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Posted (edited)

Alby, fattene una ragione.

Insegnanti al nord non ce ne sono, cosa facciamo vai ad insegnare tu?

Li mettiamo 70 in una classe con Borghezio?

I figli del dio Po a quanto pare hanno deciso che di insegnare non ne vogliono sapere. Passeranno anni prima che la situazione, se mai lo farà, si ristabiisca.

Edited by Ponchiaz
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Alby, fattene una ragione.

Insegnanti al nord non ce ne sono, cosa facciamo vai ad insegnare tu?

Li mettiamo 70 in una classe con Borghezio?

I figli del dio Po a quanto pare hanno deciso che di insegnare non ne vogliono sapere. Passeranno anni prima che la situazione, se mai lo farà, si ristabiisca.

lascia che venga organizzato diversamente e la situazione cambierà.

ammesso che qualcuno stia veramente riorganizzando qualcosa...

ma poi ci sono tutte queste cose da insegnare? non siamo quelli incolti, beceri e puzzoni?

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Alby, fattene una ragione.

Insegnanti al nord non ce ne sono, cosa facciamo vai ad insegnare tu?

Li mettiamo 70 in una classe con Borghezio?

I figli del dio Po a quanto pare hanno deciso che di insegnare non ne vogliono sapere. Passeranno anni prima che la situazione, se mai lo farà, si ristabiisca.

Conosco molte persone del nord che avrebbero voluto insegnare (soprattutto lingue straniere) ma che hanno preferito trovarsi un altro lavoro pittosto che fare i precari nella scuola.

Al sud questo, per mille ragioni, non avviene e quindi i precari sono soprattutto meridionali. E questi precari sono tutti in una graduatoria nazionale per cui, se migrazione dovesse esserci, molti insegnanti "indigeni" che lo scorso anno avevano un posto da supplente quest'anno potrebbero perderlo.

Se fare l'insegnante fosse una professione meglio pagata e, soprattutto, che non richiedesse di passare da anni di precariato assurdo avremmo anche insegnanti del nord.

Posted

Chissà se con la frase "Passeranno anni prima che la situazione, se mai lo farà, si ristabiisca" io intendessi dire proprio questo.

Posto che la Gelmini metta in pista qualcosa, il volano impiegherà anni a rimettersi in moto.

E, non so voi, ma sento come priorità che in classe alla mattina ci sia qualcuno ad accogliere i miei figli.

Sicuramente un domani le meglio menti snobberanno la consulenza strategica per andare ad insegnare. Oggi non è così.

Lo si sappia.

Posted
E' l'equazione antifascismo = comunismo l'errore di fondo.

Ecco. Secondo me il punto della questione è tutto qui.

Riporto uno stralcio di un intervento di Iadicicco (presidente di Azione Giovani a Roma)

che conferma in pieno l'affermazione di Tatanka:

"Circa due anni fa - scrive oggi Iadicicco -, non nel 1943, il più importante sito della rete

antifascista italiana, Indymedia, pubblicò un articolo di commento a una iniziativa di Azione

giovani di Roma e ritenne utile mettere vicino al mio nome anche il mio indirizzo di casa, con

l'evidente intento di puntare l'indice contro di me e di indicarmi come bersaglio da colpire. Ho

pensato: 'Come potrei aderire alla cerchia dei miei aguzzini? Come potrei dichiararmi antifascista?'".

Qui c'è l'equazione Indymedia=antifascismo.

Da questo errore nasce tutto il resto.

Tra l'altro, Indymedia mi sta profondamente sui (biiip)!!

Posted
Non ho capito una mazza, ma sono contento di risentire il profumo della tua lacca.

E io felice di sentirti parlare di 'mazze'... :rolleyes:

Posted

Butto lì un altro sassolino. Anzi tre. Giudicate voi.

La moglie del ministro del Welfare e della Sanità, Maurizio Sacconi, è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche.

Il Governo Berlusconi ha rimosso Nello Martini, farmacista senza legami politici, dalla gestione dell’AIFA, l’agenzia autonoma creata nel 2004 per approvare i farmaci e monitorarne l’impiego. Martini è riuscito con successo a limitare l’incremento della spesa farmaceutica al 13% dell’intero budget della spesa sanitaria, ma così facendo ha scatenato le ire dell’industria.

