Seduta a ranghi incompleti con Eyenga ancora ai box (oggi nuova risonanza magnetica per il congolese che continua ad accusare dolori al dito del piede destro) e Kangur a riposo precauzionale come tutti i martedì. Livello di fisicità dunque non elevatissimo per stimare l'impatto del nuovo centro che, comunque, ha confermato le sue annunciate atout atletiche con un paio di schiacciate e ha cercato di prendere confidenza con il sistema biancorosso (più volte indirizzato nella difesa di squadra da Ugo Ducarello, assistente del coach Gianmarco Pozzecco).
Impressioni a caldo? Il nuovo pivot è agile e mobile, chiaramente andrà valutato al cambio dei contatti con i lunghi di serie A e un livello atletico con 7 stranieri anziché i 2 della Gold, e dovrà abituarsi ad essere servito in spazi stretti da un play vero come Maynor. Però atteggiamento e faccia sono quelle giuste: «Johndre ha avuto un approccio molto positivo in termini di entusiasmo e disponibilità; è ancora spaesato perché deve prendere confidenza con i compagni ed un livello fisico superiore a quello a cui era abituato - spiega il team manager Max Ferraiuolo -. In termini tecnici sembra più giovane della sua età, la sensazione è che possa comunque crescere molto; speriamo possa darci quell'impatto atletico e quell'energia dentro l'area che ci servirebbe molto a partire da domenica».
A seguire il primo allenamento a Masnago di Jefferson c'erano una cinquantina di curiosi, tra cui due tifosi doc come Toto Bulgheroni e Marino Zanatta. E proprio l'ex g.m. di DiVarese e Ranger dà fiducia al nuovo arrivato: «Jefferson è più alto di Daniel ma è altrettanto leggero, mi auguro però che sappia dare più consistenza rispetto al predecessore. Se Gianmarco Pozzecco ha scelto di cambiare è perché non c'erano più margini con un giocatore che nella scorsa annata ha reso bene in un ambiente in cui c'era armonia e fiducia nei suoi confronti, mentre in questa stagione non è riuscito a dare quel che ci si aspettava da lui. Sbagliato credere che un nuovo arrivo possa cambiare d'incanto, ma a questo punto meglio avere uno che ha entusiasmo e voglia di mettersi in luce. E comunque non carichiamo di ulteriori pressioni una squadra già in difficoltà, che ha bisogno dell'entusiasmo e del calore del pubblico per uscire dal momento critico».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
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