corny Posted December 4, 2008 Posted December 4, 2008 Il continuare a dare addosso ai 2 anni prodiani come causa di tutti i mali è da miopia assoluta. Vale la pena ricordare che la recente manovra anticrisi è lì a dimostrare che i soldi ormai sono finiti, altro che diminuire le tasse. Si deve tagliare, governo e opposizione devono capire che certi costi non sono più sopportabili. Del governo Prodi le critiche più sensate dovrebbe porre il dito sull'aver abolito la riforma delle pensioni di Maroni e sull' aver tagliato troppo poco. Purtroppo in questo senso non è che l'attuale esecutivo stia dando buoni segnali.
Ponchiaz Posted December 4, 2008 Posted December 4, 2008 Una cosa che non riesco a capire è il perchè sull'abolizione delle provincie c'è una maggioranza bipartisan schiacciante ma se ne parla solo.Qui potremmo liberare risorse non trascurabili. Stiamo parlando di 10 miliardi di Euro anche considerando di continuare a pagarne i dipendenti..... C'è, a quanto pare, un veto posto da Alberto. Io invece continuo, pur avendo votato come credo noto, a credere che province come quella di Biella che hanno una media di abitanti per comune di poco superiore ai 2000 andrebbero commissariate e poi chiuse, ovviamente dopo aver accorpato i comuni. I campanili sono belli, sono i palazzi del comune che sono di troppo.
corny Posted December 4, 2008 Posted December 4, 2008 Sacconi: «L'Italia rischia di andare a finire come l'Argentina». Ma poi corregge il tiro Il ministro del Welfare a «Economix»: «Nessun dissidio con Tremonti. Sono preoccupato per il rischio di "default"» Maurizio Sacconi (Lapresse) ROMA - Rischiamo di finire come l'Argentina. È una fosca previsione quella fatta dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi durante la registrazione della puntata di Economix: «Come Tremonti sono anche io vincolato dal debito pubblico e sono anche io preoccupato per il rischio di "default" del Paese. E c'è qualcosa di peggiore della recessione, che è la bancarotta dello Stato, un'ipotesi improbabile ma comunque possibile». Sacconi ha sottolineato come «non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un'asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l'Argentina». «NESSUN RISCHIO BANCAROTTA» - In serata il ministro ha corretto il tiro: «Sono costretto a intervenire dalla disinvoltura con cui alcuni hanno interpretato una considerazione più volte ripetuta circa la necessità di tenere alto il livello di guardia sul debito pubblico, attribuendomi addirittura un presunto rischio bancarotta. Non ho mai detto né lasciato intendere che vi può essere un rischio di tale natura». Sacconi sottolinea di aver affermato «che il debito pubblico costituisce per la sua dimensione un vincolo ineludibile per le politiche di spesa. La robusta politica di controllo della finanza pubblica, che abbiamo realizzato con la manovra di giugno, ci mette quindi al riparo da ogni pericolo ed è all'interno di essa che abbiamo definito il pacchetto di misure per sostenere la crescita e proteggere il disagio sociale». TREMONTI PREOCCUPATO - Tremonti nel primo pomeriggio aveva invece ricordato che il debito italiano è il «terzo del mondo» e spiegato che i pericoli più che dalla finanza pubblica vengono dal mercato. Il responsabile della politica economica del governo no aveva usato toni allarmistici e anzi aveva ricordato che la crisi ha mostrato come pericoloso sia anche il debito privato, che vede esposti altri Paesi e non l'Italia. PATTO NON SI TOCCA - Il patto di stabilità europeo è «un muro invalicabile». Lo avrebbe detto, secondo quanto riportano alcuni partecipanti, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, replicando alle domande dei senatori del Pdl durante un incontro su Finanziaria e decreto anti-crisi nella serata di mercoledì. Di fronte alle sollecitazioni dei senatori su questo punto e sui possibili ricaschi sul patto interno, Tremonti ha ribadito che il rapporto deficit-Pil al 3% non può essere sforato. E riguardo a una sua possibile flessibilità ha evidenziato che questo «è tutto da discutere a livello europeo» così come «anche una sua ricaduta» sul Patto di Stabilità Interno. COMPETITIVITA’ TITOLI DI STATO - «Un'ulteriore criticità - aveva detto Tremonti nel pomeriggio - è che, ferma la magnitudine del nostro debito, in futuro lo scenario sarà più competitivo con le crescenti emissioni di altri Paesi». In pratica, sostiene il ministro dell'economia, l’Italia deve riuscire a rispettare i limiti imposti dal Patto di stabilità per evitare difficoltà nella collocazione dei titoli di Stato italiani e nello spread (ovvero nel differenziale dei tassi d’interesse riconosciuti agli acquirenti) con gli altri Paesi. LA REPLICA DELL'OPPOSIZIONE - I parlamentari del Pd, in particolare, hanno messo in evidenza le parole di Sacconi. «Tremonti chiarisca», ha chiesto il Senatore Tiziano Treu. «I pessimisti sono al Governo, che non riesce a mettere in campo provvedimenti coraggiosi», gli ha fatto eco il compagno di partito Giorgio Tonini. «Sacconi - ha aggiunto il portavoce del Pd, Andrea Orlando - di fatto smentisce le affermazioni di Tremonti secondo il quale la finanza pubblica era stata messa al sicuro con la manovra finanziaria di luglio. Per fortuna che per il governo i pessimisti eravamo noi». 04 dicembre 2008
Ponchiaz Posted December 4, 2008 Posted December 4, 2008 Sacconi da mettere al muro, quantomeno per la forma.
