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VareseFansBasketNews

  • simon89
    La tegola dell’infortunio di Antabia Waller costringe la Openjobmetis Varese ad intervenire sul mercato per cercare un sostituto del 29enne americano, che dovrà essere operato per la lesione del legamento crociato anteriore, riscontrata mercoledì.
    «Guardia e anche play»
    Ne abbiamo parlato con Toto Bulgheroni, consigliere con delega all’area tecnica, che ci fa il punto della situazione. «Come è ovvio che sia, siamo dispiaciutissimi per il ragazzo, che è un ottimo ragazzo e che ci stava dando un buon contributo in questa prima parte della stagione. Detto questo siamo obbligati a muoverci sul mercato, avendo però un vincolo di disponibilità che è relativo. Quindi non possiamo pensare di avvicinare giocatori che hanno dei costi proibitivi. Claudio Coldebella ed Attilio Caja si stanno già muovendo nella maniera migliore per trovare un giocatore che possa darci una mano in termini di realizzazione, ma anche difensivi. Di nomi in questo momento non ne abbiamo, perché non siamo sufficientemente sicuri per poter dire che puntiamo un giocatore piuttosto che un altro. Confermo che però siamo costretti a muoverci in questa direzione».
    Identikit particolari non ce ne sono, anche perché il filtro principale è quello della disponibilità economica e dei giocatori presenti attualmente sul mercato: «Stiamo anzitutto muovendoci cercando di capire quali sono i giocatori disponibili sul mercato e soprattutto ai costi che possiamo permetterci, quindi la scelta non è così facile e non è neanche così scontata. Riuscissimo trovare quella che i tecnici chiamano combo-guard, un termine che a me non piace, ossia una guardia con punti nelle mani e che possa garantire anche qualche minuto da playmaker, potrebbe essere di grande aiuto. Allo stesso tempo però vorremmo un giocatore con delle referenze, che abbia non solo buoni numeri ma anche una buona predisposizione».
    «Tambone? Non era passi...
    Detto del mercato, il pensiero torna rapidamente alla sfida persa nel giorno di Santo Stefano contro la Virtus: «Parto da una considerazione: mi dispiace buttarla sempre su questo piano ma abbiamo giocato contro una squadra che ha dichiarato 2 milioni e mezzo di stipendi netti contro una squadra che non arriva a 900mila. E teniamo conto due giocatori non c’erano. Una considerazione che è stata però smentita dal cuore e dalla grinta che la squadra ha avuto nel combattere alla pari con loro che hanno roster lungo, giocatori molto forti, due perni della nazionale come Aradori e Gentile. Ci siamo sbattuti come pochi. C’è rammarico perché è stato fischiato un passi clamoroso, che con le nuove regole non è mai passi. Abbiamo subito un errore del tavolo quando avevamo palla in mano e mancavano cinque secondi. Come detto c’è grande rammarico ma anche grande soddisfazione per aver visto una squadra che ha lottato con otto giocatori e con Ferrero ed Okoye fuori nel supplementare. Deve essere un grosso sprone per noi».
    Ultima postilla su Damian Hollis: «Sono convinto possa darci ancora molto, perché non ha dato un grande contributo. È un giocatore atipico, che ha bisogno di entrare “in the zone”, in un momento in cui vede il canestro grosso e vede le cose facili. Martedì ci avrebbe dato una mano grossa contro la Virtus. Per di più è un bravissimo ragazzo, non è uguale agli altri, Attilio sa come prenderlo e come plasmarlo, ci vuole del tempo come sempre nella vita. Ci saranno spazi e margini per lui per dimostrare ciò che vale».
    Alberto Coriele

  • simon89
    La Pallacanestro Varese è costretta a ricorrere al mercato per sostituire Antabia Waller. Il verdetto della visita specialistica sostenuta ieri mattina a Reggio Emilia non lascia spazio ad alcuna alternativa: la guardia statunitense ha riportato una lesione del legamento crociato del ginocchio destro, con la necessità di un intervento chirurgico che ne chiuderà anzitempo la stagione. Il giocatore americano sarà seguito direttamente dalla società di piazza Monte Grappa per quanto riguarda l'operazione (con ogni probabilità l'effettuerà il professor Rodolfo Rocchi, lo stesso specialista reggiano che ha visitato ieri l'atleta del 1988); ma Waller rappresenta ormai il passato per il club biancorosso, costretto a intervenire sul mercato per sostituirlo.
