Jump to content

VareseFansBasketNews

  • simon89
    In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani, Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. Valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18.
    Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport. Uno spettacolo vero, che ha entusiasmato il pubblico del PALA2A, mai così numeroso quest’anno, e i tantissimi sostenitori che, grazie alla diretta TV, hanno potuto apprezzare una sfida vibrante tra due squadre che hanno dato il massimo per riuscire ad avere la meglio. Il tutto, nel pieno rispetto dello spirito e dei valori che solo uno sport come la pallacanestro è capace di veicolare.
    Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo.
    In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato.

  • simon89
    La Pallacanestro Varese chiude l'anno solare con una sconfitta beffarda e gioca la carta delle "vie legali" per far valere le proprie ragioni. La truppa di Attilio Caja, priva dell'infortunato Waller e dell'influenzato Hollis, cede soltanto all'overtime contro la Segafredo Bologna sorretta da un monumentale Alessandro Gentile. Ma la società di piazza Monte Grappa ha presentato istanza di reclamo avverso il risultato contestando un errore tecnico arbitrale durante il tempo supplementare. Ossia l'infrazione di 24 secondi che le ha tolto la palla di mano dopo la consultazione dell'instant replay da parte degli arbitri sull'81-83 a meno 48" dal termine: sul cronometro dell'azione c'erano ancora 5 secondi da giocare per l'attacco di Varese, ma i direttori di gara hanno riscontrato che i 24 secondi erano stati azionati dagli ufficiali di campo con 9 secondi di ritardo rispetto alla ripresa del gioco dopo il canestro del più 2 ospite a meno 1'16". Ma se gli arbitri hanno sanzionato i 24 secondi, andavano recuperati i 4 secondi "fantasma" sul cronometro della partita: così ragiona Varese che ha seguito la prassi regolamentare (firma del referto di capitan Ferrero al termine della partita) e oggi presenterà la sua istanza al giudice sportivo chiedendo la ripetizione della partita perché durata 44 minuti e 56 secondi anziché 45'(40'+5'). Nel basket non è ammessa la prova Tv, dunque - con ogni probabilità - il reclamo sarà respinto perché inammissibile (l'unico errore arbitrale per cui è ammesso il ricorso è per l'errata attribuzione dei punti a referto); però Varese vuole sollevare il caso di una direzione arbitrale non gradita né da Attilio Caja - che in sala stampa ha apertamente accusato la terna di aver indirizzato il risultato nell'overtime - né dalla dirigenza, a partire da Claudio Coldebella che ha dato il "la" alla procedura per il reclamo.
    Resta la sensazione della beffa per una partita che la truppa biancorossa avrebbe meritato di vincere per l'impegno profuso nonostante l'emergenza. Varese ha giocato una partita gagliarda con capitan Ferrero (7/9 al tiro) leader assoluto e Okoye capace di duellare a lungo alla pari con Alessandro Gentile. Proprio le precoci uscite per falli delle due ali - col capitano a quota 3 al 19' e a 4 al 25', dubbie due interpretazioni finali che gli sono costate il quinto - sono state fatali in un overtime giocato con assetti d'emergenza. Dall'altra parte Bologna - a sua volta senza Lafayette - ha cavalcato le sue individualità lussuose, primo tra tutti un Gentile per la prima volta in carriera oltre quota 30 punti, e poi un Aradori più incisivo quando Ramagli ha giocato la carta dei 4 piccoli nel quarto periodo. Nonostante un fatturato complessivamente insufficiente del reparto guardie (incerto Wells, male Avramovic), l'unico rammarico di una Varese agonisticamente encomiabile riguarda gli otto liberi lasciati sul ferro, le occasioni perdute sul più 6 di inizio quarto periodo e quel "passi" solitario in contropiede (fischio contestato ma il "quarto tempo" di Tambone era palese...) che ha cancellato il possibile +4 nell'overtime. Piccole sbavature che, come a Milano, Avellino e Pesaro, impediscono alla squadra di Caja di raccogliere i frutti del suo impegno. L'inizio del 2018 a Brindisi ed a Cremona con Waller ancora ai box non è foriero di pensieri felici, l'auspicio è che il nuovo anno porti con sé anche un pizzico di fortuna finora mancata costantemente all'appello...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Serve passare da un’altra sconfitta per capire quanto sia bella questa Varese. Per capire quanto lo spettacolo di unità, caparbietà, personalità, agonismo e generosità ispirato da Attilio Caja e dipinto dai suoi uomini sia un regalo che va al di là di due punti persi o conquistati. Questo insuccesso verrà recuperato, prima o poi, e i conti torneranno in quello che è sempre stato, rimane e rimarrà l’unico obiettivo stagionale di questa squadra: la salvezza. In merito ci mettiamo la mano sul fuoco. Il cuore e l’impegno, le due parole che riassumono meglio le caratteristiche annotate poc’anzi, sono invece un pane da mangiare subito. E per il quale ringraziare.
