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VareseFansBasketNews

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    [size=3][font=verdana]Slitta oltre il weekend la risposta di Jevohn Shepherd alla proposta di Varese. La 29enne ala in forza a Barcellona Pozzo di Gotto in A2 Gold scenderà in campo stasera con la sua squadra nel match casalingo contro Verona, e solo domani si capirà se il club siciliano sarà disposto a liberarlo in virtù della proposta dell'Openjobmetis, intenzionata ad affidargli il ruolo di vice-Diawara con un accordo fino alla fine di marzo in attesa del recupero dell'ala francese operato all'occhio destro giovedì mattina. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma c'è comunque un altro incaglio di natura squisitamente regolamentare che complica la situazione: il tesseramento di Shepherd (foto) per Barcellona Pozzo di Gotto è stato perfezionato attraverso il passaporto canadese (il regolamento dell'A2 Gold non prevede infatti distinzioni tra gli extracomunitari ed i Cotonou equiparati agli europei, per entrambi gli status serve infatti il visto per lavoro subordinato sport). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma se Varese vuole impiegarlo come europeo, dovrà aprire una procedura completamente nuova per fargli ottenere il visto attraverso il passaporto giamaicano che gli permetterebbe di giocare con lo status da Cotonou Player. E per il disbrigo di tutte le formalità burocratiche tra Questura, Coni e l'ambasciata del paese per il quale viene richiesto il visto, con relativo viaggio per recuperare il documento e portarlo in Italia come condizione sine qua non per il cambio di status da extracomunitario a comunitario, servirebbe almeno una settimana di tempo (ossia lo stesso intervallo - dal venerdì della firma allo sbarco alla Malpensa dell'altroieri - per aprire e completare la pratica del tesseramento di Eric Maynor).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il che renderebbe Shepherd meno pronto all'uso del previsto, essendo alquanto complicato approntare tutte le carte necessarie per poterlo utilizzare già nel derby del 26 gennaio a Cantù. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]In realtà comunque lo stesso principio vale per qualsiasi giocatore di una federazione dell'area Fiba ma non cittadino dell'Unione Europea (ad esempio l'ucraino Drozdov, che comunque ha giocato l'ultima partita ufficiale il 28 novembre ad Orthez, poi bloccato da un problema muscolare). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Nella giornata odierna è previsto un summit di mercato per fare il punto della situazione ad ampio raggio, non soltanto riguardo alla ricerca del sostituto di Diawara ma anche alla posizione dell'americano in esubero dopo l'arrivo di Eric Maynor. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La necessità di concentrare l'attenzione su un'ala piccola europea che possa tappare la falla aperta dall'infortunio di Kuba ha praticamente bloccato ogni altra ipotesi interventistica diversa dal cambio alla pari in regia tra Maynor e Robinson: l'alternativa per salvare il capitano sarebbe quella di trovare un lungo comunitario che possa rimpiazzare Daniel, ma il mercato non offre soluzioni pronto uso né sul piano tecnico né su quello economico.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]C'è ovviamente un problema di natura monetaria per una società che ha già compiuto due sforzi extra per Deane ed Eyenga (sebbene quello per il congolese abbia trovato copertura immediata), e dovrà comunque sostenere un pur piccolo investimento fuori budget per il sostituto di Diawara. Ma anche in questo contesto c'è anche un aspetto regolamentare di cui tenere conto: cambiare il lungo ex Pistoia oltre ad inserire il gettonaro per l'ala francese porterebbe a 15 (su 16 disponibili) i tesseramenti utilizzati dall'Openjobmetis.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Probabile dunque che si tratti di un check-up delle ali disponibili in attesa di capire se Shepherd sarà effettivamente liberabile da Barcellona; la priorità attuale è sostituire Diawara, per eventuali aggiustamenti ulteriori sui fronti Deane e Daniel ci sarà tempo per riflettere più avanti, dopo aver verificato l'impatto di Maynor e Kangur sul telaio di una squadra costretta nuovamente a cambiar pelle nella prossima settimana.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
     