Il governo, insediatosi a maggio, dichiara di voler ridurre i poteri dell’AIFA separando la determinazione del prezzo dei farmaci dalla valutazione tecnica sulla loro efficacia, restituendo il potere decisionale sui prezzi al Ministero della Sanità e del Welfare.

Posted
Butto lì un altro sassolino. Anzi tre. Giudicate voi.

La moglie del ministro del Welfare e della Sanità, Maurizio Sacconi, è direttrice generale di Farmindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche.

Il Governo Berlusconi ha rimosso Nello Martini, farmacista senza legami politici, dalla gestione dell’AIFA, l’agenzia autonoma creata nel 2004 per approvare i farmaci e monitorarne l’impiego. Martini è riuscito con successo a limitare l’incremento della spesa farmaceutica al 13% dell’intero budget della spesa sanitaria, ma così facendo ha scatenato le ire dell’industria.

Il governo, insediatosi a maggio, dichiara di voler ridurre i poteri dell’AIFA separando la determinazione del prezzo dei farmaci dalla valutazione tecnica sulla loro efficacia, restituendo il potere decisionale sui prezzi al Ministero della Sanità e del Welfare.

Non farti troppe domande Spiff .

Adesso è arrivato il governo del fare ......

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Mediobanca, verso il nuovo cda e c'è anche Marina Berlusconi

MILANO - Marina Berlusconi nel Cda e Tronchetti Provera alla vicepresidenza. Sono i due colpi a sorpresa dell'assemblea del patto di sindacato di Mediobanca che ha sciolto il braccio di ferro sul futuro assetto del palazzo di Piazzetta Cuccia dando il via libera al cambio di corporate governance dell'istituto: addio al sistema duale e il ritorno a quello "tradizionale". Decisioni prese non all'unanimità: contro avrebbero votato alcuni soci industriali, con la motivazione che a distanza di così poco tempo dall'introduzione del duale si poteva aspettare ancora un po'. Visto - dicono i "ribelli" - che il management attuale ha portato buoni risultati.

Comunque, l'istituto avrà un nuovo cda composto da 22 componenti. Con una new-entry a sorpresa: Marina Berlusconi. La figlia del presidente del Consiglio è presidente della Fininvest che è socia del patto con l'1% del capitale e detiene un altro 1,2% non vincolato all'accordo parasociale.

Ma le sorprese che arrivate dalla riunione del patto non finiscono qui: vicepresidente, a fianco di Dieter Rampl, sarà Marco Tronchetti Provera.

Posted (edited)

Ecco l'effetto Maroni Dopo i controlli la grande fuga dei rom

di Giacomo Susca

Milano - Come sono arrivati i controlli, se ne sono andati loro. Ad oggi, almeno 10mila rom mancano all’appello tra Roma, Napoli e Milano. È il primo effetto del censimento voluto dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, all’interno dei campi nomadi sparsi lungo la Penisola. Oltre 700 gli insediamenti abusivi da passare al setaccio con l’obiettivo di identificare la popolazione presente. La scadenza prevista per l’operazione, nei tre comuni capoluoghi in cui i prefetti sono stati nominati commissari straordinari per l’emergenza, è fissata al 15 ottobre prossimo, ma già ora si ricavano alcuni risultati importanti. «Stiamo vincendo la sfida della sicurezza. E i rimpatri sono aumentati del 50% in tre mesi», assicura Maroni.

A cominciare dalla Capitale. Su 70 campi visitati da forze dell’ordine e operatori sociali, 50 risultano non autorizzati, compreso l’indirizzo di Casilino 900, famosa come la più grande baraccopoli d’Europa arrivata a ospitare circa 600 inquilini. Riferisce il presidente della Croce Rossa romana Fernando Capuano: «Le stime forniteci a giungo dal Comune indicavano 12mila persone sul territorio: sono conti che bisognerà aggiornare al ribasso. Infatti, finora ne abbiamo censite poco più di 2mila e prevediamo che alla fine la cifra reale non supererà le 7mila unità». Tradotto, 5mila rom in meno nella sola città di Roma dalla firma dell’ordinanza di protezione civile firmata dal Viminale il 30 maggio scorso; ancora più breve l’intervallo di tempo se si prendono in considerazione le linee guida per l’attuazione, diramate a fine luglio.

