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Quelle che a Milano sono persone, a Napoli sono aziende.......in nero........

La pensavo così anch'io, poi ultimamente, per lavoro, mi sono abbondantemente ricreduto.....

Per quanto riguarda il lavoro nero forse è meglio non fare troppe distinzioni tra nord e sud specie se le persone

coinvolte sono extracomunitari irregolari.

Posted
C'è solo un modo per evitare schiavitù e morti bianche di lavoratori in nero: controllo alle frontiere ed espulsioni. Purtroppo questo va contro gli interessi di Onlus, Chiesa e imprenditori bastardi.

Ho schifo di uno Stato che tollera che esseri umani vivano in baracche infestate di topi sotto i ponti delle ferrovie (cfr: Porta Garibaldi a Milano) o lascia che vengano sfruttati per i porci comodi di moderni negrieri.

Oltre ad essere un pericolo sociale, una bomba pronta ad esplodere: il razzismo nasce a protezione delle conquiste economiche e a protezione di un sistema sociale consolidato.

Tolta la Germania hitleriana, il razzismo ha proliferato nelle "democrazie".

Il passo da xeno-fobia a razzismo è breve, conviene che ci si pensi e ci pensino coloro che soffiano sul fuoco.

Sono sostanzialmente concorde.

Ai controlli alle frontiere ed alle espulsioni va però aggiunta la lotta al lavoro nero colpendo gli sfruttatori. Questo è stato sbandierato ma non fatto.

Qualcuno, non ricordo più chi, in TV ha detto: "finche ci sarà la certezza di trovare un lavoro in due giorni, anche essendo clandestino, ci sarà la coda alle nostre frontiere".

quoto entrambi!

La verità è che tutti sanno tutto in italia, ed è proprio interesse di tutti che il sistema non modifichi il suo status quo.

In mezzo chi resta? I cittadini italiani - giustamente incazzati e un po' intolleranti - e gli extracomunitari tutti, che pagano x le colpe dei clandestini più o meno disonesti.

Giusto per mettere i puntini sulle I sul discorso razzismo, io non so quanti di voi abbiano mai abitato in un palazzo "multiculturale"; io ci vivo da 3 anni e, nonostante le migliori intenzioni, l'integrazione con persone con culture profondamente diverse dalla nostra è difficilissima, se non impossibile; e non parlo di mezzi disgraziati, ma di diverse famiglie che hanno comprato l'appartamento in cui vivono, che stanno qui da 20 anni.

Per il quieto vivere taccio, ma vi assicuro che ci sarebbe da prenderli a sberle spesso e volentieri per la loro concezione di "spazi comuni"..... marocc**** di m*** è l'espressione più fine che uso ogni giorno, fate voi...

L'intolleranza nasce anche - e soprattutto - da questo.

Facile fare i tolleranti quando si vive nella propria casetta dorata o nel condominio dove vivono solo italiani. Provare x credere.

Posted
quoto entrambi!

La verità è che tutti sanno tutto in italia, ed è proprio interesse di tutti che il sistema non modifichi il suo status quo.

In mezzo chi resta? I cittadini italiani - giustamente incazzati e un po' intolleranti - e gli extracomunitari tutti, che pagano x le colpe dei clandestini più o meno disonesti.

Giusto per mettere i puntini sulle I sul discorso razzismo, io non so quanti di voi abbiano mai abitato in un palazzo "multiculturale"; io ci vivo da 3 anni e, nonostante le migliori intenzioni, l'integrazione con persone con culture profondamente diverse dalla nostra è difficilissima, se non impossibile; e non parlo di mezzi disgraziati, ma di diverse famiglie che hanno comprato l'appartamento in cui vivono, che stanno qui da 20 anni.

Per il quieto vivere taccio, ma vi assicuro che ci sarebbe da prenderli a sberle spesso e volentieri per la loro concezione di "spazi comuni"..... marocc**** di m*** è l'espressione più fine che uso ogni giorno, fate voi...

L'intolleranza nasce anche - e soprattutto - da questo.

Facile fare i tolleranti quando si vive nella propria casetta dorata o nel condominio dove vivono solo italiani. Provare x credere.

Verissimo, purtroppo abbiamo culture e usi molto differenti .....

Posted (edited)
Sei una becera .

