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''Un'anomalia rispetto alla prassi''

Finanziaria, Fini: ''Deprecabile fiducia su testo non discusso''

Il presidente della Camera: ''Se il governo ponesse la questione di fiducia sul testo non discusso in Commissione Bilancio, il Parlamento sarebbe privato del suo diritto-dovere di discutere''

Roma, 6 nov. - (Adnkronos/Ign) - Sarebbe ''politicamente deprecabile'' se il governo ponesse, legittimamente, la questione di fiducia sul testo della finanziaria che non è stato discusso in commissione Bilancio. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini (nella foto), in aula a Montecitorio replicando alle contestazioni delle opposizioni su quanto avvenuto in commissione.

''A prescindere dalle considerazioni sul merito, che non spettano alla presidenza della Camera, il fatto che la commissione Bilancio abbia approvato senza alcun emendamento il testo presentato dal governo rappresenta un'anomalia rispetto alla prassi''.

''Un'anomalia - rimarca la terza carica dello Stato - che, come hanno rilevato gli esponenti dell'opposizione, non contrasta con i regolamenti, ma che deve tuttavia - sottolinea Fini - essere oggetto di valutazione, soprattutto perché qualora il governo ponesse, legittimamente, la questione di fiducia, ci troveremmo in presenza di una situazione anomala e politicamente deprecabile, perché si toglie al Parlamento, in questo caso alla Camera, il diritto-dovere di discutere''.

Gianfrancone nostro unica bandiera a difesa della democrazia e della costituzione!

Ovviamente antifascista..............................

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Scuola, la Gelmini vuole bloccare i concorsi farsa

di Vincenzo La Manna

Roma Per il momento, il blocco dei concorsi universitari rimane un auspicio. Anche se, proprio in queste ore, i tecnici sono al lavoro per capire se sia possibile stoppare un piano già avviato, che prevede a breve l’assegnazione di 4.000 cattedre e l’assunzione di 3.000 ricercatori. Insomma, il governo vorrebbe evitare che, sotto silenzio, si dia il placet all’assunzione di migliaia di «soliti noti».

Ma nell’attesa, si appresta a favorire le assunzioni di giovani ricercatori, limando i tagli e distribuendo megliole risorse. A favore quindi delle università virtuose, penalizzando quelle in rosso, grazie pure a un giro di vite alle sedi inutili. E così, nel pomeriggio finirà in Consiglio dei ministri - dimezzato dalle assenze di chi partecipa al bilaterale con la Russia a Mosca - un decreto legge ad hoc. Un provvedimento«tecnico» urgente, per armonizzare meglio le spese, favorendo i non spendaccioni.

È questo lo spirito con cui si muove il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, raccogliendo gli appelli al dialogo giunti negli ultimi giorni. E in attesa di capire se già alle 15 si possa iniziare a discutere pure le linee guida della riforma, inserite in un disegno di legge, prende forma lo schema del decreto, che si pone l’obiettivo di alleggerire il turn-over previsto dalla legge 133.

E mentre la Gelmini illustra al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le novità che finiranno oggi in Cdm, premier e ministro dell’Economia si confrontano ad Arcore. Nel faccia a faccia, i fondi indispensabili per il riordino degli atenei, da trovare nelle pieghe del bilancio. Secondo lo schema di decreto anticipato ieri dall’agenzia Dire, soggetto in ogni caso a possibili modifiche, le università spendaccione non potranno, per un anno, adottare procedure «per il reclutamento di personale docente e ricercatore». Né godere, per il 2008-2009, dei fondi straordinari stanziati dal governo Prodi per il reclutamento dei ricercatori universitari. Chi ha i bilanci in regola, invece, potrà procedere, nel triennio 2009-2010, ad assumere, ma dovrà spendere per i nuovi reclutati il 50% di quanto stanziava per stipendiare i pensionati dell’anno precedente.

Una parziale deroga al blocco del turn-over, ma con dei paletti: «Almeno il 60%» dei fondi sbloccati dovranno essere impiegati per reclutare ricercatori a tempo determinato e indeterminato. Per assumere professori ordinari (gli «anziani») si potrà spendere al massimo il 10%, per gli associati il 20%, per gli amministrativi il 5%.

Sulla questione concorsi, in attesa di capire se si possa stoppare quelli già banditi, si prevede la modifica alle modalitàdi scelta delle commissioni: non potrà farne parte nessun membro dell’ateneo che bandisce il posto e i commissari saranno sorteggiati. Le nuove norme scatteranno immediatamente. Inoltre, all’articolo 2, si stabilisce che dal 2009 il 5% del Fondo di finanziamento ordinario sarà destinato a sostenere le università che hanno migliorato le proprie performance.

Quanto al diritto allo studio, 70 milioni di stanziamenti per alloggi e residenze, fondi ad hoc per premiare i meritevoli con borse di studio. Sul versante scuola, invece, dopo il muro contro muro delle ultime settimane, le autonomie locali ottengono la revisione dell’art. 3 del decreto154, indiscussione al Senato, scongiurando il rischio per l’anno prossimo della chiusura delle scuole. Superato, quindi, anche il possibile commissariamento per le regioni. E il dimensionamento della rete scolastica, d’intesa con la Conferenza unificata, non avverrà prima del 2010-2011.

E ora vediamo che rompe ancora i coglioni ...................................

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E poi c'è ancora qualcuno che dice che è colpa dell'opposizione se non esiste dialogo tra i diversi schieramenti.....

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''Un'anomalia rispetto alla prassi''

Finanziaria, Fini: ''Deprecabile fiducia su testo non discusso''

Il presidente della Camera: ''Se il governo ponesse la questione di fiducia sul testo non discusso in Commissione Bilancio, il Parlamento sarebbe privato del suo diritto-dovere di discutere''

Roma, 6 nov. - (Adnkronos/Ign) - Sarebbe ''politicamente deprecabile'' se il governo ponesse, legittimamente, la questione di fiducia sul testo della finanziaria che non è stato discusso in commissione Bilancio. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini (nella foto), in aula a Montecitorio replicando alle contestazioni delle opposizioni su quanto avvenuto in commissione.

''A prescindere dalle considerazioni sul merito, che non spettano alla presidenza della Camera, il fatto che la commissione Bilancio abbia approvato senza alcun emendamento il testo presentato dal governo rappresenta un'anomalia rispetto alla prassi''.