    Le risorse per rimpiazzare la guardia titolare infortunata saranno reperite mediante un extrabudget comunque non eccessivamente invasivo (sei mensilità di uno statunitense più i costi accessori corrispondono ad un costo azienda che dovrebbe essere contenuto entro le cinque cifre). Le risorse limitate a disposizione del club impediscono un'aggiunta alla Dominique Johnson, con stipendio praticamente triplo rispetto al suo predecessore Melvin. Inserire un nuovo giocatore sul perimetro rappresenta però una necessità ineludibile per non rischiare di finire risucchiati nel gorgo della zona retrocessione. Varese era comunque preparata al peggio, col d.g. Claudio Coldebella attivo già la scorsa settimana per valutare le disponibilità del mercato in attesa dell'esito della visita di Waller.
    La difficoltà maggiore riguarda la scarsità di giocatori liberi, oppure che militano in altri club europei - visto che il mercato italiano non offre alcuna soluzione "riciclabile" (Marques Green a Venezia va verso un altro gettone mensile) - ma liberatali senza dover versare un buyout. Anche per tale motivo l'esigenza di inserire un esterno potrebbe trasformarsi in un'opportunità per una correzione di assetto: il sostituto di Waller potrebbe non essere una guardia pura con spiccate doti balistiche come l'atleta della Georgia, ma un elemento con maggiore propensione alla costruzione del gioco. Dunque Varese, compatibilmente con l'asfitticità del mercato, preferirebbe puntare su un play-guardia o addirittura su un playmaker puro, con l'intento di sgravare Cameron Wells dalle responsabilità della regia per liberarne le doti realizzative nello spot di guardia, come accadeva spesso al Giessen.
    La caccia è aperta puntando su un giocatore esperto d'Europa e già rodato nel 2017/18, non potendo affidarsi a scommesse o giocatori da rimettere in forma dopo lunghi stop. I tempi ristrettissimi per il tesseramento (termine ultimo le 11 di domani, anche se si giocherà il 2 gennaio) impediscono di trovare il rinforzo in tempo utile per la trasferta di inizio 2018 a Brindisi. La società di piazza Monte Grappa vuole però portare a Varese entro mercoledì prossimo il sostituto di Antabia Waller con tutti i documenti necessari per poterlo schierare il 7 gennaio a Cremona.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Openjobmetis Varese è sul mercato. E questa è la prima notizia. La seconda, di gran lunga meno importante, è che lo sbandierato (ma “disperato” nelle sue possibilità di accoglimento...) ricorso per l’errore al tavolo degli ufficiali di campo con il cronometro dei 24” nel match contro la Virtus Bologna non verrà esperito.
    Questo quanto dedotto da un comunicato diffuso nel primo pomeriggio di ieri nel quale, tuttavia, la società biancorossa ha provveduto a «...stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo...».
    Non solo “2”
    Si parta però da Antabia Waller, che ieri ha eseguito gli accertamenti medici strumentali dopo l’infortunio al ginocchio subito durante l’allenamento di mercoledì 20 dicembre. Il responso degli stessi è stato lapidario: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. In soldoni? Stagione finita. La guardia ex Mornar Bar dovrà infatti operarsi e il rientro sul parquet in casi simili - tra riabilitazione e riattivazione agonistica- non avviene normalmente prima di almeno sei mesi.
    Tutto ciò significa che da ieri Attilio Caja è ufficialmente senza il “2” titolare e che sarà necessario ricorrere immediatamente al mercato. La cernita del profilo giusto è già iniziata nel pomeriggio di ieri, una volta appresa la brutta novella su Antabia: lo staff tecnico ha stilato una rosa di una ventina di nomi e da tale elenco dovrà uscire il prescelto. Non ci si fossilizzerà sulle guardie pure: Varese cerca il miglior elemento attualmente disponibile su piazza tra gli esterni compatibilmente con le proprie disponibilità economiche, contando di poter integrarlo in ruoli anche parzialmente diversi. Quel che è certo è che la società non potrà sottrarsi a un sacrificio finanziario non previsto, tra la transazione che si cercherà con Waller e l’ingaggio del nuovo acquisto.
