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VareseFansBasketNews

  • simon89
    L'Openjobmetis torna a ruggire lontano dal PalA2A. La truppa di Attilio Caja innalza nuovamente il vessillo corsaro e sbanca il campo di Sassari con una prova scintillante sul piano del gioco (62% da 2 e 58% da 3 con un 107 di valutazione totale). Varese si impone al Pa-laSerradimigni con le armi preferite della Dinamo, giocando una partita sontuosa sul piano offensivo per rispondere a tono alla pioggia di triple dei padroni di casa (17/33 da 3!). biancorossi mettono in difesa le basi dell'impresa, togliendo fluidità nei primi 15' ad un Banco Sardegna in affanno contro l'aggressività e le ripartenze (già 26-40 a metà secondo quarto) con un Okoye a tratti onnipotente (4/6 da 2, 5/8 da 3 e 17 punti a metà gara gara). Poi la squadra di Pasquini sceglie la via della cavalleria leggera, giocando tutta la ripresa con due play e quasi tutto il quarto periodo senza centri. Aprendo il campo per i suoi arcieri fa soffrire più volte la Varese della ripresa, meno frizzante rispetto ai 52 punti dei primi 20' ma comunque sostanziosa nella gestione dei ritmi e delle soluzioni interne per un Cain (3/6 da 2, 6/8 ai liberi e 13 rimbalzi) in versione signore degli anelli.
    Il valore del colpaccio è acuito dalla qualità della prova di Sassari, che cancella con un 14-0 a suon di triple il nuovo ampio vantaggio ospite (dal 48-62 del 25' al 62-62 del 29'). La maturità dell'Openjobmetis riveduta e corretta, ma soprattutto cresciuta nel corso della stagione facendo tesoro degli errori del girone d'andata, sta nella capacità di non incassare il colpo reagendo sull'asse portante Okoye-Cain (62-70 al 33') e facendo sempre la scelta giusta in attacco con 5 preziosi punti di Ferrerò (73-82 al 37'), mentre il punto esclamativo arriva grazie ad un Wells di inusitata efficacia (8/10 e 4 assist) nello spot di guardia. Il finale è ancora palpitante con Avramovic che fa e disfa in difesa e in lunetta. Alla fine però Varese arriva al traguardo con pieno merito con una vittoria che cancella la "magra" casalinga dell'andata, passando dal meno 21 (peggior sconfitta dell'anno e record negativo di punti segnati) al maggior bottino offensivo stagionale in trasferta. Una conferma che la versione completa della squadra di Caja, con Ferrero ormai recuperato con Delas e Larson inseriti nei meccanismi del collettivo, è ormai in grado di sviluppare stabilmente un volume di gioco di assoluta qualità.
    Nel girone di ritorno Varese ha totalizzato 12 punti, seconda forza a braccetto di Venezia dietro solo ai 14 di Milano: probabilmente è tardi per sognare i playoff, visto che i punti da recuperare restano 4 con 7 partite ancora in calendario. Caja si concentra sulla possibilità di festeggiare la salvezza a 6 giornate dal termine se i biancorossi batteranno Pesaro con almeno 4 punti di scarto nel turno pre-pasquale. Ma la permanenza in serie A è ormai un risultato acquisito per una Openjobmetis che dopo l'apprendistato del girone d'andata ha ingranato il turbo nella fase discendente. Oggi valgono le emozioni in serie che questa squadra sta continuando a regalare con un basket capace di coniugare organizzazione e divertimento. Sarebbe bello provarle ancora per le 7 giornate rimanenti, sarebbe ancor più bello continuare a provarle anche nel 2018-19 capitalizzando in termini di risorse fresche l'entusiasmo creato da questa Openjobmetis da vertice del girone di ritorno.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Attilio Caja indica la rotta alla sua Openjobmetis in vista della trasferta di Sassari. L'ultimo allenatore capace di guidare Varese ad espugnare il PalaSerradimigni (aprile 2015, finì 74-69 con dosi omeopatiche di zona contro i futuri campioni d'Italia guidati da Meo Sacchetti) punta come sempre sulla difesa per non far esaltare il potenziale offensivo del Banco Sardegna. «La ricetta sarà la solita - annuncia il coach biancorosso - servirà una prestazione difensivamente molto attenta, basandoci principalmente sul lavoro di squadra, per evitare di esaltare le loro doti offensive che soprattutto in casa consentono a Sassari di esprimere grandi picchi di rendimento. Non potendo limitarli dovremo contenerli, cercando di resistere ai loro momenti migliori pensando di stare il più possibile agganciati alla partita. Di sicuro non potremo sfidare la Dinamo sul piano del ritmo o di chi segna un canestro più dell'altro; dovremo giocare con la testa scegliendo con lucidità le soluzioni».