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    [font=verdana][size=3]La 29enne ala nativa di Toronto ma in possesso del passaporto giamaicano - e dunque utilizzabile come europeo equiparato grazie allo status di Cotonou player - darà risposta oggi alla società di piazza Monte Grappa, che gli ha proposto un accordo bimestrale per surrogare l'assenza del suo capocannoniere. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Il giocatore del 1986 (foto) lo scorso anno protagonista in A2 Silver ad Omegna (18,7 punti col 57% da 2 e il 35% da 3 più 6 rimbalzi) sta militando attualmente in A2 Gold a Barcellona Pozzo di Gotto, dove fattura 17,8 punti più 4,4 rimbalzi col 57% da 2 e il 43% da 3 (nono nella classifica marcatori e terzo nelle medie dall'arco). Al cambio della massima serie non è un superbomber alla Diawara, ma Shepherd - dal 2010 compagno di Rautins con la Nnazionale del Canada, nelle cui file Gianmarco Pozzecco lo aveva visionato già la scorsa estate al torneo di Trieste - è un elemento solido ed affidabile che sa rendersi utile in tanti aspetti del gioco. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Per i due mesi necessari per il recupero di Kuba è virtualmente impossibile trovare meglio di un giocatore in piena attività, nonché vistato e parametrato in Italia (il tesseramento costerebbe solo 3500 euro, la differenza tra A2 Gold e serie A). Resta però il punto interrogativo legato alla sua posizione contrattuale: il club siciliano, fino a qualche giorno fa sull'orlo del ritiro dal campionato per motivi economici, ha annunciato giovedì sera l'accordo con un nuovo main sponsor che consentirà alla squadra di Perdichizzi di mantenere gli impegni e portare a termine la stagione. Nel frattempo però l'altro americano Kelley ha già risolto il contratto: ora Shepherd dovrà decidere - anche in base alle garanzie che potranno fornirgli a Barcellona - se accettare l'accordo a tempo proposto da Varese, oppure rimanere in A2 Gold.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Se la fumata fosse bianca, Shepherd dovrebbe giocare l'ultima partita domani contro Verona e poi aggregarsi all'Openjobmetis dall'inizio della prossima settimana; in caso contrario la società di piazza Monte Grappa si rimetterà a lavorare sul mercato delle ali europee, che al momento offre comunque pochissimo (tra i free agent l'ex cremonese Drozdov, fresco di taglio ad Orthez dove al suo posto è arrivato Ebi Ere, e l'ex reggiano Jeremic che aveva iniziato la stagione in Bosnia all'Igokea).[/font][/size]

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    [font=verdana][size=3]Abilità nel passaggio, visione di gioco, qualche tripla aperta. Così Eric Maynor si presenta ai nuovi compagni in occasione del primo giorno della sua second life cestistica fuori dal pianeta NBA. Sbarcato a Malpensa alle 8 di mattina dopo la lunga trasvolata atlantica da Washington, il nuovo play biancorosso ha fatto subito la conoscenza di coach Poz, che ha accompagnato il team manager Max Ferraiuolo per rompere il ghiaccio con la sua futura estensione tecnica sul parquet. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Poi il rituale delle visite mediche, l'approdo in albergo dove risiederà per qualche giorno in attesa che sia pronto l'alloggio e poi la presa di contatto con il PalaWhirlpool, la sua nuova casa cestistica per i prossimi 5 mesi. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Poco più di un'ora di lavoro di buona lena, mostrando una condizione tutto sommato accettabile alla luce dell'inattività agonistica datata metà marzo 2014; spesso catechizzato e consigliato da Pozzecco, che negli ultimi 10 minuti lo ha tenuto a riposo illustrandogli gli schemi d'attacco della squadra, Maynor si è comunque calato con grande disponibilità ed attenzione nella nuova realtà. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«È un ragazzo serio, attento e disposto ad ascoltare, cosa non scontata con gli americani - spiega Ferraiuolo, al suo fianco per tutto il suo primo giorno a Varese - E come ogni playmaker vero, nel primo allenamento si è messo più che altro al servizio della squadra cercando di capire subito le caratteristiche dei compagni». Presto però per dare giudizi definitivi sul suo possibile impatto col sistema Openjobmetis: di sicuro l'idea dello staff biancorosso è quello di inserirlo in fretta, facendolo lavorare anche oggi (appuntamento alle 11.30 a Masnago con Ugo Ducarello e Marco Armenise che raggiungeranno Verona nel pomeriggio) e domani (lavoro individuale al PalaWhirlpool) in vista della settimana-tipo in preparazione del derby contro Cantù. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Il primo impatto atletico è francamente indecifrabile, ma più che altro per il peso del lungo viaggio che ha sostenuto per arrivare a Varese - spiega "coach Poz" - A questo si aggiunge il fatto che non ha giocato recentemente, ma dopo una sola seduta condizionata dal fuso orario non è facile capire. Detto questo ha qualità evidenti: non bisogna essere Zichichi o Phil Jackson per vedere che sa giocare e capisce le cose. Piuttosto soffro come un cane per la necessità di effettuare un taglio, sul quale non abbiamo ancora preso decisioni categoriche: la squadra ha reagito con grande professionalità assorbendo una situazione non facile per tutti». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Nel giorno dell'arrivo di Eric Maynor, Varese perde Yakhouba Diawara. Il francese (foto Blitz) sarà operato oggi all'ospedale San Gerardo di Monza per rimediare al distacco parziale della retina dell'occhio destro, riscontrata all'atleta nel corso degli accertamenti medici svolti nella giornata di ieri. Si tratta dell'occhio colpito a seguito del contatto fortuito con David Moss nel derby del 23 novembre contro Milano, e poi nuovamente ammaccato da un contatto nel match del 21 dicembre contro Caserta: l'ala del 1982 accusava fastidi e dolori, ma ha stretto i denti fino alla pausa per l'All Star Game prima di verificare l'entità del problema. Ieri le visite e la doccia gelata: l'infortunio è serio e richiede un intervento chirurgico, che sarà svolto già nella mattinata odierna dall'equipe del dottor Paolo Arpa. Ovviamente Diawara dovrà saltare l'All Star Game di sabato a Verona, ma solo dopo l'operazione - riscontrata l'entità del danno - sarà possibile definire con esattezza i tempi di recupero dell'atleta: nella migliore delle ipotesi servirà comunque un mese di stop, con la possibilità di riavere in campo l'ala francese a fine febbraio dopo la pausa per la Coppa Italia. Ma i tempi potrebbero essere anche molto più lunghi, e dunque la società attende con certezza di conoscere la prognosi per prendere di conseguenza le sue decisioni. Se lo stop di Kuba dovesse essere relativamente breve, l'idea potrebbe essere cercare un sostituto a gettone per un paio di mesi, acclarato il fatto di non potersi affidare nuovamente a Stan Okoye come avvenuto in attesa del recupero di Kangur. Se invece il verdetto fosse peggiore, Varese dovrà esplorare il mercato delle ali comunitarie per un giocatore in grado di surrogare i 17,7 punti ed i 5,2 rimbalzi di media fatturati nel girone d'andata da Diawara. [/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Un playmaker puro per accendere meglio il potenziale collettivo dell'Openjobmetis, e un leader designato cui affidarsi nella gestione dei finali in volata. Eric Maynor approda a Varese con i galloni da generale del parquet, alla ricerca di ritrovare quel ruolo da punto di riferimento dell'attacco rivestito dal 2005 al 2009 a Virginia Commonwealth University (l'università dove detiene i record di tutti i tempi di punti segnati, assist e tiri liberi realizzati - nella foto qui al centro con la cintura celebrativa). [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Al di là del consistente pédigrèe NBA del 27enne atleta del North Carolina (4,3 punti e 2,8 assist di media in 267 gare disputate in 5 stagioni), quel che ha convinto la società biancorossa sono state proprio le sue peculiarità tecniche: «Maynor ha caratteristiche diverse rispetto ai nostri attuali playmaker, ed al di là delle sue qualità individuali abbiamo ritenuto che un regista con le sue qualità potesse rappresentare un valore aggiunto nel contesto del nostro organico, valorizzando al meglio tutte le potenzialità dei giocatori del roster - spiega il presidente Stefano Coppa - Nelle sue stagioni al college ha dimostrato capacità importanti da leader, sia nella gestione della squadra che soprattutto nel prendersi le responsabilità della gestioen dei finali. Riteniamo possa aiutarci ad innescare meglio i suoi compagni e garantirci letture migliori nei momenti caldi delle partite».
