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Guarda che la campagna elettorale è finita.

Il centrodx ha stravinto, è al governo e può fare e disfare come vuole. Può anche rimettere il maestro unico se vuole.

E' passato il tempo in cui la colpa di tutto è di Prodi.

Scuola, primo sì alla riforma Gelmini

di Il Giornale.

Roma - Il governo Berlusconi incassa alla Camera con 321 sì, 255 no e due astensioni la sua sesta fiducia sulla riforma della scuola. Il centrosinistra contesta il governo ed il ministro Gelmini, che non ha partecipato al dibattito in Aula sulla fiducia. "La riforma della scuola che il governo impone con il voto di fiducia si scrive Gelmini ma si legge Tremonti, unico ministro che decide per tutti gli altri ministri bidelli", tuona Silvana Mura dell'Idv rilevando che nel testo "ci sono solo tagli". Sulla fiducia vota no pure l'Udc. "Sono d'accordo sul fatto che la reintroduzione del voto in condotta o del grembiulino non migliorerà la situazione drammatica in cui versa la scuola, ma rimane il fatto che il titolare dell'Istruzione, contrariamente alle sue promesse ne sta cambiando il volto senza avviare prima un dibattito ampio e senza il consenso dei protagonisti del comparto". E Maria Coscia del Pd ribadisce che "il vero autore del decreto è Tremonti, secondo cui la scuola italiana, sebbene buona, è troppo costosa"; che "dall'opposizione non c'é stato nessun comportamento ostruzionistico ma solo la voglia di confrontarsi sul merito"; e che il "pasticcio contenuto nel decreto impedisce di costruire un futuro per il Paese".

La maggioranza si schiera a difesa del decreto. "Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola, che rimetta al centro la sfida educativa in collaborazione stretta con la famiglia", sostiene il ministro Gelmini ricordando lo "sforzo in atto da parte del governo per riqualificare la spesa" che, nel settore della scuola, si traduce in "un riposizionamento delle risorse". "Vogliamo una scuola dell'efficienza, del rigore e della serietà", sostiene la leghista Paola Goisis, secondo cui "chi si scandalizza per il decreto con la fiducia non ha idea della situazione della scuola italiana, i cui problemi vanno risolti". Sulla stessa linea anche Fabio Garagnani (Pdl), secondo cui "non è questione di grembiule e di voto in condotta ma di lavorare alla qualità della scuola italiana". Dunque, un decreto "per mettere in sintonia la scuola con un Paese che vuole cambiare e voltar pagina, prescindendo dalle barriere ideologiche".

Le novità del decreto Il decreto Gelmini che tra le varie misure prevede il ritorno al maestro unico e del voto in condotta viene contestato dagli esponenti dell’opposizione non solo nel merito, ma anche nel metodo, mentre compatta è la maggioranza: il requisito dell’urgenza - lo ha detto ancora ieri il ministro dell’Istriuzione Maria Stella Gelmini - sussiste pienamente. Inoltre la fiducia, ha spiegato il ministro, è stata decisa "per via dei tempi stretti" e per l’opposizione che si preparava a fare ostruzionismo. "Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola", continua la Gelmini aggiungendo che "la scuola a cui penso recupera dal passato principi attualissimi ma guarda al futuro, ammodernando e colmando alcuni gap come quello delle lingue straniere". La Gelmini ha ricordato lo "sforzo del governo per riqualificare la spesa" che, nel settore della scuola, si traduce in "un riposizionamento delle risorse sull’innovazione tecnologica". Il ministro dell’Istruzione conferma la necessità di "riqualificare la spesa: spendere meno per spendere meglio" e cita alcuni esempi concreti di intervento nel campo dell’innovazione tecnologica legata al mondo della scuola: "Pagelle on-line, prenotazione via telematica dei colloqui con i professori, internet per la didattica e il lavoro dei docenti, lavagne digitali, rilevazione delle assenze via mail e cellulare", anche per contrastare l’abbandono scolastico al di là dell’aggiornamento dell’anagrafe. A tutto ciò, il ministro aggiunge "la riforma delle classi di concorso per colmare alcuni gap, ad esempio sull’insegnamento delle lingue straniere, l’aumento dei servizi alle famiglie e il superamento dell’incapacità della scuola di fare rete fra gli istituti scolastici". La polemica in Parlamento Per Idv e Pd il ricorso al voto di fiducia è "una scelta gravissima" e rappresenta "una minaccia alla democrazia". Per Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, "si spaccia per riforma quello che altro non è" ossia "un taglio di 8 miliardi all’istruzione, con la conseguenza di un ridimensionamento dell’offerta sulla scuola". Tutto questo "senza nemmeno la possibilità di confrontarsi per un minuto in Parlamento tra maggioranza e opposizione". Dello stesso parere è Antonio Rusconi, capogruppo in commissione Istruzione al Senato, secondo cui la decisione dell’esecutivo è una "una minaccia alla democrazia, sia perchè ignora le valutazioni fortemente negative espresse in questi giorni da insegnanti, presidi, rettori, ricercatori, studenti e famiglie, sia perchè nega all’opposizione il dibattito parlamentare, svalutandone di fatto il proprio ruolo di fronte al Paese". Il ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, osserva, invece, che "servono risposte immediate e coraggiose" per risolvere i problemi della scuola". E all’opposizione risponde: "La maggioranza farà il suo lavoro, che è quello di dare risposte ai problemi centrali dell’Italia".