    I biancorossi, annunciati al gran completo al pari del Banco Sardegna che recupera il centrane croato Planinic (assente nelle ultime due uscite), sono attesi da un impegno ricco di insidie sul campo di una Dinamo che davanti al suo pubblico ha vinto 9 partite su 11 : «Ci aspetta un test su un campo impegnativo - aggiunge Caja - Sassari si gioca in casa propria le ambizioni di playoff e dunque sappiamo che ci aspetterà con grandi motivazioni. È comunque una squadra costruita per disputare le coppe, dunque con un organico profondo e competitivo per disputare una stagione di vertice». II tecnico pavese teme soprattutto le doti balistiche di una Dinamo che all'andata sbancò il PaIA2A con un brillante 12/28 da 3: «Gli elementi da tenere d'occhio - sottolinea il tecnico - sono in particolare Bamforth, Stipcevic e Spissu, ma anche Hatcher è un attaccante che ti mette sempre sotto pressione, mentre la recente aggiunta di Bostic sta dando ottimi risultati. Da ala forte c'è un elemento di valore come Polonara che ha dinamicità e tiro e in Italia è uno dei giocatori migliori, mentre sotto canestro Planinic e Jones alternano stazza ed esplosività. Il roster è chiaramente di alto livello».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L'Openjobmetis si gode la stella nascente Stan Okoye, auspicando che le prodezze del suo leader conclamato non attirino attenzioni eccessive sul primo giocatore da cui ripartire dopo la conferma di Attilio Caja. La stellare prestazione contro Avellino (26 punti con 9/12 al tiro di cui 6/8 da 3 e 36 di valutazione) è valsa all'atleta del 1991 la palma di MVP assoluto della giornata numero 22; ma che l'atleta cresciuto a Virginia Military Institute sia l'elemento di maggior spicco del collettivo biancorosso balza all'occhio attraverso le classifiche di rendimento della serie A.
    Oggi la 26enne ala di passaporto nigeriano è presente tra i primi 10 in tre voci statistiche fondamentali: è il decimo marcatore della serie A (15.3 punti di media) e il quinto rimbalzista (8.0), ma soprattutto il quarto nella percentuale da 3 punti (42,1% su 5,5 tentativi a partita). Altrettanto evidente che sia proprio Okoye il giocatore sul quale la società di piazza Monte Grappa vuole provare a basare la continuità del roster, da aggiungere a quella dell' area tecnica Attilio Caja-Claudio Coldebella (il contratto del g.m. prevede escape a favore di entrambi al termine del 2017-18, ma la società non sembra avere alcuna intenzione di esercitare la sua facoltà). E proprio sull'ottimo rapporto tra il tecnico pavese e l'atleta statunitense si punterà per convincerlo a far parte della Varese 2018-19. È stato proprio "Artiglio" a voler fortemente puntare su Okoye, primo giocatore ingaggiato nella campagna acquisti della scorsa estate scommettendo sui due anni di maturazione in A2 e sulla voglia di emergere attraverso il lavoro del giocatore del 1991. Bravo dunque Okoye a cavalcare l'opportunità offerta da Varese, rinunciando al più lucroso rinnovo contrattuale proposto da Udine in A2 ed accettando un salario inferiore del 30% pur di giocarsi nuovamente la carta della serie A.