    Maynor sbarcherà in città domani mattina, e sosterrà subito il primo allenamento con i nuovi compagni prima della partenza per l'All Star Game di Gianmarco Pozzecco e dell'intero staff tecnico biancorosso: la curiosità è grande per verificare soprattutto lo stato di forma del nuovo play biancorosso, agonisticamente inattivo da metà marzo dello scorso anno. 
    «Il giocatore afferma di essersi allenato regolarmente e pensiamo di trovarlo già in buone condizioni di forma. Certo non gioca una partita ufficiale da quasi 10 mesi, e questo è un aspetto da verificare. Però se saprà confermare le qualità che ha mostrato nelle sue esperienze precedenti, crediamo possa darci una marcia in più nel migliorare i compagni e di conseguenza migliorare la funzionalità di tutto il sistema».
    L'altra incognita è quella della capacità di calarsi rapidamente nella realtà della pallacanestro dell'area FIBA dopo 5 anni di gregariato nella NBA e senza alcuna precedente esperienza internazionale, ma la decisione di Maynor di rimettersi in gioco in Europa senza dormire sugli allori dei 2,1 milioni di dollari che gli sta ancora pagando Philadelphia fino al 30 giugno 2015 indica la chiara volontà del giocatore di volersi mettersi in discussione: «L'adattamento al basket europeo può essere un'incognita, ma è pur vero che le sue caratteristiche sembrano particolarmente adatte al nostro tipo di pallacanestro, dove potrebbe tornare ad essere protagonista come ai tempi dell'università. Le motivazioni non gli mancano, la volontà di costruirsi una carriera europea importante sono quelle che l'hanno portato ad accettare la nostra offerta e misurarsi con questa realtà. E' chiaro che lo ha fatto aspettandosi almeno 30 minuti e un ruolo da leader: proprio per questo pensiamo sia la persona adatta per quello che stavamo cercando». Resta ancora il punto interrogativo legato a chi dovrà far posto a Maynor: molto dipenderà dalle sensazioni dello staff tecnico dopo il primo allenamento di domani, ma il mercato biancorosso è in stand-by anche alla luce del verdetto definitivo sull'infortunio di Diawara e dunque al momento non ci sono evoluzioni in materia: «Dobbiamo capire un po' di cose sulla base di cosa succederà oggi con Kuba e dello stato di forma di Eric, sulla base di queste due situazioni in evoluzione valuteremo come e dove andare ad operare ulteriormente sul mercato. Ma ad oggi non ci sono giocatori in uscita». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ultime formalità burocratiche da espletare per Eric Maynor prima dell'approdo ufficiale a Varese. Oggi il giocatore statunitense sarà all'ambasciata italiana di Washington per ritirare il visto necessario per perfezionare il suo tesseramento con cui cominciare la sua avventura alla Openjobmetis; se non ci saranno intoppi dell'ultima ora, l'atleta del 1987 salirà sull'aereo che lo porterà verso la sua nuova destinazione cestistica in tempo per allenarsi con i nuovi compagni in occasione della riattivazione in programma domani pomeriggio a Masnago. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Vista la pausa per l'All Star Game, coach Poz ha infatti concesso tre giorni di riposo a tutto il gruppo dopo il successo esterno di Avellino; e il primo allenamento della settimana potrebbe coincidere anche con la prima giornata in biancorosso di Maynor. 
