Ale Div. Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 Qui sei ottimista ......Di grana non ne gira affatto. C'è la crisi ... oh che crisi ............................................................ Abramovich: mega-yacht anti-terrorismo di Gaia Cesare Londra – E’ già proprietario di Pelorus, uno dei più lussuosi yacht al mondo. Ma Roman Abramovich non è tipo da accontentarsi. Mentre la crisi economica imperversa e le Borse vivono giorni neri, lui, il magnate russo patron del Chelsea, vuole di più. Così ha ordinato in Germania un nuovo megayacht da 250 milioni di euro, in grado di raggiungere un nuovo record: sarà il più grande mai costruito per un privato (167,60 metri) E non a caso si chiamerà “Eclipse” (eclissi), con la chiara intenzione di oscurare tutte le altre imbarcazioni private. Ossessione sicurezza Forse perché vive a Londra - la città che detiene il record di telecamere e un sistema di sorveglianza anti-terrorismo tra i più capillari al mondo - l’imprenditore russo è stato contagiato dalla mania della sicurezza. “Eclipse” sarà dotato di un sofisticato sistema radar anti-missile che lancerà l’allarme in caso di attacco terroristico o da parte di pirati, avrà finestre antiproiettile e rivestimenti armati sui pontili e attorno alla cabina del proprietario. E a proposito di eclissi, se qualche intruso dovesse arrivare a bordo, il magnate russo e la fidanzata (la ventiseienne Daria Zhukova) potrebbero fuggire a bordo di un sottomarino giallo. Tributo ai Beatles? Chissà. L’opera finita, in corso di costruzione nel cantiere in cui venne fabbricata la celebre Bismarck durante la Seconda guerra mondiale - sarà consegnata nel 2009. Follie Per il milionario Abramovich, insomma, sembra non tiri aria di crisi. Appena tre giorni fa il riccone e la fidanzata hanno fatto shopping in Italia per la nuova casa londinese di Lowndes Square. L’ultima follia ammonta a un milione di euro. Si tratta di cinquanta coppie di poltrone storiche (dal dopoguerra agli anni Settanta) di design italiano per le quali Abramovich avrebbe già avanzato l’offerta.
Virgus Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 C'è la crisi ... oh che crisi ............................................................Abramovich: mega-yacht anti-terrorismo di Gaia Cesare Londra – E’ già proprietario di Pelorus, uno dei più lussuosi yacht al mondo. Ma Roman Abramovich non è tipo da accontentarsi. Mentre la crisi economica imperversa e le Borse vivono giorni neri, lui, il magnate russo patron del Chelsea, vuole di più. Così ha ordinato in Germania un nuovo megayacht da 250 milioni di euro, in grado di raggiungere un nuovo record: sarà il più grande mai costruito per un privato (167,60 metri) E non a caso si chiamerà “Eclipse” (eclissi), con la chiara intenzione di oscurare tutte le altre imbarcazioni private. Ossessione sicurezza Forse perché vive a Londra - la città che detiene il record di telecamere e un sistema di sorveglianza anti-terrorismo tra i più capillari al mondo - l’imprenditore russo è stato contagiato dalla mania della sicurezza. “Eclipse” sarà dotato di un sofisticato sistema radar anti-missile che lancerà l’allarme in caso di attacco terroristico o da parte di pirati, avrà finestre antiproiettile e rivestimenti armati sui pontili e attorno alla cabina del proprietario. E a proposito di eclissi, se qualche intruso dovesse arrivare a bordo, il magnate russo e la fidanzata (la ventiseienne Daria Zhukova) potrebbero fuggire a bordo di un sottomarino giallo. Tributo ai Beatles? Chissà. L’opera finita, in corso di costruzione nel cantiere in cui venne fabbricata la celebre Bismarck durante la Seconda guerra mondiale - sarà consegnata nel 2009. Follie Per il milionario Abramovich, insomma, sembra non tiri aria di crisi. Appena tre giorni fa il riccone e la fidanzata hanno fatto shopping in Italia per la nuova casa londinese di Lowndes Square. L’ultima follia ammonta a un milione di euro. Si tratta di cinquanta coppie di poltrone storiche (dal dopoguerra agli anni Settanta) di design italiano per le quali Abramovich avrebbe già avanzato l’offerta. CHissà se ci sta sul lago Maggiore ? http://www.lagomaggiore.net/turismo/villafaraggiana.asp
alberto Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 Mi sa che la prospettiva più realistica di questa crisi è l'ipotesi Cristopher Lambert: ne resterà solo uno... con meno debito, che resterà sul groppone degli investitori istituzionali esteri, e più forza speculativa che mai. Insomma, un olocausto finanziario a fin di bene ... l'obiettivo finale è proprio quello: la banca unica mondiale che controlla tutta l'economia mondiale. fatto questo passo, il governo unico è bello che fatto.