    Si potrebbe riassumere così il match di Santo Stefano nel quale la Virtus Bologna ha espugnato il PalA2A per 85-90 dopo un tempo supplementare. Una gara che entra nell’anima per un’incertezza durata 44 minuti, per la combattività di entrambe le squadre e soprattutto per la prestazione offerta dai padroni di casa.
    Rimaneggiati (senza Waller fin dalla lunga vigilia e all’ultimo senza Hollis, rimasto ai box per un’influenza intestinale fulminante) Ferrero e compagni hanno tenuto egregiamente testa a una Segafredo (a sua volta senza il play Lafayette: con un roster di 9 “titolari”, però, è un’assenza che pesa indubbiamente meno...) guidata da un Alessandro Gentile in stato di grazia: 32 punti (record in carriera) e 12 su 17 da due punti.
    La guida spirituale
    Lo hanno fatto partendo da una difesa grintosa, attenta, mobile, intelligente (raddoppi pensati, rotazioni puntuali, recuperi) e partecipata da ogni “reduce” dell’Artiglio, una difesa che ha fatto sudare ogni canestro al talento degli avversari. E lo hanno fatto con un attacco magari modesto nella percentuale di innato e al solito non sempre preciso nelle esecuzioni, ma di certo giudizioso, generoso quanto la retroguardia e capace - come una sinfonia - di contare su più strumenti: una guida spirituale, che risponde al nome di un Giancarlo Ferrero praticamente perfetto (17 punti: “high in carrier” eguagliato in Serie A) in un serata nella quale dare l’esempio era fondamentale (ma il capitano ormai non sorprende più...), un “go to guy” per elezione come Stan Okoye (18 punti, tanti errori da 3 punti - 7, 3/10 - ma anche tante responsabilità prese), un uomo di sostanza come Cain (14 e 9 rimbalzi) e un mattoncino di tutti gli altri.
    I due episodi
    Compreso Wells, capace di portare con una tripla la partita al supplementare, al termine di un percorso personale segnato dalle consuete pause (13 punti, 4 assist e alcune scelte sbagliate): un epilogo naturale per una contesa senza padrone (massimo vantaggio bianconero il 4-11 del 5’, biancorosso il 57-51 del 31’). Qui, una Varese ormai ridotta ai minimi termini per le uscite dal campo - causa raggiunto limite di falli - di Ferrero e Okoye - è stata matata dalle giocate (alcune incredibili) di Ale Gentile e di Aradori, ma anche dagli episodi. Il primo: un passi di Tambone sul contropiede del possibile +4 (infrazione sacrosanta - il giocatore fa effettivamente 4 passi - ma involontaria e forse non così influente). Il secondo, ben più grave: il pasticcio degli ufficiali di campo a 1’16” dalla fine, sull’81-83. Varese ha palla in mano e inizia l’azione d’attacco, ma il timer dei 24” resta fermo per circa 4” e poi viene fatto ripartire senza che l’errore venga segnalato agli arbitri e il gioco di conseguenza fermato. Nessuno si accorge dell’inghippo: l’azione prosegue e Wells viene stoppato da Slaughter con 5” ancora sul cronometro dei 24” (che, senza il temporaneo blocco, avrebbe invece già finito la propria corsa...). Gli arbitri assegnano la rimessa ai biancorossi, ma vengono allertati dalla panchina della Virtus e vanno a controllare all’istant replay: dopo una lunga consultazione la decisione viene cambiata e la palla ritorna agli ospiti. Con Varese, la quale con i riferimenti temporali corretti sul tabellone dei 24” avrebbe attaccato in maniera diversa e che a quel punto chiedeva solo di poter giocare i 5” rimanenti, incolpevole, cornuta e mazziata. Per tutto questo il direttore generale della società Claudio Coldebella ha presentato ricorso direttamente nel referto arbitrale a fine gara, ma le possibilità che lo stesso venga accolto sono praticamente nulle.
