Jump to content

Recommended Posts

Posted (edited)
Non è così semplice, caro Ale Div.

Io non conosco quasi nessuno che beva con lo scopo di mettersi alla guida ubriaco.

Mentre conosco una marea di gente che guida da ubriaco, convinto di essere non schumacher, ma un conducente migliore di altri (perchè glielo dice Bacco).

Come quelli che furoreggiano sulla neve con le gomme lisce.

Ti assicuro che la percentuale di quelli beccati al volante "ubriachi" nelle due condizioni estreme (cioè, a seguito di incidente gravissimo o mentre se ne andavano per la loro strada tranquilli tranquilli) è relativamente bassa rispetto al totale.

Perchè poi ci sono quelli beccati dopo un tamponamento, quelli presi dopo esser passati con il rosso, quelli presi andando a 60 l'ora dove il limite è 50, quelli che hanno fatto un sorpasso stupido, quelli che zigzagavano, ecc...

E ce ne fosse mai uno che dicesse: avevo bevuto tanto.

A chi si mette al volante dopo aver bevuto non puoi chiedere di fare una valutazione personale ed individuale, perchè mai e poi mai dirà a se stesso: non sono in grado di guidare.

Sarebbe bello, poi, se davvero ci fosse differenza tra 2,5 e 0,7: ma ti assicuro, essendomi studiato la faccenda per motivi di lavoro, che se io e te a 1,3 facciamo anche il test dell'alce, la mia morosa a 0,7 non sa neppure come si chiama (faccio per dire).

Lo 0,2 piuttosto che lo 0,5 sono una convenzione, legata alla necessità di non prendere provvedimenti troppo seri e severi per i soliti motivi paraelettorali.

Fermo restando che un automobilista educato, ma ubriaco, è prima ubriaco e poi educato.

E che la vera educazione è al non bere prima di mettersi al volante.

Oppure ad assumersi la responsabilità delle relative conseguenze.

Salvo che non c'infilino un etilometro nell'orecchio (o altrove) quando usciamo dal pub, per tenerci up to date sul nostro tasso alcolico.

E queste cose te le scrive uno che la pensa come te rispetto al concetto di responsabilità individuale.

Ma che il sabato sera prega che, tornando a casa ,non gli capiti fra le ruote il figlio di papà, educatissimo dalla Scuola Guida, che però non si sa regolare nè con la BMW nè con il gin tonic; ben sapendo che, se mai dovesse succedere, quello dirà fra sè e sè "ma se non avevo bevuto niente....".

La tolleranza zero è l'unico metodo per educare certa gente.

Tolleranza zero......mi pare che si stia ampiamente esagerando......impediamo alle auto di circolare dalle 23 alle 7 di tutti i weekend e addio stragi........

Aggiungo che la stanchezza, quella vera, il cellulare, le sigarette o comunque l' esaltazione di grupopo tipica dei diciottenni in macchhina con le bimbe e la musica a palla, sono tutti fattori di rischio non certo inferiori ad un tasso alcolico da 0.5.

Ma che facciamo, smettiamo di vivere ?

Più educazione e più controlli.

Est modus in rebus.

Edited by ROOSTERS99
  • Replies 9.4k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • ROOSTERS99

    1909

  • Ponchiaz

    1042

  • Virgus

    1022

  • tatanka

    870

Top Posters In This Topic

Posted
La tolleranza zero è l'unico metodo per educare certa gente.

Quotone x l'Avucat!

Detto questo, non sono uno stinco di santo nemmeno io e non posso dire di essermi sempre messa al volante esclusivamente da sobria, come penso anche voi.

Basta fare una bella gita domenicale nel Monferrato per tornare a casa alticci oppure vedere una partita in Curva a suon di birre.

Detto questo, ognuno dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e cercare di autolimitarsi.

In questo senso, l'inasprimento dei limiti di legge e i susseguenti controlli mi hanno aiutata a responsabilizzarmi (stessa cosa mi è successa con l'uso delle cinture di sicurezza, di cui ora non riesco fare a meno).

