Mangusta Posted October 21, 2012 Posted October 21, 2012 A questo DIREI BASTA...a questi inutili carrozzoni di lavativi scansafatiche che a nulla servono, e lo dice uno che dal prefetto x lavoro ci vá parecchie volte...non hanno potere non decidono niente servono a una pippa... Un parroco di paese, don Maurizio Patriciello di Caivano, in una riunione negli uffici del Palazzo di governo a Napoli, si rivolge alla Prefetta (la forma sarà riconosciuta anche dalla Crusca?) di Caserta Carmela Pagano con un triplo, semplicissimo «Signora». Il parroco, in piedi attorno a un tavolo ovale, in una cornice di specchi, stucchi dorati, tendaggi azzurri, carta da parati, bandiere e autorità in cravatta, stava parlando dei rifiuti tossici che vengono accumulati e dati alle fiamme nell'indifferenza generale: «Stanno là, nessuno ha fatto niente, neanche un telo, e all'amianto antico è stato aggiunto amianto nuovo... Allora una mattina sono andato dalla signora senza appuntamento e la signora è stata così gentile da ricevermi, mi ha ascoltato... La signora voleva convincermi che questo problema non c'era...». Il Prefetto di Napoli Andrea De Martino sta scrivendo qualcosa, ma al terzo «Signora» sbotta: «Quale signora, scusi?». «La signora», dice don Patriciello e indica la Prefetta di Caserta. «Quello è un prefetto della Repubblica», incalza il signor Prefetto di Napoli e avvia una filippica sul rispetto delle istituzioni, sul ruolo e sulle responsabilità affidate al rappresentante del governo. Il parroco, in maniche di camicia, è inchiodato sulla difensiva: «Non sono avvezzo a questi contesti, io sono un parroco... Non volevo offendere nessuno...». Risposta agitando per aria la matita: «No, lei l'ha offesa e ha offeso anche me». Questo delizioso quadretto di ordinaria vita politico-amministrativa è andato in scena qualche giorno fa e non staremmo qui a parlarne se non fosse stato filmato e diffuso online dal Corriere del Mezzogiorno . E tutto sommato non è male poterne parlare, perché la visione di quel filmato apre due questioni eterne tipicamente italiane e altrettanto serie. Da una parte, il maschilismo linguistico che nasconde in tutta evidenza una discriminazione più profonda. La domanda è: avrebbe mai detto, don Maurizio, a proposito di un prefetto maschio «il Signore», «il Signore», «il Signore» senza precisare il grado, la funzione, la carica? Probabilmente mai, avrebbe aggiunto quasi per un riflesso automatico anche la qualifica. È vero, siamo talmente abituati a utilizzare gli appellativi autorevoli al maschile che quando si tratta di declinarli al femminile inciampiamo, scivoliamo, sbagliamo (non solo ma soprattutto noi uomini): è un esercizio a cui non siamo avvezzi, visto che l'altra metà del cielo rimane nettamente in minoranza nei ruoli che contano. Dunque, seconda domanda: ha fatto bene il signor Prefetto di Napoli a sottolineare l'inadeguatezza del registro linguistico usato dal prete? Benissimo. Però. Però poteva anche fermarsi lì, senza esagerare. Esagerando, ha finito per spostare l'argomento da una questione civile molto seria (i rifiuti tossici) a un'altra questione molto seria che andrebbe affrontata (molto seriamente) in altro contesto. La sottolineatura, l'insistenza, la prossemica del dottor (saranno dottori anche i prefetti?) De Martino - e se non ci credete, provate a riguardare il video - erano decisamente sproporzionate rispetto all'occasione e al contesto. Già, il contesto. Il tutto si svolgeva alla presenza di una ventina di sindaci, del questore, dei rappresentanti della Regione, della Provincia e delle Asl, infine dei comandanti dei Carabinieri, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco. In quella cornice, don Maurizio Patriciello era certamente il meno qualificato (il meno dotato di qualifiche), e non perché la sua presenza fosse inopportuna o fuori luogo, ma perché era l'unico a rappresentare praticamente solo se stesso, come spesso accade ai preti-volontari di strada e di combattimento che Candido Cannavò in un bel libro chiamava «pretacci». Eccolo l'altro vizio tipicamente italiano: l'arroganza del più forte e l'umiliazione del più debole. Insomma, in quell'ambito la tirata di Sua Eccellenza De Martino somigliava più a un «Lei non sa chi sono io», anzi «Lei non sa chi è lei (la signora Prefetta)», anzi «Lei non sa chi siamo noi (i signori Prefetti e le signore Prefette)» che a una autenticamente risentita rivendicazione di pari opportunità. Dicendo «lei l'ha offesa e ha offeso anche me» il signor Prefetto alludeva alla sua categoria o alla sua sensibilità femminista? Paolo Di Stefano
ROOSTERS99 Posted October 21, 2012 Author Posted October 21, 2012 Ci sono le immagini. La reazione del Prefetto è più che disdicevole. Fossi il Ministro lo rimuoverei immediatamente. Un poveretto.
