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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Tante piste battute ma nessun risultato concreto per una Pallacanestro Varese che ancora non trova l'incastro giusto per il pezzo forte del restyling sul mercato. Il problema di fondo resta trovare l'equilibrio giusto tra chi piace e chi è disponibile: anche i numerosi sondaggi - in particolare in Turchia - con giocatori le cui società non sono in regola con i pagamenti, non hanno sortito effetti perché alla prova dei fatti chi era proposto come liberabile non è risultato tale. Se le risorse da investire ora non sono disprezzabili (per un elemento di valore si potrebbe arrivare al rateo mensile investito nel 2016-17 per Dominique Johnson) e la volontà chiara è quella di ingaggiare un rinforzo, a cosa e dovuto questo ritardo, che si riverbererà nuovamente su una squadra che domenica contro Torino giocherà per la quarta partita consecutiva senza guardia titolare? Il mercato di riparazione è anche questione di fortuna nel trovare il giocatore giusto nel momento in cui si crea la necessità: capitò nel 2014-15 con Eric Maynor e la stagione passata con Dominique Johnson, è capitato la settimana scorsa con Siim Sander Vene, mentre nel 2015-16 servirono 40 giorni tra l'esclusione dal roster di Ramon Galloway (poi reintegrato per mancanza di alternative) e la scelta di Chris Wright. Quest'anno le nuove formule contrattuali tra NBA e G-League che tengono 6 giocatori nell'orbita dei professionisti contribuiscono ad aumentare la siccità di elementi di valore: Ricky Ledo, tagliato dall' Efes Istanbul, ha preferito tornare nella lega di sviluppo, mentre Ryan Arcidiacono - che Attilio Caja ebbe tre anni fa con la Nazionale Sperimentale - è blindato dal two-way contract con i Chicago Bulls e non interessato a sbarcare ora in Europa.
    Nell'elenco di chi è disponibile invece non c'è nessuno adatto alla bisogna, perché fermo da mesi (Darius Washington e Will Bynum) oppure inadatto all'Europa (Jermaine Taylor), o in gran forma ma fuori ruolo (l'ex casertano Josh Bostic, capocannoniere dell'Adria- tic League, ala pura e dunque inutile alla causa biancorossa). Disponibile subito e già in Italia ci sarebbe Ken Brown, bomber dell'A2 a Jesi (19,4 punti e 4,6 assist) che ha lasciato le Marche pagando di tasca sua per un contratto in Libano poi non concretizzato; ma l'atleta non è disponibile a un tryout per farsi "tastare" dal vivo. E allora, siccome il colpo in canna sul mercato è uno solo e lo si vuole sparare a colpo sicuro, società e staff tecnico preferiscono aspettare che si creino le condizioni giuste per arrivare ad un giocatore dal rendimento garantito. Ovviamente il fattore tempo e la classifica non giocano a favore di Varese, che però mantiene le antenne dritte su tutti i fronti, pronta a cogliere al volo la prima occasione buona come accaduto con l'affare Vene. Se poi l'impasse dovesse proseguire ancora a lungo, il 3 febbraio si chiuderà la regular season della NBL australiana con la possibilità di liberare 3 o 4 elementi interessanti (lo scorso anno Pesaro vi pescò l'uomo salvezza Rotnei Clarke). L'auspicio è quello che il treno giusto passi molto prima, di sicuro però prendere un giocatore che non convince appieno perché colti dalla frenesia sarebbe molto più rischioso di affrontare il trittico Torino-Venezia-Milano ancora in emergenza...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Gianfranco Ponti è pronto a raddoppiare gli sforzi per costruire un settore giovanile di altissimo livello. Il "Ministro" del vivaio biancorosso prepara una nuova missione in Serbia per la prossima settimana. L'obiettivo è quello di definire una partnership formale con il Partizan Belgrado e chiudere l'accordo con un responsabile tecnico professionista (nelle scorse settimane è stato a Varese Milos Jokic, assistente della Nazonale Under 16 serba e tecnico del Flash Belgrado) che dalla stagione 2018-19 affianchi gli allenatori già in organico - a partire da Dodo Rusconi e Giulio Besio - per un progetto di alto livello internazionale. L'idea è quella di reclutale non soltanto nei Balcani - rinviata al 2018-19 per motivi burocratici l'aggiunta degli stranieri nelle categorie Under 15 e Under 16 - ma anche in Italia, avvalendosi di uno scout a tempo pieno oltre al nuovo responsabile professionista che giri la Penisola in cerca di talenti. «A regime il progetto è quello di aggiungere ai 2 o 3 elementi locali di valore che già abbiamo oggi in ogni gruppo 2 stranieri e altri 2 o 3 italiani per tutte le categorie, senza vincoli di varesinità o reclutamento da fuori provincia - spiega Ponti -. Ci dovremo lavorare nel tempo aumentando gli investimenti sul reclutamento e sulla struttura che coinvolga anche scout e preparatore atletico oltre agli allenatori. Però per creare una struttura di livello europeo che ogni anno produca elementi validi per la prima squadra non possiamo prescindere da questo percorso».