corny Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 C'è la crisi ... oh che crisi ............................................................Abramovich: mega-yacht anti-terrorismo di Gaia Cesare Londra – E’ già proprietario di Pelorus, uno dei più lussuosi yacht al mondo. Ma Roman Abramovich non è tipo da accontentarsi. Mentre la crisi economica imperversa e le Borse vivono giorni neri, lui, il magnate russo patron del Chelsea, vuole di più. Così ha ordinato in Germania un nuovo megayacht da 250 milioni di euro, in grado di raggiungere un nuovo record: sarà il più grande mai costruito per un privato (167,60 metri) E non a caso si chiamerà “Eclipse” (eclissi), con la chiara intenzione di oscurare tutte le altre imbarcazioni private. Ossessione sicurezza Forse perché vive a Londra - la città che detiene il record di telecamere e un sistema di sorveglianza anti-terrorismo tra i più capillari al mondo - l’imprenditore russo è stato contagiato dalla mania della sicurezza. “Eclipse” sarà dotato di un sofisticato sistema radar anti-missile che lancerà l’allarme in caso di attacco terroristico o da parte di pirati, avrà finestre antiproiettile e rivestimenti armati sui pontili e attorno alla cabina del proprietario. E a proposito di eclissi, se qualche intruso dovesse arrivare a bordo, il magnate russo e la fidanzata (la ventiseienne Daria Zhukova) potrebbero fuggire a bordo di un sottomarino giallo. Tributo ai Beatles? Chissà. L’opera finita, in corso di costruzione nel cantiere in cui venne fabbricata la celebre Bismarck durante la Seconda guerra mondiale - sarà consegnata nel 2009. Follie Per il milionario Abramovich, insomma, sembra non tiri aria di crisi. Appena tre giorni fa il riccone e la fidanzata hanno fatto shopping in Italia per la nuova casa londinese di Lowndes Square. L’ultima follia ammonta a un milione di euro. Si tratta di cinquanta coppie di poltrone storiche (dal dopoguerra agli anni Settanta) di design italiano per le quali Abramovich avrebbe già avanzato l’offerta. E intanto l'Euribor ha raggiunto il valore record di 5,38, cioè un mutuo a tasso variabile stà raggiungendo un interesse del 7% annuo. L'Islanda è sull'orlo della bancarotta, le più grandi banche europee stanno boccheggiando ..... Che Abramovich se ne vada a cagare. Dal Giornale: Fmi: "Crisi da 1.400 miliardi di dollari" Sui mercati è in atto un "terremoto senza precedenti2 che costerà 1.400 miliardi di dollari, "una cifra significativamente più alta di quella stimata in aprile". Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale nel Global Financial Stability Report, sottolineando che alla fine di settembre le svalutazioni hanno raggiunto quota 760 miliardi di dollari, di cui 580 miliardi a carico di banche. Secondo il Fondo finora sono emerse soltanto il 55% delle perdite potenziali conosciute: se il "terremoto" dovesse peggiorare le svalutazioni potrebbero aumentare di altri 80 miliardi. Secondo le stime del Fmi, gli intermediari finanziari non bancari hanno accumulato finora perdite pari ad almeno a 180 miliardi, mentre le assicurazioni hanno visto andare in fumo circa 100 miliardi. Altri 60 miliardi sono stati persi da hedge funds e altri operatori di mercato. Le società pubbliche hanno proceduto a svalutazioni per 15 miliardi ma alla fine della tempesta il loro rosso non sarà inferiore a 115 miliardi. Questa è la dimostrazione lampante che stiamo navigando a vista. Nessuno conosce ancora l'esatta entità dei titoli spazzatura...
Virgus Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 Ma tutta questa montagna di denaro, vera o virtuale che sia , dove è andata a finire ? Perchè per uno che spende ce ne è uno che incassa ...
Ale Div. Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 Ma tutta questa montagna di denaro, vera o virtuale che sia , dove è andata a finire ? Perchè per un milione che si indebitano fino al collo e anche oltre ce ne è uno che incassa ...
Ponchiaz Posted October 7, 2008 Posted October 7, 2008 Molto di questo denaro in sè proprio non è mai esistito fisicamente era iscritto a bilancio delle imprese per farsi dare soldi (veri) e fare così operazioni economiche (tra cui pagare i CEO). Ora siamo in piena crisi finanziaria, tra poco entreremo in crisi economica quando quei denari virtuali tradizionalmente usati a garanzia per farsi dare denari veri ed investire in attività vere saranno totalmente in fumo. A quel punto anche il piccolo artigiano che vuole comprarsi un tornio da 15,000 euri non avrà chi glieli presta. Paralisi. P.S. Credo che anche sulle agenzie di rating gioverebbe spendere un paio di parole e qualche milione di metri cubi di napalm.