corny Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 Cento e otto anni dopo la prima proposta di abolire le province, presentata dal deputato Gesualdo Libertini che le marchiava come enti «per lo meno inutili», destra e sinistra dicono che occorre ancora pensarci su. Auguri. Dice uno studio dell'Istituto Bruno Leoni che costano oggi il 65% in più di otto anni fa? Amen. Sono in troppi, a volerle tenere... La Lega, poi... «Silvio, batti un colpo», ha titolato un giornale non ostile alla destra come «Libero», che in questi giorni ha rilanciato la battaglia per sopprimere quegli enti territoriali che il sindaco di Milano Emilio Caldara bollava già nel 1920 come «buoni solo per i manicomi e per le strade». Macché: non lo batte affatto. Nonostante solo pochi mesi fa, fiutando l'aria che tirava nel Paese sulla «casta», nella scia delle denunce del «Corriere», si fosse speso in promesse definitive. C'erano le elezioni alle porte, il Cavaliere voleva stravincere e quando la signora Ines di Forte dei Marmi, durante la chat-line organizzata dal nostro giornale, gli chiese cosa avesse in mente per «abbassare finalmente i costi folli della politica italiana», rispose: «La prima cosa da fare è dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei consiglieri comunali». E le Province? «Non parlo delle Province, perché bisogna eliminarle». Otto settimane dopo, già sventolava trionfante il primo successo, riassunto dai tg amici con titoli che dicevano: «Abolite nove Province». Sì, ciao. La notizia era un'altra: nove Province dovevano cambiare nome. D'ora in avanti si sarebbero chiamate «aree metropolitane ». Fine. Un ritocco non solo semantico, si capisce. Ma un ritocco. Presto smascherato da un anziano gentiluomo di destra come Mario Cervi che sullo stesso «Giornale» berlusconiano, dopo aver letto la bozza della riforma federalista di Roberto Calderoli, scrisse: «Alcune norme del disegno di legge hanno l'obiettivo di "riconoscere un'adeguata autonomia impositiva alle Province". Ma allora, dopo tanti annunci di abolizione, le Province ce le teniamo, e anzi ne avremo di nuove perché l'alacre fantasia dei notabili locali è sempre all'opera nel varare enti inutili? A occhio e croce si direbbe che questa sia una vittoria non del nuovo ma della vecchissima politica distributrice di poltrone». Parole d'oro. Che Francesco Storace, con brutalità gajarda, traduce così: «Bravi! Ci avevano promesso di abolire le Province e il bollo auto ed è finita che fanno gestire il bollo auto alle Province». Insomma, chiede oggi il deputato del Pd Enrico Farinone, «la maggioranza è favorevole o contraria all'abolizione delle Province? I cittadini meritano un chiarimento». Giusto. Non solo dalla destra, magari. Quindici anni fa, nella «Bicamerale» presieduta da Ciriaco De Mita, furono i pidiessini Franco Bassanini e Cesare Salvi a spingere Augusto Barbera a ritirare la proposta di sopprimere le Province in linea con quanto aveva deciso, alla Costituente, la Commissione dei 75: «L'argomento è di grande interesse, ma merita una riflessione ulteriore». Riflessione ancora in corso. Al punto che quando Massimo Calearo ha rivelato che stava lavorando con altri parlamentari di sinistra e di destra all'abolizione dell'ente, qualche settimana fa, è stato bacchettato per primo dai suoi stessi amici di partito. Dal segretario regionale Paolo Giaretta («nel nostro Veneto, una delle Regioni più centraliste d'Italia, le nostre Province non sono enti superflui, anzi») al presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon: «L'unico inutile, qui, è lui, non le Province». Di più: il democratico Giorgio Merlo si è avventurato a dire che quella per l'abolizione delle Province è «una campagna qualunquista e demagogica». Quanto a Walter Veltroni, naviga a vista: «Sì, penso ci si possa arrivare. Ma non sono un demagogo. E' facile dirlo in campagna elettorale, poi in genere chi lo dice è il primo a presentare proposte per istituirne di nuove... ». Lui sarebbe per «ridurre la sovrapposizione dei livelli di governo, a partire dall'abolizione delle Province, laddove vengano costituite le Città metropolitane». A farla corta: boh... E' a destra, però, che i mal di pancia sono più forti. Un po' perché il rilancio di Feltri e la sua raccolta di firme vengono