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L’orrore della Napoli sotterranea: un’immensa discarica abusiva

di Carmine Spadafora

Napoli - Trentotto foto per documentare che sotto il «tappeto» non c'era della semplice spazzatura ma, addirittura una megadiscarica. Il tappeto altro non era che l'asfalto di Napoli insieme con gli edifici della città del sindaco Rosetta Iervolino e del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Insomma, nel sottosuolo della metropoli più disastrata d'Europa, per decenni è stato gettato di tutto: materiale di risulta, fusti per lubrificanti, carcasse di auto e moto, rifiuti speciali di ogni genere e, naturalmente, decine di tonnellate di monnezza. Ma, la più stupefacente delle scoperte è rappresentata da migliaia di stalattiti di colore giallastro, formatesi a causa dello sversamento di liquami, attaccate al «soffitto» di piazza Dante, uno dei salotti di Napoli.

Allora, a chi appartiene la scoperta della versione moderna dell'«oro di Napoli»?. Al commissariato al Sottosuolo, che tanti soldi ha succhiato agli italiani? Ai solertissimi ambientalisti alle vongole e pummarola? Al sindaco Iervolino? Al presidente della Campania, imputato per lo scandalo dei rifiuti, Bassolino? No, la scoperta, trasformata in dossier, consegnato nei giorni scorsi al presidente Berlusconi e poi ai parlamentari, appartiene all'uomo che (con il premier) ha ripulito Napoli e la regione, da duecentomila tonnellate di monnezza, che i vari governi locali non erano riusciti a raccogliere dalle strade: il sottosegretario all’Emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.

Gli speleologi della Protezione civile si sono calati nella Napoli sotterranea, vasta un milione di metri cubi e con un acquedotto ridotto a pattumiera. Se qualcuno aveva mugugnato sulle misure restrittive nei confronti di chi inquina l'ambiente, adesso è servito.

Quelle stalattiti, allungatesi per cinquant'anni sotto una delle piazze storiche più amate dai napoletani, gridano vendetta. Inquinato è anche il sottosuolo di Chiaia, il quartiere dei vip come pure il proletario Montecalvario. Sono passati una mezza dozzina di viceré, amministrazioni democristiane e socialiste, comuniste ma mai nessuno ha messo mano al sottosuolo di Napoli.

Adesso si cerca di correre ai ripari. Decine di cittadini, in particolar modo in provincia, sono già stati arrestati su ordine delle varie Procure di competenza, grazie al decreto varato dal governo. Ieri, di nuovo a Napoli, con Berlusconi, Bertolaso ha annunciato che lunedì prossimo sarà firmata l'ordinanza che autorizza il conferimento in cambio di un indennizzo economico anche da parte dei privati, alle piattaforme di raccolta del Conai. «I cittadini potranno conferire fino a 100 chili di rifiuti differenziati per evitare che i soliti furbi ne facciano un commercio». Nonostante lo sfascio, Bertolaso ha sparso ottimismo. «Vogliamo fare della Campania la regione pilota nella raccolta differenziata dei rifiuti».

carminespadafora@libero.it

Bertolaso: ottimo, 10+!

Posted (edited)
L’orrore della Napoli sotterranea: un’immensa discarica abusiva

di Carmine Spadafora

Napoli - Trentotto foto per documentare che sotto il «tappeto» non c'era della semplice spazzatura ma, addirittura una megadiscarica. Il tappeto altro non era che l'asfalto di Napoli insieme con gli edifici della città del sindaco Rosetta Iervolino e del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Insomma, nel sottosuolo della metropoli più disastrata d'Europa, per decenni è stato gettato di tutto: materiale di risulta, fusti per lubrificanti, carcasse di auto e moto, rifiuti speciali di ogni genere e, naturalmente, decine di tonnellate di monnezza. Ma, la più stupefacente delle scoperte è rappresentata da migliaia di stalattiti di colore giallastro, formatesi a causa dello sversamento di liquami, attaccate al «soffitto» di piazza Dante, uno dei salotti di Napoli.

Allora, a chi appartiene la scoperta della versione moderna dell'«oro di Napoli»?. Al commissariato al Sottosuolo, che tanti soldi ha succhiato agli italiani? Ai solertissimi ambientalisti alle vongole e pummarola? Al sindaco Iervolino? Al presidente della Campania, imputato per lo scandalo dei rifiuti, Bassolino? No, la scoperta, trasformata in dossier, consegnato nei giorni scorsi al presidente Berlusconi e poi ai parlamentari, appartiene all'uomo che (con il premier) ha ripulito Napoli e la regione, da duecentomila tonnellate di monnezza, che i vari governi locali non erano riusciti a raccogliere dalle strade: il sottosegretario all’Emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.