    Ma le ultime prodezze non rischiano di attirare attenzioni di club più munifici rispetto a Varese su un giocatore che con le attuali statistiche potrebbe far gola a realtà di livello più elevato? Intanto il passaporto nigeriano di Stan - che gli permette di giocare in quota europei con lo status di Cotonou player sarà meno pregiato nella prossima estate, viste le nuove regole di eleggibilità senza più vincoli di passaporto nella scelta dei 5 o 6 stranieri. Di sicuro l'OJM farà la sua mossa nelle prossime settimane, facendo una proposta che adegui il valore salariale di Okoye al suo rendimento sul campo. L'ala nigeriana era il meno pagato dei 7 stranieri di inizio stagione (ora ha "scalato" davanti a Vene, Larson e Delas), per trattenerlo servirà un adeguato ritocco dell' ingaggio mettendo sul piatto compiti da primattore che altrove potrebbe non avere. E ricordando il primo Stan del 2014-15, al netto dei progressi nel tiro e nella personalità, l'atleta nigeriano sembra più adatto ad un ruolo di quantità con responsabilità elevate piuttosto che ad un ruolo da cambio di lusso "sparando" tutto in pochi minuti. Ossia quelle mansioni da stella che la Varese del futuro sarebbe ben lieta di riaffidargli anche per il 2018-19.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La legge del PalA2A non fa sconti ad Avellino. L'Openjobmetis stende la terza forza Sidigas con una sontuosa prestazione difensiva abbinata ad una serata da 12/27 da 3, e aggiunge gli irpini alla collezione di vittime illustri (leggi Milano e Brescia) costrette ad inchinarsi a Masnago nel girone di ritorno. La superlativa prova balistica di Stan Okoye (26 punti con 12 tiri e 36 di valutazione: record di giornata per il nigeriano) esalta la coralità della truppa di Attilio Caja, che spreme sostanza anche dai discussi Larson e Delas nel rovente finale di una gara ricca di capovolgimenti di fronte.
    L'avvio tambureggiante con il nigeriano imprendibile dall'arco (15 punti nei primi 15') e le fiondate di Tambone e Vene (silenzioso ma imprescindibile collante sui due lati del campo) per il perentorio 40-22 iniziale fa sognare un possibile "replay" della cavalcata trionfale con Brescia. Avellino però si conferma squadra di rango e trova l'argine alla marea biancorossa: tra le qualità balistiche di Rich, il talento fisico di Wells e una vischiosa zona 2-3 che toglie impeto all'attacco biancorosso, la formazione di Sacripanti ribalta il corso del match dopo l'intervallo. La Sidigas mette anche la freccia nel quarto periodo quando l'attacco di Varese soffre l'eccessiva "palleggiomania" di Wells; la reazione caratteriale dei padroni di casa ribalta però in maniera definitiva le sorti della gara, con un perentorio 10-2 costruito grazie ad una difesa di granito e alimentato con due triple ad altissimo coefficiente di difficoltà di Larson e Okoye (tuffo in avanti battendo di un niente la sirena dei 24 secondi per il 75 -71 che ha lanciato la fuga vincente dei padroni di casa).
    La pressione sul perimetro dell'inedita coppia Larson-Avramovic e la presenza sotto entrambi i tabelloni di un Delas più coinvolto ed efficace- specie alla luce dei falli di Cain, già a 4 nel finale del terzo quarto - con una serie di giocate sostanzioso, lanciano l'Openjobmetis verso una meritatissima vittoria casalinga a dispetto del 31% dal campo degli ultimi 10'. Due punti che sanno di salvezza anticipata per la formazione di Attilio Caja, capace di ribadire l'empatia ormai consolidata con i suoi tifosi anche alla luce del record stagionale di paganti (4417 rispetto ai 4393 del derby contro Milano). Dopo 5 settimane di digiuno casalingo e nonostante le sconfitte di Pistoia e Trento, i tifosi di Varese confermano di aver ormai sposato senza riserve il basket operaio di Ferrero e soci.
    Bravissimi a dare un senso compiuto ad una stagione senza velleità di alta classifica attraverso le loro imprese casalinghe contro le grandi della serie A: se Varese macina gioco e triple (48% dal campo e 95-79 in termini di valutazione statistica) passare al PalA2A diventa impossibile anche per una Sidigas capace di chiudere col 52% da 3 (lasciando sul ferro le ultime 4 triple dopo il 13/21 del 35'). Così la spinta dei supporters biancorossi dà la consueta carica di adrenalina alla squadra nonostante la versione "aventiniana" degli Arditi, che hanno lasciato la Curva Nord pochi minuti prima del match (unico segnale di presenza un coro contro Claudio Coldebella, totalmente fuori sintonia col clima in tribuna). Ora la trasferta di Sassari per provare a lavare l'onta della peggior sconfitta stagionale: girata qualche vite per migliorare l'inserimento di Larson e Delas, Varese saprà stupire ancora anche in trasferta?