Varesenews.it

Varese - Riforma, secondo il Pd sono a rischio chiusura le scuole di Azzio, Valganna, Rancio, Grantola, Comabbio, Sangiano, Leggiuno, Brusimpiano, Cremenaga

"Sono a rischio chiusura le scuole dei piccoli paesi"

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“La riforma della scuola, se attuata, farà chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni. Sono a rischio le scuole di Azzio, Valganna, Rancio, Grantola, Comabbio, Sangiano, Leggiuno, Brusimpiano, Cremenaga”. E’ l’allarme che lancia Alessandro Alfieri, responsabile regionale degli enti locali del Pd. E' in arrivo l'accorpamento, che non è la fine del mondo, ma lo stesso un bel problema. Perchè è vero che l'istruzione rimane garantita (ci mancherebbe altro), ma è anche vero che spostarsi di 10 chilometri per portare un figlio piccolo a scuola rappresenta un costo sociale per le famiglie e spesso anche per gli stessi comuni.

Dunque, mentre il maxidecreto Gelmini arriva in parlamento (alle 19 la camera vota la fiducia), sul territorio si fanno i conti. Ecco l’elenco di chi protesta: per il maestro unico, i sindacati sono sul piede di guerra. Per l'orario ridotto, i piccoli comuni vogliono più soldi per i doposcuola. Chiusura piccole scuole, enti locali in tensione.

Secondo il Pd, ad esempio, “i tagli di spesa del governo colpiranno i piccoli comuni, a cominciare dalla scuola: la riduzione dell’orario costringerà le amministrazioni a pagare i pomeriggi, e molte piccole scuole di paese chiuderanno i battenti”. “La scure del governo – osservano Alessandro Alfieri e il segretario provinciale Stefano Tosi – si abbatterà sui comuni sotto i 2mila abitanti , che in provincia sono 52 su 141”.

Il Pd spiega che secondo i calcoli del Ministero ci sono in Italia 2.600 istituzioni scolastiche con meno di 500 unità, a rischio. In Italia chiuderebbero 4.200 scuole con meno di 50 alunni, e sono in forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni.

“Viene meno un presidio sociale nelle piccole comunità – dicono dal Pd – e aumentano le spese di trasporto per gli scuolabus sostenute dai comuni”.

Anche dal sindacato, la questione trova conferme: Marinella Magnoni, responsabile provinciale scuola della Cgil: “I tagli sono praticamente sicuri anche nel personale della primaria, ma come sarà strutturata la chiusura delle scuole non lo sappiamo, è un problema che verrà probabilmente deciso in una fase successiva; è probabile che dovranno essere i comuni a mettersi d’accordo su come riorganizzare i servizi”. Insomma, scatterà la trattativa su chi si dovrà comprare lo scuolabus.

EDITORIALI

Vincono la Gelmini e i suoi grembiulini

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Quella di oggi è una brutta pagina del lavoro del Parlamento. Su un tema delicato come quello della scuola a nulla servono i colpi di mano. La Camera, con un voto di fiducia inutile chiesto dal Governo per tagliare ogni possibile modifica, ha approvato il maxi emendamento alla riforma voluta dal ministro Gelmini. Molte le novità. Su tutte quella che smantella la vecchia esperienza della scuola elementare e reintroduce il maestro unico e i voti.

Al di là di aspetti tecnici che andranno valutati poi nel concreto, colpisce questa fretta e totale assenza di ogni tipo di coinvolgimento degli insegnanti in una riforma che sarà epocale. Si smantella uno dei punti di eccellenza riconosciuti a livello internazionale per risparmiare soldi. Questo va detto con chiarezza.

È brutta una nazione dove si deve addittare qualcuno come fannullone, come incapace, come inadeguato e causa di ogni male. È brutto perché è lontano anni luce dallo sviluppo, dalla crescita, dall'innovazione che tanto serve all'Italia. È brutto perché senza il coinvolgimento positivo dei lavoratori e di ogni altro ruolo all'interno dei vari settori, non si va da nessuna parte e a mala pena ci si trascina.

La giornata di oggi diventa così ben peggiore di quanto faccia credere chi si lamentarà per dover reintrodurre i grembiulini nelle scuole. E speriamo che in questo mese che attende il voto del Senato, Governo, forze politiche e sociali, addetti ai lavori si siedano a discutere e chi deve farlo ci ripensi.

Mercoledi 8 Ottobre 2008

Marco Giovannelli

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Ma sarà proprio così?!

Domande e risposte.

Chiuse le scuole con meno di 100 alunni?

No, accorpate come deciso da Prodi

La norma di razionalizzazione della rete scolastica non è contenuta nel Decreto Gelmini ma nel piano di intervento contenuto nella legge finanziaria (133 art. 64). E va ricordato che i piani di dimensionamento delle istituzioni, ovvero l’accorpamento di istituti con meno di 100 alunni con altri istituti e non la loro cancellazione, sono previsti da leggi già in vigore varate dal precedente governo Prodi mai applicate. Il provvedimento attualmente è allo studio della Conferenza Stato-Regioni e poi passerà alle Camere. Le Regioni dovranno predisporre in tempi brevi nuovi piani di riorganizzazione dell’offerta formativa rispettando i parametri imposti.