ROOSTERS99 Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 (edited) Confindustria chiama a raccolta le banche: vertice il 17 8 ottobre 2008 Il 17 ottobre prossimo Confindustria incontrerà i dirigenti delle principali banche italiane per chiedere di non far mancare il credito in un momento caratterizzato da una forte crisi finanziaria come quella attuale. Lo ha reso noto martedì pomeriggio a Perugia la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo la quale «se dovesse mancare l'ossigeno del credito sarebbe un danno drammatico e fortissimo». «Per questo - ha detto ancora - chiederemo al governo e alla banca d'Italia che non succeda». Secondo l'idea di Confindustria, inoltre, «non bisogna ascoltare i cattivi maestri e i falsi populisti che in questo momento di crisi parlano di fine del mercato e del capitalismo». «Questo non è vero - ha precisato la Marcegaglia -. In un momento come quello attuale il supporto dello Stato ci deve essere, ma poi però bisogna tornare ad un mercato con regole serie e vere affinchè non sia più possibile costruire castelli di carta come è avvenuto per questa crisi, i cui effetti negativi sono stati scaricati in modo delinquenziale sui cittadini». -------------------------------------------------------------------------------------------------------- Iniziativa giustissima se non necessaria. E' un passaggio fondamentale per il prossimo futuro di TUTTI noi. Auspico inoltre che il Governo possa poi vigilare affinchè le banche (note zozzone...) riapettino gli impegni che avranno ( a parole..) preso. Edited October 8, 2008 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 a parte che qui stanno vendendo tutti ma nessuno al momento reinveste. ................... Non è così . Ma proprio per niente . 8 ottobre 2008 Il farmaco peggiore del male Wachovia contesa e Fortis comprata. Il mercato funziona, se è libero La crisi finanziaria in atto ha fatto supporre che il mercato abbia smesso di funzionare. Ma non è così. E’ vero che ci sono banche che sono andate fuori mercato e che in Europa sono state salvate violando le regole sugli aiuti di stato. Ma c’è anche la contesa, fra soggetti finanziari dotati di mezzi e di voglia di fare finanza, per assicurarsi portafogli e clientela di istituti in dissesto. Come dire che il mercato sta trovando nuovi equilibri. Infatti si è aperta una battaglia, che alcuni definiscono epica, fra Citibank e Wells Fargo (che l’ha spuntata), per le spoglie di Wachovia, per cui Citi ha fatto causa chiedendo un risarcimento danni da miliardi di dollari. In Europa Bnp ha rilevato il 75 per cento delle attività bancarie di Fortis e il 100 per cento di quelle assicurative in Belgio per 15 miliardi di euro. Nove miliardi si basano su un concambio di azioni delle entità acquisite. Ciò significa che Bnp non reputa che si tratti di spazzatura e che l’espansione in Belgio, per il suo azionariato, è un beneficio maggiore dell’onere di avere come socio il governo belga con l’11,6 per cento. D’altra parte la caduta in Borsa del titolo di Unicredit, stando a rumors tutti da verificare, è dipesa da operazioni speculative compiute anche nell’interesse di gruppi che ne vorrebbero il controllo per assicurarsi le attività nei paesi dell’est d’Europa. Comunque i soci bancari hanno resistito sottoscrivendo un prestito obbligazionario e un aumento di capitale in cambio del dividendo.
Ale Div. Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 «È il sangue infetto di un corpo morente» di Luciano Gulli «Chi ha un minimo di senno dovrebbe comprarsi un pezzo di terreno coltivabile, dal quale cavare il sostentamento per sé e per i propri cari, e due kalashnikov». Due kalashnikov? «Sì, per difendersi dagli assalitori, da chi batterà le campagne in cerca di cibo». Dieci anni fa, quando Massimo Fini diede alle stampe Il denaro, sterco del demonio (Marsilio) sapeva già come sarebbe andata a finire. Vaticinando il disastro, e dando pollice verso al nostro sistema partorito dalla rivoluzione industriale, parlò di Big Bang. «Il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, - scrisse -. È rappresentazione del futuro, scommessa sul futuro, rilancio inesausto sul futuro, simulazione del futuro a uso del presente. L’impressione è che, per quanto veloci si vada, anzi proprio in ragione di ciò, questo futuro orgiastico arretri costantemente davanti a noi. O, forse, in un moto circolare, niciano, einsteiniano, proprio del denaro, ci sta arrivando alle spalle grave dell’immenso debito di cui l’abbiamo caricato». Oggi, leggendo i giornali e guardando il Papa dire che «i soldi sono niente» gli viene in mente il crollo dell’Impero Romano. Una catastrofe, un cataclisma epocale dal quale la gente, «non potendo mangiarsi il cemento delle città, o le