    Fabio Gandini

  • banksanity6
    Partita tiratissima e decisa all’overtime quella disputata alle 15.00 di un Santo Stefano dove la novità più appariscente è senza dubbio il nuovo “cubo” mentre i roster delle 2 squadre sono largamente rimaneggiati con Lafayette ai box per le V Nere e al già risaputo guaio Waller, alle prese con una distorsione al ginocchio, per Varese si aggiunge anche Hollis con una influenza intestinale che non gli permette nemmeno di entrare a referto. Nei 5 minuti supplementari succede un po’ di tutto compreso un pasticcio al tavolo e della terna arbitrale che regala un possesso poi decisivo ai fini del risultato finale a Bologna che sbanca Masnago. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 6 : oggi si presenta in campo come guardia titolare per sostituire l’infortunato Waller e l’impatto iniziale non è dei migliori. Pian piano trova fiducia e sembra avere le idee giuste per aiutare la causa ma una persa sanguinosa in un momento topico (passaggio dietro la schiena per Pelle) e altre soluzioni dove si fa chiudere dalla difesa felsinea lo rilegano in panchina nei minuti decisivi dell’incontro. RIMANDATO
    Pelle 5,5 : parte in quintetto dopo qualche partita ma la sua prestazione è troppo a corrente alternata, infatti coach Caja gli preferisce Cain per lunghi tratti. Purtroppo cade ancora colpevolmente in errori banali che non gli vengono mai perdonati. CASTIGATO
    Bergamaschi N.E.
    Natali 6 : per forza di cose il suo minutaggio questa sera sale e la sua missione è ben delineata quanto con un alto coefficiente di difficoltà e cioè contenere le bocche da fuoco più insidiose degli avversari e ovvero A. Gentile e Aradori.L' impegno sicuramente non manca ma alla lunga la battaglia è persa con l’aggravante di avere una mano glaciale in attacco che alla fine pesa in maniera sostanziosa per quanto riguarda il risultato. MISSION IMPOSSIBLE
    Parravicini N.E.
    Okoye 6,5 : primo tempo durante il quale sono più le cose negative rispetto a quelle positive. A fine gara poi guardando il tabellino le cifre sono più che accettabili ma ciò non toglie che alcune scelte che poi portano a palle perse e la gestione di alcuni contropiedi sono quanto meno da censurare. Oltre a questo abusa della conclusione da fuori con percentuali rivedibili. Spende il quinto fallo escludendosi da solo dal supplementare, forse avrebbero dovuto aiutarlo non facendolo sacrificare visto che comunque sia, è una dei principali terminali offensivi biancorossi. SPARATUTTO
    Seck N.E.
    Tambone 5,5 : prima parte di gara ordinata ma nulla più. Nel finale di partita, anche causa il calo di Avramovic, viene ributtato nella mischia e prima con una tripla di personalità e poi con un contropiede, rischia di assicurarsi il titolo di salvatore della patria; peccato che in contropiede, in 1 vs 0 commetta un’infrazione di passi da minibasket. FONDAMENTAL...I
    Cain 7 : altra ottima prestazione del lungo statunitense della OJM che però non basta per vincere. Tiri ad alta percentuale e solita presenza a rimbalzo e tutti i movimenti che un pivot deve fare. ISPIRATO
    Ferrero 7,5 : questa sera il capitano sfiora la prestazione della vita, fatta eccezione solo per la gestione dei falli dove, sempre per eccesso di generosità, esagera e si fa tirare dentro nel tranello escogitato da Alessandro Gentile. Vista la sua serata di grazie la sua prematura uscita per falli è una mannaia affilata sulla testa della compagine buosina. BOIA
    Wells 5,5 : negli ultimi secondi riesce ad incarnare il giocatore che staff e tifosi si immaginavano di trovare, infatti prima mette la tripla del 74 pari a meno di 10 secondi dalla fine e in difesa stoppa la conclusione di Gentile che vale il supplementare. Peccato che nei restanti 38 minuti in cui rimane in campo fa vedere ben poco di positivo sia come play che come guardia e oggi avremmo tanto avuto bisogno di un leader. ASSENTE INGIUSTIFICATO
     

  • simon89
    Le prime volte, per qualcuno le ultime. Forse l’ultima.
