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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Sarà con ogni probabilità Tyler Larson il sostituto di An-tabia Waller. Il 26enne play-guardia che si è messo in luce in Belgio con la maglia del VOV Liegi (secondo marcatore del torneo a 18,2 punti, primo nelle classifiche di assist e recuperi rispettivamente a quota 5,4 e 1,6) è il rinforzo sul quale punta la Pali. Varese per ottenere la spinta decisiva in chiave salvezza. Si tratta di un elemento capace sia di costruire che finalizzare il gioco (nel 2016-17 capocannoniere in Lettonia con i Barons Riga a 16,4 punti e 4.6 assist), ossia quella "combo-guard" che Varese stava cercando per affiancare a Cameron Wells un altro elemento capace di trattare il pallone anziché un terminale puro come Antabia Waller.
    L'ufficialità ancora non c'è perchè l'atleta del 1991 sta definendo i dettagli della conclusione del suo rapporto con Liegi, dove aveva conquistato il titolo di MVP della Euromillions League a ottobre e novembre; il giocatore statunitense non è comunque sceso in campo sabato ad Anversa («Avendo già la testa da un' altra parte, è stato meglio per noi e per noi non averlo utilizzato» - ha affermato il coach Laurent Costantiello per spiegare la sua assenza) e dunque sembra davvero questione di particolari tra società ed atleta prima che Varese possa chiudere l'operazione e procedere alle pratiche per visto e tesseramento in tempo per il debutto nel derby del 29 gennaio contro Milano.
    Il 26enne giocatore di Las Vegas era stato sondato un mese fa da Oldenburg -squadra tedesca di Champions League -ma Liegi aveva detto no; stavolta Varese ha fatto valere argomenti convincenti, offrendo un accordo con opzione per il 2018-19. Un nome sicuramente meno altisonante rispetto alle altre strade battute senza esito nelle ultime 4 settimane; alla società di piazza Monte Grappa sono piaciuti il mix di taglia fisica, capacità di costruire il gioco e talento perimetrale del play-guardia che a Liegi viaggiava col 48% da 3 e l'83% in lunetta, e la sua voglia di mettersi alla prova di un campionato più competitivo. Da capire ovviamente quanto del fatturato prodotto da Larson in Lettonia e Belgio sarà riproducibile al cambio del livello fisico più elevato della serie A italiana.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese risorge a Venezia. Dopo cinque stop consecutivi, la truppa di Attilio Caja sbanca con autorità il Taliercio e rompe un digiuno di 42 giorni (ultimo urrà il 10 dicembre 2017 contro Capo d'Orlando) abbandonando l'ultimo posto della classifica. La vittoria che non ti aspetti, frutto di una prestazione corale di altissimo livello sui due lati del campo di una squadra capace di applicare alla perfezione il piano gara preparato da Artiglio. Biancorossi tatticamente perfetti nell'imporre la propria superiorità fisica a rimbalzo (37-27 ma 22-11 a metà gara) e impostare una partita su ritmi cadenzatissimi che tolgono ai campioni in carica l'arma principale delle triple in transizione.
    Varese cavalca con lucidità i mis-match prodotti dai cambi difensivi dei padroni di casa, coinvolgendo nel pitturato un Cain sostanziosissimo (8/9 da 2 e 8 rimbalzi). Però l'eroe di giornata è Matteo Tambone che in attesa del rinforzo in arrivo - Tyler Larson è vicinissimo, ma c'è ancora da smussare l'ultimo spigolo della resistenza di Liegi - si scopre cecchino di lusso (5/10 al tiro di cui 4/7 da 3). L'esterno romano disputa una prova di grande sicurezza in regia, ruolo che potrebbe dividere dal derby del 29 gennaio con l'esterno in arrivo dal Belgio. Liberato dalle incombenze di costruire il gioco, anche Cameron Wells pare più a suo agio, nota positiva in chiave futura alla luce della scelta di sostituire Waller con un elemento maggiormente votato al playmaking.
    Nonostante l'ormai cronica mancanza della guardia titolare, Varese impone contro ogni pronostico la profondità delle sue rotazioni (40 punti dalla panchina!) ad una Reyer che nonostante i 12 giocatori 12 gettati nella mischia da coach De Raffaele non trova mai il bandolo della matassa. Merito comunque della gestione del match da parte degli ospiti, che costringono Venezia a pensare: senza più il collante Orelik e con Peric visibilmente condizionato dalla maschera sul naso rotto, la squadra di casa si incarta a ripetizione contro una difesa di granito che nega ripetutamente l'area sfidando i veneziani al tuo al bersaglio dall'arco (33 triple contro soli 20 tiri da 2).