''Un'anomalia - rimarca la terza carica dello Stato - che, come hanno rilevato gli esponenti dell'opposizione, non contrasta con i regolamenti, ma che deve tuttavia - sottolinea Fini - essere oggetto di valutazione, soprattutto perché qualora il governo ponesse, legittimamente, la questione di fiducia, ci troveremmo in presenza di una situazione anomala e politicamente deprecabile, perché si toglie al Parlamento, in questo caso alla Camera, il diritto-dovere di discutere''.

Gianfrancone nostro unica bandiera a difesa della democrazia e della costituzione!

Ovviamente antifascista..............................

Leasir, impegnati questa volta...... :rolleyes::lol:

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Scuola, la Gelmini vuole bloccare i concorsi farsa

di Vincenzo La Manna

Roma Per il momento, il blocco dei concorsi universitari rimane un auspicio. Anche se, proprio in queste ore, i tecnici sono al lavoro per capire se sia possibile stoppare un piano già avviato, che prevede a breve l’assegnazione di 4.000 cattedre e l’assunzione di 3.000 ricercatori. Insomma, il governo vorrebbe evitare che, sotto silenzio, si dia il placet all’assunzione di migliaia di «soliti noti».

Ma nell’attesa, si appresta a favorire le assunzioni di giovani ricercatori, limando i tagli e distribuendo megliole risorse. A favore quindi delle università virtuose, penalizzando quelle in rosso, grazie pure a un giro di vite alle sedi inutili. E così, nel pomeriggio finirà in Consiglio dei ministri - dimezzato dalle assenze di chi partecipa al bilaterale con la Russia a Mosca - un decreto legge ad hoc. Un provvedimento«tecnico» urgente, per armonizzare meglio le spese, favorendo i non spendaccioni.

È questo lo spirito con cui si muove il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, raccogliendo gli appelli al dialogo giunti negli ultimi giorni. E in attesa di capire se già alle 15 si possa iniziare a discutere pure le linee guida della riforma, inserite in un disegno di legge, prende forma lo schema del decreto, che si pone l’obiettivo di alleggerire il turn-over previsto dalla legge 133.

E mentre la Gelmini illustra al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, le novità che finiranno oggi in Cdm, premier e ministro dell’Economia si confrontano ad Arcore. Nel faccia a faccia, i fondi indispensabili per il riordino degli atenei, da trovare nelle pieghe del bilancio. Secondo lo schema di decreto anticipato ieri dall’agenzia Dire, soggetto in ogni caso a possibili modifiche, le università spendaccione non potranno, per un anno, adottare procedure «per il reclutamento di personale docente e ricercatore». Né godere, per il 2008-2009, dei fondi straordinari stanziati dal governo Prodi per il reclutamento dei ricercatori universitari. Chi ha i bilanci in regola, invece, potrà procedere, nel triennio 2009-2010, ad assumere, ma dovrà spendere per i nuovi reclutati il 50% di quanto stanziava per stipendiare i pensionati dell’anno precedente.

Una parziale deroga al blocco del turn-over, ma con dei paletti: «Almeno il 60%» dei fondi sbloccati dovranno essere impiegati per reclutare ricercatori a tempo determinato e indeterminato. Per assumere professori ordinari (gli «anziani») si potrà spendere al massimo il 10%, per gli associati il 20%, per gli amministrativi il 5%.

Sulla questione concorsi, in attesa di capire se si possa stoppare quelli già banditi, si prevede la modifica alle modalitàdi scelta delle commissioni: non potrà farne parte nessun membro dell’ateneo che bandisce il posto e i commissari saranno sorteggiati. Le nuove norme scatteranno immediatamente. Inoltre, all’articolo 2, si stabilisce che dal 2009 il 5% del Fondo di finanziamento ordinario sarà destinato a sostenere le università che hanno migliorato le proprie performance.

Quanto al diritto allo studio, 70 milioni di stanziamenti per alloggi e residenze, fondi ad hoc per premiare i meritevoli con borse di studio. Sul versante scuola, invece, dopo il muro contro muro delle ultime settimane, le autonomie locali ottengono la revisione dell’art. 3 del decreto154, indiscussione al Senato, scongiurando il rischio per l’anno prossimo della chiusura delle scuole. Superato, quindi, anche il possibile commissariamento per le regioni. E il dimensionamento della rete scolastica, d’intesa con la Conferenza unificata, non avverrà prima del 2010-2011.

E ora vediamo che rompe ancora i coglioni ...................................

Buon primo passo.

Le scuse per gli "okkupanti" e i loro fiancheggiatori stanno ormai a zero, diciamocelo.....

Edited by ROOSTERS99
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un vero deficiente, giustamente punito dalla legge! Grazie Alberto! -_-

Rifiuti: primo arresto a Napoli

per abbandono di oggetti ingombranti

Il provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Sarà giudicato con rito direttissimo

NAPOLI - Per la prima volta da quando è stato approvato dal governo il decreto legge che disciplina il contrasto al fenomeno dell'abbandono di rifiuti ingombranti a Napoli ed in Campania, una persona è stata arrestata per essersi liberata di materiale voluminoso, scaricandolo direttamente in strada. È accaduto a Napoli, nel quartiere Pianura dove, in Via Pallucci, i carabinieri del comando provinciale hanno sorpreso Vitale Varchetta, di 32 anni mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili B) , sversandoli in una area non autorizzata per tale scarico.

IL DECRETO - Varchetta, arrestato in base a quanto previsto dall'art. 6 del decreto legge 172/2008, è ora in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - è il testo dell'art. 6 del decreto legge pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l'abbandono, lo sversamento, il deposito o l'immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».

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Lite: Il conduttore di «Annozero» contesta Rds

La diffida di Santoro al radio-imitatore che si spaccia per lui

Travaglio: strano, Michele non è permaloso

ROMA — E menomale che c'è Travaglio a giurare che «non può essere, Michele adora essere preso in giro». Sarà, però Santoro non sembra essersi divertito con la sua imitazione proposta da Joe Violanti a Morning Show su Radio Dimensione Suono. Prima (due settimane fa) si è lamentato con il patron del network, Edoardo Montefusco che se lo ricorda «piuttosto irritato». Poichè la parodia, completa di chiacchierate con politici che pensano di parlare col conduttore di Annozero (ma alla fine, se non ci arrivano, viene detta loro la verità) continuava allegramente, l'interessato — riportava ieri Il Giornale — ha fatto scrivere dai suoi legali. Ora però non ne vuol più parlare: «Non ho niente da dire», scandisce prima di chiudere bruscamente la conversazione. Ci spiega un più paziente Marco Travaglio: «Per come lo conosco, Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro».

