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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Stan Okoye suona la carica in vista del ritorno al PalA2A contro Avellino per voltare pagina dopo l'esito negativo delle ultime due trasferte. L'attuale MVP della stagione torna sulla sconfitta di sabato a Trento individuando nel "fuorigiri" offensivo del secondo quarto la causa prima del risultato: «Difficile vincere fuori casa quando le percentuali di tiro non ti aiutano. Noi ci siamo espressi bene per 30 minuti - aggiunge -, ma quel secondo quarto senza segnare da 2 punti è stato fatale: Trento ha sfruttato bene i nostri errori punendoli con triple difficili in transizione. Poi abbiamo provato a reagire, ma la loro esperienza ci ha impedito di recuperare tutto il divario accumulato anche se abbiamo vinto il terzo quarto e pareggiato il quarto».
    Finalmente domenica si torna al PalA2A: cinque settimane dopo aver travolto Brescia vi aspetta un'altra sfida contro una big come Avellino... «I tifosi ci hanno sempre dato grande energia con la loro carica - spiega - in casa abbiamo ottenuto vittorie importanti e giocato partite di grande valore. Non giochiamo davanti a loro da troppo tempo e non vediamo l'ora di ritrovare la loro spinta, confidando che ci seguiranno numerosi e calorosi come sempre. Impariamo dagli errori commessi sabato e prepariamoci al meglio per la sfida contro Avellino».
    Anche al PalaTrento però Varese non si è data per vinta ed ha lottato per 40 minuti, il carattere è il punto di forza del gruppo? «Si tratta della nostra qualità principale: anche sotto di 16 punti non abbiamo mollato - aggiunge - siamo tornati a fare le nostre cose e siamo riusciti a riaorire la partita. In trasferta ci è capitato spesso di accusare momenti di difficoltà, ma la storia di questa squadra dimostra che non siamo mai disposti ad arrenderci e combattiamo fino all'ultimo. Il concetto di fondo resta basato sulla capacità di imporre il più possibile la nostra identità».
    Quanto ha pesato la pausa per la Coppa Italia nelle ultime due sconfitte? «Il nostro sistema è rodato, lo portiamo avanti fin dal precampionato cercando di farlo fruttare contro qualsiasi avversario. Non siamo appagati per le 4 vittorie ottenute prima della Coppa Italia: anche a Pistoia e Trento abbiamo avuto sprazzi nei quali il nostro basket ha funzionato bene. Però dobbiamo essere più lucidi: ogni volta che siamo indisciplinati gli avversari ci puniscono. La realtà è che le tre settimane di stop hanno frenato il flusso positivo che stavamo attraversando; riposare a volte fa bene ma per noi è stato negativo. Dobbiamo tornare a fare meglio e più a lungo le nostre cose per chiudere subito la striscia negativa».
    Le ultime prove balistiche a Pistoia e Trento l'hanno portata a sfiorare il 40% da 3 su oltre 5 tentativi a partita: cosa è cambiato rispetto a 3 anni fa quando chiuse con 4/12 nell'intera stagione? «Ho sempre creduto nelle mie qualità dal perimetro, ma quest'anno sicuramente ho guadagnato molta fiducia in questa soluzione che nel mio primo anno a Varese sceglievo con molta meno frequenza. Lavoro molto in allenamento sul mio tiro; in partita le soluzioni sono le stesse che prendo durante la settimana, la squadra mi cerca spesso e io provo a ripagare questa fiducia».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis segna ancora il passo lontano dal PalA2A. Secondo assalto esterno a vuoto per la truppa di Attilio Caja: dopo Pistoia anche Trento mette alle corde una Varese ancora priva di capitan Ferrero (solo due scampoli nel secondo quarto prima del forfait imposto dal dolore perdurante alla caviglia destra ammaccata). Tra l'infortunio del capitano e il cambio Delas-Pelle ancora da metabolizzare, evidente l'impatto negativo della lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali sul rendimento della compagine biancorossa. Che ha girato a vuoto per 15 lunghi minuti dopo un avvio tutto sommato promettente, pagando a caro prezzo i 37 punti concessi tra il secondo e la prima metà del terzo quarto ad un'avversaria in gran forma come la Dolomiti Energia (vittoria consecutiva numero 4 per la formazione di Buscaglia pur senza il play titolare Gutierrez).