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese torna a giocare sotto le volte del “tempio” di Masnago e impone la sua legge ad un’altra delle grandi del campionato italiano con, a detta di molti, la più bella vittoria di quest’anno considerando la solidità della squadra irpina. I biancorossi riescono a compensare il gap fisico e tecnico conducendo praticamente per tutta la partita e mostrando un carattere cajano reagendo nel migliore dei modi al sorpasso campano sul finale di partita. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic  7: partita in cui torna a battere in testa per quanto riguarda il tiro dalla lunga ma compensa con le sue scorribande verso canestro e con una intensità difensiva notevole, 4 palle recuperate ne sono la prova che gli fanno guadagnare diversi minuti in campo. TARANTOLATO
    Bergamaschi S.V.
    Natali N.E.
    Vene  8,5 : ai più potrà sembrare una valutazione esagerata ma chi vi scrive ha una sorta di venerazione per questo ragazzone giunto a Varese con la fama dello spacca spogliatoio e dopo un periodo fisiologico di recupero fisico dopo il lungo stop, sta dimostrando di saper difendere duro, di avere letture su ambo i lati del campo fuori dal comune, di avere una mano educatissima e di saper passare la palla come un play (stasera 5 assist). MVP personale di serata. STONEROOK DE NOARTRI
    Okoye 8,5 : forse la partita più bella e completa di Stan dal suo ritorno a Varese. Al tiro tiene percentuali irreali per 37 minuti, 8 rimbalzi e anche una ottima propensione alla difesa. Giocata da vedere e rivedere quell’assist per Wells allo scadere dei 24 nel finale che è davvero rappresentativo di quanto il nigeriano sia cresciuto in tutti i fondamentali del gioco rispetto alla sua prima comparsata a Varese. DOMINANTE
    Tambone 6,5 : buona prestazione per il play ex Ravenna che viene chiamato da coach Caja soprattutto nella prima metà dell’incontro dove riesce a dare più solidità e concretezza rispetto ai titolari Wells e Larson e lui ripaga con 2 bombe pesantissime e un’altra conclusione che entra ed esce. Nella ripresa rimane nelle retrovie ma è sempre utile alla causa. DUTTILE
    Cain  6,5 : questa sera ha due brutti clienti da trattare sotto le plance che non sono certo al meglio fisicamente ma ciò non toglie che a fare la voce grossa questa sera sono lui (per la verità limitato in parte dai falli) e il suo compagno di reparto Delas. CERTEZZA
    Delas 6,5 : certamente la sua miglior prestazione nella sua nuova squadra dal suo arrivo. Trova un minutaggio superiore a Cain per problemi di falli e si trova in campo anche nel finale di gara dove è autore di 3 giocate fondamentali: una penetrazione e canestro, un tuffo che vale un recupero e una stoppata che frena la voglia di rimonta dei lupi. DETERMINANTE
    Ivanaj N.E.
    Ferrero 6 : rientro col contagocce per il capitano che non è tornato ancora al 100% e con un Vene che da ampie garanzie Giancarlo ha tutto il tempo di tornare il leader che tutti conosciamo. CONVALESCENTE
    Wells 6 : qualche segno di risveglio dell’americano dopo le 2 prestazioni non certo sfavillanti coincise con le sconfitte esterne nelle ultime due uscite. Ricade nel peccato originale e cioè nell’eccedere col palleggio statico rendendo così eccessivamente prevedibile la trama varesina. ASSOPITO
    Larson 6,5 : primo tempo da dimenticare mentre nella ripresa trova fiducia nei propri mezzi e riesce ad essere efficace sia per i compagni che per se stesso. Fondamentale una bomba in faccia a Leunen in arretramento. Peccato perché nell’ultimo minuto ha avuto 2 liberi decisivi entrambi sbagliati e una penetrazione cancellata da una stoppata che abbassano la sua valutazione. TWO FACE

  • Simone Marcolli
    Varese torna a giocare in casa dopo oltre un mese, e lo fa in grande stile, regalando un'importante vittoria al suo pubblico, che si è presentato in numero ampiamente superiore alla media stagionale, nonostante l'orario inconsueto; un pubblico che, nonostante l'assenza del gruppo ultras (o forse proprio grazie ad essa) si è dimostrato un importante sostegno per la squadra, infondendole calore ed energia.