-_-:doh[1]::lol:

se vuoi ti invito verso l'ora di cena e le scale del palazzo si intasano di odori sconosciuti, oppure quando parcheggiano le macchine di traverso, oppure quando suonano i bonghi a mezzanotte, oppure quando lanciano i resti del pattume nel giardino del vicino, oppure quando lasciano i materassi sul pianerottolo così i loro amici possono dormire lì :lol:

Edited by Long Leg
Posted
-_-:doh[1]::lol:

se vuoi ti invito verso l'ora di cena e le scale del palazzo si intasano di odori sconosciuti, oppure quando parcheggiano le macchine di traverso, oppure quando suonano i bonghi a mezzanotte, oppure quando lanciano i resti del pattume nel giardino del vicino, oppure quando lasciano i materassi sul pianerottolo così i loro amici possono dormire lì :lol:

:lol:

Io non faccio testo .

Menerei il mio vicino solo perchè ha il camper ...

Posted
-_-

Io non faccio testo .

Menerei il mio vicino solo perchè ha il camper ...

Se vuoi una mano fai un fischio....

Posted (edited)
C'è solo un modo per evitare schiavitù e morti bianche di lavoratori in nero: controllo alle frontiere ed espulsioni. Purtroppo questo va contro gli interessi di Onlus, Chiesa e imprenditori bastardi.

Non sono d'accordo.

Ci vogliono maggiori controlli nei cantieri (ma questo, a mio avviso, a prescindere dal tema "immigrazione clandestina") e un meccanismo che snellisca, per imprenditori e lavoratori, le pratiche necessarie alla regolarizzazione.

Basterebbe chiadere alle associazioni datoriali che, ogni anno, rappresentano una esigenza di nuova manodopera immigrata ampiamente superiore a quella poi concessa con le quote di ingresso.

Espulsioni e pugno di ferro aumentano a dismisura la clandestinità; ne è riprova lampante la necessità, ciclica, di ricorere al rimedio della sanatoria.

E' il meccanismo delle quote di ingresso (che prevede una finta assunzione di lavoratori residenti all'estero, ... tutti, in realtà, guiià irregolarmente occupati, che va rivista a fondo.

Meccanismo dei flussi che, detto per inciso, non è mica un'invenzione del centrodestra essendo stato entusiasticamente ereditato dalla legge Turco Napolitano quale lascito, nefasto, della Martelli.

Ho schifo di uno Stato che tollera che esseri umani vivano in baracche infestate di topi sotto i ponti delle ferrovie (cfr: Porta Garibaldi a Milano) o lascia che vengano sfruttati per i porci comodi di moderni negrieri.

D'accordissimo, con la precisazione però che lo Stato, anche con legge migliori, non dovrebbe epellere, ma integrare queste persone.

Oltre ad essere un pericolo sociale, una bomba pronta ad esplodere: il razzismo nasce a protezione delle conquiste economiche e a protezione di un sistema sociale consolidato.

Tolta la Germania hitleriana, il razzismo ha proliferato nelle "democrazie".

Bah... storicamente il razzismo prolifera quando si è impauriti e alla canna del gas e si cerca di proteggere il proprio orticello, minacciato da un uragano incombente, con una retina antipassero.

Il passo da xeno-fobia a razzismo è breve, conviene che ci si pensi e ci pensino coloro che soffiano sul fuoco.

Quoto ogni singola parola.

Edited by uzzo
Posted
Qualcuno è in grado di dirmi dove è finito il Tibet ? Non lo trovo più da nessuna parte ....

A domanda, risposta:

Martedì 14 ottobre 2008

Tibet: arrestati e condannati otto monaci

Pechino, 14 ott. (Adnkronos/Dpa) - Otto monaci tibetani del monastero Thangkya di Gyanbe sono stati condannati in un processo segreto a pene variabili tra i 5 anni e l'ergastolo per un attentato dinamitardo contro un ufficio governativo compiuto lo scorso marzo, a qualche giorno dalle proteste di Lhasa. Lo denuncia l'associazione 'Free Tibet Campaign' di Londra, spiegando che durante il processo, nel tribunale cinese della prefettura di Chamdo, e' stato impedito l'accesso in aula agli avvocati e ai parenti degli imputati. Contattati telefonicamente, funzionari del tribunale hanno detto di non conoscere bene le sentenze e che non era "conveniente" parlare della vicenda.

"Da oggi il mondo conosce meglio la Cina e la Cina conosce meglio il mondo..."

Posted

Trovate in Iraq le armi di distruzione di massa ....