    Fatale il passaggio a vuoto di un secondo quarto senza pericolosità interna con 10 errori su altrettanti tiri da 2 punti in una gara nella quale invece l'attacco di Varese ha fatturato col 62%, 53% e 60% nelle altre tre frazioni. La chiave di lettura del primo tempo dai due volti sta tutta nel duello a rimbalzo: Varese comanda nel primo quarto (5-10) e amministra il match su ritmi cadenzati, raccogliendo comunque meno di quanto prodotto con troppi tiri aperti sul ferro per un "misero" più 3 a dispetto del 62% contro 33% nelle percentuali dal campo. Poi Trento sfrutta l'atipicità dei suoi quintetti senza ruoli definiti ma con un eguale tasso atletico: decisivo il 15 -8 a rimbalzo del secondo quarto e la qualità elevata delle conclusioni prese dagli arcieri locali contro gli affanni varesini senza più le soluzioni interne di Cain.
    Nel complesso Varese ha alzato l'asticella della qualità del gioco rispetto a Pistoia, trovando conferme da un Okoye ormai terminale principe grazie ad un'affidabilità perimetrale costante. E anche stavolta i biancorossi hanno ribadito la forza mentale di una squadra capace di non arrendersi mai, anche quando Trento aveva sparato a raffica dall'arco con i duttili Gomes e Silins per arrivare a più 16 a metà del terzo quarto. Quando Avramovic e Wells hanno preso per mano la squadra sul perimetro, innescando un Vene pungente nei 15' finali, Varese ha ricucito due volte sulla base del suo sistema corale che ha trovato soluzioni alternative al solo Okoye. Alla fine però l'Aquila ha pescato maggior qualità dalla panchina (36 punti contro i 17 del secondo quintetto ospite) con il pungente Franke a piazzare stilettate velenose.
    Sconfitta complessivamente "onesta" sul campo di una squadra superiore a Pistoia che ribadisce alcuni concetti chiave in vista delle ultime 9 partite della regular season. Prima di tutto, i playoff sono una chimera: per rincorrere i primi 8 posti serve una qualità diffusa che l'attuale Varese - con Larson e Delas fuori fase e il collante Ferrero ancora ai box - non è in grado di esprimere con la sufficiente continuità nel corso dei mesi. In seconda istanza, l'OJM è troppo solida-per spessore caratteriale e volume di gioco corale - per farsi risucchiare nuovamente dalla bagarre salvezza. E dopo un mese esatto di digiuno (ultimo hurrà l' 11 febbraio contro Brescia) utilizzerà i prossimi 7 giorni per andare all'assalto della quotata Avellino, che arriverà al PalA2A reduce dalla battaglia europea di mercoledì a Minsk. Riscatto obbligato? Di sicuro la volontà è quella di voltare subito pagina...
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    L’Openjobmetis prova a sfatare il tabù esterno sul campo della Dolomiti Energia. A Trento (ore 20.30, diretta Eurosport2) la formazione di Attilio Caja farà visita alla lanciata Aquila per cercare di violare l’unico parquet sul quale non ha mai vinto tra i 15 dell’attuale serie A. Missione complicata per i biancorossi contro un’avversaria in serie positiva da 3 turni con due imprese di prestigio pre e post Coppa Italia (vittorie esterne a Brescia e Reggio Emilia) a dimostrare la svolta dopo i travagli iniziali legati al doppio impegno tra campionato ed Eurocup.
    Varese recupererà capitan Giancarlo Ferrero, assente domenica scorsa a Pistoia in una partita povera di qualità balistica a dispetto della consueta applicazione: il ritorno dell’ala mancina permetterà al coach pavese di avere a disposizione tutti gli effettivi in vista di un match oltremodo impegnativo anche a livello fisico. «Trento è una squadra che gioca con grande energia, aggredendo le linee di passaggio per correre in campo aperto – avverte “Artiglio” - Dovremo essere molto attenti nell’eseguire gli schemi e sulla loro grande intensità che mettono a rimbalzo in attacco. Sarà fondamentale occupare l’area e non concedere canestri facili ad una squadra che può schierare tanti tiratori pericolosi».