Gli speleologi della Protezione civile si sono calati nella Napoli sotterranea, vasta un milione di metri cubi e con un acquedotto ridotto a pattumiera. Se qualcuno aveva mugugnato sulle misure restrittive nei confronti di chi inquina l'ambiente, adesso è servito.

Quelle stalattiti, allungatesi per cinquant'anni sotto una delle piazze storiche più amate dai napoletani, gridano vendetta. Inquinato è anche il sottosuolo di Chiaia, il quartiere dei vip come pure il proletario Montecalvario. Sono passati una mezza dozzina di viceré, amministrazioni democristiane e socialiste, comuniste ma mai nessuno ha messo mano al sottosuolo di Napoli.

Adesso si cerca di correre ai ripari. Decine di cittadini, in particolar modo in provincia, sono già stati arrestati su ordine delle varie Procure di competenza, grazie al decreto varato dal governo. Ieri, di nuovo a Napoli, con Berlusconi, Bertolaso ha annunciato che lunedì prossimo sarà firmata l'ordinanza che autorizza il conferimento in cambio di un indennizzo economico anche da parte dei privati, alle piattaforme di raccolta del Conai. «I cittadini potranno conferire fino a 100 chili di rifiuti differenziati per evitare che i soliti furbi ne facciano un commercio». Nonostante lo sfascio, Bertolaso ha sparso ottimismo. «Vogliamo fare della Campania la regione pilota nella raccolta differenziata dei rifiuti».

carminespadafora@libero.it

Bertolaso: ottimo, 10+!

Che dire poi della discarica abusiva (pare sia una montagna !!) a 300 m dal sito di Chiaiano che ha mobilitato una moltitudine di gente che protesta ?? ^_^:devil:

Bah !!!

Edited by ROOSTERS99
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Oh beh se per quello dopo 30 anni abbiamo ancora da smaltire un po di quintali di scorie radioattive a Castelmauro...

figuriamoci quando risolveremo questa altra menata...

Edited by Miki24
Posted

Viaggio nella scuola anti-Gelmini Ai bimbi il tema contro il ministro

di Marco Guidi

Milano - Da che mondo è mondo la politica è sempre rimasta fuori dagli insegnamenti, almeno fino ai tempi del liceo. Troppo noiosa, complicata e sporca per dei bimbi innocenti. Ma non tutti la pensano così, evidentemente. La denuncia di un nostro lettore, il papà Alessio Monti, pubblicata ieri sul Giornale ne è la prova: ci sono scuole come la «Pasquale Sottocorno» di Milano dove alunni di quarta elementare sono invitati a mettere per iscritto «cosa pensano della Gelmini».

È in questo istituto di periferia, contraddistinto da una forte componente di immigrati di etnie completamente diverse tra loro, che il decreto del ministro è diventato materia di discussione tra i 26 piccoli alunni di una classe quarta. Tanto che alla maestra di italiano è venuta un'idea: facciamo addirittura un compito sulla Gelmini. «I bambini erano così interessati e avevano così voglia di esprimere il loro punto di vista che ho proposto loro di scriverlo. È stata una battuta spontanea, in buona fede, cui non è seguito ovviamente alcun compito in classe e alcuna valutazione», si difende oggi l'insegnante, coadiuvata da una collega ben più combattiva di lei.

Alessio Monti, il papà che ha dato il via alla protesta, non fa sconti e rincara la dose: «La politica non deve entrare a scuola. E invece in quella di mio figlio si assiste all'esatto contrario. Striscioni con scritte anti-Gelmini sono rimasti appesi per due settimane alle finestre dell'edificio. E sa chi le ha realizzate quelle scritte? I ragazzini delle quinte, spinti dalle insegnanti. Poi sono arrivate le magliette con la frase “Gelmini vattene” e ora il tema sul ministro: mi sembra troppo per un’elementare».