Ci saranno meno docenti di sostegno?

No, questo settore non viene toccato

La riduzione del numero degli insegnanti di sostegno è esclusa nel modo più assoluto. Sia nel decreto legge in discussione a Montecitorio sia nel piano di razionalizzazione si fa esplicito riferimento al mantenimento del rapporto attuale del rapporto tra alunni con diverse disabilità e gli insegnanti di sostegno. E il governo ha più volte ribadito che non verranno effettuati tagli in quel delicato settore. Per quanto riguarda il contenuto del decreto, viste le novità introdotte in materia di valutazione in Commissione, accogliendo alcune proposte emendative, è stata pure prevista una valutazione differenziata per alunni con difficoltà di apprendimento e disabilità.

Niente più tempo pieno alle elementari?

No, non cambia nulla. Scelgono le famiglie

Il decreto legge all’esame della Camera non contiene norme di abrogazione degli altri modelli organizzativi vigenti ovvero il modulo di 27 o 30 ore e il tempo pieno che prevede 40 ore settimanali. Il modello di 24 ore che viene introdotto, quello con la novità del maestro unico, dunque si deve intendere in aggiunta a quelli già esistenti. Saranno le famiglie a scegliere all’atto dell’iscrizione. Insomma il decreto non ha nulla a che vedere con il tempo pieno. Lo stesso ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha più volte ribadito l’intenzione di incrementare il modello del tempo pieno e non certamente di ridurlo.

E' vero che saranno tagliati i finanziamenti?

Sì, 8 miliardi. Ma la "dieta" serve al rilancio

I tagli ci saranno, la previsione è di 8 miliardi. L’obiettivo del governo Berlusconi è quello di riqualificare la spesa pubblica eliminando i costi eccessivi delle ore di insegnamento che si sovrappongono. Per esempio la cosiddetta “compresenza”: più insegnanti in una stessa classe come prevede il modulo. La necessità del contenimento della spesa era stata riconosciuta dal governo Prodi che aveva affrontato nel Quaderno bianco sulla scuola la questione degli scarsi risultati raggiunti dagli studenti italiani. Se il governo Berlusconi raggiunge l’obiettivo già dal 2011 si potranno reinvestire almeno 2 di quegli otto miliardi per premiare i docenti meritevoli.

«Le condizioni del nostro sistema d’istruzione - dice Giorgio Napolitano - richiedono scelte coraggiose di rinnovamento». Servono fegato e cambiamenti, spiega insomma il capo dello Stato aprendo l’anno scolastico, servono equilibrio e serenità, perché «non si può ripartire da zero ogni volta che con le elezioni cambi il quadro politico». Ma servono purtroppo anche le forbici: «Occorre un contenimento della spesa per la scuola, nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo».E servono «misura e realismo» delle parti sociali per evitare scontri «rischiosi».

Commento di Ale Div.:

Capisco il disagio di chi deve farsi 10-15 km per portare i figli a scuola, ma avere classi di 10 bambini con una maestra di ruolo e 3 o 4 di sostegno ha veramente dell'idiota.

La scuola in Italia ha subito costanti e catastrofiche riforme che ne hanno peggiorato, qualcuna più, qualcuna meno, la qualità e la rispettabilità al punto che oggi è valutata, nel suo complesso, ai posti più bassi di qualsiasi tipo di classifica europea.

La Riforma Gelmini non cambierà la situazione come fosse una panacea, perchè tocca unicamente il lato amministrativo e organizzativo, ma introduce alcuni punti che nel tempo potrebbero avere aspetti positivi. Difendere questa ignorantoficina definendola buona e quindi intoccabile è degno di persone che vengono da Marte o hanno vissuto all'estero. Sfornassimo premi Nobel a raffica, se ne potrebbe discutere, ma la realtà è che le nuove generazioni sono ignoranti e male-educate.

Manca, in questa riforma, un aspetto fondamentale, legato ai programmi.

La Scuola, in nome di una malintesa, ma democratica, integrazione, nega identità e personalità.

E' necessario che già dalle elementari, i programmi scolastici abbiano una base comune, laica, nella quale ci si possa riconoscere rispettando le rispettive differenze religiose e culturali, diventando cittadini di una Nazione, non creando ghetti sociali multi-etnici.

Intanto, grazie Alberto!

Posted (edited)
Ma sarà proprio così?!

Domande e risposte.

.........

Commento di Ale Div.:

Capisco il disagio di chi deve farsi 10-15 km per portare i figli a scuola, ma avere classi di 10 bambini con una maestra di ruolo e 3 o 4 di sostegno ha veramente dell'idiota.

La scuola in Italia ha subito costanti e catastrofiche riforme che ne hanno peggiorato, qualcuna più, qualcuna meno, la qualità e la rispettabilità al punto che oggi è valutata, nel suo complesso, ai posti più bassi di qualsiasi tipo di classifica europea.

