tatanka Posted October 29, 2008 Posted October 29, 2008 non prendo tempo: faccio formazione professionale.non millanto: conosco. Ma il Roo ha bisogno adesso.... e non glienen fotte una cippa di chi conosci.
Long Leg Posted October 29, 2008 Posted October 29, 2008 (edited) Non mi ricordo per chi e perchè ma una volta ho dovuto presentare copia dell'elenco degli esami sostenuti con relativi voti. E copie dell'attestato di laurea ne ho mandate.Comunque le referenze esistono anche da noi. Sono scritte nel CV nel campo: "nato a" chiaro che qualcuno le chiede, parlavo in generale dell'andazzo all'italiana, completamente diverso dalla Svizzera (tant'è che qui nessun italiano si presenta mai con la documentazione completa ) Edited October 29, 2008 by Long Leg
Virgus Posted October 29, 2008 Posted October 29, 2008 praticamente, anche le 9000-10000 assunzioni della Compagnia Aerea Italiana NON sono assunzioni, ma per il minculpop berlusconiano è tanto bello farle sembrare tali. Non vorrai riaprire la questione Alitalia?Magari potresti postare i numeri di queste RI-assunzioni, con la suddivisione Fiumicino - Malpensa. Grazie Reguzzoni. Oppure potremmo dire che, ad oggi, CAI ancora non ha presentato la proposta vincolante. Cioè abbiamo modificato leggi per poter far partecipare CAI alla gara. Abbiamo fatto in modo, con messaggi poco subliminali e molto espliciti, che nessuno potesse partecipare alla nuova gara. Se CAI e sindacati non si sitsemano entro 2 giorni siamo ancora al punto zero. E fra 5 anni i soci CAI venderanno tutto all'operatore straniero con cui faranno l'accordo strategico. Anche oggi Alitalia perderà 2 milioni di Euro. Oggi. A quanto ammontano i tagli alla scuola? Al volo da Parigi : la porcata CAI va di diritto in GRAZIE TATANKA , o i nomi dei personaggi coinvolti non li avete ancora letti ? E questa vicenda dovrebbe aprire gli occhi tanto a Roo quanto a Corny& Tat . A Leasir no perche' ormai e' senza speranza .
Leasir Posted October 29, 2008 Author Posted October 29, 2008 la porcata CAI va di diritto in GRAZIE TATANKA , o i nomi dei personaggi coinvolti non li avete ancora letti ? i nomi coinvolti sono stati coinvolti da CHI?
Virgus Posted October 29, 2008 Posted October 29, 2008 i nomi coinvolti sono stati coinvolti da CHI? Dai che ce la fai !
Leasir Posted October 29, 2008 Author Posted October 29, 2008 Dai che ce la fai ! lascia stare, son senza speranza o forse no.. magari riesco a chiedere asilo politico alla Svizzera
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 lascia stare, son senza speranza o forse no.. magari riesco a chiedere asilo politico alla Svizzera Na, la Svizzera non li vuole gli oracoli-eisziali-pagellanti.............
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 Al volo da Parigi :la porcata CAI va di diritto in GRAZIE TATANKA , o i nomi dei personaggi coinvolti non li avete ancora letti ? E questa vicenda dovrebbe aprire gli occhi tanto a Roo quanto a Corny& Tat . A Leasir no perche' ormai e' senza speranza . Ciao vecio....spero tutto bene "lassù" (io ti invidio comunque, lo sai.....) ! CAI....meno ne sento parlare e ne vengo a sapere e meglio sto......
Long Leg Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 ieri gli studenti (di dx e sx) si sono esibiti in tutta la loro idiozia in Piazza Navona. Viste le immagini - senza commenti - a Matrix. w la manipolazione delle giovani "menti" speriamo che tornino presto a studiare, che è meglio...
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 ieri gli studenti (di dx e sx) si sono esibiti in tutta la loro idiozia in Piazza Navona. Viste le immagini - senza commenti - a Matrix.w la manipolazione delle giovani "menti" speriamo che tornino presto a studiare, che è meglio... Immagini eloquenti ! E oggi, altra giornata in giro al cazzeggio invece di andarsene in classe a studiare; poi domani è già venerdì.....mah !!