vissuti da alcuni come sassate scagliate da mano amica («tu quoque, Vittorio: proprio adesso...») che rischiano di mandare in pezzi il quadretto di una destra felicemente compatta. Un po' perché le prime crepe si vedono già. E si allargano ogni giorno di più. Gianfranco Fini è stato netto: «Nel programma del Pdl c'era l'abolizione delle Province ed è vero che a tutt'oggi non è stato fatto nulla. Personalmente non ho cambiato opinione». E così Ignazio La Russa: «Facciamolo. Con un percorso graduale. Che duri tre o quattro anni. E consenta alle Province di cedere le proprie competenze a Regioni e Comuni. In An questa opinione è largamente condivisa. Una riforma seria le deve abolire tutte». Gianni Alemanno fa sponda: «Sono sempre stato favorevole». La Lega, però, non vuol sentirne parlare. Certo, uno come l'ex presidente Stefano Stefani, mesi fa, si era sbilanciato: «Sono d'accordo con coloro che propongono la prima, sostanziale rivoluzione, l'abolizione delle Province». Ma è stato subito stoppato dalla ex presidentessa leghista della sua stessa Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago: «Perché, piuttosto, non abolire subito i Prefetti e le prefetture?». «Le Province sono nella Costituzione! », ha urlato ad «AnnoZero» Roberto Castelli ergendosi a baluardo della Carta, dimentico di quando il suo partito voleva buttare il tricolore nel cesso. Finché è intervenuto Umberto Bossi che, memore che il suo partito non guida neppure una grande città ma controlla sei Province (su 109!), ha chiuso: «Finché la Lega è al governo, non si toccano». Fine. Al punto che Renato Brunetta, accantonando la durlindana decisionista che da mesi mulina impavido, è stato insolitamente prudentissimo: «Le Province sono enti inutili, che non servono, ma che non riusciremo a cancellare in questa legislatura». Ma come: neppure con cento seggi di vantaggio alla Camera e cinquanta al Senato? E le promesse elettorali? Gli impegni solenni? Niente da fare. E' la politica, bellezza. Al massimo, ha detto ieri Giulio Tremonti, si può fermare la nascita di Province nuove. Come quelle di Aversa, Pinerolo, Civitavecchia, Sibari, Sala Consilina... Gian Antonio Stella
Ale Div. Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 (edited) Se fossi Sommo et Augusto Imperatore d'Italia, la prima cosa che farei sarebbe abolire comuni, province e regioni, per creare dei distretti, delle macro-aree. Tipo il distretto del Seprio, di Busto, di Varese... Di Verbania, dell'Ossola, di Novara. Un'amministrazione unica per un numero X di abitanti. I comuni li trasformerei in enti amministrativi che fanno capo ai Distretti. E tutto ridimensionato (scuole, ospedali, uffici amministrativi .. ), in modo da garantire efficienza e vicinanza. In Italia non siamo varesini, lombardi, italiani... siamo ancora legati ai campanili. Non lo critico, anzi, credo che bisognerebbe utilizzare questa specifica storico-culturale per tornare a dare ai cittadini un'appartenenza, che dal piccolo (il comune, il Distretto) vada poi a rivolgersi al grande (la Nazione). Una Nazione per centomila campanili. Sì, lo so... sarei un grande Sommo et Augusto Imperatore d'Italia... e sarebbero cazzi vostri PS: Gesù, gli apostrofi ... mi sento troppo giovane, bella zio, quanto non sono avanti??? Edited December 5, 2008 by Ale Div.
Long Leg Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 Zona attorno al Castello blindata, pesantissimi disagi al traffico Oh bej oh bej, la rivolta degli abusivi Tafferugli con le forze dell'ordine a Cadorna. Volantini e corteo: «Vogliamo solo lavorare». Rizzati tenta mediazione col Comune STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO ■ Il video di c6.tv MILANO - Tafferugli in piazza Cadorna a Milano tra le forze dell'ordine e gli artigiani abusivi che non hanno acquistato la licenza comunale per partecipare al tradizionale mercatino prenatalizio degli Oh bej oh bej, iniziato questa mattina. Dopo che già ieri abusivi e polizia locale si sono lungamente contrapposti, circa 150 commercianti abusivi hanno tentato questa mattina di bloccare il traffico automobilistico di piazzale Cadorna. I manifestanti si oppongono all’imponente schieramento di forze dell’ordine che già da oltre 24 ore presidia tutte le vie intorno al Castello Sforzesco, per