Solo che non appartengono a Saddam ...

giovedì 09 ottobre 2008

RaiNews: in Iraq usata una piccola bomba nucleare

Secondo un'inchiesta di Rainews 24 presentata oggi in anteprima gli Usa, durante la prima guerra del Golfo, avrebbero usato una piccola bomba nucleare.

Un veterano americano, che ha partecipato a Desert Storm , accusa infatti l'Amministrazione americana di aver utilizzato una bomba nucleare a penetrazione di 5 chilotoni di potenza nella zona tra la città irachena di Basra ed il confine con l'Iran.

Per controllare queste dichiarazioni Rainews24 ha cercato di verificare se durante la prima guerra del Golfo era stato registrato un evento sismico pari a 5 chilotoni.

Consultando l'archivio 'on line' del Sismological International Center ha trovato che, proprio nella zona descritta dal veterano, era stato registrato un evento sismico di potenza corrispondente a 5 chilotoni, l'ultimo giorno del conflitto.

Anche se non è una prova dirimente e definitiva, la redazione ha deciso di trasmettere questa intervista anche perché la situazione sanitaria a Basra ha raggiunto livelli di pericolosità davvero critici : i decessi annuali per tumore, secondo il responsabile del reparto oncologico dell'ospedale di Basra , sono aumentati da 32 nel 1989 (prima della guerra del Golfo) a più di 600 nel 2002.

Il Dipartimento della Difesa statunitense, chiamato ad esprimersi sulle accuse del veterano, ha ovviamente dichiarato che durante Desert Storm sono state utilizzate solo armi convenzionali.

Roberto Orlando

Link utili

www.rainews24.rai.it

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Da La Repubblica :

SCUOLA & GIOVANI Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa

denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"

Classi ponte per alunni stranieri

Sì della Camera a mozione Lega

Maria Stella Gelmini

ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione

culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta".

Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".

La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza".

(15 ottobre 2008)

Grazie Alberto !

Posted
Da La Repubblica :

SCUOLA & GIOVANI Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa

denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"

Classi ponte per alunni stranieri

Sì della Camera a mozione Lega

Maria Stella Gelmini

ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione

culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta".

Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".

La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza".

(15 ottobre 2008)

Grazie Alberto !

Ottimo!

Mia sorella è maestra in una 4a elementare e la difficoltà più grossa la riscontra proprio con gli scolari che ancora non parlano bene l'italiano o arrivano da programmi di studio differenti, svolti in altri paesi.

Posted
Da La Repubblica :

SCUOLA & GIOVANI Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa

denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"

Classi ponte per alunni stranieri

Sì della Camera a mozione Lega

Maria Stella Gelmini

ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione

culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta".

Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".

La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza".

(15 ottobre 2008)

Grazie Alberto !

basterebbe dargli una mano di bianco, costterebbe anche meno e si ridurrebbe la spesa pubblica.

Qui del resto siamo all'avanguardia e qualcuno ci ha già pensato :angry:

http://milano.repubblica.it/dettaglio/Razz...bi-neri/1527270

Posted
Da La Repubblica :

. Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione

culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta".

ma Fassino ci fa o ci è????

cazzo un minimo di obiettività sarebbe gradita!!!

ma è mai entrato in una classe delle elementari negli ultimi anni???

altro che discriminazione, qui si sta cercando da una parte di non penalizzare i nostri studenti, dall'altra di permettere un'integrazione non traumatica ai bimbi non italiani.

Quanto mi fanno girare le palle certe dichiarazioni demagogiche, populiste, ipocrite!!!!

Posted

L'educazione alla legalità dovrebbero farla anche nelle classi normali.

Se sarà o non sarà discriminazione dipenderà molto da chi e come insegnerà nelle classi ponte.

Posted
Ma dai su.........ormai anche su un piccione caga su una statua di Martin Luther King si grida al razzismo.........

non so se quello di brinzio sia un episodio di razzismo o, più semplicemente, un atto di vandalismo.

Propenderei per l'atto vandalico commesso da qualcuno la cui scatola cranica è sprovvista di materia grigia e il cui riflesso incondizionato si riduce a un istintivo "dagli al negro".

La quantità di guano deposta sulla statua di MLK comincia però a essere un po' troppa per fare pensare a un singolo piccione incontinente.

E questo non perché me lo dicono i giornali ma perché mi guardo attorno, parlo con le persone e sento montare un clima di intolleranza sempre più debordante.