BlackJack Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 E oggi, altra giornata in giro al cazzeggio invece di andarsene in classe a studiare; poi domani è già venerdì.....mah !! Speriamo che cazzeggino anche domani così, come oggi, porto il pupo dai nonni a Varese facendo 20min di coda in meno!!! Già questo mi basta per essere a favore della Gelmini
Long Leg Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 secondo me una riflessione intelligente e non polemica (da corriere.it): I rischi dei troppi no di Angelo Panebianco La manifestazione di sabato scorso ha dato a Veltroni una rinnovata forza politica. È sperabile che egli se ne serva per sottrarsi alla trappola in cui sindacati e proteste studentesche, ma anche Berlusconi, lo hanno fin qui sospinto. La trappola consiste nel fare del Partito democratico il campione del «cartello dei no», di una coalizione di interessi che difende lo status quo in settori come la scuola o il pubblico impiego. Per il fatto che impiegati pubblici e insegnanti rappresentano una parte rilevante della constituency elettorale del Partito democratico, del bacino da cui provengono i suoi voti, l’attivismo del governo in quei settori crea obiettivamente un serio problema a Veltroni. Ma l’arroccamento, il «no» ad ogni provvedimento, spiegabile con la condizione di debolezza in cui l’opposizione si è trovata dopo le elezioni, rischia di diventare suicida. Due ministri in particolare, Brunetta (Pubblica amministrazione) e Gelmini (Istruzione), stanno toccando importanti santuari elettorali del Partito democratico. Ciò spiega l’astio nei loro confronti degli esponenti di quel partito e dei suoi giornali d’area (Il Riformista escluso). Tanto più che i due ministri si muovono in un modo insidioso per i difensori dello status quo. Non hanno fatto l’errore di proporre l’ennesima «Grande Riforma» della pubblica amministrazione o della scuola. In Italia le Grandi Riforme non portano da nessuna parte, finiscono con un buco nell’acqua. Brunetta e Gelmini si sono mossi invece pragmaticamente, mettendo in fila un provvedimento dopo l’altro. Questo modo di procedere è insidioso per gli oppositori perché rende difficile dire sempre no. Si può contestare un provvedimento o l’altro ma si diventa poco credibili se li si contesta tutti. L’accresciuta forza politica di Veltroni dovrebbe aiutarlo a riprendere un cammino (prefigurato in campagna elettorale) teso a fare del Partito democratico una vera forza riformatrice. In materia di pubblica amministrazione come di scuola ciò può solo significare assumere posizioni davvero indipendenti da quelle del sindacato. Sulla scuola, ad esempio, la difesa sindacale della «quantità» (tanti insegnanti mal pagati) a scapito della qualità non dovrebbe più trovare, come fin qui è stato, l’appoggio del maggior partito di opposizione. Il che significa che il confronto con il governo dovrebbe spostarsi dal tema della quantità (no ai tagli, sempre e comunque) a quello della qualità (idee per migliorare la qualità dell’insegnamento). Né le cose dovrebbero andare diversamente nel caso dell’Università. Non siamo al ’68. Gli studenti occupanti godono dell’incoraggiamento aperto di quella parte della docenza che non desidera un uso più responsabile dei soldi pubblici. Alcune delle Università più virtuose ed efficienti si sono già smarcate dalla protesta. Se il governo avrà su questo punto un ripensamento (magari anche spronato in questo senso dall’opposizione) ed eviterà l’errore di tagliare i fondi in modo uniforme, mettendo sullo stesso piano gli atenei efficienti e quelli inefficienti, se procederà premiando i primi e punendo i secondi, assisteremo finalmente a un bello scontro