Ormai da alcuni anni, quando si esce in compagnia, chi guida non beve, o comunque lo fa nei minimi termini. E' un sacrificio, ma credo ne valga la pena.

Una chicca del mio "recente" passato:

A 20, da ubriaca post discoteca a Padova, riuscii a centrare in pieno un cestino del pattume andando in BICICLETTA, pur avendolo ben visto e avendo pensato razionalmente che dovevo evitarlo...

Posted
Io me la sono scampata bella una sera all'uscita di Castronno....palettato ma il mio faccino da bravo ragasso ha fatto si di porter tornare a casa sano e salvo.

Io son grande e grosso lo reggo bene l'alcool cioè non sento differenze e non ce ne sono...però ovvio che nella macchinetta superi il tasso...per forza.

A me gira il ca**o sta storia perchè bevi due birrette la sera con gli amici e devi rischiare 3 mesi di patente? Ma qui siamo fuori veramente...

Il problema però è che ci son tanti di quei coglioni che bevono per il gusto di ubriacarsi...gente che ti viene a dire "prendo una bottiglia di limoncello che mi fa sballare"...purtroppo l'italia sta venendo su di merda...

cazzate

Posted
Tolleranza zero......mi pare che si stia ampiamente esagerando......impediamo alle auto di circolare dalle 23 alle 7 di tutti i weekend e addio stragi........

Aggiungo che la stanchezza, quella vera, il cellulare, le sigarette o comunque l' esaltazione di grupopo tipica dei diciottenni in macchhina con le bimbe e la musica a palla, sono tutti fattori di rischio non certo inferiori ad un tasso alcolico da 0.5.

Ma che facciamo, smettiamo di vivere ?

Più educazione e più controlli.

Est modus in rebus.

Il divieto di telefonare mentre si guida già c'è.

Viatare di fumera non sarebbe male.

Vietare la musica a palla è un'ottima idea.

Forse forse bisogna solo imparare che fare i pirla in auto non vuol dire vivere.

Interessantissima però una cosa che mi ha detto un collega su una sua amica che in Inghilterra gira i locali di notte andandoci in bus e tornando a casa in taxi perchè i locali sono raggiungibili con i mezzi e dividere un taxi in 4 non costa un occhio della testa.

Posted

Qualsiasi legge è inutile in un paese dove non c'è la certezza della pena.

Ed Italia, la certezza della pena, non c'è.

Posted (edited)
Il divieto di telefonare mentre si guida già c'è.

Viatare di fumera non sarebbe male.

Vietare la musica a palla è un'ottima idea.

Forse forse bisogna solo imparare che fare i pirla in auto non vuol dire vivere.

Forse bisognerebbe imparare che l'auto è SOLO un mezzo di spostamento.

Interessantissima però una cosa che mi ha detto un collega su una sua amica che in Inghilterra gira i locali di notte andandoci in bus e tornando a casa in taxi perchè i locali sono raggiungibili con i mezzi e dividere un taxi in 4 non costa un occhio della testa.

Vedi è proprio questo il problema.

A me piace sbevazzare delle birrette o del buon vino nel fine settimana.

Mi rilassa, mi mette di buon umore, fa compagnia con gli amici.

Ammetto di non essere innocente, di essere tornato a casa, in passato, in condizioni poco meno che pietose, andando a 20 all'ora ...

Ma se sapevo di guidare, mi fermavo sempre un bel pezzo prima del limite dell'incoscienza etilica.

E quel paio di volte che è successo, ho dormito in macchina pacificamente.

Anche quando ero un ragazzetto tutto ormoni.

Non contesto che ci debbano essere limiti alcolici per chi guida.

Però mi gira il cazzo pesantemente che non mi possa muovere nel week end perchè c'è lo 0,5-0,2% !!!

Ci metterei la firma per andare in giro con i mezzi pubblici anche nel week end !!!