    Puntare su prospetti di alto livello da mettere in foresteria e tecnici professionisti significa ovviamente aumentare l'entità dell'investimento passando dai circa 250mi-la euro della stagione in corso a 350mila per il 2018-19, con l'obiettivo di arrivare a 450mila a pieno regime; si tratta comunque di risorse personali - o reperite - che non incidono minimamente sul bilancio della serie A. Allo stesso modo non saranno legati alla prima squadra gli investimenti sulla struttura - palestra principale e secondaria e palazzina per la foresteria - che Ponti vorrebbe costruire a Calcinate degli Orrigoni (ma ci sono problemi legati alle dimensioni dell'area, si attendono proposte alternative dal Comune): «Nulla di quello che vogliamo fare sarà effettuato con risorse sottratte alla prima squadra, si tratta di investimenti miei e di persone che mi appoggiano oltre a sponsor interessati a questo progetto - conferma l'imprenditore di Angera -. Per ora mi limito a seguire la squadra di Caja in qualità di tifoso; come tale, avendo a cuore la Pallacanestro Varese, ho contribuito personalmente al risanamento del bilancio (si parla di un extra "una tantum " da 250mila euro ndr). Logico che per i nostri progetti però è prioritario che la squadra resti in serie A; noi in ogni caso continuiamo a portare avanti iniziative che in ottica futura saranno fondamentali per la continuità a buoni livelli del club». Al momento dunque Ponti mantiene il suo ruolo di "appoggio esterno" alla Pallacanestro Varese, pur dall'interno del CdA della società di piazza Monte Grappa, senza aver ancora esercitato l'opzione di acquisto entro due anni del 20 per cento delle quote del club, prevista dall'accordo stipulato a luglio 2017: «Al momento porto avanti le iniziative legate al mio mandato sulle giovanili; su questo tema non ci sono novità, se ne parlerà dopo il 30 giugno o comunque al termine della stagione in corso» conferma il consigliere biancorosso.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Replicare la rimonta salvezza del 2016-17 dopo aver percorso la stessa rotta, sia pur con protagonisti e modalità (ma soprattutto costi) differenti rispetto alla stagione passata. La Pallacanestro Varese 2017-18 ha lo stesso bilancio rispetto a 12 mesi fa - 4 vittorie su 14 gare - e un trend sostanzialmente analogo con 7 stop nelle ultime 8 gare rispetto alle 6 delle ultime 7 dell' annata scorsa. Eppure la situazione desta meno preoccupazione rispetto a quando la società di piazza Monte Grappa fu costretta a correre doppiamente ai ripari - prima con il cambio Dominique per Melvin Johnson e poi con lo choc tecnico Caja per Moretti - per far ripartire una macchina "grippata".
    Oggi la situazione è totalmente diversa: Varese è criticabile per i risultati ma non certo per l'impegno, e con tutti i suoi limiti evidenzia un sistema oliato e un gruppo coeso. Per questo, rispetto alla svolta tecnica del 2016-17, nessuno prende minimamente in considerazione di mettere in discussione la conduzione di Attilio Caja (al contrario per il coach pavese spirerebbe vento di rinnovo del contratto, ovviamente quando la classifica sarà meno preoccupante). Dopo il subentro, l'anno scorso "Artiglio" ebbe bisogno di due mesi di cura a suon di allenamenti e sedute video per far sposare la causa della coralità ad un gruppo di stranieri dall'indole individualistica.