fabbriche, o le automobili, cercherà di tornare verso il mondo rurale, quello dell’autoproduzione, del baratto». Quanto ci vorrà perché l’umanità, gabbata dai futures e dai subprime si metta in marcia verso l’agro romano, o quello umbro, o verso le dolci colline della Carolina del Sud? «Questo non lo sa nessuno. Ma se accadesse già fra una decina d’anni, io non mi stupirei». Torneremo a dare valore a una mucca. «Almeno quella ti dà latte, vitelli, bistecche. Il denaro invece è davvero nulla, come dice tardivamente il Papa. Ma lui ne fa una questione di tipo morale, sulla quale sono d’accordo. Però non è solo questo. C’è anche un aspetto, per così dire, esistenziale. Nel senso che il denaro ha condizionato, stravolgendola, anche la nostra esistenza. Il denaro è una convenzione, un’astrazione che si basa sulla fiducia che gli uomini hanno in esso». Una specie di gioco perverso... «Un gioco cominciato quando il denaro ha smesso di essere uno strumento per evitare le triangolazioni del baratto ed è diventato a sua volta una merce. E su una merce virtuale, naturalmente, si innesta ogni tipo di manipolazione». Anche stavolta, naturalmente, chi è rimasto con il cerino in mano sono i risparmiatori, i soliti fessi ai quali si chiede ogni volta di pagare il conto finale. «Il paradosso stupefacente è che i risparmiatori, avendo poco denaro, finanziano attraverso le banche i ricchi, perché diventino sempre più ricchi. Temendo l’incertezza del futuro, trattengono il denaro senza capire che a essere diventato precario non è il futuro, ma il denaro stesso». Non è un caso, forse, che l’Europa preindustriale, il mondo tradizionale, contadino, osteggiò l’immissione del denaro nella società che si era venuta sviluppando fin lì. «Non è un caso no. È il denaro che fa saltare il banco delle società preindustriali. Accadde così anche in Africa, quando i colonialisti imposero il pagamento delle tasse a un mondo contadino che fino ad allora aveva vissuto di baratto e di autoproduzione. Mettere una tassa su ogni capanna voleva dire costringere i contadini a produrre un surplus da vendere per pagare le tasse, farli entrare nel gioco del denaro». Tu dici che il denaro è futuro. Ma poi dici che questo futuro è inesistente. Viene voglia di spararsi. «Eppure è così. Ti faccio un esempio. Se tu hai mille euro coltivi l’aspettativa che presentando questa somma a qualcuno, egli ti darà qualcosa in cambio. È una proiezione in avanti. Ora, quanto più il denaro aumenta, tanto più avanti si sposta il futuro. Vuol dire che abbiamo già ipotecato epoche talmente lontane da avere reso il denaro inesistente». Fino a quando ha valore la promessa del denaro? «Fino a quando la collettività ci crede». Questa storia dei governi di immettere miliardi di dollari e di euro nel sistema ha del demenziale. È come se tu fossi in debito con me di 100 euro e io te ne prestassi altrettanti per consentirti di restituirmeli. «Un gioco, appunto. In fondo al quale c’è la bancarotta, l’insolvenza. Ma stavolta non sarà come nel ’29, in America. Il mondo allora non era così integrato, così globalizzato. Ora, se crolla il sistema, si salveranno solo gli indigeni delle Andamane, che vivono di caccia e di pesca». Tu magari esageri. Però lo scenario non è allegro. «Io non credo di esagerare quando dico che gli scenari immaginabili sono devastanti. È la logica interna del sistema che me lo fa pensare. Il sistema si regge sulla crescita esponenziale, dimenticando che una logica simile esiste in matematica, non in natura. Ma siamo vicini al punto di non ritorno. Alla fine, quando si saranno saturati anche mercati economicamente modesti come l’Afghanistan, il sistema imploderà». Ci potevano salvare la Cina, l’India, grandi civiltà culturalmente lontane dal modello occidentale. Ma abbiamo finito per risucchiarle nel sistema. «Ecco perché la globalizzazione, ovvero l’essersi affidati a un unico modello è idiota. Ogni macchina sofisticata ha almeno due motori. Qui il motore è solo uno. Sicché, se il modello è sbagliato, visto che è globale, crolla tutto insieme. Globalmente, diremmo». Commento di Ale Div.: quello che io chiamo "Liberismo Scientifico", è un sistema destinato, prima o poi, a esplodere, laddove il fratello socialista implose. Non serve essere geni dell'Economia, basta solo analizzare le cose nel loro insieme. Oggi le tesi di Massimo Fini, che io condivido in gran parte, vengono considerate premonitrici, realistiche. Fino a un lustro fa, era solo un messaggero di sventura, un po' pazzo, sicuramente fuori da qualsiasi senno e logica, deriso come un pagliaccio. Il Re è nudo, ha preso freddo, ma è ancora stabile sul trono. E' tempo che il Re si preoccupi, perchè la sua diarrea, non può che essere scivolare ai piedi della sua poltrona...