A Milano il quadro è ormai definitivo. Palazzo Marino ha concluso il censimento all’interno delle 12 aree riconosciute dal Comune: 1.180 i nomadi identificati, quasi la metà hanno la cittadinanza italiana, 413 sono i romeni, seguiti da kosovari (84), macedoni (70) e bosniaci (32). Nel 2007 i vigili riscontrarono nelle stesse roulotte la presenza di circa duecento persone in meno. Ma è la geografia degli insediamenti abusivi quella che è cambiata maggiormente nelle ultime settimane. Si partiva da un centinaio di campi irregolari per un totale di 10mila nomadi nella metropoli; dopo 80 sgomberi e 350 allontanamenti da pubbliche vie messi in atto dalla polizia locale, la stima della popolazione rom milanese oggi non supererebbe le 5mila unità. La metà esatta, dunque, rispetto a quella che circolava fino a ieri. Riassume il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Riccardo De Corato: «A Milano si apprezzano i frutti di un lavoro costante di Prefettura, Questura e polizia municipale anche grazie ai nuovi strumenti legislativi messi a disposizione dal ministero dell’Interno».

A Napoli, invece, ci sarebbero circa 4.500 nomadi in una ventina di campi nella provincia, un migliaio al di sotto dei 5.500 stimati prima dell’avvio del censimento. Duemilacinquecento gli abitanti solo dei tre mega insediamenti di Secondigliano, Scampia e Giugliano. La missione di ricognizione promossa dall’Ufficio immigrazione della Prefettura partenopea con la collaborazione della Croce Rossa, dell’Opera Nomadi e del Tribunale dei minori ha coperto finora otto siti.

Su dove si trovino adesso i nomadi non rintracciati nelle tre città da cui è partita l’identificazione il dibattito è aperto. Secondo le associazioni che operano nell’assistenza ai rom, questi si sarebbero semplicemente spostati fuori dai gradi centri, dove i controlli sono meno stringenti, giungendo nelle regioni per il momento non interessate dal decreto Maroni. È quanto sarebbe successo in province come Brescia, Pavia, Padova, Genova e Reggio Emilia, che già ospitavano nei loro confini comunità molto numerose. Ma è lo stesso terzo settore a riconoscere l’impatto deterrente avuto dalle misure di pubblica sicurezza varate dal ministero. Il ragionamento è quasi banale: «Per chi vive di espedienti non è più possibile vivere all’ombra dei campi nomadi italiani». L’alternativa resta una sola: tornarsene in patria.

Sù DA DOS!!!!!!

Edited by Ale Div.
Posted

Gli zingari scompaiono dall’Italia [El Pais]

Secondo il censimento, si riduce al minimo la presenza di rom – Le Organizzazioni non Governative (ONG) rivelano che molti sono fuggiti – Spagna, Francia e Romania le nuove destinazioni.

Nella provincia di Roma, la Croce Rossa finora ha identificato 2.200 zingari in accampamenti non autorizzati. A Milano la polizia ne ha schedati 1.500 in accampamenti autorizzati. A Napoli, secondo i conti del Governo, ammontano appena a 1.200. A un mese dal suo compimento, il cosiddetto censimento Maroni sembra attenuare di molto la portata dell’ingigantita «emergenza zingari».

Sembra che gli zingari siano improvvisamente scomparsi. Secondo il presidente della Croce Rossa di Roma, Fernando Capuano, «le prime cifre date, ad essere sinceri, erano gonfiate, pensavamo che ce ne fossero 12 mila, mentre adesso riteniamo che non ve ne siano più di 6 mila.»

Secondo la ONG Everyone, che lavorava con i nomadi di Milano, il motivo è un altro: «La persecuzione sistematica da parte delle autorità ha raggiunto lo scopo; molti nomadi si sono spaventati e hanno deciso di andarsene.»