frontale (il Paese ha solo da guadagnarci) fra la buona Università e quella cattiva. Si tratti di scuola, di pubblica amministrazione o di università, il Partito democratico deve dunque ricalibrare la sua azione. Le proposte di riforma (in dieci punti) appena avanzate dal Pd in materia di istruzione sono ancora troppo generiche (è facile dire che si vuole premiare il merito; il difficile è farlo) e sembrano, più che altro, un mezzo per fare fuoco di sbarramento contro la Gelmini. Più di proposte generiche servirebbe, da parte del Pd, un serio ripensamento sui problemi dell’università e della scuola. Per esempio, ci vorrà pure, prima o poi, una pubblica spiegazione sul perché, a suo tempo, Luigi Berlinguer, ministro dell’istruzione del primo governo Prodi, venne bruciato, fatto fuori, quando tentò di introdurre (contro i sindacati) un po’ di meritocrazia negli avanzamenti in carriera degli insegnanti. Riflettere sugli sbagli del passato è l’unico modo per non ripeterli in futuro. E per non trovarsi (di nuovo) a marciare accanto a chi difende cause indifendibili. 30 ottobre 2008
Ponchiaz Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 E' una riflessione molto corretta, IMHO. Aggiungo alcune cifre per dare contesto. Sono tratte da Euromonitor. La spesa per l'istruzione in Italia è cresciuta nel periodo 2002-2007 in media del 6% annuo. Nel 2002 era 49.620 B€ e nel 2007 è stata 63.821B€. Questa crescita ovviamente è stata ben superiore tanto alla inflazione che, soprattutto, al PIL. Il nostro Paese HA dato soldi alla pubblica istruzione, in quantità. Sempre per dare contesto vi dò la spesa per persona destinata da alcuni paesi europei alla istruzione nel 2007. Italia 1.083 €/persona UK 706.7 €/persona Francia 1.304 €/persona Come si vede non siamo ai picchi, la media europea è di poco superiore ai 600€/persona, ma siamo sopra una Inghilterra che viene associata a ricerca più di noi. Il tema è il solito: non si tratta di QUANTO spendiamo, ma di COME spendiamo. La qualità dell'insegnamento in Italia è ancora la media tra realtà di assoluta eccellenza e realtà di totale degrado. Nonostante la cospicua allocazione di fondi in questo comparto, I RISULTATI SONO STATI IL FRUTTO DEI CONTRIBUTI DI POCHI ISTITUTI DI ECCELLENZA, zavorrati da una moltitudine di cattedrifici. E' un fatto. Mi piacerebbe che gli studenti oggi in piazza ci andassero per chiedere ai loro rettori conto delle cifre ricevute in questi anni e del perchè ci sono istituti di valore mondiale che convivono con facoltà da terzo mondo e mezzo. La riduzione di budget di 8B€ in 4 anni ci riporterà a livelli di spesa pari al 2005 e comunque del 30% superiori alla media europea. Ci DEVE essere modo di fare con quei soldi. Per questo ora aspetto che il ministro Gelmini dimostri coraggio e sappia incidere il bubbone là dove serve e mandare al contrario un messaggio rassicurante a quegli istituti che hanno saputo fare ottimo uso dei denari ricevuti. Lì si vedrà lo spessore di questo ministro.
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 Ponch, quindi tagli necessari e non più ad minchiam ? Concordo con te; da ora in poi, valutando ciò che farà attuando la legge, potremo giudicare la Gelmini. Oh, chissà Miki e Targa in corteo a Milano come se la passano......
Ponchiaz Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 Tagli secondo me gravi, che avvengono in un settore che, per la sua strategicità, ha meno di altri il DOVERE di tagliare ma che riflettono una condizione di PIL stagnante o recessivo. Tagli che se fatti ad minchiam possono fare male. E per ad minchiam intendo senza deliberatamente indicare SCELTE precise e mirate a cilindrare i mediocri rettori.