    Anche perché, se l'arrivo in città del play del North Carolina dovesse slittare ancora, il rischio è quello di non trovare nessuno ad accoglierlo: all'All Star Game di Verona in programma sabato non ci sarà infatti soltanto Gianmarco Pozzecco, ma l'intero staff tecnico biancorosso (i vice Ducarello e Jemoli, il preparatore Armenise, il fisioterapista Bianchi e il team manager Ferraiuolo) che già da venerdì accompagneranno coach Poz alla guida della selezione di stelle di cui faranno parte Andy Rautins (ovviamente partecipante anche alla gara del tiro da 3 punti) e Yakhouba Diawara.
    Invece è evidente l'interesse di società e staff tecnico di monitorare Maynor con la massima attenzione, per verificarne lo stato di forma alla luce dei 10 mesi di inattività agonistica da smaltire in vista dell'esordio nel derby del 26 gennaio a Cantù. Nessun dubbio ovviamente sulle qualità del giocatore, scelto per il suo mix di carisma e doti da play d'ordine con l'obiettivo di garantire maggior contnuità di rendimento ad una Openjobmetis vittima di troppi sbalzi d'umore nel girone di andata. Ma è chiaro che qualsiasi decisione su chi dovrà essere sacrificato per fargli posto è legata anche alla condizione atletica che mostrerà al suo arrivo in Italia: per questo Dawan Robinson - per motivi di passaporto il maggior indiziato alla cessione - non è comunque stato messo sul mercato, e nel frattempo si scandaglia anche il mercato dei comunitari (e sul fronte play qualcosa starebbe iniziando a muoversi). 
    Così come per quanto riguarda il reparto lunghi tutto ruota attorno ai tempi di recupero completo di Kristjan Kangur: la tabella di marcia prosegue spedita con l'ala estone - unico al lavoro a Masnago durante il periodo di riposo della squadra - che suda tra pesi e tapis roulant, concedendosi anche qualche tiro per ritrovare confidenza col pallone. 
    Nei prossimi giorni l'atleta del 1982 dovrebbe riprendere cautamente a muoversi sul parquet lavorando negli esercizi senza contatto; l'obiettivo è comunque quello di riaverlo almeno in panchina il 26 gennaio a Cantù. Col rientro di KK pressochè certa la partenza di Stan Okoye, fisiologicamente in esubero tra i 9 stranieri per 7 posti disponibili; in generale la sensazione è che il checkupsulle condizioni di Maynor sarà il primo spartiacque per le prossime scelte di mercato in entrata e in uscita. E se i rinforzi Maynor e Kangur funzioneranno secondo le attese, eventuali ulteriori modifiche saranno soltanto ritocchi minimi in un organico dove la definitiva stabilità (auspicando di stare lontano dagli infortuni e non avere più bisogno di correttivi per il resto della stagione) dovrà essere la condizione primaria per garantire la continuità di rendimento tecnico mancata nella prima metà della stagione. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Sarà Eric Maynor l'uomo della svolta di Varese? Radio-mercato dà per ben avviata la trattativa tra la società di piazza Monte Grappa e il 27enne playmaker (foto) che ha all'attivo 5 stagioni di NBA tra Utah, Oklahoma City, Portland, Washington e Philadelphia (che quest'anno gli sta ancora pagando 2,1 milioni di dollari dell'ultimo contratto, rendendo l'operazione oltremodo appetibile per le casse del club biancorosso). Il regista di 188 centimetri per 80 chili ha all'attivo una carriera NCAA da stella a Virginia Commonwealth University (22,4 punti e 6,4 assist di media nell'anno da senior) che gli sono valsi la scelta al numero 20 del draft 2009 da parte di Utah. Si tratta di un play puro, specialista del pick ma l'obiettivo di Maynor è quello di costruirsi una carriera da protagonista nel "Vecchio Continente", sfruttando le sue doti tecniche e cerebrali a dispetto di un tasso di fisicità ed atletismo non di primo livello per la NBA. L'operazione in entrata potrebbe essere definita all'inizio della settimana, poi ci si muoverà in uscita: l'indiziato maggiore sembra Dawan Robinson, per il quale ci sarebbe un interessamento di Caserta. Ma le strategie in uscita sono ancora da definire sulla base degli "incastri" dei passaporti delle eventuali ed ulteriori mosse di mercato.