A Parigi un anno fa ho preso un taxi per tornare in albergo, ho attraversato mezza città, di notte (circa le 2) e ho speso 10 EURO!!! DIECI!!!!!!!!!

Un Legnano - Cardano mi costerebbe 5/6 volte tanto, porca di quella troia! (costa già 70/80 euro Malpensa - Milano di giorno...).

Quindi me ne sto a casina... o al massimo mi faccio un'ape intorno all'ora di cena.

Così evito anche i coglioncelli di vent'anni che si scolano il limoncello per sballarsi ... :flowers:

Edited by Ale Div.
Posted
Forse bisognerebbe imparare che l'auto è SOLO un mezzo di spostamento.

Vedi è proprio questo il problema.

A me piace sbevazzare delle birrette o del buon vino nel fine settimana.

Mi rilassa, mi mette di buon umore, fa compagnia con gli amici.

Ammetto di non essere innocente, di essere tornato a casa, in passato, in condizioni poco meno che pietose, andando a 20 all'ora ...

Ma se sapevo di guidare, mi fermavo sempre un bel pezzo prima del limite dell'incoscienza etilica.

E quel paio di volte che è successo, ho dormito in macchina pacificamente.

Anche quando ero un ragazzetto tutto ormoni.

Non contesto che ci debbano essere limiti alcolici per chi guida.

Però mi gira il cazzo pesantemente che non mi possa muovere nel week end perchè c'è lo 0,5-0,2% !!!

Ci metterei la firma per andare in giro con i mezzi pubblici anche nel week end !!!

A Parigi un anno fa ho preso un taxi per tornare in albergo, ho attraversato mezza città, di notte (circa le 2) e ho speso 10 EURO!!! DIECI!!!!!!!!!

Un Legnano - Cardano mi costerebbe 5/6 volte tanto, porca di quella troia! (costa già 70/80 euro Malpensa - Milano di giorno...).

Quindi me ne sto a casina... o al massimo mi faccio un'ape intorno all'ora di cena.

Così evito anche i coglioncelli di vent'anni che si scolano il limoncello per sballarsi ... :lol:

:flowers::lol:;):lol: :lol:

Posted
Ieri sera il primo match.

Ponchiaz-Etilometro= 1-0.

Fermato in via Sacco a Varese.

Statisticamente il prossimo contrllo sarà fra SETTANTAQUATTRO anni.......

Posted
Ieri sera il primo match.

Ponchiaz-Etilometro= 1-0.

Fermato in via Sacco a Varese.

Cosa avevi bevuto? Quanto tempo prima del test? Quanto hanno misurato?

Ovviamente non per farmi i caxxi tuoi, giusto per capire il rapporto quantità - tasso.

Posted

LE INCHIESTE

E la Palombelli ora denuncia:

io per errore nel tritacarne mediatico

La moglie di Rutelli invita gli amministratori a reagire

MILANO — Non ci sta Barbara Palombelli a scivolare nel vortice mediatico delle intercettazioni telefoniche. E tanto meno a vedere la politica al tappeto, «quotidianamente infangata»: deve tornare a essere «una parola amata». Manca un confronto sulla questione amministrativa? Serve «un gesto clamoroso». Propone uno sciopero degli amministratori pubblici. La giornalista, moglie di Francesco Rutelli, ha inviato una lettera al Riformista per chiarire come il suo «nome onorato» sia finito per errore nella brutta storia che ha coinvolto l’imprenditore Alfredo Romeo e alcuni assessori della giunta Iervolino, perché lei non c’entra proprio niente con il festival del teatro di Napoli. Ma l’amarezza verso quei «magistrati che non verificano e giornalisti che non controllano», visto che «in realtà ad occuparsi di quel festival —scrive la giornalista—è la signora Roberta Carlotto, moglie di Alfredo Reichlin», non impedisce alla Palombelli di «suggerire alcuni elementi al grande dibattito in corso nella mia area politica».