    E i 63 punti complessivi col 36% dal campo più 17 perse fatturati dalla Reyer sono il dato saliente di una partita vinta col cuore ma anche con la testa; insomma esattamente quel che chiedeva Caja alla vigilia di un match nel quale Varese ha iniziato ad apprezzare anche l'apporto di Siim Sander Vene. L'ala estone ha dato grande sostanza su entrambi i lati del campo, fungendo da primo attivatore per Cain (5 assist) e da efficacissimo baluardo difensivo (4 recuperi) con chiusure puntuali nelle rotazioni. Dopo tante prestazioni ricche di spunti positive ma senza il corroborante supporto dei due punti, stavolta il clan biancorosso può festeggiare la meritata posta in palio caricata sul pullman di ritorno verso Varese. 
    Solo il primo passo verso la salvezza, ma certamente lungo e ben disteso per una squadra che ha dimostrato con i fatti di essere perfettamente sintonizzata sulla lunghezza d'onda di coach Artiglio. Ora i due derby contro Milano e Cantù, sperando di sbrogliare l'ultimo nodo della matassa Larsen e di tornare al completo col quid in più di un elemento che dovrà aggiungere un pizzico di sale (leggi talento) per insaporire la pietanza dell'attacco varesino.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    La Pallacanestro Varese va in cerca dell'impresa sul campo dei campioni in carica. Stasera a Mestre (palla a due alle ore 19) la compagine di Attilio Caja sarà ospite dell' Umana Venezia, provando a invertire il trend negativo delle cinque sconfitte consecutive che l'hanno fatta scivolare in fondo alla classifica. Sulla carta è una missione impossibile tra il valore della seconda forza Reyer e l'emergenza perdurante ormai da un mese nel ruolo di guardia.
    La prossima settimana porterà certamente un rinforzo e dal derby con Milano l'organico biancorosso tornerà numericamente al completo, mentre nel giro di tre - quattro giorni si sbroglierà anche la matassa Hollis (vicino l'accordo con Bergamo, a meno di rilanci in extremis di Orzinuovi; a Varese non importa la destinazione futura ma la chiusura del rapporto). Ma stasera al Taliercio i biancorossi avranno ancora risorse ridotte al cospetto di un'avversaria dall'organico profondissimo come l'Umana, a sua volta in affanno avendo perso Oreik mentre la sua alternativa Peric giocherà con una maschera protettiva a causa di una frattura al setto nasale riportata mercoledì.
    Venezia stasera e Milano lunedì prossimo sembrano impegni proibitivi per una Varese combattiva nonostante i rovesci in serie (sono otto nelle ultime nove gare). Per questo Attilio Caja ha ribadito la sua fiducia nelle capacità del gruppo di non perdersi d'animo e continuare a lottare anche dopo sconfitte pesanti da digerire come quella di domenica con Torino. Ma l'attuale versione di Varese, senza un americano per la quinta partita di fila e con un tasso tecnico oggettivamente limitato a dispetto dell'impegno profuso, può ragionevolmente pensare di sorprendere una Reyer che domenica scorsa ha violato con merito il Forum di Assago? La differenza in termine di potenziale tecnico e la difficoltà di Varese di esprimere anche in trasferta il basket graffiante e aggressivo della sua versione Masnago, non lasciano molto spazio alla speranza.
    Per ottenere l'agognata salvezza però la squadra di Caja dovrà prima o poi riuscire a violare quello zero nella casella delle vittorie esterne che l'ha accompagnata nelle sette trasferte del girone di andata. E se tutte le avversarie dei biancorossi sono riuscite prima o poi a piazzare un acuto a sorpresa, significa che Ferrerò e soci non potranno restare in Serie A soltanto a suon di scontri diretti. Certo il compito è improbo, contando il tasso di talento di una Reyer ricchissima di attaccanti anche senza più il suo ago della bilancia nello spot di ala forte. L'osservato speciale sarà ovviamente l'ex di turno Dominique Johnson, decisivo insieme a Caja nella missione salvezza nel 2016-17 con la vetrina di Varese che gli è valsa la chiamata di una big come Venezia; stavolta non arriverà un giocatore dallo stesso pedigree dell'ex Alba Berlino, che stasera sarà solo uno degli elementi da contenere per una difesa chiamata alla massima attenzione anche sul play Hajnes e sull'azzurro Tonut (assente all'andata).