Spagna, Francia e Germania, o persino il ritorno in Romania sono le destinazioni scelte. Nikole Vankuta, rumeno di ventinove anni, capofamiglia di una famiglia di sette persone racconta per telefono da Milano che sono tutti pronti a trasferirsi in Spagna. «Qui non si può stare», dice. «Non c’è lavoro, né denaro, abbiamo costantemente problemi con la polizia. In Spagna è più tranquillo. Abbiamo dei compaesani a Torrevieja, a Madrid, a Castellón, e lì non succede quello che succede qui.»

Anche se è molto difficile stabilire quanti rumeni se ne siano andati, ciò che appare chiaro è che se ne stanno andando in massa. «Se ne stanno andando tutti, ne rimangono solo seimila o settemila», calcola Nico Grancea, un rumeno zingaro che vive a Pesaro. «I miei suoceri all’inizio se ne sono andati in Spagna, e adesso vivono in Francia. Qui la pressione è insopportabile.»

Roberto Manili, responsabile di Everyone, calcola che il numero di zingari si è dimezzato in poco più di un anno. Il motivo, spiega, è che «prima l’Italia non aveva fatto niente per gli zingari, li considerava invisibili, ma negli ultimi due anni le istituzioni, le forze dell’ordine e la propaganda dei mezzi di comunicazione si sono unite contro di loro.»

L’ordine di utilizzare il pugno di ferro continua giorno dopo giorno. Ieri due famiglie nomadi che vivevano vicino a Rimini hanno raccontato di essere stati aggrediti dai carabinieri di Bussolengo. A Roma, dal 4 settembre, le forze della Polizia e dell’Esercito hanno smantellato diversi accampamenti sulla riva del Tevere.

Paolo Ciani dell’organizzazione cattolica Comunità di Sant’Egidio ritiene che «è ancora presto per sapere se c’è stato un esodo di massa, perché in estate c’è sempre movimento e alcuni tornano nel loro paese per le vacanze.» In ogni caso, Ciani sottolinea che il Governo «ha fornito dei dati assolutamente gonfiati, e se adesso sono più bassi potrà dire che la propria politica repressiva è stata un successo.»

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva sostenuto che c’erano 20 mila zingari clandestini a Roma. La Croce Rossa ne ha identificati solo 2.200. A Milano, il sindaco Letizia Moratti, aveva parlato di 25 mila persone, ma a oggi se ne sono contate solo 1.500 nella città. «Se queste cifre vengono confermate, qualcuno dovrà dare delle spiegazioni», afferma Ciani. «Perché hanno creato questo spettro? Forse perché adesso potranno dire ai loro elettori che li hanno cacciati?»

La cosa positiva è che dopo la condanna generale della raccolta delle impronte digitali, il meccanismo sembra essersi ridotto al minimo. Il presidente della Croce Rossa romana, Fernando Capuano, afferma che i suoi volontari non hanno preso una sola impronta, né agli adulti né ai bambini. «Non è stato necessario, perché avevano tutti i documenti.»

Il censimento più trasparente è quello della capitale: nei trenta accampamenti clandestini ispezionati vivono, dice Capuano, «soprattutto rumeni, seguiti da bosniaci, serbi, sinti italiani e nomadi. Ci sono novecento minorenni, la maggior parte è nata in Italia e ha un livello di scolarizzazione molto basso, intorno al 20 per cento». In questi campi c’è un enorme degrado. «Non ci sono né acqua né luce», dice Capuano.

Il mito dello zingaro romeno si rivela particolarmente falso a Napoli. Tra le 1.200 persone censite vi sono «pochissimi rumeni», secondo il portavoce del Governo. Probabilmente, l’incendio di Ponticelli è stato l’invito più efficace all’esilio.

Popolazione nomade

Il censimento della popolazione nomade iniziato dal Governo di Berlusconi suggerisce che la loro presenza in Italia sia di gran lunga inferiore alla cifra pronosticata dalla destra.

