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così appare... dove?

Questo è il titolo più sottopressione del Mercato Italiano.

C'è gente che ha guadagnato il 50% in pochi gg.

Unicredit

Edited by Virgus
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Occhio ragazzi che qui nessuno sa cosa stia realmente accadendo ...... Tanti proclami ma nessuna certezza.

In giro c'è una fame di liquidità da far paura, con il rischio di insolvenze sempre più elevato.

Le banche si sono indebitate oltre il lecito e il passo verso il fallimento per molti grandi istituti anche europei si fa sempre più concreto.

Attenzione a giocare con il fuoco, ci si potrebbe scottare ... I grandi avvolti stanno già librandosi in volo.

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Sulle borse è in atto una SPECULAZIONE DA PAURA !!

Tutti i fuffari che cercano di recuperare le inevitabili perdite della loro finanza del nulla !!

Morte, morte, morte !!! :rolleyes:

Edited by ROOSTERS99
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Occhio ragazzi che qui nessuno sa cosa stia realmente accadendo ...... Tanti proclami ma nessuna certezza.

In giro c'è una fame di liquidità da far paura, con il rischio di insolvenze sempre più elevato.

Le banche si sono indebitate oltre il lecito e il passo verso il fallimento per molti grandi istituti anche europei si fa sempre più concreto.

Attenzione a giocare con il fuoco, ci si potrebbe scottare ... I grandi avvolti stanno già librandosi in volo.

Per come la sò io le sole banche davvero esposte in europa sono le tedesche poiche si sono infarcite della rumenta americana; non a caso il governo tedesco ha già dato garanzie, e la più tedesca delle banche italiane (unicredit) è nella bufera...

Il resto è SPECULAZIONE VERGOGNOSA !!! :rolleyes:

Edited by ROOSTERS99
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Capiamoci bene un attimo: le banche che stanno fallendo o sono fallite devono ringraziare per un 50% sè stesse e per il restante i vecchi amici che, fiutando l'instabilità, hanno effettuato le operazioni speculative che le hanno buttate per aria.

Di grana ne gira un bel po', solo che viene usata per operazioni di killeraggio economico e non per finanziare imprese o sostenere strategie come dovrebbe essere.

A Wall street hanno un fiuto per la paura da far impallidire uno squalo martello adulto.

Il buon Profumo sta assaggiando proprio in queste ore l'affetto degli amici che lo avevano aiutato ad espandersi.

In tema di liberismo e governismo a me piace pensare questo: ovviamente il mercato corregge, corregge sempre e si riporta nella condizione più stabile.

Però bisogna ricordare che la configurazione più stabile per un mercato è il monopolio e che se si lascia che il mercato corregga, lui lo farà lasciando però per strada almeno una generazione di persone. Qui i governi hanno il dovere di fungere da ammortizzatori nella fase iniziale e di promulgare regole che impediscano strutturalmente il ripetersi di certi abominii.

Con queste assunzioni anche il momento attuale potrebbe non essere pessimo.

Il tempismo con cui Frodi ha poi dragato le tasche l'anno scorso agli italiani ci regala un punto di vista privilegiato sulla ripresa futura: quello dell'ultima ruota del carro.

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Capiamoci bene un attimo: le banche che stanno fallendo o sono fallite devono ringraziare per un 50% sè stesse e per il restante i vecchi amici che, fiutando l'instabilità, hanno effettuato le operazioni speculative che le hanno buttate per aria.

Di grana ne gira un bel po', solo che viene usata per operazioni di killeraggio economico e non per finanziare imprese o sostenere strategie come dovrebbe essere.

A Wall street hanno un fiuto per la paura da far impallidire uno squalo martello adulto.

Il buon Profumo sta assaggiando proprio in queste ore l'affetto degli amici che lo avevano aiutato ad espandersi.

In tema di liberismo e governismo a me piace pensare questo: ovviamente il mercato corregge, corregge sempre e si riporta nella condizione più stabile.