    Di sicuro non ci si deve aspettare un replay della partita di andata, quando Varese schiacciò Trento con un avvio al fulmicotone, imponendosi con un oceanico 93-66 in una gara a senso unico. Rispetto all’andata la Dolomiti Energia ha riabbracciato Dustin Hogue, il piccolo ma potente centro che lo scorso anno fu uno dei protagonisti verso la finale scudetto conquistata sorprendendo la superfavorita Milano. La coppia Hogue-Sutton garantisce alla squadra di Maurizio Buscaglia un importante coefficiente atletico che i biancorossi dovranno limitare anche senza più Norvel Pelle, che nella gara del PalA2A fu un fattore chiave per i padroni di casa. Dunque l’Openjobmetis proverà a dimostrare la sua competitività anche contro una squadra in piena rimonta playoff che non può più permettersi passi falsi al PalaTrento (4 sconfitte finora): «La Dolomiti Energia ci ha abituato già lo scorso anno ad una partenza incerta alla quale ha fatto seguito un girone di ritorno di altissimo livello; sono una squadra, dovremo giocare una partita molto accorta» è la ricetta indicata da Caja.
    I padroni di casa saranno ancora senza il play messicano Gutierrez; spazio in regia alla bandiera Forray e ruolo da protagonista sul perimetro per il neoazzurro Flaccadori, mentre è recuperata l’esperta ala portoghese Beto Gomes dopo il lieve infortunio al ginocchio di sabato scorso a Reggio Emilia. «Servirà una gara attenta, pareggiando la loro energia e fisicità con una difesa di squadra, mentre in attacco dovremo muovere bene la palla»: così Attilio Caja detta la hnea alla squadra, chiedendo una prestazione più di cervello che di gambe per respingere il prevedibile arrembaggio dei padroni di casa. 
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Tre certezze italiane, due (auspicabili) certezze straniere, e 10 partite per riflettere sulle altre posizioni della Varese che verrà. Ultimo terzo di stagione 2017-18 utile anche per calibrare le scelte future nell'ottica della continuità fortemente voluta dalla "troika" Tota Bulgheroni, Claudio Coldebella e Attilio Caja. Regole e contratti alla mano, le posizioni più solide sono quelle dei tre italiani Giancarlo Ferrero, Matteo Tambone e Nicola Natali. Il capitano ha ulteriormente ribadito il suo valore da "mezzo titolare" (8,5 punti col 37% da 3 in 22,7 minuti) e la sua etica del lavoro ne fa un perfetto "leader by example". Il play romano, in forte ascesa per personalità e rendimento negli ultimi due mesi, è sin d'ora una scommessa vinta (5,1 punti e 1,6 assist in 16,2 minuti), mentre l'ala toscana dà garanzie in termini di affidabilità nel lavoro quotidiano.
    Sul fronte estero invece sono Stan Okoye e Tyler Cain i due elementi in cima alla lista dei rinnovi da discutere: l'ala nigeriana è stato finora l'MVP stagionale non solo nel rapporto aspettative-rendimento (14,6 punti e 8,2 rimbalzi col 38% da 3), la nuova regola senza più vincoli di passaporto sugli stranieri rende meno appetibile il suo status da Cotonou anche se per trattenerlo sarà necessario un adeguamento salariale (quest' anno era il meno pagato dei 7 stranieri). L'apporto del pivot del Minnesota va oltre statistiche comunque sostanziose (8,6 punti più 9,1 rimbalzi, 1,2 assist e 0.7 stoppate col 66% da 2) trattandosi del leader del sistema difensivo biancorosso e spesso e volentieri il regista occulto dell'attacco.
    E gli altri elementi del roster attuale? Qualsiasi scelta ulteriore passa dalle strategie di costruzione del roster tra 5+5 e 6+6: per adottare la prima formula che permette l'accesso al premio italiani non si potrà prescindere dall'aggiunta di un lungo "nostrano", nel secondo basterebbe un'altra scommessa italiana dalla panchina ma con l'aggravio di 40mila euro di luxury tax per il sesto straniero. Sulla base dello zoccolo duro di cui sopra e al netto della necessità di esplorare con attenzione lo spessore degli ultimi arrivati Vene e Delas, l'ideale sarebbe aggiungere qualità e soprattutto continuità sul perimetro. Cosa che finora nessuno tra Wells, Avramovic e Larson - tutti e tre con escape a fine stagione - ha saputo garantire. Eccessivo lo spread tra i 4-5 picchi di valore e le (troppe) prove in- colori per l'ex Giessen, mentre per guadagnarsi i galloni da titolale nello spot di guardia il mancino serbo dovrà stabilizzare il rendimento tra casa e trasferta (12,1 punti col 33% da 3 al PalA2A; 6.9 col 16% dall'arco in trasferta). E l'esterno prelevato da Liegi dovrà dimostrale il suo valore anche al cambio di un campionato più fisico come quello italiano (3.6 assist ma 6.4 punti col 28% da 2 contro i 18.1 col 55% del Belgio). Molto dipenderà però dalle risorse a disposizione: la Varese 2018-19 potrà permettersi uno o due investimenti da 150mila dollari in su per andare all'assalto del Tyrus McGee di turno, tanto per citare il nome di una guardia dal fatturato offensivo garantito?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis sbatte contro il ferro del PalaCarrara e chiude a quota 4 la sua serie positiva del girone di ritorno. La truppa di Attilio Caja paga la ruggine accumulata nella lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali, segnando il passo contro una The Flexx affamata di punti salvezza.