    Varese dovrà giocare una partita di sacrificio e di attenzione difensiva per imporre la sua legge a rimbalzo contro la cavalleria leggera di un'Umana che ha lunghi pericolosi dal perimetro come Watt e Biligha. Ritmo, punteggio basso e un mix di intensità e lucidità sono le chiavi per sognare un'impresa contro ogni pronostico. Più del risultato finale conterà però l'atteggiamento: per salvarsi è obbligatorio lottare su ogni campo, anche quello sul quale in partenza non sembrano esserci chances.
    Giuseppe Sciascia 

  • simon89
    Una Varese più giovane e italiana tra necessità e scelta nel mix tra risorse, regole e congiuntura del mercato in vista per il futuro del basket locale, nazionale e mondiale.
    MENO STRANIERI Scelte per certi versi obbligate dal quadro generale in fase di composizione che coincidono anche con gli investimenti giovanili in divenire di Gianfranco Ponti (in corso da ieri la nuova "missione Belgrado" per la collaborazione con il Partizan Belgrado, la scelta del nuovo responsabile tecnico per le fasce dall'Under 13 all'Under 16 e quella dei due o tre stranieri del 2003 e 2004 da aggiungere dal 2018-19 ai gruppi attuali del vivaio). Investimenti che sono nuova linfa per una società chiamata a fare i conti dalla prossima estate con le nuove formule di eleggibilità che saranno senza più i 7 stranieri utilizzati ininterrottamente dal 2012-13 a oggi. Il quadro normativo in fase di elaborazione spinge Varese verso il 5 stranieri + 5 italiani (rispetto all' alternativa del 6+6): lo impongono i costi inferiori di due contratti in meno, ma anche gli incentivi cresciuti per chi sceglierà questa formula, soprattutto in funzione dei nuovi criteri di assegnazione del premio favorevoli a chi investe sul vivaio.
    PIÙ ITALIANI Alla luce di una ulteriore spendìng review concentrata principalmente su aspetti non legati alla squadra dopo il taglio del 25% dell'estate 2017 del monte stipendi della serie A - è lecito pensare che lo zoccolo duro degli italiani sotto contratto (garantito per Ferrerò e Tambone, per Natali c'è un 1+1) sia la base di un 5+5, implementato in tempi non troppo distanti dagli investimenti sugli italiani futuribili per la serie A in età Under 20 che il "ministro" delle giovanili biancorosse programma già per l'estate 2018. Tra l'altro la FIP ragiona anche su una premialità incrementata e diversamente distribuita che riconosca ri- torni economici a chi investe su foresterie ed allenatori per i vivai.
    APPEAL RIDOTTO Ma di quale futuro si va discorrendo, se la quotidianità fotografa una Pali.Varese impelagata in piena bagarre salvezza con l'obbligo di mantenere lo status professionistico per realizzare i progetti di cui sopra? Nella congiuntura di un mercato globale che nei prossimi due anni vedrà ridursi ulteriormente la disponibilità di americani per la crescita ulteriore della G-League (la lega di sviluppo della NBA che arriverà a 30 squadre rispetto alle 18 dell'estate 2016), l'appeal di un club come Va- rese sarà ancor più ridotto di quanto non sia già ora.