Però bisogna ricordare che la configurazione più stabile per un mercato è il monopolio e che se si lascia che il mercato corregga, lui lo farà lasciando però per strada almeno una generazione di persone. Qui i governi hanno il dovere di fungere da ammortizzatori nella fase iniziale e di promulgare regole che impediscano strutturalmente il ripetersi di certi abominii.

Con queste assunzioni anche il momento attuale potrebbe non essere pessimo.

Il tempismo con cui Frodi ha poi dragato le tasche l'anno scorso agli italiani ci regala un punto di vista privilegiato sulla ripresa futura: quello dell'ultima ruota del carro.

QCQ !!

La vedo, da incazzato, anche io assolutamente così !!

Edited by ROOSTERS99
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Interessante articolo "nostrano":

Varese - Colloquio con Rossella Locatelli, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all'Insubria, esperta del settore bancario

«In Italia panico e speculazioni più forti dei fatti»

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La maggior parte di noi vede con un misto di panico e di impotenza l'altalena di dati forniti sulle borse internazionali a partire dai primi giorni della cosiddetta "Crisi dei Mutui".

Per capire di più e non restare preda di inutile panico o altrettanto inutili speranze abbiamo provato a fare il punto della situazione con Rossella Locatelli, gallaratese, fino a pochi giorni fa preside di Economia all'università dell'Insubria e attualmente Ordinario di Economia degli intermediari finanziari, cioè del settore colpito dalla crisi.

Può darci un'idea di questi ultimi giorni delle borse, che a noi profani sembrano bruttissimi e confusi?

«Diciamo che sono giorni in cui i nodi vengono al pettine. Un certo modo di fare banca, basato su attività di contenuto speculativo e di rischio, ha purtroppo dato in questi giorni le sue prove negative. Una prova che si associa anche al fatto, drammatico, che mercati e intermediari finanziari poggiano i loro destini non solo su dati oggettivi o informazioni, ma sulla fiducia. Almeno in parte infatti quello che si è visto e si sta vedendo nasce da crisi di fiducia: che ha come effetto i comportamenti di panico».

Questo per quanto riguarda la finanza in generale. Ma che succede invece alla Borsa Italiana? Subisce le stesse dinamiche degli altri mercati o sta soffrendo per qualcos'altro?

«La borsa italiana risente di tante cose, e certi spostamenti - come l'altalena delle prime ore di lunedì 6 del titolo Unicredit - hanno un aspetto chiaramente speculativo. Tant'è vero che occuparsi delle variazioni del solo titolo Unicredit per definire l'andamento dei titoli bancari italiani significa non badare che nel nostro listino sono state chiuse delle operazioni aperte in altri mercati e in altri listini, come a volte avviene. Un dato che normalmente chi guarda da fuori non considera: ma le persone che stanno facendo queste operazioni sono molto più informate di chi guarda». Non è facile, da fuori, seguire gli andamenti delle borse...

Ma perchè si sente parlare tanto di Unicredit e non di Intesa san Paolo, che apparentemente ha stessa dimensione e simile vocazione all'internazionalità?

«Diciamo innanzitutto che Intesa Sanpaolo, ancorchè sia la seconda banca italiana e sia di dimensioni paragonabili a Unicredit, ha un modello di business più tradizionale: ne ha dato prova anche nei suoi processi di aggregazione e espansione. Diciamo che ha uno stile molto "Banca Commerciale" (che è uno storico istituto, tra quelli incorporati nella nuova sigla, ndr) che è sempre stato nei suoi investimenti più improntato sul risparmio che sulla speculazione, e anche quando ha internazionalizzato si è preoccupata più di finanziare l'attività produttiva all'estero che a lavorare sulla finanza internazionale. Il modello di Unicredit è invece molto più aggressivo, cerca di massimizzare il rischio sopportabile per farlo rendere il più possibile».«All'ingrosso, le borse funzionano su due binari: innanzitutto sulle informazioni, quelle vere. Nel caso delle banche, se non si fanno speculazioni, gli investitori semplicemente valutano il fatto oggettivo: per esempio quello che tante banche italiane sono in una situazione di maggiore tranquillità rispetto a Unicredit, che tipicamente ha operatività internazionale e dove la finanza internazionale è molto rilevante. Poi però si vedono degli andamenti irrazionali: e quelli sono effetto del panico e dell'emozione, il secondo binario».