evitare che alle bancarelle di commercianti regolari, che hanno aperto in mattinata, si aggiungano quelle degli abusivi. Gli agenti non fanno passare nessuno e hanno chiuso al traffico la zona, con pesantissimi disagi sul traffico automobilistico, praticamente bloccato in tutta la zona centrale della città. IL CORTEO - Nonostante l'opposizione delle forze dell'ordine, per un breve tempo gli ambulanti sono comunque riusciti in una cinquantina a invadere la carreggiata di piazza Cadorna e a bloccare la circolazione delle auto e dei mezzi pubblici nella piazza di fronte alla stazione. Urla, spintoni, chitarre e tamburelli branditi come armi, poi gli agenti hanno riportato la situazione alla normalità, ma i venditori abusivi non sono intenzionati a retrocedere. Il traffico si è brevemente bloccato, così come alcuni tram. Un corteo formato da circa 150 venditori ha percorso Foro Bonaparte in direzione di largo Cairoli. Tra i pilastri che sorreggono il portico davanti alla stazione Cadorna è stato esposto lo striscione «Vogliamo solo lavorare». Tra i cori scanditi dai manifestanti anche quello rivolto a sindaco e vicesindaco di Milano: «Moratti e De Corato, Oh bej Oh bej avete blindato». I VOLANTINI - In piazzale Cadorna alcuni artigiani abusivi distribuiscono volantini in cui chiedono «aiuto» ai cittadini milanesi: «Siamo accorsi da tutta Italia: artisti, artigiani, creatori dell'ingegno per continuare la tradizione della festa degli Oh Bej Oh Bej: ci siamo disposti in viale Alemagna per organizzare il mercatino e le forze dell'ordine, in assetto antisommossa, ci hanno costretto a sgomberare. L'amministrazione comunale si rifiuta di mediare con noi. Loro non ci vogliono, ma voi sì. Ci saremo anche grazie al vostro sostegno. Non ce ne andremo. Vi aspettiamo». Nel testo, gli artigiani sottolineano: «Siamo venuti qui per lavorare e non per delinquere». Vi sono state espressioni di solidarietà da parte di alcuni cittadini e molti studenti che escono dalle uscite della stazione ferroviaria e della metropolitana. LA MEDIAZIONE - Il capogruppo dei Comunisti Italiani al Consiglio comunale di Milano, Francesco Rizzati, è arrivato in largo Cairoli per incontrare gli artigiani abusivi e ha chiesto loro di restare calmi, in quanto starebbe cercando una mediazione con l'assessore alle Attività Produttive, Giovanni Terzi. «Oggi non c'è la possibilità per voi di fare i vostri banchetti - ha spiegato Rizzati agli ambulanti -. Pazientate fino alle 15 per farmi trattare con l'assessore Terzi e riuscire a farvi lavorare almeno domani». Il consigliere comunale ha chiesto agli abusivi che si sono concentrati in largo Cairoli di «non compiere azioni di forza contro la polizia per non aggravare una situazione già tesa». Prima di andare via, Rizzati ha affermato che «qualsiasi cosa succeda la responsabilità è della Giunta che ha fatto la scelta pesante di impedire a queste persone di lavorare».05 dicembre 2008 va bene, allora da domani , quando prenderò un mezzo pubblico, non farò il biglietto e potrò giustificarmi dicendo che sto andando a lavorare, mica a delinquere! il mondo comincia ad andare veramente al contrario......
Guinness Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 Zona attorno al Castello blindata, pesantissimi disagi al traffico Oh bej oh bej, la rivolta degli abusivi Tafferugli con le forze dell'ordine a Cadorna. Volantini e corteo: «Vogliamo solo lavorare». Rizzati tenta mediazione col Comune STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO ■ Il video di c6.tv MILANO - Tafferugli in piazza Cadorna a Milano tra le forze dell'ordine e gli artigiani abusivi che non hanno acquistato la licenza comunale per partecipare al tradizionale mercatino prenatalizio degli Oh bej oh bej, iniziato questa mattina. Dopo che già ieri abusivi e polizia locale si sono lungamente contrapposti, circa 150 commercianti abusivi hanno tentato questa mattina di bloccare il traffico automobilistico di piazzale Cadorna. I manifestanti si oppongono all’imponente schieramento di forze dell’ordine che già da oltre 24 ore presidia tutte le vie intorno al Castello Sforzesco, per evitare che alle bancarelle di commercianti regolari, che hanno aperto in mattinata, si aggiungano quelle degli abusivi. Gli agenti non fanno passare nessuno