    La sfida tra due squadre simili per volume a rimbalzo (match sostanzialmente pari tra le due regine della specialità) e propensione difensiva è risolta dalle prodezze individuali di Tyus McGee: l’ex campione d’Italia con Venezia, assente all’andata per un infortunio al polso sinistro, respinge la rimonta di Varese con una magia insensata ma vincente da oltre 8 metri. La corsa biancorossa si ferma per via delle modeste percentuali dal perimetro (25% da 3 contro l’11/24 del secondo tempo dei padroni di casa): non basta un super Okoye (9/18 al tiro, 10 rimbalzi e 4 assist) per nascondere le molte insufficienze (Wells e Vene su tutti) e l’esordio decisamente opaco dell’ultimo arrivato Delas.
    Sicuramente è mancato l’apporto di capitan Ferrero, specialmente in una serata così povera di qualità dalle sue alternative (1/9 in due per Vene e Natali), così come solo nel secondo tempo il volume di gioco prodotto dalle guardie è stato accettabile dopo gli 11 punti totali con 4/15 dal campo dei primi 20’ del poker di esterni di Attilio Caja. Sicuramente non si è vista una bella Varese, soprattutto nel primo tempo dove i tanti errori banali da distanza ravvicinata (40% da 2 nonostante i reiterati tentativi di sfruttare i mis-match dentro l’area) hanno impedito agli ospiti di raccogliere i frutti di una difesa attenta sul perimetro. Altrettanto sicuramente non si è vista una Varese paga delle quattro vittorie consecutive contro le big: la difesa biancorossa è stata all’altezza della situazione, venendo punita prevalentemente in transizione dalle triple di Gaspardo e Moore. E anche stavolta la compagine di Caja non si è mai arresa nonostante un paio di brutte imbarcate (55-48 al 30’ e 64-55 al 36’), rientrando due volte in partita ma venendo due volte respinta dalle triple realizzate dai padroni di casa (a segno due volte allo scadere dei 24 secondi con gli ex Diawara e Mian). Si è però tornati ad un copione classico delle trasferte dei primi due mesi di stagione: buona costruzione della manovra non convertita dall’arco con percentuali troppo basse anche su tiri aperti che hanno impedito a Varese di raccogliere i frutti del volume di gioco prodotto. Va anche detto che la produzione alterna delle guardie ha costretto Caja a ruotarle freneticamente in cerca di continuità giunta solo dopo 25’ da Tambone prima, da Avramovic poi e da Larson nel finale.
    Insomma una prestazione di tutt’altro spessore rispetto alle imprese precedenti alla pausa; ma di fronte c’era ovviamente un’avversaria affamata di punti e capace di pareggiare l’aggressività messa in campo da Cain e compagni, che invece avevano spesso e volentieri sorpreso squadre più quotate con un approccio mentale graffiante. Le contemporanee sconfitte di Capo d’Orlando e Pesaro (che domenica saranno opposte in un vero e proprio spareggio salvezza) non mutano le distanze rassicuranti dalla zona retrocessione; ora serve recuperare capitan Ferrero e provare a tirare a lucido Delas in vista della trasferta di Trento (squadra di rango ma con due assenze pesanti nell’anticipo di sabato), sarà un test probante per capire quanta fame di gloria ha ancora Varese.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il collegio permanente di arbitrato e conciliazione della Lega Basket, al quale si era rivolto l’ex coach biancorosso per far valere il terzo anno di contratto stipulato nel 2015, ha respinto l’istanza del tecnico di Arezzo, che aveva richiesto l’intero stipendio della stagione 2017-18 (100mila euro netti più contribuiti, il costo-azienda complessivo si aggirava attorno ai 180mila lordi).