    Oggi, con molta meno qualità (riflesso del taglio del 25% del monte stipendi) l'ossatura e 0 sistema sono già rodati, ma è evidente la necessità di aggiungere una prima punta per finalizzare una manovra troppo spesso arenatasi sul ferro. La volontà dell'area tecnica c'è, mentre la società ha messo a disposizione discrete risorse (non illimitate, ma mensilmente simili a quelle stanziate per Dominique Johnson); resta la necessità di individuare un profilo "ad hoc" che garantisca una svolta sicura senza farsi prendere dalla frenesia di inserire sulla spinta delle sconfitte in serie. Il d.g. Claudio Coldebella sta lavorando su alcune piste "europee" con l'obiettivo di aggiungere un rinforzo per la partita contro Venezia.
    Ma c'era bisogno di investire risorse su Siim Sander Vene quando il principale "buco" da colmare è quello della guardia titolare? Domanda lecita da "tifoso della strada", con una risposta doppiamente affermativa: troppo ghiotto il mix di scuola tecnica e doti balistiche dell'ala estone, a condizioni economiche oltremodo vantaggiose dopo la transazione con Reggio Emilia, per lasciarsi sfuggire l'occasione di aggiungere qualità nello spot di ala forte e nello stesso tempo archiviare l'equivoco Hollis (in calo le quotazioni di Bergamo, possibile la pista Jesi), ormai corpo estraneo non solo per sua responsabilità ma innegabilmente troppo distante per indole dagli altri 9 "operai" del gruppo. Vene potrà essere utile col tempo quando migliorerà la sua condizione; il vero uomo della svolta dovrà essere il secondo acquisto, per il quale - dopo svariati tentativi senza esito - potrebbe arrivare l'input giusto entro fine settimana.
    Per questo la società predica calma anche se il trittico Torino-Venezia-Milano non induce certo alla fiducia: il campionato di Varese in versione riveduta e corretta - con Vene al 100% e un attaccante perimetrale da inserire al meglio - dovrà iniziare dal 5 febbraio a Cantù. Auspicando che i rush finali post Coppa Italia del 2015-16 (da quindicesimi a noni) e 2016-17 (da ultimi a dodicesimi) trovino continuità anche nel 2017-18, viste le tre settimane di stop dall'11 febbraio al 4 marzo che permetteranno di completare il restyling.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Siim Sander Vene ha voglia di mettersi in luce in Italia e confermare il feeling tra Varese e l'Estonia seguendo il fortunato filone aperto da Janar Talts e Kristjan Kangur, e non teme il "metodo-Caja" nel lavoro in palestra. La 27enne ala racconta così le ragioni che lo hanno portato a scegliere il club biancorosso: «Sono un giocatore razionale che cerca di mettere in campo quel che l'allenatore chiede per migliorare il rendimento della squadra. Perchè ho scelto Varese? Ho voluto fortemente cercare un' altra opportunità in serie A dopo la sfortunata avventura a Reggio Emilia. Avevo voglia di cimentarmi con il vostro campionato che considero competitivo e stimolante; c'era anche l'opportunità del Neptunas Klaipeda, ma in Lituania ho già giocato ed ho preferito l'Italia».
    Com'è la sua condizione fisica e atletica dopo i 3 mesi di stop per il problema al tallone destro?
    «Fisicamente mi sento bene, l'infortunio è completamente alle spalle. Dal punto di vista atletico non sono ancora al top, ma la forma è buona. Mi manca il ritmo partita dopo quasi 9 mesi senza giocare una gara ufficiale, ma sono convinto che riprendendo il regime normale degli allenamenti sarà solo questione di tempo per tornare al massimo».
    Quali sensazioni ha avuto dai primi giorni a Varese e dal debutto a Cremona?
    «L'impressione è che siamo una buona squadra ma soprattutto un buon gruppo, con ragazzi ben predisposti al lavoro in palestra che si sforzano di fare quello che gli chiede l'allenatore, non soltanto fanno la faccia di quelli che lavorano. C'è grande attenzione in palestra; a Cremona ci è mancato qualcosa in attacco e in difesa, ma con l'impegno di tutti riusciremo a meritarci una posizione molto migliore».
    La sensazione è che la sua conoscenza del gioco e la disponibilità al gioco di squadra la rendano perfetto per il sistema di Varese...