e hanno chiuso al traffico la zona, con pesantissimi disagi sul traffico automobilistico, praticamente bloccato in tutta la zona centrale della città. IL CORTEO - Nonostante l'opposizione delle forze dell'ordine, per un breve tempo gli ambulanti sono comunque riusciti in una cinquantina a invadere la carreggiata di piazza Cadorna e a bloccare la circolazione delle auto e dei mezzi pubblici nella piazza di fronte alla stazione. Urla, spintoni, chitarre e tamburelli branditi come armi, poi gli agenti hanno riportato la situazione alla normalità, ma i venditori abusivi non sono intenzionati a retrocedere. Il traffico si è brevemente bloccato, così come alcuni tram. Un corteo formato da circa 150 venditori ha percorso Foro Bonaparte in direzione di largo Cairoli. Tra i pilastri che sorreggono il portico davanti alla stazione Cadorna è stato esposto lo striscione «Vogliamo solo lavorare». Tra i cori scanditi dai manifestanti anche quello rivolto a sindaco e vicesindaco di Milano: «Moratti e De Corato, Oh bej Oh bej avete blindato». I VOLANTINI - In piazzale Cadorna alcuni artigiani abusivi distribuiscono volantini in cui chiedono «aiuto» ai cittadini milanesi: «Siamo accorsi da tutta Italia: artisti, artigiani, creatori dell'ingegno per continuare la tradizione della festa degli Oh Bej Oh Bej: ci siamo disposti in viale Alemagna per organizzare il mercatino e le forze dell'ordine, in assetto antisommossa, ci hanno costretto a sgomberare. L'amministrazione comunale si rifiuta di mediare con noi. Loro non ci vogliono, ma voi sì. Ci saremo anche grazie al vostro sostegno. Non ce ne andremo. Vi aspettiamo». Nel testo, gli artigiani sottolineano: «Siamo venuti qui per lavorare e non per delinquere». Vi sono state espressioni di solidarietà da parte di alcuni cittadini e molti studenti che escono dalle uscite della stazione ferroviaria e della metropolitana. LA MEDIAZIONE - Il capogruppo dei Comunisti Italiani al Consiglio comunale di Milano, Francesco Rizzati, è arrivato in largo Cairoli per incontrare gli artigiani abusivi e ha chiesto loro di restare calmi, in quanto starebbe cercando una mediazione con l'assessore alle Attività Produttive, Giovanni Terzi. «Oggi non c'è la possibilità per voi di fare i vostri banchetti - ha spiegato Rizzati agli ambulanti -. Pazientate fino alle 15 per farmi trattare con l'assessore Terzi e riuscire a farvi lavorare almeno domani». Il consigliere comunale ha chiesto agli abusivi che si sono concentrati in largo Cairoli di «non compiere azioni di forza contro la polizia per non aggravare una situazione già tesa». Prima di andare via, Rizzati ha affermato che «qualsiasi cosa succeda la responsabilità è della Giunta che ha fatto la scelta pesante di impedire a queste persone di lavorare».05 dicembre 2008 va bene, allora da domani , quando prenderò un mezzo pubblico, non farò il biglietto e potrò giustificarmi dicendo che sto andando a lavorare, mica a delinquere! il mondo comincia ad andare veramente al contrario...... ARTIGIANI? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! QUALCHE SETTIMANA FA ERANO STUDENTI.. BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! Ridateci gli Skinhead almeno qualche servizio sociale utile lo fanno per le strade..
Long Leg Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 ARTIGIANI? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! ma questi di cosa campano? han sempre tempo x andare in giro a rompere i maroni?
Ponchiaz Posted December 5, 2008 Posted December 5, 2008 Se fossi Sommo et Augusto Imperatore d'Italia, la prima cosa che farei sarebbe abolire comuni, province e regioni, per creare dei distretti, delle macro-aree. Tipo il distretto del Seprio, di Busto, di Varese... Di Verbania, dell'Ossola, di Novara. NON E-SI-STE BU-STO DISTRETTO PAM PAM PAM PAM PAMPAM PA-PA PAM
Franz#12 Posted December 10, 2008 Posted December 10, 2008 Trattamento Speciale http://www.corriere.it/cronache/08_dicembr...44f02aabc.shtml Brunettaaa???
davide Posted December 10, 2008 Posted December 10, 2008 Trattamento Specialehttp://www.corriere.it/cronache/08_dicembr...44f02aabc.shtml Brunettaaa??? finchè non c´è una condanna sono tutti innocenti. sta di fatto che queste "voci" girravano già da anni, mentre il signore in questione era ancora in servizio.