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 "Giro-girotondo, casca la Gelmini..." La sinistra porta in piazza i suoi Balilla 30/10/2008 | «Giro-girotondo, casca il mondo, casca la Gelmini, salviamo la scuola dei bambini». E via con la filastrocca nei cortili delle scuole, dove di solito si gioca a nascondino o ci si scambiano le figurine. Oggi migliaia di bambini delle elementari d'Italia sono stati costretti a pagliacciate del genere da quegli adulti intelligenti che dovrebbero pensare a proteggerli, ad amarli e a educarli, roba da Telefono Azzurro. Chi non è nei cortili a recitare poesie anti-Gelimini, è stato trascinato ai cortei, dove ci sono tutti quei grandi vestiti con la cerata rossa dell'Unità, gli ombrelli arcobaleno e le bandiere rosse di Cgil Cisl e Uil. Chissà che cosa diavolo penseranno, i bambini, di questa giornata strana. Stanno andando in giro per mano a mamma o papà con indosso una magliettina bianca con scritto «Il paese reale è qui». Chissà cosa diavolo penseranno, i bambini, di questo Paese reale, che cosa sarà, forse un incrocio tra il paese dei balocchi e l'isola che non c'è, sarà Peter Pan col naso di pinocchio, sarà il mostro Berlusconi, il nuovo Babau che viene fuori dall'armadio quando è buio. Qualcuno canta persino l'inno di Mameli reggendo uno striscione con su scritto «Per Bertruffoni, se l'istruzione vi sembra un costo provare l'ignoranza». E Bertruffoni, ora, chi è? Ce li immaginiamo, i bambini, che a quest'ora vorrebbero fare la merenda col pane e la nutella e invece sono sotto uno striscione a dire che Gelmini non fa rima con bambini. Ma come no? Le rime ce le hanno appena spiegate: Gel-mi-ni/bam-bi-ni, fa rima sì. Cari adulti, grandi e vaccinati che ce l'avete su con il governo per gli affari vostri e non certo per la riforma, fateci un piacere: voi continuate a gridare, ma i piccoli riportateli a casa, che devono fare i compiti. Non è cosa per loro, questa di oggi. Hanno una vita per decidere da che parte stare: non arruolateli come i Balilla. Da bravi, su: riportateli a casa che sono bambini. Albina Perri
corny Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 E' una riflessione molto corretta, IMHO.Aggiungo alcune cifre per dare contesto. Sono tratte da Euromonitor. La spesa per l'istruzione in Italia è cresciuta nel periodo 2002-2007 in media del 6% annuo. Nel 2002 era 49.620 B€ e nel 2007 è stata 63.821B€. Questa crescita ovviamente è stata ben superiore tanto alla inflazione che, soprattutto, al PIL. Il nostro Paese HA dato soldi alla pubblica istruzione, in quantità. Sempre per dare contesto vi dò la spesa per persona destinata da alcuni paesi europei alla istruzione nel 2007. Italia 1.083 €/persona UK 706.7 €/persona Francia 1.304 €/persona Come si vede non siamo ai picchi, la media europea è di poco superiore ai 600€/persona, ma siamo sopra una Inghilterra che viene associata a ricerca più di noi. Il tema è il solito: non si tratta di QUANTO spendiamo, ma di COME spendiamo. La qualità dell'insegnamento in Italia è ancora la media tra realtà di assoluta eccellenza e realtà di totale degrado. Nonostante la cospicua allocazione di fondi in questo comparto, I RISULTATI SONO STATI IL FRUTTO DEI CONTRIBUTI DI POCHI ISTITUTI DI ECCELLENZA, zavorrati da una moltitudine di cattedrifici. E' un fatto. Mi piacerebbe che gli studenti oggi in piazza ci andassero per chiedere ai loro rettori conto delle cifre ricevute in questi anni e del perchè ci sono istituti di valore mondiale che convivono con facoltà da terzo mondo e mezzo. La riduzione di budget di 8B€ in 4 anni ci riporterà a livelli di spesa pari al 2005 e comunque del 30% superiori alla media europea. Ci DEVE essere modo di fare con quei soldi. Per questo ora aspetto che il ministro Gelmini dimostri coraggio e sappia incidere il bubbone là dove serve e mandare al contrario un messaggio rassicurante a quegli istituti che hanno saputo fare ottimo uso dei denari ricevuti. Lì si vedrà lo spessore di questo ministro. Buona analisi, però mi sfugge un piccolo particolare, perchè non colpire con leggi mirate gli atenei o più in generale le scuole meno virtuose? Dire tagliamo fondi per tot Euro alla scuola ma senza dire come e dove non è sinonimo di lotta agli sprechi e alla cattiva gestione dei soldi pubblici. Il rischio di tagli anche in presenza di eccellenza con questa legge non è affatto scongiurato. Questa contrapposizione tra i due grandi schieramenti politici non ci stà portando da nessuna parte, anzi. Bastava poco, bastava discuterne in parlamento, bastava individuare i punti condivisi e sentendo le dichiarazioni bi-partisan dei vari politici ne esistevano molti, bastava una legge più mirata..... ma in Italia tutto questo è diventato impossibile, colpa dell'egocentrismo sfrenato di Berlusconi, colpa della demonizzazione di Berlusconi da parte del centro-sinistra, poco importa, il risultato è ormai sempre e solo confusione....