    La prima volta del “Cubo”, l’opera che proietta la società in un futuro dove però l’apparenza dovrà sempre cercare di coniugarsi alla sostanza: sarà una sfida eterna qui sotto al Sacro Monte del basket, da non sottovalutare mai.
    La prima volta del nuovo inno della Pallacanestro Varese,”Come nella vita”, scritto dal preparatore atletico biancorosso Marco Armenise: non siamo critici musicali e quindi non esprimiamo giudizi qualitativi (che sarebbero strettamente personali); ci auguriamo, semplicemente, che porti un po’ di fortuna, quella che a volte si pesca nei particolari, anche in quelli che paiono inutili.
    La prima volta di una Varese incompleta, almeno in gare ufficiali nella stagione 2017/2018. E l’assenza di Antabia Waller è una defezione in una truppa cui Attilio Caja - per necessità ma anche per virtù - ha insegnato a giocare insieme, a essere “noi” invece che “io”, ad amarsi vicendevolmente tra i suoi componenti: fa meno male, quindi, che l’assenza di un uomo solo al comando in un gruppo di gregari.
    Fa meno male non significa che non lo faccia del tutto: sono sempre 11 punti di media che se ne andranno (probabilmente per un mese) uniti all’unico tiratore puro presente nel roster. Ma la creatura dell’Artiglio sa sacrificare ogni cosa sull’altare del “noi”: e la vittima di turno sarà la sfortuna.
    Pallacanestro Varese-Virtus Bologna, un ’ennesima volta. Rimasta uguale in due nomi che fanno tremare i cuori, soprattutto se uniti da un trattino che le mette insieme su un rettangolo 15x28 metri, anche se tutto è cambiato, dentro e fuori dallo stesso.
    Bologna pone uno accanto all’altro due dei primi dieci marcatori della Serie A 2017/2018, e il fatto che siano due giocatori italiani fa viaggiare per un attimo su una sorta di macchina del tempo. Sono Alessandro Gentile (17,5 punti a partita) e Pietro Aradori (15,8): chiaro che il focus si concentri su di loro, che assicurano quasi metà del fatturato offensivo virtussino (80,2 punti segnati a partita contro i 73,8 dei biancorossi) e che in due racchiudono un arcobaleno di pericolosità da temere.
    Dietro di loro un esercito simile a quello varesino, almeno per una sorta di comunismo del gioco d’attacco: Lafayette, Lawson, Slaughter, Umeh, Ndoja e Stefano Gentile: cifre simili, uguali possibilità di colpire come alternativa alle due principali bocche da fuoco.
    Vaticinare i temi tattici di una gara della Openjobmetis di Attilio Caja ormai è facile: difesa, difesa, difesa. Corsa, corsa, corsa in contropiede per trovare quei punti facili che valgono doppio in assenza di un talento offensivo diffuso.
    E poi percentuali, percentuali, percentuali, altalenante tallone d’achille di un gruppo che finora ha raccolto meno di quanto ha seminato.