Ale Div. Posted December 11, 2008 Posted December 11, 2008 Pestato da banda di romeni ubriachi: in coma di Marino Smiderle Vicenza - Ad Arsiero (Vicenza) quei romeni li conoscono bene. La loro fama di attaccabrighe e violenti ha già avuto modo di finire negli archivi dei carabinieri per via di una denuncia per lesioni. L’altra sera hanno fatto il salto di qualità, colpendo selvaggiamente Diego Scarabelli, 26 anni, operaio di Velo d’Astico, facendolo cadere dopo l’ennesimo pugno. Il giovane ha battuto la testa e ora è in coma all’ospedale di Vicenza. E stavolta sono scattate le manette, con l’accusa di tentato omicidio, per Marlus Gindac di 19 anni, Vasile Oancea di 29 e Ion Firel Tudor di 31, mentre un quarto connazionale è stato denunciato a piede libero dai carabinieri della Compagnia di Schio. Succede tutto al bar Spritz, ad Arsiero. Nel locale, gestito da cinesi, c’è un pensionato che viene preso di mira da questi romeni, a quante pare esaltati anche dall’alcol in corpo. Un giovane, amico di Scarabelli, li invita a lasciarlo stare e la cosa sembra finire lì. Qualche ora dopo, però, Diego Scarabelli entra allo Spritz con gli amici per bere qualcosa. «Eravamo appena arrivati - ha raccontato Nicola, uno del gruppo - e aspettavamo che ci servissero una birra. A un certo punto è entrato un romeno per vendicarsi dell’affronto, così almeno lo giudicava lui, subito poche ore prima». A quel punto fuori dal locale si è scatenata una rissa, provocata dal gruppo di stranieri. Prima hanno colpito a un occhio l’autore dello «sgarbo» poi, visto che gli altri stavano uscendo per cercare di difendere il malcapitato, hanno proseguito nel pestaggio. A uno hanno fratturato una mano, un altro è rimasto lievemente ferito, ma ad avere la peggio è stato Scarabelli. «Diego voleva andare a fare da paciere - ha spiegato uno dei suoi amici - anche perché lui è uno che odia le risse, è contro ogni tipo di violenza. Lo hanno preso a pugni, lui è caduto, ha sbattuto la testa e ha perso i sensi. Hanno però continuato a colpirlo. Poi sono scappati». Da quel momento è cominciato il calvario dell’operaio. Prima è stato portato al vicino ospedale di Schio, dove i medici, constatata la gravità della frattura cranica, hanno immediatamente disposto il trasferimento al reparto di rianimazione del San Bortolo di Vicenza. Dove è tuttora ricoverato, in condizioni gravi. I medici lo mantengono in coma farmacologico. Al suo capezzale mamma Tiziana e papà Alfonso sono in lacrime. «È pura follia - dicono con rabbia mista a dolore -. Uno esce con gli amici e si ritrova in coma all’ospedale. Ora abbiamo paura anche noi, paura a uscire di casa, paura che ci facciano del male. Questi romeni se fanno una cosa del genere in patria li sbattono in galera e non escono, perché là la legge è severa. Da noi se la caveranno con poco. Non è giusto, non è giusto. I violenti devono tornarsene al loro Paese. Questi qui venti giorni fa erano già stati denunciati per lesioni?». Paolo Franco, senatore vicentino della Lega Nord, parla di «ennesimo episodio di violenza gratuita». «Siamo stanchi - spara Franco - che i barbari vengano nelle nostre terre a portare violenza, devastazione e morte: è tempo che non ci sia nessuna tolleranza da parte di alcuno. Sappiano questi assassini che la Lega è pronta a tutto e se si protrarrà questa situazione li prenderemo a uno a uno per cacciarli a casa loro». Che problema c'è .... ? Non vedremo servizi multipli ai tiggì, non ci saranno gli speciali di Santoro, l'indignazione di Fabio Fazio, le proteste democratiche degli anti-fascisti, i rimbrotti di Fini.... Non sono mica le teste rasate (???) di Verona ....
Ale Div. Posted December 11, 2008 Posted December 11, 2008 Ilva, operaio precipita da gru: è il terzo nel 2008 di Redazione Taranto - Un operaio di origine polacca ha perso la vita la notte scorsa all’Ilva di Taranto. Jan Zygmunt Paurovicz di 54 anni addetto di una ditta appaltatrice pare stesse lavorando, intorno all’1,30 di stamattina, alla manutenzione di alcuni macchinari quanto è precipitato dall’altezza di una quindicina di metri. Inutili i soccorsi dei compagni ed il trasporto all’Ospedale "Ss. Annunziata" dove l’operaio è arrivato già morto. Subito scattati gli accertamenti di rito da parte della Polizia e dell’Ispettorato del Lavoro. Terzo infortunio mortale - La più grande acciaieria d’Europa, appartenente al Gruppo Riva, è da tempo al centro di scontri e polemiche non solo per il tema della sicurezza sul lavoro ma anche per le emissioni inquinanti e per i livelli elevati di diossine presenti nell’aria. Solo ieri oltre 1600 capi di ovini sono stati abbattuti perche sospetti di essere tossici. E solo pochi giorni fa oltre 20mila cittadini del capoluogo jonico avevano manifestato per le strade chiedendo attenzione e interventi per i livelli di inquinamento registrati dalle diverse agenzie, prima fra tutte l’ARPA, (agenzia regionale pugliese per l’Ambiente) che ha diffuso dati di tossicità atomosferica superiori a quelli consentiti dalle vigenti leggi italiane. La ILVA è una vergogna nazionale che fabbrica morte quotidianamente, un orrore che viene perpetrato nel silenzio assordante di istitituzioni locali, regionali, nazionali e sindacali!
Guinness Posted December 11, 2008 Posted December 11, 2008 Che problema c'è .... ?Non vedremo servizi multipli ai tiggì, non ci saranno gli speciali di Santoro, l'indignazione di Fabio Fazio, le proteste democratiche degli anti-fascisti, i rimbrotti di Fini.... Non sono mica le teste rasate (???) di Verona .... Parole Sante, non vedremo neanche l'indignazione di Varesenews con i commenti della moglie di Io Cazacu..