Ecco, forse dipende dall'autore. Joe Violanti non lo fa ridere. Contro Rds per ora c'è una diffida degli avvocati. Il giornalista della Rai sarebbe infastidito soprattutto per i falsi inviti ai politici diramati a suo nome. Il suo sosia radiofonico è stupefatto: «Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera». Inoltre lo scherzo alla fine viene svelato. Di solito i malcapitati ci ridono e firmano la liberatoria. «Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare», ha commentato Montefusco da Rds. «Ci stiamo muovendo sempre in maniera corretta, nell'ambito ben chiaro dell'ironia, il nostro obbiettivo è solo strappare qualche risata». Degli spettatori, forse: quella di Santoro è dura.

Sull'intralcio al lavoro giornalistico punta Travaglio, convinto, lui, del senso dell'ironia santoriano: «Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione. Penso che contattare stabilmente delle persone invitandole per finta ad Annozero sia un'azione di disturbo, con tutte le difficoltà che già abbiamo. Un conto è la caricatura di Fiorello, fatta bene, una tantum. Questi vanno a tappeto, è diverso. E poi voglio prima vedere la lettera, altrimenti non ci credo. Perchè non la pubblicano? Sparare su Santoro fa sempre bene alla carriera». Da praticante assiduo di satira, Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero (e dello speciale satirico del manifesto in edicola oggi), prima di ogni altra cosa annota un errore fatale di Joe Violanti: «Spiega lo scherzo? Ma dai, gli scherzi non si spiegano mai, vuol dire che non li sanno fare». Della lettera di protesta non sa niente «ma direi che di Santoro ne basta uno, l'originale, spero che i politici continui a tampinarli lui». Non gli risulta che il collega abbia un carattere permaloso: «L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso».

Giovanna Cavalli

10 novembre 2008

Santoro diffida l'imitatore. Travaglio: "Impossibile, ama essere preso in giro"

10 Novembre 2008

Michele Santoro non sembra aver gradito la sua imitazione nel programma di Joe Violante, Morning Show su Radio Dimensione Suono. Questo è ciò che emerge dalla lettera di diffida inviata dai legali del conduttore di Anno Zero che contesta “l'abusivo utilizzo della sua identità che danneggia la preparazione e la realizzazione del suo programma televisivo” e “determina danno e pregiudizio ai diritti dell’identità e della persona di Santoro”.

Non riesce a crederci neanche Travaglio che è intervenuto a difesa del grande senso dell’umorismo del presentatore. “Non può essere, Michele adora essere preso in giro”, ha assicurato. E ha continuato: “Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro”. Peccato che ha scagliato i propri avvocati contro il network radiofonico intimandoli di interrompere la parodia di Violanti “con riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi”.

Ma non è la prima volta che Santoro mostra il suo malumore. Lo ricorda il patron del network Edoardo Montefusco che due settimane fa aveva ricevuto la prima telefonata dove il conduttore, lamentandosi, sembrava “piuttosto irritato”. Al presentatore hanno infastidito, in particolare, le chiacchierate telefoniche con i politici che a suo nome vengono invitati alla sua trasmissione in tv. Alla fine però viene svelato lo scherzo.

“Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera”, ha commentato Joe Violanti. E ha continuato assicurando che il programma continuerà nonostante la diffida: “Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare”.

Appare incredulo sulla situazione anche Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero: “Santoro non è permaloso. L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso”. Sempre che non sia già scattata un’altra diffida. Ma Vauro, si sa è un collega. Anzi, un compagno.

Pagliaccio!!

:o:lol::lol:

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Alitalia, sciopero improvviso di 24 ore

Sciopero Alitalia

Ventiquattro ore di sciopero immediato in Alitalia a partire dalle 18 di oggi.

Lo ha deciso un’assemblea indetta da un comitato di lotta autoproclamato di “circa 200 persone, di cui 130 hanno votato a favore”, composta “prevalentemente di assistenti di volo”. Lo riferisce il coordinatore dell’Sdl Paolo Maras che si è speso “in prima persona e purtroppo inutilmente” contro questa azione di lotta. Questa mattina i lavoratori che si riconoscono in questo comitato avevano votato una mozione per il blocco immediato delle attività. Una mozione a cui non avevano aderito le 5 sigle (Anpac, Up, Sdl, Anpav e Avia) che si sono opposte all’intesa sui contratti con Cai.

Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, pur condividendo il malessere dei lavoratori dell’Alitalia, non ritengono infatti opportuno fermare le attività in quanto “sarebbe un errore spaccarsi ora - ha detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti - ora dobbiamo capire qual è il modo giusto per andare avanti”. E nel sottolineare di avere continui contatti con i lavoratori che approvano la linea seguita sin da ora, Berti ha ammonito l’assemblea sui rischi di un blocco immediato delle attività: “Attenti” ha avvertito “la lotta non finisce oggi, non sto dicendo che (il blocco, ndr) non serve a nulla ma ora non sarebbe risolutivo”. Aprendo l’assemblea, il segretario nazionale dello Sdl Paolo Maras ha annunciato: “La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro”.

Non si placano intanto le polemiche, all’indomani dell’annuncio di più date di scioperi fatto dai sindacati dei piloti che prevedono di incrociare le braccia per 14 giorni.

L’iniziativa è “illegale”: così la definisce Antonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, che ha convocato per giovedì prossimo i sindacati del fronte del no. E il vicepresidente della Camera e responsabile Infrastrutture del Pdl Maurizio Lupi bolla come “irresponsabile e senza giustificazione” la posizione dei piloti nella vicenda Alitalia.