Mangusta Posted October 21, 2012 Posted October 21, 2012 Quel prefetto ha VOLUTO spostare l'attenzione su altro attaccando il povero sacerdote... Perché non risponde su ció che i cittadini, attraverso il sacerdote, denunciano ? Colluso ? Altro che togliere le Province questi istituti sono un riciclaggio di inutilitá ....
ROOSTERS99 Posted October 21, 2012 Author Posted October 21, 2012 Quel prefetto ha VOLUTO spostare l'attenzione su altro attaccando il povero sacerdote... Perché non risponde su ció che i cittadini, attraverso il sacerdote, denunciano ? Colluso ? Altro che togliere le Province questi istituti sono un riciclaggio di inutilitá .... Quoto in pieno !
Franz#12 Posted October 22, 2012 Posted October 22, 2012 Anni fa un prefetto di Varese si incazzò con l'allora assessore Caccianiga e gli disse: "lei mi deve chiamare Eccellenza". Risposta: "Io chiamo Eccellenza solo Pelé e Bebeto (o Romario), arrivederci...."
tatanka Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 Il pretino, colto di sorpresa in quella riunione, risponde per lettera dando praticamente del camorrista al Prefetto. Ben fatto
ROOSTERS99 Posted October 23, 2012 Author Posted October 23, 2012 Ma la sentenza sul terremoto a L' Aquila ??? :blink: :wacko: Ma basta !!!
Leasir Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 Ma la sentenza sul terremoto a L' Aquila ??? :blink: :wacko: Ma basta !!! elabora
ROOSTERS99 Posted October 23, 2012 Author Posted October 23, 2012 (edited) la condanna inflitta dal giudice unico Marco Billi Processo l'Aquila, condannati tutti i membri della commissione «Grandi rischi» Sei anni per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: rassicurazioni circa l'improbabilità di una forte scossa Bernardo De Bernardinis (Afp) Storica condanna per i membri della commissione Grandi rischi: sei anni di reclusione per tutti gli imputati, sei esperti e il vice direttore della protezione civile, Bernardo De Bernardinis. È questa la decisione del giudice unico Marco Billi che ha condannato i componenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009. I sette avevano rassicurato gli aquilani circa l'improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 aprile 2009. L'ACCUSA - L'accusa nei loro confronti era di omicidio colposo, disastro e lesioni gravi, per aver fornito rassicurazioni alla popolazione aquilana, in una riunione avvenuta solo una settimana prima del sisma. I pm hanno chiesto per loro la condanna a quattro anni di carcere, mentre i legali degli imputati hanno chiesto per tutti la piena assoluzione. Grande era l'attesa all'Aquila sulle sorti degli imputati. La sentenza è stata letta dal giudice unico Marco Billi alle 17 circa, dopo quattro ore di camera di consiglio. A intervenire per ultimo l'avvocato difensore Antonio Pallotta, legale di Giulio Selvaggi. Sette gli esperti e scienziati imputati, accusati di aver dato ai residenti avvertimenti insufficienti del rischio sismico. Precisamente si contesta loro di aver dato «informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie» sulla pericolosità delle scosse registrate nei sei mesi precedenti al 6 aprile 2009. La difesa ha puntato sulla impossibilità di prevedere i terremoti, posizione sostenuta da ricercatori internazionali. Tutta la comunità scientifica si interroga ora su un punto: le rassicurazioni eccessive possono indurre la gente ad adottare comportamenti rischiosi, ma può un errore di comunicazione valere una condanna per omicidio colposo? LA SENTENZA - Il giudice ha ritenuto i sette membri della commissione tutti colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. A Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi sono state concesse le attenuanti generiche. Oltre alla condanna a sei anni, sono stati condannati anche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. È «una sentenza sbalorditiva e incomprensibile in diritto e nella valutazione dei fatti» ha commentato