E questo mi preoccupa.

Posted (edited)
non so se quello di brinzio sia un episodio di razzismo o, più semplicemente, un atto di vandalismo.

Propenderei per l'atto vandalico commesso da qualcuno la cui scatola cranica è sprovvista di materia grigia e il cui riflesso incondizionato si riduce a un istintivo "dagli al negro".

La quantità di guano deposta sulla statua di MLK comincia però a essere un po' troppa per fare pensare a un singolo piccione incontinente.

E questo non perché me lo dicono i giornali ma perché mi guardo attorno, parlo con le persone e sento montare un clima di intolleranza sempre più debordante.

E questo mi preoccupa.

Concordo col tuo giudizio sulle scatole craniche vuote; personalmente non vedo invece più intolleranza di quanta non ce ne sia sempre stata. Ammetto tuttavia che il mio punto di osservazione può non essere dei può probanti ...

Edited by ROOSTERS99
Posted

E poi uno ha pure il coraggio di difendere questa giustizia ...

Cronaca

PARMA: CARRETTA DIVENTA PROPRIETARIO CASA DELLA STRAGE, IERI FIRMA DA NOTAIO

Parma, 15 ott. - (Adnkronos) - ''A dire il vero fino alla firma di oggi (ieri) ho avuto molti dubbi. Ci ho ripensato piu' volte, perche' so che il pericolo e' quello che sia sempre collegato a cio' che e' accaduto. Ma poi ho deciso di mantenere inalterato l'accordo, perche' gia' da alcuni mesi avevo raggiunto un'intesa con mia zia Paola: a me la casa di via Rimini, a lei quella di via Campioni''. Sono le parole di Ferdinando Carretta, che in un'intervista esclusiva rilasciata alla 'Gazzetta di Parma', confida le proprie speranze per il futuro ora che torna a essere proprietario della casa in cui 19 anni fa uccise madre, padre e fratello. Ieri c'e' stata infatti la firma alla presenza del notaio Carlo Maria Canali del documento che lo reintegra della proprieta' dell'appartamento. Ma non vivra' nell'appartamento di via Rimini: ''Non me la sento. Per ora - spiega - visto che l'appartamento e' affittato, riscuotero' i canoni. Poi e' probabile che lo venda. Comunque, al di la' della casa di via Rimini, non ho intenzione di tornare a vivere a Parma. Penso di ricominciare a Forli'. Da piu' di due anni sono in comunita', ma al mattino lavoro come impiegato in una cooperativa del centro della citta'. Anche grazie agli appoggi della comunita', spero di poter trovare un lavoro a tempo pieno''. Carretta racconta di avere avuto gia' alcune offerte e che la vendita futura della casa potrebbe consentirgli di vivere in maniera indipendente. E questo ''con un lavoro stabile, ma anche con una famiglia - spiega - e' il mio desiderio''. Famiglia, ma anche figli, ''quando avro' trovato la persona giusta con cui poter costruire una famiglia. Per ora non e' ancora il momento. Sono uscito con alcune ragazze, ma non ho la fidanzata''. (segue)

(Mem/Ct/Adnkronos)

15-OTT-08 11:57

Milano, semilibertà a Pietro Maso che uccise i genitori

martedì, 14 ottobre 2008 4.48

Versione per stampa

MILANO (Reuters) - Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso il regime di semilibertà a Pietro Maso, condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio dei genitori nel 1991.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

Maso, che sta scontando la pena nel carcere di Opera, aveva compiuto l'efferato delitto nella sua casa di Montecchia di Crosara, nel Veronese, per impossessarsi dell'eredità di famiglia.

Tecnicamente, ci vorranno un paio di giorni perché Maso possa uscire, ha detto il suo legale, Mariapia Licata.

"Io ci contavo tanto, però il parere della procura generale era sfavorevole e non sapevo come sarebbe finita", ha commentato l'avvocato.

"C'erano tutti i presupposti perché il tribunale di sorveglianza concedesse la semilibertà. Mancano solo cinque anni al termine della pena, Maso sta lavorando, nei permessi premio si è sempre comportato benissimo, ha ricostruito una sua vita e spero che con la semilibertà possa ricostruire anche un rapporto con la famiglia d'origine", ha aggiunto Licata.