La moglie di Rutelli punta il dito contro «certi personaggi che in queste ore stanno fomentando un qualunquismo scellerato», che costringe «una persona perbene come il sindaco di Firenze Leonardo Domenici» a ribellarsi «giustamente a questo giochino». La svolta sta tutta lì, nella ribellione: «Rispondere. Reagire. Difendere, attaccare, risolvere». Pungola i vertici del Pd la Palombelli, «a partire da Walter Veltroni che dovrebbe evitare che migliaia di amministratori perbene, eletti dal popolo, vengano dati in pasto a una popolazione accecata da alcuni media e resa rabbiosa da una crisi economico-bancaria che non può certo essere addebitata alla politica». Insomma, il Pd deve affrontare i problemi e la Palombelli suggerisce a Veltroni di chiedere agli amministratori locali di fare «un gesto clamoroso, spegnere per una settimana i cellulari, rifiutarsi di firmare tutte le delibere, incrociare le braccia» e di convocare, attraverso il capo dello Stato, una sessione straordinaria del Csm «per un confronto costruttivo sulle nuove regole». Perché «politica e magistratura debbono e possono dialogare attraverso canali puliti, ufficiali, possibilmente sereni».

Francesca Basso

22 dicembre 2008

Posted

Non entro nel merito, nel giudizio della storia, sarebbe poco elegante.

Uccidere un uomo morto non rientra nelle preferenze.

Faccio solo notare come le intercettazioni, tanto difese a sinistra, quando a proporre un limite era la destra, siano oggi un mezzo per tritare la carne mediaticamente. Forse perchè coinvolge qualcuno che si sentiva moralmente superiore?

Credo che un limite, per lo meno nelle pubblicazioni mediatiche, sia necessario.

La Magistratura inquirente usi i mezzi che storicamente le ha permesso di indagare, non il chiacchiericcio querulo e pettegolo.

In ogni caso, se la Sinistra non adotta un comportamento intransigente e coerente, resterà all'opposizione per i prossimi 50 anni.

In Italia, soffrono gli stessi mali dei cugini francesi.

Intanto la Destra gode...

Posted

Grande idea quelli della OPEC, spervano che bloccare le petroliere avrebbe fatto salire la benzina = effetto contrario, continua a calare

Gli sta bene, ne hanno già troppi di soldi quei bast..

Posted

Financial va bene ma Stability

Scontri interni al gotha e ancora una volta si affrontano Draghi e Tremonti

E meno male che c'era il Financial Stability Forum....Figuriamoci se non c'era». L'ironia sulla truffa da 50 miliardi di dollari di Madoff è del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che arriva al vertice straordinario dell'Ecofin a Parigi convocato dalla presidenza francese dell'Ue per fare il punto sulla situazione economica e finanziaria con oltre un'ora di ritardo. Ma prima di unirsi ai colleghi non rinuncia ad un affondo senza precedenti nei confronti dell'organismo di vigilanza sui mercati guidato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Che, intercettato prima e dopo la cena dei ministri, si limita a replicare: «Il governatore non commenta queste cose» e «non partecipo a scambio battute».

Proprio Draghi ha tenuto davanti ai presenti al vertice (tra cui il presidente della Bce Trichet e il direttore generale dell'Fmi Strauss Khan) una relazione per fare il punto sulla crisi finanziaria, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, come il crac Madoff. Relazione che - spiega lo stesso Draghi - «è stata ascoltata e apprezzata». Ma Tremonti - colpa degli impegni a Palazzo Chigi e del traffico parigino, come lui stesso ha detto - quella relazione l'ha saltata. E, appena arrivato a Bercy, il ministero di Christine Lagarde, si ferma coi giornalisti e attacca: «È demenziale stare ad ascoltare e prendere lezioni da chi non ha capito nulla, o ha capito molto, e ha sbagliato tutto». E a chi gli chiede del crac Madoff e delle sue possibili ripercussioni in Europa, Tremonti ironizza: «I ragazzi del Financial Stability Forum hanno lavorato proprio bene...». Poi cita una frase pronunciata di recente dalla Regina Elisabetta alla London School of Economics, a proposito delle turbolenze finanziarie che stanno colpendo duramente anche l'economia reale: «Ma possibile che nessuno ci ha avvertito prima?». Non è la prima volta che Tremonti critica duramente la terapia del Financial Stability Forum per affrontare la crisi finanziaria. In aprile, sempre a Parigi, quando ancora era ministro in pectore, a margine di un convegno dell'Aspen sparò sulla «ricetta Draghi», riferendosi proprio al rapporto dell'Fsf presentato nei giorni precedenti. «Non si può curare un malato grave con l'aspirina», disse in quell'occasione.

