 addetti a livello mondiale di cui 1.900 addetti fuori dagli Stati Uniti. Per l'Europa si prevedono tagli per oltre 1.000 lavoratori tra operai e impiegati.

Questa la notizia vera del comunicato odierno della corporation che analizza i risultati del terzo trimestre e indica le scelte future. I motivi sono semplici: aumentano i costi e crolla la domanda di elettrodomestici.

«La situazione è pesante, - fanno sapere i vertici dell'azienda interpellati dopo la diffusione del loro comunicato. - Non si pensi a una crisi momentanea che rientrerà in pochi mesi. Ne avremo almeno per tutto il 2009. Al momento non sappiamo quale sarà la ricaduta sugli stabilimenti del Varesotto di Comerio e Cassinetta. Apriremo un confronto con le parti sociali per valutare gli sviluppi di questa situazione».

A fronte di questa notizia che per molte decine di famiglie sarà una brutta doccia fredda c'è comunque una forte inversione di tendenza dal passato. Non solo non si parla più di delocalizzazione, ma è netta la volontà di Whirlpool di continuare ad investire sul nostro territorio. E in un momento come questo non è cosa da poco anche se la crisi per qualcuno sarà davvero dura da digerire.

A Wall Street il titolo Whirlpool, dopo l'annuncio degli utili trimestrali in calo e del taglio del 7 per cento della forza lavoro, perdeva quasi il 10 per cento.

Martedi 28 Ottobre 2008

Marco Giovannelli

redazione@varesenews.it

Posted (edited)
Vietato il 4 Novembre: "Umilia le minoranze"

di Paolo Beltramin

Cari maestri, non raccontate ai bambini cosa fu la Prima guerra mondiale: le minoranze potrebbero sentirsi discriminate. L’ultimo reduce della Grande guerra, Delfino Borroni, se ne è andato la scorsa domenica a 110 anni, dopo una vita passata ad aggiustare biciclette. Adesso non è rimasto più nessuno, di quei tre milioni e 760mila soldati in trincea. Per ottenere un’onorificenza i superstiti dovettero attendere il 1968, esattamente 50 anni dopo l’armistizio firmato a Villa Giusti. Otto chilometri più a est, a Villafranca Padovana, gli insegnanti adesso hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 novembre, festa della vittoria e soprattutto ricordo delle vittime. Il motivo? «La scuola deve tutelare le minoranze».

L’istituto comprensivo di Villafranca Padovana, 800 studenti tra elementari e medie, non ha spiegato al Comune quali sono le minoranze che si sentirebbero offese, di fronte al rito civile dell’alzabandiera e alla deposizione di una corona di fiori davanti al monumento ai caduti. Forse i bimbi con le lentiggini? Forse i più grassottelli, o i più magri? Oppure, visto che va tanto di moda, gli immigrati? «L’ultima ipotesi è la più assurda di tutte – spiega il sindaco, Beatrice Piovan –. Qui a Villafranca, diecimila abitanti, gli extracomunitari sono meno del 4 per cento, e sono perfettamente integrati. Molti di loro il giorno della cerimonia saranno in piazza, come ogni anno». Ma la ragione più profonda è un’altra, banale, verrebbe da dire «scontata». Però scontata, evidentemente, oggi non lo è più. «La memoria collettiva è il fondamento di ogni Paese – continua il sindaco –. Chi vive nel nostro territorio, per un anno o per tutta la vita, bianco o nero, ateo cristiano o musulmano, deve conoscere la nostra storia, anche tragica, e rispettarla».

La direttrice, Maria Grazia Bollettin, non parla coi giornalisti. Peccato, sarebbe interessante chiederle cosa c’è di razzista nell’inchinarsi alla memoria delle migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango sull’altopiano di Asiago, o dei più fortunati arrivati fino al sacrario di Redipuglia. Oppure sapere chi offenderà, il 4 novembre, il capo dello Stato, quando visiterà Vittorio Veneto, il paese dove è terminata la carneficina. Il dirigente scolastico provinciale, cioè il responsabile amministrativo di tutte le scuole pubbliche della Provincia di Padova, intervistato dal Gazzettino se l’è cavata così: «Questa decisione è profondamente sbagliata, ma noi non possiamo far nulla. Ogni scuola ha il potere di decidere a quali cerimonie partecipare e a quali no».