Che alla «Sottocorno» ci sia una certa cultura dominante lo dimostrano le parole della vicepreside Clotilde Russo. «Qui le voci fuori dal coro sono poche. Noi come dirigenza facciamo di tutto per tutelare i bambini all'interno della scuola dall'invasione della politica. Proprio ieri abbiamo rimosso un cartello anti-Gelmini appeso vicino alle scale. Però non mi risulta si sia mai arrivati agli episodi descritti dal signor Monti. Spero si sbagli, anche se, bisogna ammetterlo, se ne vedono di tutti i colori qui. Come in tutta Italia, del resto». Persino le magliette anti-Gelmini? «Sì, le ho viste qui e in tv - continua la Russo -. Anche se solo nel giorno dello sciopero (il 30 ottobre scorso, ndr) e non in aula, per fortuna. Fuori dall'istituto ognuno è libero di manifestare come vuole, d’altronde: basta non coinvolgere i bambini durante le ore di lezione».

Tra le altre insegnanti, molte difendono la maestra incriminata, una donna vicina alla pensione, dai capelli bianchi, il viso dolce e mansueti occhi azzurri. «Sulla buona fede della nostra collega mettiamo la mano sul fuoco - dicono in coro -. Non voleva sicuramente plagiare gli alunni. E poi in fondo è normale che a scuola ci si occupi di attualità». E le tabelline? Roba per pivelli. A 9 anni meglio esercitarsi sul decreto di legge numero 137 del 2008. Alla stessa età, Niccolò Machiavelli si cimentava per la prima volta nello studio della grammatica con Battista da Poppi. E pensare che Wolfgang Amadeus Mozart a 3 anni batteva i tasti del clavicembalo. Un genio con il pannolino. Non risulta però che Alexis de Tocqueville si occupasse già di politica in tenera età. Praticamente dei menomati in confronto ai «bimbi prodigio» dell'istituto «Sottocorno».

Eppure sembrano così normali mentre escono al suono della campanella, urlando come matti, per abbracciare mamme, papà e nonni che li attendono all'uscita con l'ombrello. Oggi gli striscioni alle finestre dell'istituto di via Monte Piana non ci sono più. Della protesta combinata di genitori e insegnanti contro il ministro sopravvivono due volantini appiccicati al muro esterno: il primo esorta pure i nonni a partecipare alla manifestazione del 29 novembre, l'altro invita a prendere parte a un incontro sulla riforma Gelmini programmato per lunedì prossimo con la senatrice del Pd Marilena Adamo e un pedagogista. Sulla porta a vetri dell'ingresso campeggia però un cartellone: «Io amo e difendo la scuola pubblica». Ma da chi? Intanto Camilleri ha svelato l'arcano: dagli alieni in tailleur, con gli occhiali e la cadenza bresciana.

E pensare che a Brescia credevano di aver visto passare un solo extraterrestre dalle loro parti, Roberto Baggio. Ma quello giocava a pallone. Poveri bambini.

Che merde di maestre!

Come disse Roger Waters ...

We don't need no education

We dont need no thought control

No dark sarcasm in the classroom

Teachers leave them kids alone

Hey! Teachers! Leave them kids alone!

Posted
Viaggio nella scuola anti-Gelmini Ai bimbi il tema contro il ministro

di Marco Guidi

Milano - Da che mondo è mondo la politica è sempre rimasta fuori dagli insegnamenti, almeno fino ai tempi del liceo. Troppo noiosa, complicata e sporca per dei bimbi innocenti. Ma non tutti la pensano così, evidentemente. La denuncia di un nostro lettore, il papà Alessio Monti, pubblicata ieri sul Giornale ne è la prova: ci sono scuole come la «Pasquale Sottocorno» di Milano dove alunni di quarta elementare sono invitati a mettere per iscritto «cosa pensano della Gelmini».

È in questo istituto di periferia, contraddistinto da una forte componente di immigrati di etnie completamente diverse tra loro, che il decreto del ministro è diventato materia di discussione tra i 26 piccoli alunni di una classe quarta. Tanto che alla maestra di italiano è venuta un'idea: facciamo addirittura un compito sulla Gelmini. «I bambini erano così interessati e avevano così voglia di esprimere il loro punto di vista che ho proposto loro di scriverlo. È stata una battuta spontanea, in buona fede, cui non è seguito ovviamente alcun compito in classe e alcuna valutazione», si difende oggi l'insegnante, coadiuvata da una collega ben più combattiva di lei.

Alessio Monti, il papà che ha dato il via alla protesta, non fa sconti e rincara la dose: «La politica non deve entrare a scuola. E invece in quella di mio figlio si assiste all'esatto contrario. Striscioni con scritte anti-Gelmini sono rimasti appesi per due settimane alle finestre dell'edificio. E sa chi le ha realizzate quelle scritte? I ragazzini delle quinte, spinti dalle insegnanti. Poi sono arrivate le magliette con la frase “Gelmini vattene” e ora il tema sul ministro: mi sembra troppo per un’elementare».