La Riforma Gelmini non cambierà la situazione come fosse una panacea, perchè tocca unicamente il lato amministrativo e organizzativo, ma introduce alcuni punti che nel tempo potrebbero avere aspetti positivi. Difendere questa ignorantoficina definendola buona e quindi intoccabile è degno di persone che vengono da Marte o hanno vissuto all'estero. Sfornassimo premi Nobel a raffica, se ne potrebbe discutere, ma la realtà è che le nuove generazioni sono ignoranti e male-educate.

Manca, in questa riforma, un aspetto fondamentale, legato ai programmi.

La Scuola, in nome di una malintesa, ma democratica, integrazione, nega identità e personalità.

E' necessario che già dalle elementari, i programmi scolastici abbiano una base comune, laica, nella quale ci si possa riconoscere rispettando le rispettive differenze religiose e culturali, diventando cittadini di una Nazione, non creando ghetti sociali multi-etnici.

Intanto, grazie Alberto!

Ti ringrazio per aver affrontato l' argomento (non ne ho avuto il tempo).

Sono riamasto davvero basito nel leggere gli articoli da te citati su Varesenews...... a proposito di campagna elettorale, vero Tat ??

Ma ancor di più mi hanno sconcertato i "commenti"; tuttti a guardare il proprio orticello, del tipo la scuola a qulache Km da casa è un problema, oppure a far battute sulla Lega ....... nessuno che parlasse di offerta formativa o programmi...

Da paura........ :rolleyes:

Grazie Alberto.

Edited by ROOSTERS99
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Non se ne è ancora parlato, ma i fondi pensione privati?

Chi ha destinato il TFR ai fondi di pensione integrativi al momento si sta prendendo un'inculata mica da ridere...

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"Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola, che rimetta al centro la sfida educativa"

Però qualche anima pia spieghi alla Sig.ra Ministra la differenza tra un pronome e una congiunzione...

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Non se ne è ancora parlato, ma i fondi pensione privati?

Chi ha destinato il TFR ai fondi di pensione integrativi al momento si sta prendendo un'inculata mica da ridere...

bastava lasciarlo all'inps... :rolleyes:

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democratica[/i], integrazione, nega identità e personalità.

E' necessario che già dalle elementari, i programmi scolastici abbiano una base comune, laica, nella quale ci si possa riconoscere rispettando le rispettive differenze religiose e culturali, diventando cittadini di una Nazione, non creando ghetti sociali multi-etnici.

Intanto, grazie Alberto!

Quello della scuola è un discorso complesso che non viene mai affrontato a dovere (mio parere)

Si sono succeduti diversi governi di diversi schieramenti, sono state fatte riforme, controriforme e così via , ma senza mai cambiare lo stato delle cose: mediamente il corpo insegnanti fà schifo.

Ho due figli, uno alle medie e uno in terza elementare, immancabilmente ad ogni inizio di anno scolastico inizia la sofferenza, mia e di mia moglie.

Mio figlio maggiore in 5 anni di elementari ha avuto qualcosa come 12 maestre, 5 solo in classe quarta.....

Ogni estate abbiamo dovuto affiancarlo ad una maestra in pensione (a pagamento) per cercare di recuperare i danni causati dalle maestre di turno.

Credetemi roba da fantascienza, tipo : inserite la parola mancante " La mamma ha svegliato ...... Luca e ...... Chiara", io a cazziare mio figlio perchè ritenevo che avesse sbagliato a copiare il compito, salvo poi leggere il giorno dopo sul quaderno " la mamma ha svegliato a Luca e a Chiara".

Le cose non vanno meglio con il secondogenito, nonostante l'abbiamo iscritto ad una scuola diversa dal primo.

Nel mio piccolo ho vissuto l'inserimento della maestra di inglese, dopo 3 anni tolta la maetra di inglese, ora inglese lo insegna uno dei due maestri, dentro la maestra di sostegno, basta con la maestra di sostegno e così via.

Ad inizio anno la colletta tra genitori per comprare la carta igenica, il sapone, la carta per asciugare le mani ,materiale scolastico ad uso comune e così via....ora compreremo anche il grembiule,

ok va bene, torniamo al maestro unico, ok.

Possibile che non venga mai inserita una abilitazione per verificare che chi voglia fare il maestro (professore) sia in grado di farlo?

Perchè dobbiamo continuare a pagare un corpo insegnanti di qualità media scadente?

A quando una RIFORMA scolastica seria? :rolleyes::lol:

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Quello della scuola è un discorso complesso che non viene mai affrontato a dovere (mio parere)

Si sono succeduti diversi governi di diversi schieramenti, sono state fatte riforme, controriforme e così via , ma senza mai cambiare lo stato delle cose: mediamente il corpo insegnanti fà schifo.

Ho due figli, uno alle medie e uno in terza elementare, immancabilmente ad ogni inizio di anno scolastico inizia la sofferenza, mia e di mia moglie.

Mio figlio maggiore in 5 anni di elementari ha avuto qualcosa come 12 maestre, 5 solo in classe quarta.....

Ogni estate abbiamo dovuto affiancarlo ad una maestra in pensione (a pagamento) per cercare di recuperare i danni causati dalle maestre di turno.

Credetemi roba da fantascienza, tipo : inserite la parola mancante " La mamma ha svegliato ...... Luca e ...... Chiara", io a cazziare mio figlio perchè ritenevo che avesse sbagliato a copiare il compito, salvo poi leggere il giorno dopo sul quaderno " la mamma ha svegliato a Luca e a Chiara".