Lo scorso 9 maggio 25 chilometri a sud, nel piccolo comune di Teolo, alla tradizionale «festa dello sport» la preside aveva portato via dalla piazza tutti i bambini perché il parroco aveva iniziato a recitare il Padre Nostro. «Se volete fatelo voi, ma non mettetemi in difficoltà», aveva urlato al sindaco prima di andarsene, davanti a tutti i bimbi in fila. Nel Veneto bianco, arcaico e conservatore, è arrivata una strana versione di multiculturalismo. Vietato pregare, vietato guardare i soldati che alzano la bandiera tricolore: i bambini potrebbero restare traumatizzati.

Non tutti a Villafranca Padovana la pensano così. Una minoranza di insegnanti ha deciso di portare comunque i bimbi in piazza. Un centinaio, su ottocento. «Io spero che tanti genitori decideranno di portare i figli alla cerimonia, invece che in classe – conclude il sindaco –. Sarebbe una lezione importante. A scuola evidentemente certe cose non si insegnano più, ma l’Italia non è solo la squadra di calcio che ha vinto i Mondiali».

IGNORANTI BESTIE !!

CHIAMATE IL TELEFONO AZZURRO !!

Questi buffoni cosa cazzo vogliono insegnare ai nostri figli??

Cosa cazzo c'entrano i figli degli albanesi, i dei rumeni, dei cinesi, dei maghrebini con la prima guerra mondiale???? Non basta più infangare il Natale, ora passiamo anche alla storia, a una delle poche memorie condivise che ci appartengono??? E poi il pericolo culturale per la nostra Nazione sono quattro islamici che chiedono un po' di spazio per pregare il loro Dio?!

Io mi ritengo una persona di media intelligenza, quindi sono una minoranza. Chi mi tutela da questa maggioranza di trogloditi?? E meno male che Maria Stella ha ripristinato il maestro unico, almeno sti poveri bambini le stronzate di questi ignoranti, le sentono solo una volta al giorno!

FORZA GELMINI !!

Che schifo, che schifo, che schifo !!! :spiteful[1]::rolleyes::lol::lol:

W la leggenda del Piave e il 4 Novembre !!!!!!

Edited by ROOSTERS99
Posted

Come si vuole dimostrare, i tagli vanno mirati non fatti ad minchiam.

Gelmini, almeno parti da queste capre maledette.

Posted
Vietato il 4 Novembre: "Umilia le minoranze"

di Paolo Beltramin

Cari maestri, non raccontate ai bambini cosa fu la Prima guerra mondiale: le minoranze potrebbero sentirsi discriminate. L’ultimo reduce della Grande guerra, Delfino Borroni, se ne è andato la scorsa domenica a 110 anni, dopo una vita passata ad aggiustare biciclette. Adesso non è rimasto più nessuno, di quei tre milioni e 760mila soldati in trincea. Per ottenere un’onorificenza i superstiti dovettero attendere il 1968, esattamente 50 anni dopo l’armistizio firmato a Villa Giusti. Otto chilometri più a est, a Villafranca Padovana, gli insegnanti adesso hanno deciso di non mandare gli alunni alla commemorazione del 4 novembre, festa della vittoria e soprattutto ricordo delle vittime. Il motivo? «La scuola deve tutelare le minoranze».

L’istituto comprensivo di Villafranca Padovana, 800 studenti tra elementari e medie, non ha spiegato al Comune quali sono le minoranze che si sentirebbero offese, di fronte al rito civile dell’alzabandiera e alla deposizione di una corona di fiori davanti al monumento ai caduti. Forse i bimbi con le lentiggini? Forse i più grassottelli, o i più magri? Oppure, visto che va tanto di moda, gli immigrati? «L’ultima ipotesi è la più assurda di tutte – spiega il sindaco, Beatrice Piovan –. Qui a Villafranca, diecimila abitanti, gli extracomunitari sono meno del 4 per cento, e sono perfettamente integrati. Molti di loro il giorno della cerimonia saranno in piazza, come ogni anno». Ma la ragione più profonda è un’altra, banale, verrebbe da dire «scontata». Però scontata, evidentemente, oggi non lo è più. «La memoria collettiva è il fondamento di ogni Paese – continua il sindaco –. Chi vive nel nostro territorio, per un anno o per tutta la vita, bianco o nero, ateo cristiano o musulmano, deve conoscere la nostra storia, anche tragica, e rispettarla».