    LA SCELTA Tra gli elementi cercati per sostituire Antabia Waller, la lista dei "no, grazie" da parte dei big affermati con salari elevati - da Boatright non disponibile a Ledo rientrato in G-League, passando per Boynton, Brazelton, Wolters, Nevels, Jenkins e Vasiliauskas - è abbastanza nutrita. Più o meno quanto quella dei giocatori disponibili negli ultimi 20 giorni, sui quali è stata Varese a passare la mano (Wyatt, Lyons, Vaughn, Bynum, Murry, Brown, Dillard). Sarebbe stato meglio turarsi il naso scegliendo il "meno inadatto" per tappare una falla evidente, piuttosto che giocare 5 partite senza uno straniero (a Venezia almeno ci sarà Avramovic, fermo precauzionalmente ieri per un problema ad una caviglia mercoledì, ma oggi annunciato di nuovo in palestra)? La società ha deciso altrimenti, e ora conta di chiudere entro l'inizio della prossima settimana tra le 3-4 soluzioni al vaglio sul fronte degli "emergenti" dal sottobosco europeo. Le scelte sul rinforzo, tra elementi vagliati ed elementi scartati, sono state effettuate in base a una logica tecnica; sarà l'impatto sul campo del sostituto di Waller a stabilire se Varese ha adottato una strategia giusta o sbagliata.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Mercato ancora in stallo per una Pallacanestro Varese decisa ad aprire l'orizzonte della ricerca anche in territori "inesplorati" vista la difficoltà oggettiva a smuoverei big. La necessità è di un rinforzo è ben chiara e altrettanto ben identificata, puntando su un playmaker-guardia che possa garantire punti ma anche costruzione del gioco a supporto di Cameron Wells. Scartate dunque tutte le guardie tendenti all'ala piccola che non giocano pick&roll - da Levi Randolph in uscita da Sassari a Kevin Murphy in uscita dal Cedevita Zagabria, fino al solito Josh Bostic - il problema resta sempre la non disponibilità dei giocatori sotto contratto, anche se attualmente non utilizzati: oltre allo straniero di coppa di Reggio Emilia Garrett Nevels, è il caso di Ryan Boatright, considerato al momento incedibile dal Besiktas Istanbul nonostante sia rimasto in tribuna nelle ultime due gare perché in esubero rispetto ai 7 stranieri consentiti dal regolamento.
    Fermo restando il fatto che l'ultimo posto in classifica senza la vetrina delle coppe rende difficilmente attrattiva la soluzione Varese per giocatori che ad aspettative economiche importanti (l'ex Capo d'Orlando viaggia a oltre 40mila dollari mensili in Turchia) abbinano anche la richiesta di vetrine internazionali. La stessa combinazione di motivi che ha fatto cadere altri tentativi con giocatori militanti in club meno importanti della massima lega turca, e che ora sta inducendo la società di piazza Monte Grappa a valutare elementi di spicco in leghe dal minor "censo", e di conseguenza con pedigree meno nobile, ma in grado di considerare il campionato italiano come un upgrade irrinunciabile per sbloccare gli attuali vincoli contrattuali.
    In ogni caso la certezza è che anche domenica a Venezia la formazione di Attilio Caja giocherà con uno straniero in meno, l'auspicio è che la settimana trascorsa da Claudio Coldebella a "pasturare" situazioni ai 4 angoli d'Europa possa portare sbocchi positivi in vista del derby del 29 gennaio contro Milano. In attesa che Damian Hollis riesca a finalizzare l'accordo con Bergamo, soluzione preferita rispetto a Israele e Russia, l'unica novità riguarda Antabia Waller, che martedì è stato operato a Reggio Emilia dal dottor Rodolfo Rocch. Varese seguirà la fase di recupero per consentire allo statunitense di rimettersi e poter poi transare il contratto quando si sarà ristabilito.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Toto Bulgheroni sottolinea la necessità di stare vicini ad una Pallacanestro Varese in grande affanno, ma non certo per mancanza di impegno. Il consigliere delegato all'area tecnica del club di piazza Monte Grappa ribadisce la massima disponibilità della società ad aiutare la squadra con un innesto sul mercato: «A rischio di farmi considerare ottenebrato dall'amore per la squadra, ribadisco che i giocatori hanno dato il mille per mille anche domenica. Come già accaduto contro Bologna abbiamo condotto a lungo contro un'avversaria nettamente più forte di noi, perchè in grado di esprimere maggior equilibrio nei 40 minuti. E siamo arrivati alla fine in affanno perchè mancando un giocatore importante nelle rotazioni abbiamo annaspato senza più risorse. Anche stavolta abbiamo avuto la sfortuna di subire un errore arbitrale in un momento critico; dispiace tantissimo e faremo di tutto per aiutare con un'aggiunta di qualità i ragazzi che meritano di essere sostenuti».
    La caccia al rinforzo continua, ma il mercato non si sblocca...