Ponchiaz Posted December 11, 2008 Posted December 11, 2008 E slitta la riforma delle superiori. veltroni: «avevamo ragione noi» Scuola, maestro unico "facoltativo" Accordo governo-sindacati: un insegnante unico, solo se a richiesta, e un'opzione a 24 ore del tempo scuola NOTIZIE CORRELATE - Tempo scuola anche a 24 ore: è la novità di G. Benedetti Mariastella Gelmini ROMA - Il tanto contestato "maestro unico" alle elementari previsto dalla riforma Gelmini sarà attivato su richiesta delle famiglie. È confermato nel verbale conclusivo dell'incontro svoltosi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola e il governo. L'esecutivo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana, accogliendo i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato. Il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell' orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. Quella del tempo scuola a 24 ore, rappresenta in sostanza un'opzione più ampia che il ministero intende offrire alla famiglie, che ne faranno richiesta, prevedendo che in molti opteranno per l'orario antimeridiano più ridotto. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati in ogni caso due docenti per classe. Tra le novità principali contenute nell'accordo di Palazzo Chigi, oltre all'introduzione del maestro unico a richiesta delle famiglie, c'è il rinvio della riforma delle superiori al 2010/2011 e il congelamento del numero di studenti per classe. IL MINISTERO: NESSUNA MARCIA INDIETRO - Lo stesso ministero dell'Istruzione precisa in una nota che non c'è stata «nessuna marcia indietro del Governo sulla scuola. Resta confermato che dal prossimo anno scolastico l'insegnamento alle scuole elementari verrà affidato ad un unico insegnante per 24 ore settimanali. Le famiglie - aggiunge il comunicato - potranno comunque scegliere modelli di orario diversi ivi compreso il tempo pieno». «UN SOLO DOCENTE CURERÀ LA FORMAZIONE» - «La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo ad un unico docente» ha sottolineato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Questo modello didattico che supera l'organizzazione del modulo - ha aggiunto il ministro - può essere declinato con l'opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste e quindi anche l'inglese, oppure a 27 ore con l'utilizzo di tre ore aggiuntive per l'insegnante di inglese e di religione e in ogni caso non ci sarà compresenza in classe». Le famiglie «potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l'eliminazione delle compresenze - ha chiuso il ministro - ci saranno più classi che faranno tempo pieno». I SINDACATI -«La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti»: è il commento unanime dei sindacati di categoria al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il Governo. Per la primaria, tuttavia, «rimangono ambiguità» a parere della Cgil che nel corso dell'incontro odierno aveva chiesto la sospensiva del relativo regolamento. «Non è affatto certa - ha spiegato il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, - la tenuta dell'attuale modello pedagogico». VELTRONI - «Il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro - sottolinea da parte sua il leader del Pd Walter Veltroni - Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». Così il segretario del Pd ha commentato il rinvio della riforma delle scuole superiori. «L'inversione del governo sul maestro unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre critiche», afferma Maria Coscia, responsabile Pd Scuola. L'ACCORDO - Di seguito i principali contenuti del pacchetto scuola fissati dal verbale dell'incontro di Palazzo Chigi: 1) Scuola d'infanzia a 40 ore: l'orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell'infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l'assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l'ipotesi di un asilo solo mattutino. 2) Maestro unico su richiesta delle famiglie: il tempo scuola della primaria sarà svolto, in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica, secondo le differenti articolazioni dell' orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l'orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie. 3) Due maestri per il tempo pieno: nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe. 4) Orario delle medie: nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell'offerta formativa delle scuole autonome. 5) Tempo prolungato alle medie: nella scuola secondaria di primo grado le classi con il tempo prolungato, ferma restando l'esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino a un massimo di 40 ore. 6) Congelato l'incremento del numero di alunni per classe: ferma restando l'adozione di misure compensative idonee a garantire i complessivi obiettivi di riduzione dell'art.64 del Piano Programmatico sarà previsto il congelamento per l'anno scolastico 2009/2010 dell'incremento del numero massimo di alunni per classe in connessione con l'attivazione dei piani di riqualificazione deJ1'edilizia scolastica. 7) Tutelati gli alunni disabili: sarà tutelato il rapporto di un docente ogni due alunni disabili. SLITTA LA RIFORMA DELLE SUPERIORI - Slitta dunque al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009. Il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi: in particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti». Lo rende noto in un comunicato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. «La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni». La riforma del secondo ciclo, su cui si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti, prevede tra l'altro l'aumento delle ore delle materie scientifiche, tra cui la matematica, e dell'inglese, ma anche uno snellimento degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei. DECRETO UNIVERSITÀ - Nel frattempo il decreto università è stato licenziato senza modifiche dalla commissione Cultura della Camera. I deputati hanno votato il mandato al relatore Stefano Caldoro e da lunedì il testo, così come è uscito dal Senato, andrà all'esame dell'Aula per il via libera definitivo. «Entro il 18 dicembre il decreto dovrebbe essere convertito», ha spiegato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura. Non si profila, almeno per ora, un ricorso al voto di fiducia. 11 dicembre 2008 ------------------------------------------------------------------ Bene così, sono soddisfatto. Adesso la Gelmini dimostri altro coraggio: si dimetta.
tatanka Posted December 11, 2008 Posted December 11, 2008 Non ho capito una cippa di cosa hanno deciso. Comunque "scelgono le famiglie" è un cagata pazzesca. Le famiglie scelgono fra le opzioni che la scuola (alias il collegio docenti) definisce. Ponchiaz, che ti ha fatto la Gelmini?
alberto Posted December 12, 2008 Posted December 12, 2008 Roma allagata.Poche balle: Porta sfiga se portasse fortuna, avresti scritto "roma sommersa"...