l'avvocato Marcello Petrelli, difensore di Franco Barberi. «Una sentenza che - ha aggiunto - non potrà che essere oggetto di profonda valutazione in appello». Terremoto Aquila, i tecnici condannati LE REAZIONI - Si è detto «avvilito, disperato» Enzo Boschi, ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «Pensavo di essere assolto - ha aggiunto - ancora non capisco di cosa sono accusato». «Mi ritengo innocente di fronte a Dio e agli uomini» ha aggiunto Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile e attuale presidente dell'Ispra. «La mia vita da domani cambierà, ma se saranno dimostrate le mie responsabilità in tutti i gradi di giudizio - ha aggiunto - le accetterò fino in fondo». Levata di scudi, sulla sentenza, da parte dei professori del mondo scientifico: «È la morte del servizio prestato dai professori e dai professionisti allo Stato - ha detto il fisico Luciano Maiani, attuale presidente della commissione Grandi rischi - non è possibile fornire una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica. Questo non accade in nessun altro Paese al mondo». Boschi: «Non ho neppure capito di cosa sono accusato» di Paolo Virtuani POLITICI - Sorpreso e amareggiato anche il mondo politico. «È una sentenza un po' strana e un po' imbarazzante: chi sarà chiamato in futuro a coprire questi ruoli si tirerà indietro» ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. «Questa sentenza è la morte dello stato di diritto e una follia allo stato puro - ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini - . L'obbligo previsionale in ordine a eventi tellurici è sancito». «Le sentenze vanno sempre rispettate - ha puntualizzato Pierluigi Bersani - ma l'importante è che prosegua la solidarietà. La giustizia deve fare il suo corso ma anche la ricostruzione deve farlo». Redazione online, corriere.it 22 ottobre 2012 | 22:28 Marco Billi, giudice Marco Billi....un nome da ricordare...... Edited October 23, 2012 by ROOSTERS99
ROOSTERS99 Posted October 23, 2012 Author Posted October 23, 2012 (edited) Immediata conseguenza alla allucinante sentenza : DOPO LA SENTENZA L'Aquila, si dimette Maiani, il presidente della commissione Grandi Rischi «Non vedo le condizioni per lavorare serenamente» Luciano Maiani (Ansa) Lo aveva annunciato lunedì, giorno della sentenza che ha deciso la condanna dei sette componenti della commissione. «Non è possibile fornire allo Stato una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica». Oggi le dimissioni. Il presidente della commissione Grandi Rischi, il fisico Luciano Maiani si è dimesso dal suo incarico. Non solo. Dopo di lui, a quanto pare, arriveranno le dimissioni di tutti i vertici della commissione Grandi Rischi: dal vicepresidente Mauro Rosi e quelle del presidente emerito, on. Giuseppe Zamberletti. Redazione Online corriere.it 23 ottobre 2012 | 13:23 ____________________________________ Quando vedremo un giudice dimettersi ?? Spero tanto che qualche giornalista varesino raggiunga Zamberletti per avere un suo parere........ Edited October 23, 2012 by ROOSTERS99
Dragonheart Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 Come annotava questa mattina Oscar Giannino, nel resto del mondo sono gli scienziati a stabilire se da uno sciame sismico si può prevedere un sisma di grande entità: da noi, lo fanno i Magistrati...
tatanka Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 Come annotava questa mattina Oscar Giannino, nel resto del mondo sono gli scienziati a stabilire se da uno sciame sismico si può prevedere un sisma di grande entità: da noi, lo fanno i Magistrati... In realtà i Magistrati hanno stabilito che gli scienziati avevano previsto che non vi sarebbe stato il sisma di grande entità ed in realtà c'è stato. Ora nessuno scienziato accetterà più di dire se potrebbe o non potrebbe esserci un sisma e questo per un motivo semplice: non può saperlo. Ora mi chiedo: ma si facevano pagare per dire cose che non potevano sapere?