    Il dietrofront
    Per ciò che riguarda Varese-Virtus, invece, la giornata di ieri è stata caraterizzata da un innegabile dietrofront comunicativo. Dopo la partita, a caldo, i dirigenti biancorossi avevano annunciato urbi et orbi la volontà di presentare ricorso alla Federazione per il danno subito sul punteggio di 81-83, quando il cronometro dei 24" si è bloccato per diversi secondi prima di essere fatto ripartire dagli ufficiali di campo senza che sul parquet nessuno si accorgesse. Nemmeno gli arbitri, che hanno contestato un’infrazione di 24” a Varese solo dopo una lunga consultazione all’istant replay, togliendo alla stessa squadra biancorossa una rimessa dal fondo conquista (stoppata di Slaughter su Wells) con ancora 5” secondi da giocare nell’azione.
    Questo il comunicato di ieri: «In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani (tuttindr....), Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18. Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport...».
    Qualche riga più tardi, tuttavia, si continua così: «Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo. In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato».
    Fabio Gandini

  • simon89
    In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani, Pallacanestro Varese comunica che non è sua intenzione proporre ricorso per quanto accaduto ieri, martedì 26 dicembre, in occasione della partita con la Segafredo Virtus Bologna. Valida per la dodicesima giornata del campionato LBA 2017-18.
    Questa decisione è stata presa per rispetto nei confronti della Società bolognese, cui vanno le congratulazioni per la vittoria ottenuta sul campo, al termine di un’emozionante gara che ha rappresentato uno spot bellissimo per il nostro sport. Uno spettacolo vero, che ha entusiasmato il pubblico del PALA2A, mai così numeroso quest’anno, e i tantissimi sostenitori che, grazie alla diretta TV, hanno potuto apprezzare una sfida vibrante tra due squadre che hanno dato il massimo per riuscire ad avere la meglio. Il tutto, nel pieno rispetto dello spirito e dei valori che solo uno sport come la pallacanestro è capace di veicolare.
    Parallelamente, e con rammarico autentico, Pallacanestro Varese non può non stigmatizzare l’inadeguato operato della terna arbitrale e degli ufficiali di campo che, nell’occasione, non si sono dimostrati di livello pari a quello delle squadre nella gestione delle situazioni venutasi a creare, come innegabilmente testimoniato dalla stessa diretta televisiva. Le decisioni tecniche che ne sono scaturite hanno condizionato il regolare svolgimento della gara e, si sottolinea, avrebbero potuto penalizzare sia l’una che l’altra parte in campo.
    In vista del prosieguo del campionato, Pallacanestro Varese si augura che la classe arbitrale dimostri di avere al suo interno qualità, capacità di analisi e critica e che gli stessi arbitri siano considerati parte di un sistema fortemente determinato ad investire risorse importanti per riqualificare la categoria all’eccellenza del passato.

  • simon89
    La Pallacanestro Varese chiude l'anno solare con una sconfitta beffarda e gioca la carta delle "vie legali" per far valere le proprie ragioni. La truppa di Attilio Caja, priva dell'infortunato Waller e dell'influenzato Hollis, cede soltanto all'overtime contro la Segafredo Bologna sorretta da un monumentale Alessandro Gentile. Ma la società di piazza Monte Grappa ha presentato istanza di reclamo avverso il risultato contestando un errore tecnico arbitrale durante il tempo supplementare. Ossia l'infrazione di 24 secondi che le ha tolto la palla di mano dopo la consultazione dell'instant replay da parte degli arbitri sull'81-83 a meno 48" dal termine: sul cronometro dell'azione c'erano ancora 5 secondi da giocare per l'attacco di Varese, ma i direttori di gara hanno riscontrato che i 24 secondi erano stati azionati dagli ufficiali di campo con 9 secondi di ritardo rispetto alla ripresa del gioco dopo il canestro del più 2 ospite a meno 1'16". Ma se gli arbitri hanno sanzionato i 24 secondi, andavano recuperati i 4 secondi "fantasma" sul cronometro della partita: così ragiona Varese che ha seguito la prassi regolamentare (firma del referto di capitan Ferrero al termine della partita) e oggi presenterà la sua istanza al giudice sportivo chiedendo la ripetizione della partita perché durata 44 minuti e 56 secondi anziché 45'(40'+5'). Nel basket non è ammessa la prova Tv, dunque - con ogni probabilità - il reclamo sarà respinto perché inammissibile (l'unico errore arbitrale per cui è ammesso il ricorso è per l'errata attribuzione dei punti a referto); però Varese vuole sollevare il caso di una direzione arbitrale non gradita né da Attilio Caja - che in sala stampa ha apertamente accusato la terna di aver indirizzato il risultato nell'overtime - né dalla dirigenza, a partire da Claudio Coldebella che ha dato il "la" alla procedura per il reclamo.