Ale Div. Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Pound&Co., i poeti che volevano abolire le banche Il Giornale «Il tempo non è denaro, ma è quasi tutto il resto!» Così, negli anni Trenta, il poeta Ezra Pound incitava alla resistenza contro la commercializzazione di tutto quello che nella vita non può essere ridotto a un valore economico, e quindi è veramente prezioso. La sua lungimirante critica dell’economia basata sul profitto a scapito della qualità è stata recentemente riconosciuta come valida addirittura dal New York Times, che poco tempo fa apriva un articolo sulla crisi dei mutui con i versi poundiani del Canto 45: «Con usura nessuno ha una solida casa...», efficaci, secondo l’autorevole quotidiano statunitense, a spiegare perfettamente cosa è successo. La voce di Pound, contrariamente a quello che la lunga detenzione in manicomio criminale potrebbe far pensare, non è quella di un pazzo isolato, ma fa parte di un vasto ed eterogeneo coro di artisti e intellettuali che, fino alla seconda Guerra mondiale, criticano la speculazione finanziaria - dantescamente chiamata «usura» - mettendo in guardia la società sui pericoli di un’economia lasciata nelle mani dei banchieri. All’inizio del Ventesimo secolo, Alfred Richard Orage raccoglie attorno a The New Age, la rivista da lui diretta, un cenacolo di scrittori, filosofi e politici anticonformisti che approfondiscono con attenzione i temi economici, dato che «senza economia e senza politica è davvero inutile parlare di cultura». Dalle colonne del settimanale di Orage, due tra le più brillanti penne dell’epoca, Hilaire Belloc e Gilbert Keith Chesterton - l'autore di Padre Brown - lanciano i loro attacchi contro la speculazione di chi, in nome del libero mercato, difende una società composta da pochi sfruttatori e tanti sfruttati. L’alternativa, secondo loro, è uno Stato «distributivo» - non «collettivista» - in grado di regolare, attraverso i rappresentanti delle categorie produttive, le esigenze della popolazione con la distribuzione delle ricchezze. Proprio sulle pagine di The New Age, nasce e si sviluppa il pensiero economico di Ezra Pound, affascinato dalle teorie economiche del Maggiore Douglas, un economista eterodosso che si guadagnò il rispetto e l’attenzione di Keynes criticando il potere delle banche di creare denaro dal nulla. Le sue analisi affascinarono un numero considerevole di intellettuali, dai poeti Thomas Stearns Eliot e W.C.Williams ai più popolari scrittori di fantascienza James Blish e soprattutto Robert Heinlein, che dedica ben due romanzi alla descrizione di un mondo modellato sui principi del Maggiore Douglas, dove il monopolio del credito è pubblico ed è esercitato a favore dei cittadini. In questa società ideale nessuno è più costretto a lavorare, perché la ricchezza, derivata dall’abbondanza naturale e prodotta dalle scoperte scientifiche, viene distribuita a tutti i cittadini. Il disprezzo per l’avidità, in quegli anni è molto diffuso, ed è immortalato anche dai versi del poeta irlandese William Butler Yeats, araldo di una società aristocratica modellata sulla forza delle virtù e non sulla prepotenza del denaro, lasciato a chi preferisce «frugare in un cassetto sudicio/ e aggiungere al soldo il mezzo soldo» piuttosto che gioire della vita come fanno «l’operaio, il gentiluomo e il santo». E se non sono santi i morti americani protagonisti della celebre Antologia di Spoon River , capolavoro di Edgar Lee Masters, essi sono però tutti vittime della depressione che segue la crisi del 1929, causata ancora dalla speculazione del denaro, che dovrebbe tornare a essere mezzo e non fine. Che in fondo avesse ragione il suonatore Jones, uno dei defunti tumulati a Spoon River, quando chiede provocatoriamente al mercante di liquore: «Tu che lo vendi, cosa ci compri di migliore?».
Dragonheart Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Tanta bullshit da romanzo thriller. E' l'economia reale dei Paesi occidentali che fa sempre più schifo. La finanza le viene dietro.
Ale Div. Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 O è l'economia reale che è stata travolta dalla finanza bullshit...? Eì nato prima l'uovo o la gallina...? Io credo che questa crisi nasca dalla separazione di Valutazione Azionaria da Produttività Industriale o, se preferisci, dal suo rapimento da parte di Speculazione Finanziaria, che ha messo in moto un meccanismo perverso di contenimento dei costi, privatizzazione selvaggia della Res pubblica, consumo a credito, investimenti in fondi fantasmatici, speculazione immobiliare a vari livelli (case sfitte=mutui/affitti usurai) etc etc ...