Oggi usa una metafora simile: «Non si può curare chi beve whisky con il cognac». La crisi finanziaria per Tremonti dimostra «il fallimeno dei regolatori». «Siamo di fronte ad una crisi reale dell'economia, non solo finanziaria - spiega - e quando sento che servono nuovi interventi, che bisogna aggiungere debito a debito, dico di no». E proprio Draghi due giorni fa ha parlato di «fase critica» e della necessità di nuove misure. «Quello che serve invece - ha insistito il ministro dell'Economia - è fare più risparmio, più domanda e investimenti pubblici, più moralità, più legalità. Questo sarà uno dei temi forti del prossimo G8 a presidenza italiana». In difesa di Draghi scende però in campo Trichet: «Il Financial Stability Forum ha agito molto bene», ha detto nel corso della conferenza stampa seguita al vertice parigino. «Fin dall'inizio - ha aggiunto il numero uno della Bce - ha svolto un lavoro notevole». E il G20, incaricato di riformare il sistema finanziario internazionale, «segue proprio gli orientamenti del Financial Stability Forum».

Tremonti critica Draghi.

Trichet difende Draghi.

Non c'è neanche bisogno di argomentare, di discutere su dove sia la ragione.

Io so con chi sto...

Posted (edited)
BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM!

Come disse la Palombelli......no, altrimenti pare che siano parole di Roosters99............ :P

Ah....vai Giuliettooooooo !!

Edited by ROOSTERS99
Posted
Le aziende concorrenti dietro il mancato aiuto ai passeggeri in difficoltà

I vertici Alitalia: traditi dai concorrenti

L'accusa: quel no è in polemica con gli aiuti del governo alla compagnia di bandiera

ROMA — «Ci hanno volutamente chiuso la porta in faccia, lasciandoci nei guai. Già ci fanno la guerra»: dai vertici di Alitalia parte uno sfogo amaro. Ce l'hanno con le compagnie aeree rivali.

Quando ieri mattina è emerso che l'agitazione del personale di Alitalia Airport avrebbe comportato disagi per i passeggeri, per di più in un periodo di intenso traffico, la compagnia della Magliana — secondo le indiscrezioni — ha chiesto alla direzione aeroportuale e all'Enac, l'ente per l'aviazione civile, di costringere gli altri operatori del settore dei bagagli a intervenire in aiuto. La direzione aeroportuale ha però verificato la mancanza di strumenti legali per costringere gli altri operatori a intervenire. E allora — raccontano fonti vicine alla trattativa — ha chiesto informalmente ai tre operatori (Flight Care, Aviapartner e Eas) di «collaborare volontariamente».

La risposta però è stata negativa. «Siamo già sotto stress e con il personale impegnato alle massime potenzialità », hanno replicato — sempre informalmente — le tre società. Ma dietro il rifiuto in realtà — sostengono dentro Alitalia — ci sarebbe stata la volontà di danneggiare la compagnia italiana. O meglio di non scontentare le altre compagnie: quasi tutti i concorrenti hanno più o meno L'accusa protestato per gli aiuti concessi dal governo ad Alitalia negli ultimi anni e adesso per le condizioni agevolate concesse alla Cai di Rocco Sabelli e Roberto Colaninno per rilevare l'azienda. Ora i rivali vogliono sfruttare la possibilità di far perdere ulteriori quote di mercato ad Alitalia prima che subentri la nuova gestione. Le tre società di handling del resto lavorano per la concorrenza di Alitalia e non hanno potuto mettersi contro i propri «datori di lavoro».