    Resta la sensazione della beffa per una partita che la truppa biancorossa avrebbe meritato di vincere per l'impegno profuso nonostante l'emergenza. Varese ha giocato una partita gagliarda con capitan Ferrero (7/9 al tiro) leader assoluto e Okoye capace di duellare a lungo alla pari con Alessandro Gentile. Proprio le precoci uscite per falli delle due ali - col capitano a quota 3 al 19' e a 4 al 25', dubbie due interpretazioni finali che gli sono costate il quinto - sono state fatali in un overtime giocato con assetti d'emergenza. Dall'altra parte Bologna - a sua volta senza Lafayette - ha cavalcato le sue individualità lussuose, primo tra tutti un Gentile per la prima volta in carriera oltre quota 30 punti, e poi un Aradori più incisivo quando Ramagli ha giocato la carta dei 4 piccoli nel quarto periodo. Nonostante un fatturato complessivamente insufficiente del reparto guardie (incerto Wells, male Avramovic), l'unico rammarico di una Varese agonisticamente encomiabile riguarda gli otto liberi lasciati sul ferro, le occasioni perdute sul più 6 di inizio quarto periodo e quel "passi" solitario in contropiede (fischio contestato ma il "quarto tempo" di Tambone era palese...) che ha cancellato il possibile +4 nell'overtime. Piccole sbavature che, come a Milano, Avellino e Pesaro, impediscono alla squadra di Caja di raccogliere i frutti del suo impegno. L'inizio del 2018 a Brindisi ed a Cremona con Waller ancora ai box non è foriero di pensieri felici, l'auspicio è che il nuovo anno porti con sé anche un pizzico di fortuna finora mancata costantemente all'appello...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Serve passare da un’altra sconfitta per capire quanto sia bella questa Varese. Per capire quanto lo spettacolo di unità, caparbietà, personalità, agonismo e generosità ispirato da Attilio Caja e dipinto dai suoi uomini sia un regalo che va al di là di due punti persi o conquistati. Questo insuccesso verrà recuperato, prima o poi, e i conti torneranno in quello che è sempre stato, rimane e rimarrà l’unico obiettivo stagionale di questa squadra: la salvezza. In merito ci mettiamo la mano sul fuoco. Il cuore e l’impegno, le due parole che riassumono meglio le caratteristiche annotate poc’anzi, sono invece un pane da mangiare subito. E per il quale ringraziare.
    Si potrebbe riassumere così il match di Santo Stefano nel quale la Virtus Bologna ha espugnato il PalA2A per 85-90 dopo un tempo supplementare. Una gara che entra nell’anima per un’incertezza durata 44 minuti, per la combattività di entrambe le squadre e soprattutto per la prestazione offerta dai padroni di casa.
    Rimaneggiati (senza Waller fin dalla lunga vigilia e all’ultimo senza Hollis, rimasto ai box per un’influenza intestinale fulminante) Ferrero e compagni hanno tenuto egregiamente testa a una Segafredo (a sua volta senza il play Lafayette: con un roster di 9 “titolari”, però, è un’assenza che pesa indubbiamente meno...) guidata da un Alessandro Gentile in stato di grazia: 32 punti (record in carriera) e 12 su 17 da due punti.
    La guida spirituale
    Lo hanno fatto partendo da una difesa grintosa, attenta, mobile, intelligente (raddoppi pensati, rotazioni puntuali, recuperi) e partecipata da ogni “reduce” dell’Artiglio, una difesa che ha fatto sudare ogni canestro al talento degli avversari. E lo hanno fatto con un attacco magari modesto nella percentuale di innato e al solito non sempre preciso nelle esecuzioni, ma di certo giudizioso, generoso quanto la retroguardia e capace - come una sinfonia - di contare su più strumenti: una guida spirituale, che risponde al nome di un Giancarlo Ferrero praticamente perfetto (17 punti: “high in carrier” eguagliato in Serie A) in un serata nella quale dare l’esempio era fondamentale (ma il capitano ormai non sorprende più...), un “go to guy” per elezione come Stan Okoye (18 punti, tanti errori da 3 punti - 7, 3/10 - ma anche tante responsabilità prese), un uomo di sostanza come Cain (14 e 9 rimbalzi) e un mattoncino di tutti gli altri.