Le cose non vanno meglio con il secondogenito, nonostante l'abbiamo iscritto ad una scuola diversa dal primo.

Nel mio piccolo ho vissuto l'inserimento della maestra di inglese, dopo 3 anni tolta la maetra di inglese, ora inglese lo insegna uno dei due maestri, dentro la maestra di sostegno, basta con la maestra di sostegno e così via.

Ad inizio anno la colletta tra genitori per comprare la carta igenica, il sapone, la carta per asciugare le mani ,materiale scolastico ad uso comune e così via....ora compreremo anche il grembiule,

ok va bene, torniamo al maestro unico, ok.

Possibile che non venga mai inserita una abilitazione per verificare che chi voglia fare il maestro (professore) sia in grado di farlo?

Perchè dobbiamo continuare a pagare un corpo insegnanti di qualità media scadente?

A quando una RIFORMA scolastica seria? :rolleyes::lol:

Tutto'sto scempio, a Varese ?? :lol::lol:

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" la mamma ha svegliato a Luca e a Chiara".
Tutto'sto scempio, a Varese ?? :o:o
No, un pelo più a sud......

Diciamo 800 / 1000 km ...

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Chi ha destinato il TFR ai fondi di pensione integrativi al momento si sta prendendo un'inculata mica da ridere...

Semplificato alla grandissima...

se parliamo di componente azionaria e sul breve termine potrei anche darti ragione ma generalmente i fondi pensione hanno per la maggior parte titoli di stato nel portafoglio per cui il crollo delle borse non ha impatti gravi, inoltre sono comunque piani di accumulo che prevedono l'acquisto di quote mensilmente per cui il ragionamento guadagno/perdita ha senso solo valorizzando il prezzo medio di carico.

Peraltro i corsi borsistici hanno sempre recuperato quanto perso, e questo è successo sia dopo l'11/09/2001 che con la bolla tecnologica.

Posted (edited)

Se ho capito bene, il 97% della spesa per la pubblica istruzione è rappresentata dai salari.

Ugualmente, gli insegnanti sono scontenti (a ragione) per i salari e per il precariato.

Dire che non esista un problema di impiego delle risorse nella scuola è semplicemente malafede.

Analogamente ai piccoli comuni, anche i piccoli ospedali e le piccole scuole si devono accorpare. Spiace, sarà anche colpa del signoraggio, ma secondo me abbiamo troppa parcellizzazione.

Sul maestro unico non sono pregiudizialmente negativo, anche se non per i motivi che adduce la Gelmini ovvero il PUNTO DI RIFERIMENTO.

Secondo me, CON L'ECCEZIONE DELLA LINGUA STRANIERA, la complessità dei programmi rimane ancora gestibile con un insegnante solo, ovviamente ben preparato e di conseguenza ben remunerato.

Mia figlia ha tutte ottime insegnanti, lo premetto. Allo stesso tempo ne conta una per italiano e lettere varie, una per matematica e scienze, una per inglese, una per religione. Troppe, brave, ma troppe. E peraltro credo che, data l'età, ognuna di loro fosse già abiltiata all'insegnamento di tutto prima che si introducesse la specializzazione.

Mi sembra giusto porre il tema della qualità della offerta al primo posto, ma non credo che il numero degli insegnanti sia un indicatore particolarmente fedele della stessa. Di certo non l'unico, soprattutto in un paese dove le superiori e anche i politecnici hanno spesso dei laboratori da barzelletta, mense e servizi igienici migliorabili.

Concludo dicendo che, socialmente parlando, il tempo pieno deve essere assolutamente preservato ed ampliato perchè il modello della settimana lavorativa di 5 giorni funziona e va emulato.

Edited by Ponchiaz
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Semplificato alla grandissima...

se parliamo di componente azionaria e sul breve termine potrei anche darti ragione ma generalmente i fondi pensione hanno per la maggior parte titoli di stato nel portafoglio per cui il crollo delle borse non ha impatti gravi, inoltre sono comunque piani di accumulo che prevedono l'acquisto di quote mensilmente per cui il ragionamento guadagno/perdita ha senso solo valorizzando il prezzo medio di carico.

Peraltro i corsi borsistici hanno sempre recuperato quanto perso, e questo è successo sia dopo l'11/09/2001 che con la bolla tecnologica.

La maggior parte della pattumiera, e nessuno lo dice, è finita nei fondi comuni ......

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Non se ne è ancora parlato, ma i fondi pensione privati?

Chi ha destinato il TFR ai fondi di pensione integrativi al momento si sta prendendo un'inculata mica da ridere...

Mica vero.

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, CON L'ECCEZIONE DELLA LINGUA STRANIERA,

Come ha fatto notare Carambita poco fa , purtroppo sovente capita che la maestra deputata ad insegnare lettere e lingua italiana parli un non ben definito idioma straniero ...

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Se ho capito bene, il 97% della spesa per la pubblica istruzione è rappresentata dai salari.

Ugualmente, gli insegnanti sono scontenti (a ragione) per i salari e per il precariato.

Dire che non esista un problema di impiego delle risorse nella scuola è semplicemente malafede.