«Eppure sarebbe bastata davvero una collaborazione minima per evitare disagi a migliaia di persone e per dare un'immagine diversa dell'aeroporto », dicono dai vertici di Alitalia. Ora comunque, se l'agitazione dovesse continuare, dopo l'intervento della commissione di garanzia sul diritto allo sciopero ci sono due possibilità per scongiurare nuovi disagi: o la precettazione; o comunque l'obbligo di intervento per gli altri operatori, per «motivata decisione di ordine pubblico». «Ma speriamo di non dover arrivare a tanto», tagliano corto dalla prefettura di Roma. Dietro il no a collaborare di tre ditte impegnate nella gestione bagagli ci sarebbe la polemica per gli aiuti concessi dal governo

non ho parole.

Posted
LECCO

Scopre un nuovo Hiv: fra tre mesi

la ricercatrice resterà senza posto

La Foglieni, 32 anni: la mia paga? Mille euro al mese

Barbara Foglieni

Barbara Foglieni

MILANO — Nell'anno del premio Nobel al francese Luc Montagnier, scopritore del virus dell'Aids, una biologa molecolare italiana ne ha individuato una pericolosa variante: l'Hiv-1. Pericolosa perché non registrabile da alcuni dei test più frequentemente usati per sapere se l'infezione è in corso oppure no. Per esempio per valutare se il sangue donato è «pulito». Negli Stati Uniti la scoperta ha avuto il giusto risalto al meeting annuale dell'American association of Blood Banks (l'associazione americana delle banche del sangue), svoltosi nei giorni scorsi. L'Aids per il mondo è un nervo ancora scoperto e la «variante Lecco», così è stato chiamato l'Hiv-1 (frutto della ricombinazione di due ceppi diversi del virus), riaccende l'attenzione anche per quanto riguarda la sicurezza delle trasfusioni.

Quello che non è chiaro negli Stati Uniti, ma anche in Gran Bretagna dove la biologa di Lecco ha passato una settimana (a Cambridge con soldi dell'Unione europea) per sequenziare la «sua» variante, è che l'artefice della scoperta guadagna poco più di mille euro al mese (1.200 con gli straordinari) e che a fine marzo sarà disoccupata. È il «paradosso italiano» a colpire ancora. Barbara Foglieni, 32 anni, artefice della scoperta della nuova variante del virus dell'Aids, è una precaria. Tra tre mesi sarà disoccupata: il suo contratto a termine all'ospedale «Manzoni » di Lecco scade a fine marzo. «Spero me lo rinnovino», dice. Lei lavora nel laboratorio di Biologia molecolare del Dipartimento di medicina trasfusionale e di ematologia (Dmte) del «Manzoni», diretto da Daniele Prati. Ancora tre mesi di lavoro garantito. E poi? Potrebbe diventare un «cervello in fuga ».

È già corteggiata dai centri di ricerca di mezzo mondo. Dieci ore al giorno in laboratorio con una paga da badante, una passione per la ricerca scientifica e una vita di studi. L'amore per la scienza sbocciato sui banchi del liceo. «Dopo la lettura di un libro del nobel per la chimica Kary Mullis, la cui scoperta ha rivoluzionato la genetica», racconta. L'esperienza negli Usa (Clinica pediatrica di Philadelphia) e al San Raffaele di Milano. Quindi, nel 2007, Barbara torna a Lecco. Perché? «Per due motivi — risponde —: qui vive la mia famiglia e il primario Prati mi ha convinto a seguirlo da Milano a Lecco». Ma anche perché convinta che in un'ospedale di provincia «si possa fare dell'ottima ricerca, basta tantissima buona volontà». Tanta buona volontà. E Barbara Foglieni ne ha tanta. Basti pensare che per lavorare in una struttura pubblica, si è addirittura dovuta laureare due volte. Burocrazia italiana. Altro paradosso.