    Un'energia che è senza dubbio stata fondamentale per avere la meglio su una squadra del calibro di Avellino, attualmente al terzo posto in campionato e ai quarti di finale di FIBA Europe Cup.
    Il momento chiave per la vittoria si è rivelato il primo quarto, nel quale la formazione di Attilio Caja si è imposta per 26 a 14, giocando con un'intensità che, come ha detto Sacripanti in conferenza stampa, è stata determinante per la vittoria finale dei biancorossi.
    Sarebbe però riduttivo affermare che Varese abbia vinto solo grazie al buon primo quarto: la risposta di Avellino, infatti, non si è fatta attendere e la formazione biancoverde si è rimessa in partita, arrivando addirittura al sorpasso a metà del terzo quarto sul 67-69; ed è proprio a questo punto che Varese è tornata a ruggire e lo ha fatto con un ottimo finale, che porta i biancorossi alla vittoria finale per 82-75. 
    In conferenza un largamente soddisfatto Caja loda soprattutto l'interpretazione della partita e la grande forza di un gruppo a sua detta, e penso anche nostra, fantastico dal punto di vista della voglia e dell'aggressività; un'aggressività che ha pagato sia in fase difensiva, limitando l'attacco di Avellino coi vari Rich, Fesenko e Filloy, ma anche in fase offensiva, dove la squadra biancorossa ha raccolto ben dodici rimbalzi in attacco, che hanno senz'altro contribuito al risultato positivo.
    E chissà che, ormai praticamente certa della salvezza, questa squadra non ci regali qualche altra emozione in chiave play-off...
    Luca Cortese & Simone Marcolli.
     

  • Stefano Sartori
    Torna alla vittoria, dopo due sconfitte esterne, l'Openjobmetis di Attilio Caja, grazie ad una grande prestazione difensiva (specialmente nei primi due quarti), espressa contro Avellino. Varese, trasforma così il PALA2A nel proprio fortino, che ha visto cadere squadre del calibro di Milano, Brescia e, appunto, la stessa Sidigas.
    Pronti via e Okoye fa subito la voce grossa, mettendo a referto i primi dieci punti dal campo di Varese. Avellino inizialmente tiene botta, grazie alle bombe di Filloy e Rich, ma poi soffre sia l'organizzazione difensiva dei biancorossi, che concedono solo 14 punti agli Irpini nel primo quarto, sia la grandissima percentuale da 3 punti dei padroni di casa, che vanno a segno anche con Tambone due volte e con Vene. Da ciò ne scaturisce un inaspettato 26-14 al termine dei primi 10'.
    Il secondo quarto sembra iniziare con lo stesso copione con la squadra di Caja che tocca anche il +18 (40-22 al 16'), anche se, in seguito al primo timeout di coach Sacripanti, i biancoverdi prima chiudono il parziale aperto di 12-0 in favore di Varese, e poi, trascinati da un ispirato Rich, riescono a diminuire il passivo con un contro parziale da 0-8. Il timeout per Caja è d'obbligo, e serve a far risvegliare i suoi, che dopo un grande lavoro nei primi 15', hanno leggermente mollato la presa; in particolare è Larson a siglare un buon canestro che ridà fiducia all'ambiente. Nota dolente, il terzo fallo di Cain, autore di una meravigliosa difesa su Fesenko, che non riesce a segnare dal campo fino al 22'. Il 44-33 con cui si va all'intervallo sembra quasi andare stretto per quanto fatto vedere in campo a Ferrero e compagni, tra cui spicca ancora Okoye (15 punti al 20').
    Il terzo quarto comincia con la scesa in cattedra del solito Rich e di Dezmine Wells, che fino a quel momento non era stato nel vivo del match, che portano Avellino addirittura sul meno 3 al 24' (51-48) con una Varese in grande difficoltà soprattutto dal punto di vista difensivo. Da notare la scelta tattica di Sacripanti, che decide di non schierare il centone Fesenko, facendo giocare così Leunen nel ruolo dell'ucraino. Scelta azzeccata, dato che costringe Caja al minuto di sospensione. Al ritorno sul parquet le forze dei lombardi sembrano rinvigorite. Infatti, prima grazie ad un mini-parziale di 4-0, firmato Vene e Larson fanno chiamare un timeout agli ospiti, e poi mantengono il risultato sul +8 (65-57 al 30').