ROOSTERS99 Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 (edited) La finanza, quella moderna coi suoi innumerevoli "squali" è molto, ma molto peggio della economia reale; e purtroppo la condiziona, quasi sempre in negativo. Edited October 8, 2008 by ROOSTERS99
BlackJack Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Tanta bullshit da romanzo thriller.E' l'economia reale dei Paesi occidentali che fa sempre più schifo. La finanza le viene dietro. Errato.... l'onda della crisi finanziaria non ha ancora colpito pienamente l'economia reale, come sottolineava Ponchiaz qualche post prima c'è il rischio che le linee di credito si riducano notevolmente verso la parte sana e produttiva del sistema limitandone notevolmente le possibilità di sviluppo.
Dragonheart Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Io credo che questa crisi nasca dalla separazione di Valutazione Azionaria da Produttività Industriale o, se preferisci, dal suo rapimento da parte di Speculazione Finanziaria, che ha messo in moto un meccanismo perverso di contenimento dei costi, privatizzazione selvaggia della Res pubblica, consumo a credito, investimenti in fondi fantasmatici, speculazione immobiliare a vari livelli (case sfitte=mutui/affitti usurai) etc etc ... Su questo sono parzialmente d'accordo. Ma la finanza "allegra" nasce da un sistema produttivo che "tira" e che, inizialmente, produce davvero una ricchezza misurabile in termini reali. Il problema comincia, come dici tu, quando la finance si stacca dall'economia reale per creare una ricchezza virtuale. Ma si manifesta solo nel momento in cui la seconda non è più in grado di rialimentare la prima con nuovi capitali prodotti dal (genericamente) lavoro. Io non credo, come sostine Fini, che il sistema non possa continuare a crescere in termini reali. Può farlo, lo ha sempre fatto, uscendo dalle crisi con l'innovazione e qualche sacrificio. Credo che debba essere attualissimo, per cominciare, il tema dell'energia. E più in generale il contenimento dei costi. Dobbiamo credere di non essere spacciati. Io non voglio parlare nè il mandarino, nè il russo, nè l'inglese con l'accento di New Delhi.
Dragonheart Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Errato.... l'onda della crisi finanziaria non ha ancora colpito pienamente l'economia reale, come sottolineava Ponchiaz qualche post prima c'è il rischio che le linee di credito si riducano notevolmente verso la parte sana e produttiva del sistema limitandone notevolmente le possibilità di sviluppo. Questa è la chiusura del cerchio. Economia reale in crisi-mutuisubprimenonpagati-crisidellebanche-contrazionedelcredito. IMHO
Virgus Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Questa è la chiusura del cerchio.Economia reale in crisi-mutuisubprimenonpagati-crisidellebanche-contrazionedelcredito. IMHO Contrazione dei consumi - recessione .
corny Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Terrorismo: Condannata all'ergastolo per la strage di Bologna Mambro in libertà condizionale I parenti delle vittime: vergogna I giudici: si è ravveduta. La scelta criticata anche dal Pd bolognese: «Una decisione incomprensibile» ROMA — Fra cinque anni tutto sarà finito: Francesca Mambro avrà pagato il suo conto con la giustizia. La ex terrorista dei Nar, condannata anche per la strage alla stazione di Bologna, ha ottenuto la libertà condizionale: sarà in libertà vigilata fino al 16 settembre 2013, quando la pena sarà estinta. La Mambro, 49 anni, aveva già ottenuto la semilibertà nel '98 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002, quando era nata la figlia Arianna. Tre settimane fa il tribunale di sorveglianza ha accolto l'istanza dell'avvocato Michele Leonardi soprattutto perché, spiega il legale, negli ultimi dieci anni l'ex terrorista «si è ravveduta» e si è dedicata senza risparmiarsi «alla riconciliazione e pacificazione con i familiari delle vittime ». In particolare, a convincere i giudici, sarebbero state le due lettere scritte alla Mambro e a Valerio Fioravanti (che è semilibertà da aprile 2004) da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori: una coppia che si è incontrata e innamorata in seguito alla bomba che aveva ucciso il fratello di lei, Mauro, e uno degli amici più cari di lui, Sergio Secci. «Ecco come i percorsi di sofferenza — chiosa l'avvocato Leonardi —- possono trasformarsi in percorsi di riconciliazione ». L'ordinanza valuta anche in modo positivo la capacità di reinserimento della ex estremista, che collabora all'associazione «Nessuno tocchi Caino», ed esclude che sia ancora pericolosa socialmente. Nel provvedimento viene poi ricostruito l'iter della detenzione della Mambro dall'arresto, nell'82, per la strage del 2 agosto di due anni prima: un attentato che la ex terrorista e il marito hanno sempre negato di aver commesso. Tuttavia fino al 2013 il