Una storia nella storia: «La prima laurea nel 2000 in Biotecnologie alla Statale di Milano non mi permetteva di iscrivermi all'ordine professionale dei Biologi. Mi hanno obbligato a conseguirne una seconda (a Napoli, dopo tre esami e una nuova tesi, nel settembre scorso), di quelle che adesso si chiamano "specialistiche", sempre in biotecnologie. Stessi studi e stesse materie, ma ora posso lavorare nel pubblico». Vinta anche la burocrazia, due mesi fa Barbara, con l'équipe guidata da Prati, ha scoperto la «variante Lecco» del virus dell'Aids. In Inghilterra o negli Stati Uniti avrebbe già un finanziamento personale per portare avanti gli studi. In Italia no. Per la brillante Foglieni c'è lo spettro della disoccupazione.

Posted
Cosa avevi bevuto? Quanto tempo prima del test? Quanto hanno misurato?

Ovviamente non per farmi i caxxi tuoi, giusto per capire il rapporto quantità - tasso.

Circa tre bicchieri di vino rosso a cena, approssimativamente due ore prima del test.

Non mi hanno detto a quanto ero, il poliziotto mi ha detto "Vada pure" ed io sono partito sgommando e gridando "Andiamo a festeggiare, offro iooooooo"

Posted (edited)

L’Arcigay accusa Povia: brano contro gli omosex boicotteremo Sanremo

di Paolo Giordano

Milano Missione riuscita: Povia ha impiegato meno di ventiquattr’ore per capitalizzare la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Riassumiamo: lunedì sera la Rai ha annunciato la presenza in gara del cantante con il brano Luca era gay, perfetto già dal titolo per scatenare polemiche. E infatti. Ieri mattina, l’Arcigay era pronta a bloccare il Festival se la Rai non prenderà le distanze dal brano «omofobo». Nel tardo pomeriggio, Franco Grillini di Gaynet diceva: «Se si conosce il testo, Povia è da escludere». E su Facebook centinaia di persone avevano già aderito al gruppo «Non lasciamo che Povia canti di ex gay al Sanremo» (però molti pensano a una trovata pubblicitaria). Per non parlare dell’Udc, che ha subito preso posizione con toni ben poco natalizi. Il tutto, va detto, solo sulla base del titolo della canzone e di qualche vaga supposizione. Il testo infatti, come conferma anche l’ufficio stampa dell’artista, sarà diffuso da Tv Sorrisi e Canzoni pochi giorni prima del Festival e, a meno di furti o improbabili anticipazioni, è tuttora segreto a tutti, Arcigay compresa, fatto salvo un verso: «Io ero gay, ma ora sto con lei». Secondo quanto si sa, la storia di questo Luca (musicata in modo molto dolce) sarebbe quella di un gay che poi si è sposato con una donna.

Tanto basta.

In una nota dell’Arcigay si legge che «il titolo del brano sembra già non lasciare dubbi sul tema trattato e sulle posizioni dell’autore. Effettivamente ricordiamo molto bene come Povia non sia del tutto nuovo a nette prese di posizioni pubbliche su questioni del mondo LGBT. Ormai celebre è rimasta una sua intervista a Panorama in cui dichiarava: “Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay: è durata sette mesi, poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati”».

Per di più l’Arcigay segnala una «curiosa coincidenza» (poi smentita dalla portavoce di Povia). E cioè che «il Luca della canzone sia proprio quel Luca di Tolve che dichiara di esser un ex gay, guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano, le cui tesi sono state ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale». Insomma, «se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare in scena uno spottone clerical reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d’ora che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa e organizzata. Siamo i primi a combattere per il diritto alla libera espressione, ma altra cosa è avallare posizioni omofobe». Infine: «Attendiamo subito delle spiegazioni dalla Rai e Bonolis». Mamma mia, che toni. E infatti Luca Volontè li ha subito definiti «squadristi»: «L’Arcigay si comporta peggio delle falangi islamiche con le magliette».