corny Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 "Giro-girotondo, casca la Gelmini..." La sinistra porta in piazza i suoi Balilla 30/10/2008 | «Giro-girotondo, casca il mondo, casca la Gelmini, salviamo la scuola dei bambini». E via con la filastrocca nei cortili delle scuole, dove di solito si gioca a nascondino o ci si scambiano le figurine. Oggi migliaia di bambini delle elementari d'Italia sono stati costretti a pagliacciate del genere da quegli adulti intelligenti che dovrebbero pensare a proteggerli, ad amarli e a educarli, roba da Telefono Azzurro. Chi non è nei cortili a recitare poesie anti-Gelimini, è stato trascinato ai cortei, dove ci sono tutti quei grandi vestiti con la cerata rossa dell'Unità, gli ombrelli arcobaleno e le bandiere rosse di Cgil Cisl e Uil. Chissà che cosa diavolo penseranno, i bambini, di questa giornata strana. Stanno andando in giro per mano a mamma o papà con indosso una magliettina bianca con scritto «Il paese reale è qui». Chissà cosa diavolo penseranno, i bambini, di questo Paese reale, che cosa sarà, forse un incrocio tra il paese dei balocchi e l'isola che non c'è, sarà Peter Pan col naso di pinocchio, sarà il mostro Berlusconi, il nuovo Babau che viene fuori dall'armadio quando è buio. Qualcuno canta persino l'inno di Mameli reggendo uno striscione con su scritto «Per Bertruffoni, se l'istruzione vi sembra un costo provare l'ignoranza». E Bertruffoni, ora, chi è? Ce li immaginiamo, i bambini, che a quest'ora vorrebbero fare la merenda col pane e la nutella e invece sono sotto uno striscione a dire che Gelmini non fa rima con bambini. Ma come no? Le rime ce le hanno appena spiegate: Gel-mi-ni/bam-bi-ni, fa rima sì. Cari adulti, grandi e vaccinati che ce l'avete su con il governo per gli affari vostri e non certo per la riforma, fateci un piacere: voi continuate a gridare, ma i piccoli riportateli a casa, che devono fare i compiti. Non è cosa per loro, questa di oggi. Hanno una vita per decidere da che parte stare: non arruolateli come i Balilla. Da bravi, su: riportateli a casa che sono bambini. Albina Perri Dare una sberla e poi pretendere che non ci sia nessuna reazione è utopia. Sono reazioni sbagliate, ma non era poi tanto illogico prevederle.
ROOSTERS99 Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 Dare una sberla e poi pretendere che non ci sia nessuna reazione è utopia.Sono reazioni sbagliate, ma non era poi tanto illogico prevederle. Non posso acettare come lecita una reazione che porta i bambini in piazza. Vergogna. Potremmo inoltre discutere sulla "sberla"....
Ponchiaz Posted October 30, 2008 Posted October 30, 2008 (edited) Buona analisi, però mi sfugge un piccolo particolare, perchè non colpire con leggi mirate gli atenei o più in generale le scuole meno virtuose?Dire tagliamo fondi per tot Euro alla scuola ma senza dire come e dove non è sinonimo di lotta agli sprechi e alla cattiva gestione dei soldi pubblici. Il rischio di tagli anche in presenza di eccellenza con questa legge non è affatto scongiurato. Nelle prossime settimane escono i decreti attuativi, a quel punto sarà più chiaro. Voglio pensare che il risultato non sia : riducete tutti del 17%, ma sia incentrato su parametri quali studenti iscritti per corso di laurea, utlità delle sedi decentrate, cattedrifici insomma. Vederemo, vigileremo. Finirà che dovrà andare in piazza anch'io, peccato che ho venduto il casco. P.S. Mi sembra molto sbagliato portare in piazza chiunque non capisca le ragioni della protesta. Edited October 30, 2008 by Ponchiaz