ROOSTERS99 Posted October 23, 2012 Author Posted October 23, 2012 In realtà i Magistrati hanno stabilito che gli scienziati avevano previsto che non vi sarebbe stato il sisma di grande entità ed in realtà c'è stato. Ora nessuno scienziato accetterà più di dire se potrebbe o non potrebbe esserci un sisma e questo per un motivo semplice: non può saperlo. Ora mi chiedo: ma si facevano pagare per dire cose che non potevano sapere? Di sicuro, i contribuenti tutti pagano, profumatamente, un giudice che emette simili sentenze.........
Leasir Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 (edited) Ora mi chiedo: ma si facevano pagare per dire cose che non potevano sapere? ovviamente sì. ed essendo cariche "pubbliche", possiamo ben immaginare quanto. Ad ogni modo smettiamo di parlare di "sisma di forte entità", visto che l'intensità di quel terremoto è quello che in molte altre parti del mondo chiamano "scossetta". Piuttosto sarebbero da evidenziare le colpe di chi non ha messo in relazione le caratteristiche strutturali (!?) degli edifici de L'Aquila e l'occorrere di uno sciame sismico. Magari qualche Grande Esperto, Titolare di Prestigiosa e Pubblicamente Foraggiata Poltrona nella Commissione Grandi Rischi, avrebbe potuto darsi la pena e prendersi la responsabilità di dire "Signori, questi edifici son fatti con lo sputo, quindi qui alla prima scossettina seria vien giù tutto. Fate poi un po' come volete voi", invece di dar corda a quel criminale vero di Bertolaso. Edited October 23, 2012 by Leasir
ROOSTERS99 Posted October 23, 2012 Author Posted October 23, 2012 (edited) ovviamente sì. ed essendo cariche "pubbliche", possiamo ben immaginare quanto. Ad ogni modo smettiamo di parlare di "sisma di forte entità", visto che l'intensità di quel terremoto è quello che in molte altre parti del mondo chiamano "scossetta". Piuttosto sarebbero da evidenziare le colpe di chi non ha messo in relazione le caratteristiche strutturali (!?) degli edifici de L'Aquila e l'occorrere di uno sciame sismico. Magari qualche Grande Esperto, Titolare di Prestigiosa e Pubblicamente Foraggiata Poltrona nella Commissione Grandi Rischi, avrebbe potuto darsi la pena e prendersi la responsabilità di dire "Signori, questi edifici son fatti con lo sputo, quindi qui alla prima scossettina seria vien giù tutto. Fate poi un po' come volete voi", invece di dar corda a quel criminale vero di Bertolaso. Ma ovviamente cosa ?! Quanto alla retribuzione dei membri, cito il Presidente della commisione stessa : .....Maiani ha fatto notare come nessuno dei membri della commissione percepisse stipendio o gettoni di sorta: a loro, parole del presidente, sarebbe spettato solo un rimborso chilometrico per coprire le spese degli spostamenti per raggiungere le sedi delle riunioni. Quanto al mettere in guardia sulle "caratteristiche strutturali (!?) degli edifici" come tu dici, ti segnalo che la comunità scientifica mondiale, denuncia da ANNI l' inadeguatezza delle costruzioni, dalla loro posizione, dei piani di evaquazione e quant' altro della intera area vesuviana ....e allora ?? Cosa succede o dovrebbe succedere ?? Ti quoto invece sul fattoche un sisma di quella magnitudo non dovrebbe fare simili disastri......ma non è certo colpa della Commisione grandi rischi..... Edited October 23, 2012 by ROOSTERS99
corny Posted October 23, 2012 Posted October 23, 2012 L'entità della pena non sta ne in cielo ne in terra ... Per equità chi ha costruito violando le leggi basilari dell'edilizia si dovrebbe meritare una decina di ergastoli.... Però, l'accusa non è il non aver previsto l'entità del terremoto, ma l'aver rilasciato dichiarazioni rassicuranti sul fatto che non ci sarebbe stato un terremoto di forte intensità. Dato per assunto che un terremoto non si possa prevedere è altrettanto logico che non lo si possa neppure escludere. Tutto questo dietro pressioni politiche (tutto è nato da un'intercettazione telefonica tra Bertalaso e il sindaco dell'Aquila in cui l'ex capo della protezione civile si vantava con il sindaco di aver indotto la commissione grandi rischi a dichiarazioni rassicuranti circa le scosse che stavano martoriando la gente abruzzese in quel periodo). Come succede in Italia tutto ruota intorno ai politici .... cavolo fai parti della commissione grandi rischi e ti devi far imbeccare dai politici di turno. Si doveva solo dire come stavano esattamente le cose. Punto.