Intanto chi (presumibilmente) ci gode è proprio Giuseppe Povia, 36 anni, lanciato guardacaso da Bonolis nel 2005 con il brano I bambini fanno ooh... e poi vincitore l’anno successivo con Vorrei avere il becco. Polemico e imprevedibile, a gennaio Povia (in coppia con Francesco Baccini) era stato scartato da Sanremo e si era lanciato in una rumorosa e volatile protesta contro la «Tornacontocrazia» del Festival. Ma, se le cose cambiano in fretta, le proteste si dimenticano alla velocità della luce. E a gennaio all’Ariston Baccini non ci sarà, ma Povia sì e il suo tornaconto inizia già ad arrivare.

Ma perchè la Libertà di Espressione deve sempre essere degli altri??

Uno può dire che il Papa è uno stronzo, Berlusconi è Hitler MA non che un gay può cambiare idea e ritornare etero??

Pagliacci ........

Edited by Ale Div.
Posted

E Tettamanzi vara un fondo anti-crisi

L'arcivescovo di Milano stanza un milione di euro per chi rischia il lavoro: «È una goccia nel mare delle necessità»

Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano (Ap)

MILANO - Un fondo dalla dotazione iniziale di un milione di euro per le famiglie in difficoltà. Lo ha annunciato l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, durante l'Omelia pronunciata nella messa di Natale al Duomo di Milano. «In questa Notte Santa, come Arcivescovo di Milano mi appello alla responsabilità dei singoli e delle comunità cristiane della diocesi e propongo di costituire il "Fondo famiglia-lavoro" - ha detto Tettamanzi - per venire incontro a chi sta perdendo l’occupazione. Come avvio di questo fondo, attingendo dall’otto per mille destinato per opere di carità, dalle offerte pervenute in questi giorni "per la carità dell’Arcivescovo", da scelte di sobrietà della diocesi e mie personali metto a disposizione la cifra iniziale di un milione di euro».

IL FONDO - L'arcivescovo di Milano, che ha incentrato la sua Omelia sul significato solidaristico del Natale cristiano, ha auspicato una nuova «primavera sociale» e «gesti concreti di solidarietà»: «Chiedo a tutte le comunità cristiane della diocesi di riflettere sulle conseguenze della crisi economica, di prestare particolare attenzione alle famiglie in difficoltà a causa del lavoro, di aderire con generosità a questo fondo». Riguardo al Fondo di solidarietà avviato, afferma che «sarà compito insieme dei sacerdoti e dei laici - attraverso i consigli pastorali, per gli affari economici e gli altri organismi competenti - operare un serio discernimento e decidere come parteciparvi». «Anticipo già da ora - ha proseguito Tettamanzi - che la distribuzione dei fondi non avverrà immediatamente ma nei prossimi mesi e non sarà a pioggia ma a destinazione mirata». Si tratta, ha spiegato, di risorse che non devono costituire «una forma di assistenzialismo, affinché chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità». Tettamanzi è consapevole che l’iniziativa «è poco più di una goccia rispetto al mare delle necessità». Vuol essere però un segno con cui la Chiesa ambrosiana manifesta il suo impegno di sobrietà e di solidarietà e, soprattutto, «vive e testimonia la sua fede nel Signore che si è fatto uomo tra gli uomini, servo tra i poveri e per i poveri. Un dono che vogliamo portare alla grotta di Betlemme, contemplando nel Bambino Gesù tutti i poveri e sofferenti del mondo».

www.corriere.it

Posted

"Urgente dare ricovero a rom"

Roma, dichiarazione del prefetto

Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, interviene dopo i roghi di due baracche, oggi, in cui una donna e il suo bimbo sono morti e un'altra madre e due figli sono rimasti ustionati. "E' urgente trovare una soluzione per dare un ricovero dignitoso alle persone che vivono nei campi abusivi", afferma. Poi annuncia l'intenzione di realizzare quanto prima un progetto e "ottenere degli spazi dove attrezzare campi per i rom".

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...