tran-tran quotidiano non cambierà: la Mambro dovrà continuare a tornare a casa la sera e non potrà oltrepassare i confini del Comune di Roma. Sono le regole della libertà condizionale, che un altro dei suoi avvocati, Tommaso Mancini, definisce «una spada di Damocle ». «Nei prossimi cinque anni — spiega il legale che ha difeso l'ex terrorista nel processo per la bomba alla stazione — non potrà commettere errori, altrimenti perderà il beneficio ». A criticare senza mezze misure la decisione del tribunale di sorveglianza è il presidente dell'associazione dei familiari e delle vittime, Paolo Bolognesi: «È una vergogna», sbotta. «È scandaloso — continua — che la libertà condizionale sia stata concessa a una terrorista che non ne ha i requisiti, che è stata condannata a sette ergastoli e che non ha mai espresso alcun sentimento di distacco dal suo passato ». Per Bolognesi, la Mambro ha avuto «un trattamento di favore», mentre «le vittime non hanno mai ottenuto alcun risarcimento nonostante le condanne definitive». Come in altre occasioni, conclude il presidente dell'associazione, «l'omertà di Stato è stata più forte della legge». Ma anche il Pd di Bologna, attraverso il segretario Andrea De Maria, boccia la scelta dei giudici romani: «La decisione è incomprensibile. Mentre siamo ancora in attesa di conoscere i mandanti della strage, arriva questo provvedimento che colpisce profondamente non solo la memoria delle vittime, ma l'intera città che da quella orribile strage fu così drammaticamente ferita». De Maria è amareggiato: «Ancora una volta — osserva — lo Stato appare più attento alle ragioni di chi ha commesso terribili atti di sangue che a quelle delle vittime ». Fra i familiari, in effetti, Anna e Gian Carlo sono i soli che hanno voluto riconciliarsi con la Mambro e con Fioravanti. «Voi, a suo tempo — hanno scritto —, avete scelto la violenza. E in questo modo avete contribuito a creare e coltivare quel clima di violenza nel quale, poi, noi abbiamo fatto la nostra esperienza di morte e lutto. Per questo vi perdoniamo: per sempre e in modo assoluto, senza contingenza di scambio ». Lavinia Di Gianvito 08 ottobre 2008 Certo che se neanche una persona con sul groppone una strage come quella di Bologna, sta in carcere più di 25-30 anni .......
Ponchiaz Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Secondo me l'economia reale non fa schifo. Il punto è che, ovviamente, il periodo in cui l'economia reale ha tirato di più ha coinciso con le grandi industrializzazioni o con le grandi ricorstuzioni. L'economia reale in un mondo altamente industrializzato non può pensare di crescere strutturalmente a percentuali in doppia cifra, semplicemente non può. Ed è questo, unitamente alla elevata informatizzazione e globalizzazione delle economie (entrambe cose che guardacaso non hanno contribuito per un epsilon al GDP del mondo), che ha fatto venire agli speculattoni l'idea di provare a creare dei soldi da altri soldi invece che dalla circolazione di beni-servizi. Questo sì che si credeva poter pompare denaro all'infinito. Non a caso nei mesi pre-bolla internet circolava l'idea di crescita senza inflazione, praticamente il paradiso. Da lì, le azioni non come investimento ma come fiches al tavolo verde e la perdita di identità del sistema creditizio alla ricerca dei nuovi eldorado fatti di byte e non di clienti soddisfatti. La povera economia reale nel frattempo, si è mantenuta con i suoi classici cicli, reale, prevedibile, noiosa forse. Ma non schifosa.
ROOSTERS99 Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Secondo me l'economia reale non fa schifo.Il punto è che, ovviamente, il periodo in cui l'economia reale ha tirato di più ha coinciso con le grandi industrializzazioni o con le grandi ricorstuzioni. L'economia reale in un mondo altamente industrializzato non può pensare di crescere strutturalmente a percentuali in doppia cifra, semplicemente non può. Ed è questo, unitamente alla elevata informatizzazione e globalizzazione delle economie (entrambe cose che guardacaso non hanno contribuito per un epsilon al GDP del mondo), che ha fatto venire agli speculattoni l'idea di provare a creare dei soldi da altri soldi invece che dalla circolazione di beni-servizi. Questo sì che si credeva poter pompare denaro all'infinito. Non a caso nei mesi pre-bolla internet circolava l'idea di crescita senza inflazione, praticamente il paradiso. Da lì, le azioni non come investimento ma come fiches al tavolo verde e la perdita di identità del sistema creditizio alla ricerca dei nuovi eldorado fatti di byte e non di clienti soddisfatti. La povera economia reale nel frattempo, si è mantenuta con i suoi classici cicli, reale, prevedibile, noiosa forse. Ma non schifosa. Sottoscrivo la tua analisi completamente ! Aggiungo solo che se i media facessero meno catastrofismo, ne trarremmo tutti vantaggio......