Ale Div. Posted October 31, 2008 Posted October 31, 2008 A me Bocchino è sempre piaciuto ...... Fini: «Valuteremo se le norme ledono le prerogative dei parlamentari» Voti in Aula, linea dura del Pdl «Dieci euro di multa per assenza» Cicchitto e Bocchino: comportamenti intollerabili. Ma è scontro. Il ricavato andrà in beneficenza ROMA—Dieci euro di multa per ogni votazione disertata. E il ricavato andrà in beneficenza per sostenere adozioni a distanza. Il Pdl alla Camera, dopo le difficoltà a raggiungere il numero legale in questi giorni e dopo essere finito in minoranza in più di un’occasione nelle scorse settimane, è passato al contrattacco. Ieri il capogruppo Fabrizio Cicchitto e il vice Italo Bocchino hanno scritto ai propri deputati: «Le reiterate assenze oltre ad aver determinato votazioni negative sono diventate intollerabili. Abbiamo dunque deciso di dotare il gruppo di un codice di autoregolamentazione », che prevede appunto un prelievo di «10 euro per l’assenza da ciascun voto». Immediata la protesta. Nicolò Cristaldi, esponente siciliano di An, ha chiesto la parola durante la discussione del disegno di legge sull’energia: «Io sono un deputato, rispondo solo alla Costituzione e ai regolamenti parlamentari», ha urlato, mentre altri compagni di partito lo spalleggiavano. Michele Vietti, Udc, ha rincarato la dose: «Vogliono mettere in difficoltà chi partecipa alle riunioni con l’opposizione per contrastare l’abolizione del voto di preferenza alle europee», visto che Cristaldi è proprio uno di questi. Sono volate urla e parole grosse. Solo l’intervento di Gianfranco Fini, presidente della Camera, ha riportato la calma: «Valuteremo se il codice lede il mandato dei parlamentari» La questione ha tenuto banco per tutta la giornata, anche perché proprio ieri nel pomeriggio in Aula Rosy Bindi, che presiedeva la seduta, ha chiesto più volte la verifica dei voti su alcuni emendamenti «perché vedo delle persone muoversi al posto di colleghi », ha detto richiamando i deputati Carolina Lussana (Lega) e Luisa Bossa (Pd). Cicchitto e Bocchino in serata hanno precisato che «il codice di autodisciplina, da approvare in seno al direttivo per poi sottoporlo alla firma di tutti i deputati, corrisponde ad ogni logica associativa e pertanto non intacca assolutamente il vincolo di mandato del deputato». Cristaldi ha però rilanciato: «La decisione di non votare può essere anche una forma di dissenso nei confronti di un provvedimento che non piace—ha detto il deputato siciliano —. Io sono fra i più presenti in Aula, sfido chiunque a dimostrare il contrario. La Russa quando era capogruppo di An era sempre presente in Aula. Non si può dire lo stesso di Bocchino e Cicchitto. Ma in ogni caso è una questione di principio. I capigruppo non possono ordinarci via sms quando dobbiamo votare, che cosa dobbiamo votare. Non rispondiamo a loro». Paolo Foschi 31 ottobre 2008 In un momento in cui si chiedono sacrifici, sarebbe opportuno che chi comanda, li facesse per primo. Senza se e senza ma! Magari lavorando un po' di più. Fermo restando che chi lavora nelle commissioni parlamentari è giustificato, chi bigia per seguire il proprio collegio elettorale, può versare l'obolo tranquillamente. Anche perchè, io per lo meno, di politici varesini che "ero assente perchè seguivo il mio collegio", non ne ho mai visti: dovrebbero spiegare in che modo lo fanno!
ROOSTERS99 Posted October 31, 2008 Posted October 31, 2008 Concordo Ale, ed attendo presto norme severe anti pianisti.....
Ale Div. Posted October 31, 2008 Posted October 31, 2008 Scuola/ La Cgil minaccia la sorella della Gelmini che non vuole scioperare. Il documento Giovedí 30.10.2008 16:47 Cinzia Gelmini, sorella del ministro dell'Istruzione e dirigente provinciale FLC-CGIL, non sciopererà il 30 Ottobre Lettera di Vittorio Delmoro al segretario della FLC-CGIL (domenica 26 ottobre) "Caro segretario, se le notizie che leggo sulla stampa sono vere, ti pongo una questione che ha bisogno di essere risolta nel più breve tempo possibile. Leggo infatti che Cinzia Gelmini, sorella del Ministro Mariastella Gelmini, contrariamente a quanto dichiarato (dalla stampa stessa) non intende scioperare il prossimo 30 ottobre. Ora, che Cinzia Gelmini si trovi in una situazione oggettivamente imbarazzante è facile da capire; che intenda sottrarsi al gioco mediatico che vorrebbe mettere le due sorelle una contro l’altra è un sentimento apprezzabile; che voglia bene alla sua ingombrante sorella e tenga alla famiglia in cui vive è un fatto strettamente privato che non mi interessa; ma che da iscritta alla FLC abbia deciso di non scioperare, be’ questo mi interessa e pure tanto! Chi, iscritto ad un sindacato della scuola, non sciopera in una occasione come