    I due episodi
    Compreso Wells, capace di portare con una tripla la partita al supplementare, al termine di un percorso personale segnato dalle consuete pause (13 punti, 4 assist e alcune scelte sbagliate): un epilogo naturale per una contesa senza padrone (massimo vantaggio bianconero il 4-11 del 5’, biancorosso il 57-51 del 31’). Qui, una Varese ormai ridotta ai minimi termini per le uscite dal campo - causa raggiunto limite di falli - di Ferrero e Okoye - è stata matata dalle giocate (alcune incredibili) di Ale Gentile e di Aradori, ma anche dagli episodi. Il primo: un passi di Tambone sul contropiede del possibile +4 (infrazione sacrosanta - il giocatore fa effettivamente 4 passi - ma involontaria e forse non così influente). Il secondo, ben più grave: il pasticcio degli ufficiali di campo a 1’16” dalla fine, sull’81-83. Varese ha palla in mano e inizia l’azione d’attacco, ma il timer dei 24” resta fermo per circa 4” e poi viene fatto ripartire senza che l’errore venga segnalato agli arbitri e il gioco di conseguenza fermato. Nessuno si accorge dell’inghippo: l’azione prosegue e Wells viene stoppato da Slaughter con 5” ancora sul cronometro dei 24” (che, senza il temporaneo blocco, avrebbe invece già finito la propria corsa...). Gli arbitri assegnano la rimessa ai biancorossi, ma vengono allertati dalla panchina della Virtus e vanno a controllare all’istant replay: dopo una lunga consultazione la decisione viene cambiata e la palla ritorna agli ospiti. Con Varese, la quale con i riferimenti temporali corretti sul tabellone dei 24” avrebbe attaccato in maniera diversa e che a quel punto chiedeva solo di poter giocare i 5” rimanenti, incolpevole, cornuta e mazziata. Per tutto questo il direttore generale della società Claudio Coldebella ha presentato ricorso direttamente nel referto arbitrale a fine gara, ma le possibilità che lo stesso venga accolto sono praticamente nulle.
    Fabio Gandini

  • banksanity6
    Partita tiratissima e decisa all’overtime quella disputata alle 15.00 di un Santo Stefano dove la novità più appariscente è senza dubbio il nuovo “cubo” mentre i roster delle 2 squadre sono largamente rimaneggiati con Lafayette ai box per le V Nere e al già risaputo guaio Waller, alle prese con una distorsione al ginocchio, per Varese si aggiunge anche Hollis con una influenza intestinale che non gli permette nemmeno di entrare a referto. Nei 5 minuti supplementari succede un po’ di tutto compreso un pasticcio al tavolo e della terna arbitrale che regala un possesso poi decisivo ai fini del risultato finale a Bologna che sbanca Masnago. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 6 : oggi si presenta in campo come guardia titolare per sostituire l’infortunato Waller e l’impatto iniziale non è dei migliori. Pian piano trova fiducia e sembra avere le idee giuste per aiutare la causa ma una persa sanguinosa in un momento topico (passaggio dietro la schiena per Pelle) e altre soluzioni dove si fa chiudere dalla difesa felsinea lo rilegano in panchina nei minuti decisivi dell’incontro. RIMANDATO
    Pelle 5,5 : parte in quintetto dopo qualche partita ma la sua prestazione è troppo a corrente alternata, infatti coach Caja gli preferisce Cain per lunghi tratti. Purtroppo cade ancora colpevolmente in errori banali che non gli vengono mai perdonati. CASTIGATO
    Bergamaschi N.E.
    Natali 6 : per forza di cose il suo minutaggio questa sera sale e la sua missione è ben delineata quanto con un alto coefficiente di difficoltà e cioè contenere le bocche da fuoco più insidiose degli avversari e ovvero A. Gentile e Aradori.L' impegno sicuramente non manca ma alla lunga la battaglia è persa con l’aggravante di avere una mano glaciale in attacco che alla fine pesa in maniera sostanziosa per quanto riguarda il risultato. MISSION IMPOSSIBLE
    Parravicini N.E.