"Era stato abbandonato da tutti, senza la fede e senza don Guido (suo assistente spirituale, ndr) col quale ha fatto un percorso importante non sarebbe dove è ora", ha concluso l'avvocato.

© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.

A me non frega un cazzo che siano ravveduti, che abbiano pagato il conto, a me frega solo che serta gente resti in carcere a vita!

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E questo non perché me lo dicono i giornali ma perché mi guardo attorno, parlo con le persone e sento montare un clima di intolleranza sempre più debordante.

Tuttavia è un fiume di parole sull' "effetto" ma non si vuole porsi troppo il problema della "causa", è anche vero che l' "effetto" fa più notizia e non costringe lo scrivano di turno a tediosi ragionamenti.

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I REVISIONISTI DELLE BR

di Mario Cervi

«Lo Stato ci ha trattato come criminali comuni, negando valenza politica a ciò che abbiamo fatto; anche per questo io sono qui» (ossia a Rebibbia). Così ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera, Rita Algranati: che fu brigatista rossa nella colonna romana, che partecipò alle sanguinarie imprese dell’organizzazione, che secondo alcune testimonianze era nel «commando» di via Fani, che ha subìto condanne a cinque ergastoli, che nel 2004 è stata arrestata in Egitto dopo una lunga latitanza e trasferita in Italia.

La militante del partito armato ha riaffacciato, nel suo sfogo, tutte le risapute tesi difensive dei terroristi. La violenza rossa fu la risposta a una violenza di segno opposto che si respirava ogni giorno, è irrazionale voler giudicare le persone di oggi come se fossero quelle di decenni or sono (il che vale a quanto pare solo per i giustizieri della P38, non per i decrepiti relitti delle SS). Ma soprattutto la tesi massima, che sposta il problema e la storia degli anni di piombo dal terreno giudiziario a quello politico e storico. La tesi è che fu combattuta in quegli anni una guerra: anomala, impropria, ma guerra. Da una parte istituzioni oppressive, retrive e all’occorrenza spietate, dall’altra una gioventù rivoluzionaria che si ribellava. «Anche se sembra una contraddizione - spiega Rita Algranati - la lotta armata è nata dall’odio per l’ingiustizia, ma pure per la violenza».

Chiacchiere. Non voglio essere troppo polemico nei confronti d’una donna che è detenuta. Ma il brigatismo rosso - come quello nero - è stato proprio ciò che i suoi ex militanti negano sia stato: criminalità. Il fanatismo, e magari anche la convinzione di obbedire a istanze ideali, non assolve chi, vivendo in un Paese democratico e dunque potendo disporre di tutti gli strumenti politici e culturali per informarsi e per liberamente votare, ritenne fosse necessario abbattere bersagli umani innocenti. Nessuna guerra, perché l’assassinio premeditato contro inermi non ne fa parte.

Potrebbe sembrare superfluo sottolineare tutto questo ora che la stagione cupa dei giustizieri per la causa si è allontanata, ma non lo è. Mentre un coro politicamente corretto grida al revisionismo di destra, assistiamo invece a un sotterraneo revisionismo di sinistra pro terrorismo; rafforzato da libri e articoli autogiustificativi di «reduci» (bacchettati, per il loro presenzialismo ed esibizionismo impudente, dalla Algranati). È un revisionismo mirante ad attribuire alla stagione di piombo la nobiltà delle buone intenzioni, la stessa con cui i nostalgici del «socialismo reale» tentano di riscattare non solo un Lenin, ma perfino uno Stalin.

A questo slancio di redenzione - che è insieme umanitaria e ideologica - non è stato estraneo il presidente francese Sarkozy quando, tramite Carla, ha deciso che Marina Petrella non sia estradata. Marina Petrella, si dice, è molto malata. Sarà anche vero, ma ricordo la mobilitazione dei progressisti italiani (anni Settanta) per sottrarre Petra Krause, una tedesca coinvolta nel terrorismo, non alla Lubianka, ma alle prigioni svizzere. Una volta autorizzata a rimanere in Italia, la Krause recuperò la salute, ultimamente si è sospettata una sua implicazione in nuove trame eversive. Malatissima anche Silvia Baraldini, sottratta alle galere degli Stati Uniti, e presto liberata. L’Italia ha un buon clima. A maggior ragione, che senso ha l’appello alle cattive condizioni di salute? Sarkozy non conosce l’Italia? Crede che da noi i detenuti malconci siano lasciati morire? La giustizia italiana ha innumerevoli peccati: quasi tutti e quasi sempre d’indulgenza, non d’eccessiva severità.