    Fabio Gandini

  • simon89
    La Pallacanestro Varese cerca due punti pesanti per chiudere col sorriso il 2017. Ultima tappa dell' anno solare martedì al Pa- 1A2A (palla a due alle 15; diretta su Eurosport2) per la truppa di Attilio Caja, che riceverà l'ambiziosa matricola Segafredo Bologna in una gara ricca ai motivazioni. Ferrero e soci trascorreranno le festività in palestra - oggi allenamento alle 15 per acclimatarsi con l'inconsueto orario di gara, rifinitura in programma la mattina di Natale - per prepararsi al meglio a dare l'assalto alle rinvigorite "Vu Nere". Partita da affrontare in emergenza per Varese, costretta a fare a meno di Antabia Waller in attesa di scoprire con esattezza l'entità dell'infortunio del suo cecchino designato (ma sembra difficilmente evitabile il ricorso al mercato in cerca di un sostituto).
    Il team biancorosso non ha alcuna intenzione di piangersi addosso per l'assenza della sua guardia titolare, e prepara la solita partita casalinga in versione arrembante contro un'avversaria di grande talento. «Non dobbiamo essere arrendevoli e pensare di aver perso prima di iniziare; al contrario dobbiamo e vogliamo giocare una gara di grande energia e grande coraggio. Bologna ha tanta qualità, ma noi con tenacia ed aggressività potremo disputare una bella partita»: così Attilio Caja ha stimolato il gruppo in vista del match di martedì. Occasioni in particolare per Aleksa Avramovic, Matteo Tambone e Nicola Natali, che senza Waller avranno più minuti e responsabilità; ma in assoluto tutti gli effettivi biancorossi dovranno dare qualcosa di più per nascondere l'assenza del tiratore ex Mornar Bar.
    L'obiettivo è quello di conquistare due punti importanti per allontanarsi dalla zona pericolo alla vigilia delle delicate trasferte di inizio 2018 a Brindisi e Cremona. E anche quello di abbinare un ricordo positivo alla storica inaugurazione del tabellone "led cube": la strumentazione acquistata grazie all'impegno diretto dello sponsor Tigros arricchirà il contorno dello spettacolo al PalA2A. Ma il vero spettacolo sarà ovviamente quello del campo, e perriuscire ad esprimersi al meglio Varese non potrà prescindere da un'altra prova arrembante come quelle con cui ha messo alle corde Cantù, Trento e Capo d'Orlando.
    Se lo aspetta anche Bologna, a sua volta col rischio di dover fare a meno di un elemento cardine come Oliver Lafayette (problemi muscolari nei giorni scorsi, recupero difficile per il 33enne play naturalizzato croato). La Virtus rilanciata dopo la retrocessione del 2015-16 dall'avvento di Massimo Zanetti col marchio Segafredo, ha puntato molto su un nucleo italiano che ha nel capitano azzurro Pietto Aradori e nel mix di talento e fisicità di Alessandro Gentile i pezzi pregiati (rispettivamente 15.8 e 17.4 punti di media-gara). Finora però le "Vu Nere" hanno raccolto meno rispetto alle aspettative, complici numerose sconfitte in volata; il successo di domenica contro Torino ha riportato serenità dopo 5 stop nelle 6 gare precedenti, toccherà a Varese cercare di "tastare" eventuali nervi scoperti andando all'arrembaggio degli ospiti sin dal primo minuto di una gara da giocare col coltello tra i denti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    «Non arriveremo al match nel nostro momento migliore, perché quella di Waller è un’assenza importante. Durante la stagione questi inconvenienti però ci possono essere e martedì non dovremo essere arrendevoli e credere di aver già perso prima di cominciare: dovremo fare la nostra partita con coraggio ed energia, giocandola nel miglior modo possibile».
    Davanti alla sfortuna bisogna tirare fuori gli... Artigli. E se c’è uno che lo può fare è proprio coach Attilio Caja, per nulla disposto a partire battuto nonostante la sua Varese sia rimaneggiata.
    Antabia Waller non ci sarà contro la Virtus Bologna nel match di Santo Stefano e non c’è nemmeno alcun aggiornamento sulle sue condizioni. Dovrà infatti passare ancora del tempo prima che il giocatore possa sottoporsi a determinati accertamenti medici e avere un quadro chiaro della situazione. A breve termine impera il pessimismo: anche nella migliore delle ipotesi due-tre settimane di stop sono purtroppo da mettere in conto e ciò significherebbe la sua assenza anche contro Brindisi e Cremona.