    «Escludo che si tratti di un problema di soldi: abbiamo provato anche a fare una ricerca senza limiti di danaro, ma non ha portato esiti perchè purtroppo non ci sono soluzioni disponibili. Mi riferisco ai giocatori che ci piacciono: accontentarsi di un ripiego non ci interessa, se dobbiamo fare un sacrificio, lo si effettuerà per un giocatore che faccia la differenza, come è stato lo scorso anno per Dominique Johnson. Adesso abbiamo due partite proibitive contro Venezia e Milano, speriamo che in questo periodo si liberi quel giocatore indispensabile per superare il momento critico. Lo sappiamo tutti che ci manca una pedina; la stiamo cercando ovunque, ma deve darci con sicurezza quel che è chiaro a tutti ci stia mancando. Ossia una quindicina di punti, la giusta leadership e un po' di pericolosità da fuori».
    Nel frattempo la squadra si batte ma non riesce a vincere...
    «La cosa che mi preoccupa di più è che Attilio Caja ed i giocatori non si sentano supportati dall'ambiente e che subentri sfiducia e scoramento in persone che stanno dando l'anima per Varese. Compreso Wells, che al di là dell'errore finale, fatto salvo quel contatto più che dubbio tra Vujacic ed Avramovic, non ha disputato la sua miglior partita ma ha messo in campo tutto sé stesso. Evidente che ci manca un giocatore e stiamo facendo il massimo per aiutare la squadra, a partire da Cameron, con un rinforzo sul perimetro».
    Dunque la ricetta è non abbattersi e continuare a lavorare in palestra?
    «L'importante è che l'ambiente stia vicino a questi ragazzi che si impegnano alla morte in ogni partita. L'anno scorso il quadro era molto peggiore perchè c'era una situazione interna tra coach e giocatori non tra le migliori; quest'anno l'allenatore è il primo a dare il massimo insieme alla squadra. Io seguo tutti gli allenamenti, so quanto lavorano i ragazzi e come è unito il gruppo; con due o tre vittorie delle 6 perse in volata parleremmo di altro, però purtroppo la classifica ci penalizza oltremisura rispetto agli sforzi quotidiani profusi».
    Giuseppe Sciascia

  • banksanity6
    Varese nelle vesti del matador viene incornata da Torino proprio sul finale della corrida, che fino a poco tempo prima sembrava in controllo o quasi. Ormai il copione è quello che potremmo recitare a memoria: partita tirata, combattuta, che può essere decisa da episodi e anche questa volta proprio gli episodi condannano una volenterosa compagine biancorossa. Anche un non addetto ai lavori capirebbe, ora come ora, che la vera assenza determinante tra le file lombarde è quella del talento. Ma veniamo alle valutazioni :
    Avramovic 7,5 : Alexa è sicuramente il migliore in campo dei suoi, non che l'ultimo a mollare una volta che Torino, sul finale dell’ultimo quarto, riesce a mettere la testa avanti. E’ il più convinto e mette sul campo tanta energia anche difensiva è anche da elogiare perché ultimamente ha limato quei difetti che lo portavano a strafare e a perdere palloni sanguinosi. TIGRE
    Pelle 6,5 : sembra la mossa della partita far partire Norvel in quintetto per sfruttare l’assenza di un vero centro a parte Iannuzzi da parte di Torino e inizialmente tutto funziona alla grande con Pelle che o sfrutta le palle giocate sopra il ferro o tramuta in poderose schiacciate gli errori in entrata dei piccoli. Poi con l’andare del tempo perde smalto e intensità e ricade nei soliti errori e in difesa diventa vulnerabile. ALTALENANTE
    Bergamaschi N.E.
    Natali 6 : sicuramente più impattante dal punto di vista difensivo rispetto ad Okoye ma con 2 passi indietro dal punto di vista offensivo, soprattutto in considerazione delle ultime 2 uscite. Non bene dalla linea della carità con un 2 su 4 alla fine decisivo. STOPPER
    Vene N.G.: la sua prestazione rimane ingiudicabile anche perché Caja gli da un minutaggio Hollis Style e dopo un impatto neutro nel primo tempo, nel secondo al primo tiro preso e sbagliato viene panchinato.
    Parravicini N.E.
    Okoye 6,5 : il terminale offensivo principale e più costante della sua squadra (nonostante percentuali dalla lunga negative) ma in difesa su Patterson è quanto meno rivedibile, tant’è che il 13 dei viaggianti è autore di una prestazione monstre. MORBIDONE
    Seck N.E.