Giornata nera a Fiumicino e rabbia dei passeggeri costretti a subire la cancellazione dei voli e ritardi e attese anche di ore a causa della protesta dei dipendenti dell’Alitalia. Mentre nel settore internazionale, si sono formate file anche di 300 passeggeri, al terminal A dei voli nazionali ed europei della compagnia le file davanti alle due biglietterie in funzione hanno raggiunto anche i trenta metri. Sopraffatti dalla stanchezza per l’attesa di informazioni, alcuni tra i passeggeri si sono lasciati andare ad imprecazioni contro gli addetti ai banchi controllati dalle forze dell’ordine.

“È una vergogna” dice un passeggero che si è visto cancellare il volo per Reggio Calabria.”Questo non è uno sciopero per il quale si può provvedere diversamente, ma una vera e propria interruzione improvvisa di pubblico servizio che ci cade tra capo e collo. Sono almeno quattro ore che aspetto di sapere se potrò partire entro questa sera”. “Non si possono lasciare donne incinte e bambini anche piccoli in situazioni di disagio cosi’ grandi”, aggiunge un altro passeggero. “Prendete il mio caso” è lo sfogo di una signora francese. “Sarei dovuta partire oggi alle 17.30 per Nizza con mia madre, mia figlia e la mia nipotina di 10 mesi, ma non sappiamo ancora se partiremo con un altro volo oggi o domani. Se almeno ci dicessero che per oggi non se ne parla, potremmo pensare di lasciare l’aeroporto, tornare in città e prenotare una camera d’albergo. Proprio non capisco un comportamento del genere da parte dei lavoratori Alitalia che sì, avranno pure le loro ragioni, ma così facendo l’opinione pubblica non li sosterrà”.

Altra conseguenza della cancellazione dei voli Alitalia, sono le centinaia di valigie e di colli accumulati nella sala riconsegna bagagli del Terminal C, prima imbarcati e poi sbarcati dai voli soppressi. Al nastro 8 i tempi di attesa si protraggono oltre i 60 minuti. “Dovevamo partire per Sofia” racconta Giovanni Bianconi. “È più di un’ora che attendo la restituzione delle mie valige”. La stessa situazione anche agli Arrivi nazionali, dove in corrispondenza dei nastri 15 e 16 un centinaio di passeggeri è stato costretto ad aspettare la riconsegna dei bagagli che erano stati gia’ stivati sui voli cancellati per Firenze, Genova, Pisa e Brindisi.

Proletari (si fa per dire..) di tutto il comparto aereo: unitevi e facciamo saltare i piani di berluskaiser e se poi va tutto in merda, pazienza...

Posted (edited)

Vergognoso sciopero selvaggio; oltre a precettarli spero scatti anche la denuncia per interruzione di pubblico servizio.

In questa vicenda fan tutti i fenomeni perchè il governo italiano, ahinoi, ha garantito che l' orrendo carrozzone non fallirà cxomunque..... :o:lol: .....mamma mia quanti calci nel culo !!!

Edited by ROOSTERS99
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Lite: Il conduttore di «Annozero» contesta Rds

La diffida di Santoro al radio-imitatore che si spaccia per lui

Travaglio: strano, Michele non è permaloso

ROMA — E menomale che c'è Travaglio a giurare che «non può essere, Michele adora essere preso in giro». Sarà, però Santoro non sembra essersi divertito con la sua imitazione proposta da Joe Violanti a Morning Show su Radio Dimensione Suono. Prima (due settimane fa) si è lamentato con il patron del network, Edoardo Montefusco che se lo ricorda «piuttosto irritato». Poichè la parodia, completa di chiacchierate con politici che pensano di parlare col conduttore di Annozero (ma alla fine, se non ci arrivano, viene detta loro la verità) continuava allegramente, l'interessato — riportava ieri Il Giornale — ha fatto scrivere dai suoi legali. Ora però non ne vuol più parlare: «Non ho niente da dire», scandisce prima di chiudere bruscamente la conversazione. Ci spiega un più paziente Marco Travaglio: «Per come lo conosco, Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro».

Ecco, forse dipende dall'autore. Joe Violanti non lo fa ridere. Contro Rds per ora c'è una diffida degli avvocati. Il giornalista della Rai sarebbe infastidito soprattutto per i falsi inviti ai politici diramati a suo nome. Il suo sosia radiofonico è stupefatto: «Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera». Inoltre lo scherzo alla fine viene svelato. Di solito i malcapitati ci ridono e firmano la liberatoria. «Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare», ha commentato Montefusco da Rds. «Ci stiamo muovendo sempre in maniera corretta, nell'ambito ben chiaro dell'ironia, il nostro obbiettivo è solo strappare qualche risata». Degli spettatori, forse: quella di Santoro è dura.

Sull'intralcio al lavoro giornalistico punta Travaglio, convinto, lui, del senso dell'ironia santoriano: «Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione. Penso che contattare stabilmente delle persone invitandole per finta ad Annozero sia un'azione di disturbo, con tutte le difficoltà che già abbiamo. Un conto è la caricatura di Fiorello, fatta bene, una tantum. Questi vanno a tappeto, è diverso. E poi voglio prima vedere la lettera, altrimenti non ci credo. Perchè non la pubblicano? Sparare su Santoro fa sempre bene alla carriera». Da praticante assiduo di satira, Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero (e dello speciale satirico del manifesto in edicola oggi), prima di ogni altra cosa annota un errore fatale di Joe Violanti: «Spiega lo scherzo? Ma dai, gli scherzi non si spiegano mai, vuol dire che non li sanno fare». Della lettera di protesta non sa niente «ma direi che di Santoro ne basta uno, l'originale, spero che i politici continui a tampinarli lui». Non gli risulta che il collega abbia un carattere permaloso: «L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso».

Giovanna Cavalli

10 novembre 2008

Santoro diffida l'imitatore. Travaglio: "Impossibile, ama essere preso in giro"

10 Novembre 2008

Michele Santoro non sembra aver gradito la sua imitazione nel programma di Joe Violante, Morning Show su Radio Dimensione Suono. Questo è ciò che emerge dalla lettera di diffida inviata dai legali del conduttore di Anno Zero che contesta “l'abusivo utilizzo della sua identità che danneggia la preparazione e la realizzazione del suo programma televisivo” e “determina danno e pregiudizio ai diritti dell’identità e della persona di Santoro”.

Non riesce a crederci neanche Travaglio che è intervenuto a difesa del grande senso dell’umorismo del presentatore. “Non può essere, Michele adora essere preso in giro”, ha assicurato. E ha continuato: “Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro”. Peccato che ha scagliato i propri avvocati contro il network radiofonico intimandoli di interrompere la parodia di Violanti “con riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi”.