tatanka Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Il tempismo con cui Frodi ha poi dragato le tasche l'anno scorso agli italiani ci regala un punto di vista privilegiato sulla ripresa futura: quello dell'ultima ruota del carro. Guarda che la campagna elettorale è finita. Il centrodx ha stravinto, è al governo e può fare e disfare come vuole. Può anche rimettere il maestro unico se vuole. E' passato il tempo in cui la colpa di tutto è di Prodi.
tatanka Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Secondo me l'economia reale non fa schifo.Il punto è che, ovviamente, il periodo in cui l'economia reale ha tirato di più ha coinciso con le grandi industrializzazioni o con le grandi ricorstuzioni. L'economia reale in un mondo altamente industrializzato non può pensare di crescere strutturalmente a percentuali in doppia cifra, semplicemente non può. Ed è questo, unitamente alla elevata informatizzazione e globalizzazione delle economie (entrambe cose che guardacaso non hanno contribuito per un epsilon al GDP del mondo), che ha fatto venire agli speculattoni l'idea di provare a creare dei soldi da altri soldi invece che dalla circolazione di beni-servizi. Questo sì che si credeva poter pompare denaro all'infinito. Non a caso nei mesi pre-bolla internet circolava l'idea di crescita senza inflazione, praticamente il paradiso. Da lì, le azioni non come investimento ma come fiches al tavolo verde e la perdita di identità del sistema creditizio alla ricerca dei nuovi eldorado fatti di byte e non di clienti soddisfatti. La povera economia reale nel frattempo, si è mantenuta con i suoi classici cicli, reale, prevedibile, noiosa forse. Ma non schifosa. Concordo su tutto.
ROOSTERS99 Posted October 8, 2008 Posted October 8, 2008 Tassi: taglio coordinato delle principali banche centrali dal corrispondente Beda Romano FRANCOFORTE - Le principali autorità monetarie del mondo hanno annunciato oggi un ribasso coordinato del costo del denaro. Il tentativo è di rispondere all'emergenza creata dalla crisi creditizia e di ridare fiducia ai mercati finanziari. Il tasso di riferimento della Banca centrale europea passa quindi dal 4,25 al 3,75%. La decisione giunge all'improvviso, fuori da qualsiasi calendario. A partecipare alla mossa coordinata sono oltre alla Bce, anche la Federal Reserve (che ha portato i Fed Funds all'1,5%, e il tasso di sconto all'1,75%), la Riksbank svedese (al 4,25%), la Banca centrale canadese, la Banca d'Inghilterra(al 4,5%) e la Banca centrale svizzera(tassi base tagliati di 50 punti base, banda di oscillazione del Libor al 2-3%). E' intervenuta anche la Banca centrale cinese con un taglio di mezzo punto percentuale. Non è intervenuta la Banca centrale del Giappone che gia' da tempo ha i tassi di interesse al minimo assoluto (0,5%), preferendo intervenire sul mercato iniettando liquidità. In un comunicato, la Bce ha spiegato che la scelta coordinata è "senza precedenti". Giunge dopo che il consiglio direttivo dell'istituto monetario aveva aperto la porta a una riduzione del costo del denaro appena una settimana fa, in occasione di una conferenza stampa del presidente Jean-Claude Trichet. La Bce spiega oggi che la decisione è stata possibile perché nella zona euro i rischi inflazionistici sono diminuiti e le aspettative di inflazione sono stabili. La scelta di coordinare la riduzione del costo del denaro riflette bene la gravità della situazione. Da finanziaria la crisi è ormai diventata bancaria. Nel mondo industrializzato molti istituti di credito sono in crisi di liquidità e alla ricerca di nuovo capitale. Proprio oggi, il Governo inglese ha annunciato un piano che prevede la parziale nazionalizzazione del settore creditizio. In Spagna, l'Esecutivo ha creato un fondo che riacquisterà le obbligazioni di cattiva qualità per aiutare i bilanci delle banche. In Italia, il Governo dovrebbe annunciare in giornata nuove misure per aiutare banche e risparmiatori. Ormai, anche in Europa, non solo negli Stati Uniti, la tempesta finanziaria scoppiata nell'estate 2007 ha scatenato una doppia risposta: monetaria e fiscale. Per uscire dalla crisi creditizia, l'establishment europeo ha deciso di utilizzare le due leve a sua disposizione. È la conferma di quanto grave sia la situazione. Non si possono escludere ulteriori novità da parte delle autorità monetarie europee. Il ribasso dei tassi d'interesse annunciato oggi aiuta la fiducia delle famiglie e risponde alle incertezze economiche, ma non risolve di per sé il problema di sfiducia che da mesi ormai sta attanagliando il mercato monetario. Bene così !
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