    Anche nella malasorte, peraltro, guardare troppo in là serve a nulla: meglio concentrarsi sul presente e quindi sulla Virtus.
    È ciò che fa l’allenatore pavese, presentando una sfida storica e un avversario che la storia, prima o poi, vorrebbe tornare a scriverla: «Bologna è una squadra che ha una netta impronta italiana - esordisce il coach - La società, avendo la possibilità di farlo, è stata brava a seguire questa linea, perché è interessante. Hanno puntato su giocatori nazionali di grande rilievo, come Pietro Aradori, che è forse il cestista italiano con più talento (ed è tra i primi in Europa) perché ha un’abilità nel segnare davvero notevole. Poi hanno puntato sulla “rinascita” sportiva di Alessandro Gentile dopo la sfortunata parentesi dell’anno scorso: lui aveva bisogno di un’opportunità con grandi stimoli e la Virtus glieli ha dati, facendo una scelta interessante e opportuna (e, se ce ne fosse stata la possibilità, anche a me avrebbe fatto piacere allenarlo). E non si può non citare suo fratello Stefano, che a mio giudizio è un giocatore un po’ sottovalutato: ha qualità, carattere e rende molto nei momenti caldi delle gare».
    Non è finita qui: «Accanto a loro ci sono elementi importanti ed esperti, decisivi lo scorso anno per la vittoria dell’A2: Ndoja, Umeh e Lawson. E a questa somma hanno aggiunto anche due giocatori come Oliver Lafayette e Marcus Slaughter che hanno un’esperienza, anche a livello europeo, molto marcata. Pertanto ritengo che a inizio campionato Bologna sia stata giustamente inserita tra le pretendenti ai playoff e non solo. Quando una squadra è nuova, tuttavia, ha bisogno di tempo per conoscersi e imparare a giocare insieme ed è questo il motivo per cui hanno avuto alti e bassi finora. Noi, dal canto nostro, siamo pronti ad affrontare una squadra di altissimo livello».
    Con un però: «I nostri avversari hanno grande qualità - conclude Caja - ma con tenacia, aggressività e coraggio possiamo fare la nostra partita. Vedremo se sarà sufficiente per arrivare alla vittoria finale».
    Fabio Gandini

  • simon89
    La tegola Tay Waller piomba sulla missione salvezza di Varese. La guardia statunitense dovrà restare ai box per un periodo di tempo ancora da definire a causa di una distorsione al ginocchio destro accusata nell'allenamento di mercoledì. Una brutta torsione verso l'interno mentre il giocatore stava andando in contropiede, che al momento non è valutabile con esattezza: l'articolazione è ancora troppo gonfia per effettuare gli esami specialistici necessari a stabilire diagnosi e prognosi. Fino ai primi giorni della prossima settimana, probabilmente dopo la gara del 26 dicembre contro Bologna, sarà impossibile valutare se si tratta di un problema risolvibile mediante terapie (ma potrebbero servire non meno di 4 settimane di stop), oppure si tratterà di una situazione più grave con la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico.
    Quel che è sicuro è che Waller - secondo miglior marcatore biancorosso a 11,4 punti di media - salterà il prossimo impegno casalingo di martedì prossimo, dal quale Varese proverà comunque a spremere punti vitali in chiave salvezza, e a meno di clamorosi colpi di scena anche le due trasferte di inizio 2018 sui campi delle dirette rivali Brindisi e Cremona. Nella contingenza immediata ci sarà spazio in quintetto base per Aleksa Avramovic, forse l'elemento più in forma delle ultime settimane; ma pur con tutte le cautele del caso, la società di piazza Monte Grappa sta monitorando quel che offre il mercato per farsi trovare pronta in caso di necessità ineludibili (leggi uno stop superiore alle 3-4 settimane da parte dell' atleta del 1988). Nell'ipotesi peggiore tali da superare anche i vincoli di bilancio, rimanendo nel "target" economico del 2017-18 e non potendo pescare un altro jolly di valore assoluto (tecnico, ma anche monetario) come il Dominique Johnson del 2016-17.