ROOSTERS99 Posted October 24, 2012 Author Posted October 24, 2012 Basta Giovinco. Il tap player... ....beh, anche io avrei voluto Cavani.......
ROOSTERS99 Posted October 24, 2012 Author Posted October 24, 2012 IL CASO "Umiliata la scienza" Il "padre della Protezione civile" si dimette dalla presidenza della commissione Grandi rischi per protesta contro la sentenza dell'Aquila: il terremoto non è un evento prevedibile Giuseppe Zamberletti Varese - "Mi sono dimesso, insieme agli altri membri del consiglio di presidenza della commissione Grandi Rischi, in segno di solidarietà con la comunità scientifica italiana, la cui indipendenza e libertà è seriamente messa a rischio da questa sentenza". Giuseppe Zamberletti, il "padre" della protezione civile in Italia, manifesta così, proprio mentre le agenzie battono la notizia del clamoroso gesto di protesta, il proprio disappunto nei confronti della sentenza del Tribunale dell’Aquila che ha condannato a sei anni di reclusione i partecipanti alla riunione del 31 marzo 2009. "Colpevoli", in pratica, di non aver previsto il disastroso terremoto che si verificò di lì a poco. E poco importa che sulla imprevedibilità degli eventi sismici la comunità scientifica sia concorde, come attestano le reazioni indignate che, ieri, sono piovute da ogni parte del mondo. "La sentenza - contesta Zamberletti - non distingue fra il livello della valutazione scientifica della situazione, che attiene appunto ai tecnici, e quello della comunicazione e delle decisioni operative, che investono invece i ruoli politico-amministrativi. Può esserci stato un errore di comunicazione, possono essere state assunte delle decisioni inadeguate, ma la sentenza di fatto attribuisce agli scienziati che hanno partecipato a quell’incontro la "colpa" di non aver saputo prevedere ciò che unanimamente il mondo scientifico ritiene imprevedibile". Zamberletti teme che la sentenza dei giudizi aquilani, più pesante delle stesse richieste del pubblico ministero, in qualche modo introduca con la forza delle legge il concetto assolutamente "ascientifico" della prevedibilità dei terremoti, condizionando così l’attività degli esperti. E cita un episodio autobiografico: "Quando ero a capo della Protezione Civile, sulla base dei dati relativi all’attività sismica ordinai l’evacuazione di una porzione consistente della Garfagnana. Fortunatamente non ci fu nessun terremoto. In quella occasione valutammo che, trattandosi d’un territorio limitato e di un periodo di rischio che si sarebbe esaurito nell’arco di breve tempo, circa 48 ore, l’evacuazione fosse la soluzione migliore. All’Aquila la situazione era ben diversa, c’era un’attività sismica protratta che interessava una vasta area, e nessuna possibilità di sapere se, dove e quando avrebbe potuto verificarsi un evento disastroso". Al di là delle pesanti condanne inflitte, ben superiori alle richieste del pubblico ministero, che cosa potrà cambiare questa sentenza? "Moltissimo. Di fatto s’introduce con la forza della legge una "verità" che tale non è dal punto di vista scientifico, e si sanziona lo scienziato che ha operato correttamento nel suo ambito, addebitandogli responsabilità sul fronte della comunicazione e dell’assunzione di provvedimenti che investono altre competenze e responsabilità". Alla luce di questa decisione, come si comporteranno in futuro gli scienziati chiamati a valutare eventuali rischi di natura sismica o idrogeologica? "Mi auguro che la comunità scientifica italiana, universalmente ritenuta di altissimo livello, possa continuare a operare nella libertà e nell’indipendenza che devono esserle riconosciute. Se così non fosse, in un territorio come quello italiano quasi interamente interessato da rischi sismici o idrogeologici, potrebbe darsi il caso che, di fronte a segnali di emergenza anche solo ipotetici, piuttosto che correre il rischio d’essere perseguiti per non aver "predetto" ciò che era scientificamente impossibile prevedere si scelga il male minore, lanciando ordini di evacuazione al minimo indizio sospetto". Insomma, con gli scienziati messi "sotto scopa", si corre il rischio di trasformare, per timore di sanzioni, gli italiani in un popolo di perenni migranti.