questa o non ha capito nulla, oppure non ha senso che stia ancora in un sindacato; che Cinzia Gelmini non scioperi quando il governo sta per licenziare oltre 130 mila lavoratori della scuola come lei (senza parlare di tutto il resto) significa una cosa sola : sta dall’altra parte, dalla parte del governo; e allora, dunque, che ci sta a fare nel sindacato? Quando in una fabbrica ci sono dei licenziamenti e il sindacato (com’è suo dovere) indice uno sciopero, chi non sciopera viene chiamato crumiro con tutte le ragioni; in altri bei tempi si organizzavano picchetti davanti ai cancelli per impedire a quei (pochi) lavoratori - i crumiri appunto - di entrare, così da sostenere le ragioni dello sciopero e impedirne la vanificazione. Fossi io un collega della scuola in cui Cinzia Gelmini lavora, la mattina del 30 ottobre mi piazzerei davanti al portone e tenterei di non farla entrare; perché il non sciopero di Cinzia Gelmini, al pari di quello di altri come lei, significa essere d’accordo col licenziamento di colleghi che stanno attualmente lavorando al nostro fianco, alcuni dei quali da anni e anni, e che dal prossimo settembre saranno espulsi dalle scuole. Come possiamo permetterlo? Pertanto l’unica azione logica che Cinzia Gelmini può fare ora è di escludersi dal sindacato e di starne fuori fino a che non si sarà riconciliata con le ragioni per cui un sindacato esiste e nel caso della CGIL da oltre 100 anni. Mi rivolgo però al mio segretario e anche a quello della Federazione di Brescia perché c’è un’aggravante: Cinzia Gelmini non è solo un’iscritta, è pure membro del Direttivo Provinciale. In questo caso quello che per un semplice insegnante è un diritto (di scioperare o meno), per un dirigente diventa un dovere: se il proprio sindacato, di cui si è dirigenti periferici, ha deciso un’azione di lotta, non si può che aderire ed adoperarsi per la sua riuscita; nel caso non si sia d’accordo, esistono sedi adeguate alla discussione e al conflitto, che non ha mai spaventato nessuno, che è di casa nella CGIL e che è anche il sale della democrazia. Se Cinzia Gelmini ha dunque deciso (e dichiarato) di non scioperare va espulsa da quell’organismo dirigenziale immediatamente. Altro che stalinismo! Ciascun lavoratore della scuola che in questo momento non scioperi perché d’accordo col governo e dunque contro i propri colleghi è un ostacolo da rimuovere; se è addirittura un dirigente occorre una rimozione pure formale. E allora ecco la conclusione : io non posso stare nello stesso sindacato in cui sta un altro che rema contro di me, che rema contro 130 mila lavoratori come me, che sta dalla parte del governo; per cui o lei o me; se resta Cinzia Gelmini sarò costretto ad andarmene io. Caro segretario, resto in attesa della tua risposta e nel frattempo invito altri iscritti alla FLC a pronunciarsi in modo netto. Se poi Cinzia Gelmini fa tutto questo, cioè si mette di traverso non perché non condivida lo sciopero, ma per rispetto della sorella Ministro e per l’unità della famiglia, allora si eclissi (almeno per il tempo che avremo la sorella sul groppone) e sparisca dalla circolazione (mediatica); non dica più nulla, non risponda più a nessuna domanda, non apra la porta a nessun giornalista. E pensare che un mese fa, sapendola del mio stesso sindacato, mi era venuta voglia di scriverle (a Cinzia Gelmini) per chiederle di inviare alla stampa una sua dichiarazione contraria o di dissociazione ogni volta che la sorella ne sparava una delle sue! Meravigliosi!!
Long Leg Posted October 31, 2008 Posted October 31, 2008 Altro che stalinismo! Ciascun lavoratore della scuola che in questo momento non scioperi perché d’accordo col governo e dunque contro i propri colleghi è un ostacolo da rimuovere; se è addirittura un dirigente occorre una rimozione pure formale. Questo passaggio è allucinante, e poi si lamentano dei fascisti.... Comunque per tutto il resto gli do ragione. Fossi la sorella della Gelmini mi farei da parte, per lo meno per evitare di essere strumentalizzata e attaccata da tutti gli esagitati mangiabambini come questo qua.
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