In ogni caso spazziamo via un panico inutile: per gli italiani il problema o le incertezze non stanno, in questi giorni, nei loro mutui, quanto piuttosto nei loro investimenti...

«Sì. Il mercato dei mutui in Italia è cosa ben diversa dal mercato dei mutui che ha fatto partire la crisi finanziaria internazionale. E comunque se problema c'è nei nostri mutui, non è certo lo stesso.

Il problema quindi riguarda gli investimenti ed è di due tipi diversi: da un lato riguarda se e in che misura gli intermediari (quindi le banche e i fondi d'investimento) possiedono nel loro portafoglio i derivati che hanno creato lo scompiglio. Dall'altro bisogna capire se banche, istituzioni e fondi di investimento hanno in portafoglio i titoli delle banche che sono "saltate". E da quest'ultimo dato è più probabile che parta il contagio della negatività: le azioni di molte banche tra quelle "saltate" erano considerate buoni titoli, e perciò comprate e mantenute come sicure. Per capire quanto l'Italia sia coinvolta nella crisi non c'è altro da fare che analizzare quanto e quali di questi titoli siano in possesso degli intermediari italiani, una analisi che è già in corso. Gli organi di Vigilanza si sono già attivati alle prime avvisaglie, 15 giorni fa: ora è in pieno svolgimento l'analisi dei titoli, che la Consob sta facendo per i fondi comuni e il Coip per fondi pensione. La dimensione delle esposizioni in Italia si saprà con i risultati dell'analisi, che penso arriverà a brevissimo».

Lunedi 6 Ottobre 2008

Stefania Radman

stefania.radman@varesenews.it

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Capiamoci bene un attimo: le banche che stanno fallendo o sono fallite devono ringraziare per un 50% sè stesse e per il restante i vecchi amici che, fiutando l'instabilità, hanno effettuato le operazioni speculative che le hanno buttate per aria.

Di grana ne gira un bel po', solo che viene usata per operazioni di killeraggio economico e non per finanziare imprese o sostenere strategie come dovrebbe essere.

A Wall street hanno un fiuto per la paura da far impallidire uno squalo martello adulto.

Il buon Profumo sta assaggiando proprio in queste ore l'affetto degli amici che lo avevano aiutato ad espandersi.

In tema di liberismo e governismo a me piace pensare questo: ovviamente il mercato corregge, corregge sempre e si riporta nella condizione più stabile.

Però bisogna ricordare che la configurazione più stabile per un mercato è il monopolio e che se si lascia che il mercato corregga, lui lo farà lasciando però per strada almeno una generazione di persone. Qui i governi hanno il dovere di fungere da ammortizzatori nella fase iniziale e di promulgare regole che impediscano strutturalmente il ripetersi di certi abominii.

Con queste assunzioni anche il momento attuale potrebbe non essere pessimo.

Il tempismo con cui Frodi ha poi dragato le tasche l'anno scorso agli italiani ci regala un punto di vista privilegiato sulla ripresa futura: quello dell'ultima ruota del carro.

Vorrei anch'io essere ottimista ma in giro vedo segnali poco incoraggianti .... e non solo finanziari.

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Vorrei anch'io essere ottimista ma in giro vedo segnali poco incoraggianti .... e non solo finanziari.

Beh, che l'economia "reale" fosse già stata messa ampiamente in crisi, è tema ampiamente sviluppato nell' altro 3d di ringraziamento........

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Di grana ne gira un bel po', solo che viene usata per operazioni di killeraggio economico e non per finanziare imprese o sostenere strategie come dovrebbe essere.

Qui sei ottimista ......

Di grana non ne gira affatto.

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Beh, che l'economia "reale" fosse già stata messa ampiamente in crisi, è tema ampiamente sviluppato nell' altro 3d di ringraziamento........