Virgus Posted October 24, 2012 Posted October 24, 2012 Io dico " BASTA " allo stress , prima che mi uccida .
ROOSTERS99 Posted October 25, 2012 Author Posted October 25, 2012 Com' è che un Governatore di Regione per il quale sono appena stati chiesti 20 mesi di carcere, nemmeno pensa a dimettersi e nessuno ne chiede le dimissioni ? Sarà mica di sinistra.........
ROOSTERS99 Posted October 26, 2012 Author Posted October 26, 2012 (edited) 26 ottobre 2012 - ore 13:55 E adesso di chi è la colpa del terremoto sul Pollino? Da due anni gli abitanti della Calabria, della Basilicata e della zona settentrionale della Sicilia convivono con il terremoto. La terra ha tremato così tante volte – oltre 2.200 scosse di magnitudo piuttosto bassa – che anche la scossa più forte registrata finora, quella del 29 agosto nello Stretto di Messina (4,6 gradi Richter), è passata piuttosto inosservata mediaticamente. Addirittura all'inizio di ottobre il sindaco di Mormanno aveva chiesto l'intervento della Protezione civile nazionale per la regione del massiccio del Pollino: "Questa situazione – scriveva il sindaco Guglielmo Armentano – ha generato nella cittadinanza panico e apprensione modificando di fatto le abitudini di vita dei cittadini che, sempre più spesso, preferiscono passare la notte nelle auto con tutti i disagi che ne conseguono". La Protezione civile, chiamata a rassicurare gli abitanti di Mormanno, aveva risposto che no, i terremoti non si possono prevedere, che la zona è una di quelle a più alto rischio sismico e che nessuno sa quando il Big One, come lo chiamano in Giappone, il terremoto più forte, possa arrivare. Il territorio del Pollino è infatti classificato con rischio sismico 2, e quindi – secondo i decreti del 2003 e del 2009 – le strutture devono essere progettate secondo regole antisismiche specifiche. Intorno all'1.05 di questa notte poi, un terremoto di magnitudo 5 ha colpito il massiccio del Pollino. Non ci sarebbero state vittime, e l'ospedale del comune di Mormanno è stato evacuato in via precauzionale. Ma la Protezione civile, anche stavolta, non ha lanciato nessun "allarme preventivo". Il mancato allarme che, secondo il tribunale dell'Aquila, la Commissione grandi rischi in carica durante il terremoto abruzzese del 2009 ha omesso. L'allarme mancato per il quale il giudice unico Marco Billi ha condannato a sei anni per omicidio colposo plurimo e lesioni i 7 componenti della Commissione. Come nel Pollino, non era stato lanciato nessun allarme anche dopo la prima scossa violenta in Emilia, il 20 maggio scorso (5,9 gradi Richter). Qui, gran parte delle vittime sono state sorprese dal secondo terremoto, nove giorni dopo, mentre tentavano di ricominciare le attività quotidiane. Ad essere inquisiti, in Emilia, sono i direttori delle aziende e gli ingegneri che forse hanno dispensato certificati di agibilità a strutture danneggiate, e non gli scienziati che rilevavano le attività sismiche dal quartier generale di Mirandola. E ora, di chi è la colpa del terremoto nel Pollino? di Giulia Pompili Edited October 26, 2012 by ROOSTERS99
fillmore Posted October 27, 2012 Posted October 27, 2012 (edited) A Crozza che imita il nostro Ex premier. E a quelli che lo applaudono. Edited October 27, 2012 by fillmore
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