    Tambone 6,5 : per lunghi tratti sembra che il play titolare di questa squadra sia proprio il giovane Matteo che anche questa volta si fa preferire di gran lunga al numero 22. A parte una persa in palleggio (poi non sfruttata da Torino) prestazione ordinata anche se la strada da percorrere per una piena maturazione è ancora lunga. 2 bombe di grande personalità ma quell’arresto e tiro dalla media deve imparare a metterlo. SCOLARETTO
    Cain 6,5 : serata dove trova meno minuti del solito anche grazie alla buona prestazione offensiva di Pelle; si prede poche iniziative (forse anche lui poteva essere sfruttato meglio viste le assenze sotto dei tabelloni dei piemontesi) e come sempre raccoglie 10 rimbalzi. CERTEZZA
    Ferrero 7 : primo quarto inconsistente dove spende subito 2 falli; al secondo giro delle rotazioni entra in gas e gravato di 3 falli riesce a indossare il mantello da supereroe e a trascinare i suoi compagni all’intervallo sul più 11. Nella ripresa nella borraccia gli versano kriptonite liquida e torna umano e non riesce ad arginare da solo la rincorsa di Torino. SUPERMAN
    Wells 4 : ormai il giocatore a stelle e strisce ha imboccato un tunnel dal quale sembra sempre più improbabile che riesca ad uscire; nel momento fondamentale della gara non riesce ad avere nemmeno la lucidità di scagliare il pallone addosso ad un avversario per evitare l’infrazione di 5 secondi. Abulico, senza grinta, con nessuna idea, persiste nel palleggiare a ridosso della metà campo e quando penetra, il fatto che faccia canestro non è nemmeno quotato alla Snai. IMPRESENTABILE

  • simon89
    La Pallacanestro Varese allunga la lista dei rimpianti per le occasioni perdute. La truppa di Attilio Caja gioca una gara gagliarda contro la quotata Torino, ma non interrompe la serie negativa giunta a quota 5 e scivola all'ultimo posto della classifica della serie A al giro di boa della stagione. Ai biancorossi non bastano 25 minuti di grande energia, speculando su un assoluto predominio a rimbalzo (41-31 di cui 18 offensivi in assenza del pivot titolare ospite Mbakwe) garantito dalle doti acrobatiche di Okoye e Pelle. Varese allunga due volte a più 14 (48-34all8' e 59-45 al 23'), ma consuma progressivamente le sue risorse limitate con la guardia titolare ancora da reperire e Siim Sander Vene con pochissima benzina nelle gambe.
    Anche stavolta però Varese ha qualcosa da rimproverarsi e qualcosa su cui recriminare: negli ultimi 15', quando l'aggressività scende sotto il 100 per cento, i biancorossi commettono troppi errori difensivi che Torino comunque punisce con micidiale puntualità dall'arco. E come già accaduto contro la Virtus Bologna, c'è un episodio discutibile che penalizza i biancorossi: sulla decisiva infrazione di 5 secondi a meno 19" il contatto Vujacic-Avramovic è procurato d'esperienza dallo sloveno, sulla scivolata "procurata" di Aleksa Wells non ha più linee di passaggio e Varese perde un pallone esiziale con gli arbitri che ingoiano il fischietto (e a norma di regolamento sarebbe stato un fallo antisportivo perché a gioco fermo...). «Oltre ad una guardia, a questa squadra serve un rimedio contro il malocchio» osserva qualche tifoso sconsolato al termine di una gara segnata dal clamoroso 6/8 da 3 dell'implacabile Patterson (decisivo il 2+1 inventato da terra per 1'88-89 a meno 34"), arrivato a Masnago con un modesto 12/42 in 14 giornate.
    Di certo però serve un giocatore al quale affidare i possessi decisivi, alla luce della sesta sconfitta su altrettanti finali in volata (Milano, Avellino, Pesaro, Virtus Bologna e Brindisi i precedenti con analogo unhappy ending). Più dell'assenza di Waller - ben surrogata stavolta dalla verve di Avramovic e Tambone - stavolta per Varese ha pesato in maniera decisiva la prova insufficiente di Cameron Wells. Eloquente il 2/11 dal campo, compresa la tripla del possibile più 5 a meno 48" e quella del pareggio a meno 10" lasciate sul ferro, per quello che doveva essere il giocatore di riferimento nei momenti caldi. Ed invece si è rivelato un giocatore nulla più che diligente, ma con personalità limitata e rendimento offensivo inaffidabile.