    «E il mio modo di essere e di giocare, ed è quello che hanno cercato tutte le squadre che mi hanno voluto prima di Varese. Sono contento se questo si è già intravisto nei pochi giorni in cui sono qui; significa che sarà facile adattarmi nel contesto tecnico del gruppo».
    Cosa le hanno raccontato di Varese i suoi connazionali che avevano già giocato qui?
    «Ho parlato con loro prima della firma, in particolare con Janar Talts perché mi stavo allenando con lui al Tartu Rock, la squadra della quale mio padre è attualmente capo allenatore. Ho chiesto informazioni sia a lui che a Kristjan Kangur, sono stato compagno di entrambi con la Nazionale dell'Estonia, ed è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a scegliere Varese».
    Kangur le ha spiegato anche l'attenzione richiesta in allenamento da coach Caja?
    «Tra le informazioni che ho ricevuto dagli ex varesini c'era anche questo aspetto. Ma mi sembra normale lavorare tanto in palestra quando si gioca una volta alla settimana: avendo molto tempo per concentrarti su un solo obiettivo il tipo di intensità deve essere impostata in questo modo, curando i dettagli e i particolari che poi fanno la differenza».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese evita di alzare i toni dopo l'incidente di domenica notte tra Claudio Coldebella e un gruppo di Arditi. Non avrà conseguenze extrasportive il confronto tra un drappello di ultras e il direttore generale della società di piazza Monte Grappa avvenuto in tarda serata al rientro del pullman della squadra dalla trasferta di Cremona. La scintilla era scoccata nell'immediato dopo partita del PalaRadi quando il dirigente veneto aveva replicato agli attacchi personali rivoltigli da alcuni supporters biancorossi. Questione di attimi, almeno sul campo; quando però la comitiva biancorossa è arrivata a Varese, una quindicina di ultras è salita sul pullman dopo l'apertura delle porte affrontando Coldebella con attacchi verbali (ma si sarebbe giunti anche al contatto fisico). Attilio Caja e alcuni giocatori sono intervenuti per riportare la calma, tornata col contributo dell' arrivo di due volanti della polizia di Stato. Dopo trenta minuti, poi, un esponente degli Arditi è tornato sul posto ed ha avviato un dialogo con il d.g biancorosso dopo il quale l'episodio è stato circoscritto a una sorta di incomprensione, ricucendo lo strappo del post-partita di Cremona che non avrà strascichi di natura giudiziaria.
    Eccessi certamente evitabili per un ambiente che ha bisogno di compattezza e serenità per superare il momento difficile generato dai risultati della squadra: lo ha ribadito la società attraverso una nota stampa emessa in serata, nella quale - al di là della condanna "di episodi che vanno contro i valori di cui la Pali Varese si fa portavoce quotidianamente" - esprime la posizione condivisa dal CdA sull'accaduto. «Chiunque ha il diritto di manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo a sua disposizione, purché questo non ecceda in un atto violento che vada a ledere la sicurezza di chi, ogni giorno, lavora duramente per il bene della società. E prioritario che tutta Varese si dimostri capace di reagire a questa contingenza, sia attingendo dalle sue risorse tecniche e societarie, evitando ogni forma di reazione che potrebbe essere distorta nelle finalità» - il messaggio della dirigenza biancorossa, che chiede compattezza di tutte le componenti del "sistema Varese" attorno alla squadra, «affinché tutte le risorse a disposizione vengano rivolte al superamento delle attuali difficoltà. Siamo tutti stati testimoni di ciò che questa stessa squadra è in grado di produrre sul piano della qualità. E tutti siamo convinti che possa tornare ad esprimerlo. Le problematiche esistenti saranno affrontate al nostro interno, a salvaguardia del bene comune della Pallacanestro Varese. E non sarà consentito a nessun esterno di poter essere elemento di disturbo». Infine la società ha deciso di cogliere spunto dall'accaduto per inaugurare nuove politiche per i giovani attraverso iniziative di scuola di tifo: «Alla luce degli episodi accaduti la società ritiene indispensabile che entro l'inizio della nuova stagione, il CDA prenda tutte le iniziative necessarie per veicolare finalità sportive ed educative attraverso lo sport».
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La Pallacanestro Varese non inverte la rotta sul campo della tonica Vanoli di Meo Sacchetti. Quarta sconfitta in fila e settima nelle ultime 8 gare per la compagine di Attilio Caja, che paga dazio ai suoi limiti offensivi anche sul campo della lanciata Cremona (terza vittoria in fila e sogno di aggancio in extremis alle Final Eight di Coppa Italia).