ROOSTERS99 Posted December 12, 2008 Posted December 12, 2008 se portasse fortuna, avresti scritto "roma sommersa"...
Leasir Posted December 12, 2008 Author Posted December 12, 2008 l'eco della posizione italiana al summit di poznan Clima, premio «della vergogna» all'Italia Omaggio semiserio per la frase del premier e le minacce di veto al piano Ue. Prestigiacomo: se ne pentiranno POZNAN (POLONIA) - Per la seconda volta nel giro di una settimana l'Italia ha dovuto incassare il «Fossile del giorno», il premio della «vergogna ambientale» dato ai Paesi che adottano i peggiori comportamenti nei processi negoziali sul cambiamento climatico: omaggio semiserio del Can, la rete che riunisce centinaia di organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo. Il premio, questa volta, e' stato attribuito personalmente al presidente Silvio Berlusconi, per la sua frase, citata fra il divertimento generale dei molti partecipanti al convegno di Poznan, secondo cui «quando uno ha la polmonite non va dal barbiere a tagliarsi i capelli». PAROLE FUORI POSTO - Fuori di metafora, hanno spiegato gli organizzatori del «Fossile», interpretando il pensiero del premier italiano, Berlusconi intendeva dire che in tempo di crisi economica non si dovrebbero tagliare le emissioni dei gas serra. «Evidentemente il premier italiano non si e' reso conto che il malato deve uscire non per andare dal barbiere, ma perche' la casa brucia», hanno aggiunto. A parte l'atmosfera goliardica che caratterizza le assegnazioni dei Fossili, la nuova frecciata del Can all'Italia esprime la preoccupazione del mondo ambientalista internazionale che il veto italiano possa fare saltare il pacchetto climatico in discussione a Bruxelles e che questa eventualità, esplicitamente minacciata da Berlusconi, possa a sua volta innescare un effetto domino, mandano all' aria anche il negoziato gestito dalle Nazioni Unite per arrivare a un rilancio del Protocollo di Kyoto ormai in scadenza (2012). LA REAZIONE DEL MINISTRO- Se Berlusconi ha usato l'accetta, dicendo chiaro e tondo che non subordinerà gli interessi dell'industria italiana alle ferree regole del pacchetto clima voluto dalla Commissione Europea, il ministro dell' Ambiente Stefania Prerstigiacomo, in una conferenza stampa tenuta ieri sera a Poznan, ha usato il fioretto. «Noi non vogliamo smentire il ruolo di traino finora giocato dall'Unione Europea nell' ambito della trattativa climatica -ha dichiarato il ministro -. E stiamo lavorando seriamente affinché entro l'anno prossimo a Copenhagen si raggiunga un accordo veramente globale, con l'inclusione dei maggiori emettitori di gas serra come gli Stati Uniti, la Cina e l'India. Ma intanto facciamo un discorso di equità: il pacchetto clima, cosi' come era stato formulato, era iniquo per il nostro Paese. Interi settori produttivi correvano il rischio di essere chiusi o delocalizzati. Procedere con gli occhi chiusi sarebbe stato scandaloso. Non è vero che il nostro Paese è isolato. Altri Paesi condividono le nostre stesse preoccupazioni, solo che noi le abbiamo espresse in modo piu' diretto, trasparente». Quanto al «Fossile»la Prestigiacomo ha reagito in maniera piuttosto piccata: «Si pentiranno amaramente di questa assegnazione», senza altro aggiungere. «Comunque -ha concluso il ministro riguardo all'esito della trattativa parallela in corso a Bruxelles- spero davvero nella buona notizia finale, cioè nella possibilità di un accordo equo e condiviso". Franco Foresta Martin 11 dicembre 2008
Ponchiaz Posted December 12, 2008 Posted December 12, 2008 Ponchiaz, che ti ha fatto la Gelmini? A me non ha fatto niente, e se non avesse fatto niente neanche a Berlusconi forse oggi avremmo un ministro della pubblica istruzione come dio comanda.
Maurizio Posted December 12, 2008 Posted December 12, 2008 A me non ha fatto niente, e se non avesse fatto niente neanche a Berlusconi forse oggi avremmo un ministro della pubblica istruzione come dio comanda. Il Berlusca meglio di Rocco Siffredi....
Maurizio Posted December 12, 2008 Posted December 12, 2008 A me non ha fatto niente, e se non avesse fatto niente neanche a Berlusconi forse oggi avremmo un ministro della pubblica istruzione come dio comanda. Il Berlusca meglio di Rocco Siffredi....
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