    Ma i Lupi non si scompongono, riducono lo svantaggio ed addirittura impattano la partita al 33' sul 67-67 per merito di due triple di Fitipaldo, di un gran canestro di Rich, e di una difesa granitica che concede solamente due punti in quattro minuti. I viaggianti, inoltre, hanno l'ardore di mettere il naso avanti con l'ennesimo canestro di Rich che vale il +2. La scossa per Varese arriva dal provvidenziale minuto chiesto dalla panchina biancorossa. Difatti, Wells pareggia allo scadere dei 24" e Larson, con un crossover da capogiro su Leunen, si crea lo spazio per mandare a bersaglio la tripla del +3 a 5 minuti dalla fine. L'ex Cantù non ci sta e riporta i suoi a contatto, ma Okoye, MVP della partita, ha altre idee e lo dimostra con una tripla tirata fuori dal cilindro, che scava il solco decisivo e che fa esplodere i 4417 presenti. Il pallino del gioco, a fine partita passa ad Avramovic, che, con la sua immancabile voglia, lotta, ruba palle e conquista 2 punti fondamentali, nonostante il canestro e fallo dell'infinito Rich, migliore tra le fila ospiti. I falli sistematici sanciscono il definitivo 82-75 che permette a Varese di sognare i playoff. Sarà la volta buona?
     Sebastiano Carraro, Stefano Sartori
     
     
     
     
     
     

  • simon89
    L'Openjobmetis si affida al fattore PalA2A per ritrovare il sapore della vittoria. La truppa di Attilio Caja torna a giocare davanti al suo pubblico dopo 5 settimane, ricevendo la terza forza Avellino (palla a due alle 17) in una sfida ricca di spunti interessanti. Tra la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali e il doppio viaggio concluso a mani vuote a Pistoia e Trento, Masnago non ha più potuto vedere all'opera i biancorossi dalla magica serata dell' 11 febbraio chiusa col perentorio più 28 contro Brescia.
    Il desiderio di rivedere all'opera la squadra di 'Artiglio", è evidenziata dai 4mila posti già occupati in tribuna ancor prima dell'apertura dei botteghini: i tifosi sognano un'altra impresa casalinga contro una big dopo aver già visto crollare Milano e la Germani sotto i colpi di una Varese arrembante grazie alla spinta del pubblico. Il ritorno di Giancarlo Ferrerò, assenza determinante nell'accorciare le rotazioni nelle ultime due trasferte, sarà una carta importante in più da giocare per il tecnico pavese in una sfida che nell'immaginario dei supporters potrà far rivivere altre emozioni forti.
    Il sogno playoff scaturito grazie al poker di vittorie che ha inaugurato il girone di ritorno è stato soffocato dal ritorno alla realtà delle ultime due sconfitte, fighe anche del "trapianto" ancora parziale degli ultimi arrivati Larson e Delas sull'oliato telaio del collettivo biancorosso. Ma il pubblico del PalA2A sogna comunque una Varese da corsa e da battaglia fino al termine della stagione, a prescindere dagli obiettivi di classifica che comunque sono ancora ben fissati nella testa della compagine di Caja. Aggiungere un altro scalpo nobile come quello della Sidigas, reduce dalla sudata vittoria di mercoledì in Bielorussia e alla vigilia della partenza per la Lituania per i quarti di FIBA Europe Cup di mercoledì sul campo di Utena, significherebbe un altro passo lungo e ben disteso verso la fatidica quota 22 fissata come determinante per garantirsi la salvezza, togliendo pathos al match casalingo che fra due settimane vedrà comparire a Masnago il fanalino di coda Pesaro.