    Destino per certi versi annunciato per i biancorossi, costretti per la terza partita consecutiva a regalare la guardia titolare in attesa di pescare il jolly giusto su un mercato asfittico. In verità anche i padroni di casa hanno dovuto rinunciare a Drake Diener; ma la Vanoli ha due stelle conclamate come il mitragliere Johnson Odom e l'azzurro Fontecchio, ai quali chiedere fatturato offensivo "per sé" nelle pieghe del consueto basket "arioso" impostato da Meo Sacchetti. Al contrario a Varese manca una punta designata in una serata nella quale il top-scorer ospite finisce a quota 12: la costruzione del gioco non è disprezzabile, ma tanti errori banali - in contropiede e nella finalizzazione a difesa schierata - indicano che il problema non è strutturale, ma congiunturale.
    La truppa di Caja paga lo "zero al quoto" del suo punto di riferimento Stan Okoye, che chiude con 0/8 al tiro (di cui 0/6 all'intervallo) una gara condizionata dall'infortunio al mignolo della mano destra nell'azione inaugurale che ha portato alla schiacciata del 2-0 di Sims. Senza il fatturato dell'ala nigeriana e con l'imperscrutabile Wells che torna a giocare in modo anonimo, all'attacco di Varese mancano semplicemente gli uomini per finalizzare tutto il lavoro compiuto senza staccare la spina anche nei momenti peggiori dalla squadra. In questa versione senza Waller e con i due eroi di Brindisi fuori fase, semplicemente troppo povera di talento per reggere alle folate di una Vanoli che nel secondo tempo ha pescato eroi a sorpresa come i vari Ruzzier, Portannese e Ricci. Tra le note positive per i biancorossi, oltre alle prove di sostanza di Tambone a fianco di capitan Ferrero, ci sono gli spunti promettenti mostrati da Siim Sander Vene, col quale la truppa di Caja ha ricucito dal meno 13 del 20' al meno 3 del 28'. Poi l'estone ha finito la benzina (lunga inattività agonistica) e la Vanoli ha trovato lo spunto vincente quando Sacchetti ha schierato un quintetto senza pivot che ha prodotto un clamoroso 5/5 da 3 consecutivo a cavallo tra terzo e quarto periodo.
    La vera Varese è quella dei primi 6', capace di servire Cain contro Sims e leggere bene le situazioni, oppure quella capace di produrre 26 punti in 9'del terzo quarto con difesa aggressiva, campo aperto e buone spaziature offensive? Oppure è quella dei due clamorosi "vuoti d'aria" (leggi 16-0 in 7' tra primo e secondo quarto e 14-0 tra terzo e quarto periodo) tra tiri apertissimi lasciati sul ferro e affanni nella copertura difensiva contro un'avversaria con tante mani buone? La sintesi dei due volti visti al PalaRadi è oggi insufficiente per poter vincere (quasi) contro chiunque; però la squadra è viva, anche se oggettivamente modesta, e questo dà fiducia a dispetto di una classifica sempre più preoccupante e di un calendario modello parete di sesto grado. Il primo aiuto dal mercato, cioè Vene, promette di dare molto di più; evidente che ne serva un altro capace di monetizzare il volume di gioco prodotto attualmente dalla squadra. Ma l'unica cartuccia a disposizione andrà sparata a colpo sicuro, anche se dovessero servire altre 2 o 3 settimane, e non alla cieca...
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja promuove Siim Sander Vene dopo il primo assaggio in biancorosso dell'ala estone. Il tecnico pavese esprime così le sensazioni a caldo dopo l'allenamento di ieri sera al PalA2A: «Impressioni sicuramente positive dal punto di vista della dinamica offensiva e della tecnica di tiro. Ha buoni fondamentali e conosce il gioco; abbiamo lavorato in maniera specifica sulla preparazione della partita, ma è stato ricettivo sulle informazioni che abbiamo dato, confermando le qualità che gli erano accreditate e che ci aspettavamo da lui».