Che alla «Sottocorno» ci sia una certa cultura dominante lo dimostrano le parole della vicepreside Clotilde Russo. «Qui le voci fuori dal coro sono poche. Noi come dirigenza facciamo di tutto per tutelare i bambini all'interno della scuola dall'invasione della politica. Proprio ieri abbiamo rimosso un cartello anti-Gelmini appeso vicino alle scale. Però non mi risulta si sia mai arrivati agli episodi descritti dal signor Monti. Spero si sbagli, anche se, bisogna ammetterlo, se ne vedono di tutti i colori qui. Come in tutta Italia, del resto». Persino le magliette anti-Gelmini? «Sì, le ho viste qui e in tv - continua la Russo -. Anche se solo nel giorno dello sciopero (il 30 ottobre scorso, ndr) e non in aula, per fortuna. Fuori dall'istituto ognuno è libero di manifestare come vuole, d’altronde: basta non coinvolgere i bambini durante le ore di lezione».

Tra le altre insegnanti, molte difendono la maestra incriminata, una donna vicina alla pensione, dai capelli bianchi, il viso dolce e mansueti occhi azzurri. «Sulla buona fede della nostra collega mettiamo la mano sul fuoco - dicono in coro -. Non voleva sicuramente plagiare gli alunni. E poi in fondo è normale che a scuola ci si occupi di attualità». E le tabelline? Roba per pivelli. A 9 anni meglio esercitarsi sul decreto di legge numero 137 del 2008. Alla stessa età, Niccolò Machiavelli si cimentava per la prima volta nello studio della grammatica con Battista da Poppi. E pensare che Wolfgang Amadeus Mozart a 3 anni batteva i tasti del clavicembalo. Un genio con il pannolino. Non risulta però che Alexis de Tocqueville si occupasse già di politica in tenera età. Praticamente dei menomati in confronto ai «bimbi prodigio» dell'istituto «Sottocorno».

Eppure sembrano così normali mentre escono al suono della campanella, urlando come matti, per abbracciare mamme, papà e nonni che li attendono all'uscita con l'ombrello. Oggi gli striscioni alle finestre dell'istituto di via Monte Piana non ci sono più. Della protesta combinata di genitori e insegnanti contro il ministro sopravvivono due volantini appiccicati al muro esterno: il primo esorta pure i nonni a partecipare alla manifestazione del 29 novembre, l'altro invita a prendere parte a un incontro sulla riforma Gelmini programmato per lunedì prossimo con la senatrice del Pd Marilena Adamo e un pedagogista. Sulla porta a vetri dell'ingresso campeggia però un cartellone: «Io amo e difendo la scuola pubblica». Ma da chi? Intanto Camilleri ha svelato l'arcano: dagli alieni in tailleur, con gli occhiali e la cadenza bresciana.

E pensare che a Brescia credevano di aver visto passare un solo extraterrestre dalle loro parti, Roberto Baggio. Ma quello giocava a pallone. Poveri bambini.

Che merde di maestre!

Come disse Roger Waters ...

We don't need no education

We dont need no thought control

No dark sarcasm in the classroom

Teachers leave them kids alone

Hey! Teachers! Leave them kids alone!

Complimenti alla Sig.ra maestra! Brava, bel modo di lavorare!

In fondo, alla manifestazione contro la Gelmini furono portati in piazza anche i bambini, che urlavano slogan che manco capivano.

Questo è il problema della sinistra: che non capisce dove può e dove non può fare politica, si infila dappertutto e manipola alla grande (vedi studenti delle superiori o universitari).

I bambini devono pensare solo a fare i bambini, come si può anche solo lontanamente proporre una riflessione politica in 4° elementare??? Spero che al Direttrice Didattica intervenga per spiegarle per cosa è stipendiata da TUTTI noi.

Posted (edited)

Spiace molto dirlo, ma ...... viva ala scuola parificata !! :devil:

Che t-r-i-s-t-e-z-z-a !! ^_^

Edited by ROOSTERS99
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Nervi saldi.

Io sto con gli insegnanti validi e volonterosi, ce ne sono dappertutto.

Edited by Ponchiaz
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Nervi saldi.

Io sto con gli insegnanti validi e volonterosi, ce ne sono dappertutto.

licenziamento per gli insegnanti che introducono la politica nelle ore di lezione, sia che siano di dx che di sx!Non è quello il posto dove sviluppare certi argomenti!