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Con carte sbagliate fra le mani. Ma non si può barare, dovendo, ogni volta, spiattellarle sul fatidico tavolo da gioco, senza poter calare quell'asso nella manica che cambierebbe la partita ma che non si possiede, facendo magari credere di non poterselo permettere. Qualche cosa di simile riguarda la dirigenza della Pall. Varese, piegata nervosamente in se stessa fra ripensamenti (come implicite ammissioni dei propri clamorosi abbagli di mercato) e dubbi (che fare per far diventare dritto un legno torto?), ovviamente, nell'intento di trovare la carta buona. Eppure quell'indimenticabile stagione, con Green e Dunston, insegna che, al di là di qualche soldone speso in più allora, a fare i colpi di mercato, più che i denari, sono idee chiare e scelte felici. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Tutto sbagliato, tutto da rifare. Dubbi non ve ne sono pensando al misero bottino raccolto ma se idealizziamo l'arrivo di un play capace di scandire armonia e giochi fluidi tra reparti, allora Varese può spendersi con grande dignità nel resto di una stagione, sin qui, si diceva, pressoché fallimentare, pure a tal punto da scavalcare la nostra più pessimistica immaginazione rispetto agli stessi severi (e sgraditi) giudizi d'inizio agosto. A squadra, appena fatta, parve chiara la mancanza di un talento o leader, in grado, per comprovate referenze, di arricchire i valori di un gruppo, ancorché solido e lineare ma privo di potenziali variabili per creatività e inventiva. Soprattutto ci stupimmo per le scelte fatte o condivise da Pozzecco che, furoreggiando da giocatore, per classe innata, avrebbe dovuto prediligere un paio di talenti da calare in un collettivo cui far lievitare i valori, peraltro, dentro una pallacanestro, nel suo complesso, tecnicamente mediocre. Su piazza qualcuno, in una specie di caccia al colpevole, ora sbagliatissima , comincia a mormorare sul conto di Giofré, supponendolo l'artefice principe di questa Varese, probabilmente, per il suo specifico compito di scouting ma se così fosse, bisognerebbe allora riconoscergli, con gli interessi arretrati, l'esclusivo merito di quella favolosa Varese (di due anni fa), invece e giustamente, spartito nelle alte sfere. Questione di gerarchie decisionali. Morale, non si batta la sella per non infastidire o, peggio, colpire il cavallo, intendendo le entità ufficiali più autorevoli del club dovendo badare a remare in ugual direzione, essendo tutti, tifosi compresi, sulla stessa barca. Tanto per ricominciare, un intervento è in atto per dotare il collettivo di un regista, nuovo stampo, capace di aggredire le difese avversarie, creare gioco e variabili offensive tenendo insieme, tra capo e coda, la squadra. Roba da sogno per un tentativo opportuno, purché s'azzecchi la scelta, in ogni caso ardua, di questi tempi, su un mercato che offre soltanto saldi. Dunque, uno fra Robinson e Dean è di troppo. Eccoci ad Avellino, di fronte a Vitucci, che qui non ha lasciato un bel ricordo per aver piantato tutti in asso, quindi a Banks, sempre inneggiato dalla tifoseria biancorossa, ora alfiere di una formazione che, l'estate scorsa, sbandierò grandi ambizioni ma che, oggi, è costretta a rimediare un pass per le finali di Coppa Italia. Varese, seppur fra travagli, nulla ha da perdere potendo sorprendere, come accadde a Brindisi, gli avversari, almeno per chiudere il girone di andata con gli stessi punti della scorsa stagione, il che è già tutto dire  [/size][/font][/color]