    Di sicuro il match di stasera andrà vinto principalmente in difesa, come indicato in sede di presentazione da parte di Attilio Caja impostando una partita a punteggio basso. La Sidigas guida infatti la classifica della precisione sia da 2 che da 3 punti (rispettivamente 57% e 40%) sulla scorta di un roster che nella sua versione completa sembra in grado di farne una delle più credibili antagoniste di Milano nella lotta per lo scudetto. Al momento però gli irpini sono ancora alle prese con l'emergenza nel reparto centri: dei tre uomini d'area a disposizione di Pino Sacripanti, il mastodontico Fesenko è acciaccato, il suo alter ego Ndiaye è out fino a Pasqua e il rientrante Shane Lawal non può certo essere al 100 per cento dopo 20 mesi di stop. La priorità di Varese sarà quella di tenere a stecchetto il capocannoniere Jason Rich (19,6 punti col 40% da 3 per l'ex allievo di Caja a Cremona) e in generale di togliere fluidità alla circolazione di palla irpina con la sua aggressività. Il PalA2A ha voglia di impresa, e Ferrerò e compagni bramano l'abbraccio del pubblico: se squadra e tifosi sapranno esaltarsi a vicenda, abbattere i campioni d'inverno non sarà impresa impossibile.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Giancarlo Ferrero non vede l’ora di tornare in campo dopo lo stop forzato a causa dell’infortunio alla caviglia destra riportato durante la pausa per Coppa Italia e Nazionali. Il capitano biancorosso vede finalmente la luce in fondo al tunnel dopo le assenze contro Pistoia e Trento. «Stare fuori è stato bruttissimo, ma finalmente è finita: la settimana scorsa avevo fatto qualcosina ma la caviglia era ancora un po’ gonfia e per Trento non ero arruolabile. Ora la penitenza si è conclusa: sto riuscendo ad allenarmi con gli altri e sarò pronto per domenica. Tengo a ringraziare i dottori, i fisioterapisti e il preparatore Marco Armenise per l’aiuto e la disponibilità che mi hanno dimostrato in questo periodo».
    La sua assenza è risultata fatale nelle ultime due trasferte.
    «Ma alla fine erano due partite difficili contro squadre che in casa danno il meglio; Pistoia è un ambiente caldissimo mentre Trento è in ottima forma come dimostrano le 4 vittorie consecutive. Mi sarebbe piaciuto dare un contributo, non è stato possibile ma non sono comunque state partite negative, anzi in diversi sprazzi ci siamo espressi a buon livello e siamo sempre stati attaccati».
    Domenica torna Ferrero, ma soprattutto torna il fattore campo del PalA2A a ben 5 settimane dal trionfo contro Brescia: quanto è mancata la spinta dei tifosi?
    «Il PalA2A ci è mancato tantissimo e non vediamo l’ora di ritrovare la sua atmosfera. Quando il palazzo è caldo e pieno ci divertiamo noi in campo e si diverte la gente in tribuna; cinque settimane di digiuno state lunghe, io poi avrò ancora più adrenalina con la voglia di rientrare. Si è creato un clima positivo con la squadra che gasa il pubblico e viceversa; la “Ola” che ho visto contro Brescia mi è rimasta impressa, l’avevo vista solo una volta in tre anni a Varese e mi dà ancora grande carica».
    Varese lavora da lunedì per preparare l’impegno, la Sidigas ha giocato ieri a Minsk una dura battaglia in FIBA Cup: può essere un vantaggio?
    «Concentriamoci su noi stessi pensando a giocare con il coltello tra i denti: se scendiamo in campo con la giusta fame ed aggressività sia in attacco che in difesa possiamo dire la nostra contro chiunque. Pensare ad una Avellino stanca per la coppa sarebbe presuntuoso; dedichiamoci alla necessità di mettere in campo le nostre energie. Vincere in casa dà una goduria particolare e ci darebbe energia per le ultime 8 partite; di certo non siamo appagati perché non c’è motivo per esserlo, il campionato è aperto in tutte le direzioni e vogliamo dare il massimo fino alla fine».
    Intanto la conferma di Attilio Caja è stato un segnale evidente che l’identità attuale basata su intensità ed aggressività resterà tale anche nelle prossime due stagioni.
    «Il messaggio è stato chiaro: ogni società attraversa periodi storici diversi, il marchio di fabbrica attuale della Pallacanestro Varese è basato su energia e voglia di lottare. Qui quando dai tutto sul campo la gente ti applaude anche se non vinci; personalmente sento mio questo tipo di identità, la risposta del pubblico e l’attaccamento che ha mostrato nei confronti della squadra indica che i tifosi hanno capito la situazione ed apprezzano il nostro stile di gioco».
    Giuseppe Sciascia

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