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licenziamento per gli insegnanti che introducono la politica nelle ore di lezione, sia che siano di dx che di sx!Non è quello il posto dove sviluppare certi argomenti!

Non ti piace

la maestra

con l'orbace?

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Nervi saldi.

Io sto con gli insegnanti validi e volonterosi, ce ne sono dappertutto.

Io i nervi li ho saldissimo .

Mia figlia è in prima elementare :se dovessero accadere fatti simili in classe di mia figlia come dovrei reagire ?

Il fatto riportato da AleDiv merita provvedimenti straordinari : licenziamento in tronco , senza se e senza ma .

Facciano politica dove vogliono ma NON IN CLASSE , soprattutto se si parla di elementari e medie !

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Il licenziamento nel mercato del lavoro italiano equivale ad una condanna a morte.

Non invocatelo con leggerezza.

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Il licenziamento nel mercato del lavoro italiano equivale ad una condanna a morte.

Non invocatelo con leggerezza.

basta non incappare in simili comportamenti :rolleyes:

Posted (edited)

Varese - Solo una trentina gli studenti che hanno raccolto l'invito di rete studenti Varese. Dura presa di posizione dei docenti del Manzoni

Fallisce il corteo degli studenti, la protesta rimane dei proff

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La protesta studentesca non decolla. Dopo il presidio organizzato lo scorso 30 ottobre in cui si ritrovarono circa 300 studenti, la contestazione è rientrata nella scuola, lasciando spazio a dialogo e confronto all'interno delle classi.

La manifestazione organizzata questa mattina con partenza dal piazzale della stazione Nord è fallita dopo un'ora e mezzo d'attesa, davanti alla costatazione che solo trenta ragazzi avevano raccolto l'appello della rete studentesca varesina. :rolleyes:-_-:rolleyes:

In forze erano giunti polizia, carabinieri e vigili, a cui era stato annunciato un corteo di oltre 300 persone per le vie del centro, da piazza Trento fino a via Copelli con presidio finale davanti all'Ufficio provinciale scolastico.

All'appello questa mattina alle nove, però, si sono presentati solo in cinque a cui si sono aggiunti altri ragazzi giunti alla spicciolata. Alle 10.30, vista la scarna partecipazione, gli organizzatori hanno rinunciato alla sfilata optando per un presidio, disponendo i cartelloni preparati contro il Ministro Gelmini e il Presidente Berlusconi. Al presidio hanno partecipato studenti provenienti da tutta la provincia: Varese, Gallarate, Sesto, persino Arona.

La protesta, intanto, continua anche tra i docenti: dopo la decisione del Candiani di Busto e del Cairoli di Varese, anche i professori del Manzoni, ( psicopedagogico e linguistico) riuniti in collegio hanno approvato a larghissima maggioranza una mozione in cui, dopo aver espresso il proprio disagio e dissenso e aver manifestato solidarietà ai colleghi precari, hanno deciso che i libri di testo in adozione per questo anno scolastico siano mantenuti, senza modifica alcuna, anche per il prossimo anno, facilitando il ricorso al libro usato tra gli allievi dell’Istituto e nell’ottica di una continuità di tale proposta negli anni; che sia dichiaratamente reso esplicito il dissenso dei Docenti del Manzoni rispetto alla prevista introduzione del testo in formato elettronico che creerebbe disparità tra gli allievi e favorirebbe solo gli studenti che a domicilio possiedono un computer; che, per quanto riguarda le uscite didattiche di una giornata, siano effettuate solo quelle che prevedono utilizzo di mezzo pubblico per lo spostamento; che siano sospesi i viaggi di istruzione che prevedano uno o più pernottamenti (la delibera non comprende le settimane-studio all’estero e gli scambi con scuole straniere); che non sia svolta alcuna attività didattica in Istituto che preveda la presenza di esperti esterni a pagamento.

Mozioni di dissenso sono annunciate anche da parte dei docenti dell'Isis di Bisuschio, che la scorsa settimana si sono incontrati, e da quelli dell'Isis di Gavirate, il cui collegio è in programma questa settimana

Che banda di pirla!!