A Milano, di fronte a una previsione di circa 25 mila persone, al momento ne sono stata censite solo 1.500. A Roma, i censiti sono 2.200 (se ne calcolavano 20 mila), e a Napoli 1.200 (rispetto a una previsione di 10 mila).

Alcuni esperti affermano che l’Esecutivo ha fornito cifre intenzionalmente gonfiate.

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Orgoglio del fascio

Comuni di destra e di sinistra si alleano per rivalutare il Razionalismo fascista delle Città di Fondazione

In nome della riscoperta delle bellezze architettoniche del Ventennio hanno seppellito le polemiche ideologiche e il 26 settembre si incontreranno a Latina, a sancire l'alleanza delle “Città di fondazione”. Sono i Comuni “rossi” e “neri” che hanno deciso di rimettere a nuovo ex case del fascio, edifici pubblici e altri gioielli dell'architettura razionalista che riempiono i centri urbani nati in epoca fascista. Che fra i promotori ci sia l'amministrazione di Predappio, paese natale di Mussolini e teatro dei raduni dei nostalgici non deve trarre in inganno: Giorgio Frassineti, assessore all' urbanistica e anche alla memoria storica, è un esempio vivente di romagnolo di sinistra doc, ma non per questo vuole dimenticare i monumenti costruiti sotto il Regime. Al contrario, vuole valorizzarli e farne oggetto di interesse anche per i turisti. Ex diessino confluito nel Pd, membro di una giunta di centrosinistra racconta che l'idea è nata un paio di anni fa, quando nella casa di Mussolini era allestita la mostra del pittore futurista Uberto Bonetti: “In quell'occasione abbiamo invitato i sindaci di Latina, Torviscosa e Tresigallo, e abbiamo cominciato a ragionare su come valorizzare al meglio quello che l'architettura razionalista aveva lasciato nelle nostre città”. Dato che Latina aveva già avviato un progetto analogo su scala regionale, l'iniziativa ha preso un respiro più ampio, coinvolgendo prima Arborea e Alghero, per poi allargarsi ad altri 16 localiè, da Sestrière a Lametia Terme a Carbonia, tutti invitati fra qualche giorno a Latina per aderire al protocollo d'intesa “Città di Fondazione”. “Io voglio bene al mio paese, sono sempre vissuto a Predappio, e questi edifici li ho sempre sentiti come miei, giocavo a pallone dietro all'ex Casa del fascio - aggiunge Frassineti - quella razionalista era una grande architettura, e la riscoperta della grande architettura di quel periodo mi sembra un fatto del tutto naturale”. Negli Anni Settanta, ricorda l'assessore, rossi e neri venivano qui a darsele tutte le domeniche, ora però quei tempi sono finiti da un pezzo e comunque, ci tiene a precisare, “noi oggi parliamo solo di architettura”. Predappio nuova contende ad Arborea in Sardegna (che all'epoca si chiamava Mussolinia) lo scettro di prima città fascista, essendo stata fondata il 30 agosto del 1925. Oggi cerca di ridar vita agli edifici di quel periodo: in collaborazione con la facoltà di architettura dell'Università di Cesena, vuole creare un Centro di documentazione dell'architettura razionalista nell'ex casa del fascio.

Condanna ferma da parte di Gianfranco Fini che al grido di "siamo tutti anti-fascisti", ha proposto anche di radere al suolo Latina e farne una continuazione della spiaggia di Sabaudia (che in quanto sabauda, può tirare un sospiro di sollievo...).

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Gli zingari scompaiono dall’Italia [El Pais]

Secondo la ONG Everyone, che lavorava con i nomadi di Milano, il motivo è un altro: «La persecuzione sistematica da parte delle autorità ha raggiunto lo scopo; molti nomadi si sono spaventati e hanno deciso di andarsene.»