Se a te fà piacere pensare che 2 anni di governo Prodi hanno creato una crisi economica a livello planetario, continua pure a crederlo.

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Di grana non ne gira affatto.

Mah.

Secondo me gira eccome, solo che è molto spesso in mani diverse da quelle "storiche".

Non sottovaluterei, in questo caos, nè l'esplosione delle economie indiana e cinese, nè il boom del prezzo del petrolio.

Con l'occidentale medio che lavora per consumare manufatti con gli occhi a mandorla, mentre le spinte inflazionistiche petrolifere gli svuotano il borsellino.

A ciò si aggiunga la follia di un sistema in cui gli addetti finance operano a cottimo.

Edited by Dragonheart
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6 ottobre 2008

I Maroni di Zapatero

I ministri spagnoli vogliono risolvere l’emergenza Rom con le idee del Cav.

Dei circa 120 mila Rom che, secondo le stime della Croce Rossa erano immigrati in Italia dopo l’adesione della Romania all’Unione europea e al trattato di libera circolazione di Schengen, pare ne siano rimasti nel nostro paese solo la metà. Le cifre saranno note solo a metà ottobre, quando sarà completato il censimento dei campi Rom, ma già ora il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha anticipato all’Espresso la sensazione che “molti se ne sono andati spontaneamente nella permissiva Spagna di Zapatero”. Siccome, ovviamente, la pressione esercitata dai controlli demografici e di polizia ha inciso soprattutto sull’area dell’immigrazione rom dedita a varie forme di criminalità, questo significa che la Spagna rischia di importare un consistente problema di ordine pubblico. Il ministro del Lavoro spagnolo Celestino Corbacho, considera le osservazioni di Maroni “un cattivo contributo all’Europa che si vuole costruire, una Unione forte”. In realtà non è il governo italiano che ha esportato rom, o gitanos come si chiamano in Spagna, nella vicina penisola. Non è nemmeno la “permissività” citata da Maroni, che in realtà è solo di facciata. Lo stesso Corbacho ha chiesto che, in presenza di un tasso di disoccupazione vicino al 12 per cento, la Spagna blocchi anche l’immigrazione regolare, mentre i migranti subsahariani che cercavano di entrare nelle enclaves spagnole in Africa di Ceuta e Melilla erano già stati accolti a fucilate.

La Spagna che ha espulso dieci volte più clandestini irregolari dell’Italia, in realtà non è affatto tollerante. Quello che attira i gitanos è la retorica antiberlusconiana dei membri del governo e della grande stampa spagnola, che hanno instentemente battuto sul tasto del presunto razzismo italiano e della persecuzione dei Rom per ragioni politiche. Ieri, el Pais titolava sull’“ondata xenofoba” che renderebbe “irrespirabile” il clima italiano. La pressione esercitata dal controllo di legalità in Italia unita all’effetto della propaganda su una presunta maggiore umanità del sistema spagnolo verso immigrati e gitanos ha determinato la migrazione della parte criminale dei rom verso la Spagna. Contenti loro.

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Di grana non ne gira affatto.

Al nostro livello , e per nostro intendo i comuni mortali , direi di no .

Ad altri livelli di grana ne gira tanta , pure troppa .

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Al nostro livello , e per nostro intendo i comuni mortali , direi di no .

Ad altri livelli di grana ne gira tanta , pure troppa .

Forse virtual money, di vero cash ne gira pochino a tutti i livelli.

Mi piacerebbe sapere l'esatta consistenza del patrimonio finanziario delle varie banche mondiali epurate dei famosi titoli spazzatura.....

probabilmente nessuno lo sa con esattezza, e forse è meglio così, potrebbero esserci delle scene di panico senza precedenti.

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continuo a suggerirvi di documentarvi su signoraggio e riserva frazionaria.

sù, datevi da fare...

e facci un riassuntino.

un bignami.

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Sì, ho visto anche il tuo video Alberto.