    L'ennesima beffa in volata pur avendo disputato una partita per larghi tratti positiva può rappresentare una tegola pesante a livello psicologico per un ambiente dove a caldo prevaleva lo scoramento? L'auspicio è che la squadra non smetta di lottare nonostante le sfide impossibili alle porte contro Venezia e Milano, in attesa che radio-mercato dia finalmen te quei segnali positivi indispensabili per la missione salvezza. Se dare il massimo non basta, è necessario aiuto dall'esterno: a Varese serve come l'aria un rinforzo con punti nelle mani e personalità. E con l'uomo giusto, tuttavia ancora da reperire, la squadra può ripartire di slancio come nel ritorno del 2016-17; altrimenti tutta la garra di questo mondo non sarà sufficiente a invertire la rotta, come dimostrano le sconfitte in fotocopia del girone d'andata a dispetto dell'impegno costante profuso dalla squadra di Caja.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    La Pallacanestro Varese fa appello ai suoi tifosi per superare il momento no e invertire la rotta dopo 4 stop consecutivi. Stasera al PalA2A (palla a due alle 18; diretta su Eurosport2) la formazione di Attilio Caja ospiterà la quotata Fiat Torino nella gara che chiuderà il girone d'andata. Biancorossi ancora in emergenza con la quarta partita consecutiva affrontata senza la guardia titolare: la perdita di Antabia Waller, ha ulteriormente abbassato la cifra tecnica di un gruppo la cui encomiabile disponibilità al lavoro non è supportata da analoghe qualità balistiche e offensive. Il ruolino di marcia di Varese parla di 7 sconfitte nelle ultime 8 gare, 4 delle quali consecutive (ultimo hurrà datato 10 dicembre a Masnago contro Capo d'Orlando); evidente la necessità di un innesto di qualità per sostituire Waller e aumentare il potenziale offensivo, rappresentata da Attilio Caja sia ai consorziati nell'assemblea di mercoledì che in pubblico in occasione della presentazione della gaia contro Torino.
    Emergenza ben chiara a tutti gli elementi della società che si scontra però con la realtà di un mercato asfittico, costringendo il club di piazza Monte Grappa ad attendere (e non certo per scelta) che si crei la giusta opportunità per quel rinforzo di qualità necessario per tramutare in punti la mole di lavoro prodotta dalla squadra di Caja. Che stasera presenterà per la prima volta a Masnago il primo innesto in corsa Siim Sander Vene, pur condizionato dalle fatiche della cura Artiglio dopo 9 mesi di inattività agonistica. Aspettando Godot però si rischia di compromettere una classifica da ieri sera più allarmante per l'inopinata vittoria di Pesaro che porta Varese all'ultimo posto in compagnia di due squadre. 
    Per questo il coach pavese ha esortato la squadra ad andare a mente sgombra all'assalto di una avversaria di rango come Torino: sulla carta i valori in campo stasera sono decisamente in favore della Fiat, con un trittico di attaccanti di razza come il play Garrett, la potente ala Patterson e l'ex stella NBA Vu-jacic (due titoli con i Lakers in 11 stagioni tra i professionisti per il 33enne tiratore sloveno) e un roster lunghissimo che ha italiani emergenti come il pivot Iannuzzi e il 19enne prospetto Okeke. Nonostante l'assenza del centro titolare Mbakwe, nelle ultime due settimane l'Auxilium le ha suonate in casa a Bayern Monaco e Brescia, e mercoledì ha segnato 58 punti nel primo tempo a San Pietroburgo prima di cedere alla rimonta della seconda forza della VTB League.
    L'aspetto sul quale Varese può provare a far leva è proprio il peso del doppio impegno per i piemontesi, reduci dal viaggio in Russia senza Mbakwe e con un elemento d'ordine come Deron Washington condizionato da una caviglia malconcia. Al contrario i biancorossi hanno lavorato a ranghi completi per tutta la settimana in vista di un match da affrontare con il massimo dell'intensità e dell'aggressività, provando a sorprendere la talentuosa squadra di Banchi con una prestazione di grande energia. Varese chiederà al PalA2A la solita spinta extra per gettare il cuore oltre l'ostacolo e provare a chiudere la serie negativa anche con le forze attuali in attesa che arrivino buone notizie dalle frequenze di "radio-mercato".
    Giuseppe Sciascia 

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