Ma non è la prima volta che Santoro mostra il suo malumore. Lo ricorda il patron del network Edoardo Montefusco che due settimane fa aveva ricevuto la prima telefonata dove il conduttore, lamentandosi, sembrava “piuttosto irritato”. Al presentatore hanno infastidito, in particolare, le chiacchierate telefoniche con i politici che a suo nome vengono invitati alla sua trasmissione in tv. Alla fine però viene svelato lo scherzo.

“Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera”, ha commentato Joe Violanti. E ha continuato assicurando che il programma continuerà nonostante la diffida: “Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare”.

Appare incredulo sulla situazione anche Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero: “Santoro non è permaloso. L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso”. Sempre che non sia già scattata un’altra diffida. Ma Vauro, si sa è un collega. Anzi, un compagno.

Pagliaccio!!

:rofl:-_-:lol:

Ma voi ditemi se la TV di stato deve pagare ricchi stipendi a gente come i succitati......e pure col MIO canone !! :lol::lol:;)

Non saprei dire se è più "ridicolo" Santoro o i commenti del geniale :o Travaglio...........

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Varese - Claudio Fava ha presentato il progetto di “Sinistra democratica”, il nuovo soggetto politico alternativo al Pd e al blocco Prc-Pdci

"Non farò mai un partito con Diliberto"

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Claudio Fava, venerdì 7 novembre al collegio De Filippi, in una sala gremita di simpatizzanti e curiosi, ha presentato il progetto di “Sinistra democratica”, il nuovo soggetto politico nato a sinistra, alternativo al Pd di Veltroni e al blocco Prc -Pdci. Il parlamentare europeo dell'Ulivo riparte dalla partecipazione, «quella vera» come sottolinea lui stesso. Rispondendo alle domande dei giornalisti Federico Bianchessi della Prealpina, Nicolò Ramella di Rete 55 e Michele Mancino di Varesenews, Fava ha chiarito che il nuovo progetto non è l’ennesima isoletta all’interno dell’arcipelago post-comunista, è nuovo perché svincolato soprattutto dalle vecchie logiche. «Per dire che un partito è partecipato e trasversale – ha detto Fava - non è sufficiente inserire nelle liste elettorali un operaio, una casalinga, un disoccupato, un imprenditore. Occorre invece indicare un percorso chiaro, responsabile e capace di dare voce realmente a chi non ce l’ha. I giovani, ad esempio, possono essere coinvolti solo se si è disposti ad ascoltarli e ad accettare la loro freschezza che poi è la vera forza per un partito politico che guarda al futuro».

Partecipare, per Fava, significa mettersi in gioco in prima persona. «Hanno tradotto lo slogan di Obama in “Si puo’ fare”. Ma è profondamente sbagliato, perché “Yes, we can” significa “Sì, noi possiamo fare”. Capite che la forza di quello slogan è nella partecipazione di ciascuno di noi e non in un impegno impersonale. “La gente” è un altro termine che non mi piace, è molto berlusconiana perché identifica solo potenziali clienti. Noi invece siamo cittadini, portatori di diritti e di doveri».

Secondo il leader di “Sinistra democratica” si deve far leva su un nuovo modo di intendere la politica e la scelta o l’esclusione nel simbolo della nuova formazione della parola comunista o della falce e il martello indica una precisa collocazione rispetto al passato. «Ho il massimo rispetto per alcune storie personali e per la storia del Pci, da cui io provengo, ma non si puo’ raccontare il mondo e quello che sta accadendo con le stesse categorie. Andate a vedere come è stato festeggiato il Primo Maggio a Torino dal Pdci? Io non farò mai un partito con Diliberto».

Il giorno stesso della discesa al nord dell'ex "caruso", le agenzie giornalistiche, come ha fatto notare Federico Bianchessi, lanciavano la notizia della richiesta di Nichi Vendola di un nuovo congresso del Prc. Un rapporto, quello con i cugini che stanno a sinistra della nuova sinistra democratica, che non potrà essere ignorato. «Stimo molto Ferrero, ma quale sia il futuro di Rifondazione non è un problema mio».

Fava punta molto sul rinnovamento della leadership politica, anche a costo di dare lui l’esempio: «Se mi chiederanno di farmi da parte, lo farò».

Sabato 8 Novembre 2008

redazione@varesenews.it

La scomposizione dell'atomo... :o:lol:

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Dellai vince a Trento e il Pd litiga sull'Udc

di Laura

Roma - Il Trentino non sarà l’Ohio, come ricordano i guastafeste ulivisti alla Arturo Parisi. E la vittoria del centrosinistra (che già per altro governava la provincia da diverse legislature) era prevedibile, anche se in queste settimane qualche sondaggio aveva destato preoccupazioni.

Resta il fatto che l’affermazione del presidente uscente Lorenzo Dellai e della coalizione che lo sosteneva, fondata su un’inedita alleanza Pd-Udc, c’è stata ed è stata migliore del previsto; che il candidato di centrodestra, il leghista Sergio Divina, è stato sconfitto e che il Pdl ha incassato una battuta d’arresto, facendosi surclassare nelle urne dal Carroccio (14% a 12%). Che ora rivendica la propria supremazia e si prepara a reclamarne i frutti, chiedendo la presidenza di altre regioni del Nord.

Tanto basta all’opposizione per cogliere la palla al balzo e celebrare l’evento come il primo segnale (anzi, il secondo dopo Obama, che però sta oltreoceano) di una ripresa su ampia scala: «I risultati delle elezioni in Trentino sono un importante segnale di valore nazionale, e confermano come anche nel nostro Paese il clima stia cambiando», annuncia Walter Veltroni. :o

Che sottolinea i 20 punti di differenza tra destra e sinistra, e invita a «riflettere» su un dato che «si inserisce in un mutato clima politico e sociale dell’Italia nei confronti del governo Berlusconi».

Un ulteriore (anche se inconfessabile) motivo di soddisfazione, per il Pd, sta nel fatto che, dentro l’alleanza vittoriosa, il partito di Antonio Di Pietro porta a casa un misero 2,7%. Meno dei verdi (che però a Trento sono ben radicati). Non che da quelle parti Italia dei valori abbia mai sfondato, ma di certo sembra capitalizzare poco o nulla, in questo voto, del suo grande agitarsi ai danni del Pd negli ultimi mesi.