Spero comunque che questa forma di protesta si estenda a macchia d'olio: indirettamente, la Gelmini avrebbe risolto alcuni dei cancri peggiori della scuola! Soprattutto quello dei libri di testo! :whistle:

Edited by Ale Div.
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Il presidente eletto con i voti Pdl: «Non faccio previsioni, si vedrà»

Vigilanza, Villari non molla:

«Resto, io sono la soluzione»

«Se c'è un'altra soluzione condivisa allora io non ho problemi». Rosy Bindi ne chiede l'espulsione dal Pd

Riccardo Villari (Ansa)

ROMA - «Ho preso questa decisione e spero di spiegarla al mio partito perché sia condivisa. Io sono la soluzione e non il problema». Così il senatore Riccardo Villari ribadisce, al suo ingresso nella sede del Pd per incontrare il segretario Walter Veltroni, l'intenzione di non dimettersi dalla presidenza della commissione di Vigilanza Rai.

Ma Riccardo Villari, lascia comunque uno spiraglio: «Se c'è un'altra soluzione condivisa- dice il senatore del Pd- allora io non ho problemi». Si sbilancia quindi ma non troppo il senatore sulle sue possibili dimissioni, chieste da molti esponenti del suo stesso partito dopo l'elezione a presidente della commissione Vigilanza sulla Rai con i voti della maggioranza. «In questi giorni mi sono consegnato a non avere immaginazione», ha detto in un'intervista al Gr1. «Vado dal mio segretario (Walter Veltroni, ndr) con grande piacere, con rispetto e non faccio previsioni. Vedremo come andrà. Sono rimasto male nel vedere giudicata la mia moralità, che non è una categoria della politica». Villari incontrerà i presidenti del Senato e della Camera «tra martedì e mercoledì sicuramente», dopo di che prenderà una decisione. «Credo che l'obiettivo che tutti dobbiamo avere non è Villari sì Villari no», ha spiegato, «è quello di trovare una soluzione che ci faccia trovare più avanti di dove eravamo e non più indietro».

BINDI: «SI DIMETTA O SIA ESPULSO» - Rosy Bindi, in un'intervista alla Stampa, prende una posizione decisa sul caso Villari: deve dimettersi o essere espulso dal Partito democratico. «Il Pd non può prestarsi a queste operazioni che sono un esempio di trasformismo. Diciamo da tempo», ha aggiunto, «che dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che ci colpiscono alle spalle poi stanno sempre al centro».

BERSANI: «BERLUSCONI L'HA FATTA GROSSA» - Il ministro ombra del Pd dell'Economia, Pierluigi Bersani, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno, ha detto di vedere «un affetto peloso da tutte le parti sulla Rai. La gente non capisce quello che sta accadendo, capisce che c'è una guerra, però magari non sa nemmeno cos'è la commissione di Vigilanza. Una cosa però ha capito, cioè che Silvio Berlusconi, anche se dice che non ne sapeva niente, l'ha fatta un po' grossa con l'elezione di Villari».

17 novembre 2008

:rolleyes:

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Qualcuno ha visto Report ieri?

La situazione fuori dal centro storico napoletano non è come Berlusconi racconta.

Prodi ridicolo.

Visto.

Ha ragione Alberto !!!

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Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

Ma vaffanculo

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Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

Ma vaffanculo

Ma ci invia solo la busta od anche la paga ?

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Ma ci invia solo la busta od anche la paga ?

A richiesta viene a portarla di persona, poi mettiti d'accordo con lei... :rolleyes:

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Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

Ma vaffanculo

Scusa Caramba, fonte di queste amenità ?

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Scusa Caramba, fonte di queste amenità ?

Da Libero news

Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

di Giorgia Camandona

La vicenda è ormai nota: Le Iene hanno fermato l'onorevole Carlucci per multarla per il ritardo in aula. Lei si è infuriata, li ha spintonati e ha fatto una piazzata. Poi è tornata in tv per dire la sua: che l'aveva fatto apposta per poter raccontare la sua versione dei fatti, perché lei a essere bollata come assenteista non ci sta. Noi abbiamo pubblicato il video dell'accaduto e anche quello della sua replica e poi abbiamo sentito l'onorevole per una chiacchierata, perché ci teneva a spiegare anche a noi com'erano andate le cose. «Il giorno in cui sono stata avvicinata dalle Iene, mi trovavo nel palazzo della Commissione Infanzia, a qualche isolato da Montecitorio. Ero fuori dall’aula, è vero, ero in ritardo, è vero, ma perché stavo facendo il mio lavoro da parlamentare da un’altra parte e avevo appena chiamato per avvertire che stavo arrivando».