Analogamente ai piccoli comuni, anche i piccoli ospedali e le piccole scuole si devono accorpare. Spiace, sarà anche colpa del signoraggio, ma secondo me abbiamo troppa parcellizzazione.

Sul maestro unico non sono pregiudizialmente negativo, anche se non per i motivi che adduce la Gelmini ovvero il PUNTO DI RIFERIMENTO.

Secondo me, CON L'ECCEZIONE DELLA LINGUA STRANIERA, la complessità dei programmi rimane ancora gestibile con un insegnante solo, ovviamente ben preparato e di conseguenza ben remunerato.

Mia figlia ha tutte ottime insegnanti, lo premetto. Allo stesso tempo ne conta una per italiano e lettere varie, una per matematica e scienze, una per inglese, una per religione. Troppe, brave, ma troppe. E peraltro credo che, data l'età, ognuna di loro fosse già abiltiata all'insegnamento di tutto prima che si introducesse la specializzazione.

Mi sembra giusto porre il tema della qualità della offerta al primo posto, ma non credo che il numero degli insegnanti sia un indicatore particolarmente fedele della stessa. Dic erto non l'unico, soprattutto in un paese dove le superiori e anche i politecnici hanno spesso dei laboratori da barzelletta.

Concludo dicendo che socialmente parlando il tempo pieno deve essere assolutamente preservato ed ampliato.

Che un insegnante guadagni troppo poco è del tutto opinabile, specie se rapportato alle ore lavorate.

Non sono per principio contrario al maestro unico, però esiste il problema che se l'unico insegnante di tuo figlio è al livello di quanto segnalato da Carambita, sono cavoli amari.

Sì al maestro unico, ma selezionando solo gli insegnati migliori e purtroppo questo in Italia è praticamente impossibile.

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Mica vero.

Dal Sole24Ore

12/09/08

Tfr, Fondi pensione in rosso

Adesioni in frenata e rendimenti in calo. A poco più di un anno dal decollo della riforma della previdenza integrativa in Italia, il bilancio per chi ha scelto di spostare il Tfr (Trattamento fine rapporto) dall’azienda a un fondo pensione non è dei migliori.

Iscritti. Secondo i dati Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, nei primi quattro mesi del 2008 gli iscritti hanno raggiunto quota 4,686 milioni (di cui 3,5 dipendenti del settore privato), il 2,8% in più rispetto al 2007, anno in cui le nuove adesioni hanno registrato una crescita del 43 per cento. I numeri indicano in modo chiaro che, esaurita la spinta della riforma che ha introdotto il meccanismo del silenzio assenso - in base al quale i dipendenti privati che entro il 30 giugno 2007 non hanno compiuto una scelta su dove far confluire la liquidazione maturanda ne hanno tacitamente disposto il conferimento irreversibile al fondo pensione di categoria - il ritmo delle adesioni è calato bruscamente. Nel dettaglio, le iscrizioni ai fondi negoziali - riservati alle rispettive categorie di dipendenti - sono aumentate del 2,07 per cento. Quelle ai fondi aperti - a cui possono accedere tutti - del 3 per cento. Molto meglio è andata la raccolta dei più costosi pip (piani individuali pensionistici di tipo assicurativo), cresciuta del 12 per cento. Ma nel complesso si è ancora lontani dal bacino complessivo che, considerando solo i dipendenti privati, coinvolge circa 12 milioni di soggetti.

Rendimenti. Non che l’andamento dei mercati abbia dato una mano alle adesioni. Il ribasso delle Borse nell’ultimo anno (Piazza Affari ha perso il 26%) ha schiacciato i rendimenti dei fondi. Nel 2007 i fondi di categoria hanno reso in media il 2,1% netto (contro il +3,8% del 2006 e il +7,5% del 2004) mentre gli aperti hanno chiuso con un ribasso dello 0,4 per cento. In ogni caso, chi ha lasciato il Tfr in azienda ha ottenuto una rivalutazione superiore, pari al 3,1% netto. Il quadro peggiora nel 2008. Nei primi sei mesi, il rendimento medio ponderato dei fondi negoziali si è ridotto del 3,75% (secondo i calcoli di Plus24), contro il +2,15% del Tfr che - essendo calcolato sommando un tasso fisso dell’1,5% al 75% del tasso di inflazione - si è rivelato, quest’anno più di altri, un rifugio sicuro contro il caro-vita, balzato ad agosto al 4% annuo.

E questo a settembre prima del crollo delle borse.

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Secondo me l'economia reale non fa schifo.

Il punto è che, ovviamente, il periodo in cui l'economia reale ha tirato di più ha coinciso con le grandi industrializzazioni o con le grandi ricorstuzioni.

L'economia reale in un mondo altamente industrializzato non può pensare di crescere strutturalmente a percentuali in doppia cifra, semplicemente non può.

Ed è questo, unitamente alla elevata informatizzazione e globalizzazione delle economie (entrambe cose che guardacaso non hanno contribuito per un epsilon al GDP del mondo), che ha fatto venire agli speculattoni l'idea di provare a creare dei soldi da altri soldi invece che dalla circolazione di beni-servizi. Questo sì che si credeva poter pompare denaro all'infinito. Non a caso nei mesi pre-bolla internet circolava l'idea di crescita senza inflazione, praticamente il paradiso.