Ma anche se nel principale partito di opposizione stavolta sono tutti contenti (tranne il solito Parisi, che fa capire che a Trento non ha vinto Veltroni ma una specie di redivivo Ulivo prodiano :lol: , e che se il Pd si ostina a non ricostruirlo e ad andare «solo», continuerà a perdere), ci si divide sull’interpretazione dei risultati. Enrico Letta, grande sponsor di un matrimonio con Pierferdinando Casini, afferma che «il modello delle provinciali in Trentino è l’unico con il quale possiamo vincere anche a livello nazionale». Francesco Rutelli va ancora oltre, e sostiene che «ora sul piano politico emerge con nettezza che la strada per il futuro è una alleanza di nuovo conio a livello nazionale». Subito allarmando gli ex popolari, che non vogliono essere rimpiazzati dall’Udc: «Non so cosa abbia in mente Rutelli - dice il capogruppo Antonello Soro - ma penso che il compito del Pd non sia quello di delegare ad altri il presidio del centro».

Il veltroniano Giorgio Tonini getta acqua sul fuoco dei vari entusiasmi, spiegando che il modello trentino è «difficilmente esportabile», e che l’alleanza «ovunque» con l’Udc è difficile da realizzare, visto che lo stesso Casini per ora la rifiuta: «Volevamo farla anche in Abruzzo, ma loro non hanno voluto. E comunque non si può spiegare il successo del Trentino solo con l’appoggio dell’Udc: è stato utile, ma la cosa più importante è stata la forte connotazione autonomista del centrosinistra».

A creare fibrillazioni in casa Pd c’è anche l’irrisolta questione della collocazione internazionale, che prima delle prossime europee andrà per forza chiarita. E ieri Beppe Fioroni, scatenando le ire degli ex Ds, ha fatto sapere che nel «vecchio Pse» non si può entrare, e che serve il «coraggio» di inventare «una nuova casa».

Bla bla bla ....

Castelli in aria... programmi politici alternativi???

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Inserito il 10 novembre 2008 alle 15:21:00 da LRNews. IT - Politica Interna

Fini e D'Alema d'accordo sulla costituzione di una commissione Bicamerale che esamini i decreti delegati di attuazione del federalismo fiscale. Ecco come Fini vuole imbrigliare Berlusconi e la Lega, e come D'Alema vuole ottenere più visibilità per la scalata alla leadership del decadente Pd veltroniano...

Secondo la buonanima di Bettino Craxi se non si vuole risolvere un problema basta istituire una nuova commissione. In questo caso non si capisce ancora bene se il problema non vuole essere risolto o se si cerca quantomeno di sfruttare il problema per raggiungere obiettivi del tutto personali a scapito, come al solito, delle tasche degli italiani e delle riforme che questo Stato arcaico necessita siano al più presto varate. A margine del convegno tenutosi ad Asolo (TV) e organizzato dalle fondazioni Farefuturo e Italianieuropei, il presidente della camera e D'Alema si sono trovati d'accordo sull'istituzione di questa nuova bicamerale che si occupi del federalismo fiscale, peccato che in uno dei tanti stanzoni del parlamento ci sia già una commissione bicamerale che in parte già si occupa della riforma e che potrebbe tranquillamente essere impiegata in maniera più ampia alla discussione del federalismo fiscale senza così mettersi a discutere, e quindi a perdere tempo e danari, sulla formazione dell'inutile bicamerale findalemiana. D'Alema pare sia deciso a presentare un emendamento per istituire la commissione, insomma come ci insegna Simona Ventura “dada tracta est”, adattamento secolare, di questo imbarazzante secolo s'intende, del più famoso e corretto “alea iacta est” di cesariana coniazione, il dado è tratto dunque e se questo famoso dado dovesse essere perdente “amen e auguri a chi dovrà affrontare le forche caudine delle dodici commissioni parlamentari”, fanno sapere coloro che sono favorevoli alla commissione.

Lo stesso amen che noi pronunciamo ogni volta che i nostri politici si ritrovano un microfono sotto il naso e gli stessi auguri che, sempre noi elettori, ci facciamo in segno di solidarietà per la sopportazione che dobbiamo avere di fronte a parlamentari di siffatta portata. Il perchè di questa mossa bipartisan del vecchio lider maximo della sinistra italiana e del vecchio, forse ex, camerata Gianfranco oggi antifascista, non è di difficile comprensione. Infatti ricordandoci della operatività di una commissione bicamerale per gli Affari Regionali, che come detto in parte già si sta occupando della questione, e quindi constatando l'inutilità di un'apposita commissione i conti sono presto fatti: da un lato il presidente della camera cerca di imbrigliare Berlusconi e la Lega con la paventata perdita di tempo, perchè questo sarebbe la commissione Fini-D'Alema infatti fra proposta, istituzione e regolamento passeranno mesi e di conseguenza i lavori cominceranno da capo, in modo da avere, proprio per il paventato rallentamento; una sorta di moneta di scambio per giocarsi il suo futuro da capo del Pdl vista la sua marginalità ai lavori di costituzione dello stesso.

Insomma una sorta di strategia della tensione: lasciatemi spazio per il dopo Cav e io ritiro la proposta, potrebbe essere il pensiero di Fini. Guardando poi dalla visuale di D'Alema non v'è dubbio che egli cerca di guadagnarsi più visibilità sul campo e puntare alla destituzione in suo favore del fratellastro bianco di Obama, ovvero sir Uolter Veltroni. Certo, bisogna dirlo, da parte di Fini basta la minaccia, mentre D'Alema deve puntare all'approvazione totale della proposta altrimenti il buco nell'acqua sarebbe maestoso, soprattutto ai nostri occhi. Tuttavia ai due va bene così per ora, la convergenza sulla proposta è utile a entrambi. Lo start c'è stato, poi “Come va va”... e sappiamo tutti che il cavallo di Mandrake è sempre stato perdente...

Nino Lorusso

A gianfrà... ma vaffanculo và ...................