    La richiesta di Moretti era basata su un ritardo nel versamento della clausola rescissoria da 25mila euro prevista nell’accordo che prevedeva due stagioni garantite con opzione sulla terza con facoltà di recesso a pagamento per entrambe le parti. La questione verteva principalmente sulle righe piccole del contratto: attraverso la tesi difensiva affidata agli avvocati Enrico Cassì e Gian Paolo Valcavi, Varese ha sostenuto la chiara volontà di esercitare la escape, comunicata formalmente entro 15 giorni dal termine del campionato 2016-17. E giustificando il pagamento oltre il termine fissato per il 10 luglio a causa della mancata comunicazione dell’importo preciso (comprensivo anche dell’ultimo stipendio della stagione passata) dopo una contestazione sul netto della mensilità di maggio.
    L’istanza di Moretti faceva invece leva proprio sui 12 giorni di ritardo con i quali la società di piazza Monte Grappa lo ha liquidato; nella tesi sostenuta dai legali del coach di Arezzo il pagamento fuori termine avrebbe reso nulla la clausola rescissoria. Da qui la richiesta del reintegro nel ruolo di capo allenatore secondo quanto previsto dal contratto, e nel momento in cui Varese rigettò ovviamente la sua richiesta lo scorso autunno, il conseguente ricorso all’arbitrato previsto dalla legislazione sportiva a fine novembre 2017.
    Dopo due sedute a gennaio e febbraio con l’audizione delle parti in causa, i tre arbitri (la Pall.Varese aveva nominato l’avvocato Mattia Grassani) hanno emesso ieri il loro verdetto: risultato favorevole al club di piazza Monte Grappa.
    Dunque il caso è chiuso, senza possibilità di ulteriori appelli non previsti dall’arbitrato sportivo: la società biancorossa ha rispettato i termini pattuiti dal contratto con Moretti, al quale nulla è più dovuto, esaurendo il rapporto con il versamento effettuato il 22 luglio 2017.
    Un bel sospiro di sollievo per la dirigenza varesina: se da un lato le pretese dell’ex coach biancorosso parevano basate su motivazioni apparentemente labili, dall’altro aver definitivamente scongiurato il rischio - sia pur limitato - di far gravare 180mila euro extra sul bilancio della stagione corrente è una notizia indiscutibilmente positiva. La bocciatura dell’istanza di Moretti fa seguito a quella di due anni fa presentata dall’ex d.s. biancorosso Simone Giofrè, che si rivolse ad un giudice del lavoro - seguendo dunque un iter civilistico anziché sportivo - per far valere l’ultima annualità del contratto triennale stipulato nel 2013: anche in quel caso la richiesta fu rigettata.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Mario Delas è pronto a fare la sua parte per cavalcare il momento magico dell'Openjobmetis. Il centro croato che ha preso il posto di Norvel Pelle nelle rotazioni di Attilio Caja, racconta così le sensazioni della sua prima settimana a Varese e le ragioni che lo hanno spinto a cambiare casacca durante la pausa per la Coppa Italia e le Nazionali. «Sapevo di venire in una società ottimamente organizzata e dalle grandi tradizioni - attacca - non ci ho pensato un attimo quando il mio agente mi ha esposto la possibilità di approdare a Varese: Capo d'Orlando ha dato il via libera e ho accettato al volo. Quando sono arrivato ho toccato con mano lo spessore di questo club: la prima settimana è stata utile per fare conoscenza con i compagni o lo staff tecnico. La squadra sta attraversando un ottimo momento, spero di poter entrare in fretta nel sistema e contribuire ad alimentare il momento positivo»
    Rispetto a Pelle ha caratteristiche opposte, ma essendo giocatore di sistema inserirsi in una squadra che vive di organizzazione potrebbe essere relativamente facile?
    «Sulla carta è cosi, poi non sempre il basket è una scienza esatta, ma farò del mio meglio per rendere le cose semplici. Apprezzo lavorare in squadre che giocano un basket organizzato e di sistema, credo di potermi adattare in fretta alle esigenze del coach: non ci sono state richieste specifiche da parte di Attilio Caja, conosco già quel che gli serve nel mio ruolo, l'unica richiesta è stata quella di integrarmi in fretta».