Quindi quando l’hanno fermata lei s’è arrabbiata

Mi sono arrabbiata perché altre volte mi è capitato di essere fermata da loro, di aver tentato di spiegare ma invano, perché poi loro tagliano e montano per dare consistenza alla loro tesi che siamo tutti assenteisti, fannulloni e incompetenti. Io non ci sto a passare per una persona superficiale che si fa gli affari suoi. È un obbligo morale, quello che ho, nei confronti degli elettori e di Forza Italia che mi ha mandata in Parlamento al posto di un altro, perché con la legge elettorale che c’è in vigore è il partito che decide, lo sappiamo. C’è in giro questo sentire forte contro la politica, alimentato da trasmissioni tv approssimative come questa…

Aspetti però, perché stiamo correndo troppo. Mettiamo che lei avesse ragione: stava facendo il suo lavoro ed è stata pizzicata ingiustamente da Le Iene. Però la sua reazione è stata davvero spropositata, non trova?

Ma certo! Se io non avessi reagito in maniera spropositata oggi noi non staremmo parlando, non sarei andata a Matrix da Mentana, ospite a Radio 24 e nessun altro giornale mi avrebbe intervistata. Ho avuto modo di spiegarmi molto bene. In passato quando non ho fatto così e ho lasciato correre, sono passata per quello che non ero. Nel 2001 proprio Le Iene montarono un servizio ad arte accusandomi di aver parcheggiato la mia auto sul marciapiede per andare a mangiare al ristorante. Ma io sul mio blog ho le prove provate che non è così: ho il fermo immagine del loro servizio con le freccette che mostrano che il mio parcheggio era perfettamente lecito, era il parcheggio della Camera, all’interno del quale si può lasciare, in casi di emergenza, l’auto come si vuole e poi ci pensano gli addetti a sistemarla meglio. All’epoca tentai di spiegarmi ma non mandarono in onda nulla della mia replica naturalmente. Apposta ho fatto la piazzata, perché non permetto più a nessuno di diffamarmi.

Si però forse il risultato è stato peggiore. Se la sua reazione fosse stata diversa e avesse semplicemente spiegato da dove stava arrivando magari lo spezzone su di lei non l’avrebbero neppure trasmesso. Lei invece ha urlato, spintonato, fatto cascare i cappellini al Trio Medusa, minacciato di rompere microfono e telecamera… Un servizio così va automaticamente in onda

Ho tentato all’inizio di spiegarmi ma a loro non gliene frega niente. Loro mi urlavano “Sei ritardataria!” perché sono dei provocatori di professione.

E però se lei ci casca, onorevole…

Io l’ho fatto apposta! Perché grazie alla mia piazzata plateale sono finita su tutti i giornali e ho potuto spiegare la mia versione dei fatti. Quella non è satira, è persecuzione.

Lei sta dicendo che Le Iene dovrebbero chiudere?

No chiudere no, ma non possono continuare così.

Sta dicendo che sono bugiardi allora?

Bugiardi, sì! Mandano in onda solo quel che gli pare a loro. Quando fanno le prove di cultura ai deputati ce ne sono altrettanti che rispondono correttamente, ma loro mica ve lo dicono. Gli assenteisti e ritardatari sono pochissimi e molti, come me, sono altrove per fare il loro mestiere in altri luoghi. Non si può continuare a dare una visione così del Parlamento!

Perché sono bugiardi, secondo lei, a che scopo?

Fa più comodo dipingerci incompetenti, ignoranti, menefreghisti e fannulloni. Chi reagisce come me lo fa perché se la prende, perché lavora tanto e non accetta di essere trattato così.

Lei difende la categoria, però la casta c’è e gli assenteisti pure

Io non difendo la categoria, dico solo che ora che metteranno in aula il sistema di voto con il riconoscimento delle impronte digitali io sarò contentissima, perché io sono sempre lì. Le faccio un esempio: quelli delle Iene hanno detto che ho saltato 55 sedute. Non è vero, ho saltato 55 votazioni. Sa quante ne abbiamo fatte di votazioni in otto mesi? Migliaia! Sa che non abbiamo neppure la pausa pranzo? Magari quelle 55 volte, che sono un’inezia, ero al bagno, o al bar a prendermi qualcosa, perché ci sono anche i bisogni fisiologici. O come ha detto giustamente Sgarbi magari uno una certa cosa non gli va di votarla, è una scelta legittima, non siamo obbligati a votare. Questo non significa che io fossi assente.

Ci sarà però qualche critica che lei vuole fare ai suoi colleghi e non solo a Le Iene? Ci sono colleghi scorretti, assenteisti? Gli stipendi sono un po’ troppo alti?