Siamo seri. Tutto questo sottintende, o sembra sottintendere, che lo spargere sangue per politica sia un reato minore e quasi un non reato. Sarkozy dà l’impressione di voler tornare all’idea mitterrandiana che i terroristi fuggiti dall’Italia fossero rifugiati politici, e che non dovessero esserci consegnati se in Francia rigavano dritto. È inutile precisare che non siamo d’accordo.

Mario Cervi

Io invece sto con Sarkozy al punto che tutti i detenuti "Politici" glieli spedirei all'Eliseo!

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E poi uno ha pure il coraggio di difendere questa giustizia ...

Cronaca

PARMA: CARRETTA DIVENTA PROPRIETARIO CASA DELLA STRAGE, IERI FIRMA DA NOTAIO

Parma, 15 ott. - (Adnkronos) - ''A dire il vero fino alla firma di oggi (ieri) ho avuto molti dubbi. Ci ho ripensato piu' volte, perche' so che il pericolo e' quello che sia sempre collegato a cio' che e' accaduto. Ma poi ho deciso di mantenere inalterato l'accordo, perche' gia' da alcuni mesi avevo raggiunto un'intesa con mia zia Paola: a me la casa di via Rimini, a lei quella di via Campioni''. Sono le parole di Ferdinando Carretta, che in un'intervista esclusiva rilasciata alla 'Gazzetta di Parma', confida le proprie speranze per il futuro ora che torna a essere proprietario della casa in cui 19 anni fa uccise madre, padre e fratello. Ieri c'e' stata infatti la firma alla presenza del notaio Carlo Maria Canali del documento che lo reintegra della proprieta' dell'appartamento. Ma non vivra' nell'appartamento di via Rimini: ''Non me la sento. Per ora - spiega - visto che l'appartamento e' affittato, riscuotero' i canoni. Poi e' probabile che lo venda. Comunque, al di la' della casa di via Rimini, non ho intenzione di tornare a vivere a Parma. Penso di ricominciare a Forli'. Da piu' di due anni sono in comunita', ma al mattino lavoro come impiegato in una cooperativa del centro della citta'. Anche grazie agli appoggi della comunita', spero di poter trovare un lavoro a tempo pieno''. Carretta racconta di avere avuto gia' alcune offerte e che la vendita futura della casa potrebbe consentirgli di vivere in maniera indipendente. E questo ''con un lavoro stabile, ma anche con una famiglia - spiega - e' il mio desiderio''. Famiglia, ma anche figli, ''quando avro' trovato la persona giusta con cui poter costruire una famiglia. Per ora non e' ancora il momento. Sono uscito con alcune ragazze, ma non ho la fidanzata''. (segue)

(Mem/Ct/Adnkronos)

15-OTT-08 11:57

Milano, semilibertà a Pietro Maso che uccise i genitori

martedì, 14 ottobre 2008 4.48

Versione per stampa

MILANO (Reuters) - Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso il regime di semilibertà a Pietro Maso, condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio dei genitori nel 1991.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

Maso, che sta scontando la pena nel carcere di Opera, aveva compiuto l'efferato delitto nella sua casa di Montecchia di Crosara, nel Veronese, per impossessarsi dell'eredità di famiglia.

Tecnicamente, ci vorranno un paio di giorni perché Maso possa uscire, ha detto il suo legale, Mariapia Licata.

"Io ci contavo tanto, però il parere della procura generale era sfavorevole e non sapevo come sarebbe finita", ha commentato l'avvocato.

"C'erano tutti i presupposti perché il tribunale di sorveglianza concedesse la semilibertà. Mancano solo cinque anni al termine della pena, Maso sta lavorando, nei permessi premio si è sempre comportato benissimo, ha ricostruito una sua vita e spero che con la semilibertà possa ricostruire anche un rapporto con la famiglia d'origine", ha aggiunto Licata.

"Era stato abbandonato da tutti, senza la fede e senza don Guido (suo assistente spirituale, ndr) col quale ha fatto un percorso importante non sarebbe dove è ora", ha concluso l'avvocato.

© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.

A me non frega un cazzo che siano ravveduti, che abbiano pagato il conto, a me frega solo che serta gente resti in carcere a vita!

E queste 2 cose mi danno, forse, anche più nausea dell brigatista non estradata........ :angry:^_^

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