Da lì, le azioni non come investimento ma come fiches al tavolo verde e la perdita di identità del sistema creditizio alla ricerca dei nuovi eldorado fatti di byte e non di clienti soddisfatti.

La povera economia reale nel frattempo, si è mantenuta con i suoi classici cicli, reale, prevedibile, noiosa forse. Ma non schifosa.

per il fondo monetario, il nostro paese vivrà due anni di recessione

Fmi: «È la crisi peggiore dal 1930»

Eurostat: Pil della zona euro cede lo 0,2%

In Italia è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Ma in Germania crescita industria migliore da 15 anni

(Afp)

BRUXELLES - L'economia globale sta «decelerando rapidamente», quella che stiamo vivendo è la «peggiore crisi finanziaria dal 1930». L'allarme lo lancia il Fondo monetario nel suo ultimo Rapporto sull'economia mondiale, in cui descrive un'economia globale che rallenta dal +5% del 2007 al +3,9% del 2008, per frenare ancora a +3% nel 2009, un ritmo che molti esperti considerano l'orlo della recessione. Secondo il Fondo monetario internazionale, l'economia mondiale sta «entrando in una crescente depressione economica a causa del più pericoloso shock finanziario per le economie avanzate dagli anni Trenta». Nel luglio scorso il Fmi stimava l'economia mondiale in crescita del 4,1% nel 2008 e del 3,9% nel 2009. Ora però molte cose sono cambiate.

RECESSIONE - Male anche la situazione europea, con l'Italia che piomba in recessione (e ci resterà anche per il 2009) accomunata, in questa marcia all'indietro, a Spagna (-0,2), Gran Bretagna e Irlanda. Il World Economic Outlook dipinge un quadro fosco per l'economia mondiale. Le previsioni per l'Italia degli economisti di Washington sono molto più pessimiste di quelle elaborate dal Governo nell'ultimo aggiornamento del Documento di programmazione economico-finanziaria che prevedeva per quest'anno una crescita dello 0,1% e per il prossimo addirittura un'accelerazione a quota 0,5%, mentre sono più vicini con gli scenari previsionali recessivi elaborati recentemente da Confindustria. Il dato, oltretutto, mantiene il Belpaese nella scomoda posizione di fanalino di coda nella crescita tra i Paesi del G7, i cui ministri finanziari s'incontreranno venerdì a Washington proprio a margine degli incontri annuali Fmi. Con la recessione in Italia è previsto un crollo dell’inflazione, che dal 3,4% stimato per il 2008 l'anno prossimo calerà nel 2009 all’1,9%

EUROSTAT - Le stime negative sulla situazione europea sono confermate anche dall'Eurostat: i dati dell'Ufficio Statistico delle Comunità Europee indicano che nel secondo trimestre del 2008 il Pil della zona euro ha ceduto lo 0,2% e quello dei Ventisette è rimasto invariato (invece di calare dello 0,1% come indicato nelle stime precedenti) rispetto al trimestre precedente.

PRIMO TRIMESTRE - Nel primo trimestre, i tassi di crescita erano stati dello 0,7% nella zona euro e dello 0,6% nei Ventisette. Rispetto al secondo trimestre del 2007 il Pil, al netto dei fattori stagionali, è cresciuto dell’1,4% nella zona euro e dell’1,7% nei Ventisette (contro l’1,6% simato in precedenza). In Italia il Pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed ha avuto una crescita piatta rispetto allo stesso periodo del 2007. In Francia il Pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre passato, ma è aumentato dell’1,1% su anno. Nel secondo trimestre del 2008, i consumi delle famiglie sono scesi dello 0,2% nella zona euro e dello 0,1% nei Ventisette. Gli investimenti sono scesi dell’1% sia nella zona euro che nei Ventisette.

ESPORTAZIONI - Le esportazioni sono scese dello 0,2% in Eurolandia e dello 0,3% nei Ventisette e le importazioni hanno ceduto lo 0,5% in entrambe le zone. Negli Stati Uniti, il Pil è aumentato dello 0,7% durante il secondo trimestre del 2008, dopo un +0,2% nel primo trimestre. In Giappone il prodotto interno lordo è sceso dello 0,7% nel secondo trimestre, dopo un +0,7% nel primo. Su base annua, il pil americano è salito del 2,1%, contro il 2,5% del trimestre precedente, e dello 0,8% in Giappone, contro l’1,2% del trimestre precedente.

DATI POSITIVI - Ma tra tanti dati negativi, compaiono anche indicazioni positive. A sorpresa la produzione industriale tedesca ha registrato ad agosto un balzo su base mensile del 3,4% contro -1,6% del mese precedente e una previsione di -0,3%. Si tratta del rialzo maggiore dall'agosto 1993. A Ginevra il Forum economico mondiale (Wef) ha reso noto che l'economia americana è pronta a ripartire appena sarà passata la crisi finanziaria. «L'economia Usa ha caratteristiche strutturali con una base produttiva solida», dice il rapporto.

A conferma che l'economia reale non fa poi così schifo.

Cero che FMI, al pari delle agenzie di rating, ne sta azzecando pochine....

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Che un insegnante guadagni troppo poco è del tutto opinabile, specie se rapportato alle ore lavorate.