    Cosa vi aspettate da lui quando sarà in forma? «Siim Sander è un giocatore di qualità perché può aprire il campo con il tiro, inoltre ha una taglia fìsica importante: ha buona scuola e dunque inserirlo nel sistema non dovrebbe comportare problemi particolari. Chiaro che ci vorrà tempo per portarlo nelle condizioni ottimali: parliamo di un giocatore agonisticamente inattivo da metà aprile 2017. Però da lui ci aspettiamo tanto: è un elemento importante che potrà darci una grande mano».
    Con Vene e il rinforzo sul perimetro si potrà abbandonare presto la zona calda della classifica? «Aspettiamo di individuare il secondo innesto al quale stiamo lavorando, però con Vene e un altro rinforzo sono certo che la squadra potrà uscire dalle difficoltà attuali. Abbiamo perso 6 delle ultime 7 partite, 4 delle quali - Avellino, Pesaro, Virtus Bologna e Brindisi - all'ultimo minuto, all'ultimo tiro o all'overtime. Ma il sistema lo abbiamo costruito nel tempo, ed è una certezza che non sparisce in una partita: sono certo che col tempo raccoglieremo i frutti del lavoro svolto».
    Domani a Cremona però vi aspetta un compito difficile contro una squadra reduce dal colpo esterno sul campo della capolista Brescia.. «Affronteremo un'avversaria in grande forma: rispetto alla prima amichevole del 2 settembre ha inserito prima un'attaccante importantissimo come Johnson Odom e poi un Nazionale come Fontecchio. Cremona è la squadra del momento che però rispetto all'inizio della stagione ha modificato i suoi obiettivi: oggi la Vanoli può inseguire le Final Eight di Coppa Italia ed ambire legittimamente ai playoff. Il compito sembra proibitivo, ma noi vogliamo giocare la nostra partita».
    Come imposterete la partita al PalaRadi? «Dobbiamo rimanere sul pezzo, continuare a lavorare sulla base del nostro sistema, e farci trovare pronti a disputare la miglior partita possibile come abbiamo fatto in emergenza contro Bologna e Brindisi. Dovremo avere buone risposte da tutti, provando a stare in campo nel modo giusto come accaduto nelle ultime settimane, facendoci trovare pronti se capiteranno occasioni favorevoli in un eventuale finale in volata».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un’opportunità ghiotta colta al volo per rinforzare la squadra in attesa di trovare il giocatore giusto sul perimetro per sostituire Antabia Waller e completare dunque il restyling. A dettare l’ordine di priorità è stato il mercato, che resta comunque aperto alla luce della necessità di un secondo rinforzo in un settore nevralgico attualmente scoperto: è il d.g. Claudio Coldebella a spiegare le strategie che hanno portato la Pallacanestro Varese a concentrarsi sull’operazione Vene anticipando l’arrivo del nuovo esterno. «Era una opportunità ghiotta che abbiamo colto al volo vista la possibilità di aggiungere un elemento interessante come l’ala estone - spiega il dirigente biancorosso - Vene è un giocatore che avevamo già seguito in estate; allora non c’erano le condizioni, ora invece si è creata una situazione favorevole. E la difficoltà di reperire giocatori disponibili, non ce la siamo fatta sfuggire».
    Nell’estate 2017 il nazionale estone ha preferito Reggio Emilia alla luce delle prospettive playoff e della visibilità in Eurocup che poteva offrire la Grissin Bon; Varese sarà invece per l’ala del 1990 la chance per ripartire dopo l’infortunio al piede destro del mese di settembre, mettendo a disposizione le sue qualità tecniche e balistiche della squadra di Attilio Caja.
    «Crediamo che Siim-Sander possa darci una mano con le sue qualità ed inserirsi bene nel nostro sistema - aggiunge Coldebella - non possiamo aspettarci subito un impatto determinante dopo la sua lunga inattività, ci vorranno 2 o 3 settimane per fargli recuperare il ritmo partita. Però è un giocatore di scuola europea che potrà adattarsi bene al nostro stile di gioco e, una volta giunto alla condizione ottimale, rendersi utile nel contesto della coralità del gruppo».