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    [font=verdana][size=3]Se è vero che sul volto e negli occhi degli uomini puoi leggere alcune verità, quelle dipinte sulla faccia di Willie Deane (foto Blitz) dopo la sconfitta subita contro la Giorgio Tesi Group Pistoia appaiono chiarissime nella loro durezza. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Il playmaker dell'Openjobmetis ha l'espressione, quasi incredula, di chi ha appena assistito al crollo della sua casa. Ma anche quella di chi, tra sconcerto e certezze, prova a capire da dove, con cosa e come riprendere a costruire. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Dopo una non-prestazione del genere non ci sono parole confessa Deane -. E quelle poche che ognuno di noi potrebbe sforzarsi di trovare avrebbero comunque il sapore di alibi. Invece, qui non ci sono alibi da ricercare, ma solo ammissioni di colpa da mettere sul tavolo perché, come ha giustamente detto anche il nostro coach Gianmarco Pozzecco, non ci sono giustificazioni valide dopo aver messo in scena una gara così scadente sotto il profilo mentale». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Quindi, a suo avviso, l'imputata principale è la testa?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Come pensare a qualcosa di diverso quando - segnala il playmaker ex-Purdue -, come successo a noi, la squadra ha giocato svuotata e spenta già dopo il salto a due? Come pensare a qualcosa d'altro quando nessuno di noi è riuscito, nell'arco dell'intera partita, a mettere insieme un pizzico di continuità accettabile sui due lati del campo? Evidentemente la lezione di Capo d'Orlando non è passata e, peggio, non ha scatenato la reazione attesa. Così ne è nata una di quelle gare che non riesci più e rimettere in piedi. Dunque, sì, la colpa è dell'atteggiamento generale». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]È mancata la concentrazione?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Sì, sono convinto che la squadra sia arrivata all'appuntamento con scarsa concentrazione anche perché mi rifiuto di pensare che all'improvviso siamo diventati tutti brocchi. Infine, aggiungo, cos'altro puoi pensare se in difesa regali troppi canestri facili, non tieni mai un uno contro uno, non ci sono aiuti e rotazioni valide? E in difesa non ci sono indici da puntare perchè, come ben sapete, la tenuta difensiva, individuale e corale, è lo specchio nel quale si riflette fedelmente il livello di attenzione e coesione di una squadra. Le difficoltà del nostro gruppo a mio parere si rivelano soprattutto quando giochiamo nella nostra metà campo». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Intanto, però, i problemi in cabina di regia sembrano riverberarsi sul rendimento della squadra: lei e Dawan Robinson siete in discussione... [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Non ne solo nulla e, in ogni caso, ho altri obiettivi: lavorare ancora meglio in palestra, dare il massimo in allenamento come in partita, alzare il livello delle mie prestazioni, dare una mano ai miei compagni e allenatori e aiutare la squadra a restare unita in questo momento duro. Per il resto, non voglio preoccuparmi di aspetti che riguardano le strategie del club». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Domenica ad Avellino si chiuderà l'andata: che tipo di bilancio si può tracciare? [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Poco soddisfacente, è sicuro. In particolare fa male vedere davanti squadre che sulla carta non sono superiori a noi. Questo pensiero dev'essere però uno stimolo per riprenderci quello che abbiamo gettato e penso che il nostro gruppo abbia dentro le qualità tecniche e la forza morale per uscire dalla crisi. Un po' come quando dopo aver male a Cremona abbiamo espugnato Brindisi. Quindi conclude Willie con un avviso andremo ad Avellino per ricominciare nel modo giusto». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi [/font][/size]

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