TUTTI IN PIEDI

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Orgoglio del fascio

Comuni di destra e di sinistra si alleano per rivalutare il Razionalismo fascista delle Città di Fondazione

In nome della riscoperta delle bellezze architettoniche del Ventennio hanno seppellito le polemiche ideologiche e il 26 settembre si incontreranno a Latina, a sancire l'alleanza delle “Città di fondazione”. Sono i Comuni “rossi” e “neri” che hanno deciso di rimettere a nuovo ex case del fascio, edifici pubblici e altri gioielli dell'architettura razionalista che riempiono i centri urbani nati in epoca fascista. Che fra i promotori ci sia l'amministrazione di Predappio, paese natale di Mussolini e teatro dei raduni dei nostalgici non deve trarre in inganno: Giorgio Frassineti, assessore all' urbanistica e anche alla memoria storica, è un esempio vivente di romagnolo di sinistra doc, ma non per questo vuole dimenticare i monumenti costruiti sotto il Regime. Al contrario, vuole valorizzarli e farne oggetto di interesse anche per i turisti. Ex diessino confluito nel Pd, membro di una giunta di centrosinistra racconta che l'idea è nata un paio di anni fa, quando nella casa di Mussolini era allestita la mostra del pittore futurista Uberto Bonetti: “In quell'occasione abbiamo invitato i sindaci di Latina, Torviscosa e Tresigallo, e abbiamo cominciato a ragionare su come valorizzare al meglio quello che l'architettura razionalista aveva lasciato nelle nostre città”. Dato che Latina aveva già avviato un progetto analogo su scala regionale, l'iniziativa ha preso un respiro più ampio, coinvolgendo prima Arborea e Alghero, per poi allargarsi ad altri 16 localiè, da Sestrière a Lametia Terme a Carbonia, tutti invitati fra qualche giorno a Latina per aderire al protocollo d'intesa “Città di Fondazione”. “Io voglio bene al mio paese, sono sempre vissuto a Predappio, e questi edifici li ho sempre sentiti come miei, giocavo a pallone dietro all'ex Casa del fascio - aggiunge Frassineti - quella razionalista era una grande architettura, e la riscoperta della grande architettura di quel periodo mi sembra un fatto del tutto naturale”. Negli Anni Settanta, ricorda l'assessore, rossi e neri venivano qui a darsele tutte le domeniche, ora però quei tempi sono finiti da un pezzo e comunque, ci tiene a precisare, “noi oggi parliamo solo di architettura”. Predappio nuova contende ad Arborea in Sardegna (che all'epoca si chiamava Mussolinia) lo scettro di prima città fascista, essendo stata fondata il 30 agosto del 1925. Oggi cerca di ridar vita agli edifici di quel periodo: in collaborazione con la facoltà di architettura dell'Università di Cesena, vuole creare un Centro di documentazione dell'architettura razionalista nell'ex casa del fascio.

Condanna ferma da parte di Gianfranco Fini che al grido di "siamo tutti anti-fascisti", ha proposto anche di radere al suolo Latina e farne una continuazione della spiaggia di Sabaudia (che in quanto sabauda, può tirare un sospiro di sollievo...).

beh, non conosco gli altri comuni e spero che sertar non se la prenda troppo, ma latina è di una bruttura senza speranza.... di peggio ho visto solo la spezia....

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beh, non conosco gli altri comuni e spero che sertar non se la prenda troppo, ma latina è di una bruttura senza speranza.... di peggio ho visto solo la spezia....

prova ad andare a Teramo :rolleyes:

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o quel cesso di RHO e dintorni :rolleyes:

Furbacchiona a Rho ci abita Drè.....

mumble mumble.....vuoi vedere che? e brava LL

P.s. io abito in quel bellissimo e ridente paesello chiamato Arluno...dove le caprette non ti fanno ciao ma puoi trovare, se cerchi bene qualche personcina per bene lasciata lungo l'argine del canale con addosso solo una bella cravatta colombiana.... :queen::lol::D

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Furbacchiona a Rho ci abita Drè.....

mumble mumble.....vuoi vedere che? e brava LL

P.s. io abito in quel bellissimo e ridente paesello chiamato Arluno...dove le caprette non ti fanno ciao ma puoi trovare, se cerchi bene qualche personcina per bene lasciata lungo l'argine del canale con addosso solo una bella cravatta colombiana.... :queen::lol::D

non ho scritto "...e dintorni" mica x niente.... :rolleyes:

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