    Okoye 6,5 : primo tempo durante il quale sono più le cose negative rispetto a quelle positive. A fine gara poi guardando il tabellino le cifre sono più che accettabili ma ciò non toglie che alcune scelte che poi portano a palle perse e la gestione di alcuni contropiedi sono quanto meno da censurare. Oltre a questo abusa della conclusione da fuori con percentuali rivedibili. Spende il quinto fallo escludendosi da solo dal supplementare, forse avrebbero dovuto aiutarlo non facendolo sacrificare visto che comunque sia, è una dei principali terminali offensivi biancorossi. SPARATUTTO
    Seck N.E.
    Tambone 5,5 : prima parte di gara ordinata ma nulla più. Nel finale di partita, anche causa il calo di Avramovic, viene ributtato nella mischia e prima con una tripla di personalità e poi con un contropiede, rischia di assicurarsi il titolo di salvatore della patria; peccato che in contropiede, in 1 vs 0 commetta un’infrazione di passi da minibasket. FONDAMENTAL...I
    Cain 7 : altra ottima prestazione del lungo statunitense della OJM che però non basta per vincere. Tiri ad alta percentuale e solita presenza a rimbalzo e tutti i movimenti che un pivot deve fare. ISPIRATO
    Ferrero 7,5 : questa sera il capitano sfiora la prestazione della vita, fatta eccezione solo per la gestione dei falli dove, sempre per eccesso di generosità, esagera e si fa tirare dentro nel tranello escogitato da Alessandro Gentile. Vista la sua serata di grazie la sua prematura uscita per falli è una mannaia affilata sulla testa della compagine buosina. BOIA
    Wells 5,5 : negli ultimi secondi riesce ad incarnare il giocatore che staff e tifosi si immaginavano di trovare, infatti prima mette la tripla del 74 pari a meno di 10 secondi dalla fine e in difesa stoppa la conclusione di Gentile che vale il supplementare. Peccato che nei restanti 38 minuti in cui rimane in campo fa vedere ben poco di positivo sia come play che come guardia e oggi avremmo tanto avuto bisogno di un leader. ASSENTE INGIUSTIFICATO
     

  • simon89
    Le prime volte, per qualcuno le ultime. Forse l’ultima.
    La prima volta del “Cubo”, l’opera che proietta la società in un futuro dove però l’apparenza dovrà sempre cercare di coniugarsi alla sostanza: sarà una sfida eterna qui sotto al Sacro Monte del basket, da non sottovalutare mai.
    La prima volta del nuovo inno della Pallacanestro Varese,”Come nella vita”, scritto dal preparatore atletico biancorosso Marco Armenise: non siamo critici musicali e quindi non esprimiamo giudizi qualitativi (che sarebbero strettamente personali); ci auguriamo, semplicemente, che porti un po’ di fortuna, quella che a volte si pesca nei particolari, anche in quelli che paiono inutili.
    La prima volta di una Varese incompleta, almeno in gare ufficiali nella stagione 2017/2018. E l’assenza di Antabia Waller è una defezione in una truppa cui Attilio Caja - per necessità ma anche per virtù - ha insegnato a giocare insieme, a essere “noi” invece che “io”, ad amarsi vicendevolmente tra i suoi componenti: fa meno male, quindi, che l’assenza di un uomo solo al comando in un gruppo di gregari.
    Fa meno male non significa che non lo faccia del tutto: sono sempre 11 punti di media che se ne andranno (probabilmente per un mese) uniti all’unico tiratore puro presente nel roster. Ma la creatura dell’Artiglio sa sacrificare ogni cosa sull’altare del “noi”: e la vittima di turno sarà la sfortuna.
    Pallacanestro Varese-Virtus Bologna, un ’ennesima volta. Rimasta uguale in due nomi che fanno tremare i cuori, soprattutto se uniti da un trattino che le mette insieme su un rettangolo 15x28 metri, anche se tutto è cambiato, dentro e fuori dallo stesso.
    Bologna pone uno accanto all’altro due dei primi dieci marcatori della Serie A 2017/2018, e il fatto che siano due giocatori italiani fa viaggiare per un attimo su una sorta di macchina del tempo. Sono Alessandro Gentile (17,5 punti a partita) e Pietro Aradori (15,8): chiaro che il focus si concentri su di loro, che assicurano quasi metà del fatturato offensivo virtussino (80,2 punti segnati a partita contro i 73,8 dei biancorossi) e che in due racchiudono un arcobaleno di pericolosità da temere.