    Piuttosto il problema è legato alla scarsità di soluzioni disponibili: giocatori tagliati o liberabili in Italia non ce ne sono (potrebbe esserlo Marques Green fra 10 giorni a Venezia, ma l'autonomia a 35 anni e il ruolo da play puro non ne fanno un profilo ad hoc). Si prova a capire cosa può esserci disponibile negli altri campionati europei, escludendo gli atleti inattivi dal 2016-17 vista la necessità di inserire eventualmente un giocatore già pronto e rodato. Ma anche se da qui alla prossima settimana si dovessero individuare profili che calzano alle necessità tecniche e alle disponibilità economiche, c'è da fare i conti con le festività natalizie con relativa chiusura degli uffici del Coni che rilasciano i visti per gli extracomunitari. Dunque a meno di non trovare un giocatore con passaporto dell'Unione Europea - con costi parametrati alla difficoltà di una ricerca assai circoscritta, molto più facile invece reperire un americano disponibile o già attivo in Italia, sarebbe impossibile trovare un sostituto "arruolabile" prima del match del 7 gennaio a Cremona o addirittura dell'ultima di andata del 14 gennaio contro Torino. Se invece il problema di Waller fosse meno grave - attorno al mese di stop - Varese proverà a stringere i denti in attesa del recupero della guardia del 1988.
    Ad oggi si naviga a vista, preparando le strategie alternative in attesa del responso definitivo degli specialisti. Di sicuro però la truppa di Attilio Caja dovrà affrontare in emergenza sul perimetro due gare assai delicate come quelle contro Virtus Bologna e Brindisi, che negli auspici avrebbero potuto garantire un abbrivio importante verso la zona tranquillità. Oggi più che mai invece Varese deve guardarsi alle spalle.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Brutta tegola in casa Openjobmetis: Antabia Waller ha riportato durante l'allenamento di mercoledì sera un trauma distorsivo al ginocchio destro. La guardia che lo scorso anno militava nella squadra montenegrina dei Mornar Bar verrà sottoposto nei prossimi giorni a degli accertamenti strumentali per una definitiva valutazione dell'infortunio: sarà quasi impossibile vederlo sul parquet per il match di Santo Stefano contro la Virtus Bologna.
    Waller si è fatto male durante la sessione pomeridiana ordinata da Caja mercoledì, in modo assolutamente fortuito: durante un'azione di contropiede il suo ginocchio destro si è girato verso l'interno in modo innaturale. Il giocatore ha sospeso l'allenamento e si è sottoposto alle prime cure dello staff medico, ma con il passare delle ore il suo ginocchio si è gonfiato parecchio ed è stato interessato dalla formazione di liquido (il cosiddetto versamento) come saltuariamente accade dopo gli eventi traumatici. Il tutto è stato accompagnato da un dolore piuttosto acuto. Nella giornata di ieri la situazione dell'atleta originario di Manchester (Georgia) è stata posta nuovamente sotto osservazione. Il gonfiore ma soprattutto il versamento che ancora permanevano hanno impedito che Waller fosse sottoposto agli esami di rito, consigliando di posticipare gli stessi ai prossimi giorni: in presenza di versamento, infatti, anche una risonanza diventa inutile.
    Come annunciato nello stringato comunicato societario di ieri pomeriggio Antabia, in attesa degli accertamenti, si è tuttavia prestato alle prime terapie. Vista la vicinanza dell'impegno (mancano solo cinque giorni) e vista la mancanza di certezze fino al responso strumentale, la presenza del "2" americano sullo scacchiere di Caja contro la Virtus Bologna (palla a due alle 15 di Santo Stefano) è ben più che in dubbio: sembra quasi impossibile. E questa è la prima brutta notizia in casa biancorossa. La seconda è che eventi traumatici di questo tipo (posta, lo ribadiamo, l'attuale assenza di certezze sia in positivo che in negativo, leggi lesioni) abbisognano di almeno 3-4 settimane per risolversi, con una variabilità derivante anche dalla risposta del giocatore al dolore. E 3-4 settimane nel caso di Waller significherebbe saltare anche la trasferta di Brindisi (2 gennaio) e quella di Cremona (7 gennaio).
    Fabio Gandini

×
×
  • Create New...