Non sono per principio contrario al maestro unico, però esiste il problema che se l'unico insegnante di tuo figlio è al livello di quanto segnalato da Carambita, sono cavoli amari.

Sì al maestro unico, ma selezionando solo gli insegnati migliori e purtroppo questo in Italia è praticamente impossibile.

Il lavoro di insegnante è complesso ed estremamente critico per la società, non è una commodity surrogabile.

Richiede competenze tecnico-scientifiche ed una buona dose di leadership personale.

Non dobbiamo incorrere nell'errore di identificare gli insegnanti con i "peggiori" fra gli insegnanti.

Oggi l'insegnante è pagato abbastanza poco ed ha carriera pressochè nulla. Le aspettative sono minime, così come il riconoscimento sociale dello status.

Non mi sembra impensabile che le migliori menti del paese non siano attratte da questa professione come da tutte le altre che hanno le medesime caratteristiche.

E' necessario ribaltare questa logica, eventualmente passando per una concentrazione delle risorse nelle mani dei più validi.

Tra quel "praticamente" e quel "impossibile" sta tutto il lavoro del ministro per la pubblica istruzione.

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....

E' necessario che già dalle elementari, i programmi scolastici abbiano una base comune, laica, nella quale ci si possa riconoscere rispettando le rispettive differenze religiose e culturali, diventando cittadini di una Nazione, non creando ghetti sociali multi-etnici.

per una volta sono d'accordo con te, ma la parola evidenziata in neretto è, nell'italia di oggi, impossibile.

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Cinque agenti su di lui. Insorgono anche i genitori degli altri alunni.

Il figlio non ha la cintura di sicurezza Senegalese placcato dai vigili e arrestato

Immigrato gettato a terra e ammanettato davanti ai bambini di una scuola. Il vicesindaco difende l'operato dei «ghisa»

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IL VIDEO: La testimonianza di Diop Moussa. E quella dei genitori di altri alunni

MILANO - Gettato a terra e ammanettato davanti al figlio che stava accompagnando a scuola. Diop Moussa è un senegalese di 43 anni. Dal '92 vive e lavora regolarmente in Italia, è caporeparto responsabile del lavoro di 7 persone. E' sposato con un'italiana e ha un figlio di 6 anni.

CONTROLLO DOCUMENTI - Mercoledì mattina, verso le 8.20, stava portando il figlio a scuola, in macchina. Parcheggia e scende con il bimbo. Lo raggiungono due vigili. Gli chiedono patente e libretto, perchè - dicono - il bambino viaggiava senza cintura. Lui mostra la patente e spiega che vuol portare prima il figlio a scuola. Poi li seguirà fino alla macchina, per mostrare il libretto. I vigili non sono d'accordo e insistono. Alla fine lo atterrano in 5 e lo ammanettano proprio di fronte la scuola, davanti al figlio, a tutti gli altri bambini e ai genitori. Lo portano via e il bambino rimane da solo, nel parco giochi, circondato da una piccola folla che inutilmente ha tentato di far ragionare gli agenti.

LA DIFESA DEI GENITORI - Alcune persone seguono Diop fino al Comando, per capire il motivo di un gesto del genere, e poi testimoniano a suo favore. Sono mamme e papà di bambini che ogni giorno giocano e studiano con suo figlio. Diop ci racconta che non ha mai avuto problemi di questo genere, ma che invece da un po' di tempo si sente perseguitato. Ogni volta che porta il figlio a scuola, ogni mattina, incontra i vigili, e spesso capita che lo fermino. Una settimana fa ha ricevuto una multa, racconta, ed è stato preso a male parole da un altro vigile mentre, in bicicletta, tentava di attraversare le strisce pedonali scendendo da un marciapiede. Negli ultimi giorni, dice, ha scelto di cambiare strada nel tentativo di evitarli. Ma questa volta non è bastato.

LA DENUNCIA - Nei confronti del senegalese è scattata una denuncia per resistenza, mentre non è stata confermata la notizia, secondo la quale l'immigrato a sua volta avrebbe denunciato i vigili per un atto di razzismo. Prende le difese degli agenti il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: «Per il momento risulta del tutto infondata l'accusa di razzismo, comunque stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari . Di sicuro noi abbiano la denuncia dei vigili nei confronti del senegalese: inoltre dall'inizio dell'anno è il settantaseiesimo caso di aggressione ai vigili»

Gian Marco Alari

Michela Dell'Amico

08 ottobre 2008

Posted (edited)

Sentito stamane alla radio.....

Sensazione di idioti vigili/rambo... :mellow: .... vale tuttavia la pena di accertare bene i fatti.

Certo, la reazione dei genitori presenti è piuttosto eloquente.....

Ah.... il razzismo mi pare non c'entri comunque una beata fava !

Edited by ROOSTERS99
Posted

Ma cazzo, Guinness è due anni che vi ammorba con la storia dei poliziotti rambo e voi li scoprite solo quando bigghiano il bovero negro..(vedi anche il caso di parma)?? Di teste di minchia che hanno guardato troppi film con bruce willis ce n'è in giro non sapete quanti.... lo volete capire o no?!

Ci sono pirla che credono di poter andare al di là della giustizia solo ed esclusivamente perchè pensano che l'opinione comune sia dalla loro parte.

Altro che razzismo.

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