    Cosa è cambiato nel passare dal ritmo di allenamento di una squadra che giocava campionato e coppa come Capo d'Orlando a quello di Varese senza impegni infrasettimanali?
    «La prima settimana di lavoro è stata abbastanza diversa da quelle della parte precedente della stagione: giocando due volte a settimana visto l'impegno in Champions League che ci costringeva a viaggiare molto anche per ragioni logistiche era da settembre che non svolgevo una settimana di allenamenti completi. Il ritmo è stato molto intenso, magari servirà un minimo di tempo per adeguarmi ma arriverà anche quello».
    Cosa è cambiato invece nel passare da uno spogliatoio dove l'ultima vittoria risaliva al 17 dicembre a quello di una Varese che non perde dal 14 gennaio?
    «Ecco, così se poi non vinciamo la colpa sarà mia (in italiano, ndr)... Scherzi a parte, gli ultimi due mesi sono stati molto duri per tutto l'ambiente a causa della mancanza di vittorie; qui il clima è molto diverso ma da domenica vediamo cosa riusciremo a fare, siamo desiderosi di far vedere il nostro valore con l'auspicio di partire subito con un risultato positivo a Pistoia».
    Che obiettivi si prefigge e cosa le ha raccontato di Varese Gianmarco Pozzecco suo ex tecnico?
    «Gli obiettivi sono quelli della squadra, ma li focalizzeremo una partita alla volta: oggi penso solo alla trasferta di domenica, vedremo dove riusciremo ad arrivare a fine stagione. Il Poz? E stato molto positivo nei confronti di Varese, ma ha esordito dicendomi che per essere al suo livello nel passaggio tra Capo d'Orlando e Varese avrei prima dovuto segnare 30 punti a partita per poterne parlare. Come sempre scherzava...».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Claudio Coldebella esprime soddisfazione per il rendimento complessivo di una Openjobmetis capace di tener fede alle premesse estive di squadra capace di farsi amare dai tifosi con il suo atteggiamento da battaglia. «Nel girone di andata, tra sconfitte nei finali punto a punto e all’overtime, abbiamo purtroppo raccolto meno di quel che eravamo riusciti a produrre; le 4 vittorie consecutive di inizio ritorno sono state espressione di un potenziale veramente importante. Stiamo tenendo fede alle basi poste in estate costruendo squadra con un’anima e dei valori; la pasta delle persone è stata fondamentale per la scelta dei giocatori, siamo sempre scesi in campo con una serietà ed un attaccamento che non è facile trovare».
    Cinque sconfitte in fila e poi 4 vittorie consecutive: c’è stato un momento di preoccupazione durante la serie nera?
    «Un po’ di preoccupazione c’era per l’umore di una squadra che si è sempre battuta al massimo ma non raccoglieva punti in classifica. Invece la loro forza è stata quella di basarsi sul lavoro quotidiano; abbiamo raccolto frutti grazie a questa forza nei momenti difficili, deve rimanerlo anche nell’attuale momento felice mantenendo il dna di un gruppo che lotta, e sulla base di un sistema di gioco e di una preparazione tattica ottimale cerca sempre di battersi al meglio. I tanti giovani ed esordienti che avevamo scelto si sono messi in gioco ed hanno ascoltato; a prescindere dall’età tutti meritano complimenti perché hanno lavorato per migliorarsi. Poi non è detto che un giocatore di squadra non abbia talento: intelligenza tattica e capacità di mettersi al servizio di un sistema sono doti fondamentali nel basket moderno».
    Durante la pausa è arrivato il primo segnale di continuità futura con la conferma biennale di Caja.
    «Attilio lo conosco da una vita, sono stato suo giocatore e suo assistente, merita un bravo per il lavoro compiuto. Ho la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui e con un maestro come Toto Bulgheroni; formiamo un trio affiatato che si confronta e lavora insieme. La sua conferma biennale è un segnale importante di continuità che vogliamo estendere all’impronta tecnica ed ai giocatori di quest’anno. Importantissimo è anche l’aspetto del settore giovanile, anche nell’ottica delle nuove regole: per vedere frutti serve pazienza, ma l’aggiunta di una figura come Gianfranco Ponti all’interno del club è un segnale che si sta lavorando nel modo migliore».
    Quali prospettive per le 11 gare che mancano al termine del 2017-18?