La direttrice, Maria Grazia Bollettin, non parla coi giornalisti. Peccato, sarebbe interessante chiederle cosa c’è di razzista nell’inchinarsi alla memoria delle migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango sull’altopiano di Asiago, o dei più fortunati arrivati fino al sacrario di Redipuglia. Oppure sapere chi offenderà, il 4 novembre, il capo dello Stato, quando visiterà Vittorio Veneto, il paese dove è terminata la carneficina. Il dirigente scolastico provinciale, cioè il responsabile amministrativo di tutte le scuole pubbliche della Provincia di Padova, intervistato dal Gazzettino se l’è cavata così: «Questa decisione è profondamente sbagliata, ma noi non possiamo far nulla. Ogni scuola ha il potere di decidere a quali cerimonie partecipare e a quali no».

Lo scorso 9 maggio 25 chilometri a sud, nel piccolo comune di Teolo, alla tradizionale «festa dello sport» la preside aveva portato via dalla piazza tutti i bambini perché il parroco aveva iniziato a recitare il Padre Nostro. «Se volete fatelo voi, ma non mettetemi in difficoltà», aveva urlato al sindaco prima di andarsene, davanti a tutti i bimbi in fila. Nel Veneto bianco, arcaico e conservatore, è arrivata una strana versione di multiculturalismo. Vietato pregare, vietato guardare i soldati che alzano la bandiera tricolore: i bambini potrebbero restare traumatizzati.

Non tutti a Villafranca Padovana la pensano così. Una minoranza di insegnanti ha deciso di portare comunque i bimbi in piazza. Un centinaio, su ottocento. «Io spero che tanti genitori decideranno di portare i figli alla cerimonia, invece che in classe – conclude il sindaco –. Sarebbe una lezione importante. A scuola evidentemente certe cose non si insegnano più, ma l’Italia non è solo la squadra di calcio che ha vinto i Mondiali».

IGNORANTI BESTIE !!

CHIAMATE IL TELEFONO AZZURRO !!

Questi buffoni cosa cazzo vogliono insegnare ai nostri figli??

Cosa cazzo c'entrano i figli degli albanesi, i dei rumeni, dei cinesi, dei maghrebini con la prima guerra mondiale???? Non basta più infangare il Natale, ora passiamo anche alla storia, a una delle poche memorie condivise che ci appartengono??? E poi il pericolo culturale per la nostra Nazione sono quattro islamici che chiedono un po' di spazio per pregare il loro Dio?!

Io mi ritengo una persona di media intelligenza, quindi sono una minoranza. Chi mi tutela da questa maggioranza di trogloditi?? E meno male che Maria Stella ha ripristinato il maestro unico, almeno sti poveri bambini le stronzate di questi ignoranti, le sentono solo una volta al giorno!

FORZA GELMINI !!

Decisione assurda.

MA non vedo come i tagli della Tremonti/Gelmini possano essere un aiuto in questi casi.

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Decisione assurda.

MA non vedo come i tagli della Tremonti/Gelmini possano essere un aiuto in questi casi.

Se mai dovessero servire a cacciare a calci nel culo i personaggi di cui sopra, sarebbero un grande aiuto !

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Parliamo di cazzate:

Legge elettorale per le Europee.

Mi pare che la cosa più logica sia non fare nienete ed evitare di avere un ulteriore motivo di scontro. Non è certo una priorità.

Se qualcosa si farà, penso che l'idea di Berlusconi di eliminare le preferenze sia una minchiata galattica che non tiene minimamente conto del fatto che quasi tutti in Italia hanno protestato per l'eliminazione delle preferenze dovuta alla "Porcata" che prende il nome da Calderoli ma che è stata partorita nelle teste (vuote) UDC.

La motivazione di Berlusconi: "Niente preferenze, voglio che siano elette persone qualificate" mi suona pure come una offesa alla mia capacità di scelgliere persone qualificate.

Però sono già le 10.05, probabilmente ha già smentito.

Posted
Se mai dovessero servire a cacciare a calci nel culo i personaggi di cui sopra, sarebbero un grande aiuto !

invece i tagli andranno a colpire non la suddetta direttrice, forte del suo contratto, ma molto più probabilmente qualche insegnante che da dieci anni fa bene il suo lavoro pur essendo nella condizione di precariato.

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invece i tagli andranno a colpire non la suddetta direttrice, forte del suo contratto, ma molto più probabilmente qualche insegnante che da dieci anni fa bene il suo lavoro pur essendo nella condizione di precariato.

L' oracolo ha parlato !

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