    Logica la necessità di un rodaggio per vedere al massimo della forma l’atleta estone, che ha disputato l’ultima partita ufficiale il 16 aprile 2017 con la maglia del Nizhny Novgorod, a meno di contare le tre amichevoli disputate con la maglia di Reggio Emilia (7,3 punti di media) prima dello stop successivo al Memorial Bertolazzi di Parma vinto con la maglia della Grissin Bon. In ogni caso il dirigente ribadisce che il mercato non è chiuso con la firma di Vene, pur con le difficoltà oggettive di trovare un giocatore rodato e disponibile in un panorama davvero asfittico: «Siamo ancora attivi per trovare il sostituto di Waller e soddisfare in tal modo una necessità tecnica evidente - conferma Coldebella - Al momento però non ci sono soluzioni disponibili che facciano al caso nostro; non abbiamo preclusioni sul ruolo, cerchiamo il miglior giocatore disponibile tra playmaker, guardia e combo guard, ma ci scontriamo con una situazione di mercato davvero complicata in quel reparto».
    Anche per questo motivo, alla luce della difficoltà di reperire giocatori disponibili, Varese ha stretto i tempi con Vene, auspicando che il weekend smuova qualche situazione - sicuramente all’estero, vista la staticità del mercato italiano - per sbloccare l’impasse attuale.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese interviene, a sorpresa, prima di tutto sul reparto ali con l'arrivo di Siim-Sander Vene. L'atleta estone classe 1990 aveva firmato in estate con Reggio Emilia, di cui avrebbe dovuto essere il 4 titolare, ma, complice un infortunio al tallone riportato in settembre, non è mai sceso in campo con la Grissin Bon. Ora l'approdo in biancorosso e il possibile esordio già domenica nella delicata trasferta di Cremona: un'operazione di mercato, in attesa di individuare in guardia il sostituto di Waller, che fa apparire pressoché scontata la rinuncia al discusso Damian Hollis. Di seguito il comunicato della società:
    La Pallacanestro Openjobmetis Varese comunica di aver raggiunto un accordo con il giocatore Siim-Sander Vene. Ala estone classe 1990, ha firmato un contratto che lo legherà al club biancorosso fino al termine della stagione sportiva 2017/18. Vene, che nella giornata di domani effettuerà le visite mediche di rito in città, è un giocatore dotato di buon tiro perimetrale (35% da 3 punti nell’ultima stagione); nel suo palmares vanta un Euroleague Basketball Next Generation Tournament (2007), un titolo NKL (2008, seconda lega lituana), una Lega Baltica (2010) e un campionato lettone (2012).
     
    La scheda
    Data di nascita: 12 novembre 1990
    Luogo di nascita: Tartu (Estonia)
    Altezza: 203 cm
    Ruolo: ala
    Carriera
    A contatto con la pallacanestro già dalla tenerissima età durante gli allenamenti di mamma Lea (giocatrice anche a livello internazionale), Vene cresce sotto la guida tecnica di papà Priit, suo allenatore a TTÜ (Tallinn University of Technology) e anch’egli cestista professionista. Il suo talento richiama subito l’interesse delle big d’Europa e, all’età di 15 anni, prende la decisione di trasferirsi allo Zalgiris nella blasonata Arvydas Sabonis School. Durante la sua decennale permanenza in Lituania viene perlopiù mandato in prestito per completare il suo percorso di crescita: Ludwigsburg (Germania), Atletas Kaunas e Prienai (Lituania) e Riga (Lettonia). Nel luglio del 2013 torna a far parte del roster dello Zalgiris con cui conquista tre titoli lituani consecutivi (4 punti, 2.8 rimbalzi in 3 stagioni) e gioca l’Eurolega fino alle Top 16 (3.1 punti e 1.6 rimbalzi di media in 45 partite). Fermato da un infortunio dopo la firma con Reggio Emilia la scorsa estate, nell’ultima stagione ha vestito la canotta del Nižnij Novgorod, squadra russa con cui ha collezionato 10.4 punti, 2.7 rimbalzi, 2 assist in campionato e 10.6 punti, 3.9 rimbalzi e 1.9 assist in Eurocup.
    In ambito internazionale ha vestito la canotta della sua Nazionale nella formazione U18 (12.1 punti e 5 rimbalzi in occasione del Campionato Under-18 FIBA del 2007) ed è tutt’ora membro della Nazionale maggiore con cui ha partecipato ad Eurobasket 2015 collezionando 10 punti, 6.4 rimbalzi e 1.6 assist. È stato inoltre eletto Giocatore Estone del’Anno 2017, riconoscimento di cui l’ex biancorosso Kangur detiene il record con 8 consecutivi.

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