Adesso però spiegami cosa REALISTICAMENTE è pensabile fare e come mai il 99.9% degli stati non lo fa.

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Sì, ho visto anche il tuo video Alberto.

Adesso però spiegami cosa REALISTICAMENTE è pensabile fare e come mai il 99.9% degli stati non lo fa.

gli stati non lo fanno perché le banche li controllano.

paradossalmente è solo il cittadino comune che ha il potere di sistemare le cose, chiudendo i conti correnti e/o non accettando più l'euro o il dollaro come moneta di scambio. però, hai voglia a informare e far capire tutto ad un numero sufficiente di persone, senza farti sparare...

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continuo a suggerirvi di documentarvi su signoraggio e riserva frazionaria.

Se debbo essere sincero, mi sfugge il nesso tra l'attuale crisi finanziaria e la riserva frazionaria.

Diciamo che la crisi "espone" il nervo infiammato della riserva, nel momento in cui la Banca deve rendere ai correntisiti, per tutti altri motivi, i soldi che non ha più perchè quelli a cui li aveva prestati non li hanno restituiti.

Signoraggio e riserva frazionaria, come del resto tutte le porcate finanziaria in stile derivati, sono "convenzioni" che funzionano benissimo finchè l'economia reale tira.

Se la locomotiva USA girasse a pieno vapore, e il petrolio stesse fisso a 50 dollari al barile, le Banche dormirebbero tra due guanciali.

Se invece l'Oriente spaia le carte della concorrenza e i Signori dell'oro nero speculano, beh, siamo qui a discuterne adesso.

Io, più ci penso, più mi dico che l'Europa e l'Occidente risorgeranno soltanto al grido: "Protezionismo ed energie alternative".

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S&P taglia il rating dello stato del nord europa

Islanda: crolla la corona, la Russia presta 4 miliardi di euro alla banca centrale

La divisa islandese cede il 35% sulla moneta unica, poi recupera. Nazionalizzata la Landsbanki, la seconda del Paese

MILANO - Nell'ambito della crisi finanziaria c'è un Paese che sta anadando letteralmente a fondo: l'Islanda. E che rischia di finire sotto l'orbita russa. Dopo che lunedì il governo aveva annunciato di essere pronto a nazionalizzare tutte le banche sull'orlo del fallimento e la corona islandese aveva perso il 20% nei confronti dell'euro, le autorità islandesi hanno oggi messo in amministrazione controllata e posto sotto il controllo pubblico la Landsbanki, la seconda banca del Paese, per assicurarne l'operatività. La banca centrale islandese ha comunicato che la Russia concederà al Paese un prestito da 4 miliardi di euro.

CROLLA LA CORONA ISLANDESE - A seguito della notizia su Landsbanki e al taglio del rating dello Stato da parte di S&P (di due livelli da A- a BBB) la corona islandese ha perso un ulteriore 35% contro l'euro per poi ridurre la flessione alla notizia del prestito russo. Intanto il fondo d'investimento islandese Exista ha annunciato la cessione per 1,41 miliardi di euro della propria partecipazione del 20% nell'assicurazione finlandese Sampo «ritenendo prudente ridurre l'esposizione sui mercati finanziari».

07 ottobre 2008

:thumbsup::lol: .... e io che avevo l' idea di una Islanda di una ecologica e ricca isola felice...... bah !!

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gli stati non lo fanno perché le banche li controllano.

paradossalmente è solo il cittadino comune che ha il potere di sistemare le cose, chiudendo i conti correnti e/o non accettando più l'euro o il dollaro come moneta di scambio. però, hai voglia a informare e far capire tutto ad un numero sufficiente di persone, senza farti sparare...

Come dici tu, paradossalmente.

Buona notte al signoraggio.

Posted

Mi sa che la prospettiva più realistica di questa crisi è l'ipotesi Cristopher Lambert: ne resterà solo uno... con meno debito, che resterà sul groppone degli investitori istituzionali esteri, e più forza speculativa che mai. Insomma, un olocausto finanziario a fin di bene ...

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