    Dietro di loro un esercito simile a quello varesino, almeno per una sorta di comunismo del gioco d’attacco: Lafayette, Lawson, Slaughter, Umeh, Ndoja e Stefano Gentile: cifre simili, uguali possibilità di colpire come alternativa alle due principali bocche da fuoco.
    Vaticinare i temi tattici di una gara della Openjobmetis di Attilio Caja ormai è facile: difesa, difesa, difesa. Corsa, corsa, corsa in contropiede per trovare quei punti facili che valgono doppio in assenza di un talento offensivo diffuso.
    E poi percentuali, percentuali, percentuali, altalenante tallone d’achille di un gruppo che finora ha raccolto meno di quanto ha seminato.
    Fabio Gandini

  • simon89
    La Pallacanestro Varese cerca due punti pesanti per chiudere col sorriso il 2017. Ultima tappa dell' anno solare martedì al Pa- 1A2A (palla a due alle 15; diretta su Eurosport2) per la truppa di Attilio Caja, che riceverà l'ambiziosa matricola Segafredo Bologna in una gara ricca ai motivazioni. Ferrero e soci trascorreranno le festività in palestra - oggi allenamento alle 15 per acclimatarsi con l'inconsueto orario di gara, rifinitura in programma la mattina di Natale - per prepararsi al meglio a dare l'assalto alle rinvigorite "Vu Nere". Partita da affrontare in emergenza per Varese, costretta a fare a meno di Antabia Waller in attesa di scoprire con esattezza l'entità dell'infortunio del suo cecchino designato (ma sembra difficilmente evitabile il ricorso al mercato in cerca di un sostituto).
    Il team biancorosso non ha alcuna intenzione di piangersi addosso per l'assenza della sua guardia titolare, e prepara la solita partita casalinga in versione arrembante contro un'avversaria di grande talento. «Non dobbiamo essere arrendevoli e pensare di aver perso prima di iniziare; al contrario dobbiamo e vogliamo giocare una gara di grande energia e grande coraggio. Bologna ha tanta qualità, ma noi con tenacia ed aggressività potremo disputare una bella partita»: così Attilio Caja ha stimolato il gruppo in vista del match di martedì. Occasioni in particolare per Aleksa Avramovic, Matteo Tambone e Nicola Natali, che senza Waller avranno più minuti e responsabilità; ma in assoluto tutti gli effettivi biancorossi dovranno dare qualcosa di più per nascondere l'assenza del tiratore ex Mornar Bar.
    L'obiettivo è quello di conquistare due punti importanti per allontanarsi dalla zona pericolo alla vigilia delle delicate trasferte di inizio 2018 a Brindisi e Cremona. E anche quello di abbinare un ricordo positivo alla storica inaugurazione del tabellone "led cube": la strumentazione acquistata grazie all'impegno diretto dello sponsor Tigros arricchirà il contorno dello spettacolo al PalA2A. Ma il vero spettacolo sarà ovviamente quello del campo, e perriuscire ad esprimersi al meglio Varese non potrà prescindere da un'altra prova arrembante come quelle con cui ha messo alle corde Cantù, Trento e Capo d'Orlando.
    Se lo aspetta anche Bologna, a sua volta col rischio di dover fare a meno di un elemento cardine come Oliver Lafayette (problemi muscolari nei giorni scorsi, recupero difficile per il 33enne play naturalizzato croato). La Virtus rilanciata dopo la retrocessione del 2015-16 dall'avvento di Massimo Zanetti col marchio Segafredo, ha puntato molto su un nucleo italiano che ha nel capitano azzurro Pietto Aradori e nel mix di talento e fisicità di Alessandro Gentile i pezzi pregiati (rispettivamente 15.8 e 17.4 punti di media-gara). Finora però le "Vu Nere" hanno raccolto meno rispetto alle aspettative, complici numerose sconfitte in volata; il successo di domenica contro Torino ha riportato serenità dopo 5 stop nelle 6 gare precedenti, toccherà a Varese cercare di "tastare" eventuali nervi scoperti andando all'arrembaggio degli ospiti sin dal primo minuto di una gara da giocare col coltello tra i denti.
    Giuseppe Sciascia

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