No, lo stipendio troppo alto no! Io ho una segreteria a Roma che pago io, due segreterie in Puglia che pago io… Sa cosa vuol dire mantenere una segreteria? Affitto, telefono, luce…

Si però, onorevole, non si può dire che il vostro stipendio non è alto. Perché è alto

Allora adesso io ti mando l’elenco delle mie spese. Perché io ho il rimborso aereo, ma quando vado a Trani o a Bari dormo e mangio in albergo. Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Perché tutte le spese che ho le sostengo con i miei soldi. Spese che giustamente servono a mantenere il rapporto con l’elettorato.

Ok allora facciamo un ragionamento sul netto. Un dipendente in busta paga prende X, a lei quanto resta in tasca tolte le spese?

Ma scusa, innanzitutto sai quante ore al giorno lavoro io?

No

Ventiquattrore su ventiquattro. Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere… Faccio delle interpellanze? Ebbene, mi devo preparare, mica posso scrivere delle stronzate! Se no mi ridono dietro. Metti in conto tutto! Allora adesso tu dimmi: quanto paghi il mio straordinario a casa? Perché il mio orario di lavoro ufficiale è finito. Quanto costo io il sabato e la domenica? E allora che cosa dite!

Si però lo stipendio medio di un cittadino…

Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre accesso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siano dei lavativi perché questo è il messaggio che passa.

Non è questo il punto. Al di là di chi lavora o non lavora in Parlamento, lei saprà che in Italia stiamo attraversando in periodo di recessione e quindi la busta paga di un onorevole fa ancora scalpore. C’è poco da girarci intorno

Poco da girarci intorno? Va bene allora io, se mi lasci la tua email, ti farò l’elenco della spesa, con tutti i costi che io devo mantenere per avere un rapporto con il mio elettorato in Puglia o per il mio ufficio – perché io non ho solo l’ufficetto del parlamentare – ma ho una segreteria, un addetto stampa e tutto quel che serve per fare bene questo mestiere. Allora tu alla tua cameriera quanto dai per gli straordinari? Eh? Quanto le dai? Perché io quando torno a casa invece di stare con mio figlio lavoro e nessuno mi paga gli straordinari. Io sono tenuta fare questo lavoro anche la sera e anche nei giorni di festa ed è valutato nella mia busta paga.

Quindi il suo stipendio è meritato

E direi proprio di sì, guarda. Perché io voglio sapere quanto dai alla tua cameriera di straordinario. Chiunque lavori delle ore in più viene pagato. Noi no. E nessuno considera mai che nel nostro stipendio è incluso tutto il lavoro extra.

La busta paga con l'elenco delle spese non è arrivata via email, lo diciamo per dovere di cronaca. Ma siamo certi che si tratti di una dimenticanza e che l'onorevole Carlucci presto provvederà a inviarcela.

Onestamente non ho avuto il tempo di leggerlo tutto, ma solo il titoli me li ha fatti girare..

Posted
Da Libero news

Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

sono i deliri di una sindrome premestruale, almeno me lo auguro per lei.

Posted (edited)
Da Libero news

Gabriella Carlucci: peggio di una cameriera

Stipendi dei parlamentari? Troppo bassi. L'operaio? Fortunato e senza problemi. Le Iene? Bugiarde. Gli onorevoli? Dovrebbero ricevere gli straordinari. Il deputato Gabriella è ancora furiosa per il servizio in tv e promette di inviarci la sua busta paga

di Giorgia Camandona

.......

Onestamente non ho avuto il tempo di leggerlo tutto, ma solo il titoli me li ha fatti girare..

L'ho letto tutto.

A parte che come al solito il titolo riassume alla sua maniera (per esempio la Carlucci dice che invierà la nota spese non la busta paga ...) le cose che dice sono legittime....quando sono vere.

L'ho già detto altre volte, per me lo stipendio del parlamentare non è troppo alto, per chi svolge correttamente il proprio lavoro; i problemi sono altri che riassumerei in :

- privilegi, in primis quelli previdenziali

- meritarsi lo stipendio ed essere mandati a casa in caso di infrazione alle regole.

La battuta "Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto" poteva e doveva però risparmiarsela. Di gente che si porta problemi a casa dall'ufficio o dalla fonderia ce ne è parecchia. Anche problemi maggiori dei suoi. Difenda il suo lavoro, ne ha diritto, non questioni o pegggio denigri quello degli altri.

Anche quella degli straordinari è una cazzata.

Edited by tatanka

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