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Fini, lunga marcia pensando al Colle

Gianfranco Fini

Il leader di An è ormai

l'interlocutore della sinistra

FABIO MARTINI

ROMA

L’elogio di Furio Colombo, un antifascista tutto d’un pezzo, è eloquente: «Alla Camera avevo chiesto la parola per ricordare che in Parlamento esiste la tradizione di commentare brevemente i grandi eventi. Per fortuna dirigeva Gianfranco Fini che è di gran lunga il più liberal di tutti i presidenti della Camera - la Bindi non mi ha mai concesso la parola - e ho ricordato ai leghisti che il nuovo presidente degli Stati Uniti è nero e figlio di immigrati. La Lega ha chiesto la mia punizione per averli insultati. Fini, che si è confermato il più liberal, ha chiarito che non c’era stato nessun insulto».

Da una decina d’anni a sinistra si guarda a Gianfranco Fini in modo ambivalente: piace l’aplomb dell’ex leader missino, così diverso dall’approccio «proprietario» di Berlusconi, ma la preferenza non si è mai trasfusa in vero feeling.

Da quando Fini è diventato presidente della Camera qualcosa però è cambiato: il leader di An è diventato l’interlocutore dei capi della sinistra. La sera del 25 ottobre, appena conclusa la marcia su Roma del Pd, Walter Veltroni ha telefonato a Fini per ringraziarlo per le parole di apprezzamento, mentre oggi ad Asolo sarà Massimo D’Alema a discutere di «Federalismo e riforme istituzionali» assieme al presidente della Camera, in un convegno organizzato da ItalianiEuropei e Fare Futuro. Ma per quanto riguarda Gianfranco Fini la vera novità non è tanto il corteggiamento da parte della sinistra, certo significativo, ma semmai qualcosa di più profondo. Qualcosa che riguarda una mutazione del personaggio pubblico: all’età di 56 anni, dopo un ventennio alla guida di un partito accompagnato dal ghetto alla piena legittimazione democratica, Fini ha voluto interpretare il passaggio da un ruolo di parte ad uno di garanzia nel modo più istituzionale possibile.

Anche a costo di dover irritare il suo schieramento e il suo leader Silvio Berlusconi. Aver definito «deprecabile» il tentativo del governo di ricorrere alla fiducia sulla manovra fiscale da parte di Fini è stato soltanto l’ultimo atto di autonomia istituzionale. Dopo un rodaggio breve ma non privo di infortunii (su tutti quell’«Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire», «ovviamente dipende da quel che dice» del 14 maggio), Fini ha messo in fila un rosario di interventi «neutri», quasi tutti in stretto contatto col Quirinale: a giugno, quando Napolitano segnala il rischio di ingorgo in Parlamento, Fini si augura che quelle indicazioni «abbiano seguito»; subito dopo stigmatizza il gestaccio di Umberto Bossi contro l’Inno di Mameli; impone al ministro dell’Interno Maroni di riferire sulla improvvisamente dichiarata «emergenza nazionale» in merito all’immigrazione; avverte il governo che la fiducia si può porre soltanto in casi eccezionali; si smarca da Berlusconi, facendo sapere che lui non si avvarrà dello scudo del lodo Alfano; impone la convocazione ad oltranza della Commissione di Vigilanza Rai.

Il nuovo Fini ha rinnovato anche le amicizie: il più vicino al capo è ora il vicepresidente dei deputati Pdl Italo Bocchino e si è molto ristretta la squadra finiana, della quale continuano a far parte soltanto Altero Matteoli, Andrea Ronchi e Adolfo Urso, mentre la new entry è Giorgia Meloni. Sono loro che hanno sostenuto il capo anche nelle svolte simboliche più hard, quelle sulle «frasi vergognose» di Almirante, sul fascismo male assoluto, sul voto agli immigrati, sull’invito a Montecitorio agli atleti omosessuali. E ora tutti a destra come a sinistra, si chiedono: cosa vuole fare Fini da grande? Italo Bocchino dice che «Berlusconi è il leader indiscusso del Pdl, ma Fini rimane il più amato del centrodestra: lo dicono tutte le indagini demoscopiche». :lol::o

Come dire: per lui, nel dopo-Silvio, tutti gli scenari sono plausibili.

Quello di possibile leader del centrodestra. Ma anche qualcosa di più ambizioso. Anni fa lo storico Michael Ledeen, autore della celebre intervista sul fascismo a Renzo De Felice, disse: «Fini non è assolutamente un fascista, è un gollista».

Sorride Carmelo Briguglio, uno dei parlamentari più intelligenti di An: «Fini sta pensando a fare al meglio il presidente della Camera, non è tipo da immaginare e tantomeno lavorare a collocazioni futuribili. Ma per un personaggio come lui bisogna prendere in seria considerazione anche altre e più alte ipotesi istituzionali». Dunque, il Quirinale. Al riguardo una sola cosa è certa: Giovanni Gronchi, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Giorgio Napolitano e Oscar Luigi Scalfaro, prima di salire sul colle più alto, avevano fatto lo stesso “mestiere” di Fini. Il presidente della Camera.

Io temevo che con l'esclusione dei comunisti e il cloroformio che avvolge il PD, non avrei avuto più nessun divertimento a seguire la politica.... ma Gianfranchino nostro, mi regala ogni giorno delle grandi soddisfazioni! I-DO-LO!

Il fatto è che anche all'interno del suo (ex?) schieramento, cominciano a girare i coglioni a elicottero, per le sue uscite... e non è un mistero che tanti guardino con più attenzione a Tremonti che non a Fini.

Giulietto sì che interpreta una Destra moderna!

E probabilmente è anche l'unico che sarebbe capace di tenere insieme AN e Lega... In Forza Italia invece mi sembra che ci siano più resistenze, dovute però a gelosie di stampo democristiano....

Che Fini punti al Quirinale è il minimo dei problemi, io spero che si bruci come Bertinotti ...

Edited by Ale Div.
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Lite: Il conduttore di «Annozero» contesta Rds

La diffida di Santoro al radio-imitatore che si spaccia per lui

Travaglio: strano, Michele non è permaloso

ROMA — E menomale che c'è Travaglio a giurare che «non può essere, Michele adora essere preso in giro». Sarà, però Santoro non sembra essersi divertito con la sua imitazione proposta da Joe Violanti a Morning Show su Radio Dimensione Suono. Prima (due settimane fa) si è lamentato con il patron del network, Edoardo Montefusco che se lo ricorda «piuttosto irritato». Poichè la parodia, completa di chiacchierate con politici che pensano di parlare col conduttore di Annozero (ma alla fine, se non ci arrivano, viene detta loro la verità) continuava allegramente, l'interessato — riportava ieri Il Giornale — ha fatto scrivere dai suoi legali. Ora però non ne vuol più parlare: «Non ho niente da dire», scandisce prima di chiudere bruscamente la conversazione. Ci spiega un più paziente Marco Travaglio: «Per come lo conosco, Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro».

Ecco, forse dipende dall'autore. Joe Violanti non lo fa ridere. Contro Rds per ora c'è una diffida degli avvocati. Il giornalista della Rai sarebbe infastidito soprattutto per i falsi inviti ai politici diramati a suo nome. Il suo sosia radiofonico è stupefatto: «Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera». Inoltre lo scherzo alla fine viene svelato. Di solito i malcapitati ci ridono e firmano la liberatoria. «Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare», ha commentato Montefusco da Rds. «Ci stiamo muovendo sempre in maniera corretta, nell'ambito ben chiaro dell'ironia, il nostro obbiettivo è solo strappare qualche risata». Degli spettatori, forse: quella di Santoro è dura.

Sull'intralcio al lavoro giornalistico punta Travaglio, convinto, lui, del senso dell'ironia santoriano: «Se mi sbaglio sono pronto a cospargermi il capo di cenere, ma non credo proprio che Michele voglia censurare la sua imitazione. Penso che contattare stabilmente delle persone invitandole per finta ad Annozero sia un'azione di disturbo, con tutte le difficoltà che già abbiamo. Un conto è la caricatura di Fiorello, fatta bene, una tantum. Questi vanno a tappeto, è diverso. E poi voglio prima vedere la lettera, altrimenti non ci credo. Perchè non la pubblicano? Sparare su Santoro fa sempre bene alla carriera». Da praticante assiduo di satira, Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero (e dello speciale satirico del manifesto in edicola oggi), prima di ogni altra cosa annota un errore fatale di Joe Violanti: «Spiega lo scherzo? Ma dai, gli scherzi non si spiegano mai, vuol dire che non li sanno fare». Della lettera di protesta non sa niente «ma direi che di Santoro ne basta uno, l'originale, spero che i politici continui a tampinarli lui». Non gli risulta che il collega abbia un carattere permaloso: «L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso».

Giovanna Cavalli

10 novembre 2008

Santoro diffida l'imitatore. Travaglio: "Impossibile, ama essere preso in giro"

10 Novembre 2008

Michele Santoro non sembra aver gradito la sua imitazione nel programma di Joe Violante, Morning Show su Radio Dimensione Suono. Questo è ciò che emerge dalla lettera di diffida inviata dai legali del conduttore di Anno Zero che contesta “l'abusivo utilizzo della sua identità che danneggia la preparazione e la realizzazione del suo programma televisivo” e “determina danno e pregiudizio ai diritti dell’identità e della persona di Santoro”.

Non riesce a crederci neanche Travaglio che è intervenuto a difesa del grande senso dell’umorismo del presentatore. “Non può essere, Michele adora essere preso in giro”, ha assicurato. E ha continuato: “Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro”. Peccato che ha scagliato i propri avvocati contro il network radiofonico intimandoli di interrompere la parodia di Violanti “con riserva di agire per il risarcimento dei danni subiti e subendi”.

Ma non è la prima volta che Santoro mostra il suo malumore. Lo ricorda il patron del network Edoardo Montefusco che due settimane fa aveva ricevuto la prima telefonata dove il conduttore, lamentandosi, sembrava “piuttosto irritato”. Al presentatore hanno infastidito, in particolare, le chiacchierate telefoniche con i politici che a suo nome vengono invitati alla sua trasmissione in tv. Alla fine però viene svelato lo scherzo.

“Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene da predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera”, ha commentato Joe Violanti. E ha continuato assicurando che il programma continuerà nonostante la diffida: “Siamo nati come radio libera e come tale continueremo a lavorare”.

Appare incredulo sulla situazione anche Vauro Senesi, autore delle pungenti vignette con cui si chiude ogni puntata di Annozero: “Santoro non è permaloso. L'altra volta l'ho chiamato in causa dicendo che io e lui eravamo proprio due cogl... e non si è mica offeso”. Sempre che non sia già scattata un’altra diffida. Ma Vauro, si sa è un collega. Anzi, un compagno.

Pagliaccio!!

:o:lol::lol:

Santoro mi è sempre stato sui maroni, questa è l'ennesima conferma!

Posted
Santoro mi è sempre stato sui maroni, questa è l'ennesima conferma!

C'è da dire che quelli di RDS si sono proprio spaventati... stamattina hanno mandato in onda "Santoro Violanti" per ben 2 volte, prima con Casini e poi con Di Pietro, con quest'ultimo che ha riso di gusto quando viene svelato lo scherzo!

:rolleyes:

Posted

Così, rapidamente....

La Provincia di Trento ha solo riconfermato una condizione di privilegio (che sarebbe ora finisse !)

qualcuno lo spieghi a Uolter !

Fini ha ormai eiaculato anche molta materia grigia....

Posted (edited)
C'è da dire che quelli di RDS si sono proprio spaventati... stamattina hanno mandato in onda "Santoro Violanti" per ben 2 volte, prima con Casini e poi con Di Pietro, con quest'ultimo che ha riso di gusto quando viene svelato lo scherzo!

Santoro, adesso, ha tutti gli occhi puntati addosso.

Se non fa niente, completa la figura da pistola cominciata con la diffida.

Se dà seguito alle "minacce", si sputtana (qualcuno dirà: per me lo era già, sputtanato).

In ogni caso, ha dimostrato d'essere un esempio di scuola dell'ipocrisia italica.

Edited by Robespierre
Posted
Santoro, adesso, ha tutti gli occhi puntati addosso.

Se non fa niente, completa la figura da pistola cominciata con la diffida.

Se dà seguito alle "minacce", si sputtana (qualcuno dirà: per me lo era già, sputtanato).

In ogni caso, ha dimostrato d'essere un esempio di scuola dell'ipocrisia italica.

Tu mi ricordi uno che ho incontrato una volta a San Guido .

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