    «La pausa non ci voleva perché avevamo preso un ottimo ritmo; dovremo essere bravi a mantenere la mentalità con cui abbiamo affrontato finora gli impegni. L’obiettivo è quello di raggiungere prima possibile la salvezza e mantenere questo imprinting basato su mentalità, lavoro e serietà che riflette molto Varese e la sua provincia. Più passa il tempo e più questo spirito permea tutte le aree del club, dalla prima squadra alle giovanili passando per tifosi, consorzio e trust».
    Qual è invece il suo giudizio sull’attuale situazione del club?
    «Vedo una società più sana rispetto a quella dove ero arrivato, cosciente delle sue possibilità, e più strutturata con investimenti importanti come il tabellone led cube, lo store per il merchandising e il nuovo court side, unite dall’obiettivo comune di aumentare le entrate future. Oggi fare sport ad alto livello è difficilissimo; tengo a ringraziare Consorzio e Trust che in un momento critico hanno compiuto ancora un grande sforzo in sede di approvazione del bilancio. Molti danno per scontata una Pallacanestro Varese in serie A, ma non è così: qui c’è una tradizione straordinaria, ma a sostenere il club sono sempre gli stessi. I presupposti sono buoni, i dati economici dicono che l’economia della città sta ripartendo, però se si vuole fare un salto di qualità c’è bisogno di nuove forze».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    FCL Contract e Openjobmetis onorano al meglio la seconda edizione della BCC Cup e regalano una bella serata di basket ai 1.200 spettatori del PalaBorsani (4mila euro l'incasso, raddoppiato dal main sponsor e devoluto alla cooperativa "Il volo del gabbiano"). Rodaggio tutto sommato positivo per Varese alla vigilia dell'ufficialità del rinnovo del contratto con Attilio Caja: atteso per oggi l'annuncio dell'estensione fino al 2020 dell'accordo con "Artiglio", primo importante segnale di continuità in ottica futura per una squadra che con l'ultimo poker di vittorie consecutive ha fatto il pieno di entusiasmo tra i tifosi biancorossi.
    Senza capitan Ferrero ed Avramovic (partito per la Germania nei 14 convocati da Sasha Djordjevic per la sfida di stasera, possibile esordio con la Serbia nelle qualificazioni ai Mondiali 2019) la squadra di Attilio Caja ha disputato un "galoppo" efficace du- rante la pausa per Coppa Italia e Nazionali (stasera in campo l'Italbasket di Meo Sacchetti contro l'Olanda). Legnano ha onorato al meglio l'impegno (25-31 al 16' e 44-50 al 24') nonostante le rotazioni profonde di coach Ferrari in vista della sfida di domenica contro Trapani. Ancora da rodare l'ultimo arrivato Delas e un po' imballato il rientante Wells (0/3 in 24'), sono stati Stan Okoye (vincitore della gara da 3 punti all'intervallo battendo in finale Rei Pullazi) e Nicola Natali (inedito top scorer con 9/12 al tiro) a sorreggere Varese in una partita comunque più vera del previsto. «Obiettivi centrati in un test comunque utile per rodarci: chi è con noi da inizio stagione ha mantenuto la forma normale, chi è arrivato dopo è in ritardo ma non è certo colpa sua, sono già previsti dei lavori specifici per chi è più indietro» commenta il tecnico pavese.
    Bilancio finale positivo per la seconda edizione della manifestazione griffata dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate: presenze in crescita (da 1000 a 1.200 spettatori) rispetto all'edizione inaugurale del 2016, interessante anche l'esperimento delle amichevoli delle giovanili (doppia vittoria biancorossa per i 2007 di Andrea Gardini e i 2005 di Cristiano Maino contro i pari età di Legnano ed ABA) in un maxi-contenitore di più di 5 ore che coinvolgendo anche gli eventi collaterali all'intervallo ha comunque divertito il pubblico. «Siamo molto contenti per l'ottimo esito dell'evento: la partita è stata godibile e il ricavato soddisfacente, ringraziamo la BCC che ha già rinnovato il sostegno per l'anno prossimo» conferma il presidente legnanese Marco Tajana. Per l'edizione numero 3 si pensa ad anticipare l'evento a settembre per dare lustro al precampionato; oggi gli Knights torneranno in palestra per preparare il big-match di domenica contro Trapani, mentre Varese riprenderà al Campus la routine degli allenamenti attendendo il 4 marzo per il ritorno